Giallo a Torino: non era un incidente sul lavoro. C’è un fermo per omicidio

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capturaLa procura ha emesso un mandato di arresto per l’omicidio di Salvatore Coletta, un operaio edile caduto dalle scale di un cantiere, deceduto in ospedale per le gravi ferite riportate alla testa

I carabinieri del Nucleo Operativo di Torino Oltre Dora, hanno arrestato un operaio edile di trent’anni con l’accusa di omicidio preterintenzionale nei confronti di Salvatore Coletta, 44 anni. Quello che sembrava l’ennesimo si sta rivelando un giallo dagli aspetti inquietanti. Dalle prime ricostruzioni, la morte di Coletta sembrava l’ennesimo tragico incidente sul lavoro. Dopo gli interrogatori degli operai colleghi della vittima, presenti in cantiere, secondo i carabinieri le testimonianze erano discordanti. Qualcosa non quadrava. 

Così nello sviluppo delle indagini, si appura che l’uomo in stato di fermo, nel pomeriggio del 15 Dicembre scorso, avrebbe spinto Salvatore Coletta, da una rampa di scale del cantiere in Corso Ferrara 50, nella zona nord di Torino. Dopo aver battuto la nuca, rimane esanime e viene soccorso dagli stessi colleghi presenti sul posto. Coletta morirà dopo una notte di agonia, all’ospedale Le Molinette

Non avrebbe dovuto essere in cantiere

Una delle anomalie, che hanno spinto gli inquirenti ad approfondire le indagini, è il fatto che Salvatore Coletta aveva chiamato in azienda, la mattina stessa, per avvisare che era indisposto. Per cui non avrebbe dovuto essere in cantiere quel pomeriggio. Secondo la procura torinese, l’uomo doveva incontrarsi con il collega attualmente in stato di fermo. Non si conoscono i motivi di questo appuntamento, così importante da spingere Salvatore Coletta a recarsi sul luogo di lavoro.

Spogliato e lavato prima di chiamare i soccorsi

Alcune indiscrezioni pubblicate da Mundraon , blog del comune di Mondragone, di cui Salvatore Coletta era originario e riportate da Casertace.net, le indagini hanno avuto una svolta dopo il sequestro dei cellulari ai dipendenti presenti sul cantiere. Quello di Salvatore era stato fatto sparire. Si è scoperto inoltre che la vittima è stata spogliata e lavata, probabilmente per eliminare eventuali tracce genetiche. Il referto autoptico, parla di numerosi colpi inferti alla nuca. Un effetto della caduta dalle scale o la vittima è stata colpita con un oggetto contundente ? In questo caso si potrebbe arrivare all’apertura di un fascicolo per omicidio volontario e forse premeditato, se Salvatore Coletta è stato attirato, con qualche pretesto, a recarsi presso il cantiere.

L’ultimo saluto dei concittadini a Coletta

Sul post di Mundraon si legge l’ultimo saluto al concittadino : “Di incidenti sul lavoro potremmo anche farcene una ragione, ma di un omicidio no. Auguro a queste persone una lunga permanenza in carcere. Salvatore era un ragazzo buono e davvero simpatico. Conosciuto da molti in città. Queste notizie di cronaca spezzano il cuore poiché non si poteva non volere bene a Salvatore. Era un caro amico”




Manovra: ecco le novità dal Senato

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aula senato 1536x1024Dalle pensioni del personale sanitario al ponte sullo Stretto, fino al rischio terza rata dell’Imu in 200 piccoli comuni. Ecco le novità inserite nella manovra passata al Senato con 109 favorevoli, 72 contrari e 2 astenuti. La legge di bilancio passa all’esame della Camera.

PENSIONI MEDICI: Quattro categorie di statali (medici e infermieri; insegnanti d’asilo, dipendenti degli enti locali e degli uffici giudiziari) subiranno un taglio della pensione nella quota retributiva. L’assegno sarà salvo solo se gli interressati usciranno con il trattamento di vecchiaia a 67 anni. Per il personale sanitario l’esecutivo prevede una tutela in più: un decalage che riduce la sforbiciata mentre ci si avvicina all’uscita di vecchiaia. Sempre per il personale sanitario sarà garantito, su base volontaria, la possibilità di restare al lavoro fino a 70.

AUMENTI PER AGENTI E MILITARI: Nuove risorse al comparto sicurezza e difesa per pagare gli aumenti per la polizia, le forze armate e i vigili del fuoco. L’intervento vale circa 100 milioni.

PONTE: Sul totale previsto di 11,6 miliardi fino al 2032, i fondi stanziati per il Ponte sullo Stretto di Messina vengono rimodulati con una riduzione degli oneri a carico dello Stato di 2,3 miliardi. Le risorse vengono recuperate dal Fondo di sviluppo e coesione: 718 milioni arrivano dalla quota del fondo destinata alle amministrazioni centrali e 1,6 miliardi dalla quota destinata alla Calabria e alla Sicilia.

AFFITTI: La cedolare secca sugli affitti brevi, quelli inferiori a 30 giorni, sale dal 21% al 26% per i proprietari che hanno più immobili in locazione. Il proprietario può mantenere l’imposta al 21% su una unità immobiliare.

