La Plata: alla scoperta dell’Emilia-Romagna con l’Associazione Angeer

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2laplataLA PLATA\ aise\ – L’Emilia-Romagna, le sue immagini, i suoi suoni, i suoi sapori. Questa la base dell’incontro organizzato dall’Associazione Angeer di La Plata, in Argentina, in programma online sabato prossimo, 5 marzo, ore 19.00, alla scoperta della Regione italiana.
L’arte, la storia la musica il cibo e la cultura regionale: si potranno esplorare tutte queste facce emiliano-romagnole, scoprendo così il progetto che coinvolge l’associazione. Durante l’evento, questi temi verranno illustrati da molteplici voci grazie alla partecipazione delle Comunità emiliano-romagnole in Argentina.
L’appuntamento rappresenta l’evento conclusivo dell’omonimo progetto, realizzato con il sostegno della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo.
L’incontro si terrà sulla piattaforma Zoom. Sarà possibile parteciparvi con questo: ID 898 8824 3071 | Codice 177 892. (aise) 




Marco Bocchi nuovo Console Generale a Rosario: il messaggio ai connazionali

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marcobocchi“Sono molto felice e orgoglioso di poter rivolgere il mio più caloroso saluto a tutti voi e agli amici del nostro Paese vicini al Consolato Generale d’Italia a Rosario, che ho l’onore di dirigere per i prossimi anni. Mi accingo a iniziare questa nuova missione con grande entusiasmo, felice di trasferirmi in una città tra le più italiane al mondo e in cui le precedenti generazioni di connazionali emigrati hanno rivestito un ruolo cruciale nello sviluppo economico, sociale e culturale della comunità locale”. Così scrive Marco Bocchi, da giovedì scorso nuovo Console generale a Rosario, nel messaggio che indirizza idealmente a tutti i connazionali residenti nella circoscrizione attraverso il sito web della sede.
“L’attuale presenza di oltre 156.000 cittadini italiani iscritti all’AIRE – scrive Bocchi – rende il nostro Consolato il secondo più grande dell’Argentina e il terzo di tutto il continente americano, per numero di connazionali residenti. Sono ben consapevole del fatto che tale circostanza attribuisca grande rilevanza al mio incarico, soprattutto alla luce del fatto che, come scriveva Prospero Fedozzi agli inizi del secolo scorso, “il console all’estero è quello che all’interno sono, contemporaneamente, per i cittadini e per lo Stato stesso, il prefetto ed il questore, il notaio e l’ufficiale di stato civile, il capitano di porto e il provveditore agli studi”. Ebbene, nonostante la contingenza delle risorse disponibili, l’ampio bacino di utenza e le vaste dimensioni della circoscrizione di competenza, cercherò, con l’insostituibile aiuto dei miei preziosi collaboratori, di offrirvi un’erogazione dei servizi consolari efficace, efficiente e affidabile; promettendovi sin da ora un impegno costantemente rivolto al servizio del cittadino e degli interessi della nostra comunità”.
“Come sapete, – aggiunge – la costante evoluzione del processo di digitalizzazione coinvolge anche le tradizionali modalità di espletamento del lavoro consolare, rendendo indispensabile il ricorso allo strumento telematico come modalità ordinaria di diffusione di informazioni e di allestimento di talune pratiche e servizi. Vorrei, pertanto, invitarvi a consultare con regolarità questo sito internet, che aggiorniamo costantemente e nel quale potete trovare tutte le informazioni di cui avete bisogno per accedere ai servizi di vostro interesse. Desidero, in particolare, attirare la vostra attenzione sulla necessità di utilizzare due servizi informatici di essenziale importanza: il Portale FAST-IT per iscrivervi e mantenere aggiornati i vostri dati e recapiti sul profilo AIRE e il sistema Prenot@Mi per prenotare il vostro appuntamento in Consolato in piena autonomia e in modo assolutamente gratuito. Ho, inoltre, il piacere di invitarvi a seguire i nostri canal sociali ufficiali per rimanere sempre aggiornati sulle attività di promozione della lingua, della cucina e delle varie eccellenze italiane che organizzeremo periodicamente per promuovere i legami culturali, economici e sociali che caratterizzano lo storico rapporto tra la comunità italiana qui residente e la nostra Madrepatria”.
“Infine, tengo a concludere questo saluto manifestandovi la mia volontà di conoscere, durante l’arco del mio mandato, tutti i rappresentanti delle comunità, istituzioni e organizzazioni italiane dell’intera circoscrizione consolare, al fine – spiega Bocchi – di stabilire un rapporto proficuo e di raccogliere idee e suggerimenti sulle sfide e sulle criticità da affrontare, con l’obiettivo di perseguire un continuo e costante miglioramento dell’azione di questo Consolato. Nella speranza di essere all’altezza del mio incarico e delle vostre aspettative, – conclude – vi dico, con grande sincerità, che la mia porta sarà sempre aperta per voi”. (aise) 




