A Ivorá (Brasile) il friulano riconosciuto lingua co-ufficiale del Comune
Ivorá (Nova Udine), nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul, ha riconosciuto il friulano come lingua co-ufficiale del comune. Lo riferisce l’Ente Friuli nel Mondo precisando che il disegno di legge era stato proposto dal Fogolâr Furlan di Nova Údine, rappresentato dal presidente Hektor Giacomelli e dal vicepresidente e consigliere comunale Ângelo Simonetti, e approvato dal sindaco Josemar Osmari.
La proposta è stata approvata all’unanimità, con il sostegno di tutti i consiglieri comunali. Ivorá diventa così – la prima città brasiliana a riconoscere ufficialmente la lingua friulana, un atto che – sottolinea l’Ente Friuli nel Mondo – riflette la forza e la tenacia della sua comunità friulana, la più grande del Brasile, e ribadisce l’importanza della conservazione delle culture dell’immigrazione. La legge municipale n. 1.682, promulgata dal sindaco il 6 ottobre 2025, rende Ivorá l’unica città ufficialmente trilingue della Quarta Colônia.
Oltre al portoghese, anche il friulano e il veneto vantano il riconoscimento ufficiale. In pratica, il riconoscimento – spiega l’Ente Friuli nel Mondo – mira a proteggere e preservare la marilenghe (lingua madre). Il friulano potrà essere utilizzato in contesti amministrativi, istituzionali e pedagogici. La misura rafforza anche i legami già esistenti tra Ivorá e la regione Friuli Venezia Giulia, regione italiana da cui provenivano gli immigrati friulani.
Attualmente, “Nova Udine” ospita la comunità friulanofona più preservata e attiva del Brasile. Tra le otto località brasiliane che mantengono associazioni legate all’Ente Friuli nel Mondo, è l’unica dove il furlan è ancora vivo nella quotidianità.
Il riconoscimento – rimarca l’Ente – è motivo di celebrazione regionale e internazionale, risultato di un lavoro continuo della comunità per la valorizzazione delle proprie radici. Il movimento di conservazione linguistica e culturale osservato a Ivorá si estende anche alla Quarta Colônia, che sta riaffermando le sue origini riconoscendo, con precisione storica, le sue vere lingue di eredità, il furlan e il veneto, in contrapposizione alle narrazioni generalizzanti associate al “talian”. (Inform)