Identità, partecipazione e futuro: cosa ci hanno lasciato le voci del Congresso MAIE in Costa Rica

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unnamedIl Congresso del MAIE svoltosi in Costa Rica nel mese di novembre ha rappresentato molto più di un appuntamento politico. È stato un momento di ascolto, confronto e consapevolezza collettiva, nel quale italiani e discendenti hanno potuto riflettere sul proprio ruolo, sulla propria identità e sul legame profondo che continua a unirli all’Italia, pur vivendo all’estero.

Nei giorni successivi al Congresso, abbiamo raccolto alcune testimonianze che raccontano con chiarezza il valore di questo incontro e il significato che il MAIE riveste per la comunità italiana in Costa Rica e in America Centrale.

captura 2Nel corso del Congresso, un ruolo centrale è stato svolto anche dalla presenza e dall’intervento di Vincenzo Odoguardi, Vicepresidente del MAIE, che ha ribadito l’importanza di rafforzare il legame tra l’Italia e i suoi cittadini all’estero. Il suo contributo ha evidenziato la necessità di ascoltare le istanze delle comunità italiane nel mondo, valorizzandone il ruolo culturale, sociale ed economico, e di costruire una rappresentanza sempre più attenta alle reali esigenze degli italiani residenti fuori dai confini nazionali.

Identità e appartenenza: una ricchezza da custodire

Ilenia Bianchi Víquez, giovane italo-costaricana e scrittrice, ha condiviso una riflessione particolarmente intensa sul tema dell’identità. Crescere tra due culture può generare, soprattutto in giovane età, una sensazione di ambivalenza, quasi di “limbo”. La partecipazione all’incontro del MAIE le ha permesso di comprendere che questa doppia appartenenza non è una debolezza, bensì una ricchezza.

Essere discendenti di italiani all’estero significa portare con sé tradizioni, valori e cultura: dalla lingua alla cucina, dalle festività familiari al senso di comunità. Allo stesso tempo, è fondamentale che le problematiche degli italiani all’estero vengano ascoltate e prese in considerazione. Anche il semplice dialogo diretto con i rappresentanti del movimento ha evidenziato quanto sia importante sentirsi riconosciuti e rappresentati. In questo senso, il MAIE emerge come un movimento capace di riflettere i valori e le esigenze comuni della nostra comunità.

Partecipazione e responsabilità civica

Michelangelo Grieco, ingegnere italo-costaricano, ha posto l’accento sull’importanza della partecipazione attiva alla vita politica italiana come atto di responsabilità civica. Nato e cresciuto in Costa Rica da padre italiano, si sente profondamente legato alle proprie radici e alla cultura italiana, che hanno accompagnato la sua formazione personale e familiare.

La sua partecipazione al Congresso del MAIE nasce dalla convinzione che gli italiani all’estero debbano avere uno spazio politico che li rappresenti realmente. A differenza dei partiti tradizionali, il MAIE consente di concentrarsi sulla difesa concreta dei diritti degli italiani nel mondo e di contribuire alla politica italiana partendo dall’esperienza diretta di chi vive fuori dai confini nazionali, ma mantiene un legame autentico con la propria terra d’origine.

Italiani all’estero: valore economico, culturale e strategico

Franco Gianneschi Guillén, professionista con una lunga esperienza in ambito strategico e finanziario in America Latina, ha evidenziato due aspetti fondamentali emersi durante il Congresso del MAIE in Costa Rica: la necessità di rimanere informati e tutelati come cittadini italiani all’estero e l’importanza di rafforzare la comunità attraverso momenti di incontro e networking.

Gianneschi ha sottolineato come gli italiani all’estero svolgano un ruolo centrale anche dal punto di vista economico. Siamo promotori dell’economia italiana nel mondo: consumatori di prodotti Made in Italy, imprenditori, professionisti e ambasciatori naturali della cultura italiana. In un periodo in cui alcune politiche rischiano di considerare gli italiani all’estero come una categoria marginale, il MAIE rappresenta uno strumento essenziale per dare voce a una comunità che ha molto da offrire e da restituire all’Italia.

