Carmelo Ficarra nuovo console generale a Hong Kong

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2ficarraCarmelo Ficarra ha iniziato ieri, 1 settembre, il suo incarico di console generale d’Italia a Hong Kong e Macao e “con orgoglio, emozione ed entusiasmo” ha salutato i connazionali che risiedono permanentemente nella regione e la comunità italiana a vario titolo presente nella circoscrizione.
“È un autentico onore e una grande responsabilità rappresentare una collettività così dinamica e qualificata che in tantissimi anni ha contribuito senza sosta allo sviluppo delle relazioni bilaterali e all’approfondimento della cooperazione in numerosissimi ambiti di comune interesse”, ha affermato Ficarra nel suo messaggio, con cui ha voluto rivolgere un saluto anche alla comunità locale, “con la quale spero d’interagire rapidamente per proseguire lungo la strada intrapresa finora e per individuare nuove sinergie e spunti innovativi di collaborazione”.

“Insieme alle colleghe e ai colleghi del Consolato, che ringrazio per l’accoglienza calorosa, continueremo a offrire servizi, fornire informazioni e rispondere ai quesiti e alle sollecitazioni che ci verranno indirizzate quotidianamente”, ha assicurato Ficarra. “Lo faremo attraverso i nostri uffici e utilizzando gli strumenti digitali che potremo impiegare per rendere più immediato ed efficiente il nostro lavoro”.
“In stretto coordinamento con l’Ambasciata d’Italia a Pechino e con il Sistema Italia attivo nelle due Regioni Amministrative Speciali, continueremo a promuovere il nostro Paese e le sue eccellenze, valorizzandole in ogni contesto, nel quadro di iniziative commerciali, culturali, scientifiche e accademiche di alto profilo”, ha aggiunto il console generale.
“Racconteremo il nostro lavoro attraverso i canali di comunicazione più diffusi, dando spazio a chi opera ininterrottamente per preservare e rafforzare la vitalità dei rapporti con l’Italia”, ha concluso Ficarra, sottolineando che “il Consolato Generale a Hong Kong rimarrà sempre a disposizione e nel perseguire gli obiettivi che ho elencato non potrò che contare sulla vicinanza e il sostegno di tutti”.

Nato a Messina nel 1976, Carmelo Ficarra si laurea in scienze politiche all’Università Luiss di Roma ed entra nel 2002 in carriera diplomatica. Il suo primo incarico è alla Direzione Generale Cooperazione Economica e Finanziaria Multilaterale, poi alla Direzione Generale Paesi Mediterraneo e Medio Oriente, sino al 2004 quando è alla Delegazione Diplomatica Speciale in Baghdad e poi nel 2007 primo segretario.
Rientrato a Roma è alla Direzione Generale Affari Politici e Sicurezza, Unità per i Paesi dell’America Settentrionale, prima, e all’Unità per la Federazione Russa, i Paesi dell’Europa Orientale, del Caucaso e dell’Asia Centrale, poi. Nel 2013 è inviato in missione a Erbil con funzioni di capo dell’Ufficio distaccato dell’Ambasciata in Baghdad per la regione del Kurdistan iracheno e nel 2016 è consigliere commerciale a Teheran, dove è confermato tre anni più tardi con funzioni di primo consigliere commerciale.
Di nuovo alla Farnesina, nel 2022 alle dirette dipendenze del capo del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica, funzione che lascia ora per prendere sede a Hong Kong. (aise)




Vinitaly International fa tappa a Shenzhen

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12wineSi chiama “Wine to Asia” la nuova manifestazione fieristica dedicata ai professionisti del settore vinicolo dell’area Asia/Pacifico che, organizzata da Veronafiere-Vinitaly grazie alla partnership con Pacco Communication, si terrà a Shenzhen World, a Shenzhen, dal 26 al 28 agosto.
A Wine to Asia – che punta a diventare la manifestazione di riferimento degli operatori nella Great Bay Area, regione in cui opera il 30% dei professionisti in wine and spirits – saranno presenti più di 450 espositori e si prevedono circa 10,000 visitatori.

