Italia Paese ospite d’onore al Salone del Libro di Algeri 2022

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21silaalgeriALGERI\ aise\ – L’Italia sarà il Paese ospite d’onore della 25ma edizione del Salon International du Livre d’Alger. Dopo due anni di stop forzato a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, quest’anno la manifestazione ritorna dal 24 al 31 marzo al Palais des Expositions di Algeri.
L’ultima edizione, svoltasi nel 2019, è stata visitata da oltre 1 milione di persone e ha registrato la presenza di 1.030 espositori provenienti da 36 Paesi.
Come annunciato dal ministro della Cultura e delle Arti algerino su Facebook, il Paese Ospite d’Onore sarà l’Italia, “un paese vicino e amico, conosciuto per la sua prolifica produzione culturale“. L’invito scaturisce dalla visita di Stato in Algeria del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del 6 e 7 novembre scorsi e, come tale, riveste una particolare rilevanza dal punto di vista politico.
Le istituzioni italiane in loco stanno lavorando per dare seguito all’invito e per organizzare la presenza italiana, alla quale anche AIE sta collaborando. (aise)




Pretoria: Ambasciata e IIC per il Giorno della Memoria

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19pretoriaPRETORIA\ aise\ – In occasione della Giornata della Memoria, il prossimo 1 febbraio alle ore 18.00, l’Istituto Italiano di Cultura, l’Ambasciata d’Italia a Pretoria e il Johannesburg Holocaust and Genocide Centre proietteranno, proprio nella sede del Centro per l’Olocausto e per il Genocidio, il film “Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma”, del regista Giulio Base. La proiezione verrà introdotta dall’Ambasciatore Paolo Cuculi.
Il film è la storia di Sofia e quella di un gruppo di ragazzi cristiani ed ebrei, dove il passato si intreccia col presente. Il ritrovamento di una lettera e di una misteriosa foto di una bambina porterà Sofia e i suoi giovani amici alla ricerca della verità. Una storia in cui il dolore si unisce alla speranza e in cui diverse religioni diventano una cosa sola.
Cercando di svelare il mistero che si cela dietro quella foto, Sofia e i suoi amici affronteranno quindi un avventuroso viaggio attraverso la memoria di un passato doloroso e difficile da dimenticare come quello del rastrellamento del quartiere ebraico di Roma e insieme, attraverso l’amicizia e il ricordo, riusciranno a trasformare tutto questo nell’occasione per ritrovare una nuova speranza.
Alla fine della proiezione verrà servito un rinfresco. È necessaria la prenotazione all’indirizzo e-mail indicato nella locandina, vista la limitata capienza. Si applicano tutti i protocolli Covid-19. (aise)




La polizia del Congo annuncia l’arresto dei presunti assassini di Luca Attanasio

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223119296 e6b00d21 9b0b 47db 8e8d 9b1dfd8f97a0AGI – La polizia del Congo ha annunciato l’arresto dei presunti assassini dell’ambasciatore Luca Attanasio, ucciso nel febbraio dell’anno scorso. Secondo quanto riferiscono su Twitter i giornalisti che hanno seguito la conferenza stampa sul posto, secondo la polizia l’idea iniziale era di rapire l’ambasciatore per ottenere un riscatto di 1 milione di dollari.

Il comandante della polizia nazionale della provincia di Goma, in Congo, ha oggi annunciato di avere arrestato una banda, chiamata Aspirant, composta di sei persone. Come ha detto all’Agi il giornalista di France24 Justin Kabumba, “solo due di loro sono i presunti assassini dell’ambasciatore Luca Attanasio, e uno di loro ha confessato”.

Un terzo componente del commando che uccise il diplomatico italiano resta ricercato, sarebbe il capo della banda. “Inizialmente, non era loro intenzione uccidere Attanasio – ha detto il giornalista, riferendo le parole della polizia durante la conferenza stampa – avevano programmato di rapirlo per chiedere un riscatto di un milione di dollari. Le cose sono andate male, il piano e’ fallito e i rapitori hanno subito ucciso l’ambasciatore”.

L’ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, e un carabiniere della scorta, Vittorio Iacovacci, sono stati uccisi lo scorso febbraio in un attacco a un convoglio delle Nazioni Unite nel parco dei Virunga, nella parte est del Paese. Il diplomatico italiano era rimasto coinvolto in un’imboscata condotta da miliziani armati contro mezzi dell’Onu in transito su una strada a nord della città di Goma, capoluogo della provincia orientale congolese del Nord Kivu.




