Digitalizzazione dei visti: il Consiglio Affari Esteri approva i regolamenti Ue
scritto da Fatti Nostri | 13 Novembre 2023
Il Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea, riunito oggi a Bruxelles, ha approvato i regolamenti UE per la digitalizzazione della procedura di rilascio dei visti. Per l’Italia era presente il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.
L’approvazione dei Regolamenti UE – sottolinea la Farnesina – si pone in continuità con l’azione promossa dal Ministro Tajani, sin dall’inizio del suo mandato, per incrementare la sicurezza dei procedimenti di emissione dei visti – un impegno dimostrato dalla disposizione di missioni ispettive nelle ambasciate italiane in Sri Lanka, Bangladesh, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo, avvenute nel corso degli ultimi mesi, e dalle prossime che avranno luogo in sedi diplomatiche italiane in America Latina.
“Grande soddisfazione per l’approvazione di misure che portano l’UE nell’era digitale, con l’obiettivo di rafforzare la legalità e la lotta al malaffare”, ha commentato il Vicepremier. “La sicurezza delle procedure di visto è una priorità per il Governo italiano, e siamo contenti che sia ora anche un’esigenza europea”.
Tajani ha quindi sottolineato la necessità che, su questo fronte, l’area Schengen vada avanti in maniera unitaria, ribadendo che “l’Italia ha tutte le carte in regola per essere un Paese di riferimento”.
La digitalizzazione della procedura di rilascio dei visti persegue tre principali obiettivi: innanzitutto, ridurrà peso e costi della burocrazia per gli Stati membri; in secondo luogo, aumenterà la sicurezza del procedimento, mettendo fine al processo di “visa shopping” in vari Paesi; infine, renderà più rapida la procedura di ottenimento del visto per i cittadini di Paesi terzi.
Tajani apre la VIII edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo (VIDEO)
scritto da Fatti Nostri | 13 Novembre 2023
Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e il Ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, aprono la VIII edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, dal titolo “A tavola con la cucina italiana: il benessere con gusto”.
Giunta alla sua ottava edizione, la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo è un’iniziativa di promozione integrata che si propone di valorizzare all’estero le eccellenze del settore enogastronomico italiano, sostenendo le esportazioni, l’internazionalizzazione e i flussi turistici in entrata.
Il Vice Ministro Cirielli aprirà l’evento di lancio della Fiera CODEWAY EXPO 2024, dedicata alla cooperazione allo sviluppo e il settore privato
scritto da Fatti Nostri | 13 Novembre 2023
Il 14 novembre la Farnesina ospiterà un evento di lancio della Fiera CODEWAY EXPO, manifestazione organizzata da Fiera di Roma in collaborazione con The European House Ambrosetti e dedicata al ruolo del settore privato nella Cooperazione allo Sviluppo. La Fiera, che si terrà tra il 15 e il 17 maggio 2024 ha il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
L’evento sarà aperto dall’On. Vice Ministro Edmondo Cirielli e vedrà la partecipazione del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e del consigliere giuridico del Ministro Antonio Tajani per la diplomazia economica e lo sviluppo, Avv. Marco Rago. Presenti, infine, i principali attori della Cooperazione Italiana (MAECI, AICS, CDP), europea e internazionale, delle organizzazioni della società civile, degli enti delle autonomie locali, delle associazioni di rappresentanza delle PMI italiane e delle stesse imprese.
Durante la giornata saranno inoltre lanciati i prossimi bandi dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), strumenti privilegiati per promuovere il coinvolgimento dei soggetti del sistema italiano di cooperazione allo sviluppo. Sarà inoltre illustrato uno studio strategico di The European House Ambrosetti, commissionato dall’AICS, relativo sul coinvolgimento del settore privato nelle iniziative di cooperazione allo sviluppo.
La nuova piattaforma CODEWAY EXPO, lanciata nel corso dell’evento accompagnerà inoltre le imprese interessate nelle varie tappe di avvicinamento all’evento di maggio 2024, attraverso la pubblicazione di contenuti preparatori mirati a coadiuvare la realizzazione di progetti di cooperazione internazionale.
Colombia. Una nuova indagine sulla morte di Mario Paciolla
scritto da Fatti Nostri | 13 Novembre 2023
È stata depositata la decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma riguardo la richiesta di archiviazione del procedimento sull’omicidio di Mario Paciolla, il cooperante Onu trovato morto in Colombia il 15 luglio 2020. Ne danno notizia i genitori Anna e Giuseppe Paciolla, assistiti dalle avvocate Alessandra Ballerini ed Emanuela Motta.
