Investo in Senegal: l’AICS a sostegno della diaspora che fa impresa

13senegal

13senegalQuasi 1200 idee di impresa, da quattro Paesi d’Europa e 51 imprenditrici e imprenditori supportati nelle fasi di creazione e di sviluppo di imprese in Senegal. Su questo si basa l’iniziativa pubblica del progetto Pasped e del Bando “Investo in Senegal”, la cui presentazione si è tenuta a Roma sabato scorso, 11 giugno, presso il Centro Conferenze di Villa Aurelia in via Leone XIII, 459. All’evento hanno presenziato anche l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e i Consolati generali del Senegal di Napoli e Milano.
Delle 51 iniziative economiche supportate, 14 si occupano di produzione e trasformazione di prodotti agricoli, 8 di servizi alle imprese, 8 di servizi alle persone. Seguono artigianato, allevamento, industria e pesca.
Tra le storie presentate a Roma anche quella di una sartoria, ponte tra l’Italia e il Senegal. Malick Niang, sarto e stilista apprezzato, ha un laboratorio di sartoria a Torino e con la sovvenzione ricevuta ha intenzione di avviare un’impresa omologa a Saint-Louis, dove coniugare la tecnica manifatturiera di qualità italiana con i modelli e le stoffe tipiche del Senegal. Aggiunge però una ragione nel descrivere la sua avventura imprenditoriale: “Nella nostra idea di business è fondamentale l’inclusione di giovani under 30 in percorsi lavorativi. L’idea è nata anche dalla necessità di costruire delle alternative alla migrazione nella città di origine di tutti i soci, Saint-Louis, città famosa per il mare, ma anche per il porto da cui molti giovani partono”.
Chi invece ha fatto ritorno in Senegal è Cheikh Alioune Toure, dopo 14 anni da falegname e poi da designer di interni nel distretto del mobile della provincia di Pisa. A causa di una forte condizione di precariato “ho pensato fosse l’ora di ritornare in Senegal e investire tutto nel mio Paese”. Da qui è nato l’impegno con Casa Mia, piccola azienda operante nel settore dell’arredamento, con il sogno di offrire “prodotti Made in Italy”.
Mbene Thiam, Presidente di Diaspora Sisters, una delle numerose imprese al femminile sostenute, afferma “abbiamo osservato i metodi di lavoro del settore agricolo in Italia e da qui è nata la volontà di un gruppo di donne, che ha costituito la società, che oggi ha soci in Senegal, Francia e Italia. L’immagine della nostra azienda sarà diversa rispetto ai concorrenti in quanto guidata da una donna ingegnere della diaspora, che si propone di meccanizzare l’agricoltura”.
“Grazie a questo bando molte donne e uomini originari del Senegal hanno potuto coronare i propri sogni, andando a rafforzare il grande legame tra Italia e Senegal, due Paesi fortemente connessi da relazioni non solo migratorie ma anche commerciali e di cooperazione” ha affermato Paola Crestani, Presidente di Amref Health Africa-Italia. A inizio 2021, secondo i dati Istat, i senegalesi residenti in Italia erano circa 111.000, rappresentando la 14° comunità immigrata e la seconda tra quelle provenienti dall’Africa occidentale.
“Da organizzazione che dal 1957 si occupa di salute, la nostra priorità è l’accesso ai servizi sanitari in Senegal – ha aggiunto Crestani – ma essi non possono essere slegati dalla promozione di attività generatrici di reddito, che possano sostenere lo sviluppo socio-economico del Paese. Questo progetto, così importante, è stato possibile grazie agli enti finanziatori, al lavoro dei partner e all’alleanza con la diaspora africana in Italia”.
Le 1197 domande per il bando “Investo in Senegal” sono arrivate da quattro Paesi – Italia, Francia, Germania, Spagna. Di queste, 51 hanno potuto beneficiare, a seguito di un percorso di formazione e accompagnamento, di un finanziamento tra i 5.000 e i 30.000 euro erogato da AICS Dakar. Tutte le iniziative imprenditoriali supportate si trovano in 6 regioni: Dakar, Thiès, Louga, Diourbel, Kaolack e Saint Louis. Un risultato importante che è stato reso possibile grazie all’intenso lavoro sviluppato, con il supporto di AICS Dakar e Unione Europea, da un ampio consorzio coordinato da Amref e formato da CNA, Fondazione Ecipa, Associazione Le Réseau, LVIA, Associazione Oeds, Associazione MODED, Centro studi e ricerche IDOS, Rete Ndaari e Fondazione punto.sud.
“Credo che questo progetto rappresenti la nuova visione della cooperazione italiana: mettere insieme Ong, settore privato e associazioni della diaspora per creare sviluppo, mettendo in pratica lo spirito della legge 125/2014 che spinge per il partenariato multi-stakeholder. Abbiamo messo a servizio del progetto diverse competenze e sensibilità per arrivare al risultato di finanziare 51 imprese della diaspora senegalese in Europa. La diaspora ha giocato un ruolo importante sia nella definizione del progetto, percorso ed obiettivi, che nella gestione della relazione con i candidati imprenditori e imprenditrici senegalesi. Questo modello di collaborazione dovrebbe essere, a nostro avviso, rafforzato, modellizzato e replicato in altri contesti.”, così ha affermato Cleophas Dioma, presidente dell’associazione Le Réseau.
Un ruolo cruciale lo hanno avuto anche le animatrici e gli animatori socio-economici, un gruppo di 13 giovani di origine senegalese residenti in Italia che si sono occupati di affiancare i candidati al Bando “Investo in Senegal” sia nella fase di diffusione delle informazioni per partecipare, sia nella fase di accompagnamento e sostegno alla stesura dei business plan. (aise) 




