Repubblica Dominicana. La Festa mondiale del Lavoro si sposta di un giorno

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imagesQuando in tutto il mondo i lavoratori celebrano la loro festa, nella Repubblica Dominicana si lavora. Il Primo Maggio, infatti, nell’isola caraibica si festeggerà lunedì 2 e non domenica 1.

È questa, infatti, una curiosa tradizione implementata nel Paese già da alcuni anni per permettere all’economia turistica interna di avere a disposizione un “fine settimana lungo”.

Quest’anni si sono “spostate” anche le festività dell’Epifania, che dal 6 gennaio è finita a lunedì 10, e il giorno in cui ricorre la nascita del padre della Patria Juan Pablo Duarte, che dal 26 gennaio è stato anticipato a lunedì 24.

 




Repubblica Dominicana: niente più controlli anti Covid negli aeroporti internazionali

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downloadIl Covid non c’è più, o quasi, e le autorità aero portuarie dominicane da oggi eliminano i controlli in entrata.

D’ora in poi i viaggiatori che entreranno nel territorio nazionale per via aerea saranno esonerati dalla presentazione dei test PCR e antigene per la prognosi e la rilevazione del coronavirus Covid-19 e sue varianti, all’arrivo ai terminal.

Con la delibera 99-2022, l’ente ha indicato che l’esecuzione dei test casuali di rilevamento rapido per Covid-19, sia per i passeggeri che per l’equipaggio, all’arrivo nella Repubblica Dominicana è annullata.

Tuttavia, l’organismo di regolamentazione della politica aeronautica dello stato ha chiarito che le operazioni di test casuali possono essere eseguite quando necessario.

Il JAC ha inoltre indicato che le misure saranno riviste nel caso in cui siano necessarie nuove azioni per impedire l’ingresso nel territorio dominicano di varianti di Covid-19.

Il fatto di lasciare senza effetto i controlli sanitari e di protocollo negli aeroporti del Paese, da parte delle autorità di sanità pubblica e del governo, è il prodotto della drastica riduzione dei contagi nel Paese negli ultimi mesi.

 




Il Comites di Santo Domingo chiede all’Ambasciata un incontro sul problema dei visti

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270881205 104079525487677 3009475717969933647 nDopo che il problema dei visti era stato denunciato dal nostro giornale, il Comites di Santo Domingo ha preso posizione in proposito chiedendo spiegazioni all’Ambasciata.
Questo il comunicato dell’organismo che rappresenta gli italiani della RD di fronte alle nostri istituzioni.
“L’Esecutivo del Com.It.Es. (Comitato Italiani all’Estero) di Santo Domingo, preso atto di segnalazioni ricevute a mezzo email e commenti pubblici a mezzo stampa e sulle reti sociali, inerenti la materia in oggetto, si é riunito d’urgenza in data lunedì 18 c.m. per trattare approfonditamente la tematica e per individuare adeguate soluzioni.
Come deciso dall’Esecutivo del Com.It.Es. nella suddetta riunione, in data odierna è stata inviata alla nostra Rappresentanza Diplomatico-Consolare una relazione tecnica dettagliata contenente un’analisi approfondita inerente l’erogazione di questo specifico servizio, il quale coinvolge i familiari dei cittadini italiani residenti all’estero.
L’Esecutivo del Com.It.Es. è in attesa che la Rappresentanza Diplomatico-Consolare fissi un incontro finalizzato a trattare quanto è stato incluso nella relazione tecnica di cui sopra, in sintonia con lo spirito di collaborazione previsto dalla legge, e in ottemperanza al ruolo che il Comitato ha di presentare le istanze dei connazionali che rappresenta”.



La Repubblica Dominicana regala 700 mila dosi di vaccino in scadenza

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vaccine 5926664 340La Repubblica Dominicana regala settecentomila dosi del vaccino anti Covid che stanno per scadere.

Così la vice presidente della Repubblica, Raquel Peña: “Non lo facciamo solo noi ma anche altri Paesi che sono nelle nostre stesse condizioni. I vaccini in scadenza vengono offerti a chi ne ha bisogno attraverso i canali diplomatici”

Infatti l’infezione da Covid nel Paese caraibico è ormai ridotta ai minimi termini. Tempo fa il presidente Abinader aveva eliminato tutte le restrizioni. Molti dominicani si erano fatti vaccinare con la prima dose, meno si erano inoculati la seconda mentre la grande maggioranza aveva preferito non accedere alla terza. Così le dosi comprate alle multinazionali sono rimaste nei congelatori. Da qui la decisione di regalarle prima che scadano.

