Gli italiani sono sempre meno: solo 59 milioni

old 2742052 1280

old 2742052 1280Nonostante il contributo degli stranieri, pari all’8,7%, l’Italia perde popolazione, invecchia e per la prima volta scende sotto i 59 milioni di residenti.

E’ la fotografia che restituisce l’Istat sulla base dei dati forniti dal censimento 2022 che vede l’età media degli italiani salire a 46,4 anni e segna un ulteriore record negativo per la natalità, con 393mila nati, 7mila in meno rispetto al 2021 (-1,7%) e ben 183mila in meno (-31,8%) rispetto al 2008.

Ma è soprattutto un’Italia che vede per ogni bambino con meno di sei anni la presenza di oltre 5 anziani (5,6), quando nel 1971 si contava un anziano per ogni bambino.

In cinquant’anni, sottolinea l’Istat, è sempre più sbilanciato il rapporto tra anziani, bambini e giovani e fa l’esempio che se nel 1971 si contavano 46 over 65 ogni 100 giovani under 15, oggi se ne contano 193.

Un paese, dove aumentano del 31% le unioni civili, crescono del 4,8% i matrimoni, con record del 22,7% per le seconde nozze e con un aumento del 21,3% dei matrimoni con uno sposo straniero. Al 31 dicembre 2022 la popolazione in Italia è di 58.997.201 residenti con una flessione rispetto al 2021 pari a -32.932 individui che ‘si mantiene contenuta – dice l’Istat – grazie alla dinamica positiva della popolazione straniera’. Gli stranieri censiti sono 5.141.341 (+2,2% rispetto al 2021), con un’incidenza sulla popolazione residente appunto dell’8,7%. Il decremento di popolazione interessa soprattutto i piccoli Comuni fino a 5mila abitanti, che rappresentano ben il 70% dei Comuni italiani, mentre tengono i grandi comuni.

Le donne rappresentano il 51,2% della popolazione residente e il peso della componente femminile è progressivamente maggiore man mano che cresce l’età. La Campania, con un’età media di 43,9 anni (era 43,6 nel 2021), continua a essere la Regione più giovane mentre la Liguria, con un’età media di 49,5 anni (era 49,4 nel 2021) si conferma quella più anziana. Orta di Atella, in provincia di Caserta, è invece il Comune con l’età media più bassa, 36,9 anni, mentre Ribordone, in provincia di Torino, un Comune con appena 50 abitanti, è quello con l’età media più alta, pari a 65,5 anni. Nel 2022 i decessi sono stati 715mila, 342mila mentre la speranza di vita è di 80,6 anni per gli uomini e di 84,8 anni per le donne. Rispetto al 2021 solo gli uomini presentano progressi, grazie a un incremento di circa 4 mesi di vita in più. Quanto alle nascite, i figli di genitori stranieri sono 53mila e costituiscono il 13,5% del totale. L’incidenza è più elevata nelle Regioni del Nord (19,3%) dove la presenza straniera è più radicata e, in misura minore, in quelle del Centro (15,1%).

Nel 2022 il numero medio di figli per donna è pari a 1,24, valore in lieve calo rispetto all’anno precedente (1,25). L’età media al parto rimane stabile rispetto al 2021, pari a 32,4 anni. Sul fronte dei matrimoni, l’Istat sottolinea un lieve aumento nel 2022 rispetto all’anno precedente: 189.140, il 4,8% in più. Boom invece per le seconde (o successive) nozze, che rappresentano quasi un matrimonio su 4: sono state 42.918, il valore più alto mai registrato, per una quota pari al 22,7% del totale. L’aumento delle seconde nozze è del 12,9% rispetto al 2021. Sono state celebrate 29.574 nozze con almeno uno sposo straniero (il 15,6% del totale dei matrimoni), in aumento del 21,3% rispetto all’anno precedente. Nel 2022 il 56,4% dei matrimoni è stato celebrato con rito civile, che è più diffuso nelle seconde nozze (95,0%) e nei matrimoni con almeno uno sposo straniero (90,3% contro il 50,1% dei matrimoni di sposi entrambi italiani).

