A Montreal il cinema parla italiano

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screen shot 2022 03 30 at 12.08.50 pm 620x264Montréal – L’Istituto Italiano di Cultura di Montréal annuncia che, grazie alla fruttuosa collaborazione intrapresa con il Festival Cinéma du Monde di Sherbrooke (FCMS), presenterà le seguenti produzioni italiane, a  La Maison du Cinéma  (63, rue King O. Sherbrooke) .

Venerdì 8 abril, ore 18:30
“Ariaferma” de Leonardo Di Costanzo
Italia, Svizzera | 2021 | 1 h 57 min | italiano | Sottotitoli: Francese

Venerd 8 abril, ore 20:30
“Anima Bella” de Dario Albertini
Italia | 2022 | 1 h 35 min | italiano | Sottotitoli: Inglés

Sabato 9 abril, ore 12:30
“Teorema” de Pier Paolo Pasolini
Italia | 1968 | 1 h 38 min | Italiano-Inglés-Spagnolo | Sottotitoli: Inglés

Sábado 9 de abril, mineral 15:30
“Futura” de Pietro Marcello, Francesco Muzzi y Alice Rohrwacher
Italia | 2021 | 1 h 50 min | italiano | Sottotitoli: Inglés

Sabato 9 abril, ore 18:30
“Bienvenida Venecia” de Andrea Segre
Italia | 2020 | 1 h 40 min | italiano | Sottotitoli: Inglés

Domenica 10 abril, ore 15:30
“El rey de la risa” de Mario Martone – Estreno Québécoise
Italia | 2021 | 2 h 13 min | italiano | Sottotitoli: Inglés

Martes 12 de abril, mineral 15:30
“Californie” de Alessandro Cassigoli y Casey Kauffman
Italia, Francia | 2021 | 1 h 20 min | italiano | Sottotitoli: Francese

Martedi 12 abril, ore 18:30
“Il legionario” di Hleb Papou
Italia, Francia | 2021 | 1 h 21 min | italiano | Sottotitoli: Francese

Mercoledi 13 de abril, mineral 18:30
“Miss Marx” de Susanna Nicchiarelli – Première canadienne
Italia, Belgio | 2020 | 1 h 47 min | Inglés | Sottotitoli: Inglés

Mercoledì 13 abril, or 18:30
“Tres Pisos” di Nanni Moretti
Italia, Francia | 2021 | 1 h 59 min | italiano | Sottotitoli: Inglés

Per la sua 9ª edizione, il FCMS propone más de 130 películas (68 pulmones de ficción, 32 pulmones de documental y 32 cortometraggi), probadas en 50 países, después de 20 eventos, en 8 series diversas. Por el programa completo ed i biglietti: https://fcms.ca.




