Repubblica Dominicana: un caso di colera

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downloadIl colera, dalla vicina Haiti, è arrivato anche nella Repubblica Dominicana. Lo annuncia il Ministero della Salute che precisa che si tratta di un solo caso, quello di una donna haitiana che, infettata nel suo Paese, è entrata nella R.D. senza presentare alcun sintomo.

La donna, che vive ad Higuey, nella provincia dominicana della Altagracia, era rimasta in Haiti per un paio di settimane e ha cominciato a evidenziare i problemi collegati al colera solamente quando è stata nella sua residenza. Per questo alla frontiera non è stato possibile impedirne l’entrata.

Il Ministero della Salute tiene sotto controllo anche i familiari della haitiana che, informa, non hanno presentato i sintomi della malattia e ha spiegato che, siccome in Haiti non esiste controllo sanitario, il controllo del colera si rende particolarmente difficile.

 

 

 

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Neri, coordinatore MAIE nella R.D.: “Per noi italiani all’estero, in politica, non possono valere le logiche tradizionali di destra o sinistra”.

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32a09ee8 e5b4 4162 8d14 61914d05e937Eugenio Neri, è il coordinatore MAIE nella Repubblica Dominicana, Paese dove si è trasferito da 11 anni.

Originario di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, la città dei Papi, come ama sottolineare, nello Stato caraibico vive nella capitale, Santo Domingo.

“Nei miei trascorsi in Italia ricordo l’impegno nel sindacato, sindacato d’ispirazione cattolica, la Cisl, e nel mondo associazionistico terzo settore – racconta -, impegno iniziato alla fine degli anni ’70 e poi divenuto un vero e proprio lavoro nei primi anni ’90, fino alla pensione.

Venire a vivere in Repubblica Dominicana, dopo il pensionamento, è stato il naturale evolversi del mio matrimonio, di cui quest’anno ricorre il 25° anniversario, essendo mia moglie dominicana”.

Nel suo nuovo Paese Neri ha sentito dapprima parlare del Movimento Associativo degli Italiani all’Estero attraverso i “social” e “ho deciso di farne parte – prosegue – perché ho capito, fin dai primi tempi della mia permanenza in RD, che per noi italiani all’estero, in politica, non possono valere le logiche di destra o sinistra tradizionali.

Noi abbiamo bisogno di far giungere le nostre istanze fino a Roma, istanze rivolte a semplificare la nostra vita, istanze su problemi pratici, reali, come i servizi consolari che non sono ne di destra, ne di sinistra e riguardano tutti.

Ecco, diciamo che parliamo della necessità di far rispettare i diritti dei cittadini italiani che vivono all’estero e che questo somiglia molto al ruolo del sindacato”.

Da qualche tempo Neri ricopre la carica di Coordinatore nazionale per la RD del Movimento.

“Ho accettato l’incarico – afferma – per sostenere le iniziative del movimento sul territorio, iniziative che hanno come scopo principale la soluzione dei problemi che incontra un cittadino italiano che vive all’estero”.

Il suo impegno sociale non si ferma al solo MAIE. Eugenio, infatti, fa parte, come Tesoriere, del direttivo del nuovo Comites di Santo Domingo.

“Per quanto riguarda il Comites bisognerebbe aprire un discorso a parte, ma, cercherò d’illustrare la situazione brevemente – desidera precisare – Per fare questo è necessaria una premessa che indichi cosa è cosa fa un Comites, altrimenti ognuno potrebbe aggiungere o togliere del suo.

Niente di meglio, quindi, del citare alla lettera la legge del 23 ottobre 2003, n° 286, che, all’articolo 1, comma 2, recita testualmente: “il Comitato è organo di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico consolari.

