Celebrazione della Festa della Repubblica Italiana in Costa Rica: un evento memorabile

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festa della repubblica 1 800x437Come ogni anno, il 2 giugno si festeggia la Festa della Repubblica Italiana, e quest’anno 2024 ha segnato il 78° anniversario. In Costa Rica, il nostro COMITES ha celebrato questo importante evento il 4 giugno presso la residenza dell’ambasciatore Alberto Colella.

Presenze Illustri

L’evento ha visto la partecipazione di numerose personalità di rilievo. Oltre alla nostra rappresentanza diplomatica, erano presenti il presidente della Casa Italia in Costa Rica, il presidente della Camera di Commercio Italiana in Costa Rica e numerosi personaggi illustri delle istituzioni costaricane e italiane presenti nel paese.

Una Cucina Italiana di Eccellenza

Il pranzo dell’evento è stato preparato dalla chef Natalia Di Pippa, con le pizze realizzate dal maestro pizzaiolo Domenico Pipieri. La cucina italiana ha brillato ancora una volta, offrendo agli ospiti un’esperienza culinaria indimenticabile.

Un Ambasciatore appassionato di cultura italiana

La pubblicazione di un libro commemorativo

160 si amicizia italia costa rica L’ambasciatore Alberto Colella continua a sorprenderci con il suo amore per la cultura italiana. Durante l’evento, è stata annunciata la stampa di un libro che commemora i 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Costa Rica. Il libro, intitolato “Huellas de Italia en Costa Rica: Piccoli Pezzi d’Italia in Costa Rica”, è un memoriale di 85 pagine che consigliamo vivamente di leggere.

Un racconto di storia e cultura

Il libro racconta, in piccoli pezzi, l’impronta lasciata dai nostri connazionali in Costa Rica negli ultimi 160 anni. Tra i personaggi storici menzionati, troviamo l’architetto Lorenzo Durini Vasalli, noto per aver progettato il Liceo di Costa Rica nel centro storico di San José e aver partecipato alla costruzione del Teatro Nazionale. Il libro racconta anche del monumento alla memoria degli italiani pionieri, eretto nel 1955 in onore di coloro che parteciparono alla costruzione della linea ferroviaria e che furono protagonisti del primo sciopero della storia del Costa Rica nel 1888, da cui nasce la frase “TUTTI LÍ”, che si è trasformata in “LOS TUTILES” per definire gli italiani. Questo termine è ancora usato oggi nel vocabolario comune per chiamare gli italiani “los tutiles”. Si percorre inoltre la storia della colonia italiana di San Vito, fondata nel 1952, fino ad arrivare ai giorni nostri con l’artista Álvaro Bracci, il cui lavoro lascerà un segno indelebile per le generazioni future.

Un dessert da opera d’arte

L’evento si è concluso con un dessert degno dell’Italia: una torta che rappresentava il Colosseo, un’opera d’arte realizzata con le farine del Molino del Costa Rica. Questa azienda, che ha avuto come dirigente operativo il signor Ezio Prearo, grazie alla sua passione dirigenziale e alla conoscenza della tecnologia industriale italiana, ha imposto l’uso di macchinari made in Italy, portando avanti la tradizione e la qualità italiana. La torta, simbolo di eccellenza e creatività, è stata tagliata dal ministro degli Esteri del Costa Rica, Arnoldo André Tinoco, chiudendo l’evento in modo memorabile.




Il Montecuccoli da Santo Domingo verso Panama

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5e41f58c7d672b72ca5382de5ddccefcIl pattugliatore polivalente d’altura Raimondo Montecuccoli della Marina Militare Italiana ha lasciato oggi il molo di Sans Souci, Santo Domingo, diretto verso Panama nel quadro della campagna di navigazione attorno al mondo che ripercorre il viaggio del celebre incrociatore Montecuccoli, che nel 1956-1957 fungeva da Nave Scuola dell’Accademia Navale.
Arrivato a Santo Domingo il 21 maggio da Miami, il Montecuccoli è stato accolto con una cerimonia di benvenuto dalle autorità dominicane.

Alla presenza dell’Ambasciatore Stefano Queirolo Palmas, il comandante, Capitano di Fregata Alessandro Troìa, è stato ricevuto dal comandante generale della Armada Dominicana, Viceammiraglio Agustín Morillo Rodríguez.
Il Montecuccoli ha sostato per tre giorni, durante i quali ha realizzato varie attività di promozione rivolte alle autorità locali e alla popolazione civile.

