Alessandro Scanziani: “Il ricordo più bello della mia carriera? La Coppa Italia vinta da capitano con la Sampdoria di Vialli e Mancini”

L’ex centrocampista, nella chiacchierata che con tanta disponibilità ha deciso di concederci, ha ricordato i momenti felici della propria lunga e gratificante carriera.
242 presenze in Serie A (con le casacche di Como, Inter, Ascoli e Sampdoria), 176 in Serie B, 77 in Coppa Italia, 10 in Coppa delle Coppe, 2 in Coppa UEFA e 82 gol. Questi sono i numeri di Alessandro Scanziani, mezzala dotata di estro, generosità e lealtà sportiva. Numeri che contraddistinguono le buone carriere, soprattutto se si pensa che sono stati raccolti negli anni in cui il nostro calcio attirava campioni come Maradona, Platini e Falcão ed era considerato il più bello e competitivo del mondo.
Buonasera Scanziani, grazie per aver accettato il nostro invito.
Buonasera a tutti, grazie a voi. Parlare di calcio mi fa sempre molto piacere.
Qual è il ricordo più bello della sua ricca carriera?
Ho vinto due volte la Coppa Italia: la prima con l’Inter nel 1977-78 e la seconda con la Sampdoria nel 1984-85. All’Inter non ero un titolare fisso, mentre alla Samp ho trascorso cinque anni, arrivando con la squadra in Serie B. In B ho segnato 10 gol, offrendo un prezioso contributo per il ritorno in Serie A, e poi abbiamo vinto la prima Coppa Italia della storia del club. Di quella squadra, fortissima e ricca di campioni come Vialli, Mancini, Vierchowod e Souness, ero il capitano in virtù della mia anzianità. Avremmo potuto fare qualcosa di più in campionato, tuttavia il successo in Coppa Italia, ottenuto vincendo entrambe le finali contro il Milan, è molto bello da ricordare.
Si considera un po’ la “chioccia” di Vialli e Mancini?
Innanzitutto sono contento di aver giocato con due grandi calciatori e due grandi uomini. Con Vialli, che spesso veniva a cenare da me, c’era un bellissimo rapporto. Mancini arrivò Genova che aveva solo 17 anni; ricordo che c’era sempre qualcuno della società che lo andava a prendere e lo riaccompagnava. Rispetto a Vialli era più introverso, ma già si vedeva che sarebbe diventato un fenomeno.
Ho sempre considerato Vierchowod uno dei più grandi difensori italiani. Cosa mi dice di lui?
Sono d’accordo, ha sempre dimostrato grandi qualità e fatto ottime annate ovunque è andato.
Alla Samp, ha avuto un impatto straordinario; anche grazie a Mantovani, che è stato un grandissimo presidente e ha sempre investito per costruire grandi squadre, ha vinto un campionato e giocato una finalissima di Champions.
Sono in tanti a dire che lo scudetto 2024-2025 se lo giocheranno l’Inter, che resta la grande favorita perché è la squadra Campione in carica nonché quella che ha cambiato meno, e la Juventus, che a differenza dell’Inter ha cambiato molto e si è presa il titolo, del tutto simbolico, di Regina del mercato. Anche secondo Lei sarà un duello tra nerazzurri e bianconeri?
Spero sia un duello e non una lotta a tre, a quattro o a cinque. La Juve è partita molto bene e merita i nostri complimenti, ma l’Inter di Inzaghi ha il vantaggio di avere un gruppo che lavora insieme da anni.
Veniamo al Monza: lei non ha mai indossato il biancorosso, ma è nato a Verano Brianza e questo fa di lei un brianzolo DOC. Cosa mi dice della squadra di Nesta?
Dopo le scuole medie a Carate, sono andato a Monza a fare lo scientifico; mi sentivo più monzese che comasco, però il Como mi ha preso che avevo 14 anni e con loro ho giocato negli Allievi, in Primavera e, dopo qualche prestito, anche in prima squadra. A Como ho vinto un campionato di B e giocato in A. Ricordo che quando giocavamo a Monza era sempre un Derby incredibile. La tifoseria comasca sente molto le partite contro le lombarde e questo trasformava gli incontri in veri e propri duelli. Una volta venni anche espulso! Capitò un anno che andammo a Varese: Fontolan si fece male ma la partita proseguì; io, nel tentativo di gettare fuori il pallone per fermare il gioco, colpii un avversario; l’arbitro fraintese le mie intenzioni e mi mostrò il cartellino rosso. Provai a giustificarmi ma il direttore di gara non volle sentire ragioni!
La nazionale, dopo un europeo tra i più deludenti di sempre, sembra essere ripartita bene. Ha condiviso la scelta di confermare Spalletti?
Credo che sia giusto dare tempo a un allenatore di conoscere i giocatori che ha a disposizione. Non è sufficiente andare ogni domenica a vedere le partite. Un tempo la nazionale era composta prevalentemente da giocatori della Juve, dell’Inter, del Milan e di poche altre squadre abituate a vincere; oggi, con le grandi farcite di stranieri, occorre pescare anche da quelle squadre che non lottano per le posizioni di vertice, e questo complica il lavoro del CT.
Perché si è persa l’abitudine di acquistare in provincia? L’Inter, con Frattesi, ha dimostrato che in provincia ci sono ancora giovani promesse da scoprire e lanciare!
Le società, oggi, puntano sugli stranieri. Quando giocavo io, si potevano tesserare 2 stranieri ed erano innesti di qualità! Oggi non è più così.
Ultime 2 domande. Molto veloci. Più emozionante vedere Sinner trionfare agli USOpen o Leclerc vincere a Monza?
Sinner. Essere il numero 1 alla sua età significa vivere per raggiungere questi risultati. Lo seguo sempre e, quando inizia a picchiare, non ce n’è per nessuno.
Per l’ultimissima domanda, si torna a Monza-Inter. Non le chiederò un pronostico, ma qualcosa di più gustoso. Meglio il risotto alla monzese, o quello alla milanese? Prima di farla rispondere, spiego, a chi non è del territorio, la sottile differenza. Il risotto alla milanese è con lo zafferano, quello alla monzese, oltre allo zafferano, ha anche la salsiccia. Dunque, quale preferisce?
Mi piacciono entrambi, ma se proprio devo scegliere dico Risotto alla monzese! Zafferano e salsiccia sono due ingredienti che si sposano perfettamente.
Scanziani, lei è stato gentilissimo. La saluto con affetto e le do appuntamento alla prossima.
Scanziani, prima di salutare, mi mostra con orgoglio la foto del successo in Coppa Italia della “sua” Samp: gli occhi, quarant’anni dopo quel trionfo, brillano ancora come quella notte.