Repubblica Dominicana. A Sosua nasce la associazione di solidarietà italiana A.S.S.IT.

297254449 150938954279488 5294734071871766192 n
297870983 150939050946145 5324498867068238340 nÈ stata presentata ufficialmente ieri sera a la nuova Associazione di Solidarietà italiana A.S.S.IT.
L’evento ha avuto luogo, con una “aperitivo solidale” nel ristorante El Paraiso di Sosua.
“Tra i partecipanti – affermano i promotori – abbiamo avuto ľonore di avere con noi il Vice Console Onorario di Puerto Plata, Roberto Casoni, che ci ha portato il saluto dell’Ambasciata Italiana.
Durante la serata sono stati raccolti complessivamente 11.313 RD$.
Cifra che, in parte, sarà destinata alla campagna “Un Aiuto per Gianfranco” e in parte resterà come fondo per aiuti di emergenza.
297254449 150938954279488 5294734071871766192 nNoi di A.S.S.IT., Claudia , @Manuela , Miriam e Massimo , vogliamo ringraziare dal profondo del nostro cuore tutti coloro che hanno partecipato, e hanno contribuito al nostro debutto, in particolare Davide e Caterina gestori de “El Paraíso” fantastici padroni di casa, che presto faranno parte del direttivo di A.S.S.IT.”



Il Messico Paese Ospite d’Onore di Eurochocolate 2022

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9messicoeurochocIl Messico – riconosciuto come la culla della cultura del cacao e la patria de cioccolato grazie alle civiltà degli Olmechi, dei Maya, degli Zoque e, a seguire, degli Aztechi – sarà, con Tabasco, il Paese Ospite d’Onore della prossima edizione di Eurochocolate in programma dal 14 al 23 ottobre 2022.
Grazie infatti a un recente accordo sottoscritto con il Governo dello Stato di Tabasco, in particolare con Turismo e SEDEC – Secretaria para el Desarrollo Economico y la Competitividad, sarà possibile attivare un prezioso confronto tra uno dei territori più importanti per la produzione del cacao (Tabasco detiene il 75% della produzione di cacao in Messico) e l’Italia, con Eurochocolate che dedicherà al Messico lo spazio Tree To Bar ospitato all’interno del Padiglione 7 di Umbriafiere.

Il progetto Tree To Bar verrà illustrato in dettaglio nel corso di un’apposita conferenza stampa che si terrà il prossimo 20 Settembre alle ore 18 presso l’Ambasciata del Messico a Roma.
“Tabasco – dichiara il Segretario del Turismo di Tabasco, José Antonio Nieves Rodríguez – protagonista della coltivazione e della trasformazione del cacao in una bevanda degli Dei, lo xocolatl, ci offre l’opportunità di diventare un mezzo eccellente per gli italiani per conoscere la storia e la cultura del Cacao e del Cioccolato e quindi visitare la Grande Strada dal Cacao al Cioccolato, il primo percorso agrituristico in Messico e conoscere e visitare il Festival del Cioccolato, che il prossimo novembre celebrerà la sua undicesima edizione”.
Saranno oltre 400 i metri quadrati di allestimenti dedicati alla storia, alla geografia, alle bellezze naturali e culturali di Tabasco.

L’accordo di collaborazione è nato anche grazie all’incessante lavoro diplomatico dell’Ambasciata del Messico in Italia e in particolare dell’Ambasciatore S.E. Carlos Eugenio Garcia de Alba che nel Febbraio 2021, in visita ufficiale a Perugia, ha incontrato anche gli organizzatori di Eurochocolate con i quali ha iniziato a porre le basi di un proficuo confronto.
Durante Eurochocolate sarà presente una numerosa delegazione della Regione di Tabasco e della sua capitale, la Città di Villahermosa, composta sia da delegati delle istituzioni che da imprenditori in rappresentanza del mondo della produzione e trasformazione di cacao. Durante la giornata del prossimo 21 Ottobre la delegazione messicana sarà quindi ricevuta dalla Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei e dal Sindaco di Perugia Andrea Romizi, con l’obiettivo di dare vita ad un solido percorso di collaborazione e di gemellaggio tra regioni, città e festival dedicati al mondo del cacao e del cioccolato.
“Siamo molto soddisfatti – afferma Eugenio Guarducci Presidente di Eurochocolate – di questa qualificata partecipazione che conferma l’autorevolezza conquistata a livello internazionale dal nostro evento e che pone le basi per potenziali sviluppi di collaborazione concreta fra i due paesi sulle filiere del cacao e cioccolato. Voglio ringraziare Vincenzo Muscolo, Presidente della Società Dante Alighieri in Yucatan e nel sud del Messico, che con il suo prezioso lavoro ha contribuito alla nascita di questa opportunità”. (aise)




Repubblica Dominicana. L’omicidio Giovannetti nasconde un mercato clandestino di organi?