La nave è stata aperta al pubblico il 22 e 23 maggio, consentendo a centinaia di visitatori di esplorare le sue tecnologie avanzate e le eccellenze italiane attraverso visite guidate dall’equipaggio.

La sera del 23 maggio si è tenuto un ricevimento a bordo del Montecuccoli a cui hanno partecipato circa 100 ospiti tra autorità locali, esponenti della collettività italiana e corpo diplomatico accreditato.
Nel corso dell’evento, l’ambasciatore Queirolo Palmas ha sottolineato il valore della “naval diplomacy” italiana, “non solo un grande sforzo organizzativo e di proiezione internazionale del Paese, ma anche esempio di avanguardia tecnologica e di una non comune tradizione manifatturiera”.
Il massimo rappresentante diplomatico italiano in Dominicana ha quindi evidenziato il successo commerciale della produzione navale italiana, già commissionata da molti Paesi, inclusi Stati Uniti, Indonesia, Qatar, Egitto ed Emirati Arabi Uniti e ha ricordato il contributo della diaspora dominicana alla costruzione del pattugliatore.
Una parte rilevante di questa comunità, insediata in Italia, lavora infatti nella cantieristica ligure, in particolare a La Spezia, proprio dove si trovano i siti produttivi che hanno realizzato il Montecuccoli.

ansa.it




La “Raimondo Montecuccoli” a Santo Domingo dal 21 al 24 maggio

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buque raimondo montecuccoli atracara en santo domingo focus 0 0 896 504Il pattugliatore polivalente d’altomare Raimondo Montecuccoli della Marina Militare italiana farà scalo nel porto di Santo Domingo dal 21 al 24 maggio e sarà attraccato a Punta Torrecilla.

L’unità è immersa in una campagna operativa intorno al mondo, quasi 70 anni dopo la circumnavigazione dello storico incrociatore Montecuccoli, all’epoca Nave Scuola dell’Accademia Navale per la campagna studentesca del 1956 e 1957.

Lo scalo sarà anche un’ottima occasione per la popolazione locale di visitare la nave e scoprirne le peculiarità tecnologiche e le eccellenze nazionali, attraverso brevi tour guidati dall’equipaggio.

Il Montecuccoli sarà aperto al pubblico il 22 e 23 maggio con i seguenti orari:

22 maggio: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00 del pomeriggio.
23 maggio: dalle 10:00 alle 12:00.

Maggiori dettagli della nave

La Nave Raimondo Montecuccoli è la terza delle sette Pattugliatrici Polivalenti d’Altura d’alta quota (la prima nella versione Light Plus) che rientrano nel piano di rinnovamento delle linee operative delle unità navali della Marina Militare, deciso da Governo e Parlamento iniziato nel maggio 2015 sotto gli auspici dell’Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armi.

Si tratta di una nave di grande flessibilità operativa, progettata per svolgere diversi compiti di carattere prettamente militare, come il pattugliamento, il trasporto logistico e il combattimento, ma anche di protezione civile e ambientale grazie alle sue intrinseche duplici capacità, rese evidenti dalle peculiari disposizioni di asse.

Le due aree modulari di poppa consentono, infatti, di imbarcare container adatti alle diverse esigenze della missione, come contenitori logistici e sanitari, e consentono al contempo l’imbarco di Forze Speciali o di un comando complesso.

Costruita interamente in Italia, nei cantieri integrati Fincantieri di Riva Trigoso e Muggiano (SP), la motovedetta si distingue visivamente per la doppia prua disassata, che evoca il volto delle antiche navi romane, una soluzione che consente all’unità di ridurre la formazione delle onde e il consumo di carburante , aumentando così l’idrodinamica e la velocità massima.

Altri due elementi tecnologici iconici e futuristici sono il Naval Cockpit e il cambio multifrizione. La prima consente la guida della nave e le operazioni aeronavali da una postazione integrata gestita da soli due operatori.

La seconda, dal canto suo, consente un ampio vantaggio di possibili assetti di propulsione adattabili alla situazione tattica, da quelli che garantiscono una notevole estensione di autonomia a quelli in grado di raggiungere le massime prestazioni in termini di reazione e velocità (32 nodi).

Le nuove tecnologie implementate ne fanno uno strumento ingegneristico di altissimo livello, che ben sintetizza il processo di ricerca e sviluppo e le capacità produttive del genio italiano.