Detto questo, ci si aspetterebbe un consesso di 12 consiglieri tutti coesi nel dare la miglior rappresentanza alla comunità a cui loro stessi appartengono, nel rispetto del risultato delle votazioni – prosegue – Invece nel Comites di Santo Domingo, fin dalla prima assemblea sono emersi, da parte dei consiglieri di minoranza, comportamenti più da opposizione politica che da minoranza di un organismo di rappresentanza come è definito dalla legge il Comites.

È stato chiaro fin da subito che dietro il comportamento dei consiglieri di minoranza, tranne uno, vi era una cabina di regia occulta, ma non così tanto come qualcuno avrebbe voluto, che aveva come obiettivo il ribaltamento del risultato elettorale con buona pace della volontà espressa dagli elettori”.

Il tentativo di ribaltone è stato messo in atto anche grazie alla collaborazione di un fuoriuscito della lista vincente, portatore di vecchie logiche di cambio di casacca, il quale è giunto persino a evocare un ipotetico, irreale e inesistente conflitto d’interessi da parte di componenti la maggioranza ma che poi è stato smentito in sede di assemblea pubblica da consiglieri di minoranza stessa. Tutti comportamenti che sono palesemente tentativi di ribaltare il risultato elettorale.

Le mie affermazioni – spiega Neri – sono supportate da prove inconfutabili, basta guardare e ascoltare i video delle assemblee o rileggerne i verbali. Entrambe le cose, assemblee e verbali, sono pubbliche e a disposizione di chiunque.  In particolare, leggendo il verbale e guardando il video dell”assemblea del 01 febbraio 2022, (durata tre ore e 40 per non decidere nulla) ci si rende conto che i continui, lunghi, ripetitivi interventi fatti da esponenti della minoranza, erano solo meri esercizi di dialettica scarsa e di bassa oratoria messi in atto per praticare ostruzionismo, al fine di paralizzare i lavori del Comites, per poi di seguito tentare di accusare d’immobilismo la maggioranza.

Fa sorridere tanta ingenuità politica, si perché la maggioranza, a fronte di tutto questo, ha preso dei provvedimenti previsti nel regolamento del Comites che hanno consentito comunque al Comites stesso di esercitare il suo ruolo di rappresentanza dei cittadini presso la rappresentanza diplomatica e consolare.

Sono cosi iniziate le dimissioni dei consiglieri di minoranza che si alternano a rinunce a ricoprire la carica.

Nel frattempo – conclude – non è mai venuta meno la volontà della maggioranza di ricompattare il Comites. Ne sono dimostrazione le offerte a ricoprire cariche, anche a livello di esecutivo, fatte a esponenti della minoranza ma tutte rifiutate”.

 




Giovanni Buzzurro, coordinatore MAIE Messico: “Il nostro Movimento è un megafono capace di dar voce a chi per molto tempo non l’ha avuta”

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cattura“Il Messico è una terra incantevole a cui sono legatissimo, con mille risorse e con gente meravigliosa, purtroppo sporcata da una malavita organizzata in crescita che preoccupa non solo me, ma tutti gli italiani che vivono da queste parti. E’ anche un posto che offre grosse opportunità, capace di cambiarti la vita in un breve lasso di tempo. Paese molto ospitale direi, come tutti i paesi latino americani, possiede innumerevoli siti sia archeologici che naturali, quest’ultimi derivanti da una biosfera invidiabile. Vanno sicuramente conosciuti entrambi e visitati. Invito te e tutti i lettori a venire da queste parti per tastare con mano quanto dico”.

A parlare è Giovanni Buzzurro, coordinatore del MAIE per il Messico e Presidente del Comites messicano.

Quarantotto anni, madre bresciana e padre siciliano, di Giardini Naxos, Giovanni è nato e cresciuto ad Agrigento. Vive a Città del Messico da 14 anni, dove è sposato con Claudia, un avvocato messicano, e ha due figli: Valentina, di 22 anni, affermata attrice, e Pietro, di 19, studente in Food Manager e gastronomia.

