Malindikenya/ Dialoghi tra artisti keniani e italiani a Nairobi

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malindikenya“Con l’incontro e le attività durate dieci giorni, dal 2 al 12 giugno scorso a Nairobi, è partito il progetto interculturale di scambio tra artisti italiani e keniani “Dialogos Part Six”, che ha messo in contatto e metterà in confronto artisti e ricercatori italiani con colleghi keniani per sviluppare la creatività e tematiche comuni ed arrivare, attraverso altri incontri in presenza e in remoto ad un’opera collettiva, una pubblicazione che documenterà l’intero progetto e una presentazione pubblica a Nairobi”. A parlarne è un articolo pubblicato dal portale di informazione in lingua italiana Malindikenya.net, diretto da Freddie del Curatolo.
“Gli italiani Beatrice Polato, Umberto Cavenago, Giancarlo Norese, Luisa Turuani e il Collettivo keniano “Un-Collective”, formato dagli artisti Onyis Martin, Longinos Nagila e David Thuku, hanno interagito con altri colleghi online dall’officina creativa Kuona Art della capitale, uno dei partner dell’iniziativa coordinata dall’Istituto Italiano di Cultura a Nairobi.

Come si legge nel sito dell’iniziativa, “Dialogos Part Six è un progetto di collaborazione tra artisti kenioti e italiani, incentrato sulla possibilità di sviluppare una pratica artistica basata sulla continua negoziazione di conoscenze, scelte e consapevolezza. Un’esperienza fiorente tra artisti che si sono trovati per coincidenze, affinità elettive o traiettorie intrecciate”.
Tre artisti e una ricercatrice italiani sperimenteranno lo stare assieme come progetto d’arte in un territorio culturalmente lontano da quello italiano. Dialogheranno con altri artisti keniani i quali faranno da ponte anche nella scoperta della scena artistica principalmente concentrata a Nairobi.
Grazie alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e alla loro volontà di sostenere l’organizzazione della residenza in Kenya, è stato possibile concretizzare questo scambio culturale, declinato attraverso l’arte contemporanea.Gli artisti italiani che partecipano sono legati dalla condivisione di un progetto che in Italia vanta una storia pluridecennale, Dialogos, che mette al centro del processo creativo e del fare arte non necessariamente qualcosa di tangibile come risultato ma il dialogo estetico, con l’obbiettivo dichiarato di far conoscere il Kenya attraverso le persone che ci vivono e che sono impegnate nel promuovere una narrazione meno stereotipata del loro paese. Condividere problematiche sociali e ambientali che l’arte esprime e, talvolta denuncia, in Kenya così come nel territorio italiano.
L’iniziativa di Nairobi è quindi un work in progress, un format di condivisione artistica da mettere in dialogo con un paese culturalmente molto diverso che accende curiosità, dibattiti e provoca narrative incrociate nella speranza di creare un terreno comune dove costruire.
Uno spazio all’interno di Kuona Art Collective si trasforma così in una sorta di atelier per la creazione artistica dove incontrare altri tre artisti keniani, Onys Martin, Longinos Nagila, David Thuku e varie figure che a diverso titolo vorranno contribuire allo scambio all’interno della residenza. Da lì inizierà il percorso che diventerà allo stesso tempo una testimonianza, una documentazione e un’opera d’arte.
Le tematiche comuni esplorate sia dagli artisti italiani che da quelli keniani sono: Il concetto di tempo e spazio come categorie da inserire all’interno del dibattito relativo anche al significato di displacement, il concetto di luogo inteso anche come attenzione ambientale e il concetto di limite.

Le domande che emergeranno durante la residenza, più ancora che le risposte, saranno materiale da raccogliere e lasciare quale testimonianza di un incontro interculturale e un’eredità di cui farsi carico”.