L’evento proporrà tre giorni di incontri, degustazioni e opportunità di networking, durante i quali produttori provenienti da tutto il mondo potranno incontrare i più importanti buyer asiatici.
Unica Fiera del Sud della Cina, Wine to Asia ospiterà i padiglioni nazionali ufficiali di Italia, Cile, Portogallo, Sudafrica, Slovenia, Argentina e delle regioni vitivinicole di Yantai, Sud de France e Rioja. Nel corso della manifestazione ci saranno più di 20 masterclass; ad aprire la fiera una Grand Opening masterclass dedicata al vino italiano a cura dell’esperto internazionale Ian D’Agata. A seguire, per la prima volta in Cina, la produttrice di vino cinese, Judy Chan, presidente della cantina Grace Vineyards, che terrà un keynote speech sul vino cinese.
Tra le iniziative speciali di questa edizione il più grande padiglione dedicato ai vini naturali in Cina, Living Wine, la lounge della Burgundy School of Business (BSB), la Coffee Cocktail Experience Lounge, frutto di una cooperazione tra De Longhi e uno dei migliori cocktail bar di Cina, Hope and Sesame, lo spazio dedicato all’Associazione delle Donne del vino in Cina (WINWSA), la prima masterclass del vino brasiliano in Cina promossa dalla fiera di Veronafiere in Sudamerica, Wine South America, i Fuorisaloni della Great Bay Wine Week e le collaborazioni con il World Baijiu Day nel campo dei Baijiu cocktails e con il primo e unico centro di diplomi dedicato alla Baijiu, CBC. (aise) 




India: custodia cautelare per un italiano accusato di entrare illegalmente nel Paese asiatico. Rischia 8 anni di carcere

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federico negri 675x370.jpgSi chiama Federico Negri, ha 28 anni ed è originario della provincia di Alessandria. È stato arrestato per aver attraversato un ponte in Nepal ed essere entrato in India senza pagare la tassa necessaria per ottenere il visto ed entrare in India. Rischia otto anni di carcere.

A la Repubblica, la madre del 28enne, Silvana Orsini, ha spiegato: “Mio figlio rischia fino a otto anni di carcere. Ero al telefono con lui quel giorno quando mi ha comunicato che stava entrando in India”.

Al momento del fermo da parte delle autorità indiane, Federico Negri stava per rientrare in Italia dopo aver effettuato un viaggio di due anni e mezzo tra la Cina e il Nepal.

In seguito all’arresto, la madre del 28enne, insieme al marito e alla figlia, si è rivolta alla Farnesina e ha chiesto aiuto anche al presidente della Repubblica per riportare il figlio a Pozzo Formigaro, località in cui la famiglia risiede.

Ad assistere Negri in collaborazione con un legale del posto, è l’avvocato Claudio Falleti che ha spiegato: “È stato arrestato il 5 luglio con l’accusa di essere entrato illegalmente nello stato dell’Uttar Pradesh, attraverso un ponte al confine tra Nepal e India – e ha aggiunto –. Ho chiesto al ministero una visita consolare in carcere per verificare le condizioni di salute di Federico. Chiediamo che il consolato sia presente alle udienze, è urgente che la Farnesina faccia tutto il necessario per tutelarlo. Stiamo formulando un appello contro la decisione del giudice che ha respinto la richiesta di liberazione su cauzione nell’udienza dell’8 agosto. Chiederemo che la magistratura superiore la riveda”.

Nella giornata di lunedì 8 agosto, era attesa la scarcerazione di Federico Negri ma l’arresto è stato convalidato e l’istanza rigettata. I legali, quindi, sono impegnati nella preparazione dell’appello mentre il giovane è recluso nel carcere indiano di Maharajganj da oltre un mese.

A comunicare l’arresto alla famiglia, è stato il maresciallo dei carabinieri di Pozzolo Formigaro: “Lo abbiamo saputo 4 giorni più tardi”.

Il 28enne di Alessandria era partito per la Cina poco prima dell’avvento della pandemia Covid. Per due anni è mezzo, ha vissuto in Cina, poi in Nepal, a Pokhara e Katmandu, svolgendo il lavoro di cuoco o d’imbianchino.

