Il Cittadino canadese/ Montréal riconosce il contributo italiano al suo sviluppo – di Giulia Verticchio

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23cittadinogiuMONTRÉAL\ aise\ – “Il 16 giugno 2021 è stata adottata dal Consiglio comunale di Montréal la mozione per il riconoscimento ufficiale del contributo della comunità italiana allo sviluppo storico, culturale, artistico ed economico di Montréal”. A scriverne è Giulia Verticchio per il “Cittadino canadese”, settimanale diretto a Montreal da Basilio Giordano.
“Considerato che: l’arrivo degli italiani in America è riconosciuto come un punto di partenza del cosmopolitismo, relativamente ai viaggi esplorativi del gaetano-veneziano Giovanni Caboto e del genovese Cristoforo Colombo; nel 1901 si contavano 2805 italiani in Québec, 1500 dei quali a Montréal, e il censimento 2016 di Statistics Canada riportava 326.700 persone di origine italiana, 147.015 della quali a Montréal; il 2 giugno è la festa della Repubblica Italiana; il 10 giugno è riconosciuto dal 2013 come giornata dell’anniversario dell’internamento degli italiani come prigionieri di guerra nel 1940; il 27 maggio 2021 il governo federale ha presentato le sue scuse ufficiali per il trattamento riservato agli italiani dal Canada durante la Seconda Guerra Mondiale; la mozione M-64, adottata il 17 maggio 2017 dalla Camera dei Comuni di Ottawa, puntava a riconoscere il contributo degli italo-canadesi alla società locale, per il bagaglio culturale, linguistico e valoriale apportato, dichiarando giugno il “Mese del patrimonio italiano”; il quartiere della Petite-Italie rappresenta un crogiolo di convivialità, diversità e curiosità, che contribuisce a fare di Montréal una città interculturale; da 28 anni, la Semaine italienne de Montréal è un evento che celebra il patrimonio e le tradizioni della comunità con un importante ventaglio di attività…
Il 16 giugno 2021 è stata adottata dal Consiglio comunale di Montréal la mozione per il riconoscimento ufficiale del contributo della comunità italiana allo sviluppo storico, culturale, artistico ed economico di Montréal.
L’iniziativa è partita dall’Alliance Donne femmes italiennes du Québec e da Chantal Rossi, consigliera della Città del distretto d’Ovide-Clermont, che l’hanno proposta a Giuliana Fumagalli, sindaca dell’arrondissement Villeray-Saint-Michel-Parc-Extension.
Fumagalli ha concretamente accolto la proposta portandola al consiglio municipale. Questo importante statement è stato promosso e sostenuto anche da Dominic Perri, consigliere di Saint-Léonard-Ouest (“Fin dall’inizio – ha detto Perri nel suo intervento – l’elemento italiano nella storia del Québec non è stato solo presente, ma decisivo”. Citando Giovanni da Verrazzano, Tommaso di Savoia, Guido Nincheri, l’industriale Franceschini, i fratelli Broccolini, Francesco Bellini e la famiglia Saputo); Michel Bissonnet, sindaco dell’arrondissement di Saint-Léonard; Rosannie Filato, consigliera di Villeray; Giovanni Rapanà, consigliere di Rivière-des-Prairies; e Christine Gosselin, consigliera per Vieux-Rosemont.
Il Comune di Montréal ha colto l’occasione del “Mese del patrimonio italiano” per sottolineare e riconoscere ufficialmente l’apporto socio-culturale ed economico-politico della Comunità italiana nella metropoli. Ricordiamo che l’Alliance Donne è la prima ed unica organizzazione ad essere riconosciuta come promotrice di questa mozione.
Nata da un’idea di Anita Aloisio e Giuliana Fumagalli per “fare rete” tra i talenti femminili italiani del Québec, Alliance Donne è stata registrata come un ente nel giugno 2020 e lavora per fornire consulenza, sostegno, incoraggiamento e strumenti concreti alle donne, oltre che a dare giusta visibilità alle tante valide professionalità femminili, troppo spesso nell’ombra, in tutti i settori.
Nell’organico troviamo anche Carole Gagliardi, Connie Guzzo McParland, Anna Mancuso, Marisa Celli e Michela Di Cesare”. (aise) 