Doppio appuntamento con la musica del pianista Nazareno Ferruggio in Sud Africa

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25ferruggioL’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria ha organizzato due concerti del prestigioso pianista Nazareno Ferruggio. Il primo concerto si terrà alle 18.00 di lunedì 8 agosto all’Atterbury Theatre di Pretoria, il secondo è in programma sempre alle 18.00 di martedì 9 agosto al Durban Jewsih Club di Durban. Scarlatti e Chopin gli autori delle musiche sulle quali si esibirà il pianista italiano.
Ferruggio si è diplomato con il massimo dei voti presso il Conservatorio Statale di Musica Niccolò Piccini di Bari ed ha terminato gli studi nella Musikhochschule Berna. Ha vinto diciotto primi premi in concorsi nazionali e internazionali. Fra questi, nel 2005, il prestigioso Concorso Pianistico Internazionale Ibla Grand Prize con il miglior premio per i brani di Debussy; nel 2007 il Premio Speciale Liszt all’ottavo Concorso Pianistico Internazionale Grieg di Oslo; nel 2009 il premio al Concorso Pianistico Internazionale “Premio Valentino”. Si è poi esibito in alcune delle sale da concerto più importanti del mondo come: Carnegie Hall, Lindemann Hall, Wiener Saal, Conservatori Municipal de Musica de Barcelona, Palacio de Bellas Artes Città del Messico, Auditorium Parco della Musica.
Ferruggio è anche professore in visita presso l’Università di Suwon in Corea del Sud e l’Accademia norvegese di musica. (aise) 




Eni, al via in Kenya la produzione di olio vegetale per bio-raffinazione

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eni olio vegetale kenya scaled e1658142710152Eni ha completato la costruzione dello stabilimento per la raccolta e spremitura di semi oleaginosi (agri-hub) a Makueni, in Kenya, e avviato la produzione del primo olio vegetale per le bio-raffinerie. Il primo agri-hub avrà una capacità installata pari a 15mila tonnellate con una produzione prevista nel 2022 di 2.500 tonnellate.

L’agri-hub lavorerà semi di ricino, di croton e di cotone per estrarre olio vegetale. Si tratta di materie prime sostenibili, agri-feedstock che non sono in competizione con la filiera alimentare perché provenienti da coltivazioni resistenti all’aridità e adatte a crescere su terreni degradati, appunto ricino, semi raccolti da piante spontanee (croton) e co-prodotti della filiera del cotone in un’ottica di economia circolare.

Nell’impianto, inoltre, si produrranno mangimi e bio-fertilizzanti, derivati dalla componente proteica dei semi, a beneficio delle produzioni zootecniche e alimentari, fornendo un contributo alla sicurezza alimentare. Il centro funzionerà anche come polo di formazione e supporto tecnico agli agricoltori.
“Questo progetto incarna tutti i pilastri dell’approccio di Eni alla sostenibilità. La neutralità carbonica, perché la bio-raffinazione è un elemento importante nel nostro percorso verso le zero emissioni al 2050 – spiega Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni – L’eccellenza operativa, perché abbiamo concluso i lavori nei tempi previsti, a un anno dall’accordo con il governo kenyota e a sei mesi dall’avvio del cantiere, in totale sicurezza con più di 200mila ore lavorate senza alcun incidente. Lo sviluppo sociale, con benefici in termini occupazionali: abbiamo coinvolto 25mila agricoltori e impiegato fino a 200 persone al giorno nella costruzione del centro. Nel nostro modello di integrazione verticale la coltivazione dei semi è demandata agli agricoltori locali in modo da promuovere l’accesso al mercato garantendo l’accesso alla terra”.

Eni Kenya, la sua filiera e tutti gli agri-feedstock sviluppati sono stati certificati secondo lo schema di sostenibilità ISCC-EU (International Sustainability and Carbon Certification), uno dei principali standard volontari riconosciuti dalla Commissione europea per la certificazione di biocarburanti (RED II). In particolare, Eni è la prima azienda al mondo a certificare il ricino e il croton ad uso biocarburanti sotto lo schema ISCC-EU e ha permesso per la prima volta a un cotonificio africano di raggiungere tali standard certificativi, offrendo agli agricoltori locali nuove opportunità di mercato anche per la fibra.

Eni Kenya ha avviato inoltre – in partnership con ISCC all’interno di un progetto Horizon 2020 – le azioni per ottenere la certificazione Low ILUC (basso rischio di cambiamento diretto ed indiretto della destinazione d’uso dei terreni) già a partire dai prossimi mesi. La prima fase del progetto in Kenya prevede la realizzazione di un secondo impianto che consentirà di raggiungere nel 2023 una capacità complessiva di 30mila tonnellate all’anno di olio vegetale e lo sviluppo delle filiere agricole associate.