Senegal: le ambasciate d’Italia e d’Israele per i disabili

9senegla

9seneglaLe Ambasciate d’Italia e d’Israele in Senegal hanno voluto unire le forze per un evento di beneficenza in favore dell’associazione Asedeme che, da oltre trent’anni, opera per l’educazione, la formazione professionale e l’inserimento di ragazzi e ragazze senegalesi affetti da disabilità mentale.
Alla serata, ospitata presso la residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Dakar, Giovanni Umberto De Vito, sono intervenuti il Segretario di Stato ai senegalesi all’estero Moïse Sarr, la Rappresentante personale del Presidente della Repubblica all’Organizzazione internazionale della Francofonia Professoressa Penda Mbow, oltre a diversi rappresentanti del corpo diplomatico, del mondo dell’economia ed esponenti della società civile che ringraziamo per la loro generosità.
Ad allietare la serata un concerto con artisti italiani, israeliani e senegalesi. (aise) 




Alla Farnesina la Giornata dell’Africa 2022

24africafarnesina

24africafarnesinaIl Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, inaugurerà alle ore 10.00 di domani, 25 maggio, alla Farnesina, la “Giornata dell’Africa”, che commemora l’anniversario della nascita dell’Organizzazione dell’Unità Africana (fondata il 25 maggio 1963 ad Addis Abeba e diventata, dal 2002, Unione Africana).
L’edizione di quest’anno sarà dedicata alla letteratura africana. Interverrà in apertura anche l’Ambasciatore a Roma della Repubblica del Senegal, Papa Abdoulaye Seck, Paese che detiene la Presidenza di turno dell’Unione Africana, mentre la Vice Ministra Sereni chiuderà i lavori che saranno trasmessi in streaming sul canale YouTube del MAECI.
Il mondo letterario africano sta vivendo un periodo di successo. Nel 2021 alcuni dei più importanti premi letterari a livello internazionale sono stati assegnati a scrittori africani: dal Nobel per la Letteratura, vinto dal tanzaniano Abdulrazak Gurnah, al premio francese Goncourt (Mohamed Mgoubar Sarr), all’International Booker Prize (David Diop). Anche in Italia gli scrittori della diaspora africana hanno assunto una crescente notorietà e sta fiorendo una vivace “letteratura migrante” di seconda e terza generazione, che tratta tematiche diversificate pur senza abbandonare questioni legate all’integrazione, identitarie e di genere.
Dopo i saluti d’apertura si svolgerà una conferenza di scrittori e scrittrici africani di fama internazionale e afrodiscendenti che adottano la lingua italiana, curata da due esperte di letteratura africana, Chiara Piaggio e Igiaba Scego. All’evento, moderato dalla giornalista RAI Veronica Fernandes, interverranno Sami Tchak (Togo-Francia), Azza Filali (Tunisia), Ghada Abdel Aal (Egitto), Yewande Omotoso (Nigeria-Sudafrica, si collegherà da remoto), Pap Khouma (Senegal-Italia) ed Espérance Hakuzwimana (Ruanda-Italia). Verrà inoltre proiettata un’intervista esclusiva realizzata da Chiara Piaggio con il vincitore del premio Goncourt 2021, Mohamed Mbougar Sarr (Senegal-France). Lo scrittore, accademico, giornalista ed ex Deputato italiano Jean-Léonard Touadi (Repubblica del Congo-Italia) trarrà alcune conclusioni sul tema della letteratura africana e della sua diffusione.
Oltre all’evento del 25 maggio, la Farnesina ha organizzato per dopodomani, 26 maggio, due iniziative: 1) l’evento in partenariato con il Servizio intercultura delle Biblioteche di Roma, sul contributo alla scena letteraria italiana dato dagli autori afrodiscendenti, che si terrà alla Biblioteca Nelson Mandela di Roma e che vedrà gli interventi di Espérance Hakuzwimana, Pap Khouma e Takoua Ben Mohamed, moderati da Ingy Mubiayi; 2) un webinar degli Istituti Italiani di Cultura di Dakar, Pretoria, Nairobi e Addis Abeba che si svolgerà dalle ore 18.00 (ora italiana), con la partecipazione di professori universitari italiani esperti di letteratura africana. (aise) 