 

 




Repubblica Dominicana: è stata una Settimana Santa tragica

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general méndez garcía e39b2dbd focus 0 0 895 573Settimana Santa tragica nella Repubblica Dominicana. Secondo i dati forniti dal Comitato Operazioni di Emergenza si tratterebbe di una della più “letali” degli ultimi anni. Il bilancio, infatti parla di 34 morti, di questi 25 in incidenti stradali e 9 affogati. In più sono riportati quasi 600 casi d’intossicazione alcoolica, una trentina dei quali hanno interessato persone minori di età.

Ê noto che, per parte dei dominicani, la Settimana Santa si è da tempo trasformata in una periodo di festa dove gli eccessi sono purtroppo all’ordine del giorno.

Le immagini, ad esempio, di una Las Terrenas, uno dei centri più “in” e “appetiti” del Paese, riconosciuta come “città di Dio” dai suoi abitanti e diventata per 4 giorni una specie di Sodoma e Gomorra, hanno fatto il giro del mondo e il sindaco della città turistica è stato chiamato in diverse trasmissioni televisive nazionali a parlare dei danni all’ambiente che hanno fatto “turisti” in four wheels o suv scorrazzando liberamente per le spiagge dove già il mare sta “mangiando” poco a poco tutta la sabbia dorata. Per non parlare dei four wheesl da corsa, liberi di scorrazzare, con decibels da neodeliri, lungo le strette vie del paese dove pure si sono verificati interminabili ingorghi.

La Repubblica Dominicana è uno dei Paesi che meglio ha affrontato la pandemia del Covid, dove i casi si sono ridotti praticamente a zero e ogni misura di prevenzione è stata di conseguenza eliminata. Sarebbe il caso, anche per questo “virus da Settimana Santa” (che ironicamente potremmo catalogare come VSS 22 ?), che porta a fare di tutto e di più, con le tragiche conseguenze di cui abbiamo detto, di studiare un apposito “vaccino” che, pur nel rispetto della cultura festaiola dei dominicani, porti, però, a valutare meno tragiche conseguenze?




Las Terrenas. Il sedicente proprietario fa apporre blocchi di cemento sulla spiaggia del Pueblo de los Pescadores

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catturaPomeriggio di tensione, quello di ieri, a Las Terrenas, nella zona dove sorgeva il Pueblo de los Pescadores, distrutto recentemente da un incendio.

Il Ministero del Turismo, giorni fa, aveva presentato un piano di ricostruzione esattamente  nella zona dove era ubicata la maggior attrattiva commerciale e gastronomica della cittadina caraibica, cioè sulla bella spiaggia di Las Ballenas, nel luogo dove, parecchi decenni fa, era sorto il primo nucleo del paese con le povere casette dei pescatori che, in seguito, erano state trasformate in piccoli ristoranti tipici.

Subito dopo la presentazione del piano, si era però fatto avanti un sedicente proprietario della zona che, titolo di proprietà alla mano, ne reclama il possesso.

Ieri dalle parole il supposto proprietario è passato ai fatti e, supportato dal suo legale, ha cominciato a far apporre blocchi di cemento sulla spiaggia per confinare quella che lui afferma essere la sua proprietà.

Ne è nata una accesa discussione non appena sul luogo sono arrivati cittadini ed esponenti di Cestur, la polizia turistica.

Il sedicente proprietario, munito di cartello con la scritta “proprietà privata” con tanto di numero di telefono, chiede di essere ascoltato dal Ministero del Turismo, cosa che in passato, nonostante una denuncia da lui presentata alla stesso ministero, non è mai avvenuta e propone un incontro per trovare una soluzione alla vicenda.

È noto che nella Repubblica Dominicana i 60 metri dalla battigia sono considerati bene pubblico ma, considerato questo, ci si chiede come dunque il padre del sedicente proprietario possa aver avuto in quella zona un regolare, secondo lui, titolo di proprietà dallo Stato.

È pur vero che, parlando di titoli di proprietà, la casistica nazionale è piena di vicende ambigue di questo tipo, come è pur vero che ormai, all’interno dei famosi 60 metri del demanio già sono sorte, con il passare degli anni, numerose costruzioni private.