Con l’ICFF riparte l’estate del cinema in Canada

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icff2021TORONTO\ aise\ – L’Italian Contemporary Film Festival, presentato da Lavazza, ha annunciato la decima edizione del festival, organizzato in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Ottawa, il Consolato Generale d’Italia a Toronto, il Consolato Generale d’Italia a Montreal e gli Istituti Italiani di Cultura in Canada.
Il festival avrà luogo dal 27 giugno e per tutto il mese di luglio a Toronto e nelle altre principali città canadesi e vedrà la presentazione di titoli in anteprima internazionale nell’ambito di un programma italiano che include generi e film per tutti. La selezione ufficiale dell’ICFF presenterà 45 titoli tra film, documentari e cortometraggi, con un programma che utilizza la formula drive-in e proiezioni all’aperto nelle città di Toronto, Vaughan and Montreal. L’iniziativa include anche un’accurata selezione disponibile in tutto il territorio canadese sulla piattaforma online del festival, in partnership con il Toronto International Film Festival.
“Il Festival del Cinema Italiano Contemporaneo di Toronto (ICFF) costituisce da 10 anni un appuntamento di rilievo tra gli appassionati di Cinema e della cultura italiana, che possono così fruire di un ventaglio di opere recenti della pluripremiata tradizione cinematografica italiana”, ha detto l’ambasciatore designato in Canada, Andrea Ferrari. “L’Ambasciata d’Italia, nel suo mandato di promozione della cultura e lingua italiana, partecipa a tale manifestazione con l’auspico che, dopo lunghi mesi di pandemia, la possibilità di condividere le emozioni e le riflessioni che ci ispira la settima arte, per quest’anno ancora nella formula “drive in”, sia in grado di avvicinarci e di farci ritrovare quel senso di comunità che è un tratto caratteristico degli Italiani e dei canadesi”.
“Ricorderemo quest’anno come un anno drammatico per i gravi lutti che ci hanno colpito duramente a seguito della pandemia”, le parole di Cristiano de Florentiis, co-fondatore e direttore artistico dell’ICFF. “Ma un altro effetto nefasto è stata la mancanza di relazioni, la carenza dei legami e della socialità. Per questo la missione del festival di quest’anno è proprio quella di permettere di riattivare a pieno il senso di comunità, creando eventi in cui sarà possibile condividere nuovamente le emozioni tutti assieme”.
La decima edizione del festival avrà inizio sabato 19 giugno con l’ultimo film targato Disney e Pixar, diretto dal regista, candidato all’Oscar per “La Luna”, Enrico Casarosa. La proiezione sarà accompagnata da una cena esclusiva a tema “Luca“ preparata da Eataly che guiderà il pubblico in un viaggio affascinante attraverso i sapori caratteristici della terra ligure dove è ambientato il film. Per celebrare questo grande evento, il festival accoglierà in diretta da Los Angeles e San Francisco Enrico Casarosa e l’italo-canadese Deanna Marsigliese, direttore artistico dell’animazione. Parte dei ricavati dei biglietti della serata verranno donati a Canada Food Bank, l’organizzazione di beneficenza dedicata ad aiutare tutti i cittadini canadesi in difficoltà in seguito all’insicurezza causata dall’emergenza sanitaria.
La selezione ufficiale del festival include l’ultimo film di Gabriele Muccino “Gli anni più belli”, pluri-premiato ai David di Donatello e vincitore di otto Nastri D’argento nel 2020, e il vincitore del David di Donatello del 2021 nella categoria di Migliore Regia Emergente “Sul più bello” di Alice Filippi, insieme a molte altre anteprime internazionali.
In anteprima nord-americana, “Gli anni più belli” di Muccino è un brillante remake di “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola (1974) e racconta la storia di quattro amici, Giulio, Gemma, Paolo e Riccardo, a partire dalla loro infanzia, serena e spensierata, fino ai difficili e complessi giorni dell’età adulta. La storia si focalizza sul tema dell’amicizia e dell’amore, lasciando ampio spazio a riflessioni sui cambiamenti avvenuti in Italia nel corso degli ultimi 40 anni. Gli anni più belli ha ottenuto ben 12 candidature per i David di Donatello e per i Nastri d’Argento 2020.
“Sul più bello” di Filippi, in anteprima internazionale, è la storia di Marta, una ragazza di 19 anni di non particolare avvenenza, rimasta senza genitori durante l’infanzia, affetta da una malattia inguaribile e letale. Nonostante tutto, Marta non si perde d’animo e si butta sulla scena sentimentale, partecipando, sotto minaccia degli amici, ad una festa dove ha un colpo di fulmine per il bell’Arturo.
Il film “Made in Italy” di James D’Arcy, una coproduzione italo-britannica, racconta la storia di un’artista londinese e di suo figlio, che si è allontanato da lui; padre e figlio intraprendono un viaggio, che servirà a ricucire la loro relazione, mentre lavorano alla riparazione di una vecchia casa in Italia.
Anteprima nord-americana per il film di Pupi Avati “Lei mi parla ancora”. La pellicola segue la storia di Giuseppe, un anziano farmacista, che dopo essere rimasto vedovo, ricorda e racconta con nostalgia e gentilezza la sua storia d’amore con la moglie. La figlia di Giuseppe, una nota editrice, decide di assumere uno scrittore affinché scriva un romanzo sulla vita dei genitori basandosi sui ricordi del padre. Renato Pozzetto ha vinto il Nastro d’Argento per la sua straordinaria interpretazione.
Ancora tre di anteprime nord-americane.
“Lasciami andare” di Stefano Mordini è un dramma straordinariamente intenso, che narra la struggente storia di Marco, futuro padre che, dopo la perdita del primogenito con l’ex moglie, è pronto a ripartire da zero. Un giorno però, Marco viene contatto da una donna misteriosa che comincia a svelare una serie di enigmi e legami con il passato, mettendo in discussione il futuro della coppia. Il film è ambientato in un’affascinante e poco conosciuta Venezia.
Il film “Governance – Il Prezzo del Potere” di Michael Zampino segue la storia di Renzo Petrucci, direttore generale di un gruppo petrolifero, costretto a lasciare il lavoro dopo pesanti accuse di corruzione. Convinto che la giovane collega che ha preso il suo posto alla direzione lo abbia tradito, Renzo prepara la sua vendetta; tuttavia la situazione gli sfuggirà presto di mano.
Infine “EST – Dittatura last minute” di Antonio Pisu è ambientato all’indomani della caduta del muro di Berlino e segue la storia di tre ragazzi che decidono di lasciare la loro città natale e fare un viaggio alla ricerca di avventure altrove. Mentre viaggiano attraverso l’Europa orientale, si imbattono in un uomo fuggito dalla Romania il quale lascia a loro in custodia una valigia misteriosa che cambierà il corso del loro viaggio. Il film è basato su di una storia vera.
Il festival sarà in grado presenterà una selezione speciale di film nei nuovi cinema all’aperto all’Ontario Place a Toronto in tutta sicurezza grazie anche alla partnership con le compagnie Juiceworks Exhibits and Predictmedix Inc. che provvederanno ad installare stazioni di prevenzione per il COVID-19. Questa soluzione utilizzerà una tecnologia di screening non invasiva e senza contatto per valutare rapidamente i membri del pubblico per possibili sintomi di COVID-19 quali febbre, tosse o congestione, prima di entrare all’Ontario Place.
Per festeggiare il decimo anniversario e rievocare i successi e le proiezioni eccezionali del passato, il Festival ripresenterà i vincitori del premio del pubblico nelle passate edizioni, sia nel Drive In e negli eventi all’aperto, che sulla piattaforma online a livello nazionale. Tra i ritorni dei titoli che hanno trionfato, il festival è orgoglioso di presentare i seguenti titoli, film che sono diventati vere e proprie icone del cinema italiano più recente: La Kriptonite nella borsa; Noi e la Giulia; In Guerra per Amore; Tulipani: Love, Honour and a Bicycle; ed Aspromonte: La terra degli ultimi.
Il festival sarà presente anche nelle città di Vaughan e Montreal con una serie di proiezioni in formato drive-in e cinema all’aperto. L’ICFF avrà luogo a Vaughan presso la rinomata Galleria d’arte McMichael, mentre l’ICFF di Montreal si terrà nel cuore del quartiere italiano della città, Petite Italie, per il tutto pubblico del Québec.
Il festival presenterà la selezione ufficiale di cortometraggi che parteciperanno alla decima edizione, disponibile in tutto il Canada grazie alla sua piattaforma digitale. Tra i corti partecipanti ci sono nuovi registi di talento, candidati al David of Donatello di questa edizione: Il gioco, L’oro di famiglia e Gas Station. Ritornano sulla piattaforma anche i vincitori delle edizione passate.
La decima edizione del festival presenterà anche l’evento speciale ICFF Architettura & Design, presentato da Great Gulf, che quest’anno avrà luogo in due differenti situazioni. Il primo evento di questa iniziativa renderà omaggio al più grande artista della storia italiana, Michelangelo Buonarroti, con la visione de Il Peccato di Andrei Konchalovsky. Il film, basato sulla vita del grande scultore, è incentrato sulle difficoltà di Michelangelo dopo il completamento del suo lavoro più conosciuto e apprezzato, gli affreschi della Cappella Sistina. Questo evento speciale includerà un dibattitto sulla figura di Michelangelo e sull’influenza che le sue opere hanno avuto sull’arte mondiale.
Il secondo evento dedicato ad Architettura & DesIgn si incentrerà sul tema dell’acqua attraverso la visione del film Homus Urbanus Venetianus, diretto da Ila Bêka & Louise Lemoine. A seguire ci sarà un dibattito sull’architettura moderna sull’acqua, e le difficoltà, i rischi e le nuove idee che vengono da Venezia e da Toronto, al quale parteciperanno architetti e designer di calibro mondiale, insieme a rappresentanti di prestigiose associazioni, quali il Teatro del Mondo di Aldo Rossi.
L’evento ICFF Campioni, dedicato al mondo dello sport italiano, ritorna per questa grande edizione del festival celebrando una tra le attività italiane più popolari in tutto il mondo, il ciclismo. L’evento presenterà il film Il caso Pantani sulla gloriosa ed allo stesso tempo devastante storia del famoso ciclista italiano Marco Pantani.
ICFF Moda dedica quest’edizione alla cosmetica italiana grazie al sostegno di Cosmetica Italia e dell’Italian Trade Commission. L’evento includerà la proiezione di cortometraggi sulla moda italiana e sulle marche del make-up italiano più famose nel mondo, seguite da una serie di dibattitti sulle nuove tendenze. Grazie alla partecipazione di ospiti speciali, esperti ed influncer del settore, ICFF Moda presenterà un’analisi approfondita di come i brand italiani stanno plasmando l’industria cosmetica mondiale.
Quest’anno ICFF Letteratura, l’evento che onora il grande contributo di poeti e romanzieri italiani nella letteratura mondiale, celebra uno tra i più grandi e controversi scrittori, poeti, e drammaturghi italiani, Gabriele D’annunzio, con la proiezione del film Il cattivo Poeta. L’evento sarà incentrato sull’autore simbolo del decadentismo italiano ed esplorerà come il suo straordinario lavoro abbia avuto un impatto non solo sulla letteratura, ma abbia anche lasciato un’innegabile impronta nel cinema moderno. In occasione delle celebrazione per il centenario dantesco, il Festival presenterà anche il capolavoro del cinema muto italiano, Inferno del 1911, con un accompagnamento musicale dal vivo.
In seguito alle scuse del primo ministro canadese Justin Trudeau ai tutti gli italo-canadesi internati durante la seconda guerra mondiale, l’ICFF, in collaborazione con la CIBPA, proietterà Piazza Petewawa di Rino Noto. Il film ripercorre la storia di questo tragico evento fino alle scuse di diversi primi ministri alla comunità italiana. La visione di questo breve documentario è accompagnata dalla proiezione di Bond of Strangers, un altro evento speciale che comprende stimolanti dibattiti e presentazioni.
ICFF Monthly Program, il programma mensile del Festival che quest’anno ha luogo online sulla piattaforma del Toronto International Film Festival, continua ad offrire ogni mese film italiani tra i più acclamati dal pubblico, insieme a contenuti speciali e interviste con i protagonisti. Il programma continuerà fino alla fine di settembre con nuovi entusiasmanti titoli per tutta la famiglia. Tra i film presentati ci sono: Il Primo Natale di Ficarra e Picone, 7 ore per farti innamorare di Giampaolo Morelli, Cosa sarà di Francesco Bruni, La stoffa dei sogni di Gianfranco Cabiddu, e La seconda patria di Paolo Quaregna.
L’ICFF promuove la valorizzazione, l’apprezzamento e l’orgoglio per il retaggio culturale italiano in Canada – sempre in continua evoluzione – presentandolo in tutto il Paese. Inaugurato nel 2012 come festival del cinema senza fini di lucro, l’ICFF è diventata una tra le manifestazioni cinematografiche italiane più importanti al mondo.
Sin dalla sua prima edizione, l’ICFF ha presentato un ampio e variegato programma, proiettando centinaia di film, documentari e corti da più 30 Paesi nel corso delle sue sempre più ricche edizioni. Ogni anno attrae un vasto pubblico che ha oramai superato le trentamila presenze nelle città di Toronto, Vaughan, Hamilton, Montreal, Québec City, Vancouver ed Ottawa dove hanno luogo le proiezioni, gli incontri con l’industria cinematografica e gli eventi sociali.
L’ICFF è orgogliosamente canadese e presenta una selezione di film che, pur incentrati sull’Italia e l’italianità, illustrano temi di valenza e interesse internazionale, articolati e complessi, affrontati con prospettive polivalenti, che coinvolgono sia la comunità italiana che quella internazionale.
In qualità di Presenting Sponsor dell’ICFF, Lavazza si impegna a sostenere il festival e l’arte del cinema, sostenendo il business e le energie imprenditoriali in Canada e offrendo ai clienti del festival l’opportunità di accedere alle storie più affascinanti attraverso il cinema. Il Festival è promosso del Ministero degli Affari Esteri and della Cooperazione Internazionale. Leading partner sono l’Ambasciata d’Italia in Ottawa, i Consolati Generali d’Italia a Toronto, Montreal e Vancouver, gli Istituti Italiani di Cultura di Toronto e Montreal, l’ICE – Italian Trade Agency e ANICA.
I partner principali dell’ICFF sono: TIFF, Musée des Beaux-Arts Montreal, SIRT, Cineplex Cinemas, Take 5 Production, George Brown, and Cinémathèque QC. Gli sponsor principali dell’ICFF sono: Cityzen Dominus, NY Dock, Castlepoint Numa, Empire Communities, Rio Mare, Great Gulf, Liuna e Rogers Communications. Premiere Sponsor sono: Christie Digital, Campari, Eataly, Pizza Nova, Luxe Rentals, Barilla, Cecconi Simone. I media partner: RAI Italia, CHIN Radio/TV and OMNI Television.
L’ICFF è finanziato dal governo federale del Canada e dal governo provinciale dell’Ontario e da Ontario Creates, Telefilm Canada e Ontario Creates. (aise)