da Il Fatto Quotidiano




Singapore: trasloca l’Ambasciata

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07singapore“Dopo oltre trent’anni ci siamo trasferiti al 33mo piano di Republic Plaza, a Raffles Place, 9. Uno spazio più accessibile, più sicuro, più prestigioso”. Così l’ambasciatore italiano a Singapore, Mario Vattani, presenta la nuova sede diplomatica che tornerà ad aprire al pubblico domani, 8 agosto.
Si tratta, riporta l’Ambasciatore in un messaggio su facebook, di uno spazio “più ampio, per accogliere anche gli uffici dell’addetto alla difesa, dell’addetto scientifico, della Banca d’Italia, e presto di un addetto culturale”.
“Trasferire un’Ambasciata non è un’impresa facile”, sottolinea Vattani. “Per questo dobbiamo essere davvero grati al nostro personale che con grande cura e spirito di servizio ha assicurato uno spostamento fluido e efficiente”.
“Questo è un investimento importante: testimonia in modo concreto l’attenzione che l’Italia dedica a Singapore e alla regione del sud est asiatico”, evidenzia l’ambasciatore, che aggiunge: “questa sede sarà anche una vetrina delle eccellenze italiane e della nostra innovazione, con uno spazio a disposizione dei nostri migliori artisti, dei nostri designer, delle nostre aziende, che ci permetterà di presentarci in modo adeguato a un pubblico curioso e esigente, che merita di conoscere meglio l’Italia e tutto ciò che ha da offrire in termini di qualità, inventiva, scienza e tecnologia, ricerca e creatività”. (aise) 




Pechino ammette: “Stiamo verificando la capacità di attacchi” a Taiwan

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135917056 d6f5c2c1 d1b3 43ee 87a1 c42465bf09b5L’agenzia di stampa statale cinese Xinhua ha pubblicato la fotografia di un soldato dell’Esercito popolare di liberazione che segue una fregata taiwanese, a poche centinaia di metri, con un binocolo: sullo sfondo dell’immagine ci sono le montagne della contea di Hualien, sulla costa orientale di Taiwan.

Secondo l’esercito cinese, la foto è stata scattata da una delle sue navi militari nelle immediate vicinanze della costa di Taiwan: questo scatto potrebbe essere il più vicino alla costa taiwanese mai preso dalle truppe cinesi. La foto è diventata rapidamente virale sui social media cinesi.

L’esercito cinese ha anche diffuso il video di uno dei suoi piloti di caccia che mostra la costa e le montagne di Taiwan dalla sua cabina di pilotaggio in pieno volo.

Le forze armate di Taiwan hanno dichiarato di aver osservato “molteplici” aerei e navi cinesi che operavano nello Stretto di Taiwan sabato, ritenendo che stessero simulando un attacco all’isola principale della democrazia autogovernata.

Le forze di Taipei hanno “individuato più gruppi di aerei e navi comuniste che svolgevano attività intorno allo Stretto di Taiwan, alcuni dei quali hanno attraversato la linea mediana. Si è ritenuto che stessero conducendo una simulazione di attacco all’isola principale di Taiwan”, ha dichiarato il ministero della Difesa in un comunicato.

La versione del Comando orientale dell’Esercito popolare di liberazione cinese dice che il terzo giorno di esercitazioni militari cinesi nello Stretto di Taiwan si è focalizzato sulla “verifica della capacità di attacchi terrestri e marittimi” all’isola.

Nella breve nota quotidiana di aggiornamento sulle imponenti manovre avviate da Pechino in risposta alla visita a Taiwan della speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi, il Comando orientale ha aggiunto anche di avere proseguito le esercitazioni in mare e negli spazi aerei a Nord, Sud-Ovest e a Est dell’isola.




Italiana a Taiwan: “”La vita è normale, ma la guerra è un incubo”

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download“La settimana scorsa una notte c’è stato un temporale molto forte che in otto anni non avevo mai sentito, mi sono svegliata di soprassalto ed ero convinta che fosse la guerra”: Elena è un’italiana di 36 anni che vive a Taiwan dal 2014 e ai venti di guerra attorno all’isola ormai si è abituata. La tensione degli ultimi giorni, però, da quando è stata preannunciata la visita della speaker della Camera dei rappresentanti Usa, Nancy Pelosi, l’ha colpita.

“Noi qui stiamo svolgendo la vita di sempre, non è cambiato nulla”, assicura Elena in un’intervista all’AGI, “lavoriamo e continuiano le attività di tutti i giorni e amici e parenti non sono troppo preoccupati. I taiwanesi sono coraggiosi e sono abituati alle minacce e all’attenzione mediatica. Un mio ex collega italiano è dovuto tornare in patria al capezzale della madre ma vuole tornare perché qui vive bene. Non si vedono assalti ai supermercati, solo qualche grande camion militare in più per le strade“.