L’avvio della produzione in Kenya rappresenta il primo passo per le iniziative nella catena agro-industriale di Eni. Nel corso dell’ultimo anno sono stati firmati accordi in diversi Paesi tra cui Congo, Mozambico, Angola, Costa d’Avorio, Benin, Kazakistan e Ruanda. Per questi Paesi, così come per l’Italia, sono stati avviati studi di fattibilità con l’obiettivo di condurre nelle realtà più mature una prima fase di attività agricola a partire dal 2022 per poi procedere con la costruzione di impianti di spremitura di semi per la bio-raffinazione.

ag. DIRE – www.dire.it




Tunisi prima tappa 2022 all’estero dell’Amerigo Vespucci

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veliero vespuccigPrima tappa all’estero per la nave “più bella del mondo”, l’Amerigo Vespucci, che è approdata il 12 luglio a Tunisi, dove l’ambasciatore d’Italia in Tunisia, Lorenzo Fanara, è salito a bordo per salutare l’equipaggio.
“La nave”, scrive sui propri social la sede diplomatica italiana a Tunisi, “è un’ambasciata galleggiante che promuove il prestigio, la professionalità e la trazione della marineria italiana”.
La tappa di Tunisi è la prima all’estero nell’ambito della Campagna d’Istruzione 2022, partita da Livorno il 2 luglio scorso. Gli allievi della prima classe dell’Accademia Navale a bordo, quest’anno, sono 143 tra i quali 13 stranieri provenienti da 6 Paesi.
Dopo aver fatto scalo a Palermo, dal 6 all’8 luglio, in occasione del 30° anniversario delle stragi mafiose, la Vespucci è giunta dunque a Tunisi che lascerà oggi stesso, 14 luglio, per salpare alla volta di Lisbona, dove è attesa dal 28 al 31 luglio. Le prossime tappe della Campagna saranno poi Casablanca, dal 6 all’8 agosto, Cadige, dall’11 al 13, Trapani, il 23 e 24, La Valletta a Malta, dal 26 al 28 agosto, Manfredonia il 31 agosto per concludersi il 3 settembre a Taranto con lo sbarco degli allievi. (aise)




Bimbo morto a Sharm, eseguita autopsia

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downloadE’ stata eseguita all’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Palermo l’autopsia sul corpo di Andrea Mirabile, il bimbo di appena sei anni morto a Sharm el Sheikh mentre era in vacanza con i genitori in un resort. Un primo esame autoptico era già stato eseguito in Egitto, dove le autorità indagano per scoprire le cause del decesso del piccolo. Per far luce sulla vicenda anche la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo, dopo l’esposto presentato dallo studio legale associato Giambrone & Partners che assiste la famiglia. Oggi il pm titolare dell’indagine ha designato i propri consulenti tecnici (un collegio di periti di cui fanno parte un medico legale, un anatomo patologo e un pediatra). E’, invece, il professore Paolo Procaccianti, primario del servizio di Medicina legale del Policlinico, il consulente designato dalla famiglia del piccolo Andrea.

Per il deposito della consulenza tecnica sarà necessario attendere circa tre mesi. Intanto, è stata disposta la restituzione della salma del piccolo Andrea alla famiglia. La data del funerale non è ancora stata resa nota. “La famiglia ringrazia tutti coloro che hanno mostrato il loro affetto e la vicinanza con le preghiere e continua a richiedere silenzio e rispetto del proprio dolore”, spiega il pool di avvocati che sta assistendo Rosalia Manosperti e Antonio Mirabile, il papà e la mamma del bimbo.

