Voto degli italiani all’estero, cambiano le regole: cosa prevede la riforma approvata dal Senato

La riforma della legge elettorale approvata oggi dal Senato contiene una parte che riguarda direttamente milioni di italiani residenti fuori dal Paese.
È quella relativa alla circoscrizione Estero e alle modalità di voto degli italiani all’estero, un tema particolarmente delicato dopo le discussioni degli ultimi anni sulla sicurezza e sull’affidabilità del voto per corrispondenza.
Il testo è stato approvato a Palazzo Madama con 113 voti favorevoli, 71 contrari e 2 astensioni. Non è però ancora definitivo: essendo stato modificato rispetto al testo precedente, dovrà tornare alla Camera dei deputati per la terza lettura, prevista dal calendario per il 28 settembre.

La prima novità: cambiano le ripartizioni della circoscrizione Estero
Una delle modifiche più importanti riguarda la struttura della circoscrizione Estero.
Attualmente gli italiani residenti fuori dall’Italia sono organizzati in quattro ripartizioni elettorali sia per la Camera sia per il Senato.
Il nuovo testo prevede invece una riduzione delle ripartizioni: da quattro a due per la Camera e da quattro a una per il Senato.
È una modifica che potrebbe avere conseguenze anche sulla competizione elettorale e sulla rappresentanza delle diverse comunità italiane nel mondo.
Più controlli sul voto per corrispondenza
È però soprattutto sulla sicurezza del voto che interviene la riforma.
Il provvedimento prevede un nuovo sistema per la formazione degli elenchi degli elettori residenti all’estero.
Presso ciascun consolato sarà istituito un ufficio elettorale, incaricato di aggiornare l’elenco dei cittadini italiani residenti nella propria circoscrizione. Gli elenchi saranno poi trasmessi al Ministero degli Esteri, che predisporrà un elenco generale degli elettori residenti all’estero. Il Ministero dell’Interno lo integrerà quindi con i dati dell’AIRE per preparare le liste elettorali della circoscrizione Estero.
L’obiettivo è avere un sistema più aggiornato e strutturato per stabilire chi ha effettivamente diritto al voto.
Arriva anche la tecnologia blockchain
Questa è probabilmente la novità più curiosa.
Per aumentare sicurezza e trasparenza del voto per corrispondenza, il testo prevede l’introduzione di strumenti tecnologici basati sulla blockchain.
Le modalità concrete dovranno essere definite da un successivo regolamento del Governo, da adottare entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge.
Non significa quindi che gli italiani all’estero voteranno attraverso una blockchain direttamente alle prossime elezioni.
La blockchain viene prevista come strumento tecnologico di sicurezza e verifica all’interno del sistema del voto per corrispondenza, mentre i dettagli operativi dovranno ancora essere stabiliti.
Un codice QR sulle buste
Il nuovo sistema prevede inoltre un ulteriore elemento di controllo.
Durante le operazioni elettorali sarà verificata la corrispondenza tra gli elementi identificativi contenuti nel codice QR presente nelle buste e i dati dell’elenco degli elettori gestito dagli uffici consolari.
È un passaggio pensato per rafforzare i controlli sulla provenienza e sulla corretta gestione del materiale elettorale.
E chi vuole votare in Italia?
La riforma interviene anche su questo aspetto.
I cittadini italiani residenti all’estero potranno votare in Italia solo se avranno esercitato l’apposita opzione prevista dalla normativa.
Questo significa che per chi è iscritto all’AIRE e si trova temporaneamente in Italia non sarà sufficiente presentarsi semplicemente al seggio: sarà necessario aver scelto preventivamente di votare in Italia secondo le modalità previste.
Anche i candidati all’estero avranno nuovi requisiti
Il provvedimento introduce modifiche anche per chi vuole candidarsi nella circoscrizione Estero.
Tra i requisiti previsti c’è la necessità di presentare una certificazione che dimostri una residenza continuativa all’estero di almeno tre anni precedenti la data delle elezioni. Il candidato dovrà inoltre essere residente ed elettore nella relativa ripartizione.
Le liste dovranno inoltre rispettare l’alternanza di genere nella successione interna dei candidati.
Una riforma che riguarda direttamente la diaspora italiana
Per gli italiani che vivono all’estero, dunque, la riforma non è soltanto una modifica tecnica della legge elettorale italiana.
Tocca questioni molto concrete: come vengono costruiti gli elenchi degli elettori, come viene controllato il voto per corrispondenza, quali saranno le ripartizioni elettorali e quali condizioni dovranno rispettare i candidati.
Ed è proprio il voto per corrispondenza il punto sul quale si concentra la parte più innovativa del provvedimento.
La strada, però, non è ancora conclusa.
Il Senato ha approvato il testo, ma la riforma dovrà ora tornare alla Camera. Solo dopo l’approvazione definitiva e la successiva entrata in vigore sarà possibile sapere quando e come le nuove procedure verranno effettivamente applicate alle elezioni.
Per i milioni di italiani che vivono fuori dall’Italia, sarà quindi importante seguire il prossimo passaggio parlamentare: questa volta, infatti, non si sta discutendo soltanto di come si voterà in Italia, ma anche di come voteranno gli italiani nel mondo.








