ULTIMA ORA: Maria Corina Machado sequestrata dagli sbirri di Maduro e subito liberata

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sin títuloSecondo una notizia dell’ultima ora, Maria Corina Machado, al termine del comizio di Caracas, fu intercettata da 17 motociclisti, drones e camionette del  regime di Maduro. I militari spararono contro le moto che la accompagnavano e ferirono uno dei motociclisti portandosi via la lider oppositrice e il ferito. Poche decinedi minuti dopo le reti informavano che la “pasionaria” sarebbe stata liberata. Probabilmente per il timore che il suo arresto scatenasse  una presa di posizione internazionale.

 




La Venezuela democratica riempie le strade di tutto il Paese al grido di “libertà”

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captura“A quest’ora, in TUTTA Venezuelala gente è scesa in strada… ogni volta siamo sempre di più… Serenitá e fermezza. Mantenetevi concentrati. Ci vediamo tra poco”.

È il messaggio che la “pasionaria” Maria Corina Machado, indiscusso leader e mente dell’opposizione al dittatore Maduro, ha dato via X ai suoi connazionali che stanno gremendo le strade non solo di Caracas ma di tutto il Paese gridando “libertà”.

La Machado,sfidando l’ordinedi cattura disposto dal regimenei suoi confronti, ha affermato che tra poco riapparirà in pubblico, uscendo dalla clandestinità, per guidare le grandi manifestazioni del suo popolo.

In diversi punti la folla ha fatto allontanare anche le pattuglie della polizia, dell’esercito e della Guardia Nazionale inviate dal dittatore.

Nelle ultime ore anche il Canada ha riconosciuto Gonzalo Urrutia come Presidente eletto del Venezuela, Paese dove vivono centinaia di migliaia di italiani.

 

 

 




Venezuela: sono ore cruciali

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677e84cfdaa2f.r d.1516 1263 4499Vigilia dell’insediamento presidenziale e giornata cruciale, quella di oggi, per il Venezuela. L’opposizione al dittatore Maduro ha convocato la mobilitazione generale in tutto il Paese. Milioni di persone, presumibilmente, scenderanno nelle strade e nelle piazze per reclamare quanto hanno indicato con le elezioni dello scorso 28 giugno: Maduro ha perso e se ne deve andare.

Tutti gli atti delle votazioni sono stati consegnati ieri al governo del Panama per essere custoditi nella banca centrale. Dimostrano che Gonzalo Urrutia ha vinto con circa l’87 per cento dei voti. Risultato contestato da Maduro e dai suoi seguaci, che pur senza presentare le prove, si è dichiarato vincitore. Inutili le richieste di vari Stati di una documentazione.

Molti Paesi, tra cui l’Italia, hanno riconosciuto in Gonzalo Urrutia il nuovo presidente del Venezuela.

In questi giorni la dittatura ha mobilitato l’esercito, la polizia e i propri seguaci minacciando una represione brutale per contrastare la manifestazione odierna e soprattutto il ritorno, domani, di Gonzalo Urrutia che ha dichiarato che sarà nel Paese a reclamare la presidenza e sulla cui testa Maduro ha posto una taglia di 100 mila dollari.




Rilasciato dopo 5 ore l’italiano in Venezuela accusato di essere un mercenario

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maduroÈ stato rilasciato dopo cinque ore il cittadino italiano che era stato arrestato in Venezuela perchè sospettato di attività illegali. L’uomo era stato arrestato dopo essere entrato nel paese sudamericano via terra. Il ministro degli Interni, della Giustizia e della Pace, Diosdado Cabello, ha spiegato che l’arresto è avvenuto dopo che l’uomo era stato individuato mentre attraversava la frontiera utilizzando “una strada sconnessa tra i valichi”, quelle che i venezuelani chiamano “trochas”. Insomma, un ingresso nel paese molto sospetto, che dimostrava intenzioni poco chiare.

Insieme all’italiano era stato arrestato anche un cittadino colombiano: entrambi sono stati accusati di essere “mercenari”, che avrebbero avuto un ruolo all’interno di un presunto “complotto” per rovesciare il governo del presidente Nicolas Maduro. Un’accusa che non suona nuova, da quelle parti: dopo le elezioni presidenziali del 28 luglio che hanno confermato Maduro (ma l’esito è stato oggetto di contestazioni e proteste), in Venezuela sono stati arrestati 127 cittadini stranieri (svizzeri, tedeschi, americani, spagnoli, italiani, ucraini, albanesi e olandesi) che ora sono detenuti e per molti l’accusa è stata proprio quella di essere presunti mercenari. I numeri sono stati riferiti da Cabello.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Il presidente argentino Milei è cittadino italiano