Il gonfalone del Cammino da San Marco vola in Canada coi Veneti nel Mondo

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5venetimontrealNella splendida cornice di Bassano del Grappa, Aldo Rozzi Marin, Presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo, assieme a Matteo Grigoli, Presidente dell’Associazione San Marco Evangelista, ed Ettore Beggiato, Presidente Onorario dell’Associazione Veneti nel Mondo, hanno consegnato venerdì scorso, 1° aprile, il Gonfalone dell’XIII Edizione del Cammino Da San Marco a San Marco a Fabio Mincato della comunità veneta di Montreal, in Canada.
Consulente aziendale con pluriennale esperienza nell’internazionalizzazione delle imprese, Fabio Mincato, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, è Presidente di Innovations America Europe Inc. società di consulenza canadese che sviluppa e combina le diverse discipline dei servizi per l’area di business internazionale e scambi di tecnologie e progetti. Già membro del Comitato Direttivo della Comunità Scientifica degli Italiani in Canada e vice Presidente della Società Dante Alighieri Montréal – Canada. Da anni cura i rapporti tra il Veneto, suo paese natale, e la comunità veneta del Québec.
Alla cena organizzata per la consegna del gonfalone, tra menu della tradizione veneta – del ristorante El Piron di Bassano del Grappa – e canti popolari, hanno preso parte anche alcuni rappresentanti del circolo Veneti nel Mondo Sardegna, del circolo Veneti nel Mondo Repubblica Dominicana e alcuni soci dell’Associazione Veneti nel Mondo.
Da San Marco a San Marco è un cammino che già nel nome richiama l’amato Patrono veneto, simbolo di splendore per oltre mille anni con la Repubblica Serenissima. Il gonfalone con il Leone alato parte da Piazza San Marco di Pai di Sopra, frazione di Torri del Benaco sul Lago di Garda, e arriva a Piazza San Marco di Venezia, portando un messaggio di unione e solidarietà, di Fede e Amore, nella memoria di un popolo che sta riscoprendo sempre più le radici profonde della sua identità. Lungo questo tracciato da ovest a est, dal lago al mare, la linea segnata dal passaggio della bandiera di San Marco unisce idealmente tutto il Veneto.
Il Cammino Da San Marco a San Marco, curato con fede e passione dal veronese Matteo Grigoli, è un’iniziativa organizzata dall’Associazione Culturale San Marco Evangelista in collaborazione con l’Associazione Veneti nel Mondo e l’Associazione Veneto Nostro – Raixe Venete, con il patrocinio della Regione del Veneto, del Patriarca di Venezia e della Diocesi di Verona, per diffondere e valorizzare la cultura e la lingua dei veneti, che stanno tornando ad essere consapevoli della loro grande storia (www.dasanmarcoasanmarco.com). Protagonista è la storica bandiera di San Marco che passa di mano in mano e viene stretta da centinaia di veneti.
Dopo la conclusione in Basilica a Venezia, ogni anno l’associazione Veneti nel Mondo si impegna a portare il gonfalone del leone alato di San Marco ad una delle proprie comunità venete all’estero, per il 2022 la scelta è ricaduta nella comunità veneta del Canada.
“Noi Veneti ci riconosciamo in questa immagine come esempio di forza, di volontà, di giustizia e di fede – ha commentato Aldo Rozzi Marin, Presidente Associazione Veneti nel Mondo -. Questi sono i valori che molto spesso ci rendono riconoscibili gli uni gli altri. Avere la bandiera di San Marco nelle nostre case, non è un souvenir ma è tenere vivo il legame delle nostre famiglie con la terra da cui sono partite. W San Marco!”. (aise) 




A Toronto “Italian expat meet & greet”

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2meetUn incontro dedicato agli italiani arrivati a Toronto negli ultimi 20 anni: questo è “Italian expat meet & greet”, evento in programma il prossimo 8 aprile, dalle ore 18.30, al Columbus Center (901 Lawrence Ave. West,) di Toronto.
Organizzato da Villa Charities, AIRicerca Toronto Chapter, Comites e Italiani a Toronto, l’incontro nasce con l’obiettivo di far incontrare i nuovi emigrati in Ontario, con l’accompagnamento di un bicchiere di vino e un piatto di pasta preparato dallo chef Luciano Schipano.
Per partecipare occorre prenotarsi qui. (aise) 




Canada: “Made in Italy”, scintillante e toccante ritratto di due generazioni

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actc made in italy pr 6 sLe “cronache familiari” che Farren Timoteo ha distillato nella sua commedia Made in Italy, in scena all’ Arts Club Theatre di Granville Island dal 17 marzo al 17 aprile, hanno il sapore del vino genuino fatto in casa. Questa scintillante eppure toccante sarabanda di personaggi, tutti interpretati con affettuoso umorismo dallo stesso Timoteo, rappresenta un patrimonio comune di ricordi, rievoca il vissuto di due generazioni di italiani immigrati in Canada e presenta, con il pretesto di una irrestibile comicità, una occasione di riflettere sul complesso tema dell’identità e del retaggio culturale, sulle dinamiche di integrazione e assimilazione, sul senso di alienazione e sulla discriminazione subita da chi non appartiene alla cultura dominante. Questi temi sono stati al centro di quasi tutta la produzione letteraria degli scrittori italo-canadesi ed emergono anche in Made in Italy, ma con levità e sorriso che  sdrammatizzano ciò che in molte storie di vita vissuta è stata una autentica sofferenza.