Anche i miti crescono. La Vespa compie 80 anni e Pontedera si prepara a festeggiare il compleanno di uno dei simboli del Made in Italy firmato dall’ingegnere Corradino D’Ascanio
Quel giorno di primavera del 1946 – la prima dopo le immani disgrazie della guerra – fu depositato a Firenze il brevetto per una “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”.
Eliminò la catena, optò per una scocca portante a presa diretta, mise il cambio sul manubrio per una guida più agevole, creò una sospensione a pantografo mutuata dai carrelli degli aerei per facilitare il cambio gomma. A battezzarla ci pensò Piaggio: la forma ampia ma dal “vitino” stretto gli sembrò una vespa. Il primo modello uscito dallo stabilimento di Pontedera, che non ha mai smesso di fabbricarla, fu la Vespa 98cc. Duemila esemplari la prima produzione del ’46, più che quadruplicati l’anno dopo quando esce la 125, ‘non una motocicletta – recita la pubblicità – ma piuttosto una piccola vettura a due ruote’, un milione a 10 anni dal debutto.
Tra i testimonial invece i migliori rimangono Gregory Peck e Audrey Hepburn in ‘Vacanze romane’, anche se son decine le pellicole che l’hanno immortalata. La Vespa insomma fa boom, anche in modelli, versioni e varianti: più di 150 in 7 decenni.
Le più longeve la mitica 125 Primavera (varo 1968) e la successiva Px (1977), il ‘vespone’ che vanta il primato di singolo modello più venduto: 3 milioni. C’è il ‘vespino’ 50, ultima creatura di D’Ascanio per fare a meno della targa quando diventa obbligatoria per le cilindrate superiori: 3,5 milioni commercializzati in più versioni dal 1963, tra cui l’ET4 del 2000, che promette 500 km con un pieno.
E la Vespa torna a viaggiare: in un decennio triplica le vendite (complessivamente quasi un milione e mezzo, 166.000 l’anno scorso) e le fabbriche. Allo stabilimento di Pontedera si affiancano prima quello vietnamita di Vinh Phuc, poi quello indiano di Baramati. Nel 2003 nasce la Granturismo, la più grande e potente, nel 2012 la 946 che rievoca nel nome il suo anno di nascita ma guarda al futuro e nel 2015 esce in una nuova veste firmata da Giorgio Armani. Affiancata, in commercio, dalla Primavera, la Sprint, la gamma Gts dalla grande scocca.
Dagli scaffali dei supermercati di
Accanto al cibo, la moda e il design rappresentano un altro pilastro fondamentale. I grandi marchi italiani continuano a dominare il segmento del lusso in città come New York, Miami e Toronto.
Un ruolo fondamentale è svolto anche dalle comunità italiane all’estero. Negli Stati Uniti e in Canada, la presenza storica degli italiani continua a favorire la diffusione dei prodotti nazionali.
Si celebra oggi la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”, istituita il 23 novembre del 2012 con la legge n. 222, nella data della proclamazione, a Torino, il 17 marzo del 1861, dell’Unità d’Italia.
La Corte Costituzionale italiana ha dato il via libera al cosiddetto decreto Tajani sulla 
Il mondo della moda è in lutto. È morto oggi, all’età di 93 anni, 
“Voglio condividere con voi una notizia che ci riempie d’orgoglio. Oggi l’Unesco ha riconosciuto la Cucina italiana Patrimonio dell’Umanità“. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio in occasione dell’iscrizione della Cucina Italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’Unesco. “Siamo-sottolinea- i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento, che onora quello che siamo e la nostra identità. Perché per noi italiani la cucina non è solo cibo o un insieme di ricette. È molto di più: è cultura, tradizione, lavoro, ricchezza“.