Repubblica Dominicana. Il M.I.R.E. distribuisce gratis mascherine antiCovid19

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8Mire mascherineIl M.I.R.E., il Movimento degli Italiani Residenti all’Estero presieduto da Vincenzo Odoguardi, ha iniziato la distribuzione di mascherine gratis ai connazionali della Repubblica Dominicana.

“Di questo primo carico ci stiamo occupando personalmente della consegna, seppur con tante difficoltà visto le distanze da percorrere ed il coprifuoco che incombe alle 17:00 – spiega Raffaele Avino, coordinatore del Movimento per la Repubblica Dominicana –  Abbiamo deciso di dare la precedenza ai pensionati.

Siamo  in attesa di un ulteriore fornitura dall’Italia, con le quali contiamo in una distribuzione più capillare” conclude.




Santo Domingo. Il Ministro Jiménez: “Non c’é ancora una data per la riapertura del commercio non fondamentale

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dominican republic 2626672 1920Non é stata ancora fissata nessuna data per la riapertura dei negozi e delle attivitá commerciali non fondamentali. Cosí il Ministro dominicano per l’Economia, la Pianificazione e lo Sviluppo, Juan Ariel Jiménez, ha dichiarato nelle ultime ore, sgombrando il campo alle illazioni che parlavano di una imminente misura positiva a favore del commercio.

La notizia della riapertura era stata pubblicata dagli organi di stampa, accreditandola come proposta del Governo, mentre invece, secondo il Ministro, si é trattato solamente di un documento su cui si sta lavorando.

Dice Jiménez: “Abbiamo analizzato scenari diversi. Le notizie circolate fanno parte di un lavoro che é posto sul tavolo di discussione. Al giorno d’oggi non esiste nessuna data per la riapertura”.

Le illazioni di stampa parlavano, invece, di una ripresa, a partire dal prossimo 11 maggio, delle attivitá delle officine meccaniche e dei concessionari d’auto.

“Le attivitá riprenderanno – ha concluso il Ministro – quando saremo sicuri che non rappresenteranno un pericolo”.




Colombia: quarantena estesa fino al 25 maggio

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colombiaAncora due settimane di quarantena per i colombiani. Lo ha annunciato il presidente Duque, prolungando il periodo fino al prossimo 25 di maggio. Le varie attivitá economiche, ha pure informato il capo dello Stato, riprenderanno gradualmente.

Si tratta del terzo prolungamento di quarantena. Il primo era iniziato lo scorso 25 marzo.

“Tra l’11 e il 25 maggio estenderemo l’isolamento preventivo obbligatorio, ma ripristinando lo spazio di vita produttivo, daremo ad altri settori l’opportunità di rilanciare anche la nostra economia”, ha informato Duque.

Giá da ora la vendita all’ingrosso di automobili, mobili e negozi come lavanderie, cartolerie, librerie, conformi ai protocolli di sicurezza, possono riprendere le attività.

“Ciò dimostra che stiamo prendendo delle misure come paese, responsabilmente per riattivare la nostra economia e allo stesso tempo salvare vite umane e proteggere la salute”, ha detto Duque. “Sebbene ci siano ancora alcuni settori che non stanno ancora iniziando a recuperare quella vita produttiva, quei settori devono avere un messaggio di certezza e speranza”.

In Colombia, paese di 50 milioni di abitanti, finora, il coronavirus ha infettato circa 8,600 persone con 378 morti.

Il governo ha stanziato miliardi di dollari in assistenza sociale per i poveri e per aiutare lavoratori e aziende indipendenti, nel tentativo di ridurre le conseguenze economiche della pandemia ed evitare ingenti perdite di posti di lavoro.

Durante la quarantena, hanno continuato a funzionare solo i settori legati alla produzione agricola, alla salute e all’approvvigionamento alimentare, nonché le forze militari, la polizia nazionale, le compagnie di sicurezza e le banche.

Prima della nuova estensione di quarantena, il governo ha avvertito che fino a quando continuerà l’emergenza sanitaria, vale a dire fino al 30 maggio, i voli nazionali e internazionali continueranno a essere chiusi, ad eccezione dei voli umanitari e cargo.