IMU: Più tempo ai comuni ritardatari per fissare le aliquote Imu. Si tratta di 211 amministrazioni locali che avranno la possibilità di pubblicare le delibere fino al 15 gennaio 2024. Se le nuove aliquote comporteranno una differenza positiva, i contribuenti dovranno pagare una terza rata entro il 29 febbraio 2024.

VIOLENZA DONNE: Un emendamento unitario delle opposizioni prevede 40 milioni per finanziare il reddito di libertà, i centri antiviolenza, la prevenzione e la formazione degli operatori.

REGIONI STATUTO SPECIALE: Arrivano 105 milioni di euro per Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e per le Province autonome come compensazione della riforma dell’Irpef.

UCRAINA: L’emergenza che consente l’accoglienza degli ucraini in Italia è prorogata al fino al 31 dicembre 2024.

FONDO VITTIME AMIANTO: Rifinanziamento di 20 milioni l’anno per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2025 del Fondo a favore delle vittime dell’amianto (o dei loro familiari).

FONDO ALZHEIMER: Aggiunti 5 milioni nel 2024, 15 milioni nel 2025 e altrettanti nel 2026.

MUTUI: E’ stato approvato un emendamento che consente alle famiglie numerose di accedere alla garanzia pubblica sui mutui per la prima casa. I nuclei con almeno tre figli vengono inseriti tra le categorie (insieme a giovani e famiglie monogenitoriali) che hanno diritto ad ottenere un mutuo del 50% per un finanziamento fino a 250 mila euro, garanzia che può essere estesa fino al 90%.

PELLET: Prorogata anche per gennaio e febbraio 2024 l’Iva al 10% per i pellet.

ag. Dire – www.dire.it




Kenia. Turista italiana muore in un incidente della strada

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market 280135 1280Antonietta Bigliotto, 79 anni, residente a Milano, si era recata in Kenia per una vacanza nella popolare località di Malindi.

Sbarcata all’aeroporto di Mombasa, l’auto su cui viaggiava, in compagnia del marito, guidata da un autista keniano, lungo la strada che collega Kilifi a Malindi ha tamponato violentemente un camion che precedeva.

Nel tremendo impatto la donna è morta mentre il marito ha riportato solo contusioni.

 

 




Buon Natale a tutti (anche a chi non è Cristiano)

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capturaPensare che il Natale sia una festa Cristiana in crisi d’identità, una ricorrenza senza più alcuna sacralità o una fiaba laica devota al consumismo, sono punti di vista non del tutto corretti.

Il Natale, complice l’impasse spirituale che ormai da tempo attanaglia un po’ tutto il globo terracqueo, sta solo tornando alle proprie origini, ovvero a quando in epoca precristiana era una festa pagana istituita per celebrare il solstizio d’inverno auspice di un anno pronto a rinnovarsi nell’Eterno Ritorno.

Accadde poi che i popoli germanici si convertirono al Cristianesimo e che molti dei loro riti assunsero nuovi significati; fu così che la festa per il solstizio d’inverno (chiamata Yule) divenne il Natale che noi tutti conosciamo oggi.

Gli abeti addobbati, lo scambio di doni e i ricchi banchetti con cui i pagani celebravano la nascita di un nuovo Dio Sole pronto a iniziare la propria ascesa, con l’avvento del Cristianesimo divennero i simboli della festa (rivista e corretta) pensata per commemorare la venuta di un Gesù bambino destinato a crescere, morire, risorgere e salvarci.

Da questo bambino dal forte significato simbolico, però, non abbiamo imparato molto e così, neanche tanto lentamente, stiamo tornando alle nostre origini laiche.

Il Natale contemporaneo, ormai spogliato del suo significato religioso, non è dunque un invito allo spreco bensì una riscoperta e moderna festa di Yule.

Per questo i prossimi giorni possono e devono essere momenti di festa e di riflessione per tutti, anche per chi non è Cristiano, non è credente o non è praticante.

Buon Natale e buon solstizio d’inverno a tutti.




Sparatoria di Praga. Attivata la nostra Unità di Crisi

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a2fcc8281eb87870b4eb0241f320db7bUno studente ceco di 24 anni ha fatto fuoco oggi pomeriggio contro suoi coetanei all’Università di Praga uccidendone 10 e ferendone altri 30. Drammatico il bilancio della sparatoria avvenuta sparatoria nella Facoltà di Lettere dell’Università Carlo della capitale ceca.
Attivata l’Unità di Crisi della Farnesina che, insieme all’Ambasciata italiana a Praga, sta monitorando l’evoluzione degli eventi in raccordo con autorità locali. Subito informato, anche il Ministro Tajani – scrive il Ministero su X – sta seguendo gli sviluppi.
Lo studente, David Kozak, è stato ucciso dalla polizia.
Tra i feriti, 9 sarebbero in gravi condizioni, secondo quanto detto dalla polizia ceca.
Informata dell’accaduto, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato un messaggio al Primo Ministro della Repubblica Ceca, Petr Fiala, in cui esprime “il più sentito cordoglio alle famiglie delle vittime della sparatoria avvenuta a Praga, la vicinanza ai feriti e a tutta la popolazione della Repubblica Ceca”. Nel messaggio, Meloni ribadisce “la più ferma condanna di ogni forma di violenza, fanatismo e terrorismo, evidenziando che l’Europa ha il dovere di reagire e rafforzare ogni strumento utile a garantire la massima sicurezza dei cittadini”. (aise) 




