Ecuador. Manca la luce, la Farnesina raccomanda prudenza

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oipCon il Decreto Esecutivo n. 229 emesso il 19 aprile 2024, viene dichiarato lo “stato di emergenza nazionale per pubblica calamità”, con una durata di 60 giorni, a seguito dell’aggravarsi dei problemi del settore elettrico in tutto il territorio del paese, che hanno comportato nei giorni 18 e 19 aprile l’interruzione di energia elettrica per 8 ore consecutive in fasce orarie suddivise per quartieri.
Possono verificarsi disagi in tutte le zone dell’Ecuador, con disservizi sia nel settore pubblico sia nel settore privato a causa di periodiche interruzioni di corrente, anche con scarso preavviso alla popolazione.
La Farnesina raccomanda ai turisti italiani di verificare le condizioni con la struttura ricettiva e di adottare la massima cautela negli eventuali spostamenti necessari durante l’assenza di luce per le strade.



L’Amerigo Vespucci in Cile per la “Giornata delle radici”

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24radicicileÈ Valparaiso l’ultima tappa in Cile dell’Amerigo Vespucci: il veliero delle Marina, impegnato nel suo Giro del mondo, da venerdì prossimo, 26 aprile, sarà al Porto di Valparaiso, dove rimarrà attraccato fino al 1° maggio, giorno in cui, organizzata dall’Ambasciata a Santiago, si celebrerà la “Giornata delle radici”.
La nave sarà aperta alle visite – senza appuntamento – sabato 27 aprile dalle 15.00 alle 19.00, domenica 28 aprile dalle 10.00 alle 12.00 e, nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 19.00, lunedì 29 aprile dalle 10.00 alle 12.30 e poi dalle 15.30 alle 19.00, martedì 30 aprile dalle 15.30 alle 17.00.
Sabato 1° maggio la nave sarà aperta dalle 10.00 alle 12.00 in occasione della “Giornata delle Radici” che sarà inaugurata dall’Ambasciatrice Valeria Biagiotti e dal Capitano della Vespucci, Giuseppe Lai, dalle 11.00 alla Scuola italiana Arturo dell’Oro.
Qui si alterneranno musica, danze tradizionali, degustazioni e show di cucina con lo chef Nicoló Giacometti. Durante tutta la giornata – fino alle 17.00 – sarà anche possibile partecipare a quiz sulle regioni italiane per vincere corsi di italiano e libri.
La Giornata delle radici è organizzata nell’ambito del progetto sul turismo delle radici promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. (aise) 




In Venezuela riapre l’ufficio Onu per i diritti umani: a luglio le elezioni

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captura“L’attuazione efficace” dello Statuto di Roma e la prospettiva di “alleanze rafforzate” sono state al centro di un incontro a Caracas tra il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, e il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi), Karim Khan. L’occasione dello scambio è stata la riapertura dell’ufficio nella capitale latinoamericana dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.

LO SCONTRO DI FEBBRAIO

Le attività dell’organismo in Venezuela erano state sospese nel febbraio scorso, a seguito dell’arresto di un oppositore del governo, l’avvocato e attivista Rocio San Miguel. L’Alto commissariato era stato accusato allora dal ministro degli Esteri venezuelano, Yvan Gil, di un atteggiamento “colonialista e offensivo”. Dei contenuti dell’incontro a Caracas ha riferito anche Khan, con un post sul social network X, corredato da una fotografia del colloquio.

INDAGINE IN CORSO

La Corte penale internazionale sta indagando su crimini contro l’umanità che potrebbero essere stati commessi in Venezuela al tempo della crisi politica e delle proteste di piazza del 2017. In relazione ai disordini e agli scontri di sette anni fa in Venezuela sono stati condannati o incriminati circa 150 agenti di polizia o militari. Uno dei riferimenti politici delle proteste era Juan Guaido, oppositore supportato all’epoca dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e nel complesso da una cinquantina di Paesi. Lo Statuto di Roma, sottoscritto nel 1998, è il documento istitutivo della Cpi. In Venezuela sono in programma elezioni presidenziali il 28 luglio. Maduro, al potere dal 2013, è ricandidato.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Baires. La Vespucci e il Turismo delle Radici

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bienvenidaarmada 1000x600Dal porto di Buenos Aires —dove il 17 marzo è approdata la nave scuola della Marina Militare italiana Amerigo Vespucci— è partita il 19 marzo la campagna internazionale per diffondere il programma del Turismo delle Radici, rivolto agli 80 milioni di italodiscendenti nel mondo, affinché possano riscoprire le terre dei loro avi.

