Atlantico, cominciano i primi movimenti: occhi puntati sulla zona arancione

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L’estate entra nella sua fase più delicata per il bacino atlantico e, per chi vive nei Caraibi, è arrivato il momento di tornare a guardare con attenzione le mappe meteorologiche.

La carta diffusa questa mattina dal National Hurricane Center di Miami mostra infatti tre aree di interesse nell’Atlantico. Al momento nessuna di esse è un ciclone tropicale, ma una in particolare comincia a destare maggiore attenzione.

È quella evidenziata in arancione, situata nell’Atlantico tropicale orientale, a sud delle isole di Capo Verde.

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La zona arancione è quella da seguire

Secondo l’aggiornamento delle autorità meteorologiche statunitensi, nell’area è presente una zona di bassa pressione accompagnata da temporali e attività convettiva ancora disorganizzata.

Il sistema si sta muovendo lentamente verso ovest e potrebbe incontrare condizioni atmosferiche più favorevoli allo sviluppo nella parte centrale della settimana.

Il dato più significativo è quello relativo ai prossimi sette giorni: la probabilità di formazione di una depressione tropicale è attualmente stimata al 60%. Nelle prossime 48 ore, invece, la possibilità è del 20%.

È quindi ancora troppo presto per parlare di una tempesta o, tantomeno, di un uragano.

Ma è abbastanza per cominciare a seguirne l’evoluzione.

Perché proprio questa zona preoccupa di più?

La posizione della perturbazione è uno degli elementi che attirano maggiormente l’attenzione.

Il sistema si trova nella cosiddetta Main Development Region, l’ampia fascia dell’Atlantico tropicale nella quale, soprattutto durante il picco della stagione degli uragani, possono svilupparsi le onde tropicali provenienti dall’Africa.

Il NHC segnala inoltre che una nuova onda tropicale attualmente sull’Africa occidentale dovrebbe fondersi con la perturbazione nei prossimi giorni. Successivamente le condizioni ambientali potrebbero diventare più favorevoli alla formazione di una depressione tropicale.

È proprio questo il motivo per cui la situazione merita attenzione.

E la Repubblica Dominicana?

Per il momento nessun allarme.

Non esiste oggi una previsione che indichi un impatto diretto sulla Repubblica Dominicana. La distanza dall’area di interesse è ancora enorme e, soprattutto, non esiste ancora un ciclone con una traiettoria definita.

Quello che vediamo sulla carta è soltanto un’area nella quale potrebbe svilupparsi un sistema tropicale.

Da lì a sapere dove eventualmente potrebbe dirigersi ci sono ancora molti giorni e, soprattutto, molte variabili atmosferiche da considerare.

Una perturbazione può rafforzarsi, indebolirsi, cambiare direzione o addirittura dissolversi.

Per questo sarebbe sbagliato creare allarmismi.

Ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorarla.

Le altre due zone sono meno preoccupanti

La carta mostra anche una zona gialla nell’Atlantico centrale, tra i Caraibi e l’Africa, associata a un’altra onda tropicale. Il NHC le attribuisce attualmente soltanto il 10% di probabilità di sviluppo sia nelle prossime 48 ore sia nei prossimi sette giorni.

Un’altra area, anch’essa gialla, si trova invece nell’Atlantico subtropicale occidentale, a nord delle Bermuda. Anche in questo caso la probabilità di formazione è del 10%.

La situazione quindi non è quella di un Atlantico improvvisamente pieno di tempeste.

È piuttosto l’inizio di quella fase della stagione nella quale le condizioni meteorologiche cominciano a diventare più interessanti.

Agosto è un mese da osservare con attenzione

Per i Paesi caraibici questo è il momento dell’anno nel quale la sorveglianza meteorologica assume particolare importanza.

Non significa che ogni onda tropicale debba trasformarsi in un uragano. Al contrario, molte perturbazioni non riescono mai a organizzarsi.

Ma significa che da questo momento in poi le mappe del National Hurricane Center diventano uno strumento da consultare con maggiore frequenza.

E soprattutto bisogna imparare a distinguere tra una semplice area di disturbo e un sistema realmente pericoloso.

Niente panico, ma occhi aperti

La situazione di questa mattina può essere riassunta in poche parole:

nessun ciclone tropicale attivo, nessun allarme per la Repubblica Dominicana, ma una perturbazione sull’Atlantico orientale che presenta una probabilità del 60% di svilupparsi entro sette giorni.

È ancora presto per sapere che cosa diventerà.

La cosa più importante, quindi, è seguire l’evoluzione giorno dopo giorno e non lasciarsi condizionare dalle prime immagini delle mappe.

Perché nel Caribe sappiamo bene che la stagione degli uragani non concede distrazioni.

Per ora guardiamo l’Atlantico. Senza paura, ma con attenzione.