Tre italiani rapiti in Mali

mali ipa fg

mali ipa fgLa procura di Roma ha aperto un fascicolo per sequestro di persona a scopo di terrorismo in relazione al rapimento dei tre italiani avvenuto la scorsa settimana in Mali. A coordinare l’inchiesta e’ il procuratore aggiunto Michele Prestipino che ha delegato le indagini ai carabinieri del Ros che hanno già inviato una prima informativa a piazzale Clodio.

I tre rapiti sono Rocco Antonio Langone, di 64 anni, la moglie Maria Donata Caivano, 62 anni, e il figlio Giovanni, di 43 anni. La famiglia rapita giovedì sera nello Stato africano era originaria della Basilicata ma da tempo risiedeva in Lombardia, nella provincia di Monza Brianza.

La Farnesina dopo aver confermato il sequestro dei tre connazionali informa che “L’Unità di Crisi sta profondendo ogni sforzo, in coordinamento con le competenti articolazioni dello Stato, per una soluzione positiva del caso”, si legge in una nota. “A tal fine, il Ministero degli Esteri ribadisce, d’intesa con i famigliari, l’esigenza di mantenere il massimo riserbo”.
Il ministro Luigi Di Maio sta seguendo in prima persona l’evolversi della vicenda.




Tanzania. Con don Tarcisio a Ilembula: “I figli sono per sempre”

whatsapp image 2022 05 16 at 07.50.25

whatsapp image 2022 05 16 at 07.50.25“C’è sempre qualcuno che aiuta a spingere la carrozzina del compagno” sorride Rosemary, indicando tre bambini alle prese con un gradino. Quando la ruota si sblocca scoppiano a ridere: “Asante”, grazie, dice qualcuno. Scene quotidiane nel villaggio di Ilembula, accanto alla scuola elementare, nel centro che accoglie bambini con disabilità. È lì che lavora Rosemary, abbandonata dal marito, ora insegnante di sostegno anche per Jemima, la più piccola delle sue tre figlie. “Mi occupo di lei e di altri 70 bambini, che seguo prima e dopo le lezioni del mattino curate da un maestro della scuola” spiega percorrendo il sentiero che dal centro porta all’ostello. All’interno ci sono letti in fila, appena rifatti e con le lenzuola ripiegate. “I ragazzi dormono qui, mangiano in sala mensa e due volte la settimana ricevono le visite degli operatori dell’ospedale per la riabilitazione Inuka” riprende Rosemary: “Arrivano il martedì e il sabato dal villaggio di Wanging’ombe, a pochi chilometri da qui”.