“Il giudice, accogliendo in parte le nostre richieste – spiegano i genitori del giovane cooperante napoletano -, dopo aver meticolosamente ricostruito tutti gli elementi emersi dall’istruttoria e dalle nostre indagini difensive, e avendo verificato che ‘ogni ricostruzione presta il fianco a dubbi e incertezze’, ha disposto la restituzione ai Pubblici ministeri affinché svolgano ulteriori indagini, in particolare accertamenti tecnici sul lenzuolo avvolto intorno al collo di Mario, sui suoi vestiti e sui coltelli rinvenuti nella casa dove abitava in Colombia”.
“Questo importante risultato – affermano ancora Anna e Giuseppe Paciolla – non sarebbe stato raggiunto senza il contributo dei nostri avvocati e dei consulenti ai quali va il nostro ringraziamento. Ringraziamo anche tutte le persone che hanno messo a disposizione le loro competenze, il loro tempo e la loro amicizia per affiancarci in questo difficile percorso di giustizia”. “Noi siamo certi – concludono – che Mario non si è tolto la vita. Aspettiamo con fiducia che venga affermata la verità processuale su quanto accaduto a nostro figlio e sulle relative responsabilità”.
ag. dire – www.dire.it
La nostra nave ospedale “Vulcano” fa rotta su Gaza
scritto da Fatti Nostri | 13 Novembre 2023
“Oggi parità la Nave Vulcano che è stata attrezzata con un ospedale che vogliamo mandare vicino alle zone che sono interessate dalla guerra. È meglio dare segnali evidenti di quello che l’Italia pensa e di come l’Italia pensa di muoversi nei confronti del popolo palestinese. Quindi alle parole che abbiamo detto in queste settimane di vicinanza al popolo palestinese e di distanza dai terroristi di Hamas, vogliamo aggiungere un atto concreto”. Lo ha detto il ministro della Difesa Gudio Crosetto in una conferenza stampa organizzata a Roma al ministero della Difesa per presentare l’invio della Nave Vulcano, in partenza oggi da Civitavecchia.
OLTRE ALLA NAVE VULCANO ANCHE UN OSPEDALE DA CAMPO
Nave Vulcano parità con 170 persone di cui 30 della Marina militare formate per emergenze sanitarie, a cui si aggiungerà un’altra trentina di persone da tutte le Forze Armate, che saranno portate con un aereo. Oltre all’ospedale imbarcato, alle sale operatorie, alle apparecchiature diagnostiche, su Vulcano saranno portati anche medicinali e soccorsi, ha spiegato Crosetto. “Ma l’operazione militare che l’Italia vuole portare avanti non si fermerà qua. Lo Stato Maggiore della Difesa sta coordinando l’invio di un ospedale da campo su terra che è nostra intenzione, in accordo anche con i Palestinesi, portare direttamente sul territorio di Gaza, vicino a dove c’è l’esigenza reale- ha spiegato il ministro- Queste iniziative sono state condivise con altri Paesi europei, Nato e paesi arabi, dicendo che sia le porte della nave, sia quelle dell’ospedale da campo sono aperte al contributo di tutti. Questo vuole essere il primo passo di un’iniziativa nella quale non vogliamo essere gli unici. Anzi, vogliamo essere i primi. Non ci disturberà se gli altri ci supereranno in volontà di aiuti umanitari. Ma ci pare importante partire dando questo segnale concreto. Mi aspetto che ci saranno molte risposte, alcune le abbiamo già avute da due Paesi che si sono resi disponibili ad inviare una nave a sostegno della nostra e del personale medico da imbarcare. Le stesse risposte le stiamo avendo sull’opedale da campo. Io vorrei che scoppiasse la gara tra Paesi arabi e occidentali nel fornire aiuto. Che ci fosse una gara senza più Paesi senza più divisioni nel portare aiuto alle persone che stanno subendo questa guerra senza avere alcuna colpa”.
