Canada: Emiddio Isernia, talento della pasticceria italiana e campione mondiale di “Tiramisù”

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2 EmidioLa pasticceria è un prodotto che piace sia ai grandi che ai piccoli.

Quello del pasticciere é un antico mestiere fatto di tradizione e amore per le cose buone, ma con uno sguardo sempre rivolto all’innovazione; è una arte soffisticata, ricca di significati simbolici.

Racconta la storia del proprio territorio, delle sue tradizioni e le evoluzioni dei gusti che si tramandano per arrivare alle ricette rivisitate.

Il pasticcere seleziona materie prime di alta qualitá e le loro lavorazioni avvengono in laboratorio, cosi da non far uso di preparati.

La moderna pasticceria non risiede solo nell`estetica, ma nell’equilibrio nutrizionale, oltre a sapori, profumi e struttura. Ne sa qual cosa Emiddio Isernia un giovane pasticcere arrivato a Vancouver 8 anni fa da Napoli.

Diplomato alla Scuola Alberghiera, ha cominciato il suo percorso lavorativo e professionale sulla Costiera Amalfitana: Positano, Sorrento, poi a Venezia, da Zanin, e a Napoli, da Pasquale Marigliano, entrambi questi ultimi membri dell’Accademia Maestri Pasticceri .

Da qualche anno ha creato il Marchio “ANTISE VANCOUVER”, un`azienda che non vende al dettaglio ma ad esercizi commerciali.

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Italian’s News – Ci puoi spiegare che tipo di pasticceria fai.

Emiddio – La nostra produzione varia da prodotti italianissimi quali panettone e sfogliatelle a quelli nordamericani come la carrot cake.

Attualmente abbiamo brandizzato solamente il nostro Panettone artigianale, che consideriamo il fiore all’occhiello della nostra produzione, realizzato con lievito madre e seguendo le tecniche che solo una buona scuola italiana puó tramandare.

 

 

Italian’s News – Penso che le richieste di mercato siano un pò diverse, ci puoi dire le preferenze dei clienti? 

Emiddio – La clientela é abbastanza diversificata e ben ricettiva, soprattutto quando si parla di prodotti tradizionali italiani.

Si tende a preferire di gran lunga prodotti da forno e tutto quello che puó accompagnare caffé o altro.

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Italian’s News  – Emiddio questo Covid-19 ha condizionato tutto, dai tuoi progetti al mercato attuale… 

Emiddio – Si, il Covid-19 sicuramente ha condizionato i nostri progetti, che stanno maturando ed inevitabilmente cambiando forma per adattarsi….

La nostra strategia, volta a differenziare la clientela, ci ha permesso di continuare ad essere produttivi anche nei giorni piú duri.

La nostra filosofia é adattarsi ma non cambiare totalmente; é importante mantenere la propria identitá anche in tempi non del tutto semplici.

Quindi, per esempio, stiamo cambiando le misure di alcune delle nostre torte da 6” a 5”, visto che gli assembramenti di persone sono piú piccoli e il potere d’acquisto é sicuramente diminuito.

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Ilaria Baldan, una “top manager” veneziana alla Camera di Commercio italiana di Vancouver

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IlariaLe Camere di Commercio Italiane all’Estero sono degli enti molto importanti per tutte le aziende Italiane che vogliono esportare nel mondo e, in questo specifico caso, in Canada.

Ilaria Baldan ora è un “top manager” ma la sua scalata non è opera del cosidetto nepotismo ma  bensì il frutto di sacrifici, caparbietà e un pizzico di fortuna.

Italian’s News: Ilaria, ci puoi dire da quale parte dell`Italia provieni e quale è il tuo specifico percorso scolastico?

Ilaria: Sono di Mira, un comune dell’area metropolitana di Venezia. Mi sono laureata all’Université Ca’ Foscari di Venezia. Ho una laurea triennale in Conservazione dei Beni Culturali, una specialistica in Storia dell’Arte moderna (Rinascimento veneziano) e un master in Economia e Gestione del Turismo. Nel 2009, per un anno, ho fatto l’Erasmus all’Université Paris IV Sorbonne.

Italian’s News: Quale è stato il tuo sogno che hai sempre sperato di  realizzare?

Ilaria: il mio percorso universitario rispecchia un po’ la rincorsa al mio sogno, che è sempre stato quello di proteggere e promuovere le bellezze artistiche e il patrimonio culturale dell’Italia.

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Italian’s News: In Italia di cosa ti occupavi?

