“Andiamo alle Bahamas”

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https bucketeer e05bbc84 baa3 437e 9518 adb32be77984.s3.amazonaws.com public images bc1f5e68 e47d 47a3 8014 1a93b88d7c6f 1080x835Le Bahamas sono un paradiso tropicale composto da 700 isole di cui 14 abitate. Natura incontaminata, acqua cristallina e migliaia di chilometri di spiagge bianche o rosa spesso deserte. Adesso mi trovo qui, la mia seconda casa. Per adesso qui si sta benissimo. Restrizioni zero. Qualche mascherina sul mento, prima di capire con chi si ha a che fare. Mascherine comunque sempre richieste in luoghi pubblici. Poi niente altro. Ci si accorge del Covid solo quando si deve arrivare o partire con l’aereo in quanto serve il tampone. I turisti sono venuti in tantissimi a fine anno. Era tutto esaurito. Una giovane coppia mi ha raccontato che a Miami, per gestire la folla di passeggeri in viaggio hanno dovuto aprire addirittura sportelli extra, adibendo quelli della dogana, per riuscire a smaltire le code chilometriche. En Italia invece disdette, cancellazioni e un mortorio. Peccato.

Vengo alle Bahamas dal 1995. Era un periodo in cui viaggiavo molto. Avevano appena aperto il mega Hotel e Casinò Atlantis a Paradise Island.

Avevo letto la notizia sulla rivista di viaggi Dove e, invogliato dal racconto, dalle foto e dalla golosa descrizione del piatto nazionale delle Bahamas, la conch salad, decisi di venire a vederlo e assaggiare la specialità gastronomica . In quel periodo Atlantis era qualcosa di incredibile e lo è tutt’ora. Una costruzione senza uguali nel mondo, piena di opere d’arte bellissime, detto da uno come me che viene da Firenze, scultore dilettante, e che ha un parametro di giudizio, Firenze, che può definirsi assoluto. L’idea del proprietario, il sudafricano Sol Kerzner, era quella di ricostruire la civiltà perduta di Atlantide, con un parco oceano-marino. Non è stato realizzato un acquario, ma molto di più! Hanno chiuso una porzione dell’oceano e l’hanno riempita di pesci e opere d’arte sommerse.

Tutt’ora Atlantis è sempre la maggior attrazione turistica delle Bahamas e anche il maggior datore di lavoro, con 7500 dipendenti, e visto il successo ottenuto, la proprietà lo ha voluto duplicare e ne ha costruito uno identico anche a Dubai. Durante quest viaggio, nel 1995, conobbi Stephanie. Ci siamo sposati nel 1998 e nel 2000 è nata la nostra unica figlia.

Le Bahamas per me non sono semplicemente un posto. Per me qui è casa. Ho la mia seconda famiglia, persone che amo. Qui sono tra parenti e amici che conosco da oltre venti anni. Mi sono occupato attivamente di promoovere il turismo e sono il titolare dell’unica pagina Facebook esiste che si chiama “Andiamo Alle Bahamas”, dove pubblico e condivido notizie e aggiornamenti. Inoltre, insieme a un amico, recentemente abbiamo comprato e messo in rete il sito isolebahamas.com,

La storia economica delle Bahamas è caratterizzata da una costante ciclicità degli eventi dove periodi di estrema bonanza si alternano con altri di crisi. Per esempio, la storica industria delle spugne naturali, che tanto rendeva in termini di prodotto interno lordo alla nazione, finì bruscamente a causa di una malattia che distrusse buona parte delle spugne in mare. Adesso la tradizione continua grazie anche allo spugnificio Rosenfeld di Trieste che è il primo importatore di spugne naturali dalle Bahamas. Consiglio a tutti di provare una spugna naturale. Si trovano in acquisto qui: https://shop.rosenfeld.it/

Recientemente, fino al 2019 qui alle Bahamas le cose stavano andando veramente con il turbo boost, poi, come una maledizione, si sono abbattuti sulle isole, prima l’uragano su Abaco e Freeport a settembre 2019, e poi il blocco totale del turismo causato dall’emergenza sanitaria globale. L’impatto sull’economia è stato devastante. Solo la gran capacità della gente delle Bahamas di sapersi arrangiare e resistere ha consentito di farcela. Sono arrivati ​​anche aiuti umanitari. Nel mio piccolo, attraverso la Fondazione Italia Bahamas che presiedo, ho reso possibile già due raccolte fondi per beneficenza, che hanno portato sollievo a molte famiglie disagiate, l’ultima. del dicembre scorso, grazie alla vendita del mio libro, scritto senza scopo di lucro.

Il ricavato (11 milioni de dollari) è stato interamente donato con la mediazione della famosa reporter Shenique Miller e il grandissimo vescovo Lawrence Rolle, che ha coinvolto la Chiesa. Adesso il turismo sta ripartendo lentamente. Qui alle Bahamas, la maggior parte dei turisti sono americani, quindi le sorti economiche del paese sono legate a doppio filo alle decisioni che vengono prese e che verranno implementate in area USA. Purtroppo, anche l’America non se la sta passando bene, anzi, parecchio male, con molte tensioni interne ancora da risolvere. E i ricchi scappano alle Bahamas. 

In questo periodo di totale scoraggiamento per quello che riguarda l’Italia, molti amici o contatti Facebook mi stanno chiedendo aiuto per trasferirsi qui.