I ricordi della sua terra, la Sicilia, sono quelli di un infanzia felicissima, trascorsa accanto a mille amici a scorrazzare per le strade della sua città appresso a un pallone o abbracciato ai suoi strumenti musicali, dai quali non si separava mai.

“Il periodo di una gioventù spensierata, e legami che mi accompagnano fino ad oggi – afferma – Ricordo mille tour con mio fratello Francesco, chitarrista di fama mondiale, o con i Tinturia, band nella quale ho militato per 10 anni e con la quale ho avuto modo di viaggiare conoscendo a menadito quasi tutta l’Italia”.

Periodi di grandi passioni: sport, musica e anche politica militando nei giovani della DC della sua città, accanto a persone che diventarono affermati politici del panorama nazionale.

io e claudiaPoi, Giovanni, cambia orizzonte, emigra e arriva oltre Atlantico, in terra messicana.

“Arrivo in terra Azteca per amore (come tanti del resto…) – racconta – Dopo essermi sposato, ho vissuto ad Agrigento con mia moglie circa dieci anni, poi probabilmente a entrambi la mia città stava stretta e prima lei e poi io abbiamo deciso di provare il grande salto, abbandonando casa nostra e anche una comodità e una stabilità che in Messico non avevamo di certo, convinti però che avremmo fatto cose importanti.

In Messico Giovanni ha potuto continuare con la sua grande passione: la musica.

“Il mio lavoro da musicista è intenso e allo stesso tempo divertente – spiega – ho avuto la possibilità, grazie alle tournée, di conoscere questa nazione in un lungo e largo cosi come tutto il continente americano, visto che da 12 anni accompagno una delle cantanti messicane più famose: Lila Downs, con la quale mi onoro di avere vinto ben 5 Grammy Awards, 4 latini e 1 internazionale. Sono altrettanto orgoglioso di prestare le mie note a Fernando Delgadillo, un vero e proprio poeta della musica messicana e a tanti altri artisti che spesso produco, visto che alterno al mio lavoro di musicista quello di produttore in studio di registrazione”.

Nella sua famiglia, come accennato, si è sempre respirata musica, prima di tutto perchè il padre di Giovanni era un melomane appassionato, che ha trasfuso nei suoi figli questo grande amore, poi perchè sia lui che il fratello Francesco hanno deciso di trasformare in un secondo momento  la loro passione in un vero e proprio lavoro. “Da li a venire – sottolinea Giovanni Buzzurro –  non c’è stato un solo giorno senza musica, abbiamo insegnato in scuole private e, nel caso di mio fratello, tutt’oggi si trova a fare il mestiere di docente e concertista al conservatorio Scarlatti di Palermo, e poi concerti e seminari a mai finire e ovunque.

Per quanto riguarda mia figlia Valentina, la sto aiutando a sviluppare la sua passione per la musica con produzioni da me coordinate e dirette anche se, ad onor del vero, lei vede la musica solo come un hobby nel quale di tanto in tanto incursiona, la sua grande passione è la recitazione, sia nel cinema ma anche in televisione e in teatro”.

Chiediamo: hai un fratello che è un grandissimo chitarrista. Nel tuo recente viaggio in Italia hai avuto modo di fare una “jam session” con lui?

“Sono appena rientrato dall’Italia dove mi sono recato per una delicata operazione al cuore, fortunatamente tutto è andato bene e subito dopo essermi rimesso in sesto, sono stato insignito del premio “Pippo Montalbano” alla carriera, presso il Teatro Pirandello di Agrigento,  è li che ho avuto l’occasione di tornare ad imbracciare il mio basso ed esibirmi con mio fratello, anticipando l’uscita di un nostro disco in duo che tra qualche mese dovrebbe materializzarsi.

img 8530I progetti a venire sono tanti, a parte il disco con mio fratello, al quale potrebbe seguire un tour italiano, tornerò a fare concerti con Lila Downs prima in Messico poi in Colombia, Cile, Perù e Argentina. Sto coproducendo un disco per il cantante boliviano Rodrigo Rojas e inoltre  ho da poco messo su uno studio di registrazione proprio qui a Città del Messico, che a breve aprirà i battenti”.