Un messaggio condiviso: lontani geograficamente, ma parte integrante dell’Italia

Le impressioni raccolte dopo il Congresso del MAIE in Costa Rica convergono in un messaggio chiaro e condiviso: gli italiani e i loro discendenti all’estero non sono distanti dall’Italia, ma ne rappresentano una parte viva, dinamica e fondamentale.

Il MAIE si conferma come un movimento capace di ascoltare, rappresentare e difendere una comunità plurale, intergenerazionale e profondamente legata alle proprie radici. Un ponte concreto tra l’Italia e i suoi cittadini nel mondo, costruito attraverso il dialogo, la partecipazione e il senso di appartenenza.




Cresce la tensione nel Mar Caraibico: gli Stati Uniti pronti a sequestri di petroliere al largo del Venezuela

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capturaLa situazione geopolitica nel Mar Caraibico si è nuovamente surriscaldata questa settimana, con gli Stati Uniti che si preparano ad intercettare e sequestrare ulteriori petroliere coinvolte nel trasporto di greggio venezuelano, intensificando la pressione sul regime di Nicolás Maduro. La mossa segue il recente sequestro di un primo tanker sancito da Washington, parte di una più ampia strategia di sanzioni energetiche contro Caracas.

Secondo fonti ufficiali statunitensi, la lista di navi sotto osservazione è già stata compilata, e ulteriori azioni potrebbero avvenire nelle prossime settimane, con l’obiettivo di bloccare il commercio di petrolio venezuelano che sfugge alle sanzioni vigenti. Critici internazionali e proprietari di navi commerciali hanno espresso preoccupazione per l’impatto sulle rotte marittime e sul mercato energetico globale.

Il governo di Caracas ha denunciato l’operazione come un “atto di pirateria internazionale”, accusando gli Stati Uniti di violare la sovranità venezuelana e alimentare instabilità politica nella regione. La tensione arriva in un momento già critico per l’economia venezuelana, alle prese con sanzioni decennali e una profonda crisi interna.

Possibili ripercussioni per i Caraibi — Le economie caraibiche, soprattutto quelle legate all’esportazione energetica o al trasporto marittimo, stanno monitorando gli sviluppi con apprensione. Le azioni statunitensi potrebbero alterare le rotte commerciali e influire sui prezzi del carburante, con effetti potenziali sui costi di trasporto e sulle forniture locali. Gli osservatori internazionali invitano alla cautela, chiedendo dialogo diplomatico e cooperazione multilaterale.




Nasce L’ItaloDominicano: un ponte informativo tra Italia e Repubblica Dominicana

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1ec2bf9c 702d 4f5e a952 7bdb8358cb8bÈ online L’ItaloDominicano, un nuovo giornale digitale interamente dedicato alla Repubblica Dominicana, ai rapporti con l’Italia e alla comunità italiana presente sull’isola.

Il progetto nasce con un obiettivo chiaro: offrire informazione continua, approfondita e verificata su un Paese che negli ultimi anni è diventato meta di migrazione, investimento, lavoro e vita quotidiana per migliaia di italiani. Non solo turismo, quindi, ma cronaca, attualità, economia, società, diritti, cultura e storie di italiani all’estero.

L’ItaloDominicano conta già centinaia di articoli pubblicati, frutto di un lavoro giornalistico costante che segue da vicino la realtà dominicana: dalle questioni sociali ed economiche locali alle relazioni bilaterali con l’Italia, passando per temi concreti che toccano chi vive o lavora nel Paese – sanità, sicurezza, burocrazia, lavoro, investimenti, comunità.

Uno spazio importante è dedicato anche alla vita degli italiani in Repubblica Dominicana, alle loro esperienze, alle iniziative associative, ai problemi reali dell’emigrazione contemporanea e alle opportunità – spesso raccontate senza filtri né retorica.

Il giornale si rivolge a più pubblici:

  • agli italiani già residenti nella Repubblica Dominicana,

  • a chi sta valutando un trasferimento o un investimento,

  • a chi, dall’Italia o dall’estero, desidera comprendere meglio un Paese spesso raccontato in modo superficiale.

In un panorama mediatico in cui le notizie sull’America Latina – e sul Caribe in particolare – faticano a trovare spazio nella stampa italiana, L’ItaloDominicano si propone come una voce indipendente e specializzata, capace di colmare un vuoto informativo reale.