La sua casa è a Taoyuan, nella zona più industrializzata dell’isola un’ora di auto a nord di Taipei, dove risiede con il marito taiwanese Louis, titolare di un’azienda a conduzione familiare, e i loro due figli, Shao di cinque anni e Ann di due. Elena lavora in modo saltuario e in questo periodo sta facendo un corso di salvataggio in mare.

Alle minacce cinesi i 23 milioni di taiwanesi hanno ormai fatto il callo anche se stavolta, con le imponenti manovre militari nello Stretto, fanno più paura. “I bambini hanno solo il passaporto taiwanese e gli stiamo facendo anche quelli stranieri (Elena ha la cittadinanza italiana e britannica, ndr) nel caso si dovesse fuggire”, riferisce.

“La settimana scorsa si è tenuta l’esercitazione con cui due volte all’anno si simula un attacco e si deve restare tutti in casa per mezz’ora”, racconta Elena, “quando ne parliamo in casa c’è un po’ di paura che stavolta ci sia davvero la possibilità che si arrivi a una guerra”.

“Nessuna preoccupazione, non siamo ancora pronti a diventare cinesi”, rassicura il marito Louis. Ma per Elena anche lui ha il timore che nel caso di un attacco di Pechino l’isola non riuscirebbe a resistere. Del resto i telegiornali a Taiwan non parlano d’altro e le notizie sulle tensioni con la Cina hanno soppiantato quelle sulla pandemia.

“Nessuno ha capito il vero senso di questa visita di Nancy Pelosi, non ha fatto dichiarazioni o annunci particolari e allora ci si chiede: cosa cambia?”, sottolinea Elena. “Gli Stati Uniti promettono sostegno ma c’è poca concretezza, alla fine Taiwan è da sola di fronte alla potenza cinese e c’è la paura di perdere la libertà con ripercussioni anche per le attività economiche”. “Louis”, conclude, “non vorrebbe che i bambini crescessero in un mondo monopolizzato dalla Cina come ormai avviene a Hong Kong”.

agi.it




Pechino mette Taiwan in una morsa. Convocati ambasciatori di Paesi G7 e Ue

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downloadIl ministero degli Esteri cinese ha convocato ambasciatori e incaricati d’affari dei Paesi del G7, compresa l’Italia, e dell’Unione Europea in Cina per manifestare il disappunto di Pechino rispetto al comunicato di ieri che richiamava ai rischi di una “escalation non necessaria” e di una destabilizzazione nello Stretto di Taiwan.

A quanto apprende l’AGI, l’incontro è avvenuto nella giornata di oggi. La Cina ha lanciato le più grandi esercitazioni militari mai avviate nello Stretto di Taiwan, circondando l’isola all’indomani della fine della visita della speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi.

Le Forze Armate del Comando Orientale dell’Esercito Popolare di Liberazione “hanno condotto un addestramento a fuoco vero a lungo raggio nello Stretto di Taiwan e hanno effettuato attacchi precisi su aree specifiche che hanno raggiunto i risultati attesi”, si legge nella nota emessa dalle Forze Armate cinesi, che successivamente hanno portato a sette le aree circostanti Taiwan interessate dalle esercitazioni militari che si protrarranno fino a lunedì prossimo.

Oltre 100 aerei e una flotta

La Cina ha inviato oltre cento caccia, bombardieri e altri aerei militari nelle aree dove si tengono le esercitazioni militari attorno a Taiwan, le più grandi mai avviate da Pechino, in risposta alla visita sull’isola della speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi.            Inoltre, nelle acque circostanti l’isola, sono stati schierati più di dieci tra cacciatorpedinieri e fregate. Sono le cifre riportate dal Comando Orientale dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese, che ha in carico le operazioni attorno a Taiwan, sul proprio account Weibo. I mezzi aerei sono stati impiegati nelle aree a nord, sud-est e sud-ovest dell’isola per “ricognizioni congiunte diurne e notturne, assalti aerei, coperture di supporto e altri compiti”, si legge nella nota diffusa sul più popolare social network cinese, mentre le unità navali hanno compiuto operazioni di “chiusura e controllo congiunte” e altre operazioni.