Italia – Tunisia: collaborazione per formazione e scambio tra professionisti del patrimonio culturale

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14tunisiTUNISI\ aise\ – Sono stati firmati ieri a Tunisi due accordi di collaborazione tra la Fondazione Scuola Beni Attività Culturali, l’Istituto Italiano di Cultura e il Macam di Tunisi e tra Università Urbino Carlo Bo (DiSPeA) e Macam.
In particolare, l’accordo con la Fondazione Scuola Beni Attività Culturali è stato siglato dal presidente Vincenzo Trione, alla presenza della Ministra della cultura della Tunisia, Hayet Guettat, e dell’Ambasciatore italiano in Tunisia, Lorenzo Fanara, con il MACAM – Museo di arte moderna e contemporanea di Tunisi e l’Istituto Italiano di Cultura della Tunisia. Insieme alla Fondazione, hanno firmato per l’IIC la Direttrice Maria Vittoria Longhi, e per il MACAM, la Direttrice Jedidi Rabaa.
L’accordo bilaterale arricchisce la prospettiva internazionale della Fondazione, con l’attivazione di una nuova collaborazione per la condivisione di esperienze e lo scambio tra professionisti italiani e stranieri del patrimonio culturale.
A Tunisi, presso la Cité de la culture, sta per aprire al pubblico il MACAM – Museo di arte moderna e contemporanea che si sviluppa su 5000 m2 di spazio espositivo e possiede una collezione di oltre 13.000 opere di artisti tunisini e stranieri, dalla fine del XIX ad oggi. In prospettiva della prossima apertura e di importanti interventi di catalogazione, riorganizzazione della collezione e degli spazi espositivi, il MACAM ha strategicamente scelto di investire in formazione del proprio personale, anche in collaborazione con istituzioni straniere.
Su iniziativa dell’IIC e grazie all’interlocuzione con la sua Direttrice, Maria Vittoria Longhi, la Fondazione è stata coinvolta per lavorare alla strutturazione, di concerto con il Museo MACAM e l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, di un programma di formazione sui temi della cura e gestione del patrimonio culturale, rivolto al personale museale.
Si amplia così la nostra rete di connessioni con partner stranieri, nuove sfide da cogliere per pianificare e realizzare piani formativi rivolti a professionisti del patrimonio culturale dell’area Mediterranea.
Con l’esperienza dell’International School of Cultural Heritage, si era già potuto stringere un solido legame tra professionisti italiani e tunisini, con la partecipazione di due dipendenti dell’Institute National du Patrimoine di Tunisi ad un periodo di formazione presso l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro e Roma e il Parco Archeologico di Pompei. L’accordo quadro firmato ieri presso la sede del MACAM, rinforza ulteriormente questo legame.
La Fondazione assume infatti l’impegno di ideare un’offerta formativa multidisciplinare, sui temi della gestione delle collezioni, dell’allestimento e accoglienza museale, della catalogazione digitale, per sviluppare le competenze trasversali, favorire lo scambio di expertise e rispondere ai bisogni formativi del MACAM.
Inoltre, si inaugura, così, la prima edizione del “Programma gemellaggi”, un progetto che mira a rafforzare il ruolo internazionale dell’Italia nel campo delle politiche e pratiche del settore cultura. L’accordo con il MACAM rappresenta, dunque, un primo progetto pilota, con il quale creare occasioni di scambio tra i musei di arte moderna e contemporanea italiani e tunisini, in vista di sempre più proficue collaborazioni future.
“L’augurio è che questo Accordo-quadro, con le attività di scambio e formazione che seguiranno, possano contribuire ad un crescente rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Italia e Tunisia, a partire da un rinnovato dialogo sui temi della formazione e delle buone pratiche relative al settore culturale, nonché da una rinnovata cooperazione tra tutti gli istituti museali coinvolti”, le parole del Presidente Vincenzo Trione. (aise) 




