Anche nella RD una APP telefonica per rilevare infetti da Covid-19

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communication 5176960 1920Il quotidiano dominicano Listín Diario pubblica oggi un interessante articolo su una applicazione che permetterebbe, attraverso il cellulare, di individuare persone affette dal Covid19. Ne pubblichiamo la traduzione integrale all’italiano.

Un’applicazione tecnologica che funziona come una sorta di numero, passaporto o codice Covid, che avvisa il sistema se la persona ha sintomi o è stata vicino a un contatto positivo al Covid-19 è stato lanciato nel Paese, come parte della risposta di prevenzione e controllo della pandemia.

L’applicazione APP COVID-RD è anonima e gratuita e funziona come una specie di semaforo o avviso con un codice di luci verdi, gialle e rosse, a seconda delle condizioni immunologiche e sierologiche dell’utente, oltre a guidarlo su come accedere ai servizi o prove se necessario.

I cittadini potranno scaricarla sul proprio cellulare in modo da avere disponibili quanti più dati possibile. È vantaggioso per l’utente perché gli dá accesso immediato ad orientamenti e diagnosi e lo é anche per lo Stato, che può fornire una risposta rapida con minori investimenti di risorse umane ed economiche.

I dettagli sono stati illustrati ieri al quotidiano dominicano Listin Diario (che oggi ne pubblica la notizia) dal dott. Alejandro Báez, consigliere del Potere Esecutivo in fatto di Covid-19 e a capo del comitato di gestione dell’emergenza sanitaria di Covid-19, a sostegno del Ministero della Sanità

Ha spiegato che l’applicazione utilizza un protocollo internazionale, poiché ha adottato il codice del Massachusetts Institute of Technology, che garantisce la protezione dei dati personali dell’utente e offre a chi lo scarica il monitoraggio, le notifiche, le statistiche e le informazioni ufficiali sulla pandemia. .

Nella prima fase, l’applicazione consente di fornire al Ministero della Sanità in tempo reale i dati delle persone con sintomi per una risposta più rapida, con meno risorse umane ed economiche e per evitare la diffusione del virus, poiché può effettuare interventi specifici.

Il dott. Báez ha riferito che il lancio ufficiale del nuovo strumento di prevenzione e controllo Covid-19 è previsto per venerdì, ma che le persone possono giá iniziare a scaricarlo e che il suo utilizzo è volontario.

Le persone positive a Covid-19 emettono immediatamente attraverso l’applicazione un allarme dei sintomi e ricevono assistenza medica, epidemiologica e sierologica.

Ha spiegato che ti permette di tracciare i contatti che gli utenti Covid-19 positivi hanno avuto con altre persone, il che si ottiene incorporando il codice Safe Path rilasciato dal MIT o un’applicazione chiamata Private Kit.

L’APP, una volta scaricata in modo massiccio dalla popolazione, consente di avere una informazione reale locale se in un quartiere o in un settore esiste un focolaio,  e questo consente un intervento tempestivo in quella specifica area ed offre una risposta rapida e intelligente.

Passaporto o codice Covid

Nella seconda fase, spiega il dott. Báez, genera una sorta di passaporto COVID, con un numero, un codice o una specie di semaforo che emette allerta in verde, giallo e rosso, a seconda delle condizioni dell’utente.

Tale codice, spiega, a livello aziendale consentirà l’accesso sicuro a diversi servizi, poiché fornisce informazioni sul fatto che la persona sia positiva o immune, consentendo all’azienda di prendere decisioni su quale impiegato possa essere dislocato in aree sensibili, e persino in ristoranti per sapere se la persona può recarsi nelle proprie strutture o ritirare l’ordine.

Inoltre, si connette con la forma epidemiologica e sierologica, in modo che dopo 14 giorni venga dimessa, e quindi possa avere acceso anche al lavoro che richiede un contatto fisico.

Vantaggio

Il vantaggio principale per questo sistema di sorveglianza è che consente di distribuire analisi epidemiologiche tra cui test e interventi in modo agile e intelligente, ottimizzando le risorse e fornendo una risposta rapida.