Il riferimento è a un progetto inaugurato nel 2011 dall’ong italiana Comunità solidali nel mondo insieme con la diocesi di Njombe e il governo della Tanzania. Tra i fondatori c’è don Tarcisio Moreschi, sacerdote “fidei donum” originario della Val Camonica, 74 anni, oltre mezzo secolo di vita in Africa, in Tanzania dal 1993. È anche lui che ci accompagna nel centro presentandoci a insegnanti e operatori, come Faraja, arrivata dall’ospedale Inuka per accertarsi che i ragazzi continuino a svolgere gli esercizi di riabilitazione e a fare progressi. “Ci prendiamo carico anche di bambini colpiti da paralisi cerebrale o che comunque hanno bisogno di recuperare o acquisire autonomie funzionali” sottolinea il missionario: “Spesso erano stati abbandonati dal padre o da entrambi i genitori e affidati a una nonna; a volte erano denutriti, in qualche caso gli era vietato di uscire di casa”.

Don Tarcisio li aiuta. Anche per questo, “per avere dedicato la vita alla cura, tutela e istruzione di bambini orfani e con disabilità”, nel 2020 è diventato commendatore della Repubblica. Ora, da parroco di Ilembula, fa portare nel centro legna per la cucina e acqua per bere e per l’igiene personale. Tra gli altri impegni ci sono lo stipendio per Rosemary e l’organizzazione delle visite degli operatori di Inuka.
Nel centro ci sono anche bambini con la pelle più chiara degli altri, affetti da albinismo, una condizione genetica che non comporta alcun tipo di disabilità ma mette a rischio a causa di pregiudizi e discriminazioni. Ce ne parla anche Michelangelo Chiurchiù, presidente di Comunità solidali nel mondo, già responsabile alla Comunità di Capodarco di Roma prima dell’amicizia con don Tarcisio e la Tanzania. “Questo” dice, “è solo un primo intervento, per farli almeno stare insieme, ben sapendo che avrebbero tutto il diritto di vivere nei loro villaggi, accuditi e fatti crescere dalla comunità contro ogni forma di stigma o discriminazione”.

A incoraggiare è la risposta dei bambini, che nel centro si sostengono a vicenda. Don Tarcisio parla di “ujamaa”, un concetto swahili che pone al centro la comunità, tradotto anche come “socialismo africano”. “Credo che la parola piu’ giusta sia solidarietà” sottolinea il missionario. “È entrata nei cuori della gente, almeno in certe situazioni, come nell’aiuto dopo lutti o disgrazie; in altre, come di fronte alle malattie e alle difficoltà nel fare studiare i figli, è ancora seme che deve germogliare”.

agenzia DIRE – www.dire.it




Associazione Calciatori e AICS portano il calcio giovanile nelle scuole di Dakar

11dakaraic

11dakaraicGrazie all’accordo con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale, divisione Senegal, lo staff del Dipartimento Junior AIC si trova a Dakar per formare i docenti delle scuole del territorio sul “modello educativo” messo a punto in questi dieci anni di lavoro.
Queste missioni, nate grazie al protocollo d’intesa siglato tra AIC ed il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, sono uno strumento per favorire la diffusione di una cultura inclusiva e positiva del calcio.
Soprattutto nei paesi in cui lo sport può rivelarsi strumento di crescita ma anche un concreto aiuto per il contrasto del “football trafficking”, quel fenomeno in ragione del quale il “pallone” ed il “talento” diventano ragioni di sfruttamento minorile. Un vero e proprio “fenomeno migratorio”, strettamente correlato al calcio, che ha portato l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati a parlare di “commercio di schiavi moderni nei giovani calciatori africani”.
Lo staff AIC, come in ogni missione, sta formando i docenti di alcune scuole di Dakar, spiegando loro come integrare il calcio nei loro programmi educativi con l’obiettivo di fornire ai ragazzi ed alle ragazze la possibilità di divertirsi e crescere attraverso lo sport.
Grazie alla partecipazione di due atleti della Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali, per la prima volta questa missione affronterà anche il tema delle diverse abilità. Due calciatori amputati scenderanno in campo assieme allo staff AIC e i tecnici FISPES formeranno, con riunioni online durante la settimana, i docenti senegalesi.
Un messaggio di inclusione che è parte essenziale dello sport e della cooperazione internazionale. (aise) 