Unicef: in Etiopia si temono morti e feriti tra i bambini

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tigrayGINEVRA\ aise\ – “L’UNICEF è indignato per i recenti attacchi aerei sui campi per sfollati interni e rifugiati nel Tigray, nel nord dell’Etiopia”. Così Direttore generale dell’UNICEF Henrietta Fore che in una nota riporta le ultime notizie ricevute dall’agenzia Onu, in base alle quali “gli attacchi del 5 e 7 gennaio hanno lasciato decine di civili – compresi i bambini – uccisi e molti altri feriti”.
“I campi per rifugiati e gli insediamenti per sfollati interni, comprese le scuole che ospitano bambini e famiglie sfollate e le strutture essenziali che forniscono loro servizi umanitari, sono obiettivi civili”, ribadisce Fore. “Non rispettarli e non proteggerli dagli attacchi può costituire una violazione del diritto internazionale umanitario”.
“A più di un anno dallo scoppio del conflitto nel Tigray, atti brutali di violenza, comprese gravi violazioni contro i bambini, continuano ad essere perpetrati in tutta l’Etiopia settentrionale da tutte le parti in conflitto” ricorda la direttrice dell’Unicef che rinnova l’appello del’agenzia “per un’immediata cessazione delle ostilità. Esortiamo tutte le parti in conflitto a costruire sui segnali iniziali di progresso delle ultime settimane, di rispettare i diritti umani internazionali, il diritto umanitario e sui rifugiati, di facilitare l’accesso umanitario e di proteggere i bambini dai pericoli”. (aise)




Nigeria. È arrivato il nuovo ambasciatore!

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stefano deleoROMA\ aise\ – “Cogliere le opportunità per crescere, innovare e contribuire insieme allo sviluppo sostenibile, alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente”. Queste le prime parole di Stefano De Leo nella sua nuova veste di ambasciatore d’Italia in Nigeria. A De Leo la Farnesina ha rivolto i propri auguri di “buon lavoro” e le proprie “congratulazioni”, come ormai consuetudine, su Twitter.
Nato a Belgrado, all’epoca in Jugoslavia, nel 1966, Stefano De Leo si laurea in giurisprudenza all’Università di Roma ed entra in carriera diplomatica nel 1992.
Il suo primo incarico è alla Direzione Generale Personale e A., ma già nel 1995 è reggente il Consolato a Saarbrucken. Tre anni più tardi è primo segretario commerciale ad Al Kuwait e nel 2001 è nominato console a Scutari.
Rientrato a Roma, è alla Direzione Generale Italiani all’estero e Politiche Migratorie, prima, e alla Direzione Generale Paesi Mediterraneo e Medio Oriente, poi. Nel 2006, dopo una breve parentesi nuovamente alla Direzione Genenerale Italiani all’estero e Politiche Migratorie, è nominato consigliere a Baghdad, sede in cui è confermato l’anno seguente con funzioni di primo consigliere.
Nel 2008 è incaricato d’Affari con Lettere a Chisinau; qui due anni più tardi è confermato quale ambasciatore. Nel 2012 è console generale a Lagos, per rientrare nel 2014 alla Farnesina, alle dirette dipendenze del Direttore Generale per l’Unione Europea. Lo stesso anno è distaccato presso il SEAE quale capo Delegazione UE a Juba in Sud Sudan.
Promosso al gradi di ministro plenipotenziario, nel 2018 è alle dirette dipendenze del Direttore Generale per la Mondializzazione e le Questioni globali e nello stesso anno è nominato ambasciatore a Brazzaville.
Nel 2010 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica. (aise)




Tensione in Libia, milizie armate circondano il palazzo del governo

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054440095 edff8378 518c 4b7a a0b5 c1dfc79b1f50AGI – Notte di tensione a Tripoli, a segnare una svolta pericolosa in una crisi che dura da anni e che avrebbe dovuto imboccare la via della normalizzazione con le elezioni presidenziali previste – finora – per il 24 dicembre.

Nella tarda serata di mercoledì un gruppo di armati ha circondato la sede del locale governo, dove si trova l’ufficio del primo ministro, Abdul Hamid Dbeibah. Non si sa se l’edificio sia stato effettivamente occupato, appare invece probabile che lo il presidente del consiglio presidenziale, Mohammed al Menfi, sia stato trasferito su sua richiesta in un non meglio precisato luogo sicuro.

Secondo quanto riferito da Al Arabiya, Mohamed al-Menfi, presidente del Consiglio presidenziale, ha chiesto protezione per la sua abitazione. La stessa emittente riferisce che in diverse zone della capitale sono senza elettricità.

La città intanto ha vissuto l’ennesima notte di incertezza: mezzi per le strade del centro, interi quartieri senza elettricità. All’origine del colpo di mano – non un golpe, sostengono i media locali – la defenestrazione del comandante del distretto militare della capitale libica, Abdel Basset Marwan, da parte dello stesso Menfi.