Anche il divieto di trasporto intercomunale di passeggeri su strada continuerà, mentre i sistemi di trasporto di massa nelle città non possono superare il 35% della loro capacità e i settori abilitati a operare nel mezzo dell’emergenza sanitaria devono mantenere livelli elevati di sicurezza.




Il picco in Cuba potrebbe avvenire la prossima settimana

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f0028295Il decano della Facoltà di Matematica dell’Università de L’Avana, Raúl Guinovart Díaz ha detto che: «Il pronostico indica ora che la settimana prossima probabilmente saremo nel picco, più avanti della media internazionale. È un pronostico riservato che dipenderà dall’evoluzione della malattia nei prossimi giorni. Ma senza le misure d’isolamento sociale il modello potrebbe tornare a crescere e andare a uno scenario critico.

L’epidemia è vulnerabile alle azioni intraprese, ma dipende dal comportamento sociale e dalle misure governative. È dimostrato che possiamo cambiare il corso dell’epidemia».

In questo scenario, un vaccino appare l’unica soluzione alla pandemia provocata dal virus sars-cov-2, patogeno di forte trasmissibilità.

L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) ha informato che ci sono 70 progetti di vaccino in via di sviluppo in tutto il mondo; le autorità della Sanità di Cuba attraverso un sistema di media pubblico, hanno detto che lavorano a quattro candidati di vaccinazione ed hanno incorporato un ampio quadro di medicinali, guidato dal Interferón Alfa 2b ricombinante, nella terapia ai pazienti sia positivi e che sospetti.

Quando sarà pronto il vaccino?

Ricordiamo che non esiste ancora il vaccino per il VIH e sono 36 anni di studi, e nemmeno per combattere il virus precedente a quello che provoca la Covid-19.

È un processo necessario, urgente, ma non è rapido.

Indubbiamente c’è in ognuno di noi un vaccino, quello della disciplina e della responsabilità, due componenti di base con le quali si detiene la virulenza perchè si spezza la catena dei contagi.

Abbiamo avuto settimane con più del 50% di positivi senza sintomi.

Ossia: vaccinatevi da soli, non uscite di casa se non è necessario. Nessuno sa chi è portatore né in che superficie c’è il SARS-COV-2.

Il anticoronavirus più efficace è la distanza e questa formula l’abbiamo tutti: tu, noi, lei e lui.

Questo virus non lo vince il paese più avanzato, ma il più disciplinato.

Si deve solamente guardare il mondo per verificarlo: gli Stati Uniti sono la prima economia del mondo e la nazione più colpita.

Sino a quando non avremo in mano una soluzione, seguiamo quanto dice il dottor Francisco Durán:

«Il vaccino è la protezione, è l’isolamento sociale, il lavaggio delle mani e l’uso della mascherina». Fonti: MINSAP – OMS / GM – Granma Int.)




Santo Domingo, respirando diossina

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discaricaRespirando diossina. Chi puó lascia la cittá per un luogo piú salutare, chi non puó…

E’ la tragica situazione che sta vivendo in questi giorni Santo Domingo, la capitale della Repubblica Dominicana, inondata, dal centro alla periferia, dal fumo rtossico che si sta sprigionando dalla discarica comunale della Duchessa, che raccoglie un milione di tonnellate di residui solidi all’anno, liquidi e di qualsiasi natura, pericolosi e non, senza discriminazione alcuna.

Oggi i rifiuti bruciano e gli abitanti di Santo Domingo sono ammorbati dal fumo tossico. Come se con il Coronavirus non ci fossero giá sufficienti problema di salute.

Il problema non é recente. Sono quasi vent’anni che Duchessa costituisce una bomba a cielo aperto. Le diverse amministrazioni comunali che si sono succedute in questo ventennio, cosí come i vari i Presidenti della Repubblica, hanno sempre promesso, promesso e mai mantenuto.

Di piú: nel 2000 il governo giapponese aveva donato alla Repubblica Dominicana una struttura modello per lo smaltimento dei rifiuti solidi. Non se ne é fatto nulla.