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capturaIl presidente dell’Argentina, Javier Milei, ha ricevuto la cittadinanza italiana. La decisione, sostenuta da Palazzo Chigi, poggia sul principio dello ius sanguinis, legata alla discendenza da cittadino italiano e alla mancanza di interruzioni nella linea di trasmissione della cittadinanza. Così come tanti altri argentini, le radici di Milei e della sorella Karina (a cui verrà attribuito lo stesso riconoscimento) affondano nel nostro stato, più precisamente in Calabria fra Cosenza e Rosarno. Da dove nel 1926 Francesco “Ciccio” Milei – il nonno dell’economista di Buenos Aires – partì accompagnato dalla madre e i tre fratelli per l’Argentina. Qui aprì un negozio di alimentari e fece due figli, José Luis e Norberto Horacio, padre di Javier.

Prima di Milei, anche Mauricio Macri, presidente dell’argentina tra il 2015 e il 2019 con origini italiane, aveva ottenuto la doppia cittadinanza argentino-italiana.

Il presidente argentino non aveva mai nascosto il suo profondo rapporto con il nostro paese. “Sono italiano al 75 per cento” ha detto a Giorgia Meloni durante a prima visita in Italia lo scorso febbraio, spigando che “i due genitori di mio padre erano italiani” mentre “da parte di mamma, sua madre era di origine italiana e il padre di origine jugoslave”.  Proprio in quella occasione, il leader ultraliberista ne ha approfittato per una visita notturna al Colosseo, e successivamente al Mosé di Michelangelo, nella Basilica di San Pietro in Vincoli.

La notizia si colloca in un periodo piuttosto frenetico in tema di cittadinanza. La Cassazione ha dato il via libera alla richiesta di referendum popolare proposto da +Europa sul “dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana”. Alla vicenda politica si associa quella giudiziaria, dato che, mentre ragazzi nati e cresciuti in Italia devono attendere la maggiore età per diventare cittadini, in quanto figli di genitori nati all’estero, il percorso è più semplifice per chi, pur non sapendo una parola d’italiano, dimostra di avere uno o più parenti nati nel nostro paese. O di averne avuti, anche parecchi anni fa.

Nei giorni scorsi si è discusso del caso di Bologna: 12 cittadini brasiliani hanno fatto richiesta al tribunale per ottenere la cittadinanza italiana in virtù dello ius sanguinis, facendo affidamento su una loro antenata comune nata a Marzabotto nel 1874 e trasferitasi in Brasile, dove ha vissuto fino alla morte a 102 anni nel 1976. Il giudice investito della richiesta, Marco Gattuso, ha deciso di sollevare una questione di legittimità costituzionale sulla normativa che consente il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis “senza limiti temporali”, sottolineando il fatto che l’Italia non preveda alcun tipo di margine temporale per il riconoscimento della cittadinanza ai discendenti di emigrati. Una scelta, ha commentato Gattuso, “nata in sostegno agli italiani all’estero che hanno animato le forze politiche in un’epoca che non conosceva la facilità di trasporti e di comunicazione anche digitale dell’era attuale”.

Ma il caso investe anche altri comuni italiani, specialmente in Veneto. Nei quali tribunali sono pendenti oltre 18mila ricorsi legati a richieste di cittadinanza presentate principalmente da cittadini sudamericani (con particolare rilevanza dal Brasile), sulla base di avi nati in Italia centinaia di anni fa. Fra i casi più emblematici spicca quello di Val di Zoldo, comune in provincia di Belluno da poco più di duemila abitanti residenti e 1.700 all’estero, che si è visto inondato da 550 richieste di cittadinanza presentate in larga maggioranza da cittadini brasiliani.

Forse a Milei non interessa particolarmente, ma ai neocittadini italiani viene attribuito anche un passaporto fra i più “potenti” al mondo (in seconda posizione nel Global Passport Ranking di luglio 2024), in quanto permette al suo possessore di visitare senza visto 192 paesi su 227. Ma la cittadinanza italiana contiene inoltre quella europea, che permette di spostarsi nei paesi dell’area Schengen senza alcun bisogno di un passaporto e di poter ottenere visti, come quello per gli Stati Uniti, con molta più facilità.

da Il Foglio




Venezuela. Roma chiede il rilascio di tutti i nostri prigionieri politici

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4e6d206bbfbdd9ee94675d87f52bed5bSu indicazione del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, è stata convocata oggi alla Farnesina l’Incaricata d’affari dell’Ambasciata del Venezuela a Roma.

L’incontro ha inteso ribadire la necessità di garantire assistenza consolare e accesso ai detenuti italiani in Venezuela, sottoposti a provvedimenti di arresto o fermo per motivi politici, anche a seguito delle elezioni del luglio scorso. Nell’incontro è stata inoltre reiterata la richiesta di un rilascio di tutti i prigionieri politici.