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ita 1Continuano senza sosta le indagini della Polizia dominicana per catturare Abraham Castillo Mejía, soprannominato Djiango, complice del brutale omicidio del pensionato italiano Pierino Giovannetti, avvenuto poco tempo fa a Las Terrenas, centro turistico del nord della Repubblica Dominicana dove il pensionato risiedeva da qualche tempo.

Come è noto il cadavere dell’anziano era stato rinvenuto qualche giorno dopo l’assassinio in una scarpata a lato del Boulevard dell’Atlantico.

Si era parlato di un omicidio perpetrato da due balordi, vicini di casa della vittima, per rubargli le poche centinaia di euro della sua pensione.

Al momento del ritrovamento del cadavere però era stato subito notato che al corpo mancavano i due bulbi oculari.

Da qui il sospetto che, dietro all’omicidio del Giovannetti, ci sia un movente ben più grave del semplice furto della pensione.

A proposito della mancanza degli occhi sul cadavere, si era dapprima parlato dello scempio fatto da animali sul corpo della vittima, che era rimasto nel fosso dove è stato ritrovato alcuni giorni. Sarà quindi l’esame autoptico a fare chiarezza in questo senso.

È un fatto che l’omicidio del connazionale era stato ampiamente pianificato dai suoi due assassini. Questi infatti, il giorno prima, avevano affittato un’auto da un Rent Car locale e avevano invitato il vicino a salire con loro per andare a raccogliere alcuni cocchi in una piantagione.

Pierino, che ben li conosceva, non ha sospettato di nulla e ha accettato. Peccato, per gli assassini, che una telecamera abbia catturato il momento in cui i due e Pierino salivano sull’auto e così, per gli inquirenti, arrivare ai responsabili del brutale omicidio è stato quasi un gioco da ragazzi.

Braulio Yojender Mejía Pereyra, nella foto, subito rintracciato e arrestato, ha confessato. Abraham Castillo Mejía, alias Diango, è riuscito a darsi alla fuga ed è assiduamente ricercato.

Alcuni particolari gettano una luce ben più sinistra sull’episodio.

Perché organizzare nei minimi particolari un omicidio solo per rubare poche centinaia di euro che probabilmente il Giovannetti aveva in casa e che gli si potevano essere facilmente prelevati in un momento in cui il pensionato non era nel suo domicilio della regione La Ceiba?

Forse la morte di Pierino nasconde davvero l’inquietante retroscena dell’assassinio, probabilmente su commissione, per ottenere le sue cornee?

E se così fosse, perché sottrarre i bulbi oculari, per venderli nel mercato clandestino degli organi, a una persona anziana e non piuttosto a qualcuno più giovane?

Sono tutte domande alle quali l’esame autoptico del cadavere del povero pensionato potrà dare, ci auguriamo, una risposta esaustiva.

 




Panama: l’Ambasciata sconsiglia intermediari per il disbrigo delle pratiche consolari

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ambapanamaL’Ambasciata d’Italia a Panama non si avvale di collaboratori esterni o agenzie e sconsiglia di rivolgersi a intermediari o “tramitadores” per il disbrigo di pratiche consolari, rimanendo a disposizione dell’utenza per una comunicazione diretta con coloro che necessitano di assistenza. È quanto si legge in una nota ufficiale dell’Ambasciata stessa, nella quale si ricorda che la sede diplomatica presta gratuitamente i propri servizi, tranne il dovuto pagamento dei diritti consolari secondo quanto previsto dalla normativa nazionale.
I pagamenti avvengono unicamente in contanti, direttamente allo sportello consolare, sulla base delle tariffe pubblicate nella tabella dei diritti consolari. Per ogni pagamento viene rilasciata una ricevuta o relativo comprovante.
Sul sito dell’Ambasciata sono presenti tutte le informazioni necessarie per le diverse pratiche consolari e di cittadinanza. In caso di ulteriori dubbi, è possibile contattare l’Ambasciata via mail, ai seguenti indirizzi: per le questioni consolari (anagrafe, cittadinanza, notarile, ecc.) consolare.panama@esteri.it; per il rinnovo/rilascio passaporti panama.passaporti@esteri.it; e per i visti panama.visti@esteri.it.
L’Ambasciata ricorda infine che, salvo per i servizi notarile e per il rilascio di visti d’ingresso in Italia, l’Ufficio consolare riceve solo ed esclusivamente su appuntamento, da richiedere attraverso il portale “Prenot@mi”. (aise)