Italia in mostra a Nairobi tra enogastronomia e foto

10ape

malindikenya“Le specialità italiane e tutto il loro contorno di bellezza e di storia del nostro paese sono in mostra fino a fine mese all’interno dell’Artcaffè Merket di Rhapta Square a Nairobi. L’iniziativa, denominata “Italian Month”, che è stata inaugurata lo scorso 6 maggio alla presenza della Vice Ambasciatrice d’Italia in Kenya Lorenza Gambacorta, mira a far scoprire ai keniani i sapori e l’atmosfera della cultura e della cucina italiana”. A rilanciare la notizia è Freddie del Curatolo su “MalindiKenya.net”, portale che dirige a Nairobi.
“La nostra Ambasciata ha partecipato attivamente all’organizzazione dell’evento che proseguirà fino al 31 maggio, così come l’Istituto Italiano di Cultura con il quale è stata allestita la mostra fotografica “Italian Beauty”, dodici scatti dell’artista italiano Leonardo Mangia.
Le immagini, che raccontano alcuni dei paesaggi urbani più iconici ed affascinanti della nostra penisola, raccolgono scatti di Roma, Venezia, Matera, Torino, Udine, Trieste e delle Cinque Terre.
L’area del supermercato e l’enoteca-cantina sono stati trasformati in un paese delle meraviglie pieno di scene, prodotti ed evocazioni dell’Italia.
Gli acquirenti in questo modo saranno in grado di scoprire, assaggiare e portare a casa autentici e tradizionali articoli italiani, dalla pasta e prosecco al gelato e pizza, formaggio e vino e altro ancora.
Ogni settimana di maggio le attività legate all’enogastronomia di casa nostra presenteranno diverse esperienze di degustazione ed eventi per dare vita alla diversa natura della cucina italiana, tra cui il cibo di strada italiano, la pizza e la birra, l’arte dell’aperitivo e molti altri.
“Il cibo italiano ha la capacità di unire le persone – ha affermato il CEO del Gruppo Artcaffè Sagi Vaknin – Curando le migliori esperienze e fornendo i prodotti più autentici, i residenti di Nairobi saranno in grado di ricreare lo spirito della dolce vita a casa, in vero stile Artcaffé”.
I clienti sono “guidati” nel viaggio da una apecar con una scritta inequivocabile: “La vita è bella””. (aise)




“Developing the scientific cooperation between West-Africa and Italy for a more sustainable and healthier future”: conferenza on line dell’Ambasciata a Dakar

giornataricercag

giornataricercagIn occasione della Giornata della Ricerca nel Mondo, l’Ambasciata d’Italia a Dakar ha organizzato per il 6 maggio, dalle 9 alle 12.30 ora di Dakar (11-14.30 di Roma), una conferenza online dal titolo “Developing the scientific cooperation between West-Africa and Italy for a more sustainable and healthier future”.
In occasione della conferenza professori e ricercatori dell’Africa occidentale e italiani illustreranno progetti di ricerca congiunti tra Italia e Senegal, insieme ai risultati conseguiti.
L’iniziativa è un’opportunità per scienziati, ricercatori, insegnanti dell’istruzione superiore e studenti per conoscere esperienze di cooperazione scientifica, tecnologica e nel campo dell’istruzione superiore tra i paesi dell’Africa occidentale e l’Italia, nonché di approfondire un quadro di possibili argomenti scientifici di interesse comune.
Durante la conferenza funzionari di organizzazioni governative e internazionali presenteranno le opportunità di cooperazione nell’ambito della ricerca scientifica e tecnologica e dell’istruzione superiore, nel quadro di programmi riguardanti l’Africa occidentale e destinati ad affrontare le sfide tecnologiche, ambientali e sociali del futuro.
Porteranno inoltre la propria testimonianza due studenti di dottorato, l’uno senegalese e l’altra italiana, che hanno avuto esperienze di studio e ricerca nel paese controparte.
La conferenza è un’azione sostenuta dalla diplomazia scientifica italiana volta a incrementare la cooperazione scientifica e tecnologica e l’istruzione superiore e favorire lo sviluppo di un partenariato più forte tra i paesi dell’Africa occidentale e l’Italia incentrato su temi scientifici rilevanti e strategici e di interesse comune.
La conferenza si terrà online su piattaforma Zoom; per partecipare è necessario iscriversi qui.
Per maggiori informazioni si può scrivere all’indirizzo email eugenio.cavallo@stems.cnr.it o via WhatApp al numero +393669289699. (aise)