Otto anni dopo una impresa privata, in consorzio con una ditta francese, aveva ottenuto l’appalto per ricavare gas metano dalla fermentazione e putrefazione dei rifiuti. Era cominciata la posa dei tubi necessari, peró il Comune ha cancellato il contratto e le ruspe che lavorano la spazzatura hanno distrutto le tubature.




Repubblica Dominicana. Il Presidente Medina decreta altri 15 giorni di quarantena e coprifuoco

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quarantena rdQuarantena e coprifuoco prolungati fino al 17 maggio nella Repubblica Dominicana. Lo ha deciso il Presidente Danilo Medina e la sua richiesta é stata ratificata dal Senato e dalla Camera dei deputati.

La misura é ricordata ai connazionali anche dalla nostra Ambasciata di Santo Dojmingo, nel proprio sito ufficiale.

La quarantena impone la chiusura degli esercizi commerciali non di prima necessitá ed il coprifuoco dalle 5 del pomeriggio alle sei del mattino successivo.

“Si ricorda – rileva il comunicato della nostra sede diplomática – che il coprifuoco prevede, tra l’altro, il divieto di circolazione delle persone su tutto il territorio nazionale per tutta la durata del provvedimento, dalle ore 17 alle ore 6.

Le uniche eccezioni previste riguardano medici, infermieri e personale sanitario, persone che necessitino di recarsi in ospedale, addetti alla sicurezza privata, membri della stampa debitamente autorizzati e personale di compagnie elettriche per situazioni di emergenza.

Si invitano pertanto i connazionali ad attenersi a tali disposizioni”.

Nel paese caraibico era prevista, a metá maggio, la celebrazione delle elezioni per la Presidenza della Repubblica ed il rinnovo delle due Camere. A causa della pandemia i comizi sono stati rinviati al prossimo 5 di luglio. Se nessuno dei candidati alla presidenza otterrá il 50% piú uno dei suffragi, sará necessario ricorrere ad un secondo turno, quindici giorni dopo.

L’insediamento del nuovo presidente avverrá il 16 di agosto.

 

Ennio Marchetti




Nicola Occhipinti, nuovo Console Generale a Caracas

Nicola Occhipinti

Nicola OcchipintiNuovo Console generale all’ambasciata di Caracas, in Venezuela. Si tratta di Nicola Occhipinti, che in passato era stato Console a Buenos Aires e Console Generale a Porto Alegre, in Brasile.

“I connazionali all’estero – ha dichiarato il nuovo Console a Caracas – sono un inestimabile capitale umano che il Sistema Italia, quindi in primis la Farnesina, può valorizzare in maniera ancor più efficace al fine della promozione dell’interesse nazionale, anche perché contribuiscono in vari modi alla crescita della nostra economia”.

Ed ha aggiunto: “In Venezuela sono emigrati tantissimi connazionali dopo la seconda guerra mondiale. Si stima oggi la presenza di 2/3 milioni di oriundi nel Paese, persone i cui genitori o nonni emigrarono dall’Italia. Gli italiani residenti e iscritti nei due uffici consolari in Venezuela sono oltre 140.000”.

“Mi metto quindi a disposizione dell’Amministrazione – ha concluso Occhipinti – con l’obiettivo di valorizzare al massimo questo capitale umano, a cominciare dalla erogazione di servizi consolari sempre più cordiali ed efficienti”.




Caracas: lo sfogo di un pensionato

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caracas pensionato“Straniero per il Venezuela ed anche per l’Italia”.

Questo l’accorato sfogo di Bruno Natale. 77 anni, pensionato e da una vita in Venezuela lavorando onestamente come tanti nostri connazionali della sua età emigrati in Venezuela. Oggi, purtroppo, sopravvive come può alla crisi del Paese. Nella sua “e-mail” inviata al nostro Giornale c’è tutta la delusione, lo sconforto e la frustrazione di chi non ha gli strumenti per reagire e cambiare una situazione che sfugge al suo controllo. La sua disperazione è quella di tanti pensionati italiani in Venezuela, obbligati ad una sopravvivenza frugale, misera dopo una vita di lavoro. La pensione maturata nel Paese, si sa, non è sufficiente neanche per l’acquisto dei generi alimentari essenziali. E quella italiana, già di per sé irrisoria, diventa ancora più povera dopo le detrazioni realizzate dalla banca che si fa pagare, da lui, tutti i servizi”. Ne scrive Mauro Bafile, direttore de “La Voce d’Italia”, quotidiano online di Caracas.

