A Brasilia il seminario “Il Contributo Italiano alle Scienze della Terra in Brasile”
scritto da Fatti Nostri | 23 Aprile 2022
il contributo italiano alle scienze della terra in Brasile
In occasione della quinta edizione della “Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo”, rassegna promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla rete diplomatico-consolare italiana, l’Ambasciata d’Italia a Brasilia organizzerà il 29 aprile prossimo un seminario virtuale intitolato “Il Contributo Italiano alle Scienze della Terra in Brasile”.
Ricercatori italiani e brasiliani illustreranno il contenuto delle loro ricerche in materia, valorizzando al contempo le potenzialità derivanti dall’approfondimento della collaborazione bilaterale tra studiosi, enti di ricerca ed aziende di entrambi i Paesi ed il contributo italiano nell’approfondimento della conoscenza delle scienze della terra nel Paese con la maggiore ricchezza e varietà geologica del continente sudamericano.
L’evento, introdotto dall’Ambasciatore d’Italia Francesco Azzarello e moderato dal Professor Fabio Naro, Addetto Scientifico della sede diplomatica, è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione dei Ricercatori Italiani in Brasile
Per partecipare basta cliccare a questo link. (aise)
Nuove tecnologie e città più intelligenti e sostenibili, la sfida di Enel per il Brasile
scritto da Fatti Nostri | 23 Aprile 2022
Nuove tecnologie per promuovere un modello di città più intelligente e sostenibile. L’iniziativa è stata presentata a San Paolo, la capitale economica del Brasile, dall’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, e dai rappresentanti della società Enel X e del governo dello Stato di San Paolo. Durante l’incontro è stato inaugurato un nuovo tratto di “illuminazione intelligente” del parco Bruno Covas. Con quest’ultima aggiunta, l’area adibita al tempo libero del Novo Rio Pinheiros conta 628 punti di illuminazione distribuiti per tutto il parco e lungo la pista ciclabile Franco Montoro.
Presente all’iniziativa anche il partner strategico italiano Top Network Spa rappresentato per l’occasione dal giurista d’impresa Nunzio Bevilacqua.
“Qui quello che vediamo è un bel progetto che combina il miglioramento della qualità del fiume Rio Pinheiros con lo sviluppo della zona che si estende nei dintorni del corso d’acqua”, ha detto Starace. “Si tratta di un esempio perfetto di un progetto di sostenibilità in una città importante come San Paolo. Rispetto alla tecnologie impiegate, il responsabile Paese di Enel in Brasile, Nicola Cotugno, ha evidenziato che l’obiettivo dell’impresa è guidare la transizione energetica, promuovendo un’economia a basso consumo di carbonio e rendendo le città più intelligenti, sostenibili e digitali.
“Porteremo anche ulteriori nuove tecnologie: ‘alberi solari’ che possono servire, durante il giorno, a ricaricare i cellulare, videocamere che contribuiranno alla sicurezza della zona, anche linee 5G” ha detto Cotugno. “Qui ci sarà la prima pista ciclabile del Paese munita di questa tecnologia. Il nostro obiettivo continuerà a essere costruire una San Paolo migliore, la San Paolo del futuro”.
STARACE (ENEL): “A SAN PAOLO L’ENERGIA SIA PARTECIPAZIONE”
Investire in una rete energetica più resiliente e forte, da un lato, e far partecipare la popolazione, dall’altro: questi i due pilastri del processo della transizione energetica in Brasile, secondo Francesco Starace, amministratore delegato del gruppo Enel, intervenuto a un incontro pubblico a San Paolo.
“Un aspetto importante è che la transizione può avvenire solo se tutti i consumatori capiscono il suo valore e decidono di partecipare”, ha commentato Starace ieri sera. “Questo cambiamento deve essere efficiente dal punto di vista economico, sicuro e semplice”. L’amministratore delegato ha aggiunto: “Per portarlo avanti abbiamo creato Enel X, che progetta e realizza idee per rendere questa trasformazione possibile. Vedrete tutte queste idee che Enel anima in giro per il mondo materializzarsi, passo passo, qui a San Paolo”.