“Prepararsi alla guerra senza cercare la guerra”

In risposta al “comportamento irrazionale” del Partito Comunista Cinese, il Ministero della Difesa di Taiwan ha dichiarato di attenersi al principio di “prepararsi alla guerra senza cercare la guerra”. Sul piano delle operazioni, cacciatorpedinieri cinesi sono stati avvistati al largo delle coste di Hualien, nella parte orientale di Taiwan fin dalla mattina di oggi, e dieci navi hanno solcato la linea mediana dello Stretto di Taiwan.

A Xiamen, di fronte allo Stretto di Taiwan e a soli pochi chilometri dall’isola taiwanese di Kinmen, immagini circolanti on line mostrano lunghe colonne di mezzi blindati e anfibi. Secondo quanto riporta la Afp, l’esercito cinese ha sparato proiettili dall’isola Pingtan, nella provincia cinese del Fujian, che si affaccia sullo Stretto, ma soprattutto Pechino ha confermato di avere condotto “con successo” esercitazioni missilistiche colpendo “tutti i bersagli con precisione”.

Tokyo: 5 missili nella nostra zona esclusiva

“Cinque missili balistici cinesi si ritiene siano caduti nella zona economica esclusiva del Giappone per la prima volta”. Lo ha denunciato il ministro della Difesa di Tokyo, Nobuo Kishi. Il Giappone ha inoltrato “una protesta alla Cina attraverso i canali diplomatici”, ha fatto sapere Kishi, puntando il dito contro “un problema serio che riguarda la nostra sicurezza nazionale e la sicurezza dei nostri cittadini”.  La prefettura giapponese di Okinawa è vicina a Taiwan. E’ la prima volta che missili cinesi finiscono nella zona economica esclusiva del Paese del Sol Levante che copre 200 miglia nautiche a partire dalle acque territoriali.Si ritiene che quattro dei cinque missili balistici cinesi caduti nella zona economica esclusiva del Giappone “abbiano sorvolato l’isola principale di Taiwan”. Lo ha affermato il ministero della Difesa del Giappone. Tokyo ha presentato una protesta diplomatica con la Cina, mentre Pechino ritiene che le esercitazioni militari su larga scala siano avvenute nelle acque intorno a Taiwan

La condanna di Taiwan

Taiwan ha condannato il lancio di missili: sono stati undici i Dongfeng, i missili balistici di Pechino, sparati dall’Esercito Popolare di Liberazione nella giornata di oggi, secondo i rilevamenti di Taipei, in acque a nord, sud ed est dell’isola: le Forze Armate di Taiwan, ha reso noto ancora il ministero della Difesa, hanno schierato “vari meccanismi di allerta precoce, sorveglianza e ricognizione per cogliere istantaneamente le dinamiche di lancio e attivare i sistemi di Difesa pertinenti”.

La possibilità di un’escalation militare preoccupa anche la capitale dell’isola: un portavoce della municipalità di Taipei, citato dai media locali, ha incoraggiato i residenti a scaricare una app che riporta gli oltre cinquemila rifugi anti-aerei della città. Oltre alle operazioni militari, la tensione tra Taiwan e Cina comprende anche l’arresto di un attivista per l’indipendenza dell’isola, Yang Chih-yuan, arrestato su accuse relative alla sicurezza nazionale a Wenzhou, nella Cina orientale: il Consiglio per gli Affari della Mainland, l’organo di Taiwan che si occupa delle relazioni con Pechino, ha emesso un avviso per scoraggiare i viaggi in Cina.

Tensione diplomatica

All’indomani della visita di Pelosi a Taiwan, definita “maniacale, irresponsabile e altamente irrazionale” da Pechino, la tensione rimane altissima anche sul piano diplomatico.

Il G7 e l’Alto Rappresentante Ue per le Politiche Estere e di Sicurezza, Josep Borrell, hanno chiesto a Pechino di trattenersi da una “aggressiva attività militare” per il rischio di una “escalation non necessaria” che rischia di destabilizzare la regione, e di “non cambiare unilateralmente lo status quo con la forza”.

Per Pechino le azioni per difendere la sovranità sono “giustificate e legittime”: la Cina ha respinto in toto il comunicato del G7, definendolo “spudorato” e animato da una “logica da banditi”.