Il giornale è consultabile gratuitamente online all’indirizzo:
www.litalodominicano.com

Un nuovo progetto editoriale che nasce dal territorio e guarda lontano, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento stabile per l’informazione italo-dominicana.




Giornata storica per gli Italiani in Costa Rica: il Congresso del MAIE accende San Antonio de Belén

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pubblico 1Una giornata che entrerà nella storia dell’italianità nel mondo. Oltre 300 connazionali si sono riuniti presso il DoubleTree Center per partecipare al Congresso del MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero), un evento carico di emozione, identità e visione per il futuro.

L’inizio solenne con le autorità locali

Ad aprire la giornata è stata la Sindaca di Belén, Zeneida Chavez, che con un discorso sentito ha sottolineato l’importanza della presenza italiana nella comunità locale:

“Gli italiani sono parte integrante della nostra storia. La loro cultura, la loro laboriosità e il loro spirito di comunità hanno arricchito il Costa Rica. Questo congresso è un momento per onorare le radici e costruire insieme il futuro.”

Subito dopo, la parola è passata a Cristina Guerrini, Presidente della Camera di Commercio Italo-Costaricense, che ha presentato una panoramica chiara e appassionata del Sistema Italia in Costa Rica, evidenziando le opportunità economiche, culturali e imprenditoriali per gli italiani nel Paese.

odoguardiOspiti illustri e cuore MAIE

Una platea ricca di ospiti speciali ha animato il congresso:

  • Sen. Ricardo Merlo, Presidente MAIE
  • Comm. Vincenzo Odoguardi, Vicepresidente MAIE e Coordinatore Nord e Centro America (nella foto a sinistra)
  • Paola Ceccon, Coordinatrice MAIE in Costa Rica e vera anima dell’evento
  • Giuseppe Cacace, Coordinatore MAIE Centro America

Presenti anche i coordinatori arrivati da tutto il Centro e Nord America, a testimoniare la forza e la capillarità del movimento:

  • Dennis Casco (Miami)
  • Antonio Mariniello (Messico)
  • Giuseppe Vijil e Eduardo Brocato (Honduras)
  • Sebastian Marcucci (Guatemala)
  • Enrico Bombarda (Cuba)
  • Andrea Cecchi (Bahamas)
  • E tutto il coordinamento nazionale del Costa Rica

Il Costa Rica si conferma fortezza MAIE in Centro America, esempio di coesione, entusiasmo e impegno civile.

I momenti più toccanti

Grande commozione ha suscitato la premiazione dei pionieri MAIE in Costa Rica:

  • Emma Covioli, per oltre 40 anni impiegata in Ambasciata, da sempre vicina agli italiani nel Paese
  • Matteo Brancacci, recentemente scomparso, ricordato per il suo instancabile aiuto ai più bisognosi, sempre con umiltà e senza clamore

Un momento profondamente umano, che ha commosso l’intera platea, simbolo dei valori più autentici del MAIE.

Il MAIE unisce, non divide

Durante gli interventi, il Vicepresidente Odoguardi ha ribadito con forza:

“Nel MAIE non esistono primi, secondi o terzi. Esistono solo gli italiani all’estero, troppo spesso dimenticati, ma che per noi sono il centro dell’azione politica.”

merloA seguire, il Sen. Merlo ha illustrato la nuova proposta di legge firmata dal MAIE, volta a correggere un impianto normativo giudicato discriminatorio per gli italiani all’estero, definendolo un atto di giustizia e di dignità.

Uniti dagli inni e dalla cultura

L’evento si è aperto con un momento solenne: l’esecuzione degli inni nazionali del Costa Rica e dell’Italia, un gesto che ha sottolineato l’amicizia tra i popoli e il valore dell’identità italiana nel mondo.

Il congresso si è concluso con uno spazio aperto alle domande del pubblico e un brindisi tricolore, accompagnato da un aperitivo all’italiana, in un clima di festa e comunità.

Il Congresso MAIE del 23 novembre è stato più di un evento: è stato un abbraccio collettivo tra italiani, un inno all’unità, alla memoria e alla speranza. Il MAIE dimostra ancora una volta di essere movimento vivo, vicino, presente. Un faro per chi vive lontano dalla patria, ma non per questo meno italiano.