“In Venezuela (la “mail” è stata inviata prima dell’aumento salariale decretato dal Governo in occasione del Primo Maggio) percepisco 250mila bolívares – scrive Natale -. Posso acquistare solo circa 250 grammi di formaggio”.
E poi la beffa.

“Ricevo dall’Italia – scrive il connazionale – 152 euro ma la banca per l’invio del denaro trattiene 26 euro. Altri 20 se li prende per trasferire il denaro al mio conto corrente”.

A Natale, quindi, restano solo 102 euro, ai quale può sommare i 2,17 dollari della pensione venezuelana. Tanto, infatti, è il suo ammontare dopo l’incremento annunciato dal governo.

Come è consuetudine in prossimità del Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, il governo ha annunciato l’aumento del salario minimo. L’ultimo incremento risale a gennaio. I lavoratori che percepiscono il salario minimo, e i pensionati, riceveranno nella prossima busta paga 400mila bolívares. A questi, i lavoratori attivi ma non i pensionati, potranno sommare altri 400mila bolívares di “cestatickets” ((buoni per comprare generi alimentari e medicine che accompagnano lo stipendio, pur senza gravare sul calcolo dei contributi che l’azienda deve versare).

L’aumento salariale
Il salario minimo di 400mila bolívares equivale a circa 2,17 dollari. L’aumento è stato di appena 0,81 centesimi, insufficienti per coprire il “gap” creatosi in soli 3 mesi a causa dell’inflazione galoppante e della svalutazione della moneta nazionale. Infatti, a gennaio, dopo l’aumento, il salario minimo equivaleva a 3,47 dollari, al tasso di cambio ufficiale.

La busta paga dei venezuelani è oggi la più bassa dell’America Latina. A gennaio di quest’anno, la classifica salariale, in Sudamerica, era comandata dal Costa Rica, con 559 dollari seguito dall’Ecuador, con 400 dollari; dal Guatemala con 388 dollari; dall’Uruguay con 377 dollari, dal Cile con 373 dollari. Il Venezuela, nell’Ambito dell’America Latina, è fanalino di coda, dietro a Haiti e Cuba, il cui salario minimo è rispettivamente di 67 e 15 dollari.

Le organizzazioni imprenditoriali reclamano un pacchetto di provvedimenti che permetta all’industria la ripresa della produzione, la creazione di posti di lavoro e, di conseguenza, all’economia di tornare a crescere. C’è chi avanza la proposta di un coraggioso piano di privatizzazione delle aziende mal gestite dallo Stato, di un aggressivo piano di incentivi agli investimenti e il finanziamento di grosse opere pubbliche. Ma il Venezuela, ormai, non ne ha le risorse. E il governo si limita ad azioni di carattere populista, come il commissariamento di note aziende produttrici di beni essenziali e generi alimentari, aumenti salariali e annunci di nuove nomine ministeriali come quella di Tareck El Aissami, ora ministro di Idrocarburi. E, grazie anche ad una efficiente macchina propagandistica, ad addossare ogni responsabilità della crisi alle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti e alla politica d’isolamento promossa dall’Osa e dall’Ue”.

 

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Dalla Croce Rossa 22 tonnellate di aiuti al Venezuela

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venezuela croce rossaSi tratta di macchinari medici, generatori elettrici e prodotti sanitari

Un carico di oltre 22 tonnellate di aiuti tecnici per la lotta alla pandemia da coronavirus é giunto nei giorni scorsi via mare in Venezuela, inviato dalla Federazione Internazionale di Societá della Croce Rossa e dalla Mezza Luna Rossa.

Lo rende noto l’agenzia di stampa venezolana Avn.

L’aiuto tecnico umanitario é composto da macchinari medici, generatori elettrici e prodotti sanitari di vario genere destinati a rafforzare la risposta del governo venezuelano all’espansione del Covid-19.