Da Phnom Penh, dove si trova per un incontro dei ministri degli Esteri dell’Asean, il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha poi incolpato gli Stati Uniti di avere “provocato guai” e “creato la crisi” attorno a Taiwan.

Le tensioni su Taiwan si sono ripercosse anche nelle relazioni, già complicate, tra Cina e Giappone: la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha confermato che un previsto incontro tra Wang e il suo omologo giapponese, Yoshimasa Hayashi, è stato cancellato in seguito al comunicato emesso dai Paesi del G7.

Stoltenberg: “La Cina non esageri nella reazione”

“La visita di Nancy Pelosi” a Taipei “non dà motivo alla Cina di reagire in modo esagerato, di minacciare Taiwan o di usare una retorica minacciosa”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. “Gli Stati Uniti e altri alleati della Nato hanno regolarmente visitato Taiwan con alti funzionari nel corso degli anni, e quindi questo non dà motivo alla Cina di reagire in modo eccessivo”, ha aggiunto il numero uno dell’Alleanza atlantica.

agi.it




La Cina si esercita lanciando missili vicino a Taiwan

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1659596410549 pingtanLa Cina ha dato il via all’esercitazione militare intorno a Taiwan, annunciata come rappresaglia contro la visita sull’isola da parte della Speaker americana Nancy Pelosi.

La Cina ha lanciato diversi missili balistici nelle acque intorno alle coste nord orientali e sudoccidentali di Taiwan, rendono noto dal ministero della Difesa di Taiwan specificando che si tratta di missili Dongfeng e che il lancio è iniziato a partire dalle 13.56 ora locale.

“Non vogliamo l’escalation, ma non arretreremo quando si tratta di sicurezza e sovranità”, ha affermato in un tweet il ministero della Difesa di Taiwan.

Il ministero della Difesa di Taipei ha ribadito di “rispettare il principio di prepararsi alla guerra senza volerla”, mentre il ministero degli Esteri esorta la comunità globale a chiedere alla Cina di fermare le attività militari.

Le manovre militari, che dureranno 4 giorni, sono le più ampie esercitazioni mai realizzate da Pechino intorno a Taiwan, considerata dalla Cina una sua provincia ribelle. Il ministero della Difesa cinese ha diffuso una mappa dell’area divisa nelle sei zone – alcune distanti appena 12 miglia dalla costa di Taiwan – in cui intende realizzare esercitazioni marittime ed aeree che comprendono appunto il lancio di proiettili. Aerei e navi commerciali sono stati invitati a rimanere lontani dall’aerea dell’esercitazioni che Taiwan denuncia essere una violazione della sua sovranità e di fatto un blocco dell’isola.

Il Comando delle forze aeree di Taiwan ha denunciato inoltre incursioni di 27 caccia cinesi oggi nel proprio spazio aereo, all’indomani dalla partenza dall’isola della Speaker americana Nancy Pelosi, visita che ha fatto infuriare Pechino. Nel dettaglio a violare la Zona d’identificazione della difesa aerea di Taiwan (Adiz) sono stati sei caccia J11, cinque caccia J16 e 10 caccia Su 30, secondo il comunicato diffuso oggi dal ministero della Difesa di Taiwan che nella giornata precedente aveva denunciato 21 incursioni di aerei cinesi.

Il portavoce della missione cinese presso la Ue, Zhang Ming, contesta la recente dichiarazione dei ministri degli Esteri del G7 ed avvisa che Pechino risponderà a “qualsiasi azione che viola la sovranità e l’integrità territoriale della Cina”. “Taiwan fa parte del territorio cinesi e intromettersi nelle sue questione è una violazione della sovranità cinese”, ha poi specificato.

Nel comunicato diffuso la notte scorsa, i ministri del G7 esortavano a “preservare la pace e la stabilità” nello stretto di Taiwan dopo la visita a Taipei di Nancy Pelosi e a mantenere “il diritto internazionale”, esprimendo preoccupazione “per gli annunci e le parole minacciose della Cina, specialmente in relazione alle esercitazioni militari e la coercizione economica che potrebbero innescare una escalation non necessaria”.

Usa

La portaerei USS Ronald Reagan è diretta nell’area dell’oceano che comprende le acqua a sud est di Taiwan, mentre la Cina è impegnata nelle esercitazioni militari nei pressi dell’isola, ha riferito un portavoce: “La portaerei Ronald Reagan e il suo gruppo di attacco sono in navigazione nel Mar delle Filippine continuando le loro normali operazioni previste nell’ambito del pattugliamento a sostegno dell’Indo Pacifico libero e aperto”.