 




Il MAIE a Congresso in Costarica. Odoguardi: “Vinceremo le elezioni Comites e quelle politiche nel 2027”

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odoguardi colosseoPer la prima volta nella storia, la Costa Rica ospiterà il Congresso del MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero), un appuntamento che riunirà rappresentanti, leader comunitari e coordinatori del continente americano il prossimo 23 novembre 2025.

A questo importante evento sarà presente naturalmente il presidente del Movimento, Ricardo Merlo, oltre al vicepresidente MAIE Vincenzo Odoguardi. Ci saranno inoltre il Coordinatore del MAIE per l’America Centrale, Giuseppe Cacace (anche presidente del Comites locale) e la coordinatrice nazionale MAIE CR, Paola Ceccon.Il Congresso accoglierà i coordinatori MAIE del Nord e Centro America: Enrico Bombarda (Cuba), Andrea Cecchi (Bahamas), Antonio Mariniello (Messico), Giuseppe Viji ed Eduardo Brocato (Honduras), Dennis Casco (Florida), Jorge Gallo (Canada), Sebastian Marcucci (Guatemala).

Giuseppe Cacace
Giuseppe Cacace

“Il Congresso – spiega Paola Ceccon, coordinatrice nazionale MAIE CR – sarà una piattaforma per discutere temi cruciali come la cittadinanza, i servizi consolari, la promozione della cultura italiana all’estero e il futuro politico degli italodiscendenti nel continente”.

Paola Ceccon
Paola Ceccon

“Il MAIE – dichiara il vicepresidente Odoguardi – nasce dalla comunità ed è al suo servizio. Questo congresso è un segnale chiaro della nostra vicinanza agli italiani nel mondo. Soprattutto, è una tappa fondamentale del percorso che ci porterà ad essere più che preparati alle sfide che verranno: per esempio, le elezioni dei Comites e poi quelle politiche che – a scanso di imprevisti – si terranno nel 2027. In quelle occasioni, siamo convinti fin d’ora di raggiungere l’obiettivo che ci siamo preposti: la vittoria”, conclude Odoguardi.

L’evento includerà inoltre saluti istituzionali in videoconferenza da parte di importanti figure della politica italiana, tra cui l’On. Maurizio Lupi (Presidente Noi Moderati), il Senatore e Vicepresidente MAIE Mario Borghese, il deputato MAIE Franco Tirelli e Antonio Iachini, Coordinatore MAIE delle Americhe.

Secondo quanto dichiarano gli organizzatori, il Congresso MAIE in Costa Rica sarà “un momento fondamentale per la rappresentanza degli italiani all’estero”. Ricordiamo che in Costa Rica in occasione delle ultime elezioni, sia quelle Politiche che quelle dei Comites, il MAIE ha ottenuto ottimi risultati, essendo in assoluto la forza politica più votata dagli italiani residenti e conquistando il Comites.

da italiachiamaitalia.it




Comuni con poteri limitati: nella Repubblica Dominicana il decentramento resta sulla carta

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93b642bc d330 4f68 974c 2ae390ab3d39Nella Repubblica Dominicana, la legge 176-07 elenca con precisione le competenze dei Comuni.

Sulla carta sembrano molte. Nella realtà, però, è evidente quanto restino limitate rispetto ai bisogni reali di una città moderna.

Ecco cosa stabilisce l’Articolo 19, che definisce le competenze “proprie o esclusive” dei municipi:

  • regolamentazione del traffico urbano e rurale;
  • gestione dello spazio pubblico;
  • prevenzione ed estinzione degli incendi (e finanziamento dei vigili del fuoco);
  • pianificazione urbanistica e gestione del territorio;
  • manutenzione e uso di parchi e aree verdi;
  • norme igieniche e salute ambientale;
  • piccole infrastrutture urbane: pavimentazione urbana, strade rurali, marciapiedi, contenes, cammini vicinali;
  • tutela del patrimonio storico e culturale;
  • costruzione e gestione di mercati, fiere e mattatoi;
  • gestione dei cimiteri e servizi funerari;
  • installazione dell’illuminazione pubblica;
  • pulizia urbana;
  • raccolta e gestione dei rifiuti;
  • regolamentazione del trasporto pubblico urbano;
  • promozione dello sviluppo economico locale.