Vancouver: “A Tavola! The Authentic Italian Table 2021”

italian

logo a tavola da convertireIl 3 Giugno si è svolta la manifestazione “A Tavola”, organizzata dalla Camera di Commercio Italiana, in collaborazione  con The Dirty Apron Cooking School di Vancouver. È  stato un corso  di cucina virtuale unico nel suo genere a tema italiano. I partecipanti hanno seguito lo Chef David mentre insegnava un autentico pasto italiano composto da tre piatti.

Da un punto di vista tecnico non mi soffermo sui piatti cucinati, visivamente molto belli, ma sulla figura dello chef David, ottimo chef. Con un arte innata di saper trasmettere alle persone tutte le sue conoscenze, David è la tipica persona che riesce a esemplificare un concetto difficile in maniera capibile ai non professionisti e questa è veramente l’anima dell’arte culinaria

L’Authentic Italian Table è una delle attività del progetto True Italian Taste, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri, e sviluppato da Assocamerestero in collaborazione con le Camere di commercio italiane all’estero per salvaguardare l’autentico cibo  italiano ma anche tutta la filiera dei prodotti agroalimentari Italiani. Tutto questo è inglobato nel programma “The Extraordinary Italian Taste”.

italianQuesta manifestazione nata nel 2016 per i mercati degli Stati Uniti, Canada e Messico con un grande successo, così da essere introdotto nel 2017 anche in Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svizzera, per estendersi poi anche a Cina e Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Singapore, Thailandia e Vietnam e si pensa che entro la fine di quest’anno, questa manifestazione raggiungerà anche Australia, Brasile, India, Polonia e Russia.

La missione di True Italian Taste mira a incrementare la conoscenza e il consumo consapevole del food 100% made in Italy nei mercati dove maggiormente i prodotti italiani si trovano messi a confronto con quelli che utilizzano simboli o nomi italici pur non essendo di origine italiana, quindi una vera e propria Educazione Alimentare.

foto di atavolaLe attività si rivolgono a un target di operatori del settore “come importatori, distributori, responsabili acquisti catene alberghiere e specialty stores, chef, food blogger, giornalisti di settore, nutrizionisti, testimonial e opinion leader legati a vario titolo, quindi, alla filiera  dell’agroalimentare, e prevedono Educational Tour, incoming business, workshop e seminari in Italia e tutta una serie di azioni formative, masterclass, ed eventi di promozione del prodotto 100% italiano all’estero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 3 Giugno si è svolta la manifestazione “A Tavola” ,organizzata dalla Camera di Commercio Italiana, in collaborazione  con The Dirty Apron Cooking School di Vancouver,  è stato un corso  di cucina virtuale unico nel suo genere a tema italiano. I partecipanti hanno seguito lo Chef David mentre insegnava un autentico pasto italiano composto da tre piatti. Da un punto di vista tecnico non mi soffermo sui piatti cucinati visivamente molto belli, ma sulla figura dello chef David, ottimo chef ma con un arte innata di saper trasmettere alle persone tutte le sue conoscenze, David è la tipica persona che riesce ad esemplificare un concetto difficile in maniera capibile ai non professionisti e questa è veramente l`anima della arte culinaria

L’Authentic Italian Table e’ una delle attività del progetto True Italian Taste, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri, e sviluppato da Assocamerestero in collaborazione con le Camere di commercio italiane all’estero per salvaguardare l`autentico cibo  italiano ma anche salvaguardare tutta la filiera dei prodotti agroalimentari Italiani. Tutto questo e` inglobato nel programma “The Extraordinary Italian Taste”.