Nel suo poco tempo libero Giovanni prima di tutto cerca di stare con la sua famiglia. “Come diceva qualcuno, il tempo è tiranno e preferirei  che una giornata durasse almeno 30 ore. Ciononostante riesco sempre a ritagliarmi il tempo per produrre Limoncello artigianale e, a breve, partirà una nuova produzione di un altro prodotto sicilianissimo, che per adesso preferisco non svelare”.

Il discorso scivola, quindi, sulla nostra comunità in Messico.

“Da Presidente del Comites Messico, ho ormai un quadro abbastanza chiaro della situazione della nostra comunità e devo dirti che è parecchio disgregata, uno dei miei obiettivi è proprio quello di cercare di unirla con eventi culturali, con una Casa Italia che non c’è più ormai da troppo tempo, ragione per cui presto trasformeremo questo sogno in progetto che presenteremo al ministero degli esteri, sperando venga finanziato. Con Antonio Mariniello,  vice presidente del Comites, abbiamo da poco portato avanti un progetto che mira a far conoscere i nostri connazionali nei posti significativi del Messico, abbiamo iniziato con un incontro a Chipilo, nello stato di Puebla, dove risiede quella che consideriamo la memoria storica dell’emigrazione italiana in Messico. Proprio li, da fonti certe, avvenne il primo insediamento italiano. Abbiamo inoltre contribuito appoggiando l’amico Arturo Berra nella realizzazione del primo museo dell’emigrazione italiana in Messico, riuscendo in un paio di occasioni a contribuire economicamente in modo significativo.

Purtroppo da queste parti noi italiani siamo pochi, se consideriamo  l’estensione del territorio, in totale circa 27 mila gli iscritti Aire, anche se da fonti consolari si stima che in Messico vivano in forma stabile poco più di 50 mila connazionali.

La nostra lontananza influisce con la poca interazione. Per fare un esempio, da Playa del Carmen a Tijuana ci sono quasi cinque ore d’aereo, mentre due e mezza da Città del Messico, quindi incontrarsi risulta complicato, cosi come diventa complicato anche vivendo nella capitale vista l’estensione pazzesca di questa città”.

In Messico le opportunità per gli italiani sono innumerevoli, partendo dal fatto che l’Italia è oggi il secondo paese europeo per esportazioni nello Stato nordamericano, seconda solo alla Germania, primeggiando in vari settori come quello delle macchine industriali, nell’ingegneria meccanica, ma anche nell’industria tessile, nei sistemi di sicurezza, nel settore farmaceutico, e nel Know How dell’informatica e della gestione industriale, cosi come nei prodotti agroalimentari, solo per citarne alcuni.

“Insomma – sottolinea Buzzurro – l’interesse e il rispetto di questo popolo nei confronti degli italiani è davvero tanto”.

Da qualche anno Giovanni è anche coordinatore del MAIE per il Messico.

“Mi sono avvicinato al Maie nel 2015, tirato in ballo da Giancarlo Quacquarelli, un amico che frequentavo e che mi chiese di aiutarlo a gestire l’aspetto organizzativo del Maie su Città del Messico e nello Stato del Messico. Dopo un paio d’anni, Giancarlo, per motivi personali e di lavoro, si allontanò dal Movimento e, prima Ricky Filosa poi Angelo Viro e Ricardo Merlo, mi chiesero di sostituirlo, diventando cosi coordinatore per il Messico.

Il Maie è ormai la mia famiglia, mi sento tutti i giorni con gli amici che vivono e condividono con me questa passione e questo impegno, confrontandoci e chiacchierando spesso di idee e strategie da perseguire.