Letto così, il quadro sembra persino ampio. Ma il problema nasce osservando ciò che manca:
nessuna competenza in sanità, nessuna nel turismo, nessuna nella gestione dell’energia, del porto, della scuola, delle grandi opere, né dei principali servizi che determinano il destino economico e sociale di un territorio.

Le città hanno responsabilità minime e dipendono dal Governo centrale

Le competenze dei Comuni dominicani riguardano attività spesso marginali, quasi sempre di manutenzione o di regolamento, raramente di progettazione strategica.
Il risultato è un sistema amministrativo in cui le città — da Las Terrenas a Puerto Plata, da Santiago a Pedernales — non possono decidere quasi nulla sui grandi temi che contano davvero.

Per un progetto turistico serve il ministero.
Per un ospedale serve il ministero.
Per un ponte, una strada grande, un acquedotto, un porto, un aeroporto, un piano energetico, serve sempre il ministero.

I sindaci possono pulire, asfaltare qualche via, mettere l’illuminazione pubblica, gestire i rifiuti e poco più. Tutto il resto è centralizzato.

Il grande equivoco fiscale

In teoria, i Comuni dovrebbero essere motori di sviluppo.
Ma come, se le tasse locali non restano sul territorio, e la maggior parte delle entrate finisce al Governo centrale?

Il principio del decentramento — applicato in gran parte dei Paesi moderni — è semplice:

chi vive sul posto conosce meglio di chiunque altro ciò di cui la sua città ha bisogno;
e dunque deve poter decidere e gestire il proprio bilancio.

In Repubblica Dominicana, invece, accade l’opposto.

La domanda inevitabile: cos’è, per questo Paese, il “decentramento”?

Guardando la lista delle competenze, viene da chiedersi se il concetto di decentramento sia davvero compreso.
Non basta dire che i Comuni “gestiscono il territorio”: occorre dotarli di risorse, autonomia fiscale e poteri decisionali reali.

Perché senza queste tre condizioni, il decentramento rimane soltanto uno slogan.

Un Paese moderno ha bisogno di città protagoniste

Se la Repubblica Dominicana vuole crescere in modo equilibrato, deve riformare il ruolo dei municipi:

  • destinare ai Comuni una quota maggiore delle tasse prodotte nel territorio;
  • attribuire loro competenze reali in settori chiave come turismo, sanità locale, ambiente, prevenzione del rischio, mobilità e sviluppo economico;
  • permettere loro di pianificare direttamente progetti e investimenti strategici;
  • stabilire controlli trasparenti, per evitare sprechi e clientelismi.

Solo così si potrà parlare di “governo locale” in senso moderno.

Fino ad allora, i Comuni resteranno strutture operative ma non decisionali, con responsabilità minime e poteri insufficienti per guidare il futuro delle loro comunità.




Si rafforza la cooperazione Italia-Messico sulla sicurezza

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modianofotopuntovert«Il partenariato strategico in ambito economico, politico, accademico e scientifico simboleggia concretamente la vicinanza tra Italia e Messico e, nel quadro di questa collaborazione sempre più stretta, risaltano anche le crescenti relazioni militari, che l’Italia desidera rafforzare».

Lo ha detto l’Ambasciatore Alessandro Modiano in occasione della Giornata delle Forze Armate presso l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico.

La cooperazione tra l’Arma dei Carabinieri e la Guardia Nazionale messicana —attraverso attività congiunte e addestramento nella lotta alla criminalità organizzata, nella tutela del patrimonio culturale e nella salvaguardia dell’ambiente— sarà ampliata con la presenza presso l’Ambasciata di un rappresentante della Guardia di Finanza italiana, specializzata nell’individuazione di flussi finanziari illeciti e nella lotta al riciclaggio di denaro, ha spiegato il diplomatico.

«Italia e Messico» —ha aggiunto— «sono Paesi alleati nel G20 e nelle Nazioni Unite, con una crescente vicinanza in ambito politico, ulteriormente rafforzata nel 2025 dalla visita in Messico del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, accompagnato da oltre 120 aziende».

Durante la visita, ha ricordato Modiano, il Ministro Tajani ha incontrato i Ministri degli Esteri, dell’Economia, dell’Interno, della Sicurezza e del Turismo del Messico, oltre a rappresentanti del mondo culturale, accademico e della società civile.