Costa Rica. A colloquio con Alfio Piva, ex vice presidente della Repubblica

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alfio pivaOggi abbiamo il privilegio di conversare con una figura emblematica del panorama accademico e politico costaricano: il Dott. Alfio Piva, ex Vicepresidente della Repubblica del Costa Rica. Nato da una famiglia di origini italiane, il Dott. Piva ha attraversato l’oceano della vita, dalla piccola fattoria di legumi a San José fino alle aule dell’Università di Parma, tessendo un percorso professionale e personale ricco e variegato.

La sua storia è un intreccio di radici italiane e costaricane, un ponte tra due culture che hanno plasmato la sua identità e la sua visione del mondo. Cresciuto in una famiglia dove la lingua e le tradizioni italiane erano parte integrante della quotidianità, il Dott. Piva ha mantenuto un legame forte con il suo paese d’origine, un legame che ha influenzato profondamente sia la sua formazione accademica che la sua carriera.

alfio piva con nonna,papá alfio e sua sorellaDopo aver completato gli studi in medicina veterinaria in Italia, il Dott. Piva è tornato in Costa Rica, dove ha contribuito in modo significativo allo sviluppo scientifico e accademico del paese. La sua passione per la scienza e l’ambiente lo ha portato a ricoprire ruoli chiave in istituzioni educative e di ricerca, tra cui l’Università di Costa Rica e l’Università Nazionale, di cui è stato cofondatore e secondo rettore.

Il suo impegno per la promozione dello sviluppo sostenibile e la conservazione ambientale ha lasciato un’impronta indelebile nel paese, evidenziata dal riconoscimento internazionale con il Premio Principe delle Asturie. Oggi, il Dott. Piva continua a essere una voce influente nel dibattito sul futuro sostenibile della Costa Rica e del mondo intero.

Unisciti a noi mentre esploriamo la vita, le realizzazioni e le aspirazioni di un uomo che ha dedicato la sua esistenza all’avanzamento della scienza e al benessere del suo paese e del pianeta.

  1. Lei ha una storia familiare interessante, essendo figlio di un emigrato italiano. Ci racconti un po’ di più sulla sua connessione con l’Italia e come questa influenza la sua vita e il suo lavoro in Costa Rica?

Mio padre, Alfio Piva, emigrò in Costa Rica con suo padre Gaetano, sua madre Zelinda e un fratello maggiore, Egidio, di 15 anni; all’epoca, mio padre aveva solo cinque anni. Erano originari di Ostiglia, in provincia di Mantova. Qui, hanno sempre vissuto a San José, dove hanno acquistato una piccola fattoria e si sono dedicati all’agricoltura di legumi, che vendevano al mercato centrale di San José.

alfio piva con papá alfio e sua sorellaMio padre ha sposato una ragazza costaricana e così sono nati cinque figli, di cui solo io sono maschio e le altre quattro sono femmine. L’influenza italiana è sempre stata presente nella mia casa, poiché mia nonna ha mantenuto viva la cultura italiana, sia attraverso il cibo che attraverso altre tradizioni italiane, così come attraverso la comunicazione con i parenti che vivevano in Italia, precisamente a Ostiglia, Mantova. Il mio sogno era sempre stato quello di studiare in Italia, per questo motivo ho mantenuto abbastanza bene il mio italiano, parlando sempre in casa insieme al dialetto mantovano. Dopo il liceo, abbiamo deciso in famiglia che avrei studiato medicina veterinaria e, con l’aiuto del professor Antonio Balli, che era docente all’UCR e aveva insegnato a Parma, mi ha aiutato ad iscrivermi alla scuola di medicina veterinaria di quella università. Mi sono trovato molto bene in tutto, i professori sono stati magnifici e amichevoli, e mi hanno sempre aiutato. Conservo il miglior ricordo di quegli anni. Successivamente, già sposato e lavorando presso la facoltà di agronomia dell’Università di Costa Rica, mi è stata offerta una borsa di studio per specializzarmi in fisiologia animale. Naturalmente siamo tornati di nuovo in Italia, questa volta a Milano, perché là insegnava fisiologia l’autore del nostro libro di testo di fisiologia animale, il professor Emilio Martini. A Milano è nato il mio primo figlio, poiché abbiamo vissuto lì diversi anni. Abbiamo anche avuto un’esperienza indimenticabile. La mia formazione accademica è stata interamente svolta in Italia e i miei contatti accademici con Parma, Bologna e Milano sono stati sempre molto importanti per la mia carriera accademica che ho svolto in Costa Rica, sia presso l’Università di Costa Rica che presso l’Università Nazionale, di cui sono cofondatore e secondo rettore. Questi contatti sono stati molto importanti anche per la creazione della scuola di medicina veterinaria presso l’Università Nazionale, alcuni anni dopo

  1. Ha avuto una carriera impressionante, sia come accademico che come leader politico. Come ha fatto a gestire questa dualità tra scienza e politica nel corso della sua vita?