Questa manifestazione nata nel 2016 per i mercati degli Stati Uniti, Canada e Messico con un grande successo, cosi` da essere introdotto nel 2017 anche in Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svizzera, per estendersi poi anche a  Cina e Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Singapore, Thailandia e Vietnam e si pensa che entro la fine di quest’anno, questa manifestazione raggiungerà anche Australia, Brasile, India, Polonia e Russia.

La missione di True Italian Taste mira a incrementare la conoscenza e il consumo consapevole del food 100% made in Italy nei mercati dove maggiormente i prodotti italiani si trovano messi a confronto con quelli che utilizzano simboli o nomi italici pur non essendo di origine italiana, quindi una vera e propria Educazione Alimentare.Le attività si rivolgono a un target di operatori del settore “come mportatori, distributori, responsabili acquisti catene alberghiere e specialty stores, chef, food blogger, giornalisti di settore, nutrizionisti, testimonial e opinion leader legati a vario titolo, quindi, alla filiera  dell’agroalimentare, e prevedono Educational Tour, incoming business, workshop e seminari in Italia e tutta una serie di azioni formative, masterclass, ed eventi di promozione del prodotto 100% italiano all’estero.




Vancouver: “Libri e Biscotti” ovvero gli scrittori italiani della British Columbia

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capturaL’Associazione Scrittori/Scrittrici Italo-Canadesi e Word Vancouver Festival presentano Books and Biscotti, una serata letteraria dedicata a tre autori italo-canadesi della British Columbia: Eloise Carbone, David Bellusci e Monica Meneghetti. Presentatrice: Anna Foschi Ciampolini, co-fondatrice ASSIC.

Martedì 15 giugno, alle ore 18:30 su Zoom. Registrazioni:

                              Books and Biscotti — WV/21

Books and Biscotti fa parte di una serie di eventi organizzati in tutto il Canada durante il mese di Giugno, dedicato al retaggio culturale italiano. Per maggiori informazioni, visitare www.aicw.ca.




Una iniziativa interessante lanciata dal Centro Italiano di Vancouver

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writing 1149962 1920Si chiama “Parole libere: Festival della poesia italiana in Canada” e, come spiega il capitolo dedicato a questa iniziativa sulla pagina web del Centro Italiano di Vancouver, si tratta di un aperto invito ad avvicinarsi o a sviluppare la propria vena creativa e ad apprezzare tutti gli orizzonti che l’apprendimento di una seconda lingua può schiudere. Si legge infatti sul comunicato del Centro:  “Obiettivo del festival è promuovere l’uso creativo della lingua italiana. Per questo motivo, tre distinti incontri esploreranno come la poesia è scritta, letta, e diffusa. Questi incontri accompagnano i partecipanti, dando loro i primi strumenti per esprimersi in poesia.”

Costruito su due proposte culturali complementari, il Festival offre una serie d’incontri virtuali con poeti, accademici ed esperti di poesia di origine italo-canadese per generare conoscenza e dibattito sul tema, mentre il Concorso di poesia da la possibilità a ragazzi e adulti di provare a esprimere i propri sentimenti in forma poetica. Ho detto “provare” perché il concorso è aperto agli studenti d’italiano, insomma a “voci nuove”  e questo mi sembra un eccellente invito a coltivare l’ interesse per la lingua italiana, e le proprie aspirazioni creative.  E poi, spesso è proprio dai “non addetti ai lavori” , da chi scrive di getto e magari per la prima volta, che possono scaturire piacevoli sorprese e magari da questa prima occasione, anche future carriere nel mondo della poesia.

L’idea di organizzare un Festival di poesia trae origine dal programma di corsi scolastici di lingua del Centro Italiano diretto da Edda Onesti con i suoi validi collaboratori che comprendono gli  insegnanti e il personale. Fino dalla Fondazione del Centro, la Scuola d’Italiano è stata uno dei pilastri dell’attività e del ruolo comunitario del Centro. È incoraggiante constatare che nonostante le difficoltà che la pandemia ha inflitto su tutti noi e anche sul nostro Centro, la volontà di essere fedeli al proprio mandato e di non arrendersi ha generato nuove idee e nuove sfide come questo Festival. Per saperne di più sul Festival, vedere: Parole Libere – Festival of Italian Poetry in Canada – January 28 – May 15, 2021 (wordpress.com)




Vancouver. Carolina Bergonzoni, impegno per la danza e la ricerca

bergonzoni

bergonzoniCarolina Bergonzoni è approdata a Vancouver da pochi anni e ha saputo crearsi una reputazione di eccellenza e serietà professionale, coinvolgendosi in iniziative artistiche e sociali e creando progetti innovatori. Nata a Bologna, ha conseguito la laurea Master in Filosofia all’Università di Bologna e in seguito la laurea Master in Comparative Media Arts presso la Simon Fraser University. Fino dal 2008 ha insegnato danza e filosofia per I bambini e a livello comunitario. Nel 2011 ha conseguito a Bologna il diploma di Educatrice di danza e Facilitatrice di coinvolgimento comunitario presso la Mousikè di Bologna e da allora si è dedicata a creare comunità di gente attiva, desiderosa di cambiamenti positivi e aperta al pensiero critico, senza distinzione di età, come lei dice sorridendo: “gente da 0 a 99 anni di età.” Ha pubblicato saggi e articoli accademici, fra i quali: When I Dance My Walk: A Phenomenological Analysis of Habitual Movement in Dance Practices,   un articolo dal titolo Essere presenti al corpo . Un’analisi dell’insegnamento di Simona Bertozzi, e citiamo anche Fantasmata and Presence: A Comparison Between Domenico da Piacenza (1455) and Simona Bertozzi.

Carolina lavora e si coinvolge con i più importanti e rappresentativi organismi culturali e artistici di Vancouver. È “artist-in-residency” con la Roundhouse Community Dancers, consigliera di amministrazione del Vines Art Festival, Raven Spirit Dance e la Live Biennale. Come coreografa, ha creato opere specifiche per  Vancouver Fringe Festival, Dance in Vancouver, BC Buds, and Vines Arts Festival. Un altro progetto di importanza artistica e forse soprattutto sociale è quello che lei conduce per All Bodies Dance Project, mirato ad avvicinare alla danza persone che hanno qualche impedimento nella mobilità o che semplicemente non avevano mai pensato di poter danzare. Ma di questo ci parlerà più ampiamente Carolina nella intervista che segue.

Ho conosciuto Carolina circa tre anni fa. Le avevo proposto di partecipare ad un evento della serie letteraria Books & Biscotti che da tempo organizzo a nome della Associazione scrittori/scrittrici italo-canadesi della quale faccio parte. Il pubblico le tributò una calorosissima accoglienza e fu una occasione per ammirare la sua non comune capacità di creare un rapporto e una sintonia con gli spettatori , di qualsiasi età e di qualsiasi livello di conoscenza verso l’arte della danza. Con la stessa semplicità e generosità con cui si prodiga per cause comunitarie oltre che per gli impegni professionali e artistici, Carolina ha subito accettato di rispondere alle nostre domande.

Anna Foschi: Carolina, tu fai parte della “nuova immigrazione italiana”  di expats, i giovani italiani cittadini del mondo. Cosa ti ha motivato a scegliere Vancouver?

Carolina Bergonzoni:  Simon Fraser University! Durante la laurea magistrale in filosofia a Bologna sono venuta a conoscenza di alcuni studiosi che erano qui a Vancouver. Ho fatto domanda per un Master’s e mi hanno accettata. Pensavo sarei resistita solo quattro mesi.. e invece, sono ormai 6 anni!

Anna: Durante questi ancora pochi anni di permanenza a Vancouver hai realizzato molti importanti progetti. Se dovessi scegliere, quali consideri come I traguardi più ambiti e rilevanti che hai raggiunto?