adnkronos.it




Comunità di Sant’Egidio: Andrea Riccardi in Malawi

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9malawiVisita in Malawi per il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi, che nei giorni scorsi ha visitato una casa di accoglienza per bambine e ragazze abbandonate e vittime della tratta e incontrato i membri della comunità.
Prima tappa del viaggio è stata la “casa delle bambine” di Blantyre.
Aperta 6 mesi fa, la struttura – spiega Sant’Egidio – accoglie bambine e ragazze tra i 12 e i 14 anni che vivevano in strada, abbandonate e talvolta vendute dai trafficanti o dalle stesse famiglie, spinte dalla povertà e per questo abusate e sfruttate.
Il fenomeno delle bambine in strada è in aumento in Malawi. La Commissione governativa per i diritti umani ha denunciato una crescita della tratta di minori negli ultimi 3 mesi. Il fenomeno è connesso con la crisi economica aggravatasi a causa dalla guerra in Ucraina che ha provocato un ulteriore rincaro della vita. Un dramma di enormi proporzioni in un paese già povero: le Nazioni Unite stimano infatti che nel prossimo anno, su 19 milioni di abitanti, circa 9 sono a rischio fame.
Sant’Egidio da anni si occupa dei ragazzi di strada, distribuendo cibo, offrendo loro la possibilità di docce e cure mediche, curando l’inserimento a scuola o la formazione professionale. Nella casa recentemente aperta, che arriverà ad ospitare 16 ragazze, le attuali ospiti sono state tutte iscritte a scuola, prima tappa di una integrazione nel contesto sociale.
Nel corso della visita, Riccardi si è fermato a lungo a parlare con le giovani ospiti e con gli operatori, ha ascoltato le loro storie ed ha espresso la gioia e la speranza che ripone in loro la Comunità, divenuta una madre e una famiglia per ciascuna di loro.
Il fondatore della Comunità, sempre a Blantyre, ha incontrato i delegati delle Comunità del Malawi e dello Zambia, nella chiesa della House of Friendship di Sant’Egidio.
Nel corso dell’assemblea – cui hanno preso parte delegazioni di 70 comunità – è emersa con evidenza l’importanza di aver costituito una vasta rete di solidarietà che, nel tempo della pandemia e delle restrizioni, ha sostenuto le fasce più deboli della società: i bambini che non potevano andare a scuola, gli anziani soli e soprattutto i ragazzi di strada, il cui numero è notevolmente aumentato durante la pandemia e che avevano grandi difficoltà ad assicurarsi i mezzi di sussistenza.
Allo stesso tempo, si è evidenziata la preoccupazione per la crisi economica e sociale che sta emergendo in Malawi, come in tutto il continente africano, in conseguenza della guerra in Ucraina. Tanto più si rivela strategico il ruolo delle 120 Scuole della Pace presenti nel Paese, come luogo di protezione per gli oltre 5000 bambini che le frequentano.
Il Malawi, a differenza di altri paesi dell’area, nella sua storia non è mai stato teatro di guerre e conflitti. Ma i recenti sviluppi possono costituire la premessa di tensioni sociali tali da alimentare una violenza diffusa. Dall’assemblea è emersa la consapevolezza del ruolo che Sant’Egidio è chiamato a svolgere in questo contesto, per aiutare le diverse generazioni a mantenere e coltivare una cultura della pacifica convivenza. (aise) 




Bimbo italiano di 6 anni muore intossicato durante vacanza in un resort di Sharm el-Sheik

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immagine singola per sito 23Stava trascorrendo le vacanze in un resort di Sharm el Sheik, in Egitto, il bambino palermitano di sei anni morto probabilmente a causa di una intossicazione alimentare. Il piccolo Andrea avrebbe avvertito un malore dopo un pasto: nausea e forti dolori, ma la situazione è precipitata fino al momento in cui si è deciso di ricoverare il bambino nell’ospedale internazionale di Sharm. La corsa è stata inutile perché all’arrivo nel nosocomio il piccolo era già morto. Sul caso la magistratura egiziana ha aperto un fascicolo. Tutta la famiglia presente nel resort si è sentita male. Il padre del bimbo di sei anni è stato ricoverato in terapia intensiva.