Repubblica Dominicana. Turista italiana, aggredita e rapinata, deve ritirare la sua denuncia per poter riavere il maltolto

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274864774 7861029823910775 5159081958703610830 nE due. Due atti criminali a danno d’italiani nel giro di pochissimi giorni a Las Terrenas.

Il centro turistico della zona nord della Repubblica Dominicana in questa stagione è affollato di turisti. Molti sono i nostri connazionali.

Dopo il tragico fatto occorso a Pierino Giovannetti, il marchigiano di 80 anni assassinato la scorsa settimana, stavolta è toccato a Gabriella Zattera essere, suo malgrado, vittima di un episodio criminale.

Gabriella è stata aggredita, ferita e spogliata delle sue pertinenze.  E al danno, fisico e morale, si è sommata anche la beffa. Per poter avere i suoi effetti personali la Zattera ha dovuto ritirare la denuncia e il rapinatore continua a essere libero, non indagato.

Scrive la donna in una sua denuncia riportata su Facebook: ”

“Voglio che sia reso pubblico quello che mi è successo la notte del 20. Prima di tutto voglio dire GRAZIE a tutte le persone che mi hanno aiutato: le ragazze che hanno chiamato la polizia, la polizia che è arrivata subito e le persone che hanno collaborato per rintracciare il rapinatore in modo che la polizia lo potesse arrestare!

Qui ci sono molte persone di cuore. Ma non è giusto che ora il rapinatore sia di nuovo libero! Un rapinatore che ha molte altre denunce! Perché? Perché per recuperare tutte le mie cose che la polizia ha trovato nel luogo in cui il rapinatore le aveva gettate (cellulare, soldi, carta di credito) è stato necessario sporgere denuncia e pagare!

Sono in vacanza non posso rimanere qui senza niente, sperando che un giorno si faccia un processo a Samaná! Devo tornare nel mio paese per lavorare! Quindi oltre a essere stata buttata a terra dal rapinatore perché non volevo lasciargli le mie cose e a essere stata picchiata, ho dovuto anche spendere soldi per pagare un avvocato: ho preso un sacco di botte, e lui invece è libero! Non mi sembra vero!

Sto scrivendo questo e lo comunicherò anche alle autorità del Paese perché questo modo di fare non può essere corretto! Il rapinatore può rimanere libero! L’hanno rintracciato presto, ma siccome io dovevo rientrare nel mio Paese con le cose contenute nella refurtiva, ho dovuto ritirare la denuncia! Se non l’avessi fatto, il rapinatore sarebbe finito recluso a Samaná perché ha molte altre denunce, ma non avrei potuto avere le cose che mi sono state sottratte e non avrei potuto rientrare in Italia, perdendo così il mio lavoro e molto altro! E come avrei potuto vivere qui, se tutte le cose che mi sono state sottratte si trovassero presso la polizia?

Grazie dal profondo del mio cuore a tutti coloro che mi hanno aiutato!”.

Va detto che non sono mancate le critiche al magistrato che non ha proceduto di fatto all’incriminazione del responsabile. Si tratta infatti di un crimine (la chiamano “violenza di genere”) che la legge dominicana prevede sia perseguito d’ufficio.




Pierino Giovannetti, che muore ai Caraibi assassinato da due balordi per rubargli la pensione

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img org 1658538558153Pierino Giovannetti era venuto nella Repubblica Dominicana per trascorrere in pace gli anni della sua pensione. Si era stabilito a Las Terrenas, centro turistico della costa nord del paese, nella provincia di Samaná, dove notoriamente gli episodi di criminalità sono di piccola delinquenza e si contano sulle dita di una mano. Un posto, insomma, considerato sicuro. Almeno fino a oggi.

Ogni mese si recava a ritirare il suo assegno, frutto di tanti anni di lavoro in Italia, e lo si vedeva spesso sulle spiagge, godendosi il meritato riposo.