Carolina: Sicuramente i traguardi a livello accademico. Sono nella fase di stesura della tesi di dottorato, un dottorato con borsa di studio e che mi ha permesso di partecipare a conferenze, pubblicare articoli, fare grandi conoscenze, e insegnare all’Universita’. Sono anche molto soddisfatta del mio coinvolgimento nella comunita’ di danza.

Anna: A cosa si ispira e cosa intende comunicare al pubblico il tuo stile di danza?

Carolina: Domanda difficile! La danza è una grossissima parte della mia ricerca accademica, quindi spesso si inspira alle mie curiosità. In particolare sono interessata all’improvvisazione, alla possibilità di interazione con lo spazio e gli altri danzatori. Desidero comunicare un attenzione al corpo in movimento e spero che alla fine dello spettacolo il pubblico sia più in contatto con il proprio corpo che all’inizio.

Anna:Il tuo coinvolgimento con All Bodies Dance Project dimostra la tua disponibilità e sensibilità a portare il mondo dell’arte e della danza a contatto con persone che fronteggiano delle barriere nella loro esistenza. Puoi parlarci più dettagliatamente di questo progetto e del tuo lavoro?

Carolina: All Bodies Dance Project (ABDP) e’ una compagnia di danza per danzatori con e senza disabilità. ABDP critica l’idea di un corpo “normale”, soprattutto nell’ambito della danza. Ad ABDP non consideriamo la disabilità come una barriera, o qualcosa da superare. La diversità è una risorsa creativa e pedagogica, non un ostacolo o qualcosa da nascondere.

Offriamo classi di danza aperte a tutti e gratis, quattro volte a settimana in diversi Community Centre, abbiamo una classe per ragazzi a partire dai 15 anni, e una compagnia di danzatori professionisti. Con la compagnia di danzatori abbiamo recentemente presentato Translations, uno spettacolo creato per tutti i sensi, tranne la vista. Durante le fasi di ricerca abbiamo coinvolto consulenti non vedenti o ipo vedenti. Un’altra attivit sono spettacoli nelle scuole K-12.

Anna: Pensi che Vancouver sia una città con una vita artistica e intellettuale? Può sembrare una domanda inutile, ma spesso sui socials (eh sì, ormai questi socials sono diventati veramente influenti!) si sentono giudizi assolutamente negativi al riguardo e proprio da parte di alcuni expats.

Carolina: Penso che Vancouver abbia una vita artistica e molta attività per quanto riguarda la contemporaneità, presentando principalmente artisti locali. A mio parere quello che manca è la storia dell’arte, uno sguardo al passato, e una brezza di Europa!

Quali sono I tuoi progetti per il futuro abbastanza prossimo?

Carolina: Molti impegni in ambito accademico fra conferenze e pubblicazioni nei prossimi anni. All Bodies Dance Project ha presentato un duetto a cui ho collaborato come direttore delle prove a The Dance Centre il 18 Febbraio 2020. Lo spettacolo che presentiamo nelle scuole ha alcune date nel prossimi mesi qui a Vancouver. Inoltre spero che il mio dance film Ho.Me, che ho diretto lo scorso anno con tre danzatori di All Bodies venga proiettato a Vancouver a marzo, teniamo le dita incrociate!




Presentiamo l’Associazione Professionale dei Cuochi Italiani in Canada (A.P.C.I.)

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apciRiceviamo e pubblichiamo.

Egregio Direttore, mi sembra doveroso, dover informare lei e il suo pubblico, sulle attività culturali culinarie italiane in suolo canadese dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani in Canada e delle sue ultime novità.

Mi permetta una piccola cronistoria. Nel 2015, ho avuto l’onore di guidare la Presidenza dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani in Canada. Immediatamente mi sono circondato, di colleghi e Maestri proprio per dare importanza a quella, da poco nata, associazione e allargarla in tutto il suolo canadese.

Le prime Delegazione sono state create in British Columbia ed in Ontario con il collega Chef Alex Ziccarelli, qui in BC, salgono a bordo, dei grandi Maestri come Maestro PIzzaiolo, Giuseppe Cortinovis, il Maestro gelataio Giorgio Barassi, e con lui altro Maestro oggi approdato alla cucina vegana Chef Fabrizio Buso il Collega Dario Rossi, la Maestra Pizzaiola Simona Trigona e Lady Chef Laura Trigona, con questa squadra, abbiamo fatto corsi di cucina e cultura italiana al V.C.C. in stretta collaborazione con la Camera del Commercio della BC, che lei con il suo giornale ha ampiamente proposto.

apci 1In seguito abbiamo continuato la nostra opera all’interno dei nostri ristoranti e strutture lavorative, abbiamo difeso, il Made in Italy, operato per la difesa dell’Italian sound e le proposte dei prodotti italiani all’estero, (mi permetta aiutando anche la nostra economia italiana), le cucine regionale e le loro culture.

In seguito nel 21019, l’apoteosi e stata con l’arrivo in Canada, per la settimana della cucina italiana in Canada nel Mondo e a Vancouver della Delegazione Italiana dell’A.P.C.I. Italia, per la prima volta fuori dei confini Italiani, guidata dalla Direttrice Generale Sonia Re, seguita da collega Marta Tosi, e da tre grandi colleghi, lo Chef Giorgio Perin consigliere Apci, lo Chef Luca Malacrida, Capitano della Squadra Nazionale cuochi Apci Italia, e lo Chef Vito Semeraro, consigliere Apci.

Con loro, e con la grande collaborazione dello Chef Pino Posteraro del Cioppino, abbiamo incontrato i giovani chef del V.C.C, ed i loro insegnanti, sviluppato una bellissima Masterclass alla presenza di altri colleghi non italiani, ed una Cena di gala e show cooking.

apci4Il COVID, ovviamente ha bloccato tutte le attività lavorative, incontri, divulgazioni con chiusura di Alberghi e ristoranti, sian in Canada che in Italia, ma in tante parti del mondo, e proprio da questa particolare situazione che divido con lei, e con entusiasmo che l’ApciCanada, magicamente, si è allargata con l’apertura della Delegazione dell’Alberta, con lo Chef Manuel Panfili, abbiamo ufficialmente un Delegato per la B.C. con lo Chef Alessandro Riccobono, e siamo in attesa di allargare in altre provincie in Canada. I numeri dei colleghi che volontariamente hanno chiesto di aderire è in crescendo, con varianti culinarie diverse, pasticcieri, chef, pizzaioli, in progetto anche una tessera per studenti e supporters, per amanti della cucina italiana, non profesionisti. Mi permetta di aggiungere che anche noi abbiamo le nostre “quote rosa”, in Ontario la Lady Chef Anna Marchese, in BC, oltre a Laura e Simona Trigona, abbiamo a bordo anche le Lady Chef Veronica Reale, e Rosangela Atte, ed altre sono in arrivo dalle altre province.

La modernità ci ha regalato un App scaricabile gratuitamente, APCIChef, che permette di leggere le nostre notizie ed attività oltre alla lettura del nostro giornale, l’Arte in Cucina, che ospita puntualmente la sezione Canada, con le nostre attività.

apci 6Ci tengo anche dirle che abbiamo in BC tre tessere “Ad Honorem”, proposte da noi in Canada e consegnate dalla sede Italiana, tra i nostri soci “Ad Honorem” per la carriera, la generosità, la difesa e della divulgazione della cultura della cucina italiana in Canada, annoveriamo, lo Chef Emad Yacoub, lo Chef Umberto Menghi e consegnata direttamente dalle mani della Direttrice Sonia Re, Pino Posteraro.