Nel corso del colloquio è stata ribadita la posizione del Governo italiano sulla situazione in Venezuela, già riflessa nella Dichiarazione dei Ministri degli Esteri G7 di Fiuggi del 26 novembre 2024. L’Italia continuerà a sostenere gli sforzi dei partner regionali per facilitare una transizione democratica e pacifica, che corrisponda alla volontà del popolo venezuelano così come espressa nelle elezioni del 28 luglio.

La Farnesina, l’Ambasciata a Caracas e la rete consolare italiana in Venezuela sono impegnate nell’azione a tutela e assistenza della comunità di italiani e di italo-discendenti residenti nel Paese, anche tramite una “task force” permanente appositamente istituita su impulso del Ministro Tajani.

foto ANSA

 




Conflitto armato in Ecuador: le raccomandazioni della Farnesina per i connazionali

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capturaPermane, in tutto il territorio nazionale, il riconoscimento dell’esistenza del “conflitto armato interno”, con un forte dispiegamento di Esercito e Polizia, nel contrasto alle bande criminali. Le Province di El Oro, Guayas, Los Rios, Manabì, Santa Elena, Orellana, il Cantone di Ponce Enriquez (situato nella Provincia di Azuay), nonché il Distretto Metropolitano di Quito sono soggette – a partire da giovedì 3 ottobre 2024, per una durata minima di 60 giorni – allo “stato di eccezione” che comporta, come misure aggiuntive, la sospensione del principio dell’inviolabilità del domicilio e della libertà di riunione, per fronteggiare l’incessante aumento di attività criminali nei predetti territori. La predetta misura è stata prolungata con apposito decreto per altri 30 giorni, ossia fino al 3 gennaio 2025.
A partire dal 3 ottobre 2024  – e sempre fino al 3 gennaio 2025 a seguito della medesima proroga – vige il coprifuoco, tutti i giorni dalle ore 22:00 alle ore 05:00, nei seguenti Cantoni, situati nelle Province di Azuay, Los Rios, Guayas e Orellana:
– Provincia di Azuay: Camilo Ponce Enriquez;
– Provincia di Los Rios: Babahoyo, Buena Fe, Quevedo, Pueblo Viejo, Vinces, Valencia, Ventanas, Mocache, Urdaneta, Baba, Palenque, Quinsaloma, Montalvo;
– Provincia di Guayas: Durán, Balao, Parroquia Tenguel del Canton Guayaquil;
– Provincia di Orellana: La Joya de los Sachas, Puerto Francisco De Orellana, Loreto.
Si raccomanda ai connazionali, presenti a vario titolo nelle suddette zone, di adottare la massima cautela, limitando gli spostamenti alle esigenze realmente indifferibili.
Si sconsiglia, in ogni caso, ai cittadini italiani non residenti ed attualmente in transito in Ecuador, di soggiornare nelle aree costiere, sottoposte attualmente allo “stato di eccezione”, tra cui rientrano le città di Guayaquil e Manta. Massima prudenza negli spostamenti va esercitata anche nei territori di Esmeraldas e Carchi, situati lungo la frontiera nord con la Colombia.
Le Autorità di frontiera ecuadoriane potrebbero continuare ad applicare la misura restrittiva, che vincolava l’ingresso di tutti i cittadini stranieri, per via terrestre, dalla Colombia e dal Perù in Ecuador, salvo alcune eccezioni, all’esibizione di un certificato dei precedenti penali, relativo agli ultimi 5 anni, debitamente apostillato e in lingua spagnola, rilasciato dal Paese di origine o di residenza legale dell’interessato. In alternativa, i viaggiatori possono ora sottoporsi ad una verifica, a cura delle Autorità locali, mediante un database nazionale (denominato SIMIEC), da cui è possibile risalire ad eventuali impedimenti all’ingresso nel Paese, anche nei confronti di cittadini stranieri.
Si consiglia, in ogni caso, di fare ingresso in Ecuador per la via aerea – ritenuta molto più sicura – seguendo le indicazioni delle Autorità locali, qualora l’attraversamento della frontiera terrestre dalla Colombia o dal Perù fosse urgente e strettamente necessario.
Gli aeroporti risultano, al momento, operativi, in tutte le città dell’Ecuador: per informazioni aggiornate sullo stato dei propri voli, si prega di verificare direttamente con la Compagnia Aerea di riferimento.
L’Ambasciata d’Italia a Quito rimane raggiungibile, per emergenze, al numero +593999780861.
Eventuali segnalazioni, relative ad una presenza temporanea in Ecuador, possono essere anche trasmesse all’indirizzo: segreteria.quito@esteri.it.



