Canada, British Columbia: Lina Fronzo, un’imprenditrice con impegno sociale

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lina fronzoC’era una volta una nazione, il Canada, che vantava un sistema sanitario universale esemplare in grado di rispondere ai bisogni d’individui con cure complesse e a lungo termine. Al giorno d’oggi, nella  vasta provincia canadese della Columbia Britannica, quasi un milione di persone non ha un medico di base e non può trovarne uno. Per i fortunati che hanno un medico di famiglia, un mese di attesa per un consulto è un evento comune. L’accesso all’assistenza domiciliare per anziani o disabili richiede una lunga attesa perché i servizi finanziati dal governo sono sovraccarichi e sono a corto di personale.

A Metro-Vancouver, la città più popolosa e importante,  dove vivono circa 75.000 italocanadesi, molte famiglie si preoccupano di trovare assistenza domiciliare privata a prezzi accessibili per i loro parenti anziani, soprattutto per coloro che non parlano inglese.

Alcuni anni fa, Lina Fronzo ha affrontato una grave situazione quando ha cercato assistenza domiciliare per sua madre. Diplomata al prestigioso British Columbia Institute of Technology  come Assistente medica, Amministrativa e Contabilità, Fronzo racconta  che la sua anziana madre “ha avuto un’esperienza negativa con l’assistenza del sistema medico: facce sempre diverse, barriera linguistica e nessuna coerenza delle cure”.

Motivata dalla sua conoscenza dei bisogni della comunità e utilizzando la propria esperienza del settore, nel 2015 Fronzo ha fondato “Annie’s Place”, la sua società di servizi di assistenza domiciliare. Diretta  principalmente alla comunità italo-canadese del comune di Burnaby, si è poi gradualmente ampliata ad altri comuni di Metro Vancouver e fino a Victoria, la capitale della provincia.

Nel 2019, quando Fronzo ha organizzato la cerimonia ufficiale del taglio del nastro nella nuova sede, la sua azienda era già cresciuta fino a includere personale multilingue e assistere la popolazione in generale. “Annie’s Place” è anche allineata con una rete sanitaria collaborativa di terapisti e farmacie. La pandemia di Covid ha creato una domanda ancora maggiore: “Quando l’azienda ha finalmente avuto le persone giuste nel 2020, tutte impegnate per la crescita e il successo, siamo cresciuti del 400 percento” afferma Fronzo.

La famiglia Fronzo è arrivata in Canada negli anni ’60 da Bagnoli, una cittadina abruzzese. Lina è nata a Vancouver nel 1965. Ha maturato esperienze professionali nell’amministrazione e nella contabilità prima di diventare una dinamica imprenditrice. Dirige il suo collettivo di servizi sanitari, domiciliari e comunitari con una prospettiva socialmente responsabile. Fronzo riassume in poche parole la sua filosofia: “Man mano che cresciamo ulteriormente, i nostri obiettivi sono non perdere mai il contatto umano con i clienti e le relazioni. Questo tipo di attività ha bisogno di questa tessera del mosaico. Cerchiamo di mantenere le nostre tariffe convenienti poiché siamo un’impresa sociale e diamo un contributo a organizzazioni non-profit e alle comunità che serviamo”.

Lina è sposata e ha un figlio di 27 anni, ma gestisce le sfide della sua giornata impegnativa senza sacrificare la sua vita familiare. Crede che la famiglia sia il valore principale per gli italo-canadesi e che il ruolo delle donne sia sempre stato cruciale nella comunità.

Le donne italo-canadesi sono sempre state attivamente coinvolte nel sostegno alle loro famiglie. Ai primi del Novecento, le famiglie dei pionieri italiani nella British Columbia e gli immigrati arrivati durante gli anni del dopoguerra prosperarono grazie anche al lavoro delle donne, le quali mandavano avanti, come affittacamere, mini-pensioni casalinghe cucinando e facendo pulizie per i bordanti, o avviarono piccole imprese in vari campi.

Le donne, le madri di famiglia,  si sono impegnate nel lavoro di comunità, hanno combattuto per le cause della comunità e hanno guidato molte iniziative importanti. I loro figli e figlie nati in Canada hanno completato un’istruzione universitaria e  hanno avuto successo in molti campi professionali e commerciali. Attraverso le generazioni, l’ingegno e la tenacia delle donne italo-canadesi sono ancora la base della famiglia e della comunità.