Considero il movimento. Il fatto di poter contare su persone che, come noi, vivono nella condizione di emigrato all’estero e conoscono i nostri malesseri e i relativi bisogni,  è senza dubbio un valore aggiunto.

Continuerò sempre a battermi, insieme ai militanti, al miglioramento dei servizi consolari, cosi come a non essere considerati italiani di serie B solo perche viviamo fuori dai confini nazionali. Sarò sempre a fianco di chi, come me, vota, perchè solo attraverso l’espressione del voto posso eleggere chi domani difenderà anche  i miei diritti.  
Stiamo cercando di far conoscere il Maie a tutti gli italiani residenti in Messico, occupandoci del movimento tutti i giorni, gestendo le nostre due pagine Facebook e cercando di essere quella cassa di risonanza che fa sapere del nostro operato ai nostri connazionali. Siamo spesso alla ricerca di gente che, come noi, abbia passione per la politica e sia motivata ed entusiasta a sposare le nostre idee, ma soprattutto a portarle avanti. In questi anni abbiamo trovato persone valide e volenterose sparse su tutto il territorio nazionale che ci danno una grossa mano d’aiuto.

Quando arrivai al Maie eravamo la sesta forza politica. Dopo alcuni anni di coordinamento e da quanto viene fuori dalle ultime politiche siamo la terza, dietro solo alle due grandi coalizioni di centro destra e di centro sinisitra. Siamo fiduciosi del fatto che, se si continua a lavorare come le formiche, alla prossima tornata elettorale potremmo migliorare, portando un giorno il Maie ad essere la prima forza politica del paese.

Si puo fare tanto per gli italiani che vivono fuori dal nostro Paese-conclude – Ad esempio progetti mirati al turismo di ritorno con possiblità di cash back o scontistiche sul viaggio e sugli hotel,  anche per una sanità valida tutti i giorni dell’anno e non solo nei 90 stabiliti dalla legge. Purtroppo, però, dobbiamo fare i conti  con tutti coloro che ormai non hanno nessun interesse nei confronti della politica italiana, a maggior ragione coloro i quali vivono lontani dal nostro Paese. Secondo me sbagliano perchè, se non nutro nessun interesse per la cosa pubblica, non posso poi pretendere. Dovrei prima compiere il mio dovere di buon cittadino e dopo chiedere con forza che vengano tutelati i miei diritti”.

 

 

 

 




Haiti: adesso l’emergenza è la fame

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downloadHaiti sta vivendo un drammatico periodi d’insicurezza alimentare, e non solo. Lo afferma la ONU che definisce come “catastrofica” la situazione nel Paese caraibico.

Mentre le bande armate ne controllano parti importanti, la situazione sarebbe arrivata al limite della sopportazione nella capitale, Porto Principe, e nelle sue immediate vicinanze.

Nel resto del Paese sarebbe pure molto difficile approvvigionarsi di combustibile, il cui costo è raddoppiato, mentre grave sarebbe anche la situazione dei servizi pubblici e dell’accesso al lavoro.

L’inflazione è salita al 33% e per molti haitiani è difficile poter accedere anche agli alimenti più necessari ed esiste un serio pericolo d’infezioni da colera.




Costarica. Giuseppe Virgilio Cacace: “Il MAIE per me è come una famiglia”

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03794103 d680 4be4 96a3 7e79d0a04fe1Giuseppe Virgilio Cacace è un italiano che, in Costa Rica ha trovato, con successo, la sua seconda patria.

Cinquantuno anni, originario di Bitritto, in provincia di Bari, vive ad Heredia, distretto costaricano, capoluogo del cantone e della provincia omonimi, dove ha sede anche l’Università Nazionale del Paese Centro Americano.

Membro della Giunta Direttiva della Camera di Commercio Italo-Costaricana, Cacace, da anni coordinatore del MAIE, riveste anche la carica di Presidente del Comites locale.