“Sono profondamente turbato dalla tragedia che ha travolto la famiglia palermitana in vacanza a Sharm el-Sheikh. Esprimo le più sentite condoglianze ai genitori colpiti dalla terribile perdita del loro piccolo figlio e mi auguro – ha dichiarato il sindaco di Palermo Roberto Lagalla – che le loro condizioni di salute migliorino rapidamente, in modo che possano fare rientro a Palermo in tempi brevi. L’auspicio è che vengano, inoltre, effettuati tutti gli approfondimenti per fare luce su questa drammatica vicenda”.

ag.DIRE – www.dire.it




Assassinato in Somalia l’uomo ingiustamente condannato per l’omicidio di Ilaria Alpi

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130636249 d717278a 2a21 47d8 b704 5af8ee3a7fbbOmar Hashi Hassan, l’uomo che ha scontato quasi 18 anni di carcere per l’omicidio della giornalista Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin avvenuto a Mogadiscio il 20 marzo del 1994 e poi è stato assolto e scarcerato nel processo di revisione a Perugia, è morto in una esplosione in Somalia. Lo ha reso noto in un tweet il sito di notizie indipendente somalo Garowe Online.

Hashi, che nel 2018 venne risarcito dallo Stato italiano con tre milioni per ingiusta detenzione, ha perso la vita in un’esplosione provocata da una carica di dinamite innescata sotto la sua auto.

Ilaria Alpi, inviata in Somalia per il Tg3, aveva 28 anni quando venne uccisa nel corso di una sparatoria a Mogadiscio assieme all’operatore 45enne Miran Hrovatin. Un commando di sette persone si affiancò alla loro auto, esplose numerosi colpi di kalashnikov, poi si diede alla fuga.

Il 12 gennaio del 1998 Omar Hashi Hassan venne arrestato su richiesta della procura di Roma per concorso in duplice omicidio volontario, perche’ ritenuto un componente del commando. Il 20 luglio del 1999 Hassan fu assolto dalla Corte d’assise di Roma “per non aver commesso il fatto”.

Il pm Franco Ionta ne aveva chiesto la condanna all’ergastolo. La sorpresa il 24 novembre del 2000 quando la corte d’assise d’appello ribaltò la sentenza di primo grado e condannò Hassan al carcere a vita. Per il somalo scattarono in aula le manette. La sentenza non piacque ai genitori di Ilaria: si tratta di “una sentenza nera – dissero, immaginando una decisione di ‘comodo’ che avrebbe dovuto accontentare tutti – non ci accontentiamo di questa verità. Vogliamo i mandanti veri”.

Il 10 ottobre del 2001 la Corte di Cassazione confermò la condanna per omicidio volontario ma, annullando la sentenza di secondo grado limitatamente all’aggravante della premeditazione e alla mancata concessione delle attenuanti generiche, rinviò il procedimento per nuovo esame ad altra sezione della corte d’assise d’appello.

A conclusione del processo d’appello bis, il 26 giugno del 2002, Hassan venne condannato a 26 anni. Il 23 novembre del 2010 cominciò il processo per calunnia a carico di Ahnmed Ali Rage detto “Gelle”, il principale accusatore di Hassan anche se le sue dichiarazioni, rese durante le indagini preliminari, non furono mai confermate al processo.

Si costituirono parte civile la madre di Ilaria e lo stesso Hassan che nel frattempo stava scontando a Padova la detenzione. Il 18 gennaio del 2013, il tribunale di Roma assolse Gelle, ritenendolo teste attendibile. Lo stesso Gelle, però, il 16 febbraio del 2015, a una giornalista di Chi l’ha visto?’ che lo intercettò in Inghilterra, ritrattò tutto e fornì una nuova verità sul caso Alpi: “Hassan è innocente, io neanche ero presente al momento dell’agguato. Mi hanno chiesto d’indicare un uomo. Gli italiani avevano fretta di chiudere il caso”.

E così il 14 gennaio del 2016, su istanza degli avvocati del somalo, la Corte d’appello di Perugia riaprì il processo di revisione. Prima dell’udienza la madre di Ilaria Alpi volle abbracciare Hassan. Il 19 ottobre del 2016 l’imputato fu assolto dall’accusa di duplice omicidio e immediatamente scarcerato.

Il 17 febbraio del 2017 la procura di Roma avviò una inchiesta sull’anomala gestione in Italia di Gelle. Ma sei mesi dopo, i pm sollecitarono l’archiviazione, ritenendo impossibile risalire ai mandanti e agli esecutori materiali del duplice delitto e non trovando neppure alcuna prova di presunti depistaggi. Il 30 marzo del 2018, la corte d’appello di Perugia dispose il ‘quantum’ del risarcimento per ingiusta detenzione da attribuire ad Hassan: tre milioni di euro per essere stato in carcere quasi 17 anni da innocente, l’equivalente di 500 euro per ognuno dei 6.363 giorni trascorsi in cella.