Rimaniamo in attesa di “riaprire le porte al dopo Covid” per ultimare i progetti congelati, come gli scambi tra studenti di scuole alberghiere e scuole canadesi e l’Italia, corsi di cucina, show-cooking, tour eno-gastronomici in Italia, e assistenza di colleghi italiani che decidono di venire in Canada per una esperienza lavorativa, lascio per ultimo la “ciliegina sulla torta” per annunciarle che (covid permettendo) la Sede italiana vorrebbe ripetere qui Canada, per la settimana della cucina italiana nel mondo, e replicare il Congresso annuale che si svolge puntualmente ogni anno in Italia, il congresso delle “Touques Blanche” questa volta qui in Canada.

Chef Giovanni Trigona

Presidente A.P.C.I. del Canada

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Canada. Robert Giardino e “La Focacceria” di Fort Langly

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Sin titulo 3Sappiamo tutti quanto siano importanti i prodotti della panificazione, nati millenni di anni fa. Chi non ricorda al mattino, passando davanti a una panetteria, il profumo del pane appena sfornato? Esso annunciava il buongiorno con il carattere autentico delle cose di un tempo: salutare e in grado di fornire energia, perché per tanti era, ed è, un alimento imprescindibile.

Queste tradizioni italiane le potete trovare a: La Focacceria , situata nel cuore di Fort Langley, una cittadina veramente molto bella. La Focacceria offre un’autentica esperienza di panetteria italiana. Dando priorità agli ingredienti genuini direttamente dall’Italia, dove il cliente è un ospite, e dove il suo palato sarà sempre deliziato da questi prodotti.

Robert Giardino ( nella foto sopra) nasce nel 1962 a Toronto da genitori Italiani, il papa originario dell’Abruzzo sulla costa adriatica, mentre la mamma nata Toronto da genitori che provenivano dalla provincia di Cosenza in Calabria.

Robert essendo un appassionato dell’arte culinaria nel 1982 si reca a Stresa sul Lago Maggiore per frequentare l`istituto alberghiero.

Ritornato in Canada ritrovò colleghi della scuola, e così cominciò a lavorare nel settore della ristorazione.

Chiesi a Robert cosa l’avesse spinto ad aprire “La Focacceria”, la sua idea era quella di poter avere un locale dove  fare panini e tramezzini utilizzando la Focaccia toscana e ligure, naturalmente fatta in casa, l’ispirazione gli venne vedendo ” L’Antico Vinaio a Firenze”.

Avendo  trovato il posto a Fort Langly, nel 2019 aprì “La Focacceria “con la collaborazione di Eta Lucattini, naturalmente con un background nella produzione di focacce , cominciò la sua nuova avventura. Certamente i prodotti utilizzati hanno una grande importanza, per questo utilizza materiali italiani.

focacceria 2Robert mi confessò che da quando hanno aperto la clientela è aumentata moltissimo, questo, dovuto alla qualità del prodotto e dell’Autenticità della tipologia dei prodotti. Molti clienti avendo viaggiato in Italia, riconoscono nei nostri prodotti l’autenticità Italiana. Altri vengono, perché abbiamo grande attenzione verso le persone che hanno intolleranze alimentari, qui possono trovare prodotti vegani e gluten free, ma il segreto di questo grande successo è perchè  Robert,è molto attento nell’ascoltare i suoi clienti.

Per il futuro ci sarà un ampliamento della gamma dei loro prodotti e questo comporterà eventualmente, un nuovo laboratorio di produzione sempre più moderno.

Ringraziando Robert per la sua disponibilità, vi consiglio queste focacce che sono veramente deliziose.

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Giornata della Memoria. Simonetta Della Seta all’IIC di Toronto

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17birkenauAnche quest’anno, la Farnesina rinnova il suo impegno nel preservare la memoria della Shoah, anche all’estero, attraverso i numerosi eventi e iniziative organizzati dalla rete diplomatica in tutto il mondo, compresi gli Istituti Italiani di Cultura.
In occasione della Giornata internazionale della memoria 2021, ricorrenza del 76mo anniversario della liberazione di Auschwitz, l’Istituto Italiano di Cultura Toronto ospiterà il 26 gennaio una conversazione con Simonetta Della Seta, rappresentante Italiana all’International Holocaust Remembrance Alliance ed ex-Direttrice del Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara.
“Holocaust Museums and Memorials: Preserving History and Conveying a Message of Life” il titolo dato all’evento in programma dalle 12.00 sulla piattaforma zoom.
A confrontarsi con Della Seta sarà Jeremy Maron, curatore presso il Canadian Human Rights Museum a Winnipeg, Manitoba.
Per partecipare occorre registrarsi qui.




Una giovane creatrice di moda dall’Italia alla ribalta di Vancouver

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DSC4907Affacciati come siamo sul mare di incertezze che il 2021 reca con sé, parlare di una collezione di moda con un nome vibrante come ResurrAction può indurre un senso di sollievo. La giovane creatrice e stilista Helga Raspa si prepara infatti a presentare questa sua capsule collection nel corso della Vancouver Fashion Week che si svolgerà nell’ aprile di quest’anno.

Helga, nata a Perugia nel 1998, ha frequentato le scuole superiori a Perugia e si è laureata all’ Istituto Italiano Design (“IID”) una accademia privata dal 1999 con sede a Perugia e a Shanghai che è stata inserita dal “Times Higher Education” di Londra nella graduatoria top10 italiana tra le università piu sostenibili nella edizione 2020. IID è stata selezionata quale unica accademia in Italia per partecipare alla Vancouver Fashion Week. Fra i progetti completati dalla accademia ricordiamo EXPO, la presenza a vari avvenimenti delle Nazioni Unite. Fra i suoi partners, citiamo Lamborghini e Save the Children.

Helga, che viene considerata negli ambienti dell’Istituto Italiano Design come una delle piú brillanti promesse della giovane moda italiana, è una stilista che mescola sapientemente elementi e tendenze che sembrerebbero opposti ma che nella sua visione diventano armoniosamente complementari.

Nel corso di una recentissima videochiamata, abbiamo infatti parlato delle sue fonti di ispirazione che sono varie e complesse e che includono anche l’interesse per l’Oriente, il Giappone e la Corea ad esempio, e i significati anche rituali che quelle culture attribuiscono al vestire,  la passione per il cinema e l’attenzione verso i costumi disegnati per i divi del passato che ancor oggi sono una presenza iconica (basta pensare ad Audrey Hepburn, Cary Grant o Steve McQuinn e il suo maglioncino blu  a collo alto in Bullitt).

Helga è una ragazza curiosa, aperta, che esplora in profondità e con interesse aspetti della società e del costume. Ha viaggiato per l’Europa, specialmente a Londra e a Parigi, due capitali della moda che rappresentano tendenze diverse, cogliendone le vibrazioni. Appassionata di musica, specialmente del genere rock, ha intelligentemente trasfuso elementi della cultura rock nelle sue creazioni. La passione per la creazione di moda l’ha avuta fino da bambina. Dice di ste stessa: “ero un vulcano pieno di idee, guardavo i films d’epoca….poi mi sono appassionata ai Manga, anche per l’aspetto della truccatura, e seguivo anche la serie Harley Quinn …considero importante arricchire me stessa, i miei orizzonti culturali.”

Helga sarà per la prima volta a Vancouver, restrizioni Covid-19 permettendo, nel prossimo mese di aprile. Dimostrando acume finanziario e una buona dose di fiducia, insieme ai suoi compagni del corso di Communication Design, ha lanciato una raccolta fondi finalizzata a sostenere i costi, della quale forniamo il link in calce a questo articolo.  Helga Raspa ci  parla di questa iniziativa e della sua visione dietro la creazione di ResurrAction nella intervista che segue.

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Anna Foschi: Per la tua collezione hai scelto un nome,  ResurrAction, che è davvero in sintonia con il momento attuale e  regala una infusione di speranza. Puoi parlare della tua ispirazione e dei temi che la collezione sviluppa?