Vacanze di Natale: in Italia oltre 16 milioni di presenze

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flag 2056425 640Cresce il turismo in Italia per le vacanze di Natale con 16,2 milioni di presenze (+0,5% rispetto al 2022) tra il 23 dicembre e il 6 gennaio nelle strutture ricettive. Due i protagonisti assoluti: i turisti stranieri (+2,7%) e le città d’arte (+3,9%).
È quanto emerge dal monitoraggio periodico realizzato dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, su un campione di 1.279 imprenditori delle ricettività.
Il mercato sarà composto per il 59% da connazionali e per il restante 41% da turisti stranieri. Questi ultimi sono stimati in crescita del +2,7% e dovrebbero registrare oltre 6,5 milioni di presenze. In flessione del -1%, invece, il flusso degli italiani e le presenze stimate si attesterebbero a più di 9,6 milioni.
Saranno le città, i borghi e i centri d’arte gli “attrattori” assoluti delle vacanze natalizie: le stime riportano un aumento del +3,9% per complessive 6,4 milioni di presenze (quasi 40% del totale), con una domanda straniera in crescita del +5,2%. Qui la quota estera raggiunge il 49,2% del totale: sostanzialmente uno straniero su due che sceglie l’Italia per le vacanze di Natale viaggia nelle città d’arte del Belpaese.
Buoni risultati sono attesi anche per la montagna (+0,1%) e le località dei laghi (-0,5%), dove le presenze si attesteranno sui livelli dello scorso anno. Per le località rurali e di collina, marine e del termale si stima un calo rispettivamente del -1,9%, -5,7% e -6,4%.
Dall’indagine emerge inoltre un andamento non uniforme tra le diverse aree del Paese. Indicazioni positive sono giunte dalle imprese del Centro (+1,5%) e del Nord Est (+1%). Risultati di stabilità, con un trend di miglioramento, sono attesi dagli imprenditori del Nord Ovest (-0,1%), mentre i numeri sono negativi per le regioni del Sud e delle Isole (-3,1%).
Tra i mercati stranieri prevarranno ancora quelli tradizionali europei e le segnalazioni di crescita più frequenti sono state raccolte per i turisti svizzeri, spagnoli, statunitensi, francesi, polacchi e britannici. I mercati tendenzialmente stabili o in leggero aumento sono i tedeschi, gli austriaci, scandinavi, olandesi, belgi. Tra i mercati extraeuropei le segnalazioni di aumento più significative sono state registrate per le provenienze dalla Corea del Sud e Brasile.
“Nonostante gli effetti negativi dell’inflazione e le conseguenze della difficile situazione internazionale – ha precisato Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti – il turismo in Italia continua a far segnare una crescita dei valori assoluti, dimostrando una straordinaria capacità di adattamento ai cambiamenti della domanda. Le città e i centri d’arte saranno i veri protagonisti di queste vacanze di Natale, soprattutto per i turisti stranieri, merito anche di una buona campagna di promozione all’estero. Le presenze nelle strutture ricettive italiane sono in linea con quelle dello scorso anno anche se le prenotazioni last minute potrebbero portare ad un miglioramento delle percentuali di crescita”. (aise) 




La maledizione dei Rancilio. Omicidio in centro a Milano: perizia per il figlio-killer

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downloadFiorenza Rancilio 73 anni, al vertice di un impero immobiliare, uccisa con un peso da palestra. Sorella di Augusto rapito nel 1978 e sparito.

Passeggiava nervosamente Guido Rancilio, 35anni, gridando “viva la libertà, quando i carabinieri irrompono nell’appartamento dove viveva con la madre Fiorenza Rancilio, 73anni. La donna è la vittima di un omicidio cruento. Assassinata probabilmente con un manubrio da palestra, trovato nell’appartamento, mentre veniva soffocata con una coperta. La donna era al vertice di un impero composta da circa 7mila immobili, tra cui Villa Arconati, distribuiti tra l’Italia e l’Europa.

Il figlio Guido Rancilio in arresto

Gli inquirenti hanno fermato in custodia cautelare, il figlio Guido che abitava con lei e trovato in stato confusionale, sotto l’effetto di psico farmaci. Non ci sono segni di effrazione. Infatti la domestica che, lo scorso 13 Dicembre, doveva entrare nell’attico di via Crocefisso, a pochi passi dal Duomo, ha trovato la porta bloccata dall’interno. La donna così ha contattato i famigliari, che si sono allarmati immediatamente. A quanto si è appreso, Fiorenza Rancilio aveva già segnalato, ad alcuni vicini, gli atteggiamenti piuttosto aggressivi del figlio.

Il killer della Rancilio incapace di controllarsi

Per questo, il gip Giulio Fanales ha disposto un fermo cautelare per il rampollo dei Rancilio, attualmente agli arresti presso l’ospedale Policlinico di Milano. Secondo Fanales l’uomo, accusato di omicidio volontario, non è in grado di intendere e di volere. Assume quantità eccessive di psicofarmaci e, sempre secondo il magistrato, appare persona del tutto incapace di governare i propri impulsi. Pertanto è stata disposta una perizia psichiatrica.