Infine sono quasi 6 milioni i cittadini italiani residenti all’estero (5 milioni e 940mila), più della metà concentrata in Europa (54,7%) e un altro 40,1% in America.

ansa.it




Mattarella alla Farnesina parla del “lavoro prezioso” della diplomazia italiana

18mattafranesina

18mattafranesina“Apprezzamento” per il lavoro che “la rete diplomatico – consolare svolge al servizio esclusivo dell’interesse generale del nostro Paese, con il carattere insopprimibile di neutralità politica proprio di chi è chiamato a rappresentare la Repubblica” e “riconoscenza per la collaborazione, sempre eccellente, che ricevo nello svolgere mia funzione”. Questi i sentimenti espressi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che questa mattina ha aperto alla Farnesina i lavori della Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo. Accolto dal Ministro Antonio Tajani, il Presidente ha riconosciuto l’impegno dei diplomatici ad operare “con la responsabilità di manifestare in modo concreto la vocazione dell’Italia ad agire per una comunità internazionale in pace, stabile e prospera”.
“Il vostro è un impegno prezioso e vi esprimo la riconoscenza della Repubblica”, ha aggiunto il Presidente prima di soffermarsi sui diversi scenari internazionali.
“Affermare che stiamo vivendo tempi ordinari sarebbe negare l’evidenza”, ha osservato. “Né può recare conforto la circostanza che, nella dimensione internazionale, periodi di pace e periodi di tensione e contrasto si sono frequentemente succeduti. Perché non siamo in presenza della sola presunzione di determinare nuovi equilibri, indotti dall’affacciarsi, con determinazione, di protagonisti sino a ieri concentrati prevalentemente sulla rispettiva scena interna”.
Di fronte alle “sfide” del mondo – il presidente cita l’emergenza climatica, parla dei conflitti in corso, delle globalizzazione – diviene importante ricordare che “l’esercizio diplomatico corrisponde a una funzione alta, di strumento di manifestazione autentica dei valori più profondi di una comunità”.
Mattarella si è quindi soffermato sulla “costruzione delle regole della comunità internazionale”.
Il “quadro multilaterale” nato dopo la fine della seconda guerra mondiale “ha, purtroppo, mostrato, in questi decenni, limiti strutturali presenti dalla sua nascita”; “da questa considerazione – ha annotato il Presidente – rileva il carattere globale dell’invasione da parte russa del territorio di un’altra nazione, a partire dalla Crimea e dai territori georgiani. L’intento appare quello di riportare di nuovo l’Europa frantumata, in pezzi, impotente. Di congelare i rapporti fra Paesi, impedendo il libero esercizio della loro sovranità, così come era già accaduto, ad esempio, ai tempi della “Cortina di ferro”, con l’applicazione della teoria della “sovranità limitata”. La pretesa del riemergere, nel terzo millennio, della logica “imperiale” è inaccettabile. A suffragarla non soccorre neppure più l’alibi ideologico, di confronto/competizione tra sistemi basati sui progetti di vita contrapposti. Rimane soltanto la logica della prepotenza”.
“Ecco la ragione elementare – ha sottolineato Mattarella – per puntare sul multilateralismo per quei Paesi – come l’Italia – che rifiutano intenti imperialisti e non hanno l’ambizione di essere “satelliti” di alcuno bensì di cooperare, da pari, con tutti gli Stati e i popoli di buona volontà, anche per governare la globalizzazione, facendone crescere la coincidenza con il perimetro della libertà e del benessere. Affermando, inoltre, il principio della sovranità democratica rispetto alla sovranità di fatto, talvolta pretesa da imprese “over the top”, convinte di essere titolari del diritto di dettare regole”.