Aveva trovato casa nel popoloso quartiere della Ceiba, a due passi dal nuovo Boulevard dell’Atlantico e amava condividere il suo tempo con i vicini, chiacchierando e rendendosi sempre disponibile.

Alcuni giorni fa, il 18 luglio, Pierino, dopo aver riscosso la sua pensione, era uscito di casa e da allora non vi ha più fatto ritorno.

La sua scomparsa era stata segnalata alla locale caserma della Polizia. Giovannetti non era abituato a tardare e, per questo, la sua assenza era sembrata alquanto strana.

Quattro giorni dopo il cadavere di un uomo, anziano, con chiari segni di violenza e ormai in stato di decomposizione, è stato rinvenuto in una scarpata della località Majagua, vicino a quel Boulevard che passa proprio a pochi metri dall’abitazione del nostro connazionale.

Gli inquirenti non ci hanno messo molto a capire che quel corpo era proprio quello di Pierino Giovannetti, l’italiano scomparso.

Partono le indagini. Chi aveva voluto la morte di quel povero anziano che a Las Terrenas era venuto soprattutto per trascorrere in santa pace, al caldo, al sole e al mare, l’ultima parte della sua vita?

Una telecamera registra gli ultimi momenti di Pierino nei pressi della sua casa. Era con due vicini, che lo avevano invitato a salire in macchina per andare con loro a cogliere alcuni cocchi dalle palme di una tenuta non molto lontana. Erano due giovani che Pietro conosceva bene, che frequentava spesso, con i quali dialogava. E proprio questa familiarità lo ha tradito. I due conoscevano benissimo le sue abitudini. Sapevano il giorno in cui Pierino ritirava la sua pensione, sapevano che quelle poche centinaia di euro quel maledetto giorno Giovannetti le aveva appena incassate, pensavano le custodisse ancora con sé, nel portafogli.

Probabilmente l’omicidio era già stato premeditato. Piero infatti li conosceva e, se si fosse trattato di una rapina, il pensionato avrebbe facilmente potuto denunciarli alla polizia locale.

Quando i tre arrivano nel luogo della supposta raccolta dei cocchi, gli assassini fanno conoscere le loro vere intenzioni. Vogliono i soldi della pensione.

Piero Giovannetti dice che non li ha con sé e i due inscenano un ipotetico tentativo di sequestro. Pierino reagisce e viene ucciso.

A questo punto i due lanciano il corpo in una scarpata e tornano tranquillamente a casa, come se niente fosse accaduto.  Chissà commentando con gli altri vicini la scomparsa di quel pensionato tanto affabile e sempre ben disposto con tutti.

Appare il video. La polizia arresta uno dei due e l’altro si dà alla fuga. L’arrestato “canta” e racconta tutto. L’altro è ancora uccel di bosco, assiduamente ricercato.

 




Ad Haiti la violenza delle bande criminali affama la popolazione

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172931 mdIl Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) ha avvertito che la fame ad Haiti è destinata a peggiorare a causa dell’aggravarsi della violenza tra bande, dell’alto costo dei generi alimentari e dell’aumento dell’inflazione, mettendo a rischio gli sforzi di assistenza umanitaria in questo paese colpito dalla crisi.

In una dichiarazione del 5 luglio il Pam ha affermato che l’insicurezza intorno alla capitale haitiana, Port-au-Prince, dove le bande hanno bloccato le strade e preso il controllo dei quartieri, ha reso difficile per la popolazione accedere e comperare il cibo.

Più di un milione di persone nella capitale è già in condizioni di insicurezza alimentare e le consegne di prodotti coltivati localmente, come le banane, non possono arrivare su strada perché i camion rischiano di essere oggetto di spari o bloccati lungo il percorso, ha dichiarato ai giornalisti Jean-Martin Bauer, direttore del Pam per Haiti. “Ampie fette della popolazione sono isolate dal cuore economico del paese”, ha dichiarato Bauer. “Assistiamo a un aumento significativo della fame nella capitale e nel sud del paese, e Port-au-Prince è l’area più colpita”.

Operazioni umanitarie a rischio
Bande armate hanno anche bloccato la strada che collega la parte meridionale di Haiti, ha dichiarato l’agenzia delle Nazioni Unite, isolando da Port-au-Prince 3,8 milioni di persone che vivono nei dipartimenti a sud della capitale.

