Gli italiani fermati sulla nave della Freedom Flotilla stanno bene

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thumbs b c 07ea2fb01af12c8af81da882ade5be1d 696x392Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato stamane con il ministro israeliano Gideon Sa’ar. I due militanti italiani fermati stanotte sulla nave della Freedom Flotilla sono arrivati nel porto di Ashdod dove verranno assistiti dal personale dell’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv.

Il ministro Sa’ar ha indicato che la procedura prevede che i partecipanti alla manifestazione avranno due opzioni: firmare una dichiarazione per andare in aeroporto e lasciare subito il Paese; venire fermati presso una struttura detentiva locale con rimpatrio forzato nei prossimi 3 giorni.

Tajani ha poi discusso con Sa’ar dell’informazione ricevuta nella serata di ieri sulla pausa umanitaria a Gaza, insistendo tuttavia che le operazioni militari che possano coinvolgere la popolazione palestinese siano interrotte definitivamente. Tajani ha ripetuto la richiesta di aprire al più presto in maniera definitiva anche all’ingresso e alla distribuzione permanente di aiuti alimentari e sanitari nella Striscia, inclusi i materiali dell’iniziativa italiana Food for Gaza. Sulla Freedom Flotilla Tajani ha anche aggiornato della situazione il Sindaco di Messina, città da cui proviene uno dei due connazionali coinvolti.

I due italiani a bordo della nave Handala della Freedom Flotilla “hanno la possibilità di firmare una dichiarazione e di partire immediatamente per l’Italia, oppure di rimanere per essere espulsi fra 72 ore. Uno dei due ha deciso di rimanere e farsi espellere, l’altro credo sia orientato a rientrare accompagnato dai nostri diplomatici”, ha detto Antonio Tajani, parlando a RaiNews24. “Sono seguiti- ha garantito- stanno bene, non ci sono problemi di altro tipo“.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Gaza. Padre Romanelli ferito nel bombardamento della chiesa della Sacra Famiglia

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gaza padre romanelli“La chiesa della Sacra Famiglia ha “subito danni” durante un bombardamento stamane; le persone ferite sono “diverse”, tra le quali il parroco, padre Gabriel Romanelli, ma non sono al momento confermati decessi: questo l’aggiornamento diffuso dal patriarcato dei Latini a Gerusalemme, dopo il raid su Gaza City.

Secondo le informazioni disponibili, nel complesso della parrocchia avevano trovato rifugio centinaia di persone. Israele sta continuando una campagna di bombardamenti in tutta la Striscia, avviata dopo gli assalti di Hamas del 7 ottobre 2023, che avevano causato più di 1.200 vittime. Oltre 58mila finora le persone uccise nei raid e nelle incursioni dell’esercito di Tel Aviv a Gaza, secondo stime dall’amministrazione locale, guidata dall’organizzazione palestinese.

MELONI: COLPITA ANCHE CHIESA SACRA FAMIGLIA, ATTACCHI ISRAELE A CIVILI INACCETTABILI

“I raid israeliani su Gaza colpiscono anche la chiesa della Sacra Famiglia. Sono inaccettabili gli attacchi contro la popolazione civile che Israele sta dimostrando da mesi. Nessuna azione militare può giustificare un tale atteggiamento”. Lo dice la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

TAJANI A MINISTRO ISRAELE: TOTALE CONDANNA PER ATTACCHI GAZA

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto una conversazione telefonica con il Ministro degli esteri israeliani Gideon Saar e con padre Gabriel Romanelli, parroco della Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza City: lo si apprende da fonti della Farnesina. Secondo le fonti, Tajani, ha ribadito la totale condanna per gli attacchi nella Striscia, confermando che per l’Italia la situazione a Gaza è intollerabile. Il ministro ha inoltre reiterato la necessità immediata di arrivare a un cessare il fuoco per evitare ulteriori sofferenze della popolazione civile. Ancora, stando a quanto si apprende, Tajani, spera che venga fatta chiarezza sulle responsabilità del raid e ha espresso solidarietà a padre Romanelli, dimostrando pieno sostegno alle vittime coinvolte.