L’altra tragedia: il sequestro di Augusto Rancilio

L’omicidio di Fiorenza Rancilio, non è la prima tragedia di sangue che colpisce la famiglia di costruttori. Il 2 Ottobre 1978, Augusto Rancilio fratello di Fiorenza e figlio del capostipite Gervaso, venne rapito a Cesano Boscone nella cintura metropolitana milanese. Ben otto uomini mascherati e armati, scesi da un furgone Fiat T-900, gli tesero un agguato. Intorno alle sette del mattino, Augusto doveva accompagnare il padre, presso un cantiere della zona. Il padre venne tramortito, con il calcio di un arma. Mentre Augusto, ragazzo sportivo, si difese strenuamente e fu caricato a forza, su un Alfa 2000. Lo aveva raccontato dieci anni dopo, il pentito di ndrangheta Saverio Morabito. Disse che Augusto era stato rapito da un gruppo di calabresi di Buccinasco. In un primo momento, portato in un box del luogo e successivamente, in una cascina tra Nerviano e San Giorgio sul Legnano. Venne poi trasferito sull’Aspromonte, ma dopo la richiesta di riscatto se ne persero le tracce.

All’epoca Gervaso Rancilio, disse chiaramente che non avrebbe mai potuto pagare. Poichè tutti i cantieri erano finanziati dalle banche. Morabito raccontò che Agusto, venne ucciso durante un tentativo di fuga. Anche se non è improbabile che i sequestratori abbiano deciso di toglierlo di mezzo, dopo aver scoperto che non avrebbero preso una lira. Nel 1983 venne istituita una fondazione culturale dedicata al giovane Rancilio, di cui Fiorenza era la presidentessa.




Tajani agli Ambasciatori: “Rinforzare la macchina organizzativa del Maeci per far contare di più la nostra Italia nel mondo”

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3La sessione di chiusura della XVI Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo è stata caratterizzata dall’intervento del Ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha in primo luogo letto ai convenuti alcuni passi del messaggio inviato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, assente per motivi di salute: “Siete le bandiere dell’Italia, ci tengo a ribadirlo, perché rappresentate la comunità nazionale. Voi – si legge nel messaggio – non rappresentate solo la nostra patria nella sede che vi è stata affidata, ma portate sulle vostre spalle un’identità, una storia, un intero patrimonio sociale, culturale ed economico”. Tajani ha segnalato come nel messaggio del Premier siano affrontati tutti i temi dibattuti durante la conferenza: dal G7, alla situazione in Medio Oriente dove l’Italia sostiene il diritto di Israele alla propria esistenza e alla sicurezza, ma anche la necessità di proteggere la vita dei civili, sia israeliani che palestinesi. Il ministro ha poi letto la conclusione del messaggio: “Mi colpisce vedere quanto l’Italia sia geograficamente piccola rispetto ad altre grandi nazioni e continenti. Allo stesso tempo penso a quanto quella piccola penisola e quel popolo che la vive e la abita da millenni siano stati capaci di fare nel corso della sua storia. Di quanto abbiamo stupito, meravigliato e insegnato al mondo. Davanti a quell’immagine penso anche a quanto il nostro popolo sia ancora in grado di fare; alle straordinarie energie di cui dispone che dobbiamo solo saper liberare, con un pizzico di coraggio e anche di follia, per essere sempre più grandi, amati e apprezzati nel mondo”.

Il Ministro Tajani ha poi avviato la sua riflessione ringraziando gli Ambasciatori presenti: “Grazie per essere qui, per l’aiuto che date a tutti quanti noi, sapendo bene che troverete aiuto ogni volta che, in missione per conto dell’Italia, andrete in giro per il mondo. Grazie a tutti quanti gli ospiti, che hanno partecipato a questa ‘tre giorni’ di lavoro, che ha voluto essere una riunione volta a ricevere stimoli e a scambiarsi idee, e non una passerella. Credo che sia utile poter interagire, ascoltare, anche quello che voi dite in un dibattito importante. Anche quest’anno – ha proseguito Tajani – abbiamo avuto tanti ospiti esterni, anche rappresentanti del Governo e ho cercato di far sì che ognuno di voi potesse avere delle informazioni utili, per poter raccontare quello che accade nel nostro Paese, quando lo rappresentate e vi chiedono, ad esempio, cosa intende fare l’Italia per riformare le istituzioni o quale sia la politica ambientale o per la crescita. Abbiamo quindi avuto la possibilità di confrontarci a lungo con la partecipazione di tanti ospiti che hanno arricchito il nostro bagaglio e sono serviti come stimolo”.