Se nel passato “i maggiori protagonisti della vita internazionale hanno saputo assumersi le proprie responsabilità, contribuendo alla stabilità e alla coesistenza pacifica, oggi, palesemente, non è più così”.
In Medio Oriente, “il movimento terroristico Hamas ha innescato spirali di violenza di immani proporzioni, riuscendo anche nell’intento di sabotare, congelandolo nel breve periodo, ogni tentativo di dialogo. Il barbaro assassinio di centinaia di cittadini israeliani inermi ha riavviato una guerra atipica fra lo Stato di Israele e una formazione terroristica che controlla di fatto un territorio, con i civili, siano essi israeliani o palestinesi, chiamati a pagare tragicamente il prezzo più alto. Il terrorismo – ha ricordato Mattarella – avanza laddove la proposta politica perde terreno, o l’impegno di paziente tessitura di soluzioni diplomatiche rimane frustrato, nonostante il trascorrere dei decenni. Il conflitto israelo-palestinese è innegabilmente il risultato della prolungata incapacità di costruire tali percorsi di dialogo e di convivenza, e di perseguire l’unica strada ragionevole: la soluzione dei due Stati”.
Questa crisi “ha fatto riemergere dal suo fiume carsico anche il fenomeno dell’antisemitismo, che, oggi come ieri, si nutre di luoghi comuni e di una visione distorta della Storia”, ha detto ancora Mattarella. “Si tratta di messaggi che debbono incontrare la più netta condanna, senza ambiguità, senza interpretazioni di comodo”.
Quanto all’aggressione russa all’Ucraina, “una ferita aperta nel cuore del nostro continente”, anche qui “sono le vittime civili a pagare un prezzo alto”. Kiev come Gaza confermano la necessità “di rendere stringenti le regole, anche in guerra, di quel diritto internazionale umanitario la cui urgenza emerse addirittura – come sappiamo – già con la Convenzione di Ginevra nel 1864. È inammissibile che, in conflitti armati di questo secolo, vengano esercitati attacchi e rappresaglie che colpiscono la inerme popolazione civile. Tocca alla comunità internazionale impedire nuove avventure a questa politica di sopraffazione che trova emuli in diverse situazioni e in più continenti”.
“In una realtà segnata da spinte destabilizzanti e dal rafforzarsi di grandi attori globali, lo spazio politico per l’esercizio di una effettiva sovranità in cui trovano posto i valori e gli interessi della Repubblica Italiana è, condivisa, nell’Unione Europea”, ha ribadito ancora una volta Mattarella. “All’Unione si appartiene, anzitutto, per una scelta di valori: pace, libertà, coesione sociale, democrazia, Stato di diritto. Contrapporvi un’affermazione di esclusivo esercizio di sovranità solitaria – che sarebbe sempre più soltanto apparente – risulta illusorio e sterile. Appare del tutto incoerente vedere – nel dibattito europeo – per chi ha scelto liberamente di appartenere all’Unione, agitare una inconsistente contrapposizione tra Europa degli Stati ed Europa sempre più integrata”.
“Dalla coscienza dell’Europa, anche dopo il recente vertice, si leva il fermo impegno a rilanciare l’orizzonte di un multilateralismo sempre più rispettoso del futuro dell’umanità”, ha aggiunto il Presidente. L’Ue, “per la sua stessa natura deve evolvere per non arretrare, e oggi più che mai abbiamo il dovere di rilanciare il processo di integrazione, rafforzandone i meccanismi di governance”. L’Unione “non è perfetta: è un cantiere permanente, da puntellare quotidianamente con il lavoro di tutti, unendo, insieme, resilienza, ferma chiarezza e pazienza, come è necessario per la conclusione dei negoziati in atto per il Patto di stabilità e crescita”. È, soprattutto, “un cantiere da completare nella sua architettura, non potendo troppo a lungo reggere una costruzione parziale. Non possiamo che guardare con impazienza ai passi ancora necessari per la costruzione di una vera politica estera e di difesa europea”, procedendo anche sulla strada dell’allargamento, ricordando che esso e “l’approfondimento dei meccanismi di integrazione economica e politica sono due aspetti strettamente connessi”.