PAPA: PROFONDA TRISTEZZA PER VITTIME CHIESA GAZA, TREGUA ORA

“Sua santità papa Leone XIV ha appreso con profonda tristezza della perdita di vite umane e dei feriti causati dall’attacco militare contro la chiesa cattolica della Sacra Famiglia a Gaza; assicura al parroco, padre Gabriele Romanelli, e a tutta la comunità parrocchiale la sua vicinanza spirituale”. Questo l’incipit di un telegramma di cordoglio inviato dal pontefice oggi. Nel testo, firmato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, si continua: “Nel raccomandare le anime dei defunti alla misericordia amorevole di Dio onnipotente, il Santo Padre prega per il conforto di chi è nel lutto e per la guarigione dei feriti”. E ancora: “Sua santità rinnova il suo appello a un immediato cessate il fuoco ed esprime il suo profondo auspicio per il dialogo, la riconciliazione e una pace duratura nella regione”.

Agenzia DIRE –  www.dire.it




Riunione al Ministero degli Affari Esteri per situazione italiani in Iran-Israele

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imagesIl ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha tenuto questa mattina una riunione con gli ambasciatori dell’area per verificare la situazione degli italiani e del personale delle ambasciate presenti nella regione del conflitto Israele-Iran.

Convogli via terra verranno facilitati a Teheran verso paesi di frontiera con l’Iran. Per i connazionali in Iran il suggerimento è di indirizzare messaggi all’indirizzo e-mail assistenza.iran@esteri.it

Domenica partirà da Sharm el Sheikh, in Egitto, un volo charter richiesto da cittadini presenti in Israele. I connazionali in Israele possono far riferimento al sito web www.viaggiaresicuri.it.




Ancora missili tra Israele e Iran

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tel aviv 2Tel Aviv–Teheran, andata e ritorno. Missili, droni e dichiarazioni ufficiali. Per la quarta notte consecutiva Israele e Iran si colpiscono a vicenda. Nel suo ultimo aggiornamento, il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom (MDA) ha dichiarato che 8 persone sono state uccise e 92 ferite negli ultimi attacchi missilistici dell’Iran sul paese. Le vittime sono state colpite da attacchi su quattro siti nel centro di Israele, ci sono due donne e due uomini di circa 70 anni. Nel corso degli attacchi è stata danneggiata anche l’ambasciata americana a Tel Aviv. Non ci sono feriti.

Un’azione arrivata in risposta a una serie di bombardamenti israeliani su territorio iraniano che, da inizio offensiva, avrebbero provocato almeno 224 morti.

Fonti militari israeliane hanno confermato di aver colpito un centro di comando delle Forze Quds, l’unità d’élite dei Guardiani della Rivoluzione incaricata delle operazioni all’estero. Non è chiaro chi si trovasse all’interno della struttura. Il New York Times, citando fonti riservate, ha ventilato la possibilità che nell’attacco di venerdì scorso fosse già stato ucciso il generale Esmail Qaani, comandante delle Forze Quds e successore di Qassem Suleimani. Ma non ci sono state finora conferme da parte iraniana.




Iran, continuano i bombardamenti

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gtybri0xiaaygffDecine di persone, una sessantina, tra le quali una ventina di bambini, sono state uccise in un bombardamento di Israele su un edificio residenziale a Teheran: lo ha riferito la televisione di Stato iraniana. L’emittente ha diffuso immagini di soccorritori al lavoro per rimuovere macerie nei pressi di un palazzo alto 14 piani.
La zona sarebbe quella del complesso residenziale Shahrak-e Shahid Chamran, presso piazza Nobonyad.

La notizia è stata rilanciata a livello internazionale, anche negli Stati Uniti, ad esempio dalla Cnn. L’emittente riferisce però che non è chiaro se il raid sia stato compiuto oggi o ieri.
L’ambasciatore dell’Iran presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, aveva stimato che le vittime dei bombardamenti di Israele erano state almeno 78.

GIORDANIA RIAPRE SPAZIO AEREO, NUOVI RAID ISRAELE IN IRAN

La Giordania, intanto, ha riaperto il proprio spazio aereo stamane, alle 7.30 ora locale, le 6.30 in Italia, dopo la chiusura disposta ieri a seguito dell’inizio dei bombardamenti di Israele contro l’Iran.
Ad annunciare la decisione è stata la commissione nazionale per l’aviazione. Un portavoce del governo di Amman, Mohammad al-Momani, aveva detto ieri che la Giordania non avrebbe permesso la violazione del proprio spazio aereo e che non si sarebbe trasformata in un “campo di battaglia di un conflitto”.