CROSETTO: ANCHE IN GUERRA STATO DI DIRITTO RISPETTA REGOLE
Per Crosetto “questa iniziativa si colloca in un’insieme di iniziative che il presidente del Consiglio, il ministro degli Esteri e la Repubblica italiana stanno facendo. Siamo stati i primi a chiedere l’apertura del valico, siamo stati i primi ad offrire aiuti umanitari. E mi pare che la comunità internazionale si sia mossa in modo adeguato. E una delle cose che stiamo chiedendo tutti, la comunità internazionale per prima, è di distinguere: uno Stato di diritto in guerra si muove rispettando delle regole, questa è la differenza con i terroristi di Hamas. Ed è quello che ci auguriamo Israele faccia nei prossimi giorni e che sta cercando di fare, comprendendo la difficoltà di agire su una zona come Gaza dove tutto si unisce e dove ci sono cunicoli, dove centri di potere di Hamas vengono nascosti magari sotto ospedali o luoghi dove si trovano civile. Ma noi stiamo cercando, assieme a tutta la comunità internazionale, con un’uniformità di movimento tra Paesi arabi e Paesi occidentali, di andare verso una pausa e aiutare le persone che non c’entrano nulla con questo scontro”. E ancora: “L’Italia sta dando un segnale, non solo a parole ma con i fatti- ha aggiunto Crosetto- Non siamo vicini a parole al popolo palestinese, che consideriamo un’altra cosa rispetto ad Hamas, ma siamo lì a portare aiuto in prima persona con i nostri mezzi, le nostre persone, il nostro personale sanitario”.
ag DIRE – www.dire.it
Medici e farmacisti: “È necessario riformare il Servizio Sanitario Nazionale”
scritto da Fatti Nostri | 13 Novembre 2023
Un ampio confronto tra esponenti delle forze politiche, vertici delle categorie professionali di medici e farmacisti, oltre che della società civile, sulla crisi di sostenibilità e della reale capacità di garantire l’universalismo del Servizio sanitario nazionale. Lo ha promosso oggi Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica. Ospitato a Roma presso palazzo Ferrajoli, l’evento dal titolo ‘SSN al bivio: pubblico o privato?’ si inserisce nel contesto dell’acceso dibattito in corso sulla riforma delle politiche sanitarie in Italia e le numerose scadenze economiche di fine anno che attendono il nostro Paese.
Indirizzato a tracciare uno stato dell’arte rispetto a criticità e barriere di accesso alla sanità, nei suoi risvolti legati ai territori e alla prossimità di cura, all’innovazione e alle fonti di informazione, il dibattito ha poi delineato, insieme ai protagonisti dell’ecosistema salute, le differenti modalità di integrazione necessarie per la corretta implementazione dei diversi modelli assistenziali e di governance possibili.
Nel quadro di un percorso di dialogo con le Istituzioni e, soprattutto, di ascolto della visione dei cittadini sulla sanità del futuro avviato ormai da alcuni anni, Assosalute ha voluto offrire il proprio contributo al dibattito, in virtù della collaborazione esistente con i principali referenti per la salute dei cittadini, in prima battuta medici di famiglia e farmacisti, e delle diverse attività pluriennali portate avanti con i suoi partner per favorire l’alfabetizzazione sanitaria quale elemento fondamentale per una presa in carico della salute ad iniziare dal piano individuale.
All’interno di una filiera della salute realmente integrata, il comparto dell’automedicazione intende porsi, infatti, come osservatore privilegiato del dibattito, da un lato sostenendo le professionalità specifiche del farmacista e del medico di famiglia, i primi interlocutori del cittadino in tema di salute, e valorizzando, al contempo, l’importanza di un approccio olistico alla salute che, a partire dalla prevenzione, implica l’affermarsi di una responsabilità condivisa affinché tutti possano accedere al sistema pubblico quando serve e possano trovare tempestivamente le risposte ai propri bisogni di cura.
Il dibattito si inserisce infatti in una fase storica quanto mai cruciale, in vista delle complesse riforme che la classe politica e gli stakeholder sanitari sono chiamati a implementare sui territori, con la comune sfida di proseguire il percorso di trasformazione e riforme in atto verso una sanità del futuro più accessibile e prossima a tutti i cittadini, in grado di ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire la sostenibilità economica, sociale e ambientale del Sistema.
“L’impegno di Assosalute, radicato nella sua mission e riflesso nelle diverse attività che portiamo avanti nel corso dell’anno- ha affermato il presidente di Federchimica Assosalute, Salvatore Butti– è aiutare i cittadini nel prendersi cura della propria salute responsabilmente e consapevolmente”.
“Proprio per una questione di responsabilità e consapevolezza- ha proseguito- abbiamo invitato qui oggi esponenti politici delle forze di maggioranza e opposizione, a confrontarsi con i referenti della salute dei cittadini per contribuire alla definizione di una futura governance territoriale del Servizio sanitario nazionale e consegnare alle future generazioni una sanità a misura di persona e realmente universalistica”.