Ma anche le Nazioni Unite devono stare al passo dei nuovi tempi: una certa crisi di fiducia “si manifesta sovente nella contrapposizione, per molti versi pregiudiziale nella sua artificiosità, fra Occidente e resto del mondo e che tende ad aggregare, in questa denominazione, condizioni anche con molte differenze – di volta in volta economiche, sociali, di assetti istituzionali, di rispetto dei diritti umani – cercando di accantonare, nell’immagine, incompatibilità e interessi discordanti”.
Ma, ha evidenziato Mattarella, “il patrimonio di valori che si intende definire come occidentali corrisponde, in realtà, a molti dei documenti fatti propri dagli Stati nell’ambito delle Nazioni Unite: Stato di diritto, diritti umani, diritti dei popoli nella accezione più ampia. Sul piano dell’architettura di governo multilaterale – miglior baluardo alle spinte destabilizzanti che stiamo sperimentando – occorre restituire slancio a una riforma che renda più efficaci i meccanismi spesso tuttora cristallizzati a immagine del secondo dopoguerra, come pocanzi cercavo di ricordare”.
Si tratta “di un processo evolutivo, che richiederà tempo e realismo e che attiene, in primo luogo, ad una revisione di quegli strumenti di governo economico mondiale, che oggi rappresenta una priorità per i Paesi del Sud globale. L’Europa ha il dovere e l’interesse strategico di lavorare con quei Paesi che condividono i principi democratici e che sollecitano, tuttavia, maggiore attenzione alle loro istanze. Uno sviluppo equilibrato delle regioni del mondo è nell’interesse di tutti”.
L’Italia “si trova in una condizione privilegiata per contribuire a questa azione. Con l’assunzione della Presidenza G7, – ha rimarcato il Presidente – avremo la possibilità di dare ulteriore impulso a molte sfide globali, tra le quali trovano posto quella dei flussi migratori e quella della sicurezza alimentare. Tematiche fra loro strettamente connesse, soprattutto nel continente africano”.
“Al centro della Presidenza italiana – ha ricordato – vi sarà anche il tema dell’Intelligenza Artificiale: un avanzamento scientifico che apre all’umanità opportunità di affrontare e risolvere problemi che credevamo al di là delle nostre possibilità, ma che espone al tempo stesso al rischio di pericolosi condizionamenti nell’informazione, di intrusioni nella sfera privata dell’individuo, di mutamenti radicali degli assetti produttivi, di potenziale crescita del già rilevante divario fra ricchi e poveri, fra forti e deboli. In ultima analisi a un rischio di tenuta per i sistemi democratici. Si tratta di una prospettiva di grande valore che andrà adeguatamente e sollecitamente governata per trarne tutta la portata positiva”.
La Conferenza – che vede la partecipazione di oltre 130 titolari delle Sedi diplomatiche italiane all’estero – proseguirà fino a domani. Le sessioni di lavoro vertono sui principali argomenti dell’attualità internazionale: intelligenza artificiale, Piano Mattei, diplomazia della crescita, gestione degli scenari di crisi, sostenibilità e transizione ecologica, Presidenza G7.
A chiudere i lavori sarà la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, insieme al Ministro Tajani. (aise) 