I raid di Israele stanno comunque continuando. A riferirlo le forze armate di Tel Aviv, con un messaggio diffuso stamane su Telegram. Nel testo si informa di bombardamenti in corso per “colpire obiettivi” e “rimuovere le minacce in Iran”.
A seguito dei raid e della risposta di Teheran di ieri sera, resta ancora chiuso l’aeroporto Ben Gurion, a Tel Aviv. Secondo il ministero dei Trasporti di Israele, lo scalo sarà interdetto ai voli in arrivo “fino a nuovo avviso”.

ALMENO QUATTRO LE VITTIME IN ISRAELE, DECINE I MORTI IN IRAN

Quattro morti e oltre 70 feriti in conseguenza del lancio di circa 150 missili e droni in cinque differenti fasi: questo il bilancio di vittime in Israele, riferisce il quotidiano Jerusalem Post, a seguito della risposta dell’Iran ai bombardamenti di Tel Aviv di ieri.

A fornire aggiornamenti sono anche i media di Teheran. Già ieri, nel corso della giornata, era stato riferito che i morti per i raid di Israele erano stati almeno 78. Oltre 300 i feriti, sempre stando a bilanci diffusi ieri. Bombardamenti dell’aviazione di Tel Aviv in Iran sono tuttora in corso.

Agenzia DIRE –  www.dire.it




Israele bombarda l’Iran: colpito il ‘cuore’ del programma nucleare

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attacco iran 1024x576Israele ha lanciato raid contro l’Iran e ha affermato di aver colpito il “cuore” del programma nucleare iraniano. Secondo i media di Stato di Teheran, nei bombardamenti è stato ucciso anche Hossein Salami, capo delle Guardie rivoluzionarie islamiche dell’Iran, un corpo di elite delle forze armate. A perdere la vita anche diversi scienziati nucleari.

Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha riferito che si è trattato di “un’operazione militare mirata per contenere la minaccia iraniana alla sopravvivenza stessa di Israele”. Secondo il capo di governo, “se non fermato, l’Iran potrebbe produrre un’arma nucleare in brevissimo tempo”.
A Tel Aviv è stato dichiarato lo stato di emergenza in previsione di possibili rappresaglie “nell’immediato futuro”.

ISRAELE: 200 CACCIA CONTRO L’IRAN, COLPITI 100 OBIETTIVI

Nei raid contro l’Iran sono stati impiegati 200 caccia e sono stati colpiti oltre 100 obiettivi:
lo ha riferito Effie Defrin, portavoce delle forze armate di Israele. L’ufficiale ha parlato di bersagli centrati “in tutto” il Paese. Già sganciate, secondo Defrin, “oltre 330 munizioni di vario tipo”.

Defrin ha sostenuto che i bombardamenti israeliani fanno parte di “un’operazione precisa e sincronizzata” e che i piloti “stanno ancora colpendo obiettivi militari e legati al programma nucleare in diverse aree dell’Iran”.

RUBIO (USA): “LA PRIORITÀ È PROTEGGERE LE FORZE AMERICANE”

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha affermato che gli Stati Uniti non sono stati coinvolti nei raid di Israele contro l’Iran e che non hanno fornito alcun tipo di assistenza. Le sue dichiarazioni sono state rilanciate dalla Cnn e da altre emittenti degli Stati Uniti. “La nostra priorità principale”, ha aggiunto Rubio, “è proteggere le forze americane nella regione”.

IRAN, AIEA CONFERMA RAID ISRAELE SU SITO NUCLEARE A NATANZ

Il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha confermato che il principale impianto per l’arricchimento nucleare dell’Iran, situato a Natanz, è stato colpito dai raid israeliani nelle prime ore di oggi. In un post diffuso su X, si riferisce che non si ha notizia di un aumento del livello delle radiazioni nella zona della centrale.

L’Aiea sottolinea di essere stata informata dalle autorità dell’Iran. L’impianto colpito si chiama Bushehr. “Non è stato osservato un aumento dei livelli di radiazioni nel sito di Natanz” ha riferito l’Agenzia, sottolineando di essere impegnata a “monitorare da vicino la situazione profondamente preoccupante in Iran”.

IRAN, IN RAID ISRAELE UCCISO ANCHE CAPO STATO MAGGIORE

Anche il capo di Stato maggiore dell’esercito iraniano, il generale Mohammad Bagheri, è stato ucciso nell’attacco che Israele ha condotto contro il Paese nelle prime ore del mattino. Lo conferma l’emittente televisiva iraniana Irinn.