Sul palco allestito sul molo del Rio de La Plata dall’Ente Nazionale del Turismo (Enit) e dall’Ambasciata d’Italia, si sono alternate le storie dei Superamici: attori, musicisti e personaggi della cultura argentina che hanno raccontato la loro esperienza di viaggio in Italia alla scoperta delle origini della propria famiglia.

L’iniziativa “Il veliero Amerigo Vespucci incontra il turismo delle radici” è stata organizzata in occasione dell’arrivo a Buenos Aires, dopo oltre 70 anni, della nave scuola e si è svolta in occasione dell’“Anno delle radici italiane nel mondo” nel Paese dove risiede una delle più corpose comunità di italiani all’estero.

vespuccibuenosairesvertIl primo a prendere la parola è stato Daniel Piazzolla, musicista e nipote del grande compositore Astor Piazzolla, il cui nonno, Pantaleone Piazzolla, era originario di Trani. «È stato molto importante per me scoprire da dove vengo», ha spiegato durante il suo intervento. «A Trani c’erano tutti i registri ufficiali dei viaggi dei miei avi».

Il 2024 è stato dichiarato l’anno delle Radici Italiane nel Mondo e tra le tante iniziative c’è anche quella di facilitare agli italodiscendenti provenienti da tutto il mondo l’accesso ai documenti anagrafici, ecclesiastici e doganali dei loro antenati.

Successivamente, l’attore argentino Mike Amigorena ha condiviso la sua esperienza, raccontando come grazie all’Enit abbia avuto l’opportunità di visitare Bisceglie, la città da cui suo nonno partì. «È un privilegio poter sentire gli odori e i sapori della terra dei miei nonni», ha detto. «Questo tipo di esperienze ci permettono di scoprire perché siamo come siamo. Io ho scoperto che la sensibilità si può abbracciare. E ho conosciuto parenti lontani che ricordavano ancora mio nonno». Amigorena ha anche espresso il desiderio di acquistare la casa che appartenne alla sua famiglia, che ha conosciuto proprio durante il suo viaggio delle radici, e tornare a Bisceglie come concittadino: «so che la Regione Puglia sta generosamente agevolando questo tipo di pratiche e sogno di poterlo fare presto».

All’evento erano presenti anche il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, e Giovanni Maria De Vita, Coordinatore del Turismo delle Radici della Farnesina, insieme all’Ambasciatore d’Italia a Buenos Aires, Fabrizio Lucentini, che hanno concluso l’incontro con un saluto ai presenti.

«Queste persone hanno vissuto un’esperienza toccante» —ha affermato Santanchè— «e sono tornate ancor più orgogliose di ciò che sono diventate. Questo è lo spirito del turismo delle radici» (9colonne.it).

Foto: 9colonne.it

puntodincontro.mx




Brasile. Oggi è il giorno degli italiani

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nova venezaIl 21 febbraio di ogni anno è in Brasile il giorno nazionale dell’immigrazione italiana. La data è stata istituita nel 2008 con una legge federale, nel corso di una cerimonia ufficiale cui hanno partecipato anche l’ambasciatore italiano e tutti i consoli, e vuole essere un omaggio al contributo che l’emigrazione italiana ha fornito alla cultura, all’economia e al carattere nazionale del Brasile.