Ilaria: Ho finito il mio percorso di studi nel 2012 e sono arrivata in Canada nel 2015. Nei tre anni alla fine del percorso di studi ho lavorato per il Movimento Consumatori, occupandomi dell’implementazione di percorsi di turismo sostenibile a Venezia. Ho lavorato per un’agenzia turistica a Barcellona per qualche mese e ho anche insegnato Storia dell’Arte alle Superiori. Nel 2014, infine,  ho fondato una start up che si occupava di turismo delle origini.

Italian’s News: Come mai hai deciso di venire in Canada, pensavi di rimanere permanentemente qui?

Ilaria: Sono arrivata per caso a Vancouver nell´aprile del 2015, per una delusione d’amore. Non avrei mai pensato di rimanere qui, se non per un paio di mesi.

Italian’s News: Cosa hai pensato quando eri sull`aereo con destinazione Vancouver?

Ilaria: In quel momento credo nulla, la mia mente era una tabula rasa e volevo solo andare lontano

cam 2Italian’s News: Una volta arrivata a Vancouver cosa hai fatto?

Ilaria: Il primo giorno ho dormito, perchè non ero preparata al jet lag! Dopo qualche settimana ho cominciato a cercare lavoro e ho lavorato da Sciué, poi a YVR Airport al customer service.

Italian’s News: Come è arrivata la svolta che ha cambiato la tua vita?

Ilaria: Un giorno di agosto, durante la pausa pranzo in aeroporto mi chiamó quella che poi sarebbe diventata una mia collega, Anna, una ragazza veneziana che lavorava alla Camera di Commercio Italiana di Vancouver e che avevo conosciuto a un evento dell’Associazione dei Trevisani nel Mondo di Vancouver qualche mese prima. Mi disse che la Camera stava cercando un project manager e mi chiese se ero disponibile a un colloquio.

Italian’s News: Ti avevo conosciuta quando eri Project Manager ed eri venuta come rappresentate della Camera di Commercio ad un evento, una Degustazione Vini che avevo che avevo organizzato in un ristorante italiano. Da allora ne è passato di tempo e ti ritrovo come Executive Director.

Ilaria: Quando ci siamo conosciuti era il mio primo giorno di lavoro alla Camera, il 14 settembre 2015. Il direttore, Giorgio Puppin, mi chiese se volevo andare a una degustazione di vini piemontesi dopo l’orario di ufficio e pensai subito che quello era il lavoro piú bello del mondo!

cam 3Italian’s News: Di quel sogno che hai sempre cullato di realizzare cosa ne è stato?

Ilaria: E` ancora tutto lí. Amo il mio lavoro e sono felice di fare quello che ho sempre voluto fare, ovvero promuovere il bello dell’Italia all’estero, anche se in maniera molto diversa da come avevo inizialmente immaginato.

Italian’s News: Puoi spiegare in cosa consiste e cosa tratta la Camera di Commercio?

Ilaria: La Camera di Commercio Italiana in Canada Ovest (www.iccbc.com) è un’associazione che facilita le relazioni commerciali tra Italia e Canada e supporta l’internazionalizzazione delle Pmi italiane. Siamo parte di una rete di 79 Camere di Commercio in giro per il mondo e ci coordiniamo con tutta la rete istituzionale del Sistema Italia in Canada. Contrariamente a quanto spesso si crede, la Camera non è un ente pubblico, ci sosteniamo grazie alle quote degli associati e ai servizi che forniamo.

Italian’s News: Puoi dire quali sono stati i piú importanti risultati che hai ottenuto?

Ilaria: A livello professionale, dopo 5 anni in Camera, sono fiera della rete di contatti creata tra Italia e Canada e del fantastico team con cui lavoro ogni giorno. Se dovessi scegliere un momento, credo che quello per me piú emozionante sia stato stringere la mano al Presidente Mattarella durante la sua visita a Vancouver di qualche anno fa.

Italian’s News: come sarà il futuro dopo il COVID19?

Ilaria: Come disse Churchill, “A pessimist sees the difficulty in every opportunity; an optimist sees the opportunity in every difficulty.” A me piace essere ottimista: sará un mondo nuovo e come sempre rimarrá in piedi chi si adatterá al cambiamento. I dati dell’export italiano in Canada continuano la loro scalata positiva, quindi noi rimarremo al fianco delle aziende per aiutarle a cogliere tutte le opportunitá che il Canada puó offrire.




Ezio Bortolussi, un ingegnere con le scarpe sporche

Ezio Bortolussi

Ezio BortolussiLuglio 2020. Il Comune di Valvasone Arzene (Voleson Darzin in lingua Furlán) ha conferito la cittadinanza onoraria all’ingegner Ezio Bortolussi “come segno di riconoscenza per i tanti segni di vicinanza alle terre natie”.  