 

 




A Cuba il XIII Congresso Mondiale della CIM

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cimSarà Cuba a ospitare dal 31 maggio al 2 giugno il XIII Congresso Mondiale della CIM – Confederazione Italiani nel Mondo presieduta da Angelo Sollazzo.
I lavori si apriranno ufficialmente alle 15.00 alla presenza del Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Diaz Canel a Palacio de las convenciones de La Habana.
Ai saluti delle autorità cubane, italiane ed estero, seguirà la relazione generale del presidente Cim Angelo Sollazzo. Quindi, interverranno i responsabili delle delegazioni Cim estere.
La mattina del 1° giugno sarà interamente dedicata al dibattito, mentre nel pomeriggio, alla presenza del Primo ministro e capo del governo Manuel Marrero, si terrà una sessione straordinaria dedicata al tema “Opportunità d’investimenti a Cuba e strumenti di sostegno italiano.
Infine, spazio a incontri tra imprenditori, industriali e professionisti, con workshop e tavoli tematici dedicati a costruzione, industria, energia, agroalimentare, cultura, formazione, comunicazione, sanità e assistenza.
Il 2 giugno, infine, verranno eletti gli organi statutari. Il Congresso si chiuderà con la replica del Presidente. (aise) 




Iscritti AIRE e assistenza sanitaria in patria: improcedibile il ricorso del M.I.R.E. al TAR del Lazio

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mire logo retinaSe sei un cittadino italiano, vivi all’estero e sei regolarmente iscritto all’AIRE non hai diritto alle prestazioni del servizio sanitario nazionale. Solo in caso di emergenza ai pensionati che vivono in Paesi al di fuori dell’Unione Europea queste sono fornite gratuitamente per un periodo di 90 giorni.

È un ritornello che, chi vive stabilmente all’estero, ha sentito e imparato a memoria.

Però le proteste, in particolare proprio quelle dei pensionati, che pagano regolarmente le tasse sul loro assegno mensile che vengono loro detratte alla fonte, non si sono mai rassegnati a quella che considerano una palese ingiustizia.

Del loro scontento si è fatto interprete il M.I.R.E., Movimento Italiani Residenti all’Estero, presieduto da Vincenzo Odoguardi (nella foto in basso), che. tempo fa. aveva invitato il Ministero della Salute “a provvedere, con cortese sollecitudine,  e, comunque entro e non oltre 90 giorni,   ad emanare un D.M. ad hoc, che preveda  la completa   copertura sanitaria per tutti i cittadini Italiani residenti all’estero, priva di vincoli temporali e di tipologie di prestazioni”.

Avvertendo che “in mancanza di riscontro alla presente diffida entro trenta giorni dal suo ricevimento, sarà proposta la più opportuna azione giudiziale per la tutela dei diritti di tutti i  cittadini A.I.R.E., nonché  dei  cittadini rappresentati dal MIRE”.

Scriveva il MIRE in quella occasione che la richiesta era inviata  “al  fine di garantire la tutela e i diritti inviolabili dei cittadini italiani in patria e all’estero,  nonché come singoli cittadini italiani  che  hanno trascorso tutta la loro vita a lavorare in Italia  (ora  titolari di pensione erogate da istituti previdenziali italiani), ma  che, per  motivazioni  personali e/o familiari,  hanno  deciso di trasferirsi all’estero, iscrivendosi, per come prescritto, ai registri A.I.R.E.  

-Che, in base alle attuali normative di legge,  i cittadini appartenenti a tale categoria, vengono  privati   del diritto ad avere, nella loro patria, una assistenza sanitaria  totale e continuativa, ponendo un limite temporale di 90 giorni  e solo per le prestazioni urgenti, in palese contrasto con la disposizione della legge del 23 dicembre 1978, n. 833, dove all’art. 19, viene riportato:  “Gli emigrati, che rientrino temporaneamente in patria, hanno diritto di accedere ai servizi di assistenza della località in cui si trovano.”, senza alcun riferimento a  limiti al tempo e/o qualità di  prestazioni da erogare.

-Che, nonostante la loro scelta  di   vivere stabilmente fuori dall’ Italia, gli stessi adempiono, comunque e per come previsto, ai  doveri fiscali dello Stato Italiano, come l’intero pagamento delle  tasse  Irpef, che vengono trattenute sulla pensione percepita, tutti i mesi dell’anno,  circostanza  che,  di converso, dovrebbe portare a ricevere dei diritti, per tutto l’anno e non solo in forma parziale e a tempo  determinato, così come attualmente previsto.