Con lui risultano così tre i vertici militari rimasti uccisi nei raid: il primo di cui è stata data notizia è il generale Hossein Salami, capo delle Forze rivoluzionarie islamiche, a seguire Gholamali Rashid, comandante del quartier generale Khatam-al Anbiya Central.

I droni israeliani hanno ucciso anche Fereydoon Abbasi, scienziato nucleare ed ex capo dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica, e Mohammad Mahdi Tehranchi, altro scienziato nucleare, coinvolto nel programma nucleare iraniano. Tel Aviv, che sostiene di aver preparato questa operazione per anni, sostiene che l’Iran intenda dotarsi di armamenti atomici a scopo bellico che rappresenterebbero una minaccia per Israele.

IRAN, UCCISO ANCHE CAPO NEGOZIATORE SU NUCLEARE SHAMKHANI

Non ce l’ha fatta Ali Shamkhani, consigliere politico della Guida suprema iraniana e capo negoziatore al tavolo dei colloqui con gli Stati Uniti. Nell’ondata di raid che Israele ha sferrato nell’ambito dell’operazione denominata “Il risveglio del leone”, è stato colpito anche l’appartamento all’ultimo di 11 piani di uno stabile a Teheran, dove Shamkani risiedeva.
Il diplomatico, subito trasportato dai soccorritori in ospedale, è morto tre ore dopo per la gravità delle ferite, come confermano diversi giornalisti iraniani e statunitensi su X. Le immagini dell’attacco mostrate dai media iraniani mostrano l’appartamento sventrato, mentre il resto dell’edificio apparrebbe intatto.

L’attacco di Israele giunge alla vigilia del sesto round di colloqui previsti a Muscat, in Oman, tra Iran e Stati Uniti per rilanciare l’accordo sul nucleare del 2015, che la prima amministrazione Trump stralcio nel 2018. Secondo il segretario di Stato americano, Marco Rubio, l’attacco israeliano non ha ricevuto il via libera della Casa Bianca. Già a marzo Israele aveva informato Washington dell’intenzione di condurre un’operazione su vasta scala contro siti nucleari e militari dell’Iran, un’azione cui gli Stati Uniti avrebbero opposto un veto. Per questo, come aveva ricostruito la stampa statunitense in quelle settimane, il presidente Donald Trump aveva proposto al governo di Teheran di riaprire i colloqui sul nucleare.

HAMAS: “FERMARE CRIMINI ISRAELE, AGGRESSIONE A IRAN PERICOLOSA”

Appello di Hamas affinché a livello internazionale sia adottata “una posizione unitaria per fermare” Israele e per “porre fine ai suoi crimini”. La presa di posizione è stata diffusa dall’organizzazione palestinese via Telegram, con un comunicato pubblicato dopo l’avvio dei bombardamenti di Tel Aviv contro l’Iran.

“L’aggressione rappresenta una pericolosa escalation che minaccia di destabilizzare la regione e riflette l’insistenza del governo estremista di Netanyahu nel trascinare l’area in confronti aperti” ha denunciato Hamas, in riferimento a Israele e al suo primo ministro.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Possibile attacco israeliano in Iran, gli Usa richiamano il personale delle ambasciate in Medio Oriente

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trump netanyahu 1024x569Negli Stati Uniti è allerta massima per un potenziale attacco israeliano contro l’Iran. Lo riporta il Washington Post, che annuncia anche il via libera del Dipartimento di stato americano all’evacuazione del personale nelle ambasciate statunitensi di Iraq, Kuwait, Bahrain e l’ok del Pentagono alla partenza dei membri delle famiglie dei militari in tutto il Medio Oriente. “Potrebbe essere un luogo pericoloso”, ha sottolineato Trump.

È alta tensione dunque, perché un attacco di Israele agli impianti nucleari iraniani fatto senza il consenso degli Stati Uniti, di fatto potrebbe mandare in fumo i delicatissimi negoziati tra Washington e Teheran sul nucleare e innescare una rappresaglia iraniana sulle risorse statunitensi nella regione.

In merito alla situazione, Trump ha dichiarato al New York Post di essere “meno fiducioso ora di quanto lo sarei stato un paio di mesi fa. È successo loro qualcosa, ma sono molto meno fiducioso che si possa raggiungere un accordo”.

L’Iran intanto si prepara e tramite il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh, fa sapere che se verrà attaccato, colpirà le basi americane in Medio Oriente: “Se ci viene imposto un conflitto… tutte le basi statunitensi sono alla nostra portata e le prenderemo di mira con audacia”, ha dichiarato il ministro.