La comunità italiana in Canada perde il prof. Franco Ricci

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01ntap6x13034 d webUna notizia che non avrei mai voluto ricevere. E tuttavia è arrivata attraverso un messaggio, denso di dolore e commozione, dell’amico Nello Scipioni, presidente del Centro Abruzzese Canadese di Ottawa. La comunità italiana in Canada, e ancor più quella abruzzese della capitale, perdono il Prof. Franco Ricci, scomparso ieri all’età di 69 anni. Non che a questo epilogo chi scrive non fosse preparato, perché proprio il prof. Ricci, amico fraterno, a metà settembre mi aveva parlato del male che lo aveva aggredito mentre passava i mesi dell’estate a Sulmona, la città natale dei suoi genitori e dove egli aveva acquistato casa. Mi aveva confidato, egli che avrebbe dovuto rimanere fino a settembre in Abruzzo, il motivo del repentino rientro a Ottawa, a metà luglio, per via dei forti dolori che avvertiva all’addome. Gli accertamenti diagnostici avevano rivelato un cancro invasivo. Egli stesso aveva informato gli amici più stretti.

Sapeva bene quale sarebbe stata l’evoluzione del male, eppure con coraggio era pronto ad affrontarlo. Come aveva, peraltro, fatto per diversi anni con un’altra patologia con la quale aveva convissuto, mai limitando il suo impegno di docente all’Università di Ottawa, le sue ricerche sociali, la frequentazione assidua della comunità abruzzese della capitale, numerosa e ricca d’iniziative. Mi aveva chiamato, due mesi fa, anche per annunciarmi la spedizione del suo ultimo libro “Preston Street”, una bella ricerca sociologica e culturale sulla Little Italy di Ottawa. Mi disse che era in programma la presentazione del volume, alla quale non avrebbe voluto mancare. E in effetti, pur con il disagio del male, era stato partecipe dell’evento che lo vedeva ancora una volta protagonista. Lo avevo chiamato poi a metà ottobre. Era in ospedale, aveva la voce flebile ma determinata a vivere ogni momento e ogni sensazione, con positività e una certa serenità. Gli avevo chiesto di sua moglie Hoda e di suo figlio Alessandro sempre brillante negli studi. Mi disse che dopo l’eccellente laurea in medicina, Alessandro era stato assunto in un ospedale d’una città a circa 150 chilometri da Ottawa, dove come medico lavorava anche la fidanzata. Sentii che sorrideva mentre gli auguravo presto l’arrivo di un nipotino.

Franco Ricci mancherà molto alla comunità italiana, mancherà per il suo indubbio valore, ma soprattutto per l’appassionata dedizione a promuovere in ogni modo la conoscenza del contributo che gli emigrati italiani hanno reso allo sviluppo economico, sociale e culturale del Canada. Una sensibilità spiccata la sua, una generosità senza pari, un’impareggiabile modestia, un’attenzione verso i propri connazionali davvero straordinaria che hanno fatto del prof. Ricci una figura di spicco in seno alla comunità italiana. Ancor più quella sua attitudine al servizio la esercitava in seno alla comunità abruzzese, forte e coesa nel Centro Abruzzese Canadese guidato da Nello Scipioni, origine nella frazione aquilana di Camarda, magnifico borgo alle falde del Gran Sasso. Nei bei locali del Centro spesso, durante le conviviali, Franco lo si vedeva impegnato in cucina, egli provetto cuoco, o a servire a tavola i commensali.

Il suo grande amore per la terra natale dei suoi genitori, Sulmona e il territorio peligno, è stato davvero intenso, carnale, assoluto. Ogni anno Franco passava alcuni mesi nella città di Ovidio, da là spostandosi all’intero territorio abruzzese per visite accuratissime, con approfondimenti sulle gastronomie locali, sulle valenze artistiche, sui pregi architettonici delle città e dei borghi che andava a scoprire, peraltro documentandoli con eccellenti report fotografici. Sulmona e l’Abruzzo devono molto al prof. Franco Ricci, per l’eccezionale opera di promozione che egli ha messo in campo portando centinaia di studenti della sua università e di altri atenei nella nostra regione, nelle Summer School che egli organizzava presso gli Hotel Santacroce, facendo conoscere le eccellenze della nostra terra, le meraviglie ambientali e artistiche, le singolarità delle nostre tradizioni, lo splendore delle architetture urbane come dei piccoli villaggi.