SCROFFA (ENEL X): “ILLUMINIAMO CITTÀ INTELLIGENTI“
Le tecnologie impiegate per la nuova illuminazione del parco ‘Bruno Covas’ di San Paolo e i prossimi passi di Enel X in Brasile: questi i temi al centro di un’intervista con l’agenzia Dire di Francisco Scroffa, responsabile Paese della società del gruppo Enel che si occupa di transizione energetica. “L’illuminazione pubblica è il primo passo verso una città intelligente”, ha sottolineato il dirigente. “Dopo aver collocato dei punti di illuminazione e aver ottenuto un’illuminazione moderna ed efficiente, collocheremo tutta una serie di equipaggiamenti che aumenteranno il valore dell’istallazione, come camere di sicurezza, stazioni wifi, sensori, caricatori per le auto elettriche”. Scroffa ha aggiunto: “Tutte cose, queste, che porteranno un valore e che riescono a captare informazioni che noi poi restituiamo sotto forma di servizi per i cittadini”. Secondo il responsabile di Enel X, “queste sono le basi per una città intelligente”.
ag DIRE – www.dire.it
Buenos Aires: il Comites all’incontro promosso dalla Defensoria del Pueblo
scritto da Fatti Nostri | 23 Aprile 2022
Presidente del Comites di Buenos Aires, Dario Signorini martedì scorso ha partecipato all’incontro convocato dalla Defensoria del Pueblo della città di Buenos Aires, María Rosa Muiño.
Obiettivo – riporta il Comites – è stato quello di instaurare un dialogo tra tutte le collettività organizzate residenti in città, analizzare le loro problematiche nell’ottica di sostenere le iniziative a supporto delle comunità migranti, salvaguardando il patrimonio delle istituzioni e favorendo la creazione di nuove associazioni. (aise)
TerraPalooza: a Mar del Plata il Festival italo-argentino
scritto da Fatti Nostri | 23 Aprile 2022
Una giornata di festa e musica, arti e buon cibo, organizzata dal Gruppo Giovani dell’Associazione di emiliano-romagnoli Terra, dall’eloquente titolo “TerraPalooza”: è in programma sabato prossimo, 16 aprile, dalle 18.30 alle 23.00 presso il Granja Dos Marias, Ruta 88 km 3 7600, Mar del Plata, Provincia di Buenos Aires, Argentina.
Musica dal vivo, cantastorie, giovani artisti italo-argentini, teatro, fotografia, arti: una serata all’insegna dell’italianità con ottima compagnia e buon cibo. (aise)
Brasile: ambasciatore d’Italia visita il Rio Grande do Sul
scritto da Fatti Nostri | 23 Aprile 2022
BRASILIA. – Si è concluso ieri il viaggio ufficiale nello Stato di Rio Grande do Sul dell’ambasciatore d’Italia in Brasile, Francesco Azzarello: lo rende noto attraverso un comunicato la stessa ambasciata, precisando che il diplomatico ha visitato in particolare il capoluogo, Porto Alegre, e le regioni industriali e vitivinicole di Caxias do Sul, Bento Goncalves e Pinto Bandeiras.
La missione era iniziata il 5 aprile con una riunione con il personale del consolato generale di Porto Alegre e con il nuovo Comitato degli italiani all’estero, per poi proseguire con incontri con il governatore, il presidente dell’Assemblea legislativa, la Federazione delle industrie statali ed il comandante della Regione militare sud, tra gli altri.
Nel Rio Grande do Sul – quarta economia del Brasile – si è diretta la prima massiccia emigrazione italiana, prevalentemente del nord-est, a partire dal 1875, ed oggi rappresenta il 30% della popolazione totale. Vi sono inoltre case vinicole di eccellenza, tanto che nella regione viene prodotto il 90% del vino e dello spumante brasiliani. A tal proposito, dal 21 al 23 settembre a Bento Goncalves avrà luogo ‘Wine South America’, organizzata da Verona Fiera.
da La Voce Caracas
Venezuela. La povertà che distrugge il futuro
scritto da Fatti Nostri | 23 Aprile 2022
CARACAS – La recente ricerca Encovi “Encuesta de Condición de Vida 2021”, un’indagine sulle condizioni di vita del venezuelano realizzata dalla “Universidad Católica Andrés Bello” (alle prime edizioni hanno partecipato anche l‘“Universidad Central de Venezuela” e l’“Universidad Simón Bolívar”), ha messo in evidenza, traducendola in numeri, una tragedia che è alla vista di tutti: l’incremento delle povertà. Questa ha raggiunto livelli tali da dare ragione a chi ritiene che il Paese ha vissuto negli ultimi venti anni un progressivo processo di deterioramento. In altre parole, un incremento inarrestabile della povertà che contrasta con l’opulenza di cui fanno sfoggio una nuova borghesia, nata all’ombra del Governo, ed una élite di vecchia data, che riesce sempre a trovare gli strumenti per sopravvivere ad ogni avversità.