“La mia infanzia – racconta Giuseppe Virgilio – ha lasciato in me un marchio indelebile. Più che un ricordo in particolare, mi vengono alla mente tutti i giorni passati nel mio bel Bitritto. La mia è la storia che, più o meno, vivono tutti i pugliesi che emigrano”.

Cacace arriva nella Costa Rica nel 1996. “Conobbi la mia prima moglie, venni attratto da due cose: l’amore e la natura spettacolare che il Paese centroamericano offre. Molti dicono che il Paese sia cambiato, e che preferiscono il Costa Rica di una volta – prosegue -, io invece penso che il cambio sia stato in positivo, anche perché oggi ci si trova un po’ di tutto, i servizi sono da primo mondo, anzi credo che, in alcune cose, sia più avanti e poi il popolo costaricano è molto sereno e trasmette serenità, specie quando si va nell’entroterra.

Il mio lavoro è stato segnato dal Covid. Ho avuto un ristorante per 11 anni che ho chiuso all’inizio di questo 2022. Ho da qualche anno un’agenzia che sviluppa pagine web e piattaforme E-commerce per la ristorazione.

Il mio hobby principale da sempre è quello della tecnologia e informatica. Dedico molto del mio tempo libero a leggere tutorial e studiare linguaggi tipo Kotlin, Swift etc.”.

“La comunità italiana nella Costa Rica è molto autonoma – spiega – non esistono centri ricreativi e di aggregazione.Uno dei miei sogni nel cassetto è quello di creare un Club Italia e convogliare li tutta la nostra comunità, sia quella nuova sia gli italo discendenti.

La maggior parte degli italiani ultimi arrivati si dedica alla ristorazione. Bisogna tener conto che in Costa Rica abbiamo 6000 iscritti AIRE, ma, se parliamo di italo discendenti, si arriva anche a 200 mila su una popolazione di 5 milioni di abitanti.

Quali sono le opportunità che questo Paese offre ai nostri connazionali?

Secondo il mio parere uno dei lavori principali è quello del turismo, poi ci sono molte aziende del settore medico/farmaceutico di provenienza italiana che risiedono nelle zone franche.

Come vive un italiano nella Costa Rica? Arrivano facilmente i nostri prodotti?

Non abbiamo una copertura del 100%, mancano molti prodotti e non sono accessibili a tutti, ma so che la nostra Camera di Commercio insieme alla delegazione europea e le altre Camere di Commercio europee fanno l’impossibile per cercare di firmare accordi e inserire più prodotti possibili nelle contingenze.

Quanto è importante l’immigrazione italiana nell’economia costaricana?

Non credo che sia un dato influente, se parliamo di enogastronomia si, abbiamo una certa influenza.

Esistono nostre associazioni?

Una volta si, vi erano tante, sia regionali che di supporto agli italiani, tipo “La Asociación italiana de Mutuo Socorro” nata nel 1890, anch’essa oggi vive un po nell’ombra.

La comunità italiana nella Costa Rica è molto unita?

Direi proprio di no, l’italiano vive di questo egoismo e protagonismo che divide e non unisce, noi, come Comites e Camera di Commercio, stiamo cercando in tutti i modi  di unire e sembra che pian piano ci stiamo riuscendo.

Cosa si potrebbe fare, dunque, per ottenere una migliore coesione?

Innanzitutto creare un’associazione Italiana e non regionale, che aggreghi tutti indipendentemente dalla  provenienza e poi non avere rivalità con nessuno, io li definisco i MICROCLIMI, cioè abbatterli, se si sente parlar male o alle spalle di qualcuno si dovrebbe pagare un pegno, il problemi vanno affrontati e risolti con i diretti interessati.

Consiglieresti a un connazionale di trasferirsi li?

Prima di tutto consiglio di fare una vacanza lunga, almeno di 6 mesi e poi decidere.

So che presiedi il Comites. Quanto è importante questa istituzione?