Helga Raspa: Resurr-Action è un nome che sento particolarmente mio. Mio perchè come fa intendere la parola stessa porta ad un cambiamento, ad un momento di rottura con il passato,per fermarsi, riflettere e ricominciare a mettersi in gioco. Passare all’azione. Cambiare. Rinascere diversi non per altri ma per se stessi. Non è stato scelto a caso il nome: purtroppo abbiamo affrontato e stiamo tuttt’ora affrontando un momento che passerà alla storia e che difficilmente dimenthicheremo. Nel corso del 2020 tante cose sono successe,sia nel grande, quindi a livello globale che a me nel piccolo a livello personale. Ho avuto anche io un momento di blocco, di fermo dove ho fatto delle scelte, di nuovo, e queste scelte mi hanno portata fino a qui. Quindi si, il cambiamento che in un certo momento della nostra vita diventa quasi vitale per poter sopravvivere ed andare avanti, da sola o in compagnia. La mia collezione trova ispirazione con il fuoco, elemento caratteristico forte e predominante, il quale muta e cambia per adattarsi a ciò che gli sta intorno. La F/W 2020-2021 collection chiamata “Ressur-Action” è un tributo a tutte le persone che hanno voglia di riscoprirsi, che si sono perse durante il tragitto, dove dentro di loro nel profondo è scattata una sorta di “metamorfosi” o cambiamento interno.. I capi sono trasformati, modificati sotto una base già esistente con buchi, cerchi, grinfie, sovrapposizioni…l’abc del decostruttivismo degli anni ’90. Tutto sembra rotto, strano, rozzo, senza senso, ridondante come il barocco… si tratta solamente di interpretare e di vedere oltre quello che comunemente l’occhio vede e percepire, l’essenza del capo stesso.

Anna Foschi: Qualche accenno alla realizzazione dei tuoi modelli: stoffe, colori, tecniche particolari?

Helga Raspa: I capi in questione hanno subito dei cambiamenti radicali: coulisse, nastri, tagli particolari, maglieria un po’ “distrutta”, ma al tempo stesso tutto è in perfetta armonia nel caos più totale. I dettagli iconici per la mia collezione hanno l’intenzione di raccogliere in maniera artistica quelle che sarebbero le parole chiave come buchi, tagli, coulisse affiancati allo stesso tempo da sinonimi come distruzione, movimento,deformazione. Ci sono tre fasi da seguire attentamente: la prima è la lavorazione in maglieria, così come su tessuto i buchi, ispirazione nata da Alberto Burri che riecheggia nelle sue opere e al concetto del fuoco stesso. Lavorazioni altissime che rimandano al fattore di “danneggiato”non perfetto ma perfetto per gli occhi di chi sa guardare. Il secondo passaggio è l’utilizzo dei tagli che per ogni capo sono uno diverso dall’altro, con l’aggiunta di rifiniture particolari che al fine di tutto danno un senso di equilibrio, armonia rigenerando il capo in uno stadio più evoluto e nuovo. Anche l’utilizzo dei tessuti studiati appositamente con armature pesanti come cotoni, taffetà, popeline e tessuti leggeri come organza, creano quel contrasto perfetto che fa vedere il capo sotto un’altra luce e che echeggia come maestoso e colorato come il fuoco stesso. Usare la coulisse, che deforma ogni singolo,“NO-SENSE” che non dà l’idea di che cosa è o quale sia il capo in questione perché trasformato completamente. Usarla  come elemento caratteristico della mia collezione, per dare movimento come solo il fuoco sa fare, con il suo moto ascendente e irregolare; creando forme e figure totalmente modificate come fossero bruciate o divorate. Anche il concetto di lava che un vulcano per esempio può lasciare quando erutta: il fuoco crea delle vie, percorsi che se seguiti conducono a qualcosa. Ovviamente non potendo riprodurle fedelmente ho pensato di inserirle secondo la mia fantasia. Frange che nella maglieria sono presenti e riportate sotto diversi punti di vista. La linea dei capi, come la lava, è molto morbida, come se scivolasse. La sovrapposizione di tessuti con armature pesanti e armature leggere crea questo “gioco” di interazione e di fusione tra il “fuoco” e il capo stesso. Per quanto riguarda la colour-palette il tutto parte dall’osservazione della fiamma e osservarne i suoi colori e stadi di cambiamento in base a ciò che brucia. I colori essenziali sono ovviamente i rossi, colori che prediligono il fuoco in sé per sé; dai toni più chiari ai toni più scuri come l’aggiunta del magenta e del rosso bordeaux. La palette colori è molto vasta: dai toni più accesi si passa ai toni più “spenti” come il nero che rimanda al concetto di cenere o legna bruciata assieme al grigio.L’aggiunta del bianco simboleggia rinascita: anche se non sembra è legato al fuoco ma non viene più di tanto preso in considerazione; simbolo di rinascita, di nuovo, di purificazione dalle “ceneri”, di speranza e di cambiamento. Molti dettagli come i bottoni, passamanerie, sono in oro per riprendere il concetto il concetto di fuoco e renderlo più forte sotto una luce diversa, importante e dominante che risplenda.

Anna Foschi: Le tue creazioni propongono una immagine di donna volitiva, indipendente e anche un pò guerriera, ma noto che  vi aggiungi dei dettagli sorprendentemente romantici , e penso agli inserti di tricot decostruito o ai vestiti lunghi, fluidi che suggeriscono una femminilità post-tradizionale. Qual è il concetto di femminilità, l’immagine di donna in cui credi e che che vuoi rappresentare?

Helga Raspa: Per me la femminilità è molto importante e credo che nel corso degli anni la donna abbia perso questo pregio, questa dote che ha sempre . Oggi si può vedere come traspare anche nei video musicali, ne social media il concetto di “volgarità” e “superficialità” che le giovani donne di oggi trasmettono forse anche incosciamente ma che fanno riflettere su quanto sia cambiata la nostra società ed i valori che di punto in bianco sono stati  stravolti e  dimenticati.  Grazia, charme, eleganza, raffinatezza, giovinezza,  sofisticatezza, l’archetipo della madre di famiglia, o donna intraprendente, della donna seduttrice, etc, sono doti ahimè che abbiamo perso. Per me attrici ed icone di stile che hanno segnato la storia della moda e dai cui traggo ispirazione ogni giorno sono  Greta Garbo, simbolo di femminilità degli anni ’20, in virtù alla sua sottile sensualità ricca di mistero ambiguità, Vivien Leigh, attrice di cinema e teatro inglese simbolo della femminilità anni ’30; Audrey Hepburn è LA icona con le sue celebri frasi e film come “ Breakfast at Tiffany’s”, Marilyn Monroe che conserva la sua icona di  femminilità dei grandi contrasti: sex appeal versus innocenza, poi ancora eleganza, grazia, fragilità, perfezione, raffinatezza…non si contano le caratteristiche della bellezza senza tempo di Grace Kelly, Sophia Loren, icona Italiana bellissima, B.B., C.C., Jacqueline Kennedy con La sua grazia ed eleganza innata etc.. insomma icone che a parer mio non torneranno più. Come hai detto prima Anna la mia collezione ha dei lati e dettagli sorprendentemente romantici e lo “spolverino” è uno di questi: la donna deve ritrovare la sua femminilità, sensualià, romanticità, complicità attraverso dei capi leggeri, che scivolano sul corpo e che lasciano un immaginario di quello che c’è “sotto”, senza il bisogno di dover mostrare tutto per forza e denudarsi perché si ha paura di non essere belle abbastanza e quindi a parer mio “svendersi” per così poco. Con la mia collezione voglio ridar voce alla femminilità ed eleganza che sembra ormai un lontano ricordo che non ci appartiene più.