Antonello Caponera (Comites Colombia): “Vogliamo essere vicini alla nostra gente”

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downloadBOGOTÀ – Antonello Caponera il neoeletto presidente dei Com.It.Es. in Colombia. Giornalista e docente, ha pubblicato tre libri raccontando le storie di diversi Paesi in via di sviluppo, evidenziandone gli aspetti più affascinanti senza trascurare le contraddizioni e gli antichi problemi: e soprattutto, evitando sempre i luoghi comuni. Ha fatto parte per anni del consiglio direttivo della Pro Loco del suo paese d’origine, Fumone (un grazioso borgo medioevale nel cuore della Ciociaria) impegnandosi moltissimo sia in ambito culturale che sociale. La sua attività di insegnante gli ha permesso di entrare in contatto con le nuove generazioni, dalle quali ha attinto la voglia di intraprendere nuove sfide. È segretario nazionale dell’A.I.M. – Associazione per gli Italiani nel Mondo per la Colombia, già dal 2019. Tale ruolo gli ha consentito di entrare in contatto non solo con la comunità italiana del paese andino ma con quelle di tutti i Paesi sudamericani: comunità ricche di storia e tradizione, sviluppatesi in oltre un secolo e mezzo di emigrazione.

Gli abbiamo chiesto di raccontarci com’è nata l’idea di candidarsi:

– Innanzitutto, vorrei fare una breve premessa per chi non ha familiarità con i Com.It.Es. I cosiddetti “Comitati degli Italiani all’Estero” – spiega – sono organismi rappresentativi della collettività italiana, eletti direttamente dai connazionali residenti all’estero in ciascuna circoscrizione consolare ove risiedono almeno tremila italiani. Tali organismi sono a carattere collegiale e sono sanciti con la legge 286 del 2003. L’idea di candidarmi è maturata, anche sollecitato da vari connazionali, per cercare di dare un impulso alle attività della comunità italiana presente in Colombia. Era da circa quindici anni che tale organismo non era più presente nella terra dei “cafeteros” e molti ne sentivano la mancanza.

E aggiunge:

– Dopo aver seguito tutta la procedura: sottoscrizione della lista da presentare, candidati iscritti nelle liste degli italiani residenti all’estero (A.I.R.E.), ci siamo messi in gioco, insieme ad altri colleghi, e siamo risultati eletti il 3 dicembre scorso. Il Consiglio ha poi deciso di nominarmi presidente, incarico della durata di cinque anni che sono onorato di ricoprire e che spero di svolgere nel migliore dei modi.

– Il consiglio – specifica – è composto da dodici eletti: si tratta di una squadra straordinaria, rappresentata perlopiù da persone al di sotto dei quarant’anni, tutte laureate. Un gruppo impreziosito dalla presenza competente e stimolante di quattro donne: Valeria Bassi, vicepresidente; Maria Laura Lucci, segretaria; Noemi Cicognini e Silvia Cresentini, componenti del consiglio. Ci auguriamo – sottolinea – di rappresentare al meglio le esigenze dei circa 28 mila connazionali espatriati in Colombia: cercando, ad esempio, di riuscire a concretizzare un accordo di reciprocità contributiva tra l’Italia e il Paese che ci ospita, in maniera tale che l’italiano in Colombia, oppure il colombiano che vive e lavora in Italia, possa ottenere il riconoscimento dei contributi versati in entrambi i Paesi e decidere in quale dei due accorparli, per richiedere l’agognata pensione.