Si è scelto questo giorno perché il 21 febbraio 1874 è la data a cui è fatto risalire il primo sbarco in Brasile degli emigranti veneti, a Vitória, nello stato brasiliano dell’Espírito Santo. Come scrive Sandro Addario, a quel tempo, il Brasile stava importando manodopera e dal 1870 al 1920 arrivarono oltre 1,4 milioni di immigrati italiani. Molti andarono a lavorare nelle piantagioni di caffè; altri vivevano in insediamenti, principalmente nella regione meridionale. Altri ancora andarono nelle città di São Paulo e Rio de Janeiro, dove furono impiegati nella nascente industria e commercio.

Da poco, l’Italia aveva vissuto le guerre di indipendenza. Alla fine di queste guerre, l’economia italiana era rimasta debilitata, con alti tassi di crescita demografica e di disoccupazione. Gli Stati Uniti d’America, che attraevano il maggior numero di immigranti, iniziarono a porre barriere all’ingresso degli stranieri. Tali fattori portarono, a partire dagli anni 1870, all’inizio di una massiccia emigrazione di italiani verso il Brasile. Sono anni in cui nel paese si dibatte sempre più sull’abolizione della schiavitù (che sarà abolita ufficialmente nel 1888) e che portano a un diffuso timore di carenza di manodopera: da qui la scelta del governo di finanziare il viaggio dei braccianti italiani, bianchi e cattolici e dunque – negli anni in cui è in voga il darwinismo sociale e l’eugenetica – preferiti rispetto alle etnie locali non bianche, considerate inferiori. Gli italiani immigrati in questo momento storico letteralmente sostituirono gli schiavi nei campi.

Festeggiamenti per il Dia nacional do imigrante italiano in epoca pre-Covid

Nello stato di Santa Caterina la maggior parte degli immigrati arrivò dal Veneto, dalla Lombardia, dal Friuli Venezia Giulia e dal Trentino Alto Adige (non a caso qui nacquero città come Nova Treviso, Nova Veneza e Nova Belluno), mentre in Minas Gerais prevalevano abitanti della Sardegna e dell’Emilia Romagna e a Rio de Janeiro (a quei tempi capitale dello stato) vi era un gran numero di persone originarie di Cosenza, Salerno e Potenza, ma anche di Napoli e Reggio Calabria.

Le condizioni di lavoro erano pessime e nel 1902 il governo italiano emise il decreto Prinetti, che proibiva l’immigrazione sussidiata dei cittadini italiani in Brasile. Il flusso degli immigranti diminuì bruscamente, poiché a partire da allora ogni cittadino italiano che voleva emigrare in Brasile doveva avere il denaro necessario per pagarsi il passaggio.

Nonostante le difficili condizioni di vita, alcuni discendenti dei primi immigrati italiani sono diventati persone di spicco del panorama socio-politico-culturale del Brasile. Solo per fare alcuni esempi: Candido Portinari, nato in una fazenda di caffè nel 1903, e considerato uno dei maggiori pittori brasiliani non solo del secolo scorso ma di tutti i tempi; i membri della storica famiglia Matarazzo, che arrivarono a possedere centinaia di imprese in diversi rami, dal tessile al chimico, dal commerciale e bancario a quello alimentare; Vicente Celestino, nato nel 1894 da una famiglia calabrese, divenne un cantante, attore e compositore celebre; Adoniran Barbosa, nato in una umile famiglia veneta, arrivò a essere considerato il padre della samba paulista.

Il Brasile fu il terzo paese per numero di italiani immigrati fra gli anni 1880 e la Prima guerra mondiale, subito dopo gli Stati Uniti (cinque milioni di italiani fra il 1875 e il 1913) e l’Argentina (2,4 milioni). Secondo il Fanfulla, lo storico giornale degli italiani in Brasile dal 1893, “oggi si calcola che siano circa cinque milioni gli italiani e loro discendenti che vivono nella Grande San Paolo”. Quasi un quarto della popolazione (21 milioni di abitanti) che vive nell’area metropolitana. In tutto lo stato di San Paolo gli italo-brasiliani sono 13 milioni su 45 milioni di abitanti, mentre in tutto il Brasile il numero sale a 22 milioni su una popolazione complessiva di 210 milioni.