Il sogno della “rivoluzione chavista” è solo quello: un sogno. Di esso nulla è rimasto, perché nulla è stato creato per realizzarlo. Come sostiene Iñigo Errejón, nel suo ultimo libro “Con todo, de los años veloces al futuro”, “la rivoluzione non è conquistare il ‘Palazzo d’Inverno’ ma avere la capacità di raccogliere i rifiuti nelle strade ed assicurare acqua e cibo il lunedì seguente”. E non sono solo acqua e cibo che mancano in Venezuela, ma anche servizio elettrico, carburante, ospedali e scuole… Cioè il minimo che uno stato moderno, con una politica sociale normale, dovrebbe garantire ai cittadini. La “rivoluzione chavista”, stando alle cifre pubblicate nell’edizione 2021 di Encovi, è stata un’occasione perduta per il 95 per cento dei venezuelani condannati alla povertà e, soprattutto, per quel 75 per cento che versa nell’indigenza più assoluta. La loro miseria fa a pugni con l’opulenza in cui vive il 5 per cento della popolazione, tra viaggi all’estero, auto di lusso, mansarde acquistate a Madrid, Parigi, Londra, Roma o Miami, feste, banchetti ed ogni altro tipo di eccessi.
“Encuesta de Condición de Vida (Encovi) 2021” offre le uniche statistiche a disposizione dei venezuelani. Non che questo Governo non ne abbia ma sembrerebbe non avere interesse a renderle pubbliche. Ma, se i numeri si possono occultare, non si può fare altrettanto con i bambini che chiedono cibo in ogni angolo di strada, con i giovani senza lavoro e senza futuro che ingrossano l’esodo venezuelano, con gli anziani venditori ambulanti e con i disperati che chiedono un piatto di minestra alle porte di conventi e di mense pubbliche.
“Encovi” fotografa due Paesi. Da un lato, il 5 per cento della popolazione che spende oltre 30 dollari a piatto per una cena, negli eleganti ristoranti o locali notturni del quartiere “Las Mercedes”, dove si erigono enormi torri vuote, modelli di architettura futurista e d’avanguardia e osceni monumenti al riciclaggio di denaro; e, dall’altro, il 95 per cento dei venezuelani che guadagna meno del necessario per assicurarsi i tre pasti quotidiani. “Encovi” stima che tre venezuelani su quattro vivono con meno di due dollari al giorno, la frontiera tra la povertà e la miseria assoluta. Da un lato, quindi, i proprietari di Ferrari, Audi o Lamborghini, che fanno rifornimento in stazioni di benzina vuote perché vendono il carburante a prezzi internazionali e pertanto sono accessibili solo a chi può pagare in dollari; e dall’altro, i proprietari di utilitarie del 1970 o 1990, che devono fare ore e ore di fila, a volte trascorrendo la notte all’addiaccio, per fare il pieno presso la stazione di benzina che vende carburante a prezzo sussidiato.
La ricerca condotta dai professori delle maggiori università del Paese, racconta anche la realtà di 8,1 milioni di lavoratori disoccupati, obbligati a reinventarsi per sopravvivere. Ovvero, a vendere caffè in strada, sigarette, ad offrire prodotti di seconda mano o a liquidare le poche cose acquistate in passato con grandi sacrifici. Si stima che siano oltre 500mila le aziende private, piccole o grandi, che hanno chiuso definitivamente. Sono aziende che non riapriranno, nonostante la svolta liberista del governo. Ma non basta consegnare alberghi, industrie espropriate, supermercati o proprietà dello Stato a investitori stranieri per creare posti di lavoro. Si stima che dal 2014 ne siano stati letteralmente bruciati circa 4,4 milioni.