Questa istituzione, se venisse gestita seguendo la sua natura, diventerebbe perno principale per tutti e non solo i nuovi arrivati. Nei Comites manca aggregazione perché c’è molta politica. Il Comites della Costa Rica è ibrido; abbiamo fatto una lista dove vi sono tutti i colori e ideologie politiche e si sta cercando di portare avanti tutti insieme dei progetti che beneficiano la comunità, perché a loro non interessano le nostre divergenze politiche.

Come ti sei avvicinato al MAIE e perché credi in questo Movimento?

Se dovessi raccontare tutta la storia ci vorrebbe un libro. Sono coordinatore MAIE dal 2012, ho indossato quella maglietta fin dal principio perché lo considero fondamentale per risolvere tutti i problemi che ho sopracitato. Il MAIE, per me, è come una famiglia, è la finestra  più legittima e imparziale che abbiamo per chiedere alle istituzioni di non dimenticarsi degli italiani all’estero, come ha sempre fatto la politica partitocratica romana, questo tema lo vorrei approfondire in un’altra intervista solo a tema MAIE.

Come considerano il Maie i nostri connazionali della Costarica? Quali le sue possibilità di crescita?

Allora, considerando il dato delle ultime elezioni, il MAIE è stato nella Costa Rica il primo partito con il 41,80%,  secondo il CDX con 28.47% e terzo il PD con 16.83 %. Le sue possibilità di crescita nella Costa Rica sono innumerevoli in termini di voti perché ha votato solo il 15.35%, in termini di percentuali potremmo crescere ancora di 3 punti, raggiungendo così il 45%. Invece, per quanto riguarda Nord e centro America, bisogna seguire il metodo Costa Rica: parlare costantemente di MAIE e involucrare e aggregare anche gli italo discendenti. Il nostro messaggio dal 2018 è stato chiaro, quando qualcuno ci interpellava per un disservizio o mancanza di aggregazione, carenza di Made in Italy o qualsiasi altro problema, gli si evidenziava che sarebbe stato possibile cambiare tutto ciò nelle urne il giorno del voto.

Ora l’impegno sarà quello di rafforzare e di non lasciare la comunità a se stessa e continuare  a lavorare a suo beneficio.




Las Terrenas: arriva l’Ambasciatore!

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downloadL’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo informa gli italiani residenti a Las Terrenas e zone limitrofe che il giorno 15 ottobre, alle ore 16, ci sarà un incontro con l’Ambasciatore, il Capo della Cancelleria Consolare e una delegazione del Comitato per gli Italiani all’estero (COMITES) nella sala conferenze dell’hotel Alisei, in Calle Francisco Alberto Caamaño Deñó.

Per l’accesso sarà sufficiente presentare il passaporto italiano all’ingresso dell’hotel.




Santo Domingo. La truffa del generatore di plastica

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planta electicaGli utenti del social network Twitter hanno avvertito di una possibile truffa nel Paese, da parte di uno straniero che avrebbe venduto centrali elettriche e altri strumenti a un prezzo ridicolo “per motivi di viaggio”, ma dopo l’acquisto l’acquirente si accorge che si tratta di una plastica mimetizzata, o prodotto difettoso.

Uno di quelli che ha dato l’allerta è stato Marvin del Cid, che scrive per la sezione Planeta di Diario Libre. Ha denunciato che lo scorso venerdì mattina un uomo di nazionalità italiana gli si è avvicinato nel parcheggio di un supermercato in via Los Próceres e gli ha offerto, per un valore di 55mila pesos, un generatore elettrico e vari attrezzi. Dichiara di avergli mostrato una fattura in cui si indicava che questi articoli erano stati acquistati per un valore di 200mila pesos.

“Mi ha detto che doveva andare all’aeroporto e che aveva degli attrezzi avanzati da un evento che era venuto a fare e che non poteva portarli con sé perché sarebbero stato troppo costoso.