Il programma per i prossimi cinque anni è fitto, così come i temi che richiedono un intervento tempestivo:

– Con il prezioso aiuto dei consiglieri eletti – ci spiega Caponera – cercheremo di portare avanti iniziative di carattere culturale e, allo stesso tempo, di far conoscere il meglio della tradizione italiana invitando, se le finanze ce lo consentiranno, personaggi del mondo culturale e dello spettacolo direttamente dall’Italia. Stiamo, ovviamente, ponendo tutta l’attenzione possibile alle situazioni di disagio che vivono alcuni nostri connazionali. Anche in questo caso, se avremo le necessarie coperture finanziarie, potremo stabilire delle priorità di assistenza sociale.  Al momento – prosegue – siamo già in contatto con l’Ambasciata e con il Ministero degli Esteri e Cooperazione Internazionale. Ci auguriamo, al più presto, di entrare in sintonia con altre entità italiane che possano esserci utili nella nostra attività.

La Colombia è un Paese vasto e in parte anche inesplorato. Chiediamo al Presidente Caponera quali sfide, i nostri compatrioti, si trovano ad affrontare, nella loro vita di tutti i giorni:

– Capire in maniera approfondita quali sono le sfide che gli italiani debbono affrontare quotidianamente in Colombia è senz’altro uno dei nostri obiettivi principali. L’italiano, generalmente, è ben visto dal cittadino colombiano; tuttavia, le distanze (la Colombia è quasi quattro volte più grande dell’Italia) non sempre permettono una facile interazione. Per quanto ci riguarda, vogliamo cercare di essere il più possibili vicini alla gente e siamo aperti a consigli e suggerimenti per cercare di rendere questa esperienza utile e costruttiva. VI invitiamo, quindi, a contattarci via email a: colombiacomites@gmail.com.

(Stefania Del Monte-La Voce d’Italia,11 febbraio /Inform)




Brasile. Oggi è la Giornata Nazionale dell’Immigrante Italiano

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274494450 1535730893530555 6613056906527978584 nSi celebra oggi in tutto il Brasile la “Giornata Nazionale del Migrante Italiano”.

La ricorrenza è stata istituita ufficialmente con la legge n. 11.687 del 2 giugno 2008, firmata dall’allora vice presidente della Repubblica José de Alencar, per omaggiare il popolo italiano che emigrando in Brasile contribuì allo sviluppo della storia del Paese.

La scelta del 21 febbraio è in effetti un omaggio alla spedizione di Pietro Tabacchi nello Stato dello Espírito Santo, nel 1874, evento che storicamente marcò l’inizio del processo d’immigrazione di massa degli italiani in Brasile.

Quel giorno dalla nave La Sofia, partita da Genova il 3 gennaio 1874, 386 migranti trentini e veneti sbarcarono in Brasile, proprio su invito di Tabacchi che, in Brasile dal 1850, era proprietario di una fazenda nel comune di Santa Cruz (l’attuale Aracruz) chiamata “Nova Trento”, in omaggio alla sua terra natale.

Con 30 milioni di brasiliani italo-discendenti, il Brasile è oggi il Paese con il maggior numero di discendenti italiani nel mondo.




