Quattro libri per raccontare l’Italia nel mondo

progetto senza titolo

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Dall’emigrazione di ieri alle nuove identità globali, un percorso in quattro volumi attraverso le radici, le nostalgie e le trasformazioni dell’essere italiani all’estero.

Con oltre sette milioni di iscritti all’AIRE e una diaspora che abbraccia tutti i continenti, l’Italia è ormai una nazione diffusa, che continua a vivere e a evolversi oltre i propri confini. In questa prospettiva si inserisce l’opera di Ennio Marchetti, che negli ultimi anni ha dedicato quattro volumi al tema dell’emigrazione e dell’identità italiana nel mondo, pubblicati nella biblioteca di Lulu.com e in Amazon.com

L’Altra Italia

Un saggio di forte attualità che affronta il ruolo politico e culturale degli italiani all’estero.
L’opera sostiene che gli emigrati e i loro discendenti non siano più spettatori, ma una componente decisiva del sistema Paese: cittadini che chiedono di contare e di essere rappresentati.
Un richiamo a riconoscere che l’Italia non finisce ai suoi confini, ma continua ovunque vivano italiani che operano, innovano e mantengono vivo il legame con la madrepatria.

Novitalia

Ambientato nel cuore del Pacifico, questo romanzo intreccia ironia e commozione per raccontare la nascita di una “patria immaginaria”: Novitalia, tre isole dove una famiglia di emigranti piemontesi ha costruito un piccolo mondo italiano fatto di lingua, cucina, canti e tradizioni.
Un racconto vivace e poetico che parla di appartenenza e identità, di radici reinventate lontano da casa, nel solco dei grandi romanzi sudamericani.

Noi, italiani all’estero

Un viaggio storico e narrativo attraverso secoli di emigrazione, dai primi pionieri alle nuove generazioni globali.
Il libro unisce rigore documentario e partecipazione emotiva, raccontando le storie di milioni di italiani che hanno lasciato la loro terra e, con coraggio e sacrificio, hanno contribuito allo sviluppo dei Paesi che li hanno accolti.
Una testimonianza corale dell’ingegno e della resilienza del popolo italiano.

Potere straniero

Con taglio analitico e contemporaneo, questo volume amplia la prospettiva al fenomeno opposto: l’influenza delle comunità straniere nei Paesi che le ospitano.
Attraverso analisi storiche, economiche e geopolitiche, l’autore esplora come le minoranze ricche e influenti possano plasmare la politica, l’economia e la cultura nazionale, in un equilibrio delicato tra integrazione e potere.
Un testo che invita a riflettere sui nuovi scenari della globalizzazione e sul valore della sovranità.

Quattro libri, un unico filo conduttore: il racconto di un’Italia che viaggia, si trasforma e continua a vivere nei suoi cittadini sparsi nel mondo.
Un omaggio a chi, pur lontano, porta ancora nel cuore la propria patria.

 




Lorenzo cambia idea nel mezzo dell’Atlantico

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140850 5day cone no line and windLa tormenta tropicale Lorenzo sembra aver cambiato idea. Dopo giorni di rotta apparentemente diretta verso ovest, il sistema ha deciso di piegare verso nord, disegnando sul mare una curva quasi elegante, come se volesse tornare sui propri passi.
Secondo il bollettino delle 5 del mattino del National Hurricane Center, Lorenzo si trova attualmente a circa 17,3°N e 44,1°W, con venti sostenuti di 60 miglia orarie (circa 95 km/h) e un movimento verso nord-ovest a 15 miglia orarie.

Fortunatamente, la nuova traiettoria lo porta lontano dai Caraibi e dalle coste del continente americano: il “cono di probabilità” punta ora verso acque aperte dell’Atlantico centrale, dove la tempesta potrebbe persino indebolirsi nei prossimi giorni.

Gli esperti sottolineano che, sebbene la perturbazione resti sotto osservazione, non rappresenta una minaccia per le isole o per il Nord America. Tuttavia, la sua evoluzione ricorda quanto sia dinamica e imprevedibile questa stagione ciclonica, che continua a sorprendere i meteorologi con traiettorie sempre più irregolari.