“Le nostre analisi- ha evidenziato in apertura di dibattito il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta– rilevano numerose criticità nella riorganizzazione dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77/2022: dalle differenze regionali nei modelli organizzativi al fabbisogno di personale; dalle modalità di coinvolgimento di medici di famiglia alla carenza di personale infermieristico; dagli ostacoli all’attuazione della telemedicina al carico amministrativo di Regioni e Aziende sanitarie. Come Fondazione Gimbe siamo impegnati ad analizzare le grandi criticità del sistema per richiamare al rispetto dei principi di università, uguaglianza ed equità, rimettendo la sanità pubblica al centro dell’agenda politica”. Nella prima tavola rotonda sono intervenuti per raccontare la visione dei territori, con un focus particolare sulle sfide e le opportunità di accesso ai servizi per i cittadini e sull’health literacy, il vicesegretario nazionale Fimmg, Fiorenzo Corti, il presidente Simg, Claudio Cricelli, il presidente Fofi, Andrea Mandelli, la vice segretaria generale di Cittadinanzattiva, Francesca Moccia, e il segretario nazionale di Federfarma, Roberto Tobia.
Per presentare la visione della politica nazionale e locale per l’implementazione del nuovo modello di sanità territoriale, alla seconda tavola rotonda hanno preso parte l’onorevole Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali, la senatrice Maria Domenica Castellone, vicepresidente del Senato, la senatrice Elena Murelli, capogruppo Lega in Commissione Affari Sociali, e l’onorevole Gian Antonio Girelli, membro Commissione Affari Sociali, oltre a Joseph Polimeni, coordinatore Area nord-est Forum Permanente dei Direttori Generali, Federsanità- Anci.
Nel corso dell’evento è stato richiamato a più riprese il valore del Servizio Sanitario Nazionale a vocazione universalistica, che deve essere preservato pur nella necessità di garantire efficienza nell’erogazione delle prestazioni sanitarie all’efficacia delle cure. Un obiettivo, hanno evidenziato tutti i partecipanti, che può essere raggiunto solo attraverso profonde sinergie tra attori pubblici e privati, così come tra tutti i referenti della salute nei territori attraverso un approccio di prossimità e multidisciplinare, orientato a favorire l’innovazione e a valorizzare il capitale umano. Al centro del dibattito rimangono ancora una volta le risorse, economiche ma anche professionali, tecnologiche, strutturali e culturali per ridefinire l’assetto della presa in carico dei cittadini sui territori.
agenzia Dire – www.dire.it
Papa Francesco: “Non sto bene di salute”
scritto da Fatti Nostri | 13 Novembre 2023
“Non sto bene di salute“: con questo l’annuncio, fatto in pubblico poche ore fa, Papa Francesco ha spiazzato e portato preoccupazione. “Buon giorno, saluto tutti voi e vi do il benvenuto. Grazie di questa visita che a me piace tanto, ma succede che io non sto bene di salute e per questo preferisco non leggere il discorso ma darlo a voi e che voi lo portiate”. Il Papa ha detto così nel corso della udienza con i Rabbini europei, la prima in programma nella giornata di oggi in sala stampa vaticana. La voce di Papa Francesco è apparsa affaticata.
NEL POMERIGGIO L’INCONTRO CON 6.000 BAMBINI
Il portavoce del Vaticano ha poi spiegato che il pontefice ha un forte raffreddore e quindi ha preferito non affaticarsi a leggere il discorso, anche tenendo conto della fitta agenda di impegni che lo aspetta oggi. Tra le altre cose, nel pomeriggio, è previsto un incontro con oltre 7.000 bambini provenienti da 84 paesi del mondo. L’evento sarà trasmesso in diretta su Rai Uno dalle 15.20. Dopo aver evitato di leggere il discorso scritto per i rabbini (che ha però salutato individualmente), il papa ha incontrato l’associazione Piccola Casa della Misericordia di Gela. Il portavoce del vaticano ha fatto sapere che la giornata proseguirà normalmente.
ag. Dire – www.dire.it
Bergamo. Due neonati morti in un anno. Arrestata la madre
scritto da Fatti Nostri | 13 Novembre 2023
Troppe coincidenze spingono la procura a riesumare una salma. Le tracce del soffocamento e le contraddizioni della donna.
Una ventisettenne di Pedrengo in provincia di Bergamo, Monia Bortolotti, è stata arrestata dai carabinieri di Bergamo con la peggiore delle accuse: aver ucciso, soffocandoli, i suoi due figli neonati, a circa un anno di distanza una dall’altro.
