America Centrale nel mirino della guerra: prezzi del carburante alle stelle e rimesse record

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran sta colpendo l’America Centrale molto più di quanto si possa immaginare guardando una cartina geografica. Due effetti opposti — uno che svuota le tasche, l’altro che le riempie — stanno ridisegnando la vita quotidiana di milioni di persone in Guatemala, Honduras ed El Salvador.
La benzina costa sempre di più
L’aumento dei prezzi di benzina e diesel nei tre Paesi centroamericani risponde direttamente agli attacchi tra Stati Uniti e Iran e alla chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz, che ha intensificato la volatilità del mercato petrolifero mondiale, aggravata ulteriormente dalla caduta delle riserve di idrocarburi negli Stati Uniti e dall’aumento dei costi logistici internazionali. Tgcom24
I governi della regione hanno dovuto correre ai ripari. In Honduras, le autorità hanno segnalato aumenti tra i 4 e i 5 centesimi di dollaro per gallone su diesel, kerosene e vari tipi di gasolina, e per attutire il colpo il governo ha introdotto un sussidio fino al 50% del prezzo. Tgcom24 In Guatemala, il Ministero dell’Energia ha annunciato rincari fino a 13 centesimi di dollaro per gallone su gasolina regular, superiore e diesel, mentre El Salvador ha aggiornato i prezzi di riferimento con un aumento di 5 centesimi per gallone su tutte le tipologie di carburante. Tgcom24
Un paradosso difficile da digerire per economie che non producono petrolio e dipendono interamente dalle importazioni. Come ha sintetizzato un economista honduregno citato dalle autorità energetiche: anche se i legami commerciali del Paese puntano principalmente verso l’America, la catena logistica internazionale rende inevitabile il trasferimento dei costi sui consumatori finali.
Le rimesse crescono, ma il futuro è incerto
C’è però anche una notizia positiva, almeno per ora. Le rimesse inviate dai migranti residenti negli Stati Uniti verso El Salvador, Guatemala e Honduras sono cresciute di oltre il 20% su base annua, secondo i dati raccolti dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. SiViaggia Un flusso di denaro fondamentale per milioni di famiglie nella regione, che in molti casi rappresenta l’entrata principale del bilancio domestico.
Ma questo dato positivo convive con una grande incertezza: le politiche di deportazione di massa dell’amministrazione Trump stanno riducendo il numero di migranti centroamericani presenti negli Stati Uniti, con il rischio concreto che le rimesse tornino a calare nei prossimi mesi. Una doccia fredda che, sommata ai rincari energetici, potrebbe pesare duramente sulle economie più fragili dell’istmo.