L’utente, oltre ad avere l’informazione di un eventuale contatto con qualcuno positivo, potrá  accedere a diverse linee di servizi o di lavoro, seguimento medico e monitoraggio di pazienti positivi.




Repubblica Dominicana. Domenica record per gli infettati da Coronavirus

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corona 5199344 1920In un solo giorno 526 nuovi casi di Covid19, la cifra piú alta di sempre.

Gli infettati salgono a 20,126. Di questi 572 sono ricoverati in ospedale, 112 in terapia intensiva.

Sono dati molto allarmanti se pensiamo che il Governo sta giá riaprendo l’economia e per le frontiere mancano solo alcune settimane.

E’ bastato dare il via alla riapertura senza aspettare il picco che giá i casi hanno subíto una brusca impennata verso l’alto.

Un esempio: nella sola provincia di Samaná, dove finora i casi erano pochissimi e se ne segnalava uno di tanto in tanto, in un solo giorno se ne sono verificati ben 11. Complice probabilmente il comportamento irresponsabile di alcuni che non hanno rispettato le regole ed hanno affittato nei fine settimana a turisti proveniente dalla capitale e da altri luoghi del Paese, ma complici anche quei cittadini che, da quando si é entrati nella nuova fase, di giorno si comportano come se le avvertenze di distanziamento non esistessero e, di notte, durante il coprifuoco, festeggiano.

Il pericolo é che, per colpa di irresponsabili, si debba tornare indietro ai momento della quarantena piú stretta, rimandando la ripresa dell’economia oltre i tempi previsti. Per la Repubblica Dominicana, che vive soprattutto degli ingressi in valuta pregiata portati dal turismo, il problema sarebbe serissimo.




American Airlines tornerá a Santo Domingo il 7 di luglio

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1american 2721441 1920American Airlines riprenderá i voli passeggeri commerciali per e dalla Repubblica Dominicana il prossimo 7 luglio.

Nella stessa data é prevista l’apertura degli aeroporti.

“Siamo pronti e non vediamo l’ora di tornare.  – ha dichiarato Martha Pantín, direttrice delle comunicazioni della compagnia aerea – Il nostro piano è di volare di nuovo il 7 luglio negli aeroporti di Santo Domingo, Punta Cana, Santiago e Puerto Plata “, ha affermato.

Dallo scorso 15 marzo quando il governo dominicano ordinò la chiusura dello spazio aereo e dei confini della penisola , con l’obiettivo di impedire l’espansione di COVID-19 nel paese, tutti i voli commerciali di American Airlines erano stati fermati.

Prima della crisi del Covid19 la compagnia, che quest’anno ha celebrato il suo 45esimo anno di attivitá nella Repubblica, programmava 71 voli settimanali tra gli Stati Uniti e il Paese caraibico., numero di voli che aumentava nei periodi di alta stagione.

 

 




Santo Domingo. Operazione “Open World”: il VIDEO della cattura

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La Polizia di Stato italiana ha pubblicato oggi il video della cattura degli 8 latitanti italiani che si erano rifugiati nella Repubblica Dominicana.

“L’operazione “Open World” compiuta in collaborazione con la polizia della Repubblica Dominicana coordinata in campo internazionale dal Servizio cooperazione internazionale di Polizia (Scip) e diretta sul posto dall’esperto per la sicurezza della Direzione centrale per i servizi antidroga – spiega una nota della nostra Polizia di Stato –  si è conclusa stamattina dopo il blocco stabilito dal protocollo per il rientro dall’estero durante l’emergenza coronavirus.

I latitanti, 7 uomini e una donna, hanno alle spalle storie criminali diverse, reati per associazione mafiosa, truffa agli anziani, bancarotta fraudolenta, traffico internazionale di droga e altri reati finanziari, ma uniti tutti dall’essere scappati nel Paese caraibico con la speranza di farla franca.

Sei delle persone arrestate devono scontare pene sino a 13 anni; per due persone, invece l’arresto è scaturito da ordinanze di custodie cautelari in carcere.

L’operazione di scorta a bordo dell’aereo è stato anche il primo banco di prova per l’abbinamento delle esigenze operative con le cautele sanitarie; gli agenti infatti ha attuato un protocollo di autotutela e di garanzia per l’attraversamento delle frontiere.