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Asia devastata dal terremoto: i morti potrebbero 10.000 (VIDEO)

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terremotoDue giorni dopo la realtà, in Asia, è solo una stima per approssimazione. Un violentissimo terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito il Myanmar centrale venerdì, radendo al suolo edifici, abbattendo monumenti storici e devastando intere aree urbane. L’epicentro, localizzato a pochi chilometri da Mandalay, ha scatenato il caos in un Paese già stremato dalla guerra civile. Secondo le stime dell’United States Geological Survey (USGS), ci potrebbero essere più di 10.000 unità vittime, a causa dell’alta densità abitativa e delle strutture fatiscenti nelle zone colpite. Il governo militare ha fornito un primo bilancio ufficiale di 144 morti e oltre 700 feriti, chiaramente al ribasso.

L’onda sismica ha scosso un’area vastissima, colpendo anche Bangladesh, Vietnam, Thailandia e Cina meridionale. A Bangkok, un grattacielo in costruzione di 33 piani è crollato, uccidendo almeno otto operai e lasciando decine di dispersi. La capitale thailandese è stata dichiarata “zona di emergenza”. Come ha detto qualcuno: è come se un terremoto in Sicilia fosse così forte da devastare Monaco di Baviera. Altri hanno ricalcolato l’intensità in parametri più vicini ai nostri: è stato 300 volte più potente di quello di Amatrice.

A Mandalay, il principale ospedale cittadino è stato preso d’assalto dai feriti, con medici e infermieri sopraffatti dall’afflusso. Le immagini che arrivano dal Myanmar mostrano un paese in ginocchio: il ponte Ava, una storica struttura metallica, è crollato nel fiume Irrawaddy; monasteri e stupa secolari sono stati ridotti in macerie; i residenti, troppo spaventati per tornare nelle proprie case, hanno improvvisato rifugi di fortuna nelle strade.

Il sisma arriva in un momento drammatico per il Myanmar, già provato dal conflitto tra la giunta militare e i ribelli. L’ONU stima che prima del terremoto 20 milioni di birmani fossero già senza cibo e riparo adeguati. In passato, il regime ha limitato l’accesso agli aiuti internazionali, ma questa volta ha dichiarato lo stato d’emergenza e chiesto sostegno alla comunità globale.

António Guterres, segretario generale dell’ONU, ha annunciato un primo stanziamento di 5 milioni di dollari per gli aiuti umanitari. Gli Stati Uniti hanno promesso supporto, mentre i soccorritori denunciano difficoltà nelle operazioni a causa delle interruzioni alle linee elettriche e di comunicazione, spesso orchestrate dalla stessa giunta per soffocare il dissenso.

La situazione resta critica. I militari, che controllano solo il 20% del Paese, potrebbero sfruttare la crisi per consolidare il potere, bloccando aiuti alle zone controllate dai ribelli. Nel frattempo, la popolazione è allo stremo: nelle città colpite, i sopravvissuti dormono in strada per paura di nuove scosse, mentre i soccorritori scavano tra le macerie sperando di trovare ancora qualcuno in vita.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Uscito da Gaza un gruppo di bambini palestinesi malati. Dall’Egitto saranno trasferiti e curati in Italia

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imagesHanno lasciato Gaza quattordici bambini palestinesi malati oncologici che saranno curati in Italia, nell’ambito dei programmi di assistenza umanitaria del Governo italiano per la popolazione palestinese. I piccoli pazienti hanno attraversato il valico di Rafah entrando in Egitto e si trovano attualmente all’Ospedale italiano de Il Cairo, dove si stano sottoponendo alle visite mediche necessarie al trasferimento nel nostro Paese, insieme ai loro familiari.

La richiesta di evacuazione da Gaza e l’auspicio di un’accoglienza dei minori malati in Italia erano stati formulati anche dal Cardinale Pierbattista Pizzaballa in occasione della visita del Ministro Tajani in Israele lo scorso 6 febbraio. Sotto impulso del Ministro, la Farnesina si è quindi attivata per consentire la fuoriuscita dei bambini tramite il valico di Rafah – riaperto grazie alla missione europea EUBAM in cui l’Italia ha giocato un ruolo fondamentale con l’invio dei suoi Carabinieri – e richiedendo il volo che giungerà domani a Roma. La buona riuscita dell’iniziativa è stata resa possibile dalla sinergia tra Ministero degli Affari Esteri, Ministero della Difesa e Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con l’OMS ed il Meccanismo Europeo di Protezione Civile, con il supporto del Ministero della Salute egiziano.