actc made in italy pr 8 sFrancesco Mantini, questa l’esile storia, è un ragazzo italo-canadese di seconda generazione che vive a Jasper, Alberta. Preso di mira dai coetanei per la sua estraneità alla cultura dominante, si ritaglia un suo spazio vitale trasformandosi in Frank Martin, un disinvolto, trascinante uomo di spettacolo  nonché latin lover che si ispira a Dean Martin, ma nello stesso tempo deve confrontarsi con la visione e le speranze di carriera  tradizionale che il padre Salvatore nutre per lui. Sullo sfondo del rapporto fra padre e figlio, ognuno di loro teso a difendere il proprio mondo, cioè le tradizioni avite  per Salvatore e l’ansia di sentirsi inserito nel nuovo ambiente da parte di Francesco, appaiono e scompaiono altri personaggi: il cugino Peppino, lo zio Filippo e la moglie, la vicina pettegola, insomma un coro di vivide caratterizzazioni che Timoteo rende con esilaranti e rapidissimi cambiamenti di atteggiamento, espressione e smorfie. In scena, un monumentale tavolo di legno lucido domina un salotto ispirato dai sogni di prosperità che ogni immigrato coltiva, e altrettanti maestosi cassettoni e sedie dalle volute barocche fanno da complemento ai quadri di santi e parenti che tappezzano la parete. Questa ambientazione, creata da Cory Sincennes, raggiunge il massimo dell’efficacia con relativamente il minimo dei mezzi. Il tavolo infatti diventa per Francesco un palcoscenico sul quale esibirsi, una palestra, un rifugio e per Salvatore rappresenta il centro della vita famigliare, dove gustare le predilette e idolatrate specialità gastronomiche, baccalà e zuppa compresi, dove far rivivere ricordi e ricreare le riunioni di famiglia.

actc made in italy pr 17 sFarren Timoteo regge da solo l’intero spettacolo, con una energia e un dinamismo impressionanti. Dotato di una bella e duttile voce, si esibisce in un repertorio che va dal “Magnificat” fino a “O Sole Mio” e alla disco music e usa con intelligenza e umorismo le proprie notevolissime capacità atletiche. Agile e coordinato nei movimenti, diviene irresistibile quando sulle note trionfali di Gonna Fly Now, il tema musicale di Rocky, il suo timido Francesco trova riscatto e ispirazione nell’eroe impersonato da Sylvester Stallone e si dedica a intensi quanto esilaranti allenamenti sportivi, o quando indossato un completo nero e bianco da Saturday Night Fever rievoca le mosse di John Travolta danzando scatenato sul tavolo. Il perfetto controllo della gestualità si nota anche nella interpretazione del padre Salvatore che è affettuosamente ironica senza essere caricaturale, tutti i gesti e mossette del personaggio suonano autentici e li potremmo vedere ripetuti entrando in un qualsiasi caffè italiano di Commercial Drive. Made in Italy, pur riproponendo temi cruciali della esperienza migratoria italiana in Canada, si distingue per l’energia, la vivacità comica, il ritmo sostenuto che tiene lo spettatore interessato e divertito e soprattutto perché è in grado di offrire un genuino divertimento e suscitare autentica allegria e riso.

Timoteo è un attore, commediografo e regista che vive a Edmonton ma è cresciuto a Jasper in Alberta da una famiglia di immigrati italiani e ha ereditato la passione del teatro dal padre Luigi, cantante e compositore di canzoni autodidatta, al quale la storia di Made in Italy si ispira. A soli 23 anni, nel 2006 Timoteo divenne il Direttore artistico della Alberta Opera e ha diretto da allora una serie di produzioni teatrali in tutta l’Alberta, presentandole anche a cento scuole di quella Provincia. Ha diretto fra l’altro anche  Songs for a New World (2005), e Stravinsky’s The Soldier’s Tale (2018)  per Edmonton Fringe Festival; Buddy: The Buddy Holly Story (Co-director) and The 25th Annual Putnam County Spelling Bee al Mayfield Theatre. Ha ricoperto ruoli impegnativi e diversificati come attore per Citadel Theatre e Theatre Calgary. Timoteo ha ricevuto due Elizabeth Sterling Haynes Awards: per la recitazione in Monty Python’s Spamalot e come regista di Pinocchio.