Le violenze hanno costretto il Pam a usare le rotte marittime per inviare aiuti alle aree meridionali e settentrionali del paese, mentre gli operatori umanitari devono essere trasportati per via aerea tramite il Servizio aereo umanitario delle Nazioni Unite (Unhas).

“L’unica soluzione sicura per gli operatori umanitari è l’aereo e, senza finanziamenti adeguati, l’Unhas rischia la chiusura imminente entro la fine di luglio 2022. Questo, in ultima istanza, mette a rischio non solo l’assistenza del Pam ma anche le operazioni umanitarie in tutto il paese”, ha dichiarato Bauer.

Dal 24 aprile mezzo milione di bambini ha perso l’accesso all’istruzione a Port-au-Prince

L’ufficio del primo ministro haitiano non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento dell’agenzia di stampa Reuters.

La situazione della sicurezza ad Haiti si è deteriorata dopo l’assassinio del presidente Jovenel Moise, avvenuto nel luglio del 2021, che ha peggiorato la già difficile situazione politica nella nazione caraibica. L’uccisione del presidente ha scatenato una nuova ondata di violenze delle bande che, secondo il capo delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha raggiunto livelli “inimmaginabili e intollerabili”.

“La violenza delle bande ha avuto un grave impatto sui diritti umani più elementari. Decine di scuole, centri medici, aziende e mercati rimangono chiusi e molte persone faticano a trovare prodotti di base come cibo, acqua e medicinali”, ha dichiarato a metà maggio Michelle Bachelet, l’alta commissaria per i diritti umani delle Nazioni Unite. “Simili restrizioni alla circolazione delle persone e delle merci potrebbero avere un impatto devastante a lungo termine sulla già difficile situazione economica di Haiti”.

Le Nazioni Unite hanno riferito che, solo tra il 24 aprile e il 16 maggio, almeno 92 persone non affiliate a bande e altre 96 presunti membri di queste ultime sarebbero stati uccisi durante attacchi armati coordinati a Port-au-Prince. Nel frattempo sono aumentati anche i rapimenti a scopo di riscatto.

Più di cinquanta persone sono state uccise in scontri tra bande dall’8 luglio, ha dichiarato un sindaco.

La violenza sta impedendo a migliaia di bambini haitiani di andare a scuola, ha specificato l’Onu. “Dal 24 aprile mezzo milione di bambini ha perso l’accesso all’istruzione a Port-au-Prince, dove, secondo i dati del governo, circa 1.700 scuole sono chiuse”, ha riferito l’agenzia. L’anno scorso più di diciannovemila persone, tra cui quindicimila donne e bambini, sono state costrette a fuggire dalle loro case a causa delle violenze, ha ricordato l’Onu, dopo che “la guerra tra bande si è intensificata” nel 2022.

Nel frattempo persiste la situazione di stallo politico nel paese, dove il leader di fatto, il primo ministro Ariel Henry, insiste nel voler rimanere in carica fino a quando non si terranno le elezioni. Nel settembre 2021 Henry ha rinviato indefinitamente le elezioni presidenziali e legislative, nonché un referendum costituzionale, a causa della crisi.

Si è inoltre opposto a un’iniziativa popolare, nota come accordo di Montana, formulata da importanti gruppi della società civile haitiana, che avrebbe istituito un governo di transizione di due anni, affermando che “le elezioni sono l’unica via da seguire”.

da Al Jazeera




Simone De Santi ambasciatore a Managua

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desanti“Inizia la missione in Nicaragua con il bagaglio più importante della diplomazia italiana: il dialogo, strumento essenziale di crescita e sviluppo reciproco. Mi guideranno anche i valori e i principi dell’Ue, di cui l’Italia è Paese fondatore e costante promotore. Sarà un onore servire l’Italia in Nicaragua”. Così Simone De Santi, nuovo Ambasciatore italiano a Managua.
Torinese, classe 1976, De Santi si laurea in Scienze Politiche all’Università di Roma nel 1999 ed entra in carriera diplomatica nel 2001, prestando servizio presso la Direzione Generale Cooperazione Economica e Finanziaria Multilaterale e presso la Direzione Generale Paesi Americhe. Confermato in ruolo nel 2002, De Santi assume presso la Direzione Generale Paesi Europa.
Nel 2003 svolge il suo primo incarico all’estero in qualità di Console ad Adelaide, dove rimane fino al 2007, quando assume servizio come Primo segretario presso l’Ambasciata d’Italia a Islamabad. Successivamente presta servizio presso l’Ambasciata d’Italia a Sarajevo dal 2009 al 2011.
Nel 2011 assume servizio presso la Direzione Generale per gli Affari Politici e di Sicurezza. Nello svolgimento di questo incarico, viene inviato in missione ad Erbil con le funzioni di Capo dell’Ufficio distaccato dell’Ambasciata d’Italia a Baghdad per la regione del Kurdistan Iracheno.
Nel 2015 assume servizio presso la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, dove viene confermato fino al 2017, quando inizia il suo incarico presso il Gabinetto del Ministro.
Dal 2018 svolge le funzioni di Primo consigliere presso l’Ambasciata d’Italia a Washington, e dal 2019 viene accreditato presso l’Organizzazione degli Stati Americani (O.S.A.), in qualità di Osservatore Permanente, con titolo e rango di Ambasciatore.
A seguito di nomina, dal 15 luglio è il nuovo Ambasciatore a Managua. (aise) 