Il Dia Nacional do Imigrante Italiano a Rio de Janeiro

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18emirioRIO DE JANEIRO\ aise\ – In occasione del Dia Nacional do Imigrante Italiano, data commemorativa istituita dalla legge locale n. 11.687 del 2008, l’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro lunedì prossimo, 21 febbraio, presenta il podcast “Brasitalia: Histórias de vida ítalo-brasileiras”, una chiacchierata informale in audio e video con ospiti che hanno un forte legame con l’Italia. appuntamento alle 19.00 sul canale YouTube dell’Istituto.
I partecipanti sono la scrittrice Sandra Magaldi, allieva dei corsi dell’Istituto, pedagoga e autrice del libro “La Spigolatrice”; Fabrizio Sassi, direttore della Scuola di Cultura di Niterói, e suo padre Franco Sassi, residente a Rio de Janeiro dal 1960 e un pioniere dell’imprenditoria italiana in Brasile.
A moderare l’incontro la giornalista italiana Stefania Pelusi, residente a Espírito Santo, lo stato brasiliano con la più alta concentrazione di discendenti italiani nel Paese.
La scelta del 21 febbraio è un omaggio alla prima ondata di italiani sbarcati in Brasile dalla nave La Sofia, avvenuta durante la spedizione di Pietro Tabacchi all’Espírito Santo nel 1874. Questo evento segnò l’inizio del processo migratorio di massa degli italiani in Brasile. Con la crisi in Italia dalla metà dell’Ottocento e protrattasi fino al Novecento, molti contadini italiani hanno accolto l’invito del governo brasiliano a lavorare nei campi, principalmente nelle regioni al sud e sudest del Paese.
Secondo gli ultimi dati forniti dall’Ambasciata d’Italia in Brasile, si stima che attualmente nel Paese siano circa 32 milioni i brasiliani di origine italiana.
L’evento è realizzato dall’IIC con il sostegno istituzionale dell’Ambasciata d’Italia a Brasilia e del Consolato Generale d’Italia a Rio de Janeiro. (aise) 




Campagna esistenza in vita Inps: il Consolato a Cordoba per i pensionati

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inps esistenzainvitaCORDOBA\ aise\ – Alla luce dell’avvio della nuova campagna di esistenza in vita rivolta ai pensionati italiani all’estero, il Consolato generale a Cordoba ha attivato oggi, 15 febbraio, le diverse modalità con cui i beneficiari di prestazioni potranno avviare il processo di verifica.
In particolare, i pensionati potranno recarsi in Consolato, senza prenotazione, nei giorni di lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 10 alle ore 12.
In alternativa possono prenotare una videochiamata inviando la richiesta all’indirizzo mail asspensioni.cordoba@esteri.it.
Infine, il Consolato ricorda che i pensionati possono sempre presentarsi alle autorità argentine autorizzate a compilare il formulario (la polizia, un notaio, un giudice di pace, tra altri). (aise)




Cittadinanza a Mendoza: troppe pratiche incomplete

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passaportocartinaMENDOZA\ aise\ – Tante e incomplete: il Consolato italiano a Mendoza riceve sempre più spesso richieste di cittadinanza prive di documenti e atti indispensabili per il buon andamento della pratica. Visto che, oltre ad essere un danno per il richiedente, le pratiche sospese rallentano il lavoro dell’ufficio cittadinanza, la sede consolare ha deciso di ribadire cos’è indispensabile affinchè la propria richiesta giunga a buon fine.
In particolare, il Consolato ricorda che le varianti della CNE (Cámara Nacional Electoral) devono comprendere TUTTE le modifiche che presentano cognome e nome, e/o data di nascita dell’avo in TUTTI gli atti di stato civile presentati (nascita, matrimonio e morte dell’avo, nascita, matrimonio e morte del/lla figlio/a, nascita, matrimonio e morte di tutte le generazioni successive dove l’avo venga nominato).
Chi fa richiesta di cittadinanza deve presentare TUTTI gli atti di stato civile di TUTTE le generazioni: nascita, matrimonio e morte, compresi gli atti di matrimonio con un/a coniuge che non faccia parte della propria discendenza.
Devono presentarsi ATTI e NON certificati, sottolinea la sede che, infine, ricorda che, per le richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana che si annettono a fascicoli già presenti in Consolato, è prevista nuovamente la RICOSTRUZIONE della pratica a partire dall’avo italiano, motivo per il quale potrebbe essere richiesto l’aggiornamento della documentazione esistente oppure l’integrazione di atti mancanti.
Infine, il Consolato precisa che la presenza di un fascicolo esistente non garantisce l’esito della pratica.
La GUIDA dettagliata su come si presenta una pratica per il riconoscimento della cittadinanza è disponibile qui. (aise) 




Mar del Plata. Pezzi d’Italia e italicità nella città felice che resiste al Covid-19

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rim 2021 image 171x223“Mar del Plata, pezzi d’Italia e italicità nella città felice che resiste al Covid-19” è il titolo di una ricerca pubblicata nel Rapporto Italiani nel mondo 2021 della Fondazione Migrantes e condotta da Riccardo Giumelli (Università di Verona e Università Nazionale di Mar del Plata).