Voto elettronico all’estero: da domani la prima simulazione del Viminale

12evote

12evoteConto alla rovescia per la prima simulazione di voto online per consultazioni elettorali promossa domani e giovedì, 13 e 14 dicembre, dal Ministero dell’Interno.
L’iniziativa, non collegata ad alcun evento elettorale reale, coinvolgerà gli italiani residenti all’estero di quattro circoscrizioni consolari in Europa: Londra, Monaco di Baviera, Charleroi e Stoccolma.
La simulazione, finanziata grazie a un apposito Fondo istituito dalla “legge di bilancio 2020”, si svolgerà tra le ore 8:00 di mercoledì 13 e le ore 20:00 di giovedì 14 dicembre 2023, secondo le modalità disciplinate da specifiche “Linee guida” approvate con decreto del Ministro dell’Interno, adottato di concerto con il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale il 7 luglio 2021.
In particolare, le varie fasi del voto elettronico – autenticazione dell’elettore, votazione e raccolta dei risultati dello scrutinio – saranno gestite da una apposita piattaforma web, denominata “Portale E-vote”, realizzata dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Viminale in collaborazione con tutte le altre Amministrazioni interessate: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, AGID – Agenzia per l’Italia Digitale, ACN – Agenzia per la Cybersicurezza, Ministero della Giustizia – Corte d’Appello di Roma.
Alla piattaforma potranno accedere gli iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) e i cittadini italiani temporaneamente presenti (per motivi di lavoro, studio o cure mediche) nelle circoscrizioni consolari coinvolte nella simulazione, che siano in possesso di una identità digitale (CIE, SPID, CNS). In vista della simulazione, il Viminale ha anche pubblicato un video esplicativo sul suo canale youtube.
Questa innovativa procedura, puntualizza il Ministero dell’Interno, verrà testata in modo graduale e progressivo per verificarne le modalità di funzionamento, l’impatto sul corpo elettorale e i conseguenti riflessi economici ed organizzativi. (aise)




Due treni si scontrano a Faenza: 17 feriti

203745396 d78577f4 398a 4488 ae7c d7124867bc7f

203745396 d78577f4 398a 4488 ae7c d7124867bc7fC’e’ un tamponamento all’origine dell’urto fra treni avvenuto in serata a 8 chilometri dalla stazione di Faenza, nel Ravennate, sulla linea Adriatica. I due treni, un Frecciarossa 1000 di Trenitalia e un regionale Rock di Trenitalia Tper, erano entrambi in direzione nord quando, per cause da accertare, si sono urtati provocando 17 feriti lievi

“Siamo lavorando a stretto contatto con la Regione Emilia-Romagna e con le forze di Protezione Civile”, ha affermato il sindaco di Faenza, Massimo Isola, “un ringraziamento ai Vigili del Fuoco e ai soccorsi, prontamente intervenuti”. Secondo quanto si apprende, l’incidente è avvenuto al Km 56+006, in località via Corleto.

Matteo Salvini sta seguendo con attenzione quanto successo in provincia di Ravenna, si legge in una nota del ministro dei Trasporti. Il vicepremier e ministro, in particolare, “sta chiedendo accurate relazioni sulle condizioni e l’assistenza dei feriti – seppur lievi – sulla protezione di tutti i passeggeri per il completamento del viaggio, sulla rapida individuazione delle cause e di eventuali responsabilità”.

agi.it




Tivoli. Brucia l’ospedale: 3 morti tra i pazienti anziani

incendio ospedale tivoli 1024x576

incendio ospedale tivoli 1024x576Ci sono tre morti nell’incendio che è divampato nella tarda serata di ieri all’ospedale di Tivoli, in provincia di Roma. I pazienti morti – due donne e un uomo -sono tutti anziani. Ci sono anche feriti, due dei quali in condizioni gravi. La struttura risulta completamente evacuata e inagibile: oltre 200 pazienti (tra cui anche sette bambini e una donna incinta messa in salvo con un’autoscala) sono stati evacuati. È stata allestita la palestra comunale per gestire l’emergenza. Sono stati trasferiti anche pazienti che si trovavano nel reparto Covid. Saranno le indagini a fare luce sulle cause della tragedia. La procura di Tivoli ha aperto un’inchiesta.

LE VITTIME

I nomi delle vittime sono Giuseppina Virginia Facca di 84 anni, Romeo Sanna e Pierina Di Giacomo di 86 anni. Una delle vittime si trovava nel reparto di Cardiologia, altre due erano ricoverate nel reparto di Medicina. C’è un quarto anziano che è morto ieri sera all’ospedale, ma pare sia morto poco prima che scoppiasse l’incendio e comunque per cause non riconducbiili al rogo.