Borrell

“Non c’è giustificazione all’uso di una visita come pretesto per attività militari nello Stretto di Taiwan”, scrive Josep Borrell su Twitter, rilanciando la dichiarazione diffusa la notte scorsa dai ministri degli Esteri del G7 e condannando di fatto l’avvio delle esercitazioni militari da parte della Cina come rappresaglia per la visita a Taipei di Nancy Pelosi. “E’ normale e di routine che i legislatori dei nostri Paesi compiano missioni internazionali”, aggiunge l’Alto rappresentante per la politica estera Ue che “incoraggia tutte le parti a rimanere calme, esercitare moderazione e agire con trasparenza”.

adnkronos.com




Missione italiana per salvare le tartarughe delle Maldive

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catturaSalvare le tartarughe marine dell’arcipelago delle Maldive, nell’Oceano Indiano.

La ‘missione’ è stata affidata a una task force, nata dall’accordo tra l’Università di Milano-Bicocca e l’Associazione Benessere Animale (Aba), che dovrà monitorare, analizzare e salvaguardare le tartarughe, grazie anche al supporto del MaRHE Center, il Centro di ricerca di eccellenza dell’ateneo milanese, situato alle Maldive e dotato di grandi apparecchiature e laboratori all’avanguardia. Il gruppo sarà guidato da Paolo Galli, professore di Ecologia del dipartimento di Scienze dell’ambiente e della terra dell’Università e direttore del MaRHE Center, e dal veterinario Giordano Nardini, presidente di Aba e tra i massimi esperti mondiali nella cura delle tartarughe marine.

La collaborazione inizialmente si focalizzerà sulla ricerca di marcatori molecolari di stress nelle tartarughe marine: mediante l’analisi di un piccolo prelievo di sangue dagli animali, l’equipe di ricercatori e veterinari potrà valutare il loro stato di salute. L’analisi verrà effettuata di volta in volta mediante strumentazione all’avanguardia in grado di restituire valori dei parametri biochimici ed ematologici dei singoli campioni. E verrà valutata la presenza di malattie infettive o traumi provocati ad esempio da impatti con natanti, detenzioni in cattività o battute di pesca. In un secondo momento, gli studi verranno incentrati sul momento della riproduzione, con azioni di monitoraggio nei siti di nidificazione.

Nella task force verranno coinvolti non solo i ricercatori del MaRHE Center ma anche gli studenti del corso di laurea magistrale in Marine Sciences dell’Università di Milano-Bicocca. Le competenze di ecologia marina dell’ateneo milanese saranno fondamentali per studiare il comportamento, i siti di riproduzione, la riduzione della mortalità causata dalla pesca professionale. Ulteriore obiettivo dell’accordo, la delineazione di linee guida da adottare per un comportamento responsabile da parte della comunità locale e dei turisti, che vengono in contatto, nelle acque dell’Oceano Indiano, non solo con le tartarughe ma anche con animali quali squali, balene, delfini: dal rispetto dell’ambiente (per esempio, non lasciare rifiuti di plastica nel mare, facilmente confondibili dalle tartarughe come cibo) al rispetto dell’habitat e delle abitudini della fauna locale (per esempio, non disturbare i siti di nidificazione o le fasi di cova).

agi.it




Paolo Dodaro, da Roccelletta di Borgia in Calabria a Chef italiano più famoso in Cina