La grande maggioranza degli italo-brasiliani è nel Sud e nel Sud-Est del Brasile, ma ci sono italo-brasiliani anche in altre zone del paese; alcuni italo-brasiliani parlano ancora italiano e altri dialetti regionali tra cui il veneto che ha dato origine al talian, una lingua mista col portoghese. Molti giovani oggi parlano solo il portoghese, sebbene siano sempre più numerosi i corsi di lingua italiana a cui partecipano queste nuove generazioni.

Il 21 febbraio (“Dia nacional do imigrante italiano”), sull’impronta della medesima iniziativa presa dall’Argentina nel 1995 (che ricorda l’immigrazione italiana il 3 giugno), celebra le influenze profonde che la massiccia immigrazione italiana ha lasciato nella cultura, nei costumi, nelle tradizioni, nella cucina brasiliana e da cui, a sua volta, è stata toccata e cambiata.

A San Paolo in particolare le attrazioni della festa del 21 febbraio si tengono nei quartieri Bela Vista, Brás e Mooca, dove vivono la maggior parte di italiani e oriundi. Nelle scuole di lingua italiana si svolgono conferenze sulla storia dell’immigrazione e, ci ricorda ancora Sandro Addario, non mancano eventi gastronomici. Molti gli spettacoli, le danze tipiche (in tempi pre-Covid), le funzioni religiose in italiano nella chiesa di Nossa Senhora Achiropita, dal nome della cattedrale di Nostra Signora di Achiropita a Rossano Calabro, uno dei principali luoghi di provenienza dei primi immigrati italiani in Brasile.

È un giorno di festa, di memoria senz’altro, e che sarebbe probabilmente opportuno ricordare anche in Italia. Perché da questo periodo storico sono nate influenze e contaminazioni ancora oggi evidenti e che potrebbero rappresentare un arricchimento dell’orizzonte culturale nazionale e perché – se spesso viene ripetuto che anche gli italiani un tempo sono stati stranieri in terra straniera – questo potrebbe essere un punto di partenza, per fissarlo davvero. Immigrare non è mai stato facile, per nessuno. L’Italia, oggi, dovrebbe iniziare a ricordare.

da ytali.com




Ecuador: cosa consiglia la Farnesina

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ecuador 1978922 1280Il sito “Viaggiare Sicuri” della Farnesina ha pubblicato in questi giorni una nota che si riferisce alla difficile situazione che stanno vivendo i nostri connazionali presenti in Ecuador.
Sotto al titolo di “Ecuador: stato di emergenza e conflitto armato” informa che “Il Presidente dell’Ecuador ha riformato lo stato di emergenza, emesso l’8 gennaio 2024, con un nuovo Decreto Esecutivo (n. 111 del 09.01.2024), che ribadisce il coprifuoco dalle h 23:00 fino alle h 05:00, per 60 giorni, e riconosce la presenza di un conflitto armato interno: la misura eccezionale è stata adottata nel quadro del contrasto alle bande locali legate al narcotraffico.
Anche se nella Capitale Quito stanno riaprendo gradualmente tutti gli esercizi pubblici, dai negozi ai centri commerciali, permane una forte presenza di Forze Armate e di Polizia Nazionale, in tutto il territorio, con un livello di allerta elevato. Si raccomanda di limitare gli spostamenti alle esigenze indifferibili e di tenersi aggiornati sulle indicazioni delle Autorità locali. Si sconsiglia in ogni caso ai cittadini italiani, attualmente in transito nel paese, di recarsi nelle zone costiere in particolare nelle città di Guayaquil, Manta e nei territori circostanti, nonché nelle province di El Oro, Esmeraldas e Carchi.
Il Ministero dell’Interno ha adottato il 12 gennaio 2024 una misura restrittiva (lineamientos aplicacio in acuerdo ministerial ) all’ingresso di tutti i cittadini stranieri in Ecuador per via terrestre da Colombia e Perù, che prevede l’esibizione di un certificato dei precedenti penali relativo agli ultimi 5 anni, debitamente apostillato e in spagnolo (se prodotto in lingua straniera, va corredato di traduzione, legalizzata e apostillata), rilasciato dal paese di origine o di residenza legale dell’interessato. Ciò per tutta la vigenza dello stato di emergenza e di conflitto armato interno. Sono state individuate alcune eccezioni a tale misura, tra cui si segnalano i titolari di un visto vigente di soggiorno in Ecuador; i titolari di passaporto ufficiale, diplomatico o di servizio, in conformità ai trattati internazionali di cui l’Ecuador fa parte; i bambini e gli adolescenti accompagnati. Si raccomanda massima attenzione e si invita a seguire le indicazioni delle Autorità locali.”
Sono previste delle eccezioni al coprifuoco, in particolare per assicurare i servizi essenziali ed i trasferimenti da e verso gli aeroporti, per coloro che abbiano un volo in partenza o in arrivo, nella fascia oraria del coprifuoco (23:00-05:00).
Per informazioni aggiornate sullo stato dei propri voli, si prega di verificare direttamente con la Compagnia aerea di riferimento. Gli aeroporti risultano al momento operativi, in tutte le città del paese.
L’Ambasciata d’Italia a Quito è raggiungibile, per emergenze, al numero+593999780861. Eventuali segnalazioni di una presenza temporanea in Ecuador possono essere anche trasmesse all’indirizzo: segreteria.quito@esteri.it.
Si invitano i connazionali presenti nel Paese a scaricare la APP “ViaggiareSicuri”, con geolocalizzazione attiva, e a registrare la propria presenza su Servizi UdC (dovesiamonelmondo.it).”
Nella foto la città di Cuenca