Nei quartieri più poveri delle città, quelli che le circondano quasi volessero porle in assedio permanente, si sopravviveva, fino a qualche anno fa, grazie ai “bonus” che assegnava il Governo a discrezione. Ammortizzatori che hanno aumentato la dipendenza dallo Stato dei gruppi sociali più bisognosi, ed anche più numerosi. E che hanno mantenuto l’illusione di un Governo del Welfare, preoccupato per il benessere dei suoi cittadini. Ora che le risorse economiche risultano insufficienti, i dirigenti puntano il dito verso l’embargo economico decretato dagli Stati Uniti considerandolo responsabile della crisi. Ma, in realtà, questa deriva, come da anni segnalano economisti e tecnici, non dall’embargo, che è di data recente, ma dall’incapacità del Governo di gestire i beni pubblici e, in particolare, l’industria più importante del Paese, permettendo che il cancro della corruzione la distruggesse lentamente. L’industria petrolifera, per rinascere dalle ceneri, avrà bisogno di tempo. Ed è proprio quello che non ha, visto che i paesi industrializzati hanno avviato un profondo processo di trasformazione tecnologica orientata verso la produzione di energia pulita, consone con la protezione dell’ambiente.
L’ulteriore svalutazione della moneta, in risposta al processo di iperinflazione che vive il paese da ormai troppi anni, non è altro che una operazione di estetica. Risolverà il problema immediato inerente alle operazioni bancarie, ma allo stesso tempo impoverirà ancor più la popolazione. In effetti, come accaduto in Italia durante la transizione dalla lira all’euro, la tendenza truffaldina sarà ad “arrotondare” verso l’alto i prezzi. Lo ha già fatto il Governo, nello stabilire il costo della benzina sussidiata. Questa è passata da 0,005 bolívares il litro a 0,1. Ovvero, paragonato ai prezzi precedenti, il litro di benzina è passato da 5 mila a 10 mila bolívares. Quella decisa dal Governo Maduro è la terza svalutazione in 20 anni. E, in soli 13, ha cancellato ben 14 zeri dalla moneta, segno che l’iperinflazione non è stata assolutamente sconfitta né controllata.
È in questo contesto, che si svolge il “Tavolo di dialogo” tra Governo ed Opposizione. Un incontro il cui obiettivo era assicurare elezioni libere, trasparenti e democratiche; tema che, invece, non è stato ancora affrontato. Mentre la delegazione dell’Opposizione pare disorientata nel labirinto costruito da quella del Governo, il paese si appresta ad affrontare una ulteriore ronda elettorale dalla quale, stando agli esperti in materia, uscirà ulteriormente rafforzato. L’autocrazia elettorale venezuelana, oggi, approfitta delle profonde divisioni che dilaniano l’opposizione per continuare al potere. Il cammino verso una vera democrazia e la crescita economica pare sempre più lontano.
Mauro Bafile – da La Voce
Santiago: al via il programma “Italia Energia Creativa”
scritto da Fatti Nostri | 23 Aprile 2022
L’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura di Santiago hanno lanciato nei giorni scorsi il programma “Italia Energia Creativa” che propone una serie di riflessioni e di azioni multidisciplinari su scienza, tecnologia, energia e sostenibilità, arte e cultura attraverso mostre, conferenze e concorsi.
Momento clou del progetto, realizzato con il sostegno di Enel Chile, sarà la mostra “Italia: l’arte della scienza” promossa dalla Città della Scienza di Napoli e allestita dal prossimo 10 maggio alla Pinacoteca de Concepción, che intende creare un dialogo tra esperti italiani e cileni sulla trasformazione sostenibile.
Nell’ambito di “Italia Energia Creativa” sono in programma anche una mostra di Marco Angelini, “Arte ed energia. La ricerca della salvezza come impegno”, un percorso artistico basato sul riciclo dei pannelli fotovoltaici, alcune conferenze e il concorso fotografico “Energia, creatività e mobilità sostenibile”. Sarà infine assegnata una borsa di ricerca del valore di 8mila euro ad un giovane studioso che condurrà una ricerca in collaborazione con un’università italiana nel settore delle energie rinnovabili.
La mostra di Angelini si è inaugurata il 31 marzo scorso e sarà aperta sino a fine mese presso la Sala Esposizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Santiago. Così l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata d’Italia situato a pochi metri dalla stazione della metropolitana Salvador, nel quartiere Providencia, porta in Cile dall’Italia una nuova esposizione che promuove la forza creativa dell’arte, della scienza e dell’innovazione italiane.