 




Elezioni Cgie/ Convocata l’Assemblea Paese in Canada

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cgie22È stata convocata per il 9 aprile l’Assemblea Paese per il Canada, che si riunirà a Ottawa, chiamata ad eleggere un membro territoriale in occasione del rinnovo del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, organismo di rappresentanza delle comunità italiane all’estero presso tutti gli organismi che pongono in essere politiche che interessano le comunità italiane all’estero.
Come previsto dagli articoli 3 e 35 della Costituzione, il CGIE ha il fine di promuovere e agevolare lo sviluppo delle condizioni di vita delle comunità italiane all’estero e dei loro singoli componenti, di rafforzare il collegamento di tali comunità con la vita politica, culturale, economica e sociale dell’Italia, di assicurare la più efficace tutela dei diritti degli italiani all’estero e di facilitarne il mantenimento dell’identità culturale e linguistica, l’integrazione nelle società di accoglimento e la partecipazione alla vita delle comunità locali, nonché di collaborazione nello svolgimento delle iniziative commerciali aventi come partner principali l’ITA (Italian Trade Agency), le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e le altre forme associative dell’imprenditoria italiana.
Sono elettori i membri di diritto dell’Assemblea Paese, cioè tutti i membri dei Comites regolarmente costituiti in Canada e i rappresentanti designati dalle associazioni delle comunità italiane in numero non superiore al 45% dei componenti dei Comites.
Possono essere eletti membri del CGIE i cittadini italiani maggiorenni residenti da almeno tre anni in Canada, sia che si tratti di partecipanti di diritto alle assemblee elettive (membri Comites e rappresentanti designati dalle associazioni) sia di candidati esterni, cioè cittadini italiani non facenti parte dei Comites né designati dalle associazioni. Questi ultimi potranno assistere ai lavori dell’Assemblea Paese senza diritto di voto né diritto al rimborso delle relative spese di viaggio.
La carica di presidente del Comites è incompatibile con quella di componente del CGIE; in caso di elezioni a membro del CGIE, sono richieste contestuali dimissioni da Presidente del Comites.
Possono presentare le loro candidature i membri di diritto dell’Assemblea Paese per il Canada. I cittadini italiani che siano membri Comites o designati dalle associazioni presentano la propria candidatura solo dopo aver ricevuto la lettera di convocazione all’Assemblea Paese, inviando la scheda di candidatura al Consolato di riferimento nella circoscrizione in cui risiedono. La scheda (completa dell’informativa sul trattamento dei dati personali) deve essere firmata e vi deve essere allegata una copia non autenticata di un documento di identità. In alternativa, essi possono presentare la loro candidatura all’Ufficio di Presidenza direttamente nel corso dell’Assemblea Paese del 9 aprile.
Possono altresì candidarsi alla carica di consigliere Cgie i candidati esterni, ovvero cittadini italiani non componenti di diritto dell’Assemblea Paese possono candidarsi facendo pervenire la scheda di candidatura al Consolato di riferimento nella circoscrizione in cui risiedono, entro il 30 marzo. La scheda (completa dell’informativa sul trattamento dei dati personali) deve essere firmata e vi deve essere allegata una copia non autenticata di un documento di identità.
Per ogni ulteriore chiarimento è possibile scrivere all’indirizzo ottawa.elettorale@esteri.it. (aise)