Il vicepresidente del MAIE, Vincenzo Odoguardi, in Argentina: “Fare di più per i Consolati italiani nel mondo”

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capturaVisita in Argentina del vicepresidente MAIE Vincenzo Odoguardi.

Nella foto a destra: davanti alla sede del MAIE a Buenos Aires, con Dario Signorini – coordinatore MAIE e presidente del Comites locale -, Jorge Sereni, coordinatore MAIE Buenos Aires, e – naturalmente – Ricardo Merlo, fondatore e presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero.

Nella seconda foto (qui sotto): colazione di lavoro MAIE. Oltre a Merlo, Odoguardi, Signorini e Sereni, riuniti al tavolo ci sono anche l’On. Franco Tirelli, deputato MAIE, Carlos Malacalza, del Comites di La Plata, e Gerardo Pinto, consigliere CGIE da Lomas de Zamora.

captura 2L’incontro è servito soprattutto per fare il punto circa lo stato della rete consolare e dunque dei servizi offerti ai connazionali.

Tutti hanno condiviso l’idea che sia necessario fare di più per i Consolati italiani nel mondo, perché non è possibile che un italiano oltre confine debba essere costretto a fare salti mortali per rinnovare un passaporto. Come MAIE continueremo a lottare per migliorare la qualità di vita dei nostri fratelli italiani all’estero.