“Le mie passioni sono il Milan e il mio mestiere.”

A Burnaby, nell’edificio che ospita anche il suo elegante ufficio dirigenziale, arredato con mobili di design e corredato da sculture di varie correnti artistiche  (ce n’è una iperrealista e deliziosa del Rat Pack: Frank Sinatra, Dean Martin e Sammy Davis), Ezio Bortolussi, progettista, costruttore, imprenditore, proprietario della Newway Forming e ingegnere honoris causa, ha fatto costruire un “sacrario”, una stanza interamente dedicata a trofei, oggetti e  magliette dei giocatori dell’A.C. Milan, la sua squadra del cuore.

Una passione, quella per lo sport, che dura da una vita. Infatti il giovane Ezio non ancora maggiorenne, nel 1960 partì per la Svizzera confidando nella sua prestanza atletica di calciatore dalle grandi promesse di successo futuro. Voleva aiutare economicamente la sua famiglia e si trovò anche un lavoro come muratore, mestiere appreso almeno teoricamente vedendo lavorare suo padre. Nei tre anni di soggiorno svizzero, frequentò anche la Scuola Tecnica per l’Edilizia senza mai abbandonare la professione calcistica.

Bortolussi non è mai stato un uomo dalla visione limitata e tanto meno lo è oggi. Le cose lui le fa al meglio o non le comincia neppure. Anche l’attività calcistica la faceva sul serio tanto che nel 1966 i risultati ottenuti e l’impegno che ci metteva gli valsero una chiamata della durata di nove mesi da parte del St. Anthony Club, una squadra di Ottawa. Da quel momento iniziò la sua avventura in Canada che lo ha portato nel corso degli anni ai massimi vertici della imprenditoria e della riconosciuta eccellenza professionale nel suo campo. Oggi Bortolussi è ricco, è rispettato, è “un nome”, un punto di riferimento nelle tecniche innovative nell’uso e nella colata del cemento.

Dice Bortolussi parlando delle sue prime esperienze come  operaio nel campo dell’edilizia, che da subito lo interessò profondamente: “Camminavo all’alba per osservare le luci dei palazzi che si accendono. Mi colpì la verticalizzazione, la vidi come l’idea per il futuro.” Quell’intuizione si è sviluppata nella creazione di una impresa d’avanguardia nel campo edile.

Il ragazzo di Arzene, una piccola località del Friuli in provincia di Pordenone, ne ha fatta di strada, anzi di grattacieli. Ha costruito complessi edilizi in Canada, Stati Uniti, Bahamas, Qatar e tanti altri ancora. Eppure, fra le qualità che Bortolussi considera di primaria importanza c’è l’umiltà, il desiderio di continuare ad apprendere sempre. E c’è anche un forte senso del ruolo che un imprenditore riveste nella società e dei doveri che si assume.

Anche nei confronti dei tanti dipendenti delle sue imprese dimostra grande considerazione. Osserva:  “È una responsabilità sociale per chi da lavoro a tante famiglie il rispettare chi lavora. Nelle mie aziende, i rapporti di lavoro sono di lunga durata, sono basati su lealtà e rispetto. Ho fatto pochissimi licenziamenti, li conto sulle dita di una mano. Bisogna sempre mantenere la parola e questo crea fiducia reciproca.”

Nonostante il successo, Bortolussi non si è montato la testa. Dietro l’efficiente immagine dell’uomo d’affari, del capitano d’industria, emerge un uomo semplice, affabile e con un notevole senso dell’umorismo. Un ingegnere con le scarpe sporche, che ci mostra con orgoglio una grande fotografia trasferita su lamina di metallo che fa bella mostra nel salone delle riunioni. Nella foto scattata tanti anni fa a Toronto c’è lui, in cantiere, con la tuta da operaio e gli scarponi da lavoro inzaccherati da schizzi di cemento, insieme ad un compagno di lavoro. È giovane, massiccio, con mani grandi e forti come badili e ha un sorriso soddisfatto e confidente. “ Vedi? Avevo piantato il chiodo nel cemento” come dire, ero ormai un iniziato.

Un uomo che dice: “Il contratto è una carta ma dietro la carta c’è l’uomo. Sempre rispettare il contratto, anche se le nostre spese superano il preventivo. La parola è la parola” è un uomo d’altri tempi, ma in senso positivo. Un uomo che ha a cuore i valori fondamentali, che vive secondo principi oggi troppo spesso dimenticati o sviliti. Un uomo da cui prendere esempio e ispirazione.