 




Caraibi. Tra turismo in crescita e sfide sociali: la nuova stagione della regione

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history of punta cana 1024x585Il cuore latino del continente americano, dalla penisola dello Yucatán fino alle piccole isole caraibiche, sta vivendo un periodo di grandi trasformazioni. Una regione storicamente segnata da fragilità economiche e politiche si trova oggi al centro di interessi globali, tra investimenti turistici, cambiamenti climatici e nuove dinamiche sociali.

Il turismo internazionale continua ad essere il motore principale delle economie locali. Paesi come la Repubblica Dominicana, il Messico (area di Cancún e Riviera Maya) e le isole di Giamaica e Barbados hanno registrato nel 2025 numeri record di arrivi, in gran parte da Stati Uniti, Canada ed Europa.
Le strutture alberghiere e i servizi legati all’accoglienza si stanno espandendo, creando lavoro ma anche ponendo interrogativi sulla sostenibilità ambientale.

Proprio in questi giorni, la stagione degli uragani ha ricordato la vulnerabilità della regione. Le tempeste tropicali Jerry e Priscilla, seguite dal National Hurricane Center, rappresentano una minaccia per le coste caraibiche e messicane.
Il riscaldamento delle acque oceaniche rende questi fenomeni sempre più frequenti e intensi, mettendo a rischio infrastrutture, comunità costiere e lo stesso turismo.

Il Centro America e i Caraibi sono sempre più terreno di competizione tra grandi potenze. La Cina investe in porti e infrastrutture, gli Stati Uniti rafforzano la loro presenza commerciale e di sicurezza, mentre l’Unione Europea guarda con interesse a programmi di cooperazione energetica e culturale.
L’Italia, attraverso la recente Conferenza Italia – America Latina e Caraibi tenutasi a Roma, ha rilanciato la propria volontà di rafforzare i rapporti con la regione, con particolare attenzione alle comunità di connazionali residenti.

In tutto l’arco caraibico e centroamericano vivono decine di migliaia di italiani, molti dei quali impegnati in attività legate al turismo, alla ristorazione e al commercio.
Sono comunità vitali, che conservano tradizioni e lingua, e che rappresentano un ponte culturale e umano tra Italia e Americhe.
Dalla Repubblica Dominicana al Costa Rica, passando per Panama e Cuba, gli italiani continuano a contribuire allo sviluppo locale, mantenendo viva la propria identità.

Il futuro della regione si gioca dunque su un equilibrio delicato: crescere economicamente senza sacrificare l’ambiente e garantendo stabilità politica e sociale. Per gli italiani che qui vivono, è una sfida ma anche una straordinaria opportunità di essere protagonisti di un cambiamento che riguarda l’intero emisfero.

 




Il MAIE si prepara al Congresso in Costa Rica e brilla a New York per il Columbus Day

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odoguardiDopo le tappe di Argentina e Brasile, il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) si appresta a vivere un nuovo appuntamento centrale per la sua crescita in America Latina. A novembre, infatti, sarà il Costa Rica a ospitare il Congresso MAIE, un evento atteso che consoliderà il percorso del Movimento nell’area centroamericana.

Secondo una nota diffusa dal MAIE, il coordinamento locale in Costa Rica ha saputo guadagnarsi negli ultimi anni la fiducia della collettività italiana, conquistando risultati significativi sia alle elezioni Comites sia a quelle Politiche. “Il MAIE è ormai un punto di riferimento riconosciuto per i connazionali del Paese”, si sottolinea nel comunicato.

Il vicepresidente del Movimento, Vincenzo Odoguardi, conferma: “Stiamo lavorando con grande entusiasmo al Congresso MAIE Costa Rica, grazie al contributo del coordinatore per il Centro America, Giuseppe Cacace, e della coordinatrice locale Paola Ceccon. Insieme stiamo preparando un evento che rafforzerà ulteriormente la nostra presenza e il nostro radicamento nel territorio”.