Marcello Fondi è il nuovo Ambasciatore in Paraguay

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fondi“Assumo con orgoglio l’incarico di Ambasciatore d’Italia ad Assunzione. Dedicherò il mio mandato allo sviluppo dei già profondi legami storici e culturali tra il nostro Paese e la Repubblica del Paraguay, con l’obiettivo di esplorare nuove opportunità di possibile collaborazione in campo economico, commerciale e scientifico. Una missione ispirata alla necessità di operare con efficacia nel contesto delle nuove forme di cooperazione internazionale, di misurarsi con le attuali sfide globali e di rispondere alle istanze della nostra fiorente e operosa comunità italiana”. Così Marcello Fondi, nuovo Ambasciatore d’Italia in Paraguay.
Nato a Rieti, classe 1960, Fondi si laurea in scienze politiche all’Università Luiss di Roma ed entra in carriera diplomatica nel 1989. Dopo i primi incarichi alla Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo, nel 1991 viene nominato reggente al Consolato a Maracaibo, dove nel 1994 viene confermato come Console.
Nel 1995 lascia il Venezuela per l’Australia: è Primo segretario commerciale a Canberra, incarico che mantiene fino al 2000, quando torna a Roma quale Capo Segreteria dell’Ispettorato Generale del Ministero e degli Uffici all’estero. Nell’ottobre dello stesso anno viene nominato Reggente del Consolato Generale a Valona, dove nel 2001 è confermato quale Console Generale. Nel 2004 è Consigliere alla Rappresentanza permanente presso l’OCSE in Parigi, dove l’anno successivo assume le funzioni di Primo consigliere.
Nel 2008 torna a Roma, questa volta alle dirette dipendenze del Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo; in settembre assume l’incarico di Coordinatore di iniziative, attività e gruppi di lavoro previsti da impegni assunti in sede G8 su temi dello sviluppo, nonché relativamente ai seguiti derivanti da impegni assunti dalla Cooperazione nell’ambito della promozione dell’Expo di Milano. Un anno dopo è anche Coordinatore per le attività di cooperazione decentrata con particolare riferimento ai seguiti derivanti dagli impegni della Cooperazione allo Sviluppo nell’ambito della promozione dell’Expo di Milano.
Nel 2010 è Ambasciatore ad Asmara, incarico che lascia quattro anni dopo quando viene nominato Console Generale a Lugano.
Nel 2018 torna alla Farnesina, alle dirette dipendenze del Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese, mentre l’anno successivo è posto fuori ruolo per prestare servizio presso il Commissariato Generale di sezione per la partecipazione italiana ad Expo Dubai 2020, quale Commissario Generale di sezione Aggiunto.
Ad Assunzione succede a Paolo Campanini. (aise) 




Il Nicaragua espelle un sacerdote italiano

expulsion of 222 nicaraguans from their home country

expulsion of 222 nicaraguans from their home country

Il Nicaragua ha deciso di espellere dal Paese il sacerdote italiano Cosimo Damiano Muratori, accusato di essere intervenuto “ingiustamente in questioni che riguardano solo i nicaraguensi”.
La notizia dell’espulsione del religioso compare in un comunicato del ministero dell’Interno che ricorda, tra l’altro, che Muratori “è ricercato in Italia per il reato di violenza sessuale, condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione nella città di Perugia nel novembre 2019″.
L’itinerario di volo del religioso, precisa il ministero, “è stato comunicato alle autorità competenti a seguito di una richiesta di Interpol Italia”.
Il comunicato ricorda inoltre che Muratori “dal 2014 era custode del mausoleo commemorativo del francescano padre Odorico D’Andrea nel comune nicaraguense di San Rafael del Norte”.
Quanto al motivo dell’espulsione, secondo la stampa di Managua, sarebbe legato a una recente omelia in cui il sacerdote ha elogiato la condotta del vescovo nicaraguense Rolando Álvarez, che si è rifiutato d’imbarcarsi su un aereo che trasportava 222 oppositori del governo di Presidente Daniele Ortega.

ansalatina




Brasile: 1.500 arresti dopo i tumulti degli ultimi giorni

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downloadIl presidente del Brasile, Inacio Lula da Silva, serra le fila contro i “terroristi” che domenica hanno assaltato i palazzi delle istituzioni democratiche, mentre il suo predecessore, Jair Bolsonaro, ricoverato in Florida per dolori addominali, condanna i saccheggi commessi dai suoi sostenitori e respinge l’accusa di averli fomentati. Salgono intanto a circa 1.500 i rivoltosi arrestati in totale.

Il presidente della Corte suprema federale ha deciso la rimozione del governatore del distretto federale di Brasialia, Ibaneis Rocha, che ha diffuso un video nel quale si scusava con Lula per l’accaduto. Il presidente brasiliano lo aveva accusato di non aver preso le misure necessarie per impedire quella che è stata definita una replica verdeoro dell’attacco a Capitol Hill. Rocha ha annunciato inoltre la destituzione del suo segretario alla Sicurezza, Anderson Torres.