Comites Montreal: 7 consiglieri chiedono le dimissioni del presidente Giordano

montreal

montrealMONTREAL\ aise\ – È guerra aperta nel Comites di Montreal: sette consiglieri – gli stessi che avevano convocato un’assemblea “alternativa” il 16 febbraio scorso e poi richiesto al presidente Giordano di anticipare la seconda “ufficiale” al 23 febbraio – annunciano oggi di voler presentare una mozione in cui si chiedono le dimissioni di Giordano e l’assegnazione della presidenza a Margherita Morsella.
A firmare la mozione sono Renzo Orsi, Luisa Rabach, Paola Miserendino, Maria Ciccone, Santino Quercia, Vera Rosati e la stessa Morsella.
I firmatari chiedono che la mozione venga inserita all’ordine del giorno della assemblea di mercoledì.
I 7 consiglieri eccepiscono vizi di forma nella convocazione e tenuta della prima seduta del Comites – tra l’altro presieduta da Orsi, in qualità di “presidente provvisorio” – contestano a Giordano sia la diffusione di una bozza provvisoria del verbale della prima assemblea che la mancata integrazione dell’ordine del giorno dell’assemblea del 23 febbraio, come da loro richiesto, prevedendo la ripetizione della elezione del presidente.
Un diniego, sostengono, “non giustificato dalle norme che regolano i Comites”. I consiglieri, in particolare, citano il Direttore generale per gli italiani all’estero Vignali che – interrogato in merito – il 21 dicembre scorso scriveva che “la votazione relativa al presidente potrà comunque essere ripetuta se, all’inizio della prossima seduta, si esprimerà a favore della ripetizione del voto la maggioranza dei membri del Comitato”; affermazione, conclude la mozione, “ribadita dalla Console generale Silvia Costantini nella sua missiva del 24 dicembre alla pagina 5 paragrafo 5”.
Con la mozione, i 7 consiglieri chiedono “dimissioni immediate e irrevocabili del consigliere Vittorio Giordano dalla discussa carica di presidente del Comites di Montreal” e “che la consigliera avv. Margherita M Morsella subentri nella carica di presidente del Comites Montreal con effetto immediato”. (aise)




Premio Canada-Italia per l’Innovazione 2022

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18canadaROMA\ aise\ – L’Ambasciata del Canada in Italia ha lanciato ieri il Premio Canada-Italia per l’Innovazione 2022, che giunge alla sua 10ª edizione nell’anno in cui Italia e Canada celebrano il 75° anniversario delle loro Relazioni diplomatiche.
Nato con l’obiettivo di rafforzare i legami tra il Canada e l’Italia in materia di innovazione, il Premio è rivolto a esperti, ricercatori, scienziati, startup, creativi e innovatori italiani interessati a sviluppare progetti con partner canadesi su quattro priorità: Salute mentale; Gestione dei rifiuti di plastica; Energia pulita per contrastare i cambiamenti climatici; Tecnologia quantistica.
Il Bando (in inglese e francese) è disponibile qui, mentre a questo link è possibile scaricare il modulo di domanda (in inglese e francese).
Le domande vanno presentate entro il 1° aprile 2022. (aise)




Montreal: sette consiglieri chiedono di anticipare l’assemblea

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montrealMONTREAL\ aise\ – Una nuova data per l’assemblea e un’integrazione dell’ordine del giorno. A chiederlo sono sette consiglieri del Comites di Montreal che al presidente Giordano – che ieri ha convocato la seconda seduta del comitato il 2 marzo – chiedono di anticipare l’incontro il 23 febbraio.
I consiglieri sono Margherita Morsella, Renzo Orsi, Luisa Rabach, Maria Ciccone, Paola Miserendino, Vera Rosati e Santino Quercia.
La seduta, secondo i firmatari della richiesta, dovrebbe tenersi dalle 19 nella sede del Comites. Nella stessa comunicazione, i consiglieri chiedono che al secondo punto all’ordine del giorno, dopo la verifica del quorum, venga inserito il punto “elezione del/la presidente”. (aise) 




Ottawa paralizzata dai no-vax e ora il governo valuta lo stato di emergenza

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215519949 825a68c0 5c18 42d6 ba59 bcc7d61a8fdfAGI –  La polizia canadese ha liberato i blocchi che da una settimana ostacolavano  l’accesso all’Ambassador International Bridge, il principale valico di frontiera tra Canada e Stati Uniti. Ma la capitale Ottawa rimane paralizzata dalle proteste no-vax e ora ci sono segnali che il governo potrebbe utilizzare le maniere forti.

“Quel che è troppo è troppo”, ha detto il ministro per la preparazione alle emergenze, Bill Blair. “Tutto questo deve finire. La situazione a Ottawa è inaccettabile e intollerabile, la polizia deve restituire l’ordine pubblico e riportare la sicurezza in città”.