Bortolussi premiato

Il 9 maggio 2019 l’Università di Udine, Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura, con approvazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca) ha conferito a Ezio Bortolussi la Laurea Magistrale ad Honorem come Ingegnere Civile Classe LM 23. Questo alto riconoscimento premia non solo la carriera ma anche onora le qualità umane di Bortolussi. Cito direttamente dall’Estratto di Verbale del Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura dell’ Università di Udine del giugno 2018: “La superiore capacità di problem solving e di innovazione nella progettazione e gestione di cantiere degli edifici di grande altezza dimostrata da Ezio Bortolussi nel corso della sua carriera professionale è esemplificata da alcune mirabili realizzazioni di NewWayForming. Tra queste si ricordano l’edificio denominato “La cattedrale” a San Diego, l’Urban Resort and Casino a Roma. “

Scrive ancora il Prof. Marco Petti, Direttore del Dipartimento:   “Ezio Bortolussi è il classico caso di un uomo che ha mostrato doti non comuni , non solo di iniziativa ma [anche] di competenza tecnica dell’Ingegneria Civile che hanno reso vincenti le modalità realizzative di costruzioni complesse, come sono i grattacieli, soprattutto quando costruiti in contesti urbani difficili.”

Uno dei “segreti” per cosÌ dire, del successo di Bortolussi consiste nel suo atteggiamento realistico e equilibrato nel gestire la rete di rapporti di lavoro, a cominciare dagli operai e tecnici che lavorano per la sua azienda fino a comprendere i rapporti con le altre ditte e organizzazioni che partecipano alla costruzione dei grattacieli. È un uomo che sa tenere la squadra unita e motivata, che privilegia un tipo di rapporto e comunicazione chiari e diretti, che valuta la correttezza e la competenza. Dice infatti Bortolussi: “Lo spirito di antagonismo non è costruttivo. Io accetto il rischio ma non mi metto nelle mani di chi non ha competenza.”

Secondo il Prof. Carmelo Gentile (Ordinario di Tecnica delle Costruzioni al Politecnico di Milano) Ezio Bortolussi “appare come un paradigma pressochè perfetto dell’Ingegnere di cantiere che ha saputo con l’esperienza e la cultura tecnica e tecnologica creare una “nuova via” alle grandi realizzazioni coniugando passione, fantasia, e ricerca di soluzioni tecnologiche innovative, nel rispetto degli importanti vincoli che la costruzione di ogni edificio alto impone.” Scrive ancora il Prof. Gentile, fra le motivazioni da lui addotte a sostegno del conferimento della Leaurea Magistralis e riportate nel verbale già citato: “Passione per la costruzione, conoscenza diretta della pratica del cantiere, intuizione, cultura tecnica e ricerca dell’innovazione hanno reso Ezio Bortolussi uno straordinario interprete dell’Ingegneria Civile dei nostri tempi.”

Bortolussi ha partecipato alla cerimonia ufficiale che si è svolta nel luglio 2019 nell’aula Strassoldo del Polo Giuridico Economico dell’Università di Udine per ricevere questo alto onore. Dopo la “laudatio” del Professor Antonino Morassi, come di rito il neo-ingegnere Bortolussi ha pronunciato la sua “lectio doctoralis” affermando ancora una volta i cardini su cui si basa la sua attività di imprenditore: “ Durante gli anni di lavoro ho imparato che bisogna sempre migliorarsi e dare il massimo in ogni cosa che si fa. Credo che il futuro sia fatto di idee.”

Idee e interessi Bortolussi ne ha tanti e non solo limitati alla sua professione. La sua famosa collezione di orologi pregiati occupa un posto importante fra le passioni che coltiva. Li mostra con orgoglio e ce ne sono parecchi di modelli rari di edizione limitata. Un costoso capriccio? Non proprio, perché per acquistare oggetti di quel tipo occorre possedere competenza (altra parola chiave nella vita di Bortolussi) e passione.

Ricorda lui che la madre lo esortava a risparmiare i soldi per spese più pratiche, abituata come era a una vita di grande frugalità. Altrettanto famosa è la sua collezione di vini custoditi nella “cantinetta” e scelti anch’essi con cura meticolosa fra le migliori produzioni.

Bortolussi ama e sa riconoscere gli oggetti e i professionisti migliori, anche in campo artistico. Nella sala riunioni dell’edificio della New Way Forming tiene infatti una gigantesca fotografia di Frank Sinatra, un grande artista che avrebbe voluto incontrare di persona e solo per un momentaneo disguido non riuscì a realizzare questo desiderio.

