Adriano deve tornare a casa!

Adriano Gaetani è un pensionato veneto di 81 anni che, da più di 20 anni a questa parte, amava svernare a Las Terrenas, Repubblica Dominicana.
Purtroppo il suo ultimo soggiorno nella cittadina caraibica si è trasformato in tragedia, in un incubo: lo scorso dicembre, infatti, è stato colpito da un ictus che lo ha reso invalido.
In Italia lo aspetta ormai da quasi sei mesi la figlia Tiziana, ma Adriano è sempre qui. Le spese per il rimpatrio sarebbero ingenti e la donna, nonostante la sua buona volontà, non è in grado di reperire tutto il denaro necessario. Si è rivolta un po’ a tutti: alla Regione Veneto, al Comune, persino al Presidente della Repubblica e poi a Medici senza Frontiere, Croce Rossa, a Emergency. Risultato: Adriano continua ad aspettare.
La nostra Ambasciata di Santo Domingo “controlla” la vicenda, ma non mette mano al portafoglio.
Per 5 anni abbiamo svolto l’incarico di Corrispondente Consolare della nostra rappresentanza diplomatica e ci siamo resi conto più volte di come vanno le cose in casi come questi. Il Consolato chiama tutti i parenti, anche le mogli divorziate, se ci sono, invitandoli a prendersi cura del congiunto, ma dal Governo non esce un centesimo.
Ricordiamo il caso di un amico, che aveva prestato servizio nella Folgore ed era stato in Afghanistan con la forza di pace, che era rimasto senza fonti di sussistenza e che, per tornare a casa, ha dovuto ricorrere al buon cuore dei suo ex commilitoni.
Ci viene da considerare che, in altri casi, invece, in altre parti del mondo, sembra non si sia badato (segretamente) a spese per far liberare ostaggi più o meno consenzienti con i propri rapitori.
Spendiamo miliardi per far continuare una guerra che minaccia di trasformarsi in un focolaio di conflitto internazionale e Adriano è ancora qui, nel suo letto, aspettando di rientrare a casa per ricevere quelle cure che gli spettano come cittadino italiano e che, con tutto il rispetto per la sanità locale, potrebbero forse essere più efficaci di quelle finora ottenute nelle cliniche locali, affinché, sostenuto dall’amore di sua figlia, possa tornare nuovamente a vivere una vita tranquilla e dignitosa. A casa sua.