La riflessione sulla presenza di italiani in Argentina parte da ‘lontano’: dal 2 giugno 1978 quando allo stadio di Mar del Plata va in scena la gara di calcio tra Italia e Francia valevole per i Mondiali. L’eroe di quella nazionale è un certo Paolo Rossi, detto Pablito, che qualche quattro anni dopo porterà gli azzurri al trionfo spagnolo. Giumelli evidenzia la quantità di bandiere tricolori presenti nelle gradinate e una cosa è certa: non erano italiani arrivati appositamente in Argentina per assistere ai Mondiali.

Mar del Rio de la Plata (questo il nome integrale della città) dista appena 400 km da Buenos Aires ed è detta anche “la ciudad feliz”: è storicamente una località densamente italiana. Una caratteristica di questa città è l’essere stata sempre luogo di mescolanza tra culture diverse; una realtà che per decenni ha i connotati di città da belle époque per diventare poi città da masse époque. Passa così dall’essere una Biarritz d’Argentina ad una Rimini del Sudamerica.

E’ tra il 1947 e il 1960 che la comunità immigrata più consistente diventa quella italiana: principalmente persone provenienti dal Sud del Belpaese. Nell’Annuario statistico 2020 del Maeci si evidenzia che a Mar del Plata gli italo-argentini e gli italiani residenti sono quasi 57mila, ossia circa il 6,5% dell’intera popolazione cittadina; tuttavia se si considerano coloro che hanno semplicemente origini italiane la percentuale s’impenna.

Nella primavera del 2020, quando l’Italia è ormai stabilmente tra i Paesi più colpiti al mondo dalla pandemia, in Argentina si guarda con preoccupazione e con una certa emozione alla situazione italiana, a differenza dello scetticismo registratosi invece in altri Paesi. In poco tempo però il Covid diventa non solo oggetto di attenzione a distanza per gli italo-argentini ma qualcosa che riguarda da vicino anche la propria quotidianità. Chiaramente la pandemia ha inciso negativamente sulle attività lavorative, associative e anche sul turismo. Tuttavia, già nel 2021, la percezione di una ritrovata normalità è passata anche attraverso la ripresa di attività culturali. Su tutte si ricordano quelle dedicate al centenario della nascita di colui che probabilmente è il cittadino più famoso di Mar del Plata: il musicista dalle origini italiane Astor Piazzolla. (Inform)

da comunicazioneinform.it




Servizi consolari a Rosario: Tirelli (Comites) e Gazzola (Cgie) scrivono a Della Vedova