DEI RIFIUTI SPECIALI ALL’ORIGINE DEL ROGO

Stando alle prime ricostruzioni, il rogo è divampato al terzo piano -3, in particolare da alcuni locali dove si trovano degli ambulatori, e poi si sia propagato anche ai due piani superiori, interessando anche la Medicina e la Cardiologia. Da un primo sopralluogo dei Vigili del fuoco, è emerso che il rogo potrebbe essere partito da alcuni rifiuti speciali che si trovavano in una piazzola dell’ospedale. Da lì, le fiamme poi si sono propagate all’interno della struttura, prima al piano meno tre (dove c’è anche il pronto soccorso) e poi agli altri reparti.

ag. dire – www.dire.it




Tirelli (MAIE): “GaIa, un progetto pilota per la totale digitalizzazione dei Consolati italiani all’estero”

t71kcrd0 400x400

t71kcrd0 400x400Il Consolato di Londra nei prossimi mesi lancerà un nuovo sistema che permetterà la totale digitalizzazione del rapporto con il cittadino, sia in Italia che all’estero, per tutto ciò che concerne il rilascio di documenti legati alla propria identità. Un sistema che si avvarrà dell’Intelligenza Artificiale e che sarà lanciato attraverso il nome “GaIa”. Londra  sarà, quindi, la città pilota in cui verrà sperimentato presso il consolato questo nuovo progetto.

Lo ha comunicato il Comites di Londra in una propria nota stampa a margine di un incontro con il Ministro Plenipotenziario Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

L’incontro è avvenuto in occasione di una serie di eventi organizzati dal Consolato di Londra nella persona del Console Generale Domenico Bellantone per fare il punto della situazione sui servizi emanati dallo stesso Consolato a favore della Comunità italiana nella circoscrizione di riferimento.

“Il Direttore Vignali – continua il comunicato – ha parlato con il presidente del Comites Londra, Alessandro Gaglione, e i consiglieri Elena Remigi (in rappresentanza anche del CGIE) e Luigi Billè confrontandosi su quanto fatto fino ad oggi dallo stesso Consolato di Londra in termini di novità per agevolare i numerosi servizi consolari verso la comunità di riferimento, con particolare riferimento al rilascio passaporti, presentando anche numerose novità per i mesi prossimi”.

In merito al progetto si è espresso il deputato del MAIE FrancoTirelli.

“GaIa”,  ha fatto rilevare con soddisfazione – permetterà la totale digitalizzazione dei consolati italiani in tutto il mondo per migliorare i servizi per gli italiani all’estero. Il MAIE ha presentato richieste al Ministero affinché si avanzi su questo tema. Stiamo lavorando e continueremo a farlo per ottenere miglioramenti dei servizi per i nostri connazionali”.

 




Italia. Festa dell’Immacolata con pioggia e neve

imagoeconomica 1504352 1 300x200

imagoeconomica 1504352 1 300x200Il cielo sereno e il clima asciutto di giovedì 7 dicembre non deve trarre in inganno: è in arrivo una nuova perturbazione per la giornata dell’Immacolata, venerdì 8 dicembre.

LE PREVISIONI METEO PER L’8 DICEMBRE

Venerdì 8 dicembre, a quanto riporta il sito ilmeteo.it, si aprirà con un peggioramento sul Nord-Ovest dell’Italia, con neve su Piemonte e Liguria dai 400 metri in su, a quote, quindi collinari. I fiocchi bianchi lambiranno anche il piacentino. Pioggia sul resto della Liguria e sulla Toscana e, in serata, fino alla Sicilia.