– Che,  gli istanti sono perfettamente  a conoscenza che sono stati depositati  vari disegni di legge, come il  N. 1300 presentato  al  Senato della Repubblica nella  XVIII Legislatura,  su iniziativa dei senatori GIACOBBE, BOLDRINI, GARAVINI, ALFIERI, MALPEZZI, COLLINA e BINI  presentato   il 20  Maggio 2019, nonché quello presentato alla Camera dei Deputati dall’On.re SIRAGUSA ed altri, per: “Introduzione dell’articolo 19-bis della legge 23 dicembre 1978, n. 833, in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero” (2503), presentata il 19 maggio 2020, annunziata il 20 maggio 2020,

-Che, in specie, la regione Veneto, che  con la Deliberazione n. 242 del 4 febbraio 2005,  ha dato attuazione alle norme previste nell’art. 43 della L. R. 30 gennaio 2004, n. 1, stabilendo  “che, in relazione alla tutela sanitaria ai cittadini iscritti all’A.I.R.E., con ultima residenza italiana in un comune del Veneto, in temporaneo soggiorno sul territorio Veneto, assicura e garantisce la stessa partecipazione e tutela ordinariamente garantite agli altri cittadini veneti residenti.”

-Che, malgrado  vi  sia  l’interessamento di diversi  gruppi politici, di regioni,  e di associazioni  di cittadini, lo Stato, ad oggi,  nulla ha inteso fare per ottenere la più ampia copertura assistenziale sanitaria, per tali cittadini”.

vincenzo odoguardi 267x400 1Trascorsi i termini indicati, al MIRE non era arrivata nessuna risposta dal Ministero della Salute e quindi è scattato il ricorso al TAR del Lazio.

In verità la risposta del Ministero, negativa, è arrivata tempo dopo, “fuori tempo massimo”.

In questi giorni sulla vicenda si è espresso il Tribunale Amministrativo Regionale il quale non ha rigettato l’istanza del MIRE ma ha detto che è improcedibile perché il Ministero della Salute ha comunque risposto, seppure in ritardo. Il TAR afferma, in parole povere, che non può fare nulla perché non esiste una legge in proposito, e che se esistesse lo farebbe.

Il Tribunale Amministrativo Regionale fa sapere che, anche se il Ministero non ha risposto nei termini di legge, la sua risposta viene accettata ma dovrà comunque pagare le spese legali del procedimento.




Comites Santo Domingo. Torna il sereno.

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270881205 104079525487677 3009475717969933647 nDopo il temporale torna il sereno nel Comites di Santo Domingo.

Con la assemblea straordinaria conclusasi poco fa sembrano infatti essersi sanati i conflitti che nel recente passato avevano messo in forse il prosieguo dell’attività dell’organo di rappresentanza della comunità italiana della Repubblica Dominicana.

Alla riunione era  presente l’ambasciatore a Santo Domingo, Stefano Queirolo Palmas che, nel suo intervento, ha invitato, tra l’altro, il Comites a partecipare congiuntamente alle visite agli italiani che vivono nelle diverse realtà della Repubblica.

Ha chiesto la partecipazione del Comites agli eventi con carattere nazionale quali, ad esempio, la Festa della Repubblica e la giornata dell’emigrante italiano nella RD.

“Per il 2 giugno – ha anticipato Queirolo Palmas – abbiamo intenzione di organizzare attività concepite in modo che tutti possano parteciparvi, anche coloro che vivono lontano dalla capitale”.

E ha proposto che nei locali che ospitavano precedentemente l’ambasciata, in via Rodriguez Objio, possano trovar sede non solamente il nuovo Comites, ma anche associazioni italiane, una scuola d’italiano e vi si svolgano attività di volontariato.

Queirolo Palmas ha concluso augurando un Comites coeso e partecipativo.

In diretta via zoom è intervenuta l’onorevole Fucsia Nissoli, eletta nella circoscrizione del Nord America che comprende anche la Repubblica Dominicana.

”Partecipare alle riunioni dei Comites – ha sottolineato – non è solamente, per me, un dovere ma anche una grande possibilità di conoscere le varie realtà locali per portare in parlamento le loro necessità e le loro richieste”.

448d5046 d655 4cbb abaa 73e58d25c9faDurante i lavori sono state approvate due commissioni di lavoro, accettate le dimissioni da vicepresidente dell’ex senatore Giuseppe Visca, al cui posto è stata nominata Licia Colombo (10 voti favorevoli e 2 astenuti) che fa parte della stessa lista della presidente Spedicato.