Al riguardo il Ministro della Sanità, Carlos Alvarado, ha confermato che “nel porto di La Guaira abbiamo ricevuto oltre 22 tonnellate di materiali, fra cui prodotti sanitari, sistemi di purificazione dell’acqua, generatori elettrici, set di sterilizzazione e disinfettanti”.




Nuove modalitá di accesso ai servizi dell’Ambasciata di Santo Domingo

il centro storico di Santo Domingo

il centro storico di Santo DomingoL’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo continua a operare a vantaggio dei connazionali presenti in Repubblica Dominicana mettendo in pratica modalità di lavoro per ridurre, e possibilmente eliminare, le possibilità di contagio per l’utenza.

A tutela della salute dei connazionali, invita i connazionali a presentare le proprie richieste (servizi consolari, richieste di chiarimenti, invio di documentazione) preferendo un canale di comunicazione telefonico o telematico, in attesa di concordare con gli Uffici dell’Ambasciata un appuntamento per l’erogazione del servizio richiesto.

In generale, si invitano i connazionali a inviare documentazione in formato digitale (PDF, scan o Word), utilizzando gli indirizzi mail sotto riportati e i recapiti telefonici per porre domande e richieste di chiarimento.

In particolare:

– AIRE e Stato Civile: invitiamo i connazionali a procedere solamente in modalità telematica per gli aggiornamenti, attraverso l’apposito portale;

– Passaporti: l’Ufficio è attivo e continua ad operare, invitando i connazionali a porre quesiti attraverso richieste via e-mail. Invitiamo coloro i quali non avesse urgenza di ottenere il passaporto nell’immediato futuro, ma desiderassero comunque iniziare le pratiche, ad inviare una comunicazione e la documentazione richiesta online, in formato digitale, specificando eventuali quesiti.

– Assistenza ai connazionali: al fine di offrire un servizio sempre maggiore ai connazionali in difficoltà, abbiamo istituito due numeri telefonici aggiuntivi, per chiamate e WhatsApp.

– Procure e documenti notarili: invitiamo connazionali a inviare richieste, quesiti e documentazione in formato digitale.

In generale, nell’ottica di fornire un servizio rapido, efficiente e puntuale – seppur a distanza – invitiamo i connazionali a porre quesiti e descrivere problematiche nella maniera più dettagliata possibile.

A questo fine, comunichiamo che sono disponibili i seguenti indirizzi mail per richiedere informazioni, inviare documentazione in formato telematico e inoltrare richieste:

– Questioni consolari: santodomingo.consolare@esteri.it

– Passaporti: santodomingo.passaporti@esteri.it

– AIRE: santodomingo.aire@esteri.it

– Stato Civile: santodomingo.statocivile@esteri.it

– Cittadinanza: santodomingo.cittadinanza@esteri.it

– Assistenza ai connazionali: santodomingo.assistenza@esteri.it

– Ufficio Relazioni con il Pubblico: santodomingo.urp@esteri.it

– Notarile e Navigazione: santodomingo.notaio@esteri.it

Con l’occasione, si ricorda che le pagine di Facebook e Instagram dell’Ambasciata NON sono abilitate a rispondere a quesiti di ogni natura, raccogliere documentazione, ecc. Si invitano pertanto i connazionali a preferire metodi di comunicazione tramite mail agli indirizzi proposti.

Sono attivi inoltre i seguenti numeri telefonici dedicati, nei giorni feriali dalle ore 9 alle ore 16:

– Ufficio Passaporti: +1 809 405 4546

– Assistenza ai connazionali: +1 809 619 5689 oppure +1 829 818 5689

Cellulare di emergenza:

Solo per comprovati motivi di necessità e urgenza da parte di connazionali, è attivo nei giorni feriali (dalle 16 alle 21) e nei giorni festivi (dalle 9 alle 21) un numero di emergenza +1 809 342 4942

L’Ambasciata invita infine i connazionali presenti a qualsiasi titolo in Repubblica Dominicana ad attenersi agli avvisi pubblicati sul sito dell’Ambasciata e sulle reti sociali, riportanti informazioni sulle misure restrittive della circolazione delle persone in Repubblica Dominicana.