“Ucciso dai terroristi islamici”

Omar Hashi Hassan è stato assassinato dai terroristi islamici. Ne è convinto l’avvocato italiano Antonio Moriconi: “Non ho dubbi. Lo hanno ammazzato a scopo di estorsione per i soldi (oltre 3 milioni di euro, ndr) che aveva ottenuto per l’ingiusta detenzione in Italia. Sono persone in cerca di denaro e se non sei d’accordo con loro ti uccido. La tecnica dell’attentato dice tutto”.

“Abbiamo ricevuto la notizia della morte di Hashi da alcune nostre fonti locali – ha spiegato il penalista – Il clan a cui apparteneva Hashi ha legami con il nuovo governo. Lui, da quando era tornato in libertà, dopo il processo di revisione che lo aveva completamente scagionato, voleva fare qualcosa per il suo Paese. Lui sognava di inserirsi nel settore dell’import-export. Faceva a volte tappa in Italia, ma andava anche in Svezia dalla figlia e poi da amici in altre città d’Europa“.

L’ultimo incontro tra l’avvocato Moriconi e Hashi Hassan risale a un paio di mesi fa: “Siamo andati a mangiare insieme. L’Italia non era casa sua, lui sognava e parlava sempre di Mogadiscio, di quello che avrebbe voluto fare, dell’artigianato, delle imprese. Lui, la sua famiglia, il clan al quale apparteneva, volevano che la Somalia tornasse stabile da un punto di vista politico”.