La Colombo era tesoriere e nella prossima assemblea si nominerà chi la sostituirà.

Tutto è bene quel che finisce bene, quindi. Peccato per un audio pessimo, con un microfono che scrocchiava tutte le volte che la presidente prendeva la parola e rendeva difficile la comprensione di quanto diceva.




Pueblo de los Pescadores di Las Terrenas. Appare un supposto proprietario del terreno

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catturaSolo pochi giorni fa il Ministro dominicano del Turismo, David Collado, aveva annunciato la ricostruzione del Pueblo de Los Pescadores, luogo simbolo della cittadina turistica affacciata sull’Atlantico.

Per ben due volte, nel passato, un incendio lo aveva completamente distrutto e ancora una volta sarà ricostruito. Probabilmente, però, tenendo conto di parametri che allontaneranno l’ipotesi che le fiamme tornino a divorarlo.

Sorgerà nello stesso luogo, sulla spiaggia che porta a Las Ballenas, con un progetto nuovo, caratterizzato prevalentemente da casettine che ricordano l’originale Pueblo de los Pescadores, che aveva case di legno e tetti di foglie di palma.

Era il luogo primitivo dove si è sviluppata la cittadina, dove erano costruite le baracche dei pescatori, prima ancora che il turismo si impadronisse dell’economia terrenera e gli stessi pescatori fossero indotti, da convenienti offerte, soprattutto di stranieri, a cedere le loro abitazioni che sono poi diventate tanti ristorantini, di diverso tipo.

Così il Pueblo de los Pescadores ha cominciato ad attirare sempre più i turisti, affascinati dalla possibilità di pranzare o cenare in riva al mare, scegliendo il ristorante preferito a seconda del tipo di cucina che questo offriva.

Poi, un primo incendio, quindi un secondo che in pochi attimi hanno completamente distrutto le fragile strutture. Adesso si spera che il nuovo Pueblo de Los Pescadores sia ricostruito dal Governo “per restare il più a lungo possibile”.

dsc 8030Il Ministro Collado ha avuto parole di entusiasmo e il Presidente della Repubblica, Luis Abinader, le ha ribadite in una chiamata telefonica diffusa durante la presentazione del nuovo progetto.

“Ora raggiungeremo una soluzione permanente con un design che non solo restituirà le caratteristiche speciali che aveva il Pueblo de los Pescadores, ma fornirà anche una maggiore protezione in tutte le aree” ha affermato Abinader

Il ministro Collado ha annunciato che “subito bandiremo la gara per la ricostruzione, ma d’accordo con gli utenti, con la comunità, e formando un collegio di fiduciari per la cura e il corretto uso, la manutenzione, la pulizia e le misure di sicurezza dell’ambiente. Restituiremo a Las Terrenas il simbolo storico della città con le sue caratteristiche, ma con un tocco di modernità, perché gli abitanti di Samaná e i turisti che la visitano meritano questo e molto altro” ha sottolineato Collado.

Ma…, perché in queste ultime ore, è nato un “ma…”, il terreno dove dovrà sorgere il nuovo Pueblo de Los Pescadores avrebbe un proprietario che il quotidiano locale “De Interes Samaná” ha presentato in una intervista video mentre, accompagnato dal suo avvocato, sventolava il foglio del suo “titolo di proprietà”.

276318758 5119083334819531 7827563161419282419 nEugenio Gomez, questo il suo nome, ha affermato che il padre è il proprietario, contanto con un atto d’acquisto regolarmente notariato e riconosciuto dallo Stato, del terreno dove si vorrebbe ricostruire la struttura. “Il Ministero del Turismo lo sa” ha dichiarato. Il passato governo non gli ha riconosciuto il suo diritto di proprietario e adesso, dopo che il Pueblo de los Pescadores è stato distrutto da un incendio, sta reclamando il suo diritto come erede dei 521 metri indicati nell’atto che comunemente viene denominado “titulo de propiedad”.

Ha presentato alle telecamere il documento che lo dimostra mentre il suo avvocato, José Reyes, ha chiesto al Ministero del Turismo “che si astenga dal costruire in questa proprietà perché è un terreno privato. Desideriamo che ci si permetta di costruire un nostro progetto o che il Ministro si sieda con noi per organizzare quello che loro pretendono fare e così eventualmente noi poter dar loro la autorizzazione. Però che non si costruisca nulla senza il permesso del proprietario”.