Il Governo dominicano ha autorizzato l’ingresso con deroga al coprifuoco”.




Santo Domingo. Scatta “Open World”, 8 latitanti italiani in manette

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Si erano nascosti ai Caraibi per sfuggire alla giustizia italiana. La loro latitanza é finita grazie ad una brillante operazione, denominata Open World, coordinata tra polizia, carabinieri e finanzieri dello Scip, il Servizio di Cooperazione internazionale di polizia.

Le manette sono scattate ai polsi di 8 italiani, responsabili di vari reati tra cui associazione a delinquere di stampo mafioso, truffe ad anziani, traffico internazionale di droga, bancarotta fraudolenta, che avevano trovato rifugio nella Repubblica Dominicana creandosi false identitá.

Espulsi dal Governo dominicano e caricati su un aereo con volo ”dedicato”, sono giá atterrati a Fiumicino e messi a disposizione della giustizia italiana. L’operazione, a dire il vero, risale a circa 3 mesi fa, agli inizi di marzo, ma solo nelle ultime ore, causa il blocco delle frontiere per la pandemia, é stato possibile avere un volo a disposizione per il rimpatrio, e quindi renderla ufficialmente nota.

Nella capitale dominicana é stato arrestato Luca Finocchiaro, 43 anni, di Latina.

Di lui scrive, nella sua edizione odierna, il quotidiano La Repubblica: “Ricercato per un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma: è considerato il capo dell’organizzazione criminale che importava cocaina in Italia grazie alle sue relazioni complici con l’aeroporto di partenza dominicano e la disponibilità di corrieri italiani. Ma Finocchiaro faceva ormai la vita dell’imprenditore: aveva aperto ristoranti di pesce di “altissimo livello”, si leggeva nei commenti on line, il locale più grande proprio nel cuore della città di Santo Domingo.

E tra i suoi fornitori comparivano altri due nomi importanti della lista degli otto: Salvatore Vittorio, 55 anni, napoletano, considerato l’uomo del riciclaggio del potente clan camorristico di Edoardo Contini nel Centro America, e Salvatore Galluccio, altro partenopeo del gruppo, 52enne, anch’egli già condannato e ricercato per traffico di droga, contraffazione, ricettazione. Da criminali ad esperti manager dell’italian food, “di qualità” obviamente”.

Teresa Amante, 57 anni, viveva in una villa con giardino e anche lei era fatta una nuova identitá. Di origine siciliana, é stata condannata a 13 anni di carcere a seguito di sette procedimenti penali in diverse cittá italiane. E’ considerata una professionista della truffa: gioielli e denaro, trafugati dalle case di molte anziane signore, erano i suoi preferiti.

Edoardo Zilio, 67 anni, imprenditore del nord, ha una condanna pendente a 4 anni per bancarotta fraudolenta e reati finanziari. Ex presidente del Padova Calcio aveva distratto da sue societá immobiliari 2 milioni e 400 mila euro. Nella Repubblica Dominicana ha costruito un resort a una sessantina di chilometri da Santo Domingo.

Luigi Capretto, 50 anni, napoletano, una condanna a otto anni per traffico di droga. Ai Caraibi si era integrato molto bene, una moglie dominicana ed una figlia di 13 anni.

Sergio Cerioni, 64 anni, marchigiano, aveva una attivitá di ristorazione. Su di lui pendeva una condanna per droga.

Alessandro Levi, 63 anni, imprenditore bresciano, é stato arrestato a Las Terrenas dove “era perfettamente integrato nel tenore di vita degli occidentali fuggiaschi: villa, jeep, moto, stava per aprire una rivendita di liquori”.

Dagli 007 é considerato il piú facoltoso degli otto. Su di lui pendeva una condanna a 6 anni, dettata dal Tribunale di Brescia, per bancarotta fraudolenta.




2 Giugno. Il saluto dell’Ambasciatore d’Italia a Santo Domingo, S.E. Andrea Canepari (VIDEO)

canepari dal video

ambasciatore canepariL’Ambasciatore d’Italia a Santo Domingo, S. E. Andrea Canepari, in occasione della nostra Festa della Repubblica, ha rivolto un video messaggio alla comunitá italiana della Repubblica Dominicana.