agi.it




Mattarella a Maputo: Africa ed Europa hanno un comune avvenire

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5maputo“Desidero ringraziare molto il Presidente Filipe Nyusi per l’invito a venire in visita di Stato in Mozambico e per l’accoglienza calorosa e amichevole che ha riservato a me e alla delegazione che mi accompagna. Questa accoglienza così calorosa e significativa riflette la profonda amicizia e i comuni interessi che legano i nostri Paesi fin dall’indipendenza del Mozambico, cui l’Italia è stata molto vicina con la sua società civile, oltre che con le sue istituzioni”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine del colloquio con il Presidente Filipe Jacinto Nyusi oggi a Maputo, in occasione della visita di Stato in Mozambico.
“I nostri rapporti raffigurano, in maniera significativa, un esempio di quel che insieme possono costruire Africa ed Europa il cui avvenire, secondo l’Italia, è necessariamente comune”, ha evidenziato il Capo dello Stato, che si è congratulato con Nyusi per la recente elezione del Mozambico nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; un passaggio, ha evidenziato, “che dimostra come il vostro Paese sia considerato, nella Comunità internazionale, un attore protagonista affidabile e autorevole. E sono convinto che nel Consiglio di Sicurezza il Mozambico fornirà un contributo che sarà utile all’intera Comunità internazionale”.
Al centro dei colloqui anche la guerra che “sta determinando conseguenze gravissime. La prima di queste è il ritorno, in questo millennio, di un criterio che pensavamo relegato ai secoli passati: quello per cui un Paese più grande e più forte può considerarne uno più piccolo e più debole come una preda da conquistare”.
Le conseguenze, ha detto ancora Mattarella, “sono gravissime sotto diversi profili. Tra questi, quello che riguarda l’approvvigionamento di beni alimentari, di fertilizzanti, che colpisce tutti, il Continente africano in maniera particolare. L’Unione europea e l’Italia – ha assicurato il Capo dello Stato – sono pronte a sostenere i Paesi più in difficoltà sotto questo profilo di crisi alimentare ai vari livelli”.
“Il Presidente Nyusi sa che l’Italia considera il Mozambico come un Paese profondamente amico e come un partner importante, sia nell’ambito politico che nel perseguimento di un’integrazione dei nostri sistemi produttivi, con l’aumento degli investimenti che il governo italiano intende promuovere nella sua imprenditoria per il Mozambico”, ha aggiunto il Presidente. “Desideriamo rafforzare infatti questa collaborazione perché sentiamo il Mozambico vicino a noi anche per valori recati nella vita della Comunità internazionale”.
“È importante la collaborazione che avviene sul piano energetico attraverso l’azione dell’ENI”, ha detto ancora il Presidente Mattarella, sostenendo che “il prossimo avvio dell’esportazione di gas naturale liquefatto dall’impianto di Coral Sul, gestito da ENI, è un traguardo importante che testimonia quanto sia preziosa la nostra collaborazione. E spero che questo si possa allargare ad altri settori economici, come abbiamo detto nel nostro incontro con il Presidente Nyusi, coinvolgendo diverse aziende italiane che già lavorano ed altre che possano impegnarsi, essendo in Mozambico”.
In questa prima giornata di incontri, è stato anche firmato il Piano Indicativo Pluriennale in tema di Cooperazione allo Sviluppo, per Mattarella “una dimostrazione di questa volontà che insieme, Italia e Mozambico, hanno sul piano della collaborazione per lo sviluppo. Questo piano consente di armonizzare l’impegno italiano con la strategia nazionale di sviluppo del Mozambico, orientato alla diversificazione dell’economia e a sostegno della competitività, come strumento indispensabile per produrre reddito e occupazione soprattutto a vantaggio dei giovani”.
Sul fronte della collaborazione culturale, Mattarella ha ricordato la recente ratifica dell’Accordo di Cooperazione Culturale Scientifica e Tecnologica tra Mozambico e Italia: “questo – ha osservato – è un versante dei rapporti bilaterali che noi giudichiamo prezioso, con la collaborazione in campo artistico, culturale, universitario e di ricerca, che possa così ulteriormente sviluppare la nostra collaborazione sul piano di attività che riguardano il futuro”.
Al centro dei colloqui anche “il terrorismo e l’impegno per contrastarlo, pensando alle vittime che il terrorismo provoca, all’impoverimento che provoca, e quindi al danno al futuro dei giovani. Ho assicurato l’impegno attivo e concreto dell’Italia, come Paese e come membro dell’Unione europea, per sostenere il Mozambico su questo fronte così importante che riguarda la serenità della convivenza e della sicurezza che è patrimonio comune di tutti nel mondo”.
Mattarella ha infine ringraziato Nyusi “per le parole che ha utilizzato nei confronti dell’Italia, sottolineando l’amicizia che lega i nostri Paesi, esprimendo il più grande apprezzamento per il nostro partenariato e per le prospettive che questo presenta e consente di considerare sicure”.
La mattinata si è conclusa con l’omaggio al Monumento agli Eroi Mozambicani dove Mattarella ha deposto una corona.
Nel pomeriggio è previsto l’incontro con il Presidente del Consiglio Municipale di Maputo al Palazzo del Municipio, dove avrà luogo la cerimonia di consegna delle Chiavi della Città di Maputo.
In serata, il Pranzo di Stato offerto dal Presidente del Mozambico in onore del Presidente Mattarella al Palazzo di Ponta Vermelha.
Domani mattina Mattarella incontrerà il Presidente dell’Assemblea della Repubblica, Esperança Bias. Al temine, visiterà il Centro Dream di Zimpeto della Comunità di Sant’Egidio, accompagnato dal Segretario esecutivo Dream Mozambico, Flavio Ismael.
Il Presidente Mattarella incontrerà, quindi, una rappresentanza della collettività italiana e i rappresentanti delle Istituzioni italiane presenti in Mozambico. (aise) 




Nairobi: le novelle di Gianni Rodari tradotte in swahili

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28nairobiL’Istituto Italiano di Cultura di Nairobi, in collaborazione con la Malindi Museum Society, ha organizzato un evento ispirato al libro “Storie di Rodari”, una pubblicazione curata dallo stesso Istituto che propone le traduzioni di alcune novelle del celebre scrittore italiano in inglese e swahili.
L’incontro si terrà domani, 29 giugno, presso il Museo Nazionale di Malindi alla presenza della traduttrice Doris Kamunye. Nell’occasione, alcune novelle incluse nel libro saranno presentate al pubblico attraverso letture, disegni ed esibizioni teatrali e di danza a cura di due scuole primarie di Malindi, la My-Me Academy e la The Learning Hub. (aise)