Missione in Namibia per l’Ambasciatore Cuculi

14namibia

14namibiaAmbasciatore d’Italia in Sud Africa, Paolo Cuculi la scorsa settimana si è recato in missione in Namibia, paese in cui è accreditato (oltre a Madagascar, Lesotho e Mauritius).
A Windhoek, riporta l’Ambasciata, Cuculi ha avuto un proficuo dialogo con la Vice Ministro per gli Affari Esteri e la Cooperazione Jenelly Matundu con cui ha discusso su come rafforzare le relazioni tra Italia e Namibia e la cooperazione in vari settori.
L’ambasciatore ha incontrato anche il Direttore Generale della National Planning Commission, Obeth Kandjoze, e una delegazione del Namibia Investment and Promotion Board (NIPDB) con cui si è confrontato sulle opportunità di investimento e cooperazione economica italiane in Namibia.
Infine, la visita ha costituito l’occasione per incontrare anche la comunità italiana in Namibia. (aise) 




L’Italian Design Day 2022 a Dakar

23dakar

23dakarOgni anno la diplomazia italiana celebra l’Italian Design Day per condividere il proprio expertise e l’eredità dell’eccellenza italiana nell’ambito del design, dell’architettura, dei prodotti di consumo e della produzione industriale.
In occasione dell’edizione 2022, consacrata al tema “Rigenerazione. Design e nuove tecnologie per uno sviluppo sostenibile”, l’Ambasciata d’Italia a Dakar ha organizzato lunedì 21 marzo un evento al Comptoir Commercial du Senegal che ha riunito più di 70 rappresentanti istituzionali, imprenditori, designer e ong, senegalesi e italiani. Le ricadute positive della rigenerazione urbana sono al centro della candidatura di Roma all’Esposizione Universale 2030 che è stata presentata durante l’evento.
La segretaria di Stato italiana per la Transizione Ecologica, Ilaria Fontana, in visita a Dakar in occasione del Forum Mondiale dell’Acqua, l’ambasciatore d’Italia a Dakar, Giovanni Umberto De Vito, e il capo di Gabinetto del Ministero dell’Urbanismo senegalese, Abass Ndiaye, hanno sottolineato la necessità di politiche in favore di un’economia circolare e hanno valorizzato la collaborazione italo-senegalese in materia di architettura sostenibile, così come le sinergie tra innovazione tecnica e uso di materiali da costruzione locali, utilizzati in primo luogo per progetti italiani di cooperazione allo sviluppo in Senegal.
L’ambasciatore De Vito ha sottolineato “l’importanza di questa iniziativa qui in Senegal, nostro partner e amico privilegiato in Africa Occidentale; è un grande onore poter contare sulla presenza di membri del Governo italiano e senegalese per questa occasione che valorizza la creatività delle nostre imprese, applicata ad un settore economico e dinamico dove la collaborazione bilaterale offre un grande potenziale”. A sua volta la segretaria di Stato ha sottolineato che “riutilizzare, aggiustare, rinnovare e riciclare i materiali e i prodotti esistenti è oggi un’esigenza parallela allo sviluppo di quelli nuovi con una sempre più stretta collaborazione tra designer e produttori”.
In quest’ottica è stato presentato “Monolyto”, un prodotto di successo di design italiano in Senegal. Realizzato nella regione di Dakar a partire da un brevetto italiano dalla creatrice Maddalena Martigli, “Monolyto” è un’armatura in plastica riciclata che sostituisce i mattoni in cemento. Una soluzione ecosostenibile, innovativa, che riduce l’impronta di carbonio grazie a un prodotto più leggero e più solido del mattone tradizionale. A seguire, la presentazione di Elena Bonometti, CEO dell’ONG Tostan che ha scelto “Monolyto” per costruire il nuovo centro di formazione professionale a Thies. (aise)