Lo dico in modo chiaro: trasferirsi alle Bahamas non è facile se non si hanno molti soldi. Le Bahamas sono un posto per nababbi. Per avere la residenza bisogna investire almeno 500mila dollari. Altrimenti, occorre comprare o costruirsi una casa e allora si può ottenere un permesso chiamato Home Owner. Per una casa da 100mq affacciata sul mare si spendono circa 200/250 mila dollari.

La vita alle Bahamas è molto costosa. La valuta locale, il dollaro delle Bahamas ha il cambio alla pari con il dollaro americano. Quindi costa tutto come in America, ma con il problema di far arrivare le merci sulle isole. In questo momento, le ben note politiche economiche degli USA stanno causando una dolorosa impennata inflattiva che vede i prezzi aumentare rapidamente. Senza un reddito adeguato, qui è molto difficile anche fare la spesa per i beni quotidiani. D’altro canto, con i giusti investimenti, si possono ottenere guadagni molto elevati, ed essendo le Bahamas un paradiso fiscale, i redditi non sono soggetti a tassazione. Quindi, con un’idea valida e un investimento azzeccato, ci sono ottime possibilità, anche in considerazione del fatto che il mercato del lusso e del super lusso sono in crescita esponenziale, viste le dinamiche innescate proprio dalla crisi economica stessa, come ho ben spiegato nel mio libro: PERCHÉ COMPRARE ORO ADESSO, e nelle mie newsletter.

L’era economica che stiamo attraversando, denominata Grande Reset, prevede un radicale sovvertimento dell’ordine economico, con la distruzione del ceto medio a beneficio della classe ricca e ultra ricca: classe che è costantemente alla ricerca di soluzioni per impiegare tutta la liquidità in eccesso che gli esce da tutti i pori e che trova qui alle Bahamas il luogo ideale per investire:

1) un paese molto stabile politicamente, anglofono e con istituzioni di tipo occidentale

2) una popolazione locale tutto sommato benestante, senza miseria, con un PIL pro capite (stime OCSE) in linea con la media delle economie sviluppate occidentali

3) una natura incontaminata di una bellezza assoluta.

4) vicinissimo agli Stati Uniti, si arriva in poco tempo sia in aereo che in barca.

5) la sicurezza d’interagire con altre persone di livello economico elevato che dà all’investitore un senso di sicurezza e di status e la certezza di aver fatto un investimento sensato.

6) La possibilità di mettere a rendita il proprio investimento immobiliare utilizzando le piattaforme Airbnb, VRBO eccetera. tipo questa casa in affitto a 10 mila dollari al giorno: https://lapalmeraiebahamas.com/luxury-oceanfront-villa-harbour-island/?gclid=Cj0KCQiAubmPBhCyARIsAJWNpiMD6Q9oVXORxVEfwuJE8xfwx50ticX0JktiBsitBQzKknooJ4CEMEU_ArnjBEALw

Cosa si fa alle Bahamas?

I lavori più richiesti sono nel settore turistico, solo che giustamente, la legge impone ai datori di lavoro di dare la priorità ai lavoratori bahamiani rispetto a chi viene da fuori, inoltre, un permesso di lavoro arriva a costare fino a 15 mila dollari: https ://www.immigration.gov.bs/applying-to-stay/immigration-fee-scale/

Altrimenti bisogna investire e crearsi il lavoro da soli.

Quello che è molto richiesto e quello che veramente manca, specialmente nelle isole minori, è la competenza e la alta specializzazione nell’artigianato che abbiamo in Italia. D’altro canto, anche proponendo una qualità che qui è assente, bisogna sempre rivolgersi a una committenza che sia in grado di pagarla, e questa committenza è nella stragrande maggioranza dei casi, rappresentata da capitale straniero, di grossi investitori che non sono facili da intercettare, in quanto in genere si muovono con mezzi propri, in tutto il mondo.

Chi desidera avere una consulenza specifica sulla fattibilità di progetti imprenditoriali e su investimenti alle Bahamas, mi può contattare tranquillamente. Spero di essere stato chiaro nell’elencare i vincoli economici che limitano l’ingresso alle Bahamas alle persone sprovviste di un elevato standard economico.

In Italia stiamo attraversando un momento di catastrofe economica devastante. l’Italia è il principale bersaglio del fuoco incrociato dell’élite finanziaria globale che punta a distruggere il risparmio privato dei cittadini italiani e a impossessarsi degli asset strategici.

Chi ha dei risparmi, messi via negli anni con immensi sacrifici e rinunce, rischia di vederseli vaporizzare con le manovre pazzesche che vengono implementate proprio allo scopo di costringere gli italiani a spendere i propri risparmi per sopravvivere e a vendere o svendere casa. Tutto molto drammatico.

Molte persone si sono accorte di quanto sta accadendo. Nel mio libro, nelle mie conferenze e nelle mie newsletter, ho sempre suggerito che la soluzione più pratica per difendere il proprio patrimonio, è quella di convertire la valuta destinata a diventare carta straccia in beni reali. Il miglior modo è quello di comprare oro fisico da investimento sotto forma di monete.

Molti italiani però sono ancora appassionati d’immobili. Qui alle Bahamas, il mercato immobiliare è in pieno boom, grazie ai ricchi americani e di tutto il mondo che hanno scoperto queste isole.