«In questa giornata importante per il nostro Paese» —ha concluso l’ambasciatore— «desidero esprimere la mia particolare gratitudine per il lavoro svolto dall’Addetto Militare, Colonnello Andrea Intermite, e da tutto il personale dell’Addettanza, che con dedizione e spirito di servizio onora ogni giorno la bandiera italiana, rafforzando i legami di cooperazione con il Messico».

A sua volta, l’Addetto Militare, Colonnello dell’Arma dei Carabinieri Andrea Intermite, nel ricordare la dedizione e il sacrificio delle Forze Armate italiane, impegnate in «38 missioni e operazioni internazionali» con oltre 8.500 militari, ha ringraziato le Forze Armate messicane per la continua e professionale collaborazione, citando come momento culminante l’ottava sessione degli staff talks di luglio in Italia, durante i quali sono state gettate le basi per la cooperazione bilaterale nel 2026.

Puntodincontro.mx




Giuditta Giorgio è la nuova Ambasciatrice d’Italia a Panama

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capturaGiuditta Giorgio ha iniziato oggi il mandato di Ambasciatrice d’Italia a Panama. Subentra a Fabrizio Nicoletti.

“Inizio oggi il mio incarico di Ambasciatrice d’Italia presso la Repubblica di Panama con senso di responsabilità ed entusiasmo. Panama e Italia condividono i valori fondanti della democrazia e la vocazione strategica di crocevia di connessioni e scambi tra popoli. Con la ‘squadra Italia’ a Panama, siamo impazienti di costruire nuove opportunità di crescita e di interscambio”.

Nata a Napoli il 21 gennaio 1981, Giuditta Giorgio si laurea nel 2003 in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste. Dopo un Executive MBA alla Scuola di Business della Aalto University (già Helsinki School of Economics) a Seoul nel 2004 intraprende la carriera diplomatica.

Dopo primi incarichi alla Direzione Generale per il Mediterraneo e Medio Oriente e agli Affari Politici Multilaterali e Diritti Umani del Ministero degli Esteri, dove segue tematiche relative ai diritti fondamentali e alla moratoria della pena di morte in ambito Nazioni Unite, nel 2008 è Primo Segretario Commerciale all’Ambasciata d’Italia a Seoul, dove dirige l’Ufficio economico-commerciale e segue, tra l’altro, la conclusione dell’Accordo di Libero Scambio UE-Corea e il G20. Nel 2013 è alla Rappresentanza italiana all’Unione Europea dove è incaricata delle relazioni con il Parlamento Europeo e svolge anche funzioni di Vicepresidente del Gruppo di lavoro “Affari Generali” del Consiglio dell’UE nel semestre di Presidenza italiana (luglio-dicembre 2014). Nel 2016 rientra a Roma: presta servizio all’Ufficio del Consigliere Diplomatico del Presidente del Consiglio per tre anni: lavora sui dossier attinenti all’UE e alle relazioni politiche e commerciali con i Paesi dell’Asia, con focus su Cina, India e Giappone. Nel 2018 rientra alla Farnesina, al Gabinetto del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: si occupa prevalentemente di preparare discorsi e interventi pubblici del Ministro in Italia e all’estero, in particolare sul versante del commercio internazionale. Nel 2021 è Primo Consigliere all’Ambasciata d’Italia a Washington DC: lavora a stretto contatto con la Capo Missione occupandosi di promozione culturale e di rapporti con il Congresso e politica interna statunitense.

Dal 13 novembre 2025 è Ambasciatrice d’Italia presso la Repubblica di Panama.

Dal 2022 è Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica. (Inform)




Black-out nazionale: la Repubblica Dominicana resta al buio e si cercano le cause