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consrosario22ROMA\ aise\ – Un Consolato “paralizzato”. Così Franco Tirelli e Mariano Gazzola, presidente del Comites e consigliere del Cgie, definiscono la sede di Rosario. I due rappresentanti della collettività, che nei giorni scorsi avevano incontrato Maria Finelli, responsabile ad interim del Consolato Generale d’Italia a Rosario, hanno inviato una lettera al sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova per chiedere un suo personale intervento a sostegno della sede, alle prese con una cronica carenza di personale.
“Abbiamo il pregio di rivolgerci a lei per far presente la forte preoccupazione della locale comunità italiana per la situazione del Consolato generale d’Italia Rosario, che oggi come oggi è in stato di quasi inoperatività”, scrivono Tirelli e Gazzola.
Quello di Rosario, aggiungono, è un Consolato “che storicamente soffre di carenza di personale” che inevitabilmente influisce sui servizi da destinare “ad una comunità di più di 150.000 iscritti Aire e più di 4,5 milioni di italo discendenti, su un territorio di più di 500000 km quadrati, comprendente ben 7 province argentine”. Quello di Rosario, evidenziano, “è la sede con il più alto rapporto iscritti Aire/personale in servizio di tutta la rete consolare”.
“Con due funzionare in maternità, senza Console né vicario, e con il recente decesso di un funzionario dell’area passaporti, l’organico è sceso a 10 unità”, spiegano Tirelli e Gazzola, senza contare che “è in procinto di andare in pensione un altro impiegato”. A fronte di questa situazione, “consolato ha dovuto provvedere ad un’allarmante diminuzione di servizi (il numero dei turni per il rilascio di passaporti è ridotto drasticamente), alla sospensione di servizi che erano stati riattivati nella seconda metà del 2021 (riconoscimento di cittadinanza i figli maggiorenni), ha rallentato il trattamento di pratiche (il tempo per finalizzare la pratica di iscrizione anagrafica di figli minorenni è raddoppiato, così come è raddoppiato il tempo per smaltire l’arretrato di cittadinanza)”, senza dimenticare “l’impossibilità di riattivare servizi sospesi a causa della pandemia (ricostruzione di cittadinanza). Le erogazioni di servizi urgenti (rilascio di passaporto per persone che hanno urgenza di viaggio) sono praticamente sospese”.
“Inutile descrivere lo stato d’animo della nostra comunità, che si sente abbandonata alla sua sorte da parte delle istituzioni italiane, e anche quello del personale del consolato, che lavorano in una sede carente di risorse umane”, si legge ancora nella lettera.
“Personale del consolato e cittadini sono oggetto di una palese discriminazione per quanto riguarda la quantità, la qualità e la frequenza dei servizi consolari”, accusano Tirelli e Gazzola. “Siamo stanchi di sentirci dire da anni che tutta la rete è carente di personale; è vero, ma il Consolato generale di Rosario è quello più bistrattato e pertanto chiediamo un suo particolare intervento personale per trovare un rimedio a questa situazione, implementando le misure necessarie per destinare personale di ruolo; autorizzando quanto prima la chiamata di un nuovo concorso di personale locale; disponendo il trasferimento ad altra sede di servizi che attualmente rilascia il Consolato di Rosario (per esempio il rilascio di codici fiscali); autorizzando il Consolato di Rosario di avvalersi di un concorso ancora vigente di altra sede argentina, per sostituire la persona a contratto locale recentemente deceduta. Insomma – concludono Tirelli e Gazzola – trovando soluzioni innovative per far sì che i cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare di Rosario non siano più considerati cittadini di serie C”. (aise) 




Da Pluritalia il Report “Elezioni Com.it.es. 2021 in Argentina”

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4reportIl think tank Pluritalia pubblica in questi giorni il Report “Elezioni Com.it.es. 2021 in Argentina” in cui vengono evidenziate le principali tendenze statistiche delle elezioni del 3 dicembre scorso sul territorio argentino.
Il documento è dedicato alla memoria di Antonio Castaldo, cofondatore dello spazio Pluritalia, scomparso nel 2021.
Dal report emerge che in Argentina hanno votato per i Comites 43.489 cittadini, il 4,9% degli aventi diritto, con un aumento dei votanti di 7.904 unità rispetto alle elezioni del 2015, con un incremento del 22%.
A livello circoscrizionale, il documento prende in considerazione 3 indicatori: numero, partecipazione e incremento. Cordoba, Bahia Blanca e Mar del Plata risultano essere le circoscrizioni più dinamiche. Buenos Aires e Rosario, molto importanti per il numero degli aventi diritto, hanno invece registrato una minore partecipazione. A La Plata e Lomas de Zamora la partecipazione più bassa.
In merito alle liste, il documento evidenzia due tipologie: le “politiche” (presenti nel Parlamento italiano) e le indipendenti (non presenti). Grazie alle nuove regole che hanno semplificato l’ammissione delle liste, il numero totale delle liste è passato da 20 a 40, con un incremento del 100% a fronte di un aumento dei votanti del solo 22%.
Le 4 liste “politiche” hanno rappresentato il 72% del totale, le 36 liste “indipendenti” il restante 28%. Rispetto alle precedenti elezioni, in Argentina si è assistito ad una forte crescita delle liste politiche e ad una parallela caduta di quelle indipendenti.
Il report nel dettaglio è disponibile qui. (aise)