“Sono contento di celebrare con voi la Festa Nazionale d’Italia, la Festa della Repubblica – ha esordito l’Ambasciatore – In maniera differente da quella dello scorso anno perché stiamo vivendo tempi difficili che spero supereremo tutti.

Ricordo la grande allegria, l’orgoglio di essere italiani che abbiamo condiviso lo scorso anno – ha proseguito – ascoltando le parole del Cancelliere Vargas, dei membri del governo, degli impresari, degli amici dell’Italia e di tanti di voi cittadini italiani contenti di celebrare l’appartenenza alle nostre radici culturali italiane, legami che sono stati creati nei secoli con la Repubblica Dominicana”.

Ha ricordato gli eventi culturali celebrati l’anno scorso e che hanno evidenziato lo stretto legame esistente tra i due Paesi

“Abbiamo vissuto momento difficili per questo virus –  ha sottolineato – sono contento che l’Ambasciata italiana a Santo Domingo non abbia mai smesso di funzionare, assicurando assistenza a centinaia di connazionali che avevano bisogno di tornare in Italia e fornendo i servizi essenziali quali passaporti, procure, atti notarili, iscrizioni AIRE, atti burocratici che hanno un impatto importante nella vita di ciascuno.

Tutti i funzionari della nostra Ambasciata hanno continuato a lavorare per assicurare questo importante risultato”.

Ed ha concluso: “Che viva l’Italia, che viva la Repubblica Dominicana!”.

Il video completo del saluto del nostro Ambasciatore contiene anche l’esecuzione in sincrono del nostro Inno nazionale da parte dell’orchestra e coro dell’Accademia Chigiana, storica istituzione musicale italiana di alta formazione, con sede a Siena. L’esecuzione, originale, realizzata nei giorni scorsi e dedicata specialmente al Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha coinvolto 108 musicisti tra allievi, docenti e collaboratori dell’Accademia, tra cui grandi nomi della musica classica internazionale come Salvatore Accardo, Bruno Giuranna, Antonio Meneses, David Geringas, Alessandro Carbonare, Pino Ettorre, Luca Sanzò, Francesco Dillon, Matteo Cesari, Paolo Ravaglia, Giulio Rovighi e il Quartetto Nous.

Il link con il discorso di S.E. Canepari:

https://www.dropbox.com/s/j67p4r1qh91movc/ITaliano01062020.mp4?dl=0

 

 




Cittá del Messico. La Comunitá di Sant’Egidio in prima fila contro il Covid19

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31egidioLa pandemia COVID-19 ha completamente svuotato Paseo de la Reforma, una delle zone più importanti di Città del Messico, tra grattacieli e alberghi di lusso. È quanto riporta la Comunità di Sant’Egidio che, ora più che mai, è in prima fila per consegnare pacchi alimentari a chi ne ha bisogno.
“Fino a prima della pandemia, ogni mercoledì aiutavamo circa 200 persone”, racconta César, mentre ora, a causa del coronavirus, si è quadruplicato l’impegno: “distribuiamo 500 cene il lunedì e 500 il mercoledì dalle otto di sera fino alle 10 della notte”. Oltre al cibo, si dà del gel antibatterico, e si misura la temperatura di tutti.
“Vengo qui solo da un mese, un amico mi ha invitato, perché qui ricevo un aiuto”, dice Efe, una donna di sessant’anni che purtroppo non può guadagnarsi da vivere, raccoglieva bottiglie di plastica per poi rivenderle a peso, ma ora non è possibile.
Secondo i dati ufficiali, oltre 50 milioni di persone in Messico vivono al di sotto della soglia di povertà, il 41,9% della popolazione.
A seguito di questa pandemia, che ha già lasciato 6.090 morti e 56.594 casi confermati (dati del 21 maggio 2020), il Consiglio Nazionale per la valutazione della politica di sviluppo sociale (Coneval) ha stimato che fino a 10 milioni di messicani in più potrebbero essere in povertà




Las Terrenas (RD): incendio devasta l’hotel Bahia Principe

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63083650 d294 46c6 a11d 285c44f60ea2Un violento incendio ha devastato, nelle ultime ore, l’hotel Bahía Principe Grand, nella localitá El Portillo di Las Terrenas.