Il governo canadese sta valutando infatti la possibilità di ricorrere all’utilizzo dei poteri di emergenza, che non sono mai stati utilizzati nell’ultimo mezzo secolo e che potrebbero significare le forze armate per le strade del Paese. Blair ha dichiarato che il governo è pronto ad adottare il provvedimento, inutilizzato da quando un gruppo terroristico del Quebec, nel 1970, rapì il vice primo ministro e un diplomatico britannico, perché -ha spiegato Blair- le proteste “minacciano il Canada” e ai canadesi.




Vancouver. In memoria di Liliane Welch, mai dimenticata dopo tanti anni

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liliane welch 1Eravamo sedute al ristorante del Ramada Hotel affacciato sul traffico incessante della West Broadway a Vancouver e parlavamo di letteratura e di esistenza in un giorno molto lontano del settembre 1987. Fu quella l’unica volta che incontrai Liliane Welch di persona. Per i ventitré anni che seguirono, i nostri dialoghi si svolsero esclusivamente attraverso uno scambio di lettere, vergate a mano con la calligrafia elegante e minuta di Liliane, arrivi di cartoline che lei inviava dai suoi viaggi e di fotografie scattate quasi sempre durante ascese sulle montagne che adorava. Ma la presenza di Liliane segnò la mia vita, come penso quella di molti altri che ebbero il privilegio di conoscerla, in un modo profondo e indelebile.

Quando ci incontrammo, Liliane era venuta a Vancouver per una conferenza e le avevo chiesto una intervista. Invece di una intervista fu una comunione di spiriti, una magica alchimia che in Liliane mi fece subito riconoscere una sorella, una guida, una maestra. La ascoltavo descrivere il paesaggio singolare e splendido della Baia di Fundy, fra i New Brunswick e Nova Scotia che lei amava profondamente e nel sentirla parlare della mutevolezza dei suoi aspetti a seconda delle stagioni e delle maree “vedevo” non tanto il paesaggio fisico ma l’anima, l’essenza della natura vibrare nelle sue parole. Per Liliane la natura era un incontro mistico come lo erano i suoi rapimenti di fronte ai capolavori artistici dei musei e delle città storiche: le sue emozioni sgorgavano da una connessione intima con la potenza cosmica della natura e arrivavano alle sue fonti, alla nascosta ricchezza dell’energia pristina, primordiale e così per le opera d’arte che lei sapeva vedere e capire ben oltre la fascinazione estetica.

Liliane era cittadina del mondo ma  sapeva ritrovare e onorare le sue radici italiane. Nata in Lussemburgo e vissuta lunghi anni in Canada, nella sua raccolta poetica  Word-house of a Grandchild, che le valse nel 1986 il prestigioso Alfred G. Bailey Prize, rievoca l’aspra vita di suo nonno Rinaldo, un immigrato italiano che non fu mai accettato dalla famiglia della moglie lussemburghese e che subì emarginazione e disprezzo.

Fu Liliane a incoraggiarmi a scrivere narrativa, a darmi la fiducia di credere che fosse per me possibile liberare qualcosa del mio vissuto attraverso la parola; mi fu al fianco, mi ascoltò con la generosità e la sincerità che erano la sua natura. Liliane era una donna assorta, intensa, che viveva l’esistenza su un piano di profonda spiritualità, con una partecipazione e spesso gioiosità d’intensità olistica e panteista. Non la vidi mai coinvolta in piccole gelosie o nei soliti giochi di potere comuni a tutti gli ambienti, lei apriva e condivideva la ricchezza della sua anima senza riserve quando sentiva di poter essere un modello di vita. Per questo non scrivo, oggi, della sua carriera accademica, del contributo che i suoi volumi di poesia e i suoi saggi hanno dato alla letteratura canadese e mondiale, dei premi e riconoscimenti, ma ora che Liliane non c’è più da molti anni, preferisco ricordarla ancora come donna, come eccezionale essere umano, come amica, come sorella che non ci ha lasciato ma che, come presenza luminosa, attraverso la sua poesia e l’esempio della sua vita, rimarrà accanto a noi fino alla soglia dell’infinito in cui tutti un giorno rientreremo.