Il Ministro Tajani ha ringraziato anche il suo collega Ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar per il ruolo svolto nel consentire le evacuazioni. La Farnesina aveva già lavorato con il Ministero della Difesa subito dopo l’inizio della guerra a Gaza per garantire assistenza umanitaria sanitaria alla popolazione civile: per alcune settimane la Nave Vulcano della Marina Militare era stata ancorata in Egitto per ospitare a bordo pazienti palestinesi da assistere nell’ospedale imbarcato sull’unità. In quella fase Tajani chiese ed ottenne la collaborazione del governo del Qatar, che inviò personale medico a collaborare con il personale di Nave Vulcano.

Al termine degli accertamenti sanitari verrà completata l’assegnazione di ciascun bambino a un ospedale in Italia. Le strutture sanitare attualmente coinvolte sono il Policlinico Regina Margherita a Torino, il Policlinico Umberto I a Roma, gli ospedali Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Ospedali Civili di Brescia, Meyer di Firenze, Bambino Gesù di Roma, Niguarda di Milano e AOU di Padova.
I bambini arriveranno domani in Italia con volo dell’Aeronautica messo a disposizione dal Ministero della Difesa, che in Egitto prenderà in carico i pazienti e le loro famiglie. Da Roma, Milano e Pisa con il coordinamento dell’Unità di Crisi, i bambini verranno poi trasferiti negli ospedali di assegnazione con autoambulanze messe a disposizione dalla Protezione.




Iran. Cecilia Sala in cella senza un letto e al freddo: dorme per terra

in altre parole

in altre parole

Crescono le preoccupazioni per le condizioni di Cecilia Sala dopo l’ultima telefonata fatta ai genitori. La giornalista detenuta nel carcere di Evin a Teheran, in Iran, dallo scorso 19 dicembre è in completo isolamento da allora. I suoi carcerieri le passano il cibo, soprattutto datteri, da una fessura della porta.

DORME PER TERRA SU UNA COPERTA, NON È STATO CONSEGNATO IL PACCO CON I BENI DI PRIMA NECESSITÀ

La cronista, secondo quanto emerso da persone vicine ai genitori, ha riferito di dormire per terra su una coperta, con un’altra si protegge dal freddo della sua cella. Non c’è un materasso e le luci al neon sono sempre accese, giorno e notte. Le sono stati confiscati gli occhiali e non le è stato consegnato il pacco con i beni di prima necessità che le era stato promesso dall’ambasciatrice italiana in Iran Paola Amedei, l’unica persona che ha incontrato durante la detenzione lo scorso 27 dicembre. Tra questi ci sarebbe stata una mascherina per poter riposare, dei maglioni per coprirsi e del cibo. Sarebbe dovuto arrivare il 30 dicembre e così non è stato. A Cecilia, invece, è stato consegnato solo un elastico per capelli.

L’ITALIA CHIEDE FORMALMENTE GARANZIE E LA LIBERAZIONE IMMEDIATA

Alla reporter de Il Foglio e Choramedia è riservato lo stesso trattamento delle prigioniere politiche in Iran. Sono rimaste solo parole, infatti, le rassicurazioni di un approccio dignitoso annunciato dalle autorità iraniane. Sala è in carcere per “aver violato le leggi della Repubblica islamica dell’Iran“. L’Italia ha chiesto formalmente “garanzie totali sulle condizioni di detenzione” e “liberazione immediata” della ragazza. Oltre che la consegna dei beni di conforto. Il governo è al lavoro affinché la vicenda si risolva il prima possibile e anche Cecilia, dalla sua cella, ha chiesto: “Fate presto”.

TAJANI: “HO DATO MANDATO DI CONVOCARE L’AMBASCIATORE ITALIANO A ROMA”

“Ho dato mandato al Segretario generale della Farnesina di convocare l’Ambasciatore iraniano a Roma. L’incontro avverrà alle ore 12″, ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

“Il Governo, come dal primo giorno dell’arresto di Cecilia Sala, lavora incessantemente per riportarla a casa e pretendiamo che vengano rispettati tutti i suoi diritti. Fino alla sua liberazione, Cecilia e i suoi genitori non saranno mai lasciati soli”, ha concluso.

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