Si tratta di una delle strutture turistiche che offrono il tutto compreso piú conosciute della zona e, prima della pandemia, molto frequentata da turisti di tutto il mondo.

Le fiamme hanno distrutto i reparti del ristorante, delle cucine e il lobby.




Panama flessibilizzerá le misure per contenere il coronavirus e le sostituirá con un coprifuoco

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panama 4948005 1920Il governo di Panama ha annunciato che flessibilizzerá, a partire dalla prossima settimana, alcune misure imposte per fermare la diffusione del coronavirus, consentendo a settori come l’edilizia, l’industria mineraria e quella farmaceutica di riprendere le operazioni.

Il paese centroamericano, che ha accumulato fino a martedì 11.447 infezioni e 313 morti per il virus, renderà anche più flessibile la quarantena totale imposta da marzo alla popolazione.

“Abbiamo deciso che a partire da lunedì 1 giugno può iniziare l’apertura del secondo blocco di attività economiche” ha detto il ministro della Sanità Rosario Turner. “Passeremo dal controllo con carta d’identità a un coprifuoco che entrerá in vigore dalle 7 di sera alle 5 di mattina”.

I bambini potranno uscire dalle 4 del pomeriggio alle 7 di sera accompagnati dai genitori. Inoltre, l’apertura di luoghi di culto, parchi, aree sportive e sociali è stata autorizzata fino al 25% della loro capacità e con una distanza fisica di almeno due metri.

Il secondo blocco del piano di riapertura economica graduale, che è diviso in sei, comprende attività come l’edilizia, l’industria mineraria non metallica, l’industria tessile e la farmaceutica e i prodotti informatici. (Reuters)




Messico: Nissan e Toyota preparano un avvio graduale della produzione

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car 1842815 1920Le giapponesi Nissan e Toyota hanno dichiarato lunedì che stanno preparando la graduale ripresa delle operazioni nei loro stabilimenti automobilistici in Messico, con rigorosi protocolli sanitari per evitare il contagio del coronavirus tra i loro lavoratori.

L’annuncio avviene mentre la diffusione del virus non si detiene nel Paese, che è tra i dieci con il maggior numero di morti nel mondo: 7.394 con 68.620 infettati.

“L’inizio graduale inizierà con la reincorporazione delle nostre attività direttamente correlate alla produzione di veicoli e ricambi auto, in date specifiche per ciascuna delle strutture”, ha affermato in una nota la filiale messicana di Nissan.

L’azienda ha fabbriche negli stati di Aguascalientes e Morelos e aveva sospeso la sua produzione locale il 25 marzo a causa dell’epidemia di coronavirus.

Poco dopo, un portavoce della Toyota ha detto a Reuters che la società “è in preparazione per il riavvio graduale, cauto e ordinato” delle sue operazioni negli stati della Baja California e Guanajuato.

“Questa fase prevede l’implementazione di protocolli e misure di sicurezza sanitaria, nonché attività di formazione e test di produzione che consentono l’adattamento ai nuovi standard”, ha spiegato, senza specificare le date. “La sicurezza e la salute dei nostri collaboratori è la nostra priorità”, ha aggiunto.

La scorsa settimana anche la giapponese Honda ha iniziato a riprendere gradualmente le sue attività negli impianti che ha negli stati di Guanajuato e Jalisco.

Il 12 maggio il governo ha incorporato l’industria automobilistica, che impiega un milione di lavoratori nel paese, nell’elenco delle attività economiche essenziali che possono essere svolte nonostante il fatto che persistano misure di isolamento sociale per fermare la diffusione del virus.

Il permesso di riaprire il settore automobilistico, insieme ai settori minerario e delle costruzioni, è in vigore dal 1 ° giugno ed è arrivato per le pressioni delle multinazionali del settore con investimenti in Messico e delle autorità degli Stati Uniti affinché le due nazioni riavviino le catene di produzione di questa attività in modo coordinato. (Reuters)