“Arte y Energía. La búsqueda de la salvación como compromiso” è composta da tredici opere di Marco Angelini, artista italiano che ha tenuto numerose mostre tra Roma e Varsavia, interessandosi ai fenomeni urbani, concentrando la sua ricerca espressiva sull’uso della materia come sostituto della tela. Attraverso i suoi 13 lavori a tecnica mista su tela, realizzati con frammenti di pannelli fotovoltaici e celle fotovoltaiche, l’ultimo lavoro di Marco Angelini invita a prestare attenzione alle possibilità di produzione e sviluppo sostenibile, cercando di ampliare il dialogo tra sostenibilità ambientale e ricerca artistica.
Come sottolinea Raffaele Gavarro, curatore della mostra, “tutto il lavoro di Angelini è sostanzialmente legato a questi elementi: da un lato la consapevolezza di avere un confine, un tempo antecedente alla catastrofe e, dall’altro, come la tecnologia può significare salvezza”. E ancora: “attraverso il sensibile, il sensoriale, l’arte assume un ruolo determinante nello spazio-tempo pubblico e collettivo, come paradigma che ha la funzione irrevocabile di trovare il senso di ogni cosa“. (aise)
Fare rifornimento di benzina, un dolor di testa per i venezuelani
scritto da Fatti Nostri | 23 Aprile 2022
CARACAS – Il deterioramento dell’industria petrolifera e la vendita del carburante a due prezzi diversi hanno condannato la stragrande maggioranza dei venezuelani a ore e ore di attesa per fare il pieno di benzina, mentre i settori agiati della popolazione e i “furbetti” non ne fanno perché pagano in dollari.
La distribuzione del carburante, che scarseggia sempre più, permette ai militari che custodiscono i distributori di benzina e agli stessi benzinai di ottenere guadagni sia dal governo sia dagli automobilisti disposti a pagare un sovraprezzo pur di evitare interminabili attese che potrebbero superare le 24 ore.
Lamento quotidiano
Da anni, i venezuelani fin dal mattino si collegano ai “gruppi WhatsApp” e seguono le reti sociali per informarsi sull’andamento della rifornitura di benzina nelle stazioni di servizio nel paese. É il nuovo “sport nazionale” che occupa gran parte della giornata.
“Sapete se è arrivata la cisterna alla stazione di servizio di Bello Monte?”, “¿hanno iniziato a distribuire la benzina in quella della ‘Bolivariana’?” sono le domande ripetono con frequenza nelle “chat” per capire i tempi d’attesa per il loro turno.
Molti cominciano a fare la fila la sera del precedente. Dormono in auto, mangiano un panino e si portano il caffellatte per la colazione in un thermos.
La “Missione Benzina” – come alcuni la chiamano sarcasticamente alludendo alle “Missioni Sociali”, specie di ammortizzatori sociali “inventati” del governo – è diventata un vero e proprio “via crucis”. Sfida la pazienza dei cittadini, obbligati a tollerare i “coleados”, cioè coloro che pagano “sottobanco” il benzinaio o il soldato di turno per non fare la fila. Così l’attesa del resto delle persone diventa ancora maggiore. C’è anche chi, una volta fatto il pieno, torna a casa, svuota il serbatoio fino all’ultima goccia di benzina e si reca di nuovo a fare la fila. È la “riserva” da usare in caso di una crisi acuta di mancanza di benzina o in previsione di viaggi lunghi alla provincia
“Fino a quando saranno tollerati questi abusi e questa corruzione così sfacciata?”, ci si chiede nelle reti social.
La benzina è cominciata a scarseggiare nel paese già dal 2014, dopo anni di mancanza di investimenti e manutenzione all’infrastruttura estrattiva, amministrata dalla statale Pdvsa. Investimenti e manutenzione la cui carenza ha provocato una caduta dell’80% della produzione nazionale, secondo i “report” della Opec. È così la raffinazione del greggio e la sua trasformazione in carburante è calata da 500mila barili al giorno a circa di 50/60 mila. Sono stime rese note dagli addetti ai lavori, dagli esperti nella materia poiché le autorità competenti non forniscono più statistiche ufficiale. E non solo nell’ambito petrolifero, anche in quello macroeconomico, industriale, sociale, ospedaliero e via di seguito.