La mia carriera è stata principalmente accademica, ma per ragioni contingenti sono stato nominato in entrambe le università in diversi momenti a incarichi amministrativi elettivi come decano, direttore di scuole o facoltà, in commissioni e istituzioni come il Consiglio superiore per la scienza e la tecnologia, o nel Consiglio nazionale dei rettori e simili, il che avvicina una persona ai giornalisti e fa sì che molte persone la conoscano, anche se non ci si autopromuove, anzi rende la vita più complicata e difficile. Ma succede così e non resta che affrontare le sfide e cercare di realizzarle bene, leggendo molto e preparandosi bene.

  1. Il suo lavoro presso l’Università Nazionale e l’INBio è stato cruciale per lo sviluppo scientifico e ambientale della Costa Rica. Quali sono stati i suoi progetti più significativi in queste istituzioni e qual è il suo lascito in termini di conservazione ambientale nel paese?

La mia carriera accademica sia all’Università di Costa Rica che all’Università Nazionale, così come, successivamente alla fine della mia carriera, all’INBio, è sempre stata dedicata a promuovere lo sviluppo scientifico; per questo motivo sono stato nominato per diversi anni nel Consiglio nazionale per le ricerche scientifiche e tecnologiche. Credo che i maggiori successi in cui il mio contributo è stato importante siano stati: la partecipazione alla creazione della Scuola di zootecnia di Atenas, oggi facoltà dell’Università Tecnica Nazionale, la partecipazione alla creazione del corso di zootecnia della Facoltà di Agronomia dell’Università di Costa Rica, la creazione della Scuola di medicina veterinaria dell’Università Nazionale. All’INBio credo che la cosa più rilevante sia stata aver sviluppato l’idea e successivamente costruire l’INBioparque, che ha funzionato per diversi anni, così come la collaborazione diretta con i parchi nazionali nei processi di ricerca e sviluppo e la promozione dell’idea che i parchi nazionali fossero importanti per lo sviluppo di ciò che oggi chiamiamo ecoturismo, che oggi è una realtà e di grande importanza per il paese.

  1. Essendo stato eletto Vicepresidente della Repubblica, come ha affrontato le sfide politiche nel promuovere politiche ambientali e scientifiche nel governo?

Non è stato un problema perché il paese ha ben definito il percorso ambientalista come il miglior cammino verso la prosperità.

alfio piva tribunal supremo de eleccionesIl lavoro consiste nel sviluppare attività a favore dello sviluppo ambientale insieme allo sviluppo tradizionale, cosa non facile né per noi né per nessun altro paese. Siamo molti in un territorio piccolo e abituati a non preoccuparci dell’ambiente, ma poco a poco si sta creando consapevolezza su questo tema; l’importante è continuare a insistere su uno sviluppo attento dell’ambiente in generale e sulla frugalità come stile di vita. La parte scientifica è più difficile perché tradizionalmente è mancato un buon finanziamento per preparare giovani con vocazioni scientifiche nelle nostre università e nella società nel suo complesso. Dobbiamo insistere molto di più fino a raggiungerlo, anche se costa.

  1. Il premio Principe di Asturias che lei e il suo team hanno vinto nel 1995 è un riconoscimento prestigioso per il vostro lavoro sull’ambiente. Ci può raccontare un po’ di più su quel momento e sull’importanza di quel premio per lei e per la Costa Rica?

Penso che essendo il Premio Principe delle Asturie così prestigioso a livello internazionale sia stato molto significativo e importante che ci abbiano distinto con esso. Ciò ha fatto sì che le questioni ambientali acquisissero una maggiore importanza in Costa Rica e ha facilitato il compito di far passare alcune leggi importanti come la conservazione e la cura delle spiagge, molto trascurate. Finora non è sufficiente quello che è stato fatto, ma ora il cammino è più facile e si sta riuscendo a far sì che i giovani abbiano oggi un maggiore interesse per queste cose, sia scientifiche che ambientali. Non dobbiamo abbassare la guardia, perché si può regredire.