Il Ministro ha inoltre ricordato gli interventi che hanno arricchito la conferenza, come ad esempio quelli di Blinken, Cameron e del commissario Hoektra, rilevando come le relazioni dell’Italia con gli Stati Uniti e l’Unione Europea rappresentino la “nostra stella polare”. … Credo che siano state giornate utili ad arricchire il bagaglio di tutti quanti noi. Penso sia stato importante anche l’incontro con il Ministro Zangrillo per parlare delle questioni riguardanti l’aspetto lavorativo della Farnesina e della sua rete”.   Su quest’ultimo punto Tajani ha ribadito la volontà di “rinforzare tutta la macchina organizzativa del Ministero degli Esteri per far contare di più la nostra Italia nel mondo”. Il Ministro ha inoltre sottolineato l’importanza della formazione del personale e la necessità di impegnarsi in vista della Presidenza italiana del G7, spiegando in giro per il mondo cosa facciamo e quali sono le nostre priorità.  Tajani ha poi ribadito l’apporto dato dai vari ospiti dell’incontro, esperti, militari politici, ad una visione comune dell’Italia all’estero. Il Ministro, dopo aver segnalato le nomine effettuate oggi dal Consiglio dei Ministri all’insegna del merito di nuovi direttori generali della Farnesina e capi missione all’estero ha aggiunto: “E’ importante che noi aiutiamo sempre i nostri connazionali che sono tantissimi. In proposito voglio ricordare che stiamo lavorando al progetto del Turismo delle Radici. Qui alla Farnesina vi sono stati centinaia di sindaci che sono chiamati a collaborare a questo progetto del Ministero degli Esteri. Essi, in quanto sindaci, hanno la possibilità di organizzare degli eventi per attirare e accogliere in Italia i nostri connazionali che decidono di conoscere le loro origini”.  “Voglio ringraziare – ha rilevato Tajani – la nostra Ambasciata in Nigeria, perché mi ha permesso anche di aiutare una mamma, vittima della tratta degli esseri umani, a rivedere la figlia che praticamente era di fatto abbandonata laggiù. Questa è una delle tante piccole cose, che sono anche grandi cose, che fanno le nostre ambasciate. Bisogna sempre ricordarlo e ringrazio tutti i responsabili per quello che è accaduto in Sudan, in Niger. Voglio ringraziare anche l’Unità di crisi che lavora indefessamente giorno e notte”.

In conclusione Tajani ha rilevato l’importanza di agire in rete “come in un mosaico fatto di tante tessere”, per rispondere alla aspettative dei nostri connazionali e degli interlocutori internazionali. (Alessio Mirtini- Inform)




La Meloni alla conferenza degli Ambasciatori

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2a37a14eb38202aaea7e6a9f398610e6Pubblichiamo il testo del messaggio che la premier Giorgia Meloni ha rivolto alla Conferenza 2023 degli Ambasciatori italiani.

“Buonasera a tutti,

ringrazio il Ministro Tajani e saluto i Ministri presenti, il Segretario Generale Guariglia e tutti voi Capi Missione, che avete l’onere e l’onore di guidare la rete diplomatica italiana all’estero. Desidero ringraziare ognuno di voi per il lavoro che fate ogni giorno, al servizio della Nazione e dell’interesse nazionale italiano.

Voi siete bandiere dell’Italia, ci tengo a ribadirlo, perché non rappresentate voi stessi ma un’intera comunità nazionale. Voi non rappresentate solo la nostra Patria nella sede che vi è stata affidata ma portate sulle vostre spalle un’identità, una storia, un intero patrimonio culturale, sociale, economico. Margaret Thatcher diceva che “un uomo può scalare l’Everest per sé stesso, ma al vertice pianterà la bandiera del suo Paese”.

Ecco, voi rappresentate l’Italia, tutti noi. È una grandissima responsabilità, che fa tremare i polsi ma che riempie di senso il vostro impegno quotidiano e traccia la direzione da seguire. Voi siete la voce dell’Italia nel mondo. Voi date voce all’Italia con dedizione, competenza, autorevolezza. Senza risparmiarvi mai, utilizzando sempre lo strumento del dialogo per costruire nuovi rapporti e rafforzare i più antichi. Dedizione che può arrivare a toccare l’estremo sacrificio com’è accaduto all’Ambasciatore Luca Attanasio, ucciso nel compimento dei suoi doveri insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci. Tra poche settimane si celebrerà il terzo anniversario del loro assassinio e ci tengo oggi a ricordarli e a rinnovare alle loro famiglie e ai loci cari la nostra vicinanza. L’Ambasciatore Attanasio ha prestato servizio nella Repubblica Democratica del Congo, uno degli Stati più grandi e popolosi del Continente africano. E lo ha fatto incarnando alcuni dei tratti distintivi della nostra diplomazia: il senso dello Stato, il dialogo e il rispetto per il proprio interlocutore, l’impegno per trovare opportunità e vantaggi reciproci. Un approccio scevro da logiche paternalistiche e predatorie, che da sempre rende l’Italia un interlocutore rispettato e apprezzato nei cinque continenti. Perché dalle Nazioni che ti ospitano non bisogna portare via qualcosa, ma lasciare qualcosa e costruire qualcosa insieme a loro. Questa è la nostra visione. Ed è anche per questo che nel mondo c’è grande domanda d’Italia e le porte sono più che aperte. È un’occasione di cui dobbiamo essere consapevoli e che non possiamo sprecare.

A partire proprio dall’Africa. Purtroppo, per troppi anni, in Europa e in Occidente si è commesso l’errore di guardare ai fenomeni che hanno interessato il Continente africano – una guerra, una rivolta, una carestia, l’instabilità di questo o quel governo – come a singoli eventi legati ad una emergenza circoscritta. È stato un errore strategico, che ci ha portati spesso ad analizzare quei fenomeni con gli occhi del momento e a dover gestire le inevitabili conseguenze sprovvisti di una progettualità più ampia. E invece l’Africa, per essere capita nel profondo, ha bisogno di uno sguardo d’insieme e di una regia ad ampio spettro.