Al Nord, riporta 3bmeteo.com, nubi nubi in rapido aumento già al mattino con qualche pioggia in Liguria e nevicate sull’entroterra di Ponente dai 100/200m, deboli nevicate fino in pianura sul Piemonte centro-meridionale, un po’ più frequenti sul Cuneese, a tratti misti a pioggia sul settore settentrionale della regione; qualche nevicata un po’ più consistente su Alpi Marittime e Liguri. Fenomeni in estensione verso est con alcuni fiocchi misti a pioggia sui settori occidentali dell’Emilia, deboli piogge in arrivo in Lombardia ed entro sera alcune pioviggini fin sul Triveneto. Sporadiche nevicate in Valle d’Aosta, alto Piemonte e Alpi lombarde. Al Centro nubi in aumento sulle regioni tirreniche con qualche debole pioggia in arrivo sulla Toscana, specie costiera, con spruzzate di neve sull’Appennino dai 1000m. In serata isolati piovaschi in arrivo fin sull’alto Lazio. Più soleggiato su Umbria e regioni adriatiche, pur con cielo offuscato da velature e strati alti. Al Sud sole offuscato da velature e strati alti in ispessimento da ovest verso est, addensamenti che diverranno più compatti la sera in Sicilia con qualche pioggia su Trapanese e Agrigentino. In Sardegna rapido peggioramento con piogge e rovesci in estensione da ovest ad est, più frequenti sul versante occidentale. Venti in rinforzo da sudest sui bacini occidentali. Temperature in calo al Nordovest, Sardegna e Toscana.

ag Dire – www.dire.it




Papa Francesco: “Sto meglio, ma fatico se parlo troppo”

papa francesco1

papa francesco1Anche oggi, come durante l’udienza di mercoledì scorso, il Papa si è fatto aiutare da mons. Filippo Ciampanelli, della Segreteria di Stato, per leggere il testo preparato per la catechesi di oggi in Aula Paolo VI, dove Francesco è entrato camminando, con l’aiuto del suo bastone. “Benvenuti tutti”, l’esordio di Papa Francesco a braccio: “Anche oggi ho chiesto aiuto a mons. Ciampanelli per leggere, perché ancora fatico. Sto molto meglio, ma fatico se parlo troppo. Per questo sarà lui a dire la cosa”.

PAPA FRANCESCO: PREGHIAMO PER QUANTI SOFFRONO IL DRAMMA DELLA GUERRA

“E non dimentichiamo di pregare per quanti soffrono il dramma della guerra, in particolare le popolazioni dell’Ucraina, di Israele e di Palestina”. È la parte dei saluti finali dell’udienza, rivolti ai pellegrini di lingua italiana, letta da Papa Francesco, che per il resto della catechesi, compresi i saluti finali, ha ceduto la parola a mons. Ciampanelli. “La guerra sempre è una sconfitta”, ha proseguito Francesco: “Nessuno guadagna, tutti perdono, soltanto guadagnano i fabbricatori delle armi”.

ag Dire – www.dire.it




Italia. È Udine la città dove si vive meglio

3dfd5293f900b12ec1b92189b81bf60f

3dfd5293f900b12ec1b92189b81bf60fÈ Udine la città dove si vive meglio in Italia. La 34ma edizione dell’indagine sulla qualità della vita del Sole 24 Ore, pubblicata oggi, certifica la leadership di Udine, seguita sul podio da Bologna e Trento. È la prima volta che la provincia di Udine vince la Qualità della vita, raggiungendo il primo posto tra i territori più vivibili: entra così nella storia della classifica che misura il benessere della popolazione italiana, dopo essersi piazzata nella top ten solamente tre volte dal 1990 (prima edizione) ad oggi, precisamente nel 2016, nel 2020 e nel 2021.

Suonano più come delle conferme, invece, il secondo e il terzo posto rispettivamente di Bologna, vincitrice dell’edizione 2022 e sempre in testa nella categoria ‘Demografia, salute e società’ spinta dai livelli d’istruzione elevati, e Trento, già vincitrice dell’Indice della sportività e di Ecosistema Urbano 2023.