  1. Qual è il suo pensiero sul ruolo della scienza e della tecnologia nel plasmare il futuro della Costa Rica e del mondo? E come pensa che la Costa Rica possa continuare a essere un leader nella conservazione ambientale e nella sostenibilità?

Credo che lo sviluppo futuro di Costa Rica e del mondo sia scientifico; non possiamo abbattere più foreste per avere più terre coltivabili, in nessuna parte del mondo. Dobbiamo ottenere nuove varietà di colture più produttive, migliori metodi di coltivazione del suolo così come produrre uova, latte e carne migliori e altre cose che dipendono dalle specie coltivabili. Questo è uno sforzo scientifico per eccellenza ed è necessario finanziarlo bene e a lungo termine. Per continuare a essere leader nell’ambiente e nella sostenibilità dobbiamo rafforzare questi principi attraverso l’educazione dei giovani e l’esempio degli adulti di oggi. Ci manca ancora molto, ma possiamo andare avanti facendo passi fermi verso una sostenibilità che conviene a tutti e genera guadagni per tutti; questa è un’altra ragione per sostenere queste attività.

  1. Guardando al futuro, quali sono le sfide più urgenti che la Costa Rica deve affrontare in termini di ambiente e sviluppo sostenibile, e come pensa che possano essere affrontate con successo?

Penso che la cosa più urgente sia migliorare tutto il trasporto di merci e persone, pubblico e privato. Uno sforzo nazionale per elettrificare con energia solare il più possibile di quel trasporto è uno sforzo possibile anche a medio termine. Il secondo, credo, dovrebbe essere aumentare la generazione di energia elettrica con energia solare e eolica, perché quello che abbiamo installato di queste tecnologie è poco e si può fare molto di più. La contaminazione delle acque profonde e superficiali richiede uno sforzo maggiore rispetto a quanto fatto finora. Migliorare gli sforzi nella conservazione del suolo, soprattutto quelli coltivabili. Migliorare la conservazione delle foreste lungo i fiumi. Continuare gli sforzi nella conservazione delle foreste in generale e migliorare l’educazione ambientale nelle scuole.




Santo Domingo. È rientrato in Italia il turista che aveva lanciato del caffè in faccia a un poliziotto

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663e8935ba5c8Il turista italiano Antonio Pinto, rimasto coinvolto in un incidente all’aeroporto internazionale José Francisco Peña Gómez Las Américas, lanciando una tazza di caffè ad un agente della Polizia del Turismo (Politur), è partito ieri per il nostro paese.

Pinto, che si trovava nellla RD da più di un mese, si sarebbe arrabbiato perché un ufficiale della polizia  turistica gli aveva spiegato che non poteva presentarsi nell’area check-in dell’aereo perché non aveva il biglietto aereo o la prenotazione per viaggiare.

È stato riferito che Pinto aveva problemi di salute mentale e che i suoi farmaci di controllo erano finiti giorni prima e per questo si trovava era in uno stato di salute ritenuto “difficile”.

L’incidente con l’agente della Politur è avvenuto mentre cercava di fare il check-in per imbarcarsi sul volo Iberia 65-00 per Madrid, Spagna, senza biglietto per viaggiare quel giorno.

Dopo l’accaduto, ilconnazionale è stato trasferito dagli agenti della Direzione Centrale della Polizia del Turismo all’ospedale Padre Billini, dove è stato assistito e medicato.

“Era calmo e cosciente all’aeroporto di Las Américas, dove l’abbiamo scortato fino a quando non ha lasciato tranquillamente il Paese”, ha detto il funzionario della Politur.

L’ufficiale aggredito, invece, è rimasto illeso, poiché il caffè non le ha fatto alcun male, per cui ha deciso di non sporgere denuncia.

Il vicedirettore del Politur dell’AILA, colonnello Almonte Marte, ha dichiarato che al turista sono state fornite tutte le agevolazioni affinché potesse rientrare senza problemi in Italia nella giornata di ieri.

Ha aggiunto che i parenti del Pinto hanno contattato il personale dell’ambasciata italiana nel Paese, spiegando lo stato di salute del congiunto.