Anna Foschi: Quali correlazioni vedi fra moda e società, quali sono le influenze che si incrociano, si sovrappongono  e come esse contribuiscono a cambiamenti di costume e mentalità?

Helga Raspa: La moda si è sempre dimostrata quel settore influente responsabile a dettati costumi, rispettando tradizioni lungo l’intero percorso della storia, modificandosi per funzioni ed utilizzo a seconda delle esigenze dettate dai tempi.  Il settore della moda ha sempre avuto un ruolo di estrema rilevanza ed impatto sociale nella storia.

Nel dopoguerra ed in particolar modo negli anni ‘60 dove si è assistito al boom economico. Io credo che la moda e la società si influenzino a vicenda: se viene a mancare una automaticamente l’altra perde la sua importanza. La moda è un sistema che influenza la cultura sociale attraverso un linguaggio estetico che è più sovversivo di un manifesto. E ora lo fa esaltando le personalità; l’immagine della comunicazione è cambiata decisamente, è il periodo in cui le consapevolezze delle diversità diventano importanti e decidono di farsi strada  nella società. Come ad ogni stagione dove le mode cambiano,si assiste a continui ritorni nostalgici di mode un po’ retro. Si coltiva quindi la speranza per un ritorno di fiducia,di coraggio ed ispirazioni nuove perse durante il susseguirsi di eventi non sempre positivi. Anche internet ha aiutato ed aiuta tutt’ora con I video, le foto degli influencer che in qualche modo dettano un immaginario di moda che fa subito tendenza tra i giovani e che influenzano perciò a cambiamenti di costume e di mentalità.

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Anna Foschi: Che cosa si aspetta la Generation Z dalla vita e dalla società?  quale ruolo e importanza la Generation Z riserva alla moda?

Helga Raspa: La generazione Z o Gen.Z  è la prima nata dopo la nascita del web e quando una sorta di rivoluzione nel settore dell’elettronica di consumo, rendendo di fatto i cellulari e i primi dispositivi portatili disponibili anche al grande pubblico. Per la Gen Z, il vero rito di passaggio dall’infanzia all’adolescenza è rappresentato spesso dal possesso di uno smartphone o di un cellulare connesso a Internet. Tutto ormai ruota intorno ad internet e alla globalizzazione, adesso più che mai vedendo il periodo che stiamo vivendo. Entrambi sono “useful”per completarsi: camminano insieme sullo stesso livello perchè senza uno di loro il cerchio si romperebbe. Se torniamo a ritroso vediamo come la generazione Z è servita alla società e come la società sia servita alla generazione Z. Io penso che enrambi si aspettino stabilità e un ritorno immediato a quello che era un po’ la nostra società fino ad un anno fa. Come per la moda vale lo stesso identico discorso: tutto è fermo, bloccato, stenta a ripartire, stiamo vivendo  un periodo di transizione e dobbiamo ” ricreare” quella linea sottile che chiamiamo felicità e che prima avevamo e che ci pareva scontata.Ci hanno tolto “la terra sotto I piedi” e adesso ci arrovelliamo per poter ritornare alla normalità , alla normalità che ci sembrava cosi scontata e che appunto non le si attribuiva il giusto peso. Dalla vita nasce la società, dalla società nascono diverse generazioni (persone) in base al periodo, e alle necessità; da tutto questo nascono gli usi e costume come la moda che chiude questo bellissimo processo di “sopravvivenza”.

Anna Foschi: Torniamo a parlare dei tuoi progetti e proprio di un tuo progetto importante, innovatore (almeno per l’Italia) che dimostra anche la tua attenzione alla pianificazione organizzativa e finanziaria, cioè l’iniziativa di crowdfunding la raccolta fondi che hai lanciato per sostenere I costri della partecipazione alla Vancouver Fashion Week.

Helga Raspa: Tutto è nato perchè appunto la mia voglia di partire è così grande che mi sono arrovellata insieme al mio team alla ricerca di un modo “estremo” per poter realizzare il mio sogno: andare alla Vancouver Fashion Week 2021. Mi sembra ancora di dover realizzare tutto ciò, sono ancora incredula e il fatto che io sia stata scelta per partecipare come cittadina italiana non mi fa che sentire onorata e anche se posso dirlo un pò agitata. Forse in Italia la campagna Crowdfunding è ancora una parola lontana e non in uso dall’ immaginario collettivo italiano. Abbiamo tentato il tutto e per tutto senza tanti giri di parole ed incertezze e abbiamo voluto provare un’ esperienza nuova e molto divertente. Ho visto curiosando online su Kickstarter che i paesi che prevalgono sono per lo più oltreoceano e la zona dell’Asia. Però non è questo che assolutamete ci ha fermati lo abbiamo fatto davvero e sono fiera di dirlo che come prima ( non so) cittadina italiana sono riuscita ad aprire una campagna racollta fondi per poter partecipare ad un progetto, un sogno che mi potrebbe aprire diverse porte e darmi  soprattutto una formazione professionale ampia e d’ impatto che a questa età così giovane non è del tutto scontata. IO CREDO FORTEMENTE AL DESTINO E SE E’ CAPITATO CHE IO FRA TUTTA L’ITALIA SIA STATA SCELTA UN MOTIVO C’E’ e NON VOGLO DI CERTO SPRECARLO per avere poi rimpianti in futuro. Stiamo facendo un bellisimo lavoro nell’ online e nei nostril social media con le pagine. Io spero che questo sia l’inizio di una   bellissima storia e che sopratutto risulti vera e trasparente agli occhi di chi ci segue nei social. Voglio poter credere che con il vostro aiuto il mio sogno possa diventare realtà. Io nutro del profondo rispetto per la moda e non voglio di certo essere o passare come la solita neo stilista che vuole solo emergere perchè ne è pieno il mondo di persone così. Voglio poter fare le cose step by step senza troppe accelerazoni e lavorare, lavorare sodo pre crescere a livello umano, caratteriale e culturale e non voglio certo far passare al vento  tanti anni e sforzi e soprattutto sacrifici fatti per inseguire una passione o” vocazione” oserei dire.. più che un sogno.

Anna Foschi: Un’ultima domanda-lampo: e dopo la Vancouver Fashion Week? Quali sono i tuoi programmi futuri?

Helga Raspa: Il mio futuro ..bella domanda. Mi spaventa, quello parecchio. Se riuscissi ad andare a Vancouver penso che tutto sarebbe molto più chiaro; sicuramente il mio brand, il mio marchio rimarrà e crescerà. Le esperienze servono sono indispensabili nel nostro percorso e io ne vorrei fare altrettante perchè non è mai troppo tardi per imparare. La cultura è fondamentale, la conoscenza, imparare I piccolo segreti del mestiere affiancato da chi prima di te ha scritto la storia. Ecco io vorrei scirvere un pezzo della mia storia, dove io come Helga ne sono la protagonista con tutti i miei pregi e difetti. Cerco di vedere la luce ma non necessariamente in fondo al tunnel, nella mia vita in generale e fare Tesoro delle cose che ho imparato e ricavare il “positivo” da questo periodo di standby che abbiamo dovuto far entrare nella nostra vita facendolo diventare quotidianità. Sono una persona aperta a tutto, dinamica e molto positiva, cerco sempre di non abbattermi mai anche se lo ammetto delle volte è tanto difficile ma forse perchè è giusto così che io non debba crollare mai e andare avanti sempre a testa alta per la mia strada.

(Dalla redazione) Link per la raccolta fondi:

https://www.kickstarter.com/projects/helgaraspa/help-me-to-achieve-my-dream-vancouver-fashion-week-2021?fbclid=IwAR09oa2ltQR-Ig0uDHNfhXWFQtU2pjNHHGGM-qZs-MtfUMHagZPpMd1yTK8