Noi vogliamo offrire tutto questo con un grande Piano di cooperazione, sviluppo e partenariato paritario che porta il nome di un nostro grande connazionale, Enrico Mattei. La “formula Mattei” ha avuto successo in passato perché ha saputo coniugare l’esigenza di una Nazione come l’Italia di rendere sostenibile la sua crescita con quelle degli Stati partner di conoscere una stagione di sviluppo e progresso. Noi siamo ripartiti da quella formula per dire che noi, in Africa, non vogliamo fare la carità, ma vogliamo aiutarla a prosperare su ciò di cui dispone. E l’Africa non è un continente povero, ma ricchissimo, in particolare di risorse strategiche. Infatti, l’Africa ha la metà delle risorse minerarie del pianeta, tra cui abbondanti terre rare, e dispone del 65% di terreni stabili, che con adeguate tecnologie e adeguata formazione può garantire autosufficienza alimentare e crescita. E poi le grandi sfide legate all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla transizione energetica. L’Italia si candida a diventare un ponte tra l’Africa e il resto d’Europa, uno snodo di energia pulita, sviluppando le infrastrutture (un esempio su tutti il progetto di interconnessione elettrica ELMED tra Italia e Tunisia) e la capacità di generazione necessarie, sia in Patria sia nel Mediterraneo.

Temi di cui abbiamo discusso anche nella recente COP28 a Dubai – come sapete in quel forum abbiamo posto l’Italia come primo contributore al Fondo Perdite e Danni con 100 milioni di euro e annunciato che il 70% del Fondo Italiano per il Clima sarà destinato all’Africa –, e che torneremo ad affrontare nella prossima Conferenza Italia-Africa, in agenda per il 28 e 29 gennaio a Roma. In quell’occasione presenteremo la cornice politica e le grandi direttrici di intervento del Piano Mattei: cultura e formazione; salute; agricoltura; energia; sviluppo economico e infrastrutturale; contrasto al terrorismo e ai trafficanti di esseri umani. Il Piano sarà una piattaforma programmatica aperta, che intendiamo scrivere insieme ai protagonisti di questo processo: le Nazioni africane.

L’Africa sarà al centro anche della Presidenza italiana del G7, che inizierà tra meno di due settimane. Il rapporto con il Sud Globale sarà una dei temi cardine della nostra Presidenza. Penso, in particolare, all’area dell’Indo-Pacifico. Fin dal nostro insediamento abbiamo rilanciato la presenza dell’Italia in questo quadrante del mondo e il nostro obiettivo è quello di sfruttare le opportunità che derivano dalla nostra collocazione geografica. L’Italia è una piattaforma nel Mediterraneo e il Mediterraneo è diventato sempre di più il mare di mezzo tra i due grandi spazi marittimi del globo, l’Atlantico da una parte e l’Indo-Pacifico dall’altro. Ne è la prova il Progetto Blue Raman, che collegherà l’Indo-Pacifico al Mediterraneo e consentirà ai dati, l’energia delle nostre società digitali, di fluire dall’India all’Europa attraverso l’Italia e il Mediterraneo. E sono molto soddisfatta del fatto che i nostri rapporti con due protagonisti di quell’area, Nuova Dehli da una parte e Tokio dall’altra, siano più forti e solidi che mai. Inoltre, continueremo a coltivare il dialogo e la collaborazione con la Cina, che è un interlocutore di primaria importanza per affrontare i grandi scenari di crisi e le sfide globali, a partire dal cambiamento climatico.

In questi mesi ho riscontrato grande aspettativa per la Presidenza italiana del G7, e noi siamo pronti a non deludere le attese.

Negli ultimi anni, il G7 ha assunto un ruolo sempre più importante nella difesa dei valori democratici, nella tutela del sistema internazionale basato sulle regole e nella capacità di far fronte alle sfide del nostro tempo. Nessuno avrebbe mai immaginato che nel 2024 sarebbe tornato d’attualità il rispetto dell’ordine internazionale basato sulla forza del diritto e non sul diritto del più forte. Un sistema messo in discussione dalla scelta scellerata di un Membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Federazione Russa, di calpestare i principi base della Carta ONU: il no all’uso della forza nelle relazioni internazionali e l’inviolabilità dell’integrità territoriale e dell’indipendenza politica di un altro Stato. Noi siamo convinti che in Ucraina si stabilisca se il futuro sarà di pace o di guerra, se sarà basato sulle regole del diritto internazionale o sul caos. Purtroppo, abbiamo già cominciato a vedere le conseguenze nei diversi focolai di conflitto accesi in giro per il mondo. Dalla crescente instabilità nel Sahel fino all’America Latina, con l’annuncio del Venezuela di voler annettere unilateralmente il 70% della Guyana.