Argentina, “Space Food Experience”: incontro a Buenos Aires tra scienza e gastronomia organizzato dall’Ambasciata italiana

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argentina space food experience incontro a buenos aires tra scienza e gastronomia organizzato dallambasciata italiana immagine13A conclusione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo e in vista della Giornata Nazionale dello Spazio, si è svolto l’evento “Space Food Experience”, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, organizzato dall’Ambasciata d’Italia in Argentina insieme a EAT Freedom e Telespazio, azienda italiana leader nell’industria spaziale. L’incontro, che si è tenuto presso il Centro Riunioni di Telespazio di Buenos Aires , è stato incentrato sull’evoluzione del cibo spaziale. La giornata ha incluso una lezione magistrale in diretta tenuta da EAT Freedom, che ha trattato la tecnologia alla base dell’alimentazione per astronauti, oltre a una degustazione di tre piatti preparati dallo chef italiano Stefano Polato, progettati per essere consumati dagli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Tra i partecipanti, erano presenti l’Ambasciatore d’Italia Fabrizio Lucentini, il Country Manager di TELESPAZIO Nicolás de Gracia, ed il Presidente del CONICET Daniel Salamone. Il Direttore Esecutivo e Tecnico della CONAE Raúl Kulichevsky, ha parlato dello stato attuale della collaborazione spaziale tra Argentina e Italia, evidenziando il SIASGE (Sistema Italo-Argentino di Satelliti per la Gestione delle Emergenze), un sistema unico nel suo genere a livello mondiale. L’evento è stato rivolto a giornalisti scientifici, esperti gastronomici e ricercatori del settore spaziale, un’area di crescente cooperazione tra Italia e Argentina, che continua a rafforzare i legami bilaterali e promuovere progressi tecnologici congiunti.(Inform)




Ha origini italiane il nuovo presidente dell’Uruguay

uruguay

uruguayYamandú Orsi, vincitore delle elezioni presidenziali in Uruguay, è diventato domenica il politico che, sotto l’ala protettrice del popolare ex presidente José “Pepe” Mujica, ha riportato la sinistra al potere nel paese sudamericano. Questo professore di storia, 57 anni, con origini italiane, due volte sindaco di Canelones, il dipartimento più popoloso del paese dopo Montevideo, ha sconfitto il suo rivale della coalizione di centrodestra Álvaro Delgado.

Con la vittoria di Orsi, il Frente Amplio tornerà il 1° marzo al seggio presidenziale che aveva perso nel 2020 dopo aver governato per 15 anni.

A scrutinio ultimato, Orsi, del Frente Amplio, ha ottenuto 1.196.798 voti contro i 1.101.296 del suo rivale, il partito al potere Álvaro Delgado, ha riferito la Corte elettorale. Ciò significa che Orsi ha ottenuto il 49,8% dei voti espressi e Delgado il 45,9%.

 

da Nuevo Herald

 




Rapporti politici, opportunità d’investimento e tematiche consolari e culturali nella missione del Sottosegretario agli Esteri Tripodi in Paraguay

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0c0f233f76dbe4906667806693befcb1Il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Maria Tripodi, è da ieri in Paraguay, dove concluderà la sua missione in America Latina.

Ad Asunción ha incontrato i Vice Ministri di Esteri Victor Verdun e Commercio Rodrigo Maluff, con i quali ha approfondito i principali temi dell’agenda bilaterale, inclusi i rapporti politici, le questioni consolari e culturali, nonché i rapporti con l’Unione Europea, i temi globali e i principali scenari di crisi internazionali. Proficui gli scambi di vedute sulle relazioni commerciali e le reciproche opportunità di investimento, con particolare attenzione al settore difesa e alla collaborazione in ambito di aviazione civile.

A latere, il Sottosegretario ha firmato con la Ministra Angie Duarte il Piano d’Azione sul Turismo, anche in vista dei flussi di turisti e fedeli legati al Giubileo. Nel corso della missione il Sottosegretario Tripodi ha incontrato gli esponenti della collettività italiana residenti in Paraguay.

“Con l’ultima tappa ad Asunción si chiude un’altra produttiva missione latino americana, che fa seguito alla recente del Vice Presidente Tajani in Argentina e Brasile. Il Governo dimostra concretamente che il rafforzamento dei rapporti tra Italia e Paesi dell’America Latina è una priorità con solide basi anche nella costante presenza politica nella regione” ha commentato il Sottosegretario, che ha aggiunto “In soli due anni abbiamo dato nuovo slancio ai rapporti bilaterali, puntando su diplomazia economica, investimenti, cooperazione, diplomazia giuridica e siglato protocolli d’intesa in diversi ambiti, oltre ad aver tenuto diverse consultazioni politiche in numerosi Paesi. Stiamo inoltre preparando una grande conferenza Italia – America Latina, in programma a Roma nel 2025, con il coinvolgimento diretto dei membri latino americani”.

foto ANSA.it