La Laurea ad Honorem è il più recente ma non l’unico riconoscimento importante tributato a Bortolussi. Anche se la lista è lunga e non possiamo citarli tutti, ricordiamo almeno che è Cavaliere della Repubblica Italiana dal 2005, e nel 2013 è stato nominato Italian-Canadian of the Year dalla Confratellanza Italo-Canadese. Lo stesso anno viene eletto Presidente del Comites di Vancouver. Nel 2014, dalla Presidenza della Regione Friuli riceve la Medaglia di Argento per “aver onorato la terra d’origine del Friuli e dell’Italia”. Socio Benemerito della Famèe Furlane di Vancouver e Presidente Onorario del Columbus Soccer Club., della Friends of Ferrari, una associazione benefica che opera a favore di bambini gravemente malati.

L’attività benefica di Bortolussi si svolge anche in modo discreto, senza clamore, aiutando chi ha bisogno e finanziando opere socialmente e artisticamente utili come restauri di monumenti ad Arzene, il suo paese natale, a Valvasone e finanziando acquisto di furgone per trasporto anziani della Casa di Risposo a Valvasone. Anche a Vancouver, dove vive, è sempre pronto a intervenire con sostegno finanziario per opere meritorie e per cause comunitarie, o per dare una mano se ci sono persone che attraversano momenti difficili, ed è disposto a spendersi per cause umanitarie o per iniziative utili socialmente e culturalmente perché non dimentica le sue origini e comprende l’importanza della generosità.




La Crostata alla Marmellata  di Nonna Marina

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Bella Cibo June 2020 JR photo 22La Crostata é decisamente uno dei classici dolci della nonna.

Ogni nonna possiede la propria ricetta personale, piena di segreti e di tanto amore.

La ricetta che voglio condividere con voi appartiene a mia suocera Marina, la nonna dei miei bambini, che recentemente é venuta a mancare.

Me la preparava ogni volta che la desideravo ed era il classico dolce che non mancava sulla tavola delle feste con la famiglia e gli amici.

Pensando alla crostata, mi affiora il ricordo di 10 anni fa quando, in uno dei miei viaggi da Vancouver all’Italia, mia suocera decise di farmi un’intera crostata alla marmellata per rendere il nostro viaggio piú dolce. E’ stato decisamente un viaggio piú dolce e la sua crostata conquistó il cuore delle hostess e di mia sorella. Questa ricetta prevede l’uso della marmellata fatta in casa, ma naturalmente puoi usare quella che piú ti conviene.

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Ingredienti:

  • 1 uovo intero
  • 1 rosso
  • 120 grammi di zucchero
  • 120 grammi di burro a temperatura ambiente tagliato a pezzetti
  • 300 grammi di farina
  • Pizzico di sale
  • 8 grammi di lievito pe dolci
  • Un vasetto di Marmellata
  • 2 cucchiai di liquore a piacere
  • Un pizzico d’amore

Metodo:

  • Mischiare farina, zucchero, lievito, sale e aggiungi il burro ammorbidito.Mischia con le mani e fai una conca dove metterai le uova.Impasta il tutto fino ad ottenere un composto morbido e non appiccicoso. Prendi la pasta frolla e fai una palla e avvolgila nella pellicola trasparente, mettila in frigo e falla riposare almeno mezz’ora.
  • Dopo mezz’ora, riprendila e metti da parte un terzo { ti servira’ per le strisce}. Con l’aiuto della carta da forno stendi la frolla fino ad ottenere un disco con spessore di 4 mm e con un diametro di 28/30 centimetri.
  • Solleva la carta da forno e mettila nella teglia rotanda, tagliando via gli eccessi. Con una forchetta fai dei buchi sul fondo. Aggiungi la marmellata, dove a piacere avrai aggiunto il liquore, e spalmala uniformemente.
  • Stendi la frolla rimanente per fare le strisce oppure cuoricini, oppure stelle! La cucina e’ fantasia e liberta’. Mia suocera spesso la decorava con cuoricini.
  • Cuocila In Forno caldo a 180 gradi per 30/40 minuti, fino a quando diventa della dorata.
  • Consigli: per stendere la frolla uso la carta da forno sia sotto che sopra e poi con il mattarello diventa piu’ facile. Le strisce con il caldo della cucina tendono a rompersi quindi le metto in freezer per mezz’ora prima di metterle sopra la torta. Buon Appetito.