Senza dimenticare il conflitto in Medio Oriente, perché è più che ragionevole sostenere che sulla scelta di Hamas di sferrare l’orribile attacco del 7 ottobre contro Israele abbia influito il disordine mondiale innescato dall’invasione russa dell’Ucraina. Anche per questo, è necessario continuare ad opporci, con tutte le nostre forze, all’aggressione della Russia, perché dalla difesa della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina dipende la salvaguardia dell’ordine internazionale basato sulle regole.

Il conflitto in Medio Oriente rimane, ovviamente, in cima alla nostra agenda. Tutti noi sosteniamo il diritto di Israele alla propria esistenza e alla propria sicurezza, così come siamo concordi nel dire che è necessario proteggere la vita dei civili, sia israeliani che palestinesi. La popolazione civile di Gaza è vittima di Hamas e per questo è necessario intensificare l’impegno umanitario. L’Italia ha inviato due voli di aiuti e la nave militare Vulcano è attraccata nel porto egiziano di El Arish per la cura dei palestinesi feriti, in particolare minori. E stiamo inviando medici pediatri negli ospedali emiratini per curare i minori che continuano ad affluire da Gaza. Dobbiamo aumentare il sostegno all’Autorità Palestinese, che ha un ruolo cruciale per qualunque processo politico e per una soluzione di lungo periodo sul modello “due popoli e due Stati”. Crediamo che la comunità internazionale debba lavorare e dare ogni possibile supporto per aiutare Gaza nella fase post conflitto per costruire un futuro libero da Hamas e da altre organizzazioni integraliste che lucrano sul legittimo desiderio del popolo palestinese di autodeterminarsi.

Nell’agenda della Presidenza italiana del G7 troverà spazio anche la sicurezza delle catene di approvvigionamento, che abbiamo scoperto essere più fragili di quello che immaginavano, prima con la pandemia e poi con la guerra in Ucraina. Sulla scia della Presidenza giapponese, continueremo a lavorare per affrontare le diverse vulnerabilità.

L’Italia introdurrà per la prima volta nell’agenda del G7 le questioni migratorie. Priorità che questo governo ha posto in ogni sede e che con il Processo di Roma, avviato a luglio con la Conferenza su Migrazioni e Sviluppo coinvolgendo le Nazioni mediterranee, africane e del Golfo, si pone due obiettivi fondamentali: sconfiggere gli schiavisti del terzo millennio da un lato, e affrontare le cause alla base della migrazione dall’altro, con l’obiettivo di garantire il primo dei diritti, che è il diritto a non dover emigrare, potendo trovare nella propria terra le condizioni necessarie a costruire la propria realizzazione.

Altro punto sarà l’intelligenza artificiale. Tecnologia che può generare grandi opportunità ma anche enormi rischi, oltre ad incidere sugli equilibri geopolitici attuali. È nostro compito sviluppare un sistema di governance globale e fare in modo che l’IA sia incentrata sull’uomo e controllata dall’uomo, dando applicazione concreta al concetto di algoretica. Non trascureremo, ovviamente, altre priorità, come il nesso clima-energia e la sicurezza alimentare. Il G7 ha la responsabilità e il dovere di cercare soluzioni innovative, lavorando con le Nazioni in via di sviluppo e le economie emergenti.

Quello che si sta per chiudere è stato, sul piano internazionale, un anno particolarmente complesso. E tutto fa presagire che il 2024 non sarà da meno. Anche per questo abbiamo sempre di più bisogno di un’Europa forte e protagonista. Un attore globale capace di evitare che qualsiasi vuoto strategico possa essere riempito da altri, proiettandosi come gigante geopolitico e non solo burocratico. Ciò non può prescindere dal decisivo tema dell’allargamento dell’Unione, che io amo definire riunificazione, visto che non siamo noi a stabilire chi è o non è europeo. Lo hanno deciso la geografia e la storia. Processo che avrà inevitabilmente un impatto sui meccanismi interni dell’UE e richiede una riflessione collettiva sulle riforme che saranno necessarie. Il percorso di allargamento non può prescindere dai Balcani, area che è nel cuore d’Europa e che da sempre ha un’importanza strategica per la nostra Nazione. Perché tutto quello che accade dall’altra parte dell’Adriatico ha inevitabilmente un riflesso immediato su di noi e l’Italia ha una grande responsabilità verso i Balcani. Per questo, stiamo fortemente investendo sul rilancio della presenza e dell’impegno dell’Italia in questa regione, dal punto di vista politico, culturale ed economico.

Altrettanto decisiva per l’Europa è la sfida del governo dei flussi migratori. In questi mesi siamo riusciti a cambiare l’approccio a questa materia e ad affermare il principio che la priorità per l’Europa è difendere i suoi confini esterni e fermare a monte i trafficanti di esseri umani e l’immigrazione illegale di massa. È grazie alla spinta decisiva dell’Italia se è stato possibile costruire il Memorandum d’Intesa tra la UE e la Tunisia, un accordo che può costituire un modello per il complesso delle relazioni con la sponda sud del Mediterraneo. Siamo impegnati a sostenere gli sforzi della Commissione per dare applicazione concreta a questo accordo, ma anche ad avviarne di nuovi, come quello già annunciato con l’Egitto che vedrà l’Italia ugualmente protagonista. Il Protocollo Italia-Albania è un altro tassello della nostra strategia per combattere i trafficanti e permettere l’ingresso sul territorio europeo solamente a chi ha diritto alla protezione internazionale.