Ha fatto notare che, fortunatamente, alcune persone di passaggio lo hanno avvertito che quest’uomo era un “ladro”, a quel punto lo straniero è scappato dalla scena.

Non appena l’esperto di questioni ambientali ha esposto il suo caso su Twitter, decine di cittadini hanno commentato che la stessa cosa era successa a loro con un italiano che usava lo stesso modus operandi a Santo Domingo e Santiago.

Il fotoreporter ha indagato sul fatto che in altri paesi come Messico e Guatemala ci sono individui che utilizzano lo stesso meccanismo per frodare.

“Questa truffa viene portata avanti in diversi paesi, apparentemente dalla stessa banda perché usano lo stesso modus operandi. Ci sono denunce in Guatemala, Messico e altri paesi”, ha avvertito.

tradotto da ensegundos.com




Haiti. Il Governo chiede l’intervento dei militari dell’ONU

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haitianos toman las callesHaiti è devastato da massicce dimostrazioni. Dopo che parte del Paese, tra cui il confine sud con la Repubblica Dominicana, la zona nord e parte della capitale Port Au Prince è in mano a bande criminali, il Governo ha approvato la decisione di chiedere all’ONU  l’intervento “senza indugio” di forze militari straniere per rimettere ordine ad Haiti.

La decisione ha trovato ferma opposizione in varie parti della società che è sfociata nelle dimostrazioni di massa.

Nelle manifestazioni è rimasta uccisa una giovane donna e altre hanno riportato ferite di arma da fuoco, mentre continuano i saccheggi.

 

 

 

 

 




Julia lascia il Nicaragua e perde forza

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lluvias 960x600L’uragano Julia, dopo aver toccato terra ieri mattina in Nicaragua, con epicentro nella zona conosciuta come Laguna de Perlas, provocando inondazioni in diverse zone, ha lasciato il Paese centro americano dopo aver perso gran parte della sua forza.

Il Centro Nazionale degli Uragani di Miami mette tuttavia in allarme gli abitanti del sud del Messico, del Guatemala e del Belice, dove, a seguito del passaggio di Julia, potrebbero verificarsi forti piogge e smottamenti di terreno.

 




Repubblica Dominicana. Dopo lo scandalo Harry, piazza pulita nella caserma della polizia di Las Terrenas

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a8bca220 715d 4083 a607 db4f87da2af4Piazza pulita o, se volete, punto e a capo. La Direzionale Nazionale della Polizia Dominicana, nella giornata di ieri, ha fatto un “repulisti” nella propria Caserma di Las Terrenas. Tutto l’organico, dal comandante all’ultimo polizia, è stato cambiato.

Il motivo è molto probabilmente legato ai fatti che, nei giorni scorsi, hanno  riempito le pagine dei giornali della Repubblica Dominicana e gli schermi tv.

Secondo quanto vi si affermava, a Las Terrenas avrebbe operato un piccolo boss della droga, tal Harry, che era conosciuto, o amava farsi conoscere, con il titolo di “re di Las Terrenas”. Gestiva un punto di vendita dello stupefacente che, a detta dei cronisti locali, gli avrebbe permesso di “mantenere tranquilla” la polizia locale e non solo. Chi gli si opponeva doveva subirne le conseguenze come è stato per un giovane che, brutalmente malmenato, ha registrato un video che denunciava la situazione, video diventato virale nelle reti sociali. Il giovane, a conseguenza della sua uscita, ha dovuto abbandonare Las Terrenas e rendersi uccel di bosco.

Le malefatte di Harry e, soprattutto, la denuncia attraverso il video, hanno destato l’indignazione dell’intera popolazione che questa mattina si riunirà nel locale del Multiuso per dibattere la questione.

Ieri pomeriggio un forte contingente poliziale è stato in città, militarizzando il quartiere dove si dice che era il punto vendita di Harry.