L’accaduto rende ancora più precaria la stabilità politica del paese, e le elezioni sempre meno probabili. Persino la lista dei candidati, che avrebbe dovuto essere pubblicata nei giorni scorsi, non risulta ufficialmente chiusa. I nomi più conosciuti restano quelli del generale Khalifa Haftar, di Seif al Islam Gheddafi (il figlio dell’ex dittatore Mohammar) e Dbeibah.




Moda italiana alla Swahili Fashion Week con l’Ambasciata d’Italia in Tanzania

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13daresDAR ES SALAAM\ aise\ – Nell’ambito del suo programma promozionale, l’Ambasciata d’Italia in Tanzania ha partecipato con tre designer italiani, Vitelli, Endelea e Florania, alla Swahili Fashion Week. L’evento, che si è tenuto a Dar es Salaam dal 3 al 5 dicembre 2021, è il secondo più importante in Africa dopo la fashion week di Johannesburg.
Erano presenti 90 stilisti da tutto il mondo. Per l’Italia, la nota marca di maglieria Vitelli ha presentato una collezione realizzata ad hoc; Endelea, finanziata dall’AICS attraverso il “bando 2019 per iniziative imprenditoriali innovative per lo sviluppo sostenibile” in Tanzania, ha posto un particolare accento sulla sostenibilità e sull’inclusione di designer locali nella realizzazione della sua collezione; la giovane stilista Florania ha avuto un’importante occasione per presentarsi di fronte ad un pubblico internazionale. Le collezioni italiane sono state accolte come il vero valore aggiunto della settimana della moda.
A margine della Swahili fashion week, l’ICE di Addis Abeba, competente per la Tanzania, in collaborazione con Park Hyatt, 361 Africa e Wakapedia, ha organizzato, il 7 dicembre scorso, un evento conclusivo della Settimana della Cucina italiana in Tanzania, nel corso del quale gli chef tanzaniani, che avevano lavorato con lo chef stellato Valentino Palmisano, hanno preparato un menù ad hoc presso l’iconica Beach House di Zanzibar.
Nel corso della serata, gli stilisti italiani presenti alla Swahili fashion week hanno partecipato, insieme al brand tanzaniano Njija, a una sfilata dove hanno presentato le loro collezioni ad un pubblico di media locali e di addetti ai lavori. Era anche presente il ministro per gli Investimenti di Zanzibar, Mudrik Soraga.
L’ambasciatore Marco Lombardi ha dichiarato che il rinnovato impegno del Sistema Italia in Tanzania sta dimostrando di incontrare il favore del pubblico locale che riconosce e rispetta le nostre produzioni di eccellenza. Ha proseguito sottolineando che appare quanto mai opportuno incrementare le nostre attività promozionali anche in considerazione del fatto che il 70% della popolazione di questo Paese ha un’età compresa tra i 12 e i 25 anni e che si stima che, nei prossimi 20 anni, la popolazione passerà dagli attuali 60 a 120 milioni di abitanti. (aise)




Settimana della Cucina a Tunisi con la campagna “Saveurs d’Italie”