Prima del congresso, però, il MAIE sarà protagonista anche negli Stati Uniti. Il prossimo 13 ottobre a New York, Odoguardi parteciperà al prestigioso Gala del Columbus Day, una delle ricorrenze più sentite dalla comunità italoamericana. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale Italiana fondata da Tony Di Piazza, vedrà la partecipazione di numerose realtà associative, tra cui la Società Polizzi Generosa di New York, rappresentata dal presidente Vincenzo Armano, da sempre vicina alle attività del Movimento.

Durante la serata verranno conferiti importanti riconoscimenti: Ernesto Madeo, sindaco di San Demetrio Corone (Calabria) e imprenditore, riceverà un premio per la sua opera di promozione del Made in Italy; Demetrio Albertini, ex calciatore della Nazionale, sarà premiato come Sportivo dell’Anno; infine, Paolo Mangia, presidente della Casa d’Italia di Miami, verrà insignito del Christopher Columbus Award per il suo contributo alla diffusione della cultura italiana in Florida.

Due appuntamenti, quello di New York e quello di San José, che confermano la strategia del MAIE: essere presente nei luoghi chiave delle comunità italiane all’estero e rafforzare il senso di appartenenza e orgoglio nazionale.

 




Uragani: calma apparente nell’Atlantico, ma l’occhio è su una nuova minaccia

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capturaL’Atlantico sembra tranquillo, ma la calma è solo apparente. In queste ore infatti gli esperti del National Hurricane Center di Miami hanno puntato i riflettori su una vasta area di bassa pressione che si trova ancora lontana, a oltre mille miglia dalle Isole Sopravento. Eppure, nonostante la distanza, questo sistema comincia a farsi notare: le probabilità che diventi una depressione tropicale nei prossimi due giorni sono altissime, intorno al 90%.

Se ciò accadesse, il nuovo ciclone potrebbe muoversi verso o vicino alle Leeward Islands entro fine settimana. Per la Repubblica Dominicana non ci sono al momento allarmi immediati, ma la storia insegna che in questa stagione la traiettoria di una tempesta può cambiare in poche ore. Da qui la raccomandazione degli esperti: restare vigili e seguire con attenzione gli aggiornamenti.

Nel frattempo, una seconda perturbazione nei pressi dello Yucatán sembra meno minacciosa: i meteorologi le attribuiscono poche possibilità di svilupparsi in qualcosa di più serio.

071137 5day cone no line and windSe l’Atlantico appare ancora in attesa, il Pacifico orientale invece non concede tregua. Lì i protagonisti si chiamano Priscilla e Octave. Priscilla è un uragano con venti che sfiorano i 160 km orari e già sta lambendo la parte meridionale della Baja California con le sue bande esterne di pioggia e vento. Più al largo, Octave si muove lentamente con la forza di una tempesta tropicale, meno intensa ma comunque sotto stretta osservazione.




Uragano Priscilla minaccia il Messico, nuova perturbazione in Atlantico

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061146 5day cone no line and windLa stagione degli uragani si fa di nuovo intensa con due sistemi tropicali da seguire con grande attenzione.

Nel Pacifico orientale si muove l’uragano Priscilla, attualmente di categoria 1 con venti fino a 140 km/h. Il ciclone si trova a sud-ovest del Messico e procede lentamente verso nord-nordovest. Le previsioni del National Hurricane Center indicano che Priscilla manterrà la forza di uragano almeno fino a mercoledì, per poi dirigersi verso la penisola della Baja California tra giovedì e venerdì.

Le autorità messicane hanno già emesso allerte per uragano e tempesta tropicale in diversi tratti costieri. Sono attese piogge torrenziali, mareggiate e venti forti, con il rischio concreto di inondazioni improvvise e frane.

capturaIntanto, nell’Atlantico centrale, circa a metà strada tra le Antille e le coste africane, si sta organizzando una nuova area di bassa pressione. Secondo i meteorologi del NHC, il sistema ha alte probabilità di evolvere in depressione tropicale entro le prossime 48 ore. La traiettoria prevista è verso ovest-nordovest, con possibile avvicinamento ai Caraibi entro la fine della settimana.