In Venezuela, la benzina ha due prezzi. C’è quello sussidiato, 0,10 bolívares il litro (0,023 dollari). E c’è quello “internazionale”, 0,50 dollari il litro. Per la benzina sussidiata, per la quale c’è da attendere ore e ore, è stato stabilito un tetto: 120 litri al mese per le auto e 60 litri per moto. Il rifornimento, poi, è possibile solo una volta la settimana e d’accordo all’ultimo numero di targa. Inoltre, non tutti i distributori di benzina sono autorizzati a distribuirla.
“ A me date 100 dollari”
La produzione e distribuzione della benzina dipende dalla holding petrolifera statale Pdvsa e le stazioni di servizio, un tempo gestite da operatori privati e società multinazionali straniere, sono ora proprietà dello Stato e date in gestione a industriali vicina al governo o militari in pensione. Altre, ancora, sono amministrate dai “colectivos” (gruppi per lo più violenti e armati filogovernativi). In alcuni quartieri, questa specie di “milizia civile” ordina le file degli automobilisti, mentre i militari forniscono l’accesso alle stazioni di servizio. Militari e benzinai fanno passare automobilisti che pagano 10 o 20 dollari per fare un pieno (che costerebbe almeno il doppio o il triplo, dipendendo dalla capacità del serbatoio della vettura). Insomma, un mercato nero a piena luce del sole, tollerato dal governo e gestito da chi dovrebbe fare rispettare la legge.
La gestione degli autogrill è stato anche motivo di attriti tra militari e milizi. Per porre fine a questi dissidi, prima che le due parti passassero dalle parole ai fatti, è stato necessario molte volte l’intervento di dirigente del partito di governo Psuv.
“A me date 100 dollari, il resto è per voi”, riferisce un “rider” d’aver ascoltato dire da un sergente agli addetti ai lavori in un distributore, all’inizio della giornata.
“Io voglio cambiarmi a un’altra stazione di servizio perché in questa appena racimolo 40 dollari al giorno”, afferma lo stesso “rider” di aver ascoltato dire da tenente.
Stando a indiscrezioni, alcuni “colectivos” esigono ai benzinai una “quota” di auto da rifornire a prezzi sussidiati, ad altri pretendono una parte del ricavato. La richiesta, sempre soddisfatta, viene fatta accompagnata dalla minaccia delle armi. Un argomento molto dissuasivo.
Ma non esiste un’unica e chiara organizzazione del sistema.
Collettivi e campagne
Un’inchiesta giornalistica, svolta da “Infobae.com”, avrebbe rivelato che parte del ricavato per la benzina andrebbe destinato, almeno nello Stato Táchira, al “protectorado”, una figura giuridica creata “ad hoc” dal governo per annullare il potere dei Sindaci e dei Presidenti regionali dell’Opposizione.
Nell’articolo si sostiene che quasi tre milioni di dollari al mese sarebbero consegnati dai benzinai all’organismo. È denaro che sarebbe poi investito per finanziare campagne politiche e i “colectivos” il cui ruolo è quello “difendere la rivoluzione” ad ogni costo e con qualsiasi metodo.
La giornalista Sebastiana Barraez spiega che “non è semplice sapere, tantomeno capire, come sono gestite le stazioni di servizio nel paese poiché una cosa è il somministro, un’altra la amministrazione ed un’altra ancora il controllo.”
“Come un gato in casa…”
L’unica certezza sono le file di automobilisti che, per non spendere la metà o più del salario nel pieno di benzina, sono obbligati a interminabili ore di attesa. Alcuni, i più rassegnati, se la prendono sportivamente. Altri, invece, si sfogano nelle reti sociali e inveiscono contro i “coleados”, i protetti e le autorità. In particolare, se il turno della targa coincide con un fine settimana. È ovvio che non mancano discussioni, liti tra autisti ed anche con i militari.
Anche chi dispone di denaro per pagare 0,50 dollari il litro non sempre è esonerato dal fare la fila, che può durare dalla mezz’ora ad un paio d’ore, se l’autocisterna non è ancora arrivata. E poi, il numero di queste stazioni di benzina è stato gradualmente ridotto, complice la mancanza di carburante. Queste, se si da credito alle cifre ufficiali, oggi sarebbero 1.568 in tutto il Paese.
Viaggiare poi provincia si trasforma in un “purgatorio” se non un “inferno”. È necessario informarsi sulle stazioni di servizio ancora attive e, di queste, quali hanno benzina. Poi calcolare la distanza tra l’una e l’altra, in particolare lungo le strade meno trafficate. Si rischia di restare senza benzina a metà cammino col pericolo di essere poi vittime di malviventi.