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3tunisiTUNISI\ aise\ – Ha preso il via a Tunisi “Dolce Italia – Saveurs d’Italie”, la campagna di lancio dei prodotti alimentari al 100% Made in Italy, organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Tunisi e dall’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. L’iniziativa, che proseguirà sino al 15 dicembre, chiude la rassegna di eventi della VI edizione della Settimana della Cucina italiana nel mondo.
“Dolce Italia – Saveurs d’Italie” è stata inaugurata alla presenza dell’ambasciatore d’Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara. “Promuovere la cucina italiana e i beni del nostro settore agroalimentare è una priorità della diplomazia italiana”, ha detto l’ambasciatore. “Le esportazioni italiane nel mondo del settore agroalimentare hanno infatti superato i 200 miliardi di euro e rappresentano quindi una componente importante della nostra economia. Inoltre, nella gastronomia italiana sono riflesse la tradizione, la cultura, l’identità, l’innovazione e la ricerca dell’Italia. Non mi sorprende pertanto che in Tunisia vi sia una forte domanda di prodotti agroalimentari italiani”.
La campagna promozionale prevede nel corso delle prime due settimane di dicembre, all’interno degli spazi dei due ipermercati Carrefour, la Marsa e Sousse, e nei cinque Carrefour Market di Gammarth, Lac2, Menzah9, Manar City e Hammamet, la realizzazione di un’area dedicata con oltre 40 brand italiani per 300 tipi di prodotti alimentari, dai formaggi alla pasta, dalle salse e condimenti alla pasticceria natalizia ed altro, a prezzi scontati. Tra i prodotti selezionati, quelli legati alla tradizione natalizia artigianale, che saranno in degustazione per alcuni giorni presso l’ipermercato di La Marsa, ma anche quelli tipici, che per la loro esclusività hanno contribuito a fare dell’Italia il primo paese europeo con 315 prodotti agroalimentari certificati come eccellenze DOP e IGP dall’Unione Europea.
“Per la prima volta viene realizzata in Tunisia una campagna di promozione di prodotti italiani presso la Grande Distribuzione Organizzata”, ha detto Donatella Iaricci, direttrice dell’Ufficio dell’ICE a Tunisi. “Questo progetto non ha solo una valenza commerciale per i brand italiani selezionati ma è centrato sul far conoscere ai consumatori i prodotti di qualità al 100% Made in Italy. La scelta di proporre anche le specialità della tradizione natalizia, organizzando l’evento nel mese di dicembre, vuole inoltre essere un segno di attenzione verso la consistente comunità di italiani residenti in Tunisia per festeggiare momenti di convivialità gustando i prodotti tipici del periodo”. (aise)




Piemonte e Capo Verde sempre più vicini: siglato nuovo accordo

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26capoverdepiemonteTORINO\ aise\ – Si rafforzano le relazioni esistenti tra Piemonte e Capo Verde, con cui da oltre 15 anni la Regione del nord italiano ha avviato una solida sinergia di cooperazione internazionale. Lo sancisce il nuovo accordo siglato nei giorni scorsi, durante una missione nel Paese dell’arcipelago africano, tra il presidente della Regione, Alberto Cirio, e la sottosegretaria per gli Affari esteri di Capo Verde, Miryan Vieira.
Obiettivo: sviluppare iniziative comuni riguardanti la formazione, gestione e governance delle risorse idriche, la formazione in campo agricolo con particolare attenzione al settore vitivinicolo, il sostegno alle iniziative di cooperazione delle Amministrazioni locali e scambi economici tra le realtà imprenditoriali.
Lo sviluppo della collaborazione tra i due territori è stato al centro degli incontri che il presidente Cirio e il vicepresidente Carosso hanno avuto nei giorni scorsi con i ministri dell’Agricoltura Gilberto Silva, della Salute Arlindo do Rosário, degli Affari esteri della Cooperazione e dell’Integrazione Alberto de Figueiredo Soares, del Turismo e dei Trasporti Carlos Jorge Santos.
Sull’isola di Fogo, una delle aree più disagiate dell’arcipelago, il presidente Cirio ha avuto anche modo di visitare le “Case del sole” dell’onlus Amses grazie alla Fondazione Padre Ottavio Fasano.
“Abbiamo suggellato un’amicizia che va avanti da oltre 15 anni, basata sulla solidarietà, ma anche su opportunità di scambio e collaborazione dal punto di vista economico – commentano il presidente Cirio e il vicepresidente Fabio Carosso -. Uno dei modi con cui ognuno di noi può fare la propria parte per affrontare il dramma della povertà, contenere e in prospettiva risolvere il grande problema dei fenomeni migratori è quello di creare le condizioni affinché una persona possa nascere e crescere nel proprio Paese e poi restarci, grazie al fatto di avere un lavoro, una casa e un futuro. Si dice sempre ‘aiutiamoli a casa loro’, ma lo si fa poco”.
Il Piemonte dal 2004 con Capo Verde lo sta facendo con più di 30 progetti già messi in campo.
Ne è un esempio la realtà creata da Padre Ottavio, che undici anni fa ha dato vita a 35 ettari di vigneto alle pendici di un vulcano, su un’isola dove non esiste l’acqua, ma che grazie all’umidità generata dall’escursione termica ha consentito alla vigna di crescere e dove decine di ragazzi potranno lavorare e imparare a fare il vino.
“Capo Verde – evidenziano Presidente e Vicepresidente – rappresenta un’opportunità anche per gli imprenditori e le aziende piemontesi, perché nell’ottica dello sviluppo il governo locale è interessato alle nostre tecnologie e conoscenze nei più svariati settori dell’economia”. (aise)