Messico. Ordinato dalla moglie l’omicidio dell’imprenditore italiano Raphael Tunesi?

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asesinan a balazos a un empresario italiano en mexico y detienen a su esposa por presuntamente ordenar su muerte 800x445Un uomo d’affari italiano viene ucciso a colpi di arma da fuoco in Messico e sua moglie viene arrestata con l’accusa di aver ordinato la sua morte.
Sono stati arrestati anche Gerardo Antonio ‘N’ e Luis Martín ‘N’, che sarebbero stati gli autori.
La Procura dello Stato del Chiapas ha riferito di aver arrestato Elisabetta ‘N’, accusata di essere la presunta autrice intellettuale dell’omicidio del marito, imprenditore di origine italiana identificato come Raphael Alessandro Tunesi.

Le autorità hanno accertato la presunta responsabilità della donna nel delitto, dopo diversi giorni d’intensa ricerca d’indizi, lavoro sul campo e indagini.

Il delitto contro l’imprenditore, titolare dell’Hotel Quinta Chanabnal de Palenque, in Chiapas, è stato perpetrato venerdì 1 luglio, in quella città.

L’uomo è stato colpito più volte mentre era a bordo del suo veicolo da persone che stavano guidando una moto.

Perdendo il controllo dell’auto, è andata a sbattere contro un albero a pochi metri dalla scuola Escriba, dove stava andando a prendere le sue figlie.

Oltre a essere un uomo d’affari, Tunesi era uno studioso della cultura Maya.

Nell’aprile 2021 ha partecipato al forum ‘Messico-Italia 500 anni di dialogo culturale’ organizzato dal Ministero della Cultura.

Altri detenuti

Oltre a Elizabeth ‘N’, sarebbero stati arrestati due uomini, identificati come Gerardo Antonio ‘N’ e Luis Martín ‘N’, che sarebbero stati gli autori materiali del delitto.

Gli arresti, ordinati da un giudice di controllo, sono stati effettuati nelle città di Tuxtla Gutiérrez e Palenque, Chiapas, da elementi della Polizia Specializzata, assegnati alla Procura Affari Speciali e Omicidi, in coordinamento con la Procura Distrettuale di Selva, di la Procura dello Stato.

Gli imputati, precisa l’Ufficio del Pubblico Ministero, saranno presentati davanti al giudice di primo grado del distretto giudiziario di Catazajá, che sarà l’autorità che definirà la loro situazione giuridica.

reddenoticias.online.com




Santo Domingo. Identificati gli assassini dell’italiano di Boca Chica

lucas garafalo

lucas garafaloLa Polizia nazionale dominicana ha riferito che agenti addetti alla Direzione Centrale Investigativa (Dicrim), stanno perseguendo con un mandato d’arresto tre uomini presumibilmente coinvolti nell’omicidio di un cittadino italiano, avvenuto lo scorso 3 giugno nel comune di La Caleta, comune di Boca Girl, provincia di Santo Domingo.

Si tratta di Anthony Severino, detto “Galón”, Evilson Ernesto Arias de la Cruz e Argenis Alberto Londof Marte, ricercati con mandato d’arresto numero 530-2022-EMES-02797, come presunti autori della morte dello straniero Serrapede Vicenso e/ o Lucas Girofalo (a) Italia, a causa di ferite multiple da arma da fuoco, motivate da presunte liti personali.

In questo senso, la Polizia avverte che i presunti criminali sono pericolosi e pesantemente armati.