Gli esperti invitano alla prudenza: ottobre è ancora mese attivo per la stagione degli uragani e la presenza contemporanea di un ciclone nel Pacifico e di una minaccia in Atlantico ne è la conferma.

Le popolazioni delle zone interessate sono invitate a seguire con attenzione i bollettini ufficiali e ad adottare, se necessario, misure di sicurezza preventiva.




Atlantico in allerta: occhi puntati su un’area di bassa pressione sopra la Repubblica Dominicana

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capturaL’Atlantico tropicale continua a mostrare un’intensa attività ciclonica in questa fase di fine settembre. Oltre alle tempeste tropicali Humberto e Gabrielle, già formate e monitorate a est dei Caraibi e in pieno oceano, gli esperti guardano con particolare attenzione a un’area di bassa pressione situata sopra la Repubblica Dominicana, che potrebbe organizzarsi e dare origine a un nuovo ciclone nei prossimi giorni.

La situazione attuale

Secondo il bollettino del National Hurricane Center (NHC), la perturbazione che si trova in queste ore tra l’isola di Hispaniola e le Bahamas presenta condizioni ambientali favorevoli allo sviluppo. Le proiezioni indicano una probabilità superiore al 60% di formazione ciclonica entro la prossima settimana. L’area evidenziata in rosso nella mappa ufficiale si estende verso nord-ovest, coinvolgendo le Bahamas e puntando in direzione della costa sudorientale degli Stati Uniti.

Al momento non si tratta ancora di un sistema organizzato, ma la combinazione di mari molto caldi e bassa intensità di vento in quota potrebbe favorire la sua trasformazione in depressione o tempesta tropicale già nelle prossime 48-72 ore.

Humberto e Gabrielle già in mare aperto

Nel frattempo, il bacino atlantico resta affollato:

Humberto, tempesta tropicale localizzata a nord-est delle Antille, prosegue la sua rotta verso l’Atlantico centrale senza minaccia diretta per le isole caraibiche.

Gabrielle, più a est, si muove in acque aperte lontano dalle terre emerse, ma resta sorvegliata per la sua possibile evoluzione in uragano.

Impatti per la Repubblica Dominicana

Per la Repubblica Dominicana, l’attenzione resta alta. Anche se l’eventuale sviluppo ciclonico avverrà probabilmente quando il sistema si sarà già spostato verso nord, piogge intense e improvvisi temporali sono attesi sul territorio nelle prossime giornate, con il rischio di allagamenti e frane nelle aree montuose. Le autorità di protezione civile hanno invitato la popolazione a seguire gli aggiornamenti ufficiali e a non sottovalutare l’instabilità atmosferica già in atto.

La stagione degli uragani 2025 conferma così la sua dinamicità, con più sistemi attivi contemporaneamente e nuove minacce in formazione.

 




Dominicana e USA a rischio di tormenta tropicale

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capturaDue perturbazioni che minacciano di trasformarsi in tormenta tropicale stanno interessando Puerto Rico e la parte nord della Repubblica Dominicana. Una in particolare, quella più a sud, ha un 30 per cento di possibilità di trasformarsi in ciclone nelle prossime 48 ore, quando, appunto, interesserà la parte nord della Hispaniola. L’80 per cento nei prossimi 7 giorni. Nelle prossime ore si prevedono quindi piogge copiose. Poi la perturbazione si dirigerà verso le Bahamas salendo verso nord e il territorio degli Stati Uniti.

Sempre gli Stati Uniti saranno interessati dalla perturbazione attualmente più a nord, che ha un 90 per cento di possibilità di trasformarsi in tormenta.

Nessun pericolo per l’uragano Gabrielle che sta facendo dietro front nell’Atlantico.

 

Ne seguiremo l’andamento su Fatti Nostri.