La carenza di benzina, visto le difficoltà che Pdvsa non riesce a superare, non sembra avere una soluzione a breve termine. D’altronde, nel Paese sono tutti servizi pubblici “a far acqua”. Tutti hanno grosse difficoltà, gas, elettricità, acqua, trasporto… Tutti, senza eccezione.
“Avere internet in Venezuela oggi è come avere un gatto in casa con la porta aperta: va e viene quando vuole. Non sai quando torna e non sai per quanto tempo” si ironizza nei social-network. Un’ironia che calza perfettamente al somministro di benzina, ma anche alla distribuzione del gas, ai servizi di acqua e luce, alle strutture sanitarie.
da La Voce
Colombia: giornata passaporti a Barranquilla
scritto da Fatti Nostri | 23 Aprile 2022
L’Ambasciata italiana a Bogotà ha organizzato per sabato 2 aprile una giornata passaporti a Barranquilla. In questa occasione, saranno raccolte le impronte digitali dei connazionali residenti nella circoscrizione consolare di Barranquilla – che comprende i Dipartimenti del Atlántico, Cesar, La Guajira e Magdalena – che hanno bisogno di rinnovare il passaporto.
L’appuntamento si prenota attraverso il portale Prenot@mi dopo essersi registrati secondo le istruzioni presenti nel sito web dell’Ambasciata. (aise)
Balcarce: i dirigenti della comunità italiana incontrano la Fondazione Fangio
scritto da Fatti Nostri | 23 Aprile 2022
Sabato scorso, 26 marzo, presso il Museo dell’Automobilismo “Juan Manuel Fangio” di Balcarce è stata presentata la vetture “Berta LR”, una delle due macchine costruite dal leggendario disegnatore italo-argentino, Oreste Berta, conosciuto come “il Mago di Alta Gracia”, perché negli anni sessanta aprì la sua fabbrica ad Alta Gracia, cittadina della provincia di Cordoba.
Il Berta LR è stato costruito negli anni 70′ per correre la categoria SP Internazionale; negli anni ha girato il Brasile e adesso è tornato in Argentina. La vettura è stata restaurata in modo speciale per far parte dell’esibizione permanente del museo.
In questa occasione, i dirigenti della comunità italiana locale hanno incontrato i componenti della Fondazione Fangio ed i figli di Fangio con l’obiettivo di promuovere il nome e la storia di Fangio non solo in Italia, ma anche in tutto il mondo.
Per questo motivo stanno lavorando ad un circuito italiano dedicato a Fangio che, partendo da Castiglione Messer Marino (Abruzzo), paese natale del padre di Fangio, passa per Imola, Maranello, Modena, Arese e Monza, altri punti importanti della storia sportiva di Fangio.
Allo studio anche una sorta di DocuFiction con la partecipazione della famiglia, che si girerà in Italia con l’obiettivo di promuovere il turismo delle radici.
Presenti all’incontro Juan José Carli, Presidente della Fondazione Fangio di Balcarce, Juan Fangio Rodriguez, uno dei tre figli di Juan Manuel Fangio, Marcelo Carrara, consigliere argentino del CGIE, Alejandro Carrara, Presidente dell’associazione emiliano-romagnola TERRA di Mar del Plata, Braian Berta, figlio di Oreste e responsabile della ditta Berta.
Dedicato a Fangio anche “Fangio, sus 200 carreras”, libro di Luis Carlos Barragan, ingegnere, amico personale di Fangio, lanciato a febbraio scorso; un’opera unica al mondo con la storia di ogni corsa della sua carriera, dalle prime in Argentina, a quelle dei 24 Gran Prix vinti in 51 corse in Formula Uno.
Il Museo Fangio è stato inaugurato nel 1986 nel centro di Balcarce, città natia di Juan Manuel Fangio a 60 chilometri da Mar del Plata. Considerato uno dei migliori musei al mondo dedicato a una pilota, espone più di 150 macchine di tutte le epoche tra cui Maserati, AlfaRomeo, Ferrari e Mercedes, cioè le scuderie con cui il “Chueco” ha vinto i 5 campionati di Formula 1 negli anni cinquanta diventando una leggenda dei motori a livello globale. (aise)