America tra due tempeste: Raymond nel Pacifico, Jerry sull’Atlantico

L’autunno non segna la fine della stagione dei cicloni nel continente americano. Mentre l’Atlantico continua a generare sistemi tropicali in movimento verso nord, il Pacifico orientale resta attivo lungo le coste del Messico. In queste ore due tempeste — Raymond e Jerry — attirano l’attenzione dei meteorologi e dei servizi di protezione civile dei rispettivi bacini.
Raymond: la tempesta del Pacifico che minaccia la Baja California Sur
Nel Pacifico orientale, la tempesta tropicale Raymond si muove verso nord-ovest a circa 26 km/h, con venti sostenuti attorno ai 75 km/h e raffiche più intense.
Alle prime ore di sabato 11 ottobre, il suo centro è stato localizzato a 21,4° N e 109,4° O, a sud della penisola di Baja California Sur, dove si attendono i primi effetti significativi già entro la notte.
Secondo il National Hurricane Center statunitense (NHC), Raymond potrebbe toccare o lambire le coste meridionali della Baja con piogge intense, mareggiate e venti forti, per poi indebolirsi rapidamente nel corso di domenica trasformandosi in depressione post-tropicale.
Le precipitazioni più abbondanti sono previste sulle zone montuose del nord-ovest messicano, con accumuli stimati tra 10 e 15 centimetri, e punte localmente superiori.
Gli esperti raccomandano cautela per il rischio di allagamenti improvvisi e frane, specie nelle aree dove il terreno è già saturo o nei tratti di costa più esposti. Anche il moto ondoso rimane un pericolo: onde alte e correnti di risacca potranno rendere insidiose le spiagge della regione di Los Cabos e delle località turistiche limitrofe.
Jerry: la tempesta dell’Atlantico in movimento verso nord
Sul fronte opposto del continente, nell’Atlantico centrale, la tempesta tropicale Jerry prosegue la sua corsa verso nord a circa 25 km/h, con venti massimi che raggiungono i 95 km/h. Il sistema, formatosi nei giorni scorsi a est delle Antille, ha già interessato le Isole Leeward e le Isole Vergini, dove si sono registrate piogge intense e mare agitato.
Le ultime proiezioni indicano che Jerry potrebbe rafforzarsi temporaneamente nelle prossime 24-48 ore, ma il suo percorso tende a curvare verso nord-est, mantenendolo lontano dalle grandi terre emerse. Le coste degli Stati Uniti e i Caraibi maggiori non sembrano, al momento, direttamente minacciate.
Tuttavia, le autorità delle isole più vicine al suo raggio d’azione mantengono avvisi di tempesta tropicale, e si raccomanda prudenza per le condizioni del mare e possibili inondazioni locali.
Una stagione ancora attiva
La stagione degli uragani del 2025, che ufficialmente termina il 30 novembre, continua dunque a mostrare vitalità su entrambi i fronti oceanici.
Gli esperti ricordano che le acque ancora calde e le correnti atmosferiche favorevoli possono sostenere la formazione di nuovi sistemi tropicali anche a stagione avanzata.
Per ora, Raymond e Jerry rappresentano due episodi distinti ma significativi della resilienza del clima tropicale americano: il primo interessa le coste del Pacifico messicano, il secondo percorre la rotta classica dell’Atlantico centrale, tracciando sul mare aperto la lunga scia di un autunno ancora instabile.