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capturaNel pomeriggio di ieri, un vasto e improvviso black-out ha investito l’intera Repubblica Dominicana, causando l’interruzione del servizio elettrico su gran parte del territorio nazionale e paralizzando trasporti, attività commerciali e domestiche.
Secondo la Empresa de Transmisión de Electricidad (ETED), l’avaria si è originata nella sub-stazione di San Pedro de Macorís, e ha provocato l’uscita dalla rete delle unità generatrici della Compañía de Electricidad de San Pedro de Macorís (CESPM) e delle centrali di Central Eléctrica Quisqueya, innescando un effetto “a cascata” che ha sospeso l’alimentazione anche ad altre centrali e linee di trasmissione.
Il blackout ha paralizzato il sistema di trasporto pubblico della capitale: il Metro de Santo Domingo e la linea del teleferico sono rimasti fermi, lasciando migliaia di persone bloccate.
Nel corso della serata il servizio ha iniziato a tornare in modo graduale, in diverse zone del Grande Santo Domingo e del Paese, seguendo il protocollo di riavvio delle centrali e delle linee trasmissione definito da ETED.
Al momento non è stata resa pubblica la causa tecnica esatta del guasto: le autorità hanno avviato un’indagine per chiarire se si tratti di errore umano, guasto tecnico o sovraccarico della rete.
Questo evento rilancia l’attenzione sulle fragilità del settore elettrico dominicano, caratterizzato da infrastrutture sovraccariche, linee di trasmissione vulnerabili e distribuzione che spesso opera con margini ridotti di sicurezza.




Dopo Melissa, calma sull’Atlantico. Ma la stagione degli uragani è davvero finita?

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capturaDopo Melissa, l’oceano si è calmato, ma la stagione non è ancora finita. Meglio considerarla una pausa di respiro, non un epilogo definitivo.

Dopo il passaggio di Melissa, che ha raggiunto la categoria 5 e lasciato il segno sulle mappe e nella memoria, il grande Atlantico sembra tornato tranquillo. Nessuna tempesta in formazione, nessun sistema tropicale minaccioso all’orizzonte. Ma la domanda che tutti si pongono è inevitabile: la stagione degli uragani è davvero finita?

L’apparente quiete

Da giorni i satelliti mostrano solo distese d’acqua e nubi innocue. Il Centro Nazionale Uragani (NHC) di Miami non segnala alcuna perturbazione degna di nota, e i meteorologi parlano di “assenza di minacce imminenti” in tutto il bacino caraibico.
Un sollievo, certo, soprattutto dopo le settimane di tensione che hanno accompagnato l’evoluzione di Melissa. Ma la prudenza resta d’obbligo.

atl season 2025La stagione non è ancora chiusa

Perché, tecnicamente, la stagione degli uragani nell’Atlantico termina il 30 novembre. E sebbene le previsioni a breve termine siano incoraggianti, il mare resta più caldo della media — condizione che potrebbe ancora generare sistemi tropicali tardivi.
Gli esperti della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ricordano che il 2025 è stato finora un anno “sopra la media”, con numerose tempeste nominate e almeno cinque uragani di rilievo. Un contesto che invita a non abbassare la guardia troppo presto.

Nessun allarme, ma serve attenzione

Per la Repubblica Dominicana e i Caraibi, ciò significa che il rischio non è azzerato, anche se le probabilità di nuovi uragani diminuiscono col passare delle settimane.
“Non bisogna confondere calma con fine della stagione,” spiegano i meteorologi. “Le acque restano calde e le correnti possono ancora cambiare repentinamente.”
Insomma, meglio restare informati, monitorare gli aggiornamenti del NHC e non smontare del tutto le misure di prevenzione.

forecasted sst anomalies in the atlantic for august october 2025 according to the cansips modelUn 2025 anomalo ma istruttivo

L’anno in corso ha mostrato un mix di fattori contrastanti: la scomparsa del fenomeno El Niño, che di solito frena l’attività ciclonica, e le temperature superficiali record nel Mar dei Caraibi e nell’Atlantico centrale. Elementi che, combinati, hanno favorito una stagione più attiva del previsto.
Melissa, in questo quadro, ha rappresentato il culmine di un periodo intenso, ma non necessariamente l’ultimo capitolo.

Cosa aspettarsi ora

Le settimane di novembre potrebbero trascorrere senza nuovi allarmi — e tutti lo sperano. Tuttavia, gli esperti ammoniscono: “Una sola tempesta tardiva può cambiare le statistiche di un’intera stagione.”
Il messaggio resta quindi chiaro: tranquillità sì, ma senza distrazioni.

Per gli italiani residenti nei Caraibi, a Miami, o nelle coste atlantiche dell’America Centrale, è il momento di tirare un sospiro di sollievo, ma tenendo d’occhio i bollettini ufficiali.