Un innamorato della terra dei padri che faceva innamorare dell’Abruzzo anche i suoi studenti. Ne sono testimone diretto, quando mi impegnava ad accompagnare, in veste di guida turistica, i suoi allievi canadesi tra le incomparabili bellezze dell’Aquila e nella narrazione della storia della città attraverso i suoi quasi otto secoli. Altrettanto aveva fatto nel giugno del 2015 organizzando a Sulmona un Forum internazionale sulle culture del Mediterraneo (Forum on Mediterranean Issues) al quale parteciparono numerose personalità del mondo accademico dei Paesi che affacciano sul Mare Nostrum e insigni docenti delle università del nord America. Fu una riflessione a tutto campo e a più voci sulle questioni del Mediterraneo, spaziando dalle migrazioni alla geopolitica, dalla storia al cinema, dall’arte alla letteratura al teatro, dalle contaminazioni culturali all’economia e alle tradizioni dei popoli che affacciano sul mare che ha visto nascere e fiorire grandi civiltà della storia dell’umanità, ora preoccupante crogiuolo di tensioni, conflitti e migrazioni epocali.

Assai opportunamente il Consiglio Regionale, nel 2017, ha conferito al prof. Franco Ricci la più alta onorificenza di Ambasciatore d’Abruzzo nel Mondo, riconoscendone il valore e i meriti. L’opera di Ricci è preziosa anche per l’attenzione che egli ha rivolto al fenomeno migratorio italiano e alle implicazioni culturali che ha determinato nelle terre d’emigrazione. D’altronde il prof. Ricci ha vissuto sulla sua pelle la condizione di figlio di emigrati e di emigrato egli stesso. Franco Ricci, infatti, è nato il 19 maggio 1953 a Caracas da genitori di Sulmona emigrati in Venezuela. Nel 1954 la sua famiglia si trasferisce negli Stati Uniti, a Detroit, dov’egli segue il corso degli studi primari e secondari, prima d’intraprendere gli studi universitari presso la Wayne State University, dove si laurea in Lingue, italiano e spagnolo. Nella Facoltà di Legge della stessa università si specializza in diritto internazionale. Prende poi un’altra laurea in Linguistica e Letteratura presso l’Università di Toronto e, sempre nello stesso ateneo canadese, il dottorato (Ph.D.) con specializzazione in Letteratura e Cultura italiana.

Il prof. Ricci ha insegnato 8 anni all’Università di Toronto, un anno alla Laurentian University di Sudbury (Ontario) e quindi, dal 1982, all’Università di Ottawa. Come visiting Professor ha insegnato nel Middlebury College (Vermont, Usa), alla McGill University (Quebec, Canada), tenendo per 3 anni corsi di Cinema, e al Colorado College (Colorado Springs, Usa), tenendo dal 1990 corsi estivi all’estero, in Italia e spesso in Abruzzo. Per 6 anni è stato presidente dell’Aais (American Association for Italian Studies), importante organismo che associa i docenti d’italianistica delle università del centro-nord America e ne era stato precedentemente per 6 anni il Segretario Generale. Per il grande impulso dato all’Aais sotto la sua guida, dal 2009 il prof. Ricci è stato nominato Presidente Emerito a vita.

Corposo il curriculum, per libri editi, scritti su riviste letterarie, interventi in congressi e convegni che sono stati pubblicati in atti. Numerosi i riconoscimenti che gli sono stati tributati. Notevoli i suoi studi e le pubblicazioni su Italo Calvino e sulle opere del grande scrittore italiano. Come pure da segnalare è la sua passione per il Cinema, la settima arte per la quale ha tenuto corsi d’insegnamento nell’ateneo della capitale del Canada. Se da un lato il settore della letteratura e della cultura italiana nel XX secolo, nei suoi molteplici aspetti, è stato per il prof. Ricci l’impegno preponderante, negli ultimi anni la sua attenzione si era andata man mano concentrando su questioni della cognizione umana e sulle differenze estetiche e pratiche del conflitto fra i campi semiotici di parole e immagini. Significativo al riguardo un suo libro sul famoso programma televisivo The Sopranos, dove egli ha esaminato questioni di genere, potere ed estetica nel melting pot nella società americana del XXI secolo. Recente è infine la pubblicazione del suo interessante saggio Preston Street sugli emigrati italiani nella capitale canadese.

Sono solo modeste annotazioni, le mie, per illustrare lo spessore intellettuale ed umano di Franco Ricci. Un italiano orgoglioso delle proprie origini, un abruzzese appassionato al culto delle proprie radici, un testimone operoso del valore della lingua italiana e del patrimonio incomparabile d’arte, storia e cultura che l’Italia può vantare. E del quale essere fieri messaggeri. Franco lascia un’impronta indelebile nella memoria di chi lo ha conosciuto, per la semplicità del suo tratto, per l’immediatezza del suo carattere aperto, per la profondità delle relazioni umane che sapeva intessere e mantenere, di cui io stesso ne sono diretto beneficiario. Per tutta l’amore che ha riservato a Sulmona, che ha sentito sempre come la “sua” città benché non vi sia nato, meriterebbe ora la Cittadinanza onoraria alla memoria. Sarebbe per lui la più grande gratificazione postuma, quanto l’onore provato il 2 giugno 2018 quando presso l’Ambasciata d’Italia ad Ottawa gli fu conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un forte abbraccio di vicinanza e condoglianze alla signora Hoda e ad Alessandro. All’intimità del ricordo potranno aggiungere, con orgoglio, la stima e l’affetto verso Franco Ricci che una grande moltitudine di persone conserveranno nella memoria. (Goffredo Palmerini/Inform)




Il Canada eleggerà la sua Miss Italia America (VIDEO)

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imageGrande successo domenica 30 Ottobre per il gala di presentazione di Miss Italia America fascia Canada, tenutosi nelle sale della Riviera Parque a Woodbridge, grazie al Bisignano Group ed IF Magazine, artefici della rinascita a Toronto del concorso di bellezza più amato dagli Italiani.

Partenza ufficiale dunque del concorso tanto caro a Enzo Mirigliani, storico Patron della manifestazione Miss Italia che ha lanciato astri come Sophia Loren. Per vincere la corona di Miss Italia America, ragazze di origine italoamericana provenienti da tutti gli Stati Uniti, si cimenteranno in diverse prove durante tutte le tappe intermedie che attraverseranno il Paese fino ad arrivare alla finale che si terrà in gennaio 2023 a Miami. Alla fine di tutte le selezioni, che avverranno in luoghi rappresentativi del glamour e dell’eccellenza italiana, le concorrenti resteranno in 24. Fra di loro anche la vincitrice di Miss Italia America Canada che concorrerà all’ambitissimo titolo di Miss Italia America.

Bellezza, sogni, sfide, gioia e lacrime. Tutto questo e molto di più fa parte del mondo legato a uno dei concorsi più amati da tutti gli italiani,  anche all’estero. Stiamo parlando ovviamente  di Miss Italia ma più precisamente della sua costola internazionale: Miss Italia nel Mondo. Il concorso ha ripreso nuova vita ed è stato appunto appena presentato anche in Canada, durante una prestigiosa serata con Monica Marangoni, Roberto Onofri, Clarissa Burt, Gloria Zanin, il regista Giuseppe Sciacca,  Roberta Battaglia e la straordinaria collaborazione televisiva dell’emittente calabrese La C Tv (lacplay.it) e del suo conduttore Pino Gigliotti, molto conosciuto in terra canadese grazie alla sue innumerevoli  trasmissioni, in particolar modo ‘’Permette Signora?’’, professionalmente affiancato dal cameraman Vincenzo Reda. Accompagnati dalla sigla ufficiale della manifestazione cantata dal tenore Andrea Del Principe tutti i presenti hanno potuto godere della splendida serata e hanno anche avuto l’opportunità di brindare a questo rinnovato sodalizio.

image (1)Accanto alla fascia di Miss Italia fascia America, torna dunque anche quella di Miss Italia America fascia Canada, grazie al Bisignano Group ed IF Magazine. “Mi trovavo in Florida con alcuni amici, tra cui Roberto Onofri e Orlandino Greco, e mi hanno convinto a ricreare la fascia Canada” ci racconta il titolare del Gruppo Francesco Bisignano, seduto a un tavolo del suo ristorante a nord di Toronto. Lui, imprenditore nel ramo della ristorazione e dell’Import-Export, folgorato sulla via della bellezza. ‘’La proposta mi è sembrata una sfida affascinante’’, dice ancora Francesco Bisignano, ‘’l’Italia è sempre stata sinonimo di bellezza ed eleganza. Far rinascere dopo anni questo concorso qui in Canada è divenuto realtà. Una sfida interessante perché chi avrà l’onore di vincere ed ottenere la fascia del Canada, andrà poi a sfidare le più belle ragazze degli Stati Uniti e chissà, magari potremmo avere una canadese vittoriosa che avrebbe la chance di diventare Miss Italia nel Mondo. Tante ragazze sognano di essere la più bella e non dimentichiamo che la vincitrice finale avrà un anno di contratto in TV. È tempo di ricreare eventi importanti nella Comunità ma è anche tempo di formare un gruppo di amici che possono mantenere vivace un ambiente che dopo la pandemia si è un pò depresso’’. E infatti è con l’energia di tutte le personalità più importanti presenti sul territorio canadese che Miss Italia America Canada continuerà a diffondere lo stile inconfondibile di un Paese che ha fatto innamorare tutto il Nordamerica.

 

 




Canada. Giovani talenti italiani alla Vancouver Fashion Week 2022

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catturaVancouver Fashion Week, l’evento internazionale che quest’anno si è svolto dal 20 al 23 ottobre 2022 presso la David Lam Hall a Vancouver, vanta una lunga tradizione come vetrina innovatrice sia per nomi già importanti nel campo della moda sia per i giovani talenti del design provenienti da varie nazioni. Iniziata nel 2001per iniziativa di Jamal Abdourahman, si è affermata come uno degli eventi più importanti in Nord America e a livello internazionale

Da vari anni, l’ Istituto Italiano Design (IID) di Perugia partecipa alla manifestazione di Vancouver. IID si propone come un leader in Italia e a livello internazionale  nei corsi accademici di disegno e utilizzo della lavorazione maglieria e filati pregiati. La gamma dei corsi accademici non si ferma certo alla moda: i diplomati disegnano interni, mobili, oggetti di arredamento, gioielli e anche etichette per bottiglie di vino. Come sottolinea l’avvocatessa Benedetta Risolo, gentilissima ed entusiasta Responsabile dell’Ufficio Legale e Internazionale, gli studenti trovano una guida personalizzata e una attenzione individuale da parte degli insegnanti dell’Istituto che è situato presso il Palazzo Ranieri di Sorbello nel centro storico di Perugia. IID rilascia diplomi riconosciuti nella U.E. e ha ricevuto una lista impressionante di premi, riconoscimenti e contratti assegnati sito www.istitutoitalianodesign.it

Quest’anno IID ha partecipato alla Settimana della Moda a Vancouver con alcuni giovani e talentuosi studenti che hanno accettato di condividere con i nostri lettori le loro impressioni sull’avvenimento di Vancouver e d’illustrarne l’influenza sui  i loro impegni di percorso in futuro. Rossella Sessa e Davide Borgarelli descrivono qui la loro esperienza a Vancouver.

 

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  1. Mi chiamo Rossella Sessa, ho 22 anni e sto per concludere il mio percorso di studi all’Istituto italiano design, dove ho frequentato il corso triennale in fashion design.

Ho deciso d’intraprendere questo percorso di studi seguendo la passione per la moda che ormai mi porto dietro da quando ero bambina, con il desiderio di trasmettere le mie idee e il mio punto di vista attraverso le creazioni che propongo.

La Vancouver Fashion Week è stata un’esperienza indimenticabile che mi ha permesso di comprendere cosa realmente c’è dietro le quinte di una sfilata, il lavoro di tante persone che va a unirsi per rendere l’uscita in passerella della collezione magnifica e curata nei minimi dettagli. Nonostante la fatica tutti erano sempre contraddistinti da un’estrema gentilezza nei nostri confronti.Inoltre non dimenticherò mai l’emozione nell’uscire in passerella una volta che ha sfilato la mia collezione e ricevere gli applausi delle persone che hanno apprezzato il mio lavoro e tutti i sacrifici fatti per realizzare la collezione.

Questa fashion week ha sicuramente allargato i miei orizzonti per ciò che ho visto alle sfilate, ma non sono stati soltanto gli abiti fisici a ispirarmi. Solitamente per sviluppare dei concept parto sempre da esperienze di vita o dallo studio della società, con la Vancouver Fashion Week ho avuto modo di conoscere molte persone, parlare con loro e sentire storie differenti dalla mia, questo sicuramente ha arricchito il mio bagaglio culturale e la mia persona. Posso dire di essere tornata a casa piena d’idee e pronta per nuove creazioni.

 

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Sono Davide Borgarelli, ho 24 anni e sto per laurearmi all’ Istituto Italiano Design di Perugia, la mia città

natale.

Cerco di mettere sempre tutto me stesso in quello che faccio, soprattutto in questo campo, quello della

moda, che mi fa imparare ogni giorno qualcosa di nuovo.

Il mio obbiettivo è quello poter lavorare nel campo creativo di questo settore, cercando di esprimermi

al meglio.

  • Due cose importanti in questa esperienza alla VFW sono stati sicuramente il conoscere e potermi confrontare con persone provenienti da tutto il mondo, uscire dalla mia zona di comfort la mia prima volta fuori Europa, in un ambiente quindi tutto nuovo.

La seconda è stata il vedere e partecipare attivamente alla VFW in sé, dove erano presenti tutto uno staff pronto a risolvere ogni problema, la sala parrucchieri e la sala trucco, l’organizzazione della passerella, fotografi e buyer.

  • Sicuramente un’esperienza internazionale, dove ho partecipato attivamente, sarà proficua in futuro sia per le conoscenze fatte con le varie persone del settore ma anche come dimostrazione generale che mi so muovere anche al di fuori dei confini e che so farmi capire.

 




Il Comites di Vancouver organizza un incontro per i nuovi immigrati

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locandina evento comitesUna serata per conoscersi e stare insieme. È quanto propone l’incontro organizzato dal Comites Vancouver insieme all’Italian Cultural Center il 7 ottobre 2022 ore 18.30

L’incontro è  aperto a tutti i nuovi arrivati a Vancouver(e non) che hanno voglia di passare una serata in allegria.

Durante la serata ci sarà un momento di dibattito e verranno affrontati argomenti scottanti come “emergenza affitti”, scuole di lingua e visti, ecc., dove potrai portare le tue domande e dubbi sulla vita canadese.

Le associazioni affiliate col Centro Culturale Italiano e non, sono state invitate all’evento e saranno presenti.

Il centro offrirà la pizza.

 

Comites Vancouver




Canada. Vincenzo Odoguardi, candidato MAIE al Senato: “Avviciniamo l’Italia agli italiani nel mondo”

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odoguardi senato 768x468Un calabrese che all’estero ha realizzato tutti i suoi sogni, ma che non ha mai dimenticato le sue radici, la sua terra. Tanto da volerci tornare da Senatore. Per chiudere quel cerchio che si è aperto 58 anni fa a Trebisacce, rinomata località marina dell’Alto Jonio, dove Vincenzo Odoguardi è nato e cresciuto fino alla maggiore età.

Il percorso di studi lo ha poi portato lontano dal mare: prima all’Università di Reggio Calabria e poi in Gran Bretagna col programma ‘Erasmus’. Quindi a Boston per un corso di perfezionamento.

In Calabria il padre voleva cedergli il posto fisso come ufficiale postale, un tempo funzionava così, ma Vincenzo aveva altri piani: “Il mio sogno era quello di diventare un imprenditore, e sentivo che avrei potuto farlo da un’altra parte del mondo”.

Architetto di formazione, passaporto italiano e americano, sette lingue parlate (inglese, spagnolo, francese, arabo, russo, portoghese, oltre a un eccellente italiano), oggi Enzo Odoguardi è uno degli imprenditori italiani di successo tra i più influenti a Boston, la città più grande dello Stato del New England.

Alla fine, non ha mai fatto l’architetto e nemmeno l’urbanista. Ha lavorato in Africa, in Europa, nei paesi del Baltico, in Russia, nei Caraibi, e in tante altre zone calde del mondo. Ha fatto prevalentemente il direttore tecnico di multinazionali famose e per lunghi anni è stato responsabile d’importanti progetti come hotel e centri commerciali. Come il più grande hotel italiano a Sharm-El-Sheikh in Egitto, il “Coral Bay Hotel”, o il “Mega Centro” in Repubblica Dominicana, il più grande centro commerciale dei Caraibi.

Nel 2009 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l’onorificenza di “Commendatore” dell’Ordine della Stella della Solidarietà. A un certo punto della sua vita da giramondo, Enzo Odoguardi è diventato anche “Console Onorario” nella Repubblica Dominicana. È stato poi presidente della Camera di Commercio Dominico-Italiana, così come della Camera di Commercio Europea, l’Eurocamara, con sede a Santo Domingo, incarico questo che gli ha consentito di conseguire l’onorificenza di Gran Priore dell’Ordine Bizantino del Santo Sepolcro di Malta OBSS, e di Gran Ufficiale dei Cavalieri Templari.

Nei mesi scorsi è diventato coordinatore MAIE Nord America e a settembre aspira a diventare Senatore, mettendo tutta la sua esperienza al servizio degli italiani nel mondo, che ha imparato a conoscere da vicino negli ultimi 30 anni.

Vincenzo Odoguardi, ci spieghi la scelta di scendere in politica candidandosi alle prossime elezioni

Vivendo e lavorando all’estero, vorrei aiutare le tante comunità d’italiani nei loro problemi quotidiani, a volte contemporanei e attuali, altre volte di lunga data e perfino storici. Oltre a impegnarmi per incrementare il successo dell’imprenditoria italiana all’estero. Le comunità italiane sono diverse tra Nord e Centro America, hanno esigenze e problemi diversi, e quindi vanno trattate in modo differente, non ci può essere un’unica politica valida per tutti gli italiani nel mondo.

Cos’è il MAIE e perché i connazionali dovrebbero preferirlo agli altri partiti?

Il Maie è l’unico movimento nato all’estero, ideato e pensato appositamente per gli italiani che vivono all’estero. Non è un partito politico romano, un partito tradizionale. Noi siamo cresciuti con le comunità italiane all’estero e capiamo esattamente quelli che sono i problemi di chi risiede fuori dai confini nazionali. Non abbiamo altri punti in agenda se non quello di risolvere i problemi, rispondere alle esigenze ed ai bisogni, assistere i connazionali che vivono all’estero. Promuovendone il successo e quindi aiutandoli a vivere meglio la loro condizione di emigrazione. Facendo sì che possano continuare a contribuire alla crescita economica del loro paese di adozione, restando però sempre profondamente legati alla propria terra di origine.

Quali sono le tre priorità che le stanno più a cuore, qualora venisse eletto al Senato?

Parlare solo di tre priorità vorrebbe dire sminuire i tanti problemi che abbiamo all’estero. Sicuramente, una cosa che mi piacerebbe fare è iniziare ad aprire degli uffici che potremmo chiamare ‘Sportelli Italia’, o come vogliamo, che raccolgano i problemi delle varie comunità. Vogliamo spingere sull’imprenditoria dei giovani, sul turismo di ritorno, e vogliamo portare avanti le lotte ormai storiche come le pensioni, le tasse (come l’IMU), l’assistenza sanitaria. E poi manca un sostegno sul territorio: è evidente, infatti, che la rete consolare va potenziata, perché così com’è non è assolutamente sufficiente per soddisfare tutte le richieste degli italiani all’estero. Siamo italiani e vogliamo sentirci tali, con il supporto dello Stato che ci meritiamo. Gli italiani all’estero meritano il loro Ministero, un Ministero dedicato agli Italiani nel mondo, che è già esistito nel recente passato e attraverso cui garantire servizi migliori ai connazionali all’estero.

Quale promessa si sente di fare ai connazionali in Canada?

Nel caso dovessi essere eletto, dopo essere stato per tanti anni della mia vita al servizio degli italiani, mi impegno a dedicare il mio stipendio da Senatore all’apertura dei primi tre Uffici o ‘Sportelli Italia’: uno in Canada, uno negli Stati Uniti ed uno in America centrale, in modo da servire nel migliore modo possibile gli italiani all’estero.

da Il Cittadino Canadese – articolo di Vittorio Giordano




Toronto: pronti i nuovi corsi di italiano dell’Accademia dei Ragazzi nella nuova sede di Vaughan

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6vaughanL’Accademia dei Ragazzi, scuola di italiano per bambini e ragazzi a Toronto, ha una nuova sede a Vaughan, in Canada. Questo comporta la costituzione di nuovi corsi di italiano che faranno parte della scuola privata chiamata King Heights Academy (130 Racco Parkway, Thornhill).
I corsi autunnali di italiano dell’Accademia inizieranno sabato 1° ottobre 2022 e si concluderanno sabato 10 dicembre 2022 (i corsi al 918 Bathurst Arts Centre cominceranno sabato 24 settembre 2022). Quest’anno ogni classe adotterà un libro di testo e utilizzerà materiale didattico specifico per la lettura e comprensione del testo di narrativa.

L’Accademia ha inoltre iniziato un progetto di collaborazione con il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Toronto (U. of T.). La collaborazione si delinea su due binari: a) alcuni studenti della U. of T. al secondo e terzo anno saranno attivi come gruppo istruttori di sostegno nelle classi dell’Accademia; b) i bambini e ragazzi dell’Accademia parteciperanno ad un evento dedicato nelle sedi della U. of T., e il tema dell’evento verterà su: teatro, musica, lettura, e fumetto italiano.
Quest’anno l’Accademia, in collaborazione con Villa Charities, offre un nuovo corso di italiano per toddlers (bambini da 1 a 3 anni) con l’obiettivo di introdurre la nostra lingua e cultura ai bimbi più piccoli. Il corso si terrà di mercoledì mattina, dal 28 settembre al 30 novembre 2022 al Columbus Centre. Un genitore deve partecipare alla lezione con proprio/a figlio/a. Questo corso si terrà al Columbus Centre – Studio 5 (901 Lawrence Avenue West, Toronto).