È un accordo dal grande spirito europeo, che consentirà di sperimentare un modello virtuoso di cooperazione operativa tra uno Stato Ue e uno extra-Ue, e che non a caso sta suscitando concreto interesse anche in altre Nazioni dell’Unione. Segnali importanti che smentiscono chi sosteneva che le cose, anche sul fronte delle politiche dell’immigrazione, non potessero cambiare e che non c’era spazio per soluzioni innovative e coraggiose. L’Italia è diventata un esempio per l’Europa, e vuole continuare ad esserlo.

Guidiamo una grande Nazione europea e apparteniamo orgogliosamente a quell’insieme di vicende umane e di pensieri profondi che definiamo civiltà occidentale. È ciò che ci contraddistingue nel mondo, e che ci dà anche la forza e la capacità di dialogare nei consessi internazionali con tutti, da pari a pari. Senza complessi di inferiorità, ma con l’orgoglio di ciò che è l’Italia e cosa è in grado di fare.

È una capacità che dobbiamo anche allo straordinario contributo di quella “seconda Italia” che vive fuori dai nostri confini e che cammina sulle gambe di sei milioni e mezzo di italiani all’estero, ai quali si aggiungono le decine di milioni di persone che discendono dai nostri connazionali emigrati all’estero e che condividono la nostra stessa cultura, le nostre stesse tradizioni e la nostra stessa lingua. Come accade ad esempio in America Latina, regione del mondo dove vivono fortissime comunità di origine italiana e con la quale condividiamo solide relazioni culturali, sociali ed economiche. E alla quale intendiamo prestare particolare attenzione, rilanciando i rapporti con un’intensità maggiore di quelle che abbiamo visto negli ultimi anni.

L’Italia è una superpotenza culturale. La nostra cultura è universale e riflette la nostra identità, che è fatta di storia, di arte, di lavoro, di realtà nazionali e locali. Per questo, la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero è un investimento strategico, al pari della promozione della nostra offerta economica ed industriale, perché consente di far crescere il numero di coloro che amano l’Italia e che guardano a noi. È uno strumento prezioso, che deve essere sempre di più un pilastro della politica estera italiana.

Ci sarebbero molti altri argomenti di cui discutere oggi insieme a voi, ma non voglio tediarvi oltre e mi accingo a chiudere. Voglio farlo, però, con un’ultimissima immagine, che è quella del planisfero. Moltissimi di voi ne hanno uno affisso in ufficio, nella propria sede. Per un diplomatico è un po’ come avere uno degli attrezzi del mestiere. Ecco, ogni volta che mi fermo davanti ad una di queste carte cerco sempre l’Italia. E ogni volta mi colpisce vedere quanto l’Italia sia geograficamente piccola, rispetto ad altre grandi Nazioni e continenti. Allo stesso tempo, però, penso a quanto quella piccola Penisola, e quel popolo che la vive e la abita da millenni, siano stati capaci di fare nel corso della sua storia. Di quanto abbiano stupito, meravigliato, insegnato al mondo. E davanti a quell’immagine penso anche a quanto il nostro popolo sia ancora in grado di fare, alle straordinarie energie di cui dispone e che dobbiamo solo saper liberare. Con un pizzico di coraggio, e anche di follia. Per essere sempre più grandi, amati e apprezzati nel mondo.

Grazie a tutti e buon Natale!”




Donna di 27 anni uccisa a Treviso: era incinta del secondo figlio. Fermato un 40enne

vanessa ballan treviso

vanessa ballan trevisoUn altro femminicidio in Italia: una donna veneta di 27 anni, Vanessa Ballan, è stata uccisa a coltellate in casa a Spiendo, vicino a Riese Pio X, in provincia di Treviso. Il delitto è avvenuto intorno a mezzogiorno. Per l’omicidio è stato fermato un 40enne kosovaro, B. F.: a darne notizia è Treviso Today. L’uomo, residente ad Altivole, avrebbe avuto in passato una relazione con la donna. Secondo quanto ricostruito dal Tg3, la donna lo aveva denunciato per stalking nell’ottobre scorso perchè era diventato molesto dopo la fine della loro storia. E aveva iniziato ad andare a cercarla sul posto di lavoro, il supermercato Eurospin di Riese dove la donna lavorava come commessa.

Il marito della donna, Nicola Scapinello, non era in casa al momento del delitto ma è stato lui a trovare il cadavere: sotto choc, ha chiamato i soccorsi e i Carabinieri insieme ad un vicino di casa.

Vanessa Ballan era incinta al terzo mese, la conferma è arrivata anche da alcune colleghe della donna che hanno spiegato che era a casa dal lavoro per questo motivo. La donna è stata trovata morta all’ingresso dell’appartamento, all’interno di una villetta a schiera, e aveva molte ferite da taglio. La morte sarebbe arrivata dopo una decina di coltellate al torace. Le mani presentano numerose ferite, segno che la donna ha tentato disperatamente di difendersi. Sia Vanessa che il marito sono originari di Castelfranco Veneto, ma si erano trasferiti a vivere a Riese da diversi anni. La donna aveva un figlio di 4 anni ed era incinta del secondo figlio.

ag. Dire – www.dire.it