LE NEW ENTRY TRA LE PRIME DIECI

Bergamo, quest’anno capitale della cultura insieme a Brescia, sale al 5° posto della classifica dei territori più vivibili, dove solamente nel 1990 aveva occupato l’ottavo posto, e conquista il primato nella classifica tematica di ‘Ambiente e servizi’. Anche Modena, settima, torna in una top ten che aveva raggiunto solo due volte: nel 1999 e nel 2022. Più solido, invece, il piazzamento nella parte alta della graduatoria della provincia di Aosta, al quarto posto. Si confermano nella top ten anche Milano, stabile rispetto allo scorso anno e resta prima nella categoria ‘Affari e lavoro’, e Firenze che, dopo aver occupato il podio nel 2022, quest’anno è sesta. Tra le prime dieci anche Monza e Brianza che conquista 14 posizioni e il primato nella categoria ‘Ricchezza e consumi’ grazie a buoni risultati nella spesa media delle famiglie per l’acquisto di beni durevoli e ai dati immobiliari. Se a chiudere la top 10 c’è Verona, che l’aveva presidiata sia nel 2020 sia nel 2021, si notano particolarmente le assenze di Trieste e Bolzano, scese rispettivamente in 12ª e 13ª posizione.

LE ULTIME 40 POSIZIONI: A FOGGIA LA MAGLIA NERA

Anche questa edizione fotografa una concentrazione del Mezzogiorno nella seconda metà della graduatoria, con l’unica eccezione di Cagliari che arriva al 23° posto. Ma non mancano le novità. In primis il ritorno di Foggia, 107ª, a vestire la maglia nera dopo dodici anni (era stata ultima nel 2011 e nel 2002). Nelle ultime 40 posizioni scivolano ben nove province del Centro o del Nord, tre più dell’anno scorso: oltre a Latina (87ª), Frosinone (80ª), Imperia (81ª), Alessandria (70ª) e Rovigo (68ª), ci sono Grosseto (74ª), Viterbo (75ª), Rieti (73ª) e Massa Carrara (72ª). Perdono terreno Agrigento, Sud Sardegna, Palermo, Brindisi, Trapani; conquistano diversi gradini Vibo Valentia, Enna, Catanzaro, Salerno , Potenza e Isernia. Tra le ultime cinque classificate arrivano anche Siracusa (104ª, perde 14 posizioni) e Napoli (105ª, perde 7 posizioni).

LA FATICA DELLE GRANDI CITTÀ

Restano sostanzialmente immobili, invece, le altre grandi aree metropolitane, quasi incapaci di ripartire dopo la pressione generata da emergenze e shock economici negli ultimi anni. Mentre Bologna, Milano e Firenze cercano di non perdere di vista la top ten e i loro primati, Roma è 35ª (-4 gradini), preceduta da Venezia (-12) e seguita da Torino (36ª) e Genova (47ª, in calo di 20 posizioni).

ag. Dire – www.dire.it




Italia. Sono più quelli che se ne vanno di quelli che arrivano

download

downloadL’Italia continua a essere un Paese di emigrazione (sono più di 5,9 milioni gli italiani attualmente residenti all’estero, pari al 10,1% dei residenti in Italia), più che di immigrazione (sono 5 milioni gli stranieri residenti nel nostro Paese, pari all’8,6% dei residenti in Italia). Lo rileva il Censis che oggi ha pubblicato il suo  57° Rapporto annuale  sulla situazione sociale del Paese. Gli italiani che si sono stabiliti all’estero sono aumentati del 36,7% negli ultimi dieci anni (ovvero quasi 1,6 milioni in più). A caratterizzare i flussi centrifughi più recenti è l’aumento significativo della componente giovanile. Nell’ultimo anno gli espatriati sono stati 82.014, di cui il 44,0% tra 18 e 34 anni (36.125 giovani). Con i minori al seguito delle loro famiglie (13.447) si sfiorano le 50.000 unità: il 60,4% di tutti gli espatriati nell’ultimo anno. Anche il peso dei laureati sugli expat 25-34enni è aumentato significativamente, passando dal 33,3% del 2018 al 45,7% del 2021. Un drenaggio di competenze che – si legge nel Rapporto  – non è inquadrabile nello scenario di per sé positivo e auspicabile della circolazione dei talenti, considerato che il saldo migratorio dei laureati appare costantemente negativo per il nostro Paese.  (Inform)