Nella capitale Brasilia, gli agenti della Polizia militare del Distretto Federale e della Forza di Sicurezza Nazionale hanno rimosso praticamente tutti i manifestanti bolsonaristi che si trovavano nell’accampamento allestito di fronte al quartier generale dell’esercito. Sul posto sono state arrestate 1.200 persone e almeno 40 autobus con manifestanti hanno lasciato la zona della tendopoli, un convoglio che poi ha attraversato le strade di Brasilia. La polizia e l’esercito hanno recintato il quartier generale delle forze armate brasiliane.

Almeno 46 persone, di cui sei in condizioni gravi, sono rimaste ferite nei tumulti, secondo i dati forniti dall’Ospedale di Brasilia. Alcune strade e autostrade lunedì risultano ancora bloccate dai sostenitori dell’ex presidente. Secondo l’ultimo bollettino della polizia stradale, il traffico è stato sbloccato su diverse strade ma due rimangono bloccate nel comune di Novo Progreso, nello stato amazzonico del Parà, e un’altra a Matupà, città nello stato di Mato Grosso.

L’ex presidente brasiliano continua a soffrire le conseguenze dell’attacco a coltellate subito nel 2018 durante la campagna elettorale

Domenica i bolsonaristi hanno bloccato le autostrade negli stati di Paranà, Mato Grosso, San Paolo, Parà, Minas Gerais e Santa Catarina e il giorno prima avevano anche cercato di bloccare la distribuzione di carburante nello stato del Paranà, nel Sud del Paese, presso la raffineria di proprietà della compagnia petrolifera statale Petrobras, nel comune di Araucària.

Le reazioni internazionali

Dopo lo choc delle immagini dell’assalto alle principali sedi istituzionali, arrivano le reazioni da tutto il mondo. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha twittato: “Condanno fermamente l’assalto alla democrazia in Brasile. Questa è una grande preoccupazione per tutti noi, i difensori della democrazia. Il mio pieno sostegno al presidente Lula, che è stato eletto liberamente ed equamente”.

I leader di Stati Uniti, Canada e Messico hanno condannato “gli attacchi alla democrazia brasiliana e alla transizione pacifica del potere” in una dichiarazione congiunta prima dei colloqui al vertice di Città del Messico. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, il suo omologo messicano, Andres Manuel Lopez Obrador, e il primo ministro canadese, Justin Trudeau, hanno espresso “vicinanza al Brasile nella salvaguardia delle sue istituzioni democratiche”.

Dure reazioni anche da Russia e Cina, che si schierano con Lula. “Condanniamo con la massima fermezza le azioni degli istigatori delle rivolte e sosteniamo pienamente il presidente brasiliano Lula da Silva”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. E da Pechino il portavoce Wang Wenbin ha detto: “La Cina segue da vicino e si oppone fermamente al violento attacco alle autorità federali in Brasile dell’8 gennaio”.

Nell’attacco alle sedi istituzionali di Brasilia condotto dai sostenitori dell’ex presidente Bolsonaro è andata persa per sempre una parte importante del patrimonio artistico e architettonico che rappresenta la storia nazionale: molti capolavori, quadri, orologi, sculture, danneggiati o trafugati 

Bolsonaro respinge le accuse e condanna i saccheggi

Sotto osservazione in un ospedale di Orlando a causa di disturbi addominali derivanti dall’attacco a coltellate subito durante la campagna elettorale del 2018, l’ex presidente respinge “le accuse, senza prove, a me attribuite dall’attuale capo di Stato del Brasile”. Durante tutto il mio mandato, ho sempre rispettato la Costituzione, rispettando e difendendo le leggi, la democrazia, la trasparenza e la nostra sacra libertà”, ha scritto Bolsonaro su Twitter.

“Le manifestazioni pacifiche, sotto forma di legge, fanno parte della democrazia. Tuttavia, i saccheggi e le invasioni di edifici pubblici come avvenuti oggi, così come quelli praticati dalla sinistra nel 2013 e nel 2017, sfuggono alla regola” ha aggiunto l’ex presidente.

agi.it