Violata la ex residenza italiana a Santo Domingo: l’Ambasciata interviene con fermezza

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La notizia ha suscitato commozione e indignazione tra i connazionali, che conservano un forte legame affettivo con la vecchia sede. Per decenni, la residenza ha ospitato infatti celebrazioni, eventi culturali e attività sociali che hanno contribuito a rafforzare il senso di appartenenza e la valorizzazione dell’eredità italiana nella Repubblica Dominicana.

L’Ambasciata d’Italia ha prontamente segnalato l’accaduto alle autorità dominicane competenti, sollecitando misure urgenti per proteggere la proprietà, intensificare i controlli e identificare i responsabili. Le immagini diffuse online renderebbero agevole la ricostruzione dell’identità degli autori della violazione, che si auspica vengano sanzionati in modo adeguato.

Pur riconoscendo che il tempo trascorso possa aver contribuito involontariamente alla vulnerabilità dell’edificio, l’Ambasciata ribadisce l’importanza delle responsabilità che spettano allo Stato ricevente in materia di tutela delle proprietà straniere. Viene inoltre confermata la validità del progetto di rilancio della sede, che prevede il trasferimento della Residenza, della Cancelleria e di una struttura multifunzionale.

Il progetto tecnico preliminare è già stato approvato e l’Ambasciata è pronta a procedere secondo le normative amministrative vigenti, una volta concluse le operazioni immobiliari legate alla riorganizzazione del servizio visti. L’obiettivo è restituire alla comunità italiana uno spazio sicuro, moderno e rappresentativo, in continuità con la storia e il prestigio della presenza italiana nel Paese.




Atlantico in fermento: due nuove minacce tropicali si affacciano sull’oceano

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capturaIl mese di settembre, storicamente il cuore della stagione degli uragani, conferma ancora una volta la sua fama. Dall’ultima mappa diffusa oggi dal National Hurricane Center (NHC) si legge chiaramente una situazione turbolenta sull’Atlantico: due ampie aree di bassa pressione si stanno organizzando, e promettono di movimentare i prossimi giorni con la possibilità concreta di nuovi cicloni tropicali.

La più preoccupante delle due depressioni è quella situata al centro dell’oceano, a metà strada tra l’Africa e i Caraibi. Qui si sta formando un sistema ampio e sempre più organizzato, con temporali in consolidamento e una traiettoria diretta verso ovest-nord-ovest. Gli esperti parlano ormai di una probabilità altissima che si trasformi presto in depressione tropicale, e forse in tempesta vera e propria. I mari caldi che la circondano e la riduzione dei venti in quota creano le condizioni ideali perché questa onda tropicale diventi, nel giro di poche ore, la prossima tempesta nominata della stagione.

Più a est, appena uscita dalle coste africane, un’altra onda tropicale cerca di prendere forma. Al momento appare meno minacciosa, disturbata da polvere sahariana e aria secca che ne limitano lo sviluppo. Tuttavia, il suo cammino verso ovest potrebbe offrirle maggiore energia: se dovesse organizzarsi nei prossimi giorni, non si esclude che anche questo sistema si trasformi in un ciclone da monitorare con attenzione.

Il grande interrogativo resta la traiettoria. Per ora i modelli indicano che il sistema più avanzato potrebbe piegare leggermente verso nord, mantenendosi lontano dalle isole caraibiche. Ma le previsioni a lungo termine restano incerte: basta un cambio nei venti in quota o nella pressione atmosferica perché la rotta si modifichi, spingendolo più vicino alle Antille o persino verso il continente americano.

Meno probabile un impatto immediato da parte della seconda onda tropicale, ma la storia insegna che in settembre ogni nuova perturbazione può trasformarsi rapidamente in tempesta, con sviluppi imprevedibili.

L’Atlantico, insomma, è entrato nel suo periodo più caldo e insidioso. Per milioni di persone che vivono lungo le coste, dai Caraibi agli Stati Uniti, fino all’America Centrale, l’attenzione resta altissima. E la “nave del tempo” chiamata uragano continua la sua navigazione incerta, sospesa tra l’imprevedibilità della natura e la speranza che i venti pieghino altrove.