 




Santo Domingo. Turista italiano lancia caffè bollente in faccia a una poliziotta nell’aeroporto di Las Americas

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663c0052d0cb2Un turista italiano ha aggredito fisicamente un agente della Polizia Turistica (Politur) lanciandole in faccia del caffè caldo nell’area check-in della compagnia aerea situata nell’Aeroporto Internazionale José Francisco Peña Gómez di Las Américas.

L’incidente è avvenuto mercoledì dopo le quattro del pomeriggio nell’area di pre-check passeggeri al secondo piano del terminal dell’aeroporto.

L’agente, tal Ogando, è stata portata alla clinica medica dell’aeroporto a causa delle ustioni riportate sul viso.

Secondo le informazioni ricevute, l’italiano, identificato come Antonio Pinto, 49 anni, era bloccato in aeroporto da diversi giorni. Sebbene fosse andato al terminal, non aveva una prenotazione per viaggiare questo mercoledì, ma per domani, 10 maggio.

Secondo le autorità “lo straniero soffre di un presunto delirio di persecuzione, poiché alludeva di essere perseguitato da qualcuno”.

È stato riferito che il biglietto per tornare in Italia gli è stato inviato da una sorella dall’Italia.

La poliziotta aggredita è stata curata e dimessa dai medici dell’ambulatorio medico dell’aeroporto.

Nel frattempo il turista è stato trattenuto nell’ufficio della Direzione Centrale del Politur situato nel terminal dell’aeroporto per essere processato in relazione al caso.




L’Amerigo Vespucci sarà in Messico dal 18 al 23 giugno

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navevespuccivertLa nave scuola della Marina Militare italiana Amerigo Vespucci, che solca i mari da oltre 93 anni, arriverà il 18 giugno a Puerto Vallarta, in Messico, dove sosterà per 5 giorni prima di ripartire il 23 per continuare il giro del mondo iniziato l’anno scorso dal porto di Genova.

Secondo il programma originale, il veliero, uno dei più grandi oggi esistenti, sarebbe dovuto giungere ad Acapulco, ma l’itinerario è stato modificato a causa dei danni provocati alle coste dello Stato di Guerrero dall’uragano Otis il 25 ottobre.

La “nave più bella del mondo” —come la chiamò l’equipaggio della portaerei statunitense Independence il 12 luglio 1962— ha lasciato ieri la città portuale di Valparaíso sulla costa cilena. Prima di approdare a Puerto Vallarta toccherà terra a Callao (Perù), Guayaquil (Ecuador) e Balboa (Panama).

Già ambasciatrice Unesco e Unicef, la nave nel suo tour mondiale sarà anche il mezzo per sviluppare e consolidare collaborazioni in ambito accademico e universitario, soprattutto nel campo della ricerca scientifica e della tutela del sistema marino, promuovendo gli obiettivi ambientali della Giornata Mondiale degli Oceani, che si svolge ogni anno l’8 giugno.

Il rientro in Italia della Vespucci è previsto per il mese di febbraio 2025, quando l’imbarcazione tornerà ad essere ormeggiata nel porto di La Spezia. Il 5 aprile ha doppiato per la prima volta Capo Horn, crocevia tra gli oceani Atlantico e Pacifico, uno dei passaggi più impegnativi al mondo per la navigazione a causa delle continue perturbazioni create dalla vicinanza all’Antartide.

Foto di Ciro Di Lauro su Unsplash

da puntodincontro.mx




Cuba. Violenta aggressione a un turista italiano. Gli vengono rubati l’auto e più di mille euro

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screenshot 2024 04 30 at 43639 pmpngUn turista italiano ha subito una rapina a mano armata mentre viaggiava con un’auto a noleggio attraverso la provincia di Sancti Spíritus diretta nella regione orientale di Cuba, il 18 aprile.

Tre cubani hanno intercettato il turista, identificato come Salvatore Gonario, e gli hanno portato via il veicolo, 1.300 euro e gran parte dei suoi averi.

Secondo il tenente colonnello Rolando Rodríguez Carmenate, capo dell’Organismo di investigazione criminale del Ministero degli Interni (MININT) della provincia, due delle persone coinvolte nell’aggressione sono state arrestate giorni dopo e hanno confessato la loro partecipazione al delitto.