Nata in India e adottata nel 1997 da una coppia di Gazzaniga, dove è cresciuta come figlia unica. Dopo la maturità scientifica, l’iscrizione alla facoltà di Psicologia all’Università di Bergamo lasciata nel 2021 dopo aver scoperto la sua prima gravidanza. Negli ultimi anni una passione per la danza caraibica
La prima volta , Alice, il 15 novembre del 2021, quando la piccola aveva soltanto quattro mesi, e il secondogenito, Mattia, il 25 ottobre del 2022, quando il piccolo aveva due mesi.
La morte di due figli è indubbiamente una tragedia ma per i carabinieri una coincidenza sospetta, soprattutto per l’arco temporale molto breve tra i due eventi.
In entrambi i casi, Monia era da sola in casa. Il compagno assente per lavoro. Quando morì la piccola Alice, il medico del pronto intervento
-nel constatare il decesso della bambina- aveva dichiarato di aver aspirato abbondante latte, dal tubo endotracheale della bambina e aveva quindi ipotizzato che la nascita prematura , era di solo 7 mesi, aveva comportato un deficit della deglutizione, compatibile con la Sudden Infant Death Syndrome (SIDS), comunemente nota come “morte in culla” o “morte bianca”, che consiste nella morte improvvisa e inaspettata del lattante, senza che fossero necessari ulteriori approfondimenti -in assenza di evidenti segni esteriori visibili- consentendo il successivo seppellimento della salma.
Dopo il decesso di Mattia, scatta un campanello di allarme per gli inquirenti che fanno riesumare la piccola salma. Gli esami autoptici, rivelano che la morte è stata provocata da asfissia meccanica acuta da compressione del torace. In poche parole un soffocamento che non può essere catalogato come sintomo della SIDS.
Alla luce di questi sviluppi, la procura di Bergamo decide di far riesumare anche le spoglie di Alice. In questo caso un difetto strutturale della bara, ha velocizzato la decomposizione impedendo di fatto la possibilità di avere risultati non falsati.
Però le indagini continuano e gli interrogatori con il personale medico e la consultazione dei fascicoli ospedalieri, non evidenziano affatto uno stato di salute critico per i due neonati. Anche Alice, seppur prematura, era considerata sostanzialmente sana. Inoltre le dichiarazioni, ritenute contraddittorie, della donna ed un accenno al possibile soffocamento accidentale con un cuscino -dopo aver saputo di essere indagata- probabile arma del delitto hanno convinto i magistrati ad arrestare la donna. Considerata lucida, senza problemi psichici, addirittura capace di reiterare il reato.
Eppure sarebbe sufficiente l’incapacità della madre di reggere alla frustrazione del pianto prolungato dei bambini, secondo le ipotesi degli inquirenti, a pianificare un duplice omicidio ? E se così fosse parlare di mente lucida, non è forse azzardato ?
Giuseppe Folchini
4 novembre, Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate
scritto da Fatti Nostri | 13 Novembre 2023
“Difendiamo la pace, ogni giorno” è il motto che accompagna quest’anno la festa nazionale del 4 novembre, giorno in cui l’Italia celebra il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate, in ricordo della fine della prima guerra mondiale.
Dopo aver deposto una corona sulla Tomba del Milite Ignoto all’Altare della Patria, il Presidente della Repubblica è volato in Sardegna: quest’anno, infatti, celebrerà il 4 novembre a Cagliari.
Commemorando i suoi Caduti, il 4 novembre l’Italia ricorda l’Armistizio di Villa Giusti (entrato in vigore il 4 novembre 1918) che consentì agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste, e portare a compimento il processo di unificazione nazionale iniziato in epoca risorgimentale.
Stato unitario solo dal 1861, l’Italia entrò nel conflitto con ancora vive le emozioni e le convinzioni risorgimentali.
Fu quella la prima drammatica esperienza collettiva che si verificava dopo la proclamazione del Regno.
L’impegno militare lungo il confine nord-orientale, dallo Stelvio agli altipiani d’Asiago, dalle Dolomiti all’Isonzo e fino al mare, fu la testimonianza dell’amor di Patria che animò i soldati e tutti gli italiani in quegli anni.
L’Italia dimostrò di essere una Nazione e alimentò questo senso di appartenenza con la strenua resistenza sul Grappa e sul Piave, fino alle giornate di Vittorio Veneto.
Per onorare i sacrifici dei soldati caduti a difesa della Patria il 4 novembre 1921 ebbe luogo la tumulazione del “Milite Ignoto”, nel Sacello dell’Altare della Patria a Roma.
Con il Regio decreto n.1354 del 23 ottobre 1922, il 4 Novembre fu dichiarato Festa nazionale. (aise)
Il Segretario Generale della Farnesina partecipa alla commemorazione dei caduti del Ministero degli Esteