Anche nei Caraibi arrivano i “giorni della merla”

In Italia li conosciamo bene: sono i giorni della merla, tradizionalmente considerati i più freddi dell’anno, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. E quest’anno, a sorpresa, questo antico modo di dire sembra trovare conferma anche dall’altra parte dell’Atlantico.
Nella Repubblica Dominicana, infatti, il freddo è sceso dal Nord e ha raggiunto anche i Caraibi, portando temperature decisamente insolite per queste latitudini. Nelle ultime notti, persino nelle località costiere, i termometri sono scesi intorno ai 17–18 gradi, mentre di giorno si fatica ad arrivare ai 24 gradi.
Per chi arriva dall’Europa può sembrare una primavera mite, ma per i dominicani — abituati a notti tropicali e giornate sopra i 28–30 gradi — si tratta di un vero e proprio “invierno”. C’è chi tira fuori una felpa, chi dorme con le finestre chiuse e chi, al mattino presto, commenta stupito: “¡Hace frío!”
Anche gli italiani residenti sull’isola sorridono davanti a questo freddo “relativo”, ma non possono fare a meno di notare come il clima stia cambiando e come fenomeni tipicamente associati all’Europa sembrino, almeno simbolicamente, affacciarsi anche ai tropici.
I giorni della merla, nati da leggende contadine e tramandati di generazione in generazione, diventano così un curioso ponte culturale tra Nord e Sud del mondo. Un promemoria che il clima non conosce confini e che, a volte, anche sotto il sole dei Caraibi, può arrivare un brivido d’inverno.

Il Centro America torna al centro dell’attenzione per un tema che fa parte della vita quotidiana della regione: l’attività sismica. Nelle ultime settimane diversi Paesi dell’area hanno registrato scosse di media intensità, senza gravi conseguenze, ma sufficienti a riaccendere il dibattito sulla prevenzione e sulla preparazione della popolazione.
I Caraibi stanno vivendo una stagione apparentemente contraddittoria. Da un lato, numeri record nel turismo, aeroporti pieni, nuovi resort e investimenti stranieri; dall’altro, una crescente difficoltà per le popolazioni locali, strette tra inflazione, salari bassi e servizi pubblici fragili. Un paradosso che si manifesta con forza in Paesi come 
Mentre l’attenzione dei media internazionali resta concentrata su guerre e grandi crisi globali, in Centro America si sta giocando una partita strategica decisiva, lontana dai riflettori ma ricca di conseguenze: la competizione crescente tra Stati Uniti e Cina per l’influenza politica, economica e infrastrutturale della regione.
Un’ondata di eventi politici e sociali sta scuotendo il Centro America e spingendo riflessioni più ampie sull’intero continente americano, tra dinamiche di crisi interna, relazioni con gli Stati Uniti e strategie di combattimento contro la criminalità organizzata.


Con la fine dell’anno arriva sempre il momento dei bilanci, ma anche quello degli auguri. Il 2025 che si chiude è stato, per Fatti Nostri, un anno intenso, complesso, a tratti difficile, ma profondamente coerente con la linea editoriale che ci accompagna fin dall’inizio.
Cari lettori,
La Repubblica Dominicana è scossa da uno dei più gravi scandali di corruzione degli ultimi anni: il caso Senasa — il Seguro Nacional de Salud, l’assicurazione sanitaria statale che tutela la salute di oltre 7 milioni di cittadini — finisce sotto processo per un presunto enorme giro di malversazioni, frodi e soborni che ha sottratto ingenti risorse al sistema sanitario pubblico.