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dodaro1Per descrivere Paolo e tutto il suo percorso di vita e di lavoro bisogna, necessariamente, prima parlare della passione e del cuore che ha saputo e che sa mettere in tutta la sua cucina che unisce, quasi in un abbraccio, sia il gusto mediterraneo che le spezie orientali.
Dopo la sua vittoria a Masterchef Cina nel 2016 e 3 anni come giudice nella stessa competizione e la conseguente scalata verso il successo, anche la soddisfazione del titolo di ambasciatore del Food & Beverage Europa-Asia.
La sua passione è nata in Calabria, in famiglia, il suo innato talento lo ha portato ovunque nel mondo: Dubai, Germania, per 18 anni, Stati Uniti e poi la Cina, a Shangai, dove ha potuto realizzare tutti i suoi programmi di vita e di lavoro insieme alla sua famiglia, una moglie di origine cinese ed un figlio.
dodaro4La Cina, un paese nel suo cuore da sempre, per via di una lontana amicizia, anche se, comprensibilmente, non è stato facile, ovviamente e soprattutto per la lingua, ma che non gli ha impedito di ricevere tanti premi e riconoscimenti.
Della Calabria gli mancano i profumi ed i sapori, oltre che la sua famiglia di origine, da cui ha ereditato geneticamente la proverbiale caparbietà oltre alla frustrazione di dover andare lontano per poter realizzare i propri sogni.
È stato anche insignito come ambasciatore della cultura e celebrità calabrese nel mondo.
Ed è proprio in questi giorni che sta nascendo un progetto a cui tiene molto, unitamente alla dirigenza di Casa Calabria International, la nuova associazione dei calabresi nel mondo, impegnata a individuare percorsi di crescita e sviluppo sul territorio favorendo l’interscambio con i calabresi lontani, una serie di iniziative con incontri in programma per questo autunno-inverno a Vancouver, Calgary e Toronto in Canada, dando così nuova linfa anche all’altro suo aspetto, peculiare e personale, quello imprenditoriale.
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Tortina di panna cotta e lamponi 
Ingredienti panna cotta
bacche di vaniglia 1
gelatina alimentare 4
panna fresca liquida 700g
zucchero 40 g   Tortina
Preparazione panna cotta
Mettete il pentolino sul fuoco; quando la panna sfiorerà il bollore, spegnete.  Estraete la bacca (serviva solo per intensificare il sapore di vaniglia), unite la gelatina alimentare strizzata per bene (o scolata con un passino) e mescolate  per 1 minuto. Versate il composto in 6 stampini da 70 g l’uno che metterete in frigorifero per almeno 4 ore.
Come sformarla
Quando dovrete servirla, preparatevi a sformarla in questo modo: scaldate     dell’acqua in un pentolino e quando bollirà spegnete il fuoco e immergete per un secondo lo stampino fino al bordo (attenzione a non fare entrare acqua nella panna cotta!), quindi capovolgete lo stampo direttamente nel bicchiere di cioccolato con dentro la salsa di lamponi, se serve aiutatevi a fare fuoriuscire la panna cotta con un coltellino (questo passaggio serve a eliminare il vuoto d’aria), facendo attenzione a non rovinarla. Se invece utilizzerete uno stampo in silicone, fate congelare le panna cotte e poi sformatele, lasciandole rinvenire prima di servirle.
I bicchierini di cioccolato
Sciogliete e temperate il cioccolato. Colate il cioccolato fuso nei bicchierini da stampo di silicone . Roteate il bicchierino in modo da coprire tutta la superficie con il cioccolato, quindi fate colare via il cioccolato in eccesso. Facciamo riposare in frigorifero per 15 minuti.
Per i bicchierini di cioccolato:
300 g cioccolato fondente al 75%
Per la salsa di lamponi
250 g  lamponi
60 g zucchero
30 g succo di limone
q.b .vaniglia
1/Gelatina
Preparazione
In una padella, versate i lamponi  lo zucchero e il succo di limone. Mettete la padella sul fuoco e cuocete il tutto per pochi minuti, giusto il tempo che i lamponi appassiscano (basteranno 5-7 minuti).
Togliete la padella dal fuoco, versatene il contenuto nel frullatore e frullatelo fino al ottenere una crema omogenea (volendo, si può frullare anche col il frullatore a immersione). E    subito dopo inserite un foglio  di gelatina .
A questo punto la salsa ai lamponi è pronta. Se volete una salsa di  più delicata, potete passarla in un colino dalle maglie strette, in modo da eliminare qualche semino rimasto al suo interno e rendere il coulis classico meno “opaco” e più “trasparente”. Appena raffreddata sistematela dentro il bicchiere di cioccolato e subito dopo inserite la panna cotta , decorando con pistacchio fresco di buona qualità con sopra un dadino di cioccolato e una punta di salsa di lamponi.
Decorate con punte di colori rosso di salsa  di lamponi sul piatto come       nella foto, facendo un cerchio di  1cm di cioccolato al centro della panna cotta e lampone fresco e inserite a ruota dei pistacchi freschi attorno la panna cotta.