L’aggressione è avvenuta intorno alle 23 quando Gonario venne intercettato all’incrocio di Siguaney da tre individui che gli fecero segnali con i fari del loro veicolo. Uno degli aggressori è sceso armato e lo ha minacciato, chiedendogli di scendere dall’auto a noleggio su cui viaggiava. Nonostante la resistenza e la rissa con l’aggressore, Gonario è stato spinto fuori dal veicolo e picchiato.

Dopo avergli sottratto l’auto, l’aggressore si è dato alla fuga insieme ai complici, portando via anche il denaro e gran parte degli averi della vittima. Quest’ultimo ha riferito di aver noleggiato l’auto presso Transtur Habana e di essere diretto nell’est del Paese per incontrare la moglie, Dania Olivero, sposata da poco.

Dopo l’incidente, una squadra della polizia cubana è stata inviata per indagare sul caso, ottenendo la cattura di due degli assalitori il 26 aprile all’incrocio di Tres Palmas, sull’autostrada Yaguajay-Sancti Spíritus. Durante l’arresto è stata recuperata parte della refurtiva.

I detenuti hanno confessato di aver partecipato all’aggressione, ammettendo di aver osservato Gonario da solo nella sua macchina e di aver deciso di derubarlo. Sebbene nell’operazione sia stata arrestata anche una donna, non è stata trovata alcuna prova che la collegasse all’aggressione al turista italiano.

Le indagini sono ancora in corso ed è stata presentata denuncia alla Procura provinciale di Sancti Spíritus per il reato di rapina con violenza. Questo incidente si aggiunge ad una serie di furti di auto a noleggio ai danni di turisti denunciati negli ultimi tempi in diverse province cubane, riflettendo una tendenza preoccupante all’aumento della violenza e della criminalità nel Paese.

FONTE: cybercuba




Costa Rica. Ambasciatrici per un giorno

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allambasciata ditalia a san jose ambasciatrici per un giorno due studentesse delluniversita nazionale e delluniversita del costa rica immagine1In occasione della Giornata Internazionale del Multilateralismo e della Diplomazia per la Pace, due brillanti studentesse dell’Università nazionale (UNA) e dell’Università del Costa Rica (UCR) sono state “Ambasciatrici per un giorno” presso l’Ambasciata d’Italia a San José.

Si tratta di una iniziativa congiunta dell’Ambasciata e della Scuola di Relazioni Internazionali della UNA, che ha selezionato le due studentesse. Angie Mora Sorano e Daniela Chaves Matamoros hanno vissuto un’esperienza diretta del lavoro del capo di una missione diplomatica, accompagnando l’Ambasciatore italiano durante la sua giornata lavorativa, scoprendo dal vivo in cosa consiste il lavoro di un Ambasciatore. Tra le attività svolte il 24 aprile, la partecipazione allo staff meeting quotidiano per coordinare il lavoro della giornata, una colazione di lavoro con funzionari del BCIE, una videoconferenza con l’istituto culturale francese, la redazione/revisione di un discorso dell’Ambasciatore e la redazione di un testo di comunicato stampa. Angie e Daniela hanno potuto conoscere dall’interno il funzionamento dei vari settori dell’Ambasciata.

Entrambe studiano contemporaneamente in due facoltà di due diverse università, sono molto motivate e sono intenzionate ad intraprendere la carriera diplomatica. A completamento dell’esperienza compiuta, saranno invitate a partecipare al ricevimento per la Festa nazionale italiana, il 4 giugno prossimo. Al termine della giornata di lavoro l’Ambasciatore Colella ha consegnato loro un certificato di partecipazione all’iniziativa, e un libro in lingua spagnola sull’Italia. (Inform)




R.D. Las Terrenas inondata da piogge torrenziali

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438814518 3684417905147755 423632312806243159 nNotte di tregenda nel popolare centro turistico di Las Terrenas, nella Repubblica Dominicana. Una pioggia torrenziale si è abbattuta per più di 3 ore consecutive inondando strade e case. Il torrente Caño Seco che percorre tutta la città è uscito dagli argini portando con se tutto quanto incontrava sul suo cammino. Molti settori sono rimasti isolati. Fortunatamente, al momento, non ci sarebbero vittime, solo molti danni materiali. Stamattina la governatrice di Samaná, Teodora Mullix, sarà a Las Terrenas per verificare personalmente i danni e somministrare i primi aiuti alle famiglie danneggiate. Mentre il servizio meteorologico informa che per le prossime ore sono previste altre piogge copiose a causa di un fronte umido che sta interessando tutto il Paese.