Per iscriversi ai corsi basta cliccare su questo link. (aise) 




Montreal: il candidato al Senato Odoguardi (Maie) incontra la comunità

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odoguardiIn vista delle imminenti elezioni politiche italiane, Vincenzo Odoguardi, candidato del MAIE al Senato, è impegnato in una campagna elettorale senza sosta per presentarsi alle diverse Comunità italiane in Nord e Centro America. Nei prossimi giorni, Odoguardi sarà anche a Montreal, città del Canada tra le più “italiane” al mondo.
Tutti gli Italiani che vivono a Montréal e dintorni possono contattare il Comitato elettorale di Vincenzo Odoguardi in città, componendo il 438-375-1466 oppure recandosi direttamente al 6020 Jean Talon Est (piano terra dell’edificio Complexe le Baron). (aise) 




Grandi festival di Montréal: ora ci siamo anche noi!

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italfest img 4423 cutCon l’applauditissima esibizione del trio Lyrico nell’Esplanade Tranquille del Quartiere degli Spettacoli, si è conclusa la 29ma edizione dell’ItalfestMTL che quest’anno ha regalato al pubblico due momenti distinti: quello tradizionale nella Piccola Italia e negli altri arrondissement montrealesi, e la grande novità delle esibizioni in centro città.

Soddisfatto e contento dell’esito di questa edizione l’avv. Tony Sciascia, presidente del CNIC, l’organismo che insieme a numerosi partner e sponsor organizza l’ItalfestMTL

«Dopo due anni di assenza – ha affermato – tornare in presenza è stata tutta un’altra cosa. Ho potuto constatare la reazione della gente che “aspettava” questo festival, questo ritorno.

Devo dire che quest’anno è andata molto bene, non solamente durante la tre giorni nella Piccola Italia ma anche nei diversi quartieri di Montréal come LaSalle, Saint-Léonard, R.d.P. dove si sono tenuti le varie manifestazioni dell’ItalfestMTL.

Ma diciamo che il vero “trionfo” è stato nella Piccola Italia, con la grande partecipazione dei commercianti, degli sponsor e soprattutto degli artisti, non solo quelli italo-canadesi ma anche quelli francofoni. Se, infatti pensiamo al ‘Barbiere di Siviglia” il cast era tutto francofono, senza contare la sfilata di moda e tutti gli altri spettacoli.

Abbiamo dimostrato non solo il nostro talento ma anche l’integrazione della nostra comunità nella società del Québec. Abbiamo inserito – ha continuato Sciascia – il talento quebecchese nelle nostre attività. È una cosa che vado ripetendo da anni: la comunità italiana, che parla tre lingue, è la più integrata nel Québec.

Dunque – conclude il presidente del CNIC – sono molto soddisfatto. Poi, in questo ultimo fine settimana ci siamo ritrovati in centro città, nel quartiere degli spettacoli, a Place des Arts, dove si svolgono i grandi festival di livello internazionale. Ci sono voluti tanti anni ma finalmente … ce l’abbiamo fatta!»

dal Corriere Italiano




Il Papa ai nativi canadesi: “Imploro perdono, sono addolorato”

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091607285 7a739bc8 2857 4492 87e1 4893977469b0“Attendevo di giungere tra voi. è da qui, da questo luogo tristemente evocativo, che vorrei iniziare quanto ho nell’animo: un pellegrinaggio penitenziale. Giungo nelle vostre terre natie per dirvi di persona che sono addolorato, per implorare da Dio perdono, guarigione e riconciliazione, per manifestarvi la mia vicinanza, per pregare con voi e per voi”. Lo ha detto Papa Francesco incontrando oggi i nativi canadesi.

“Sono lieto di vedere che in questa parrocchia, nella quale confluiscono persone di diverse comunità delle First Nations, dei Mètis e degli Inuit, insieme a gente non indigena dei quartieri locali e a diversi fratelli e sorelle immigrati, tale lavoro è già iniziato. Ecco una casa per tutti, aperta e inclusiva, così come dev’essere la Chiesa, famiglia dei figli di Dio dove l’ospitalità e l’accoglienza, valori tipici della cultura indigena, sono essenziali: dove ognuno deve sentirsi benvenuto, indipendentemente dalle vicende trascorse e dalle circostanze di vita individuali.

E vorrei anche dirvi grazie per la vicinanza concreta a tanti poveri – sono numerosi anche in questo ricco Paese – attraverso la carità”, ha osservato Francesco nell’incontro con le popolazioni indigene e con i membri della Comunità Parrocchiale presso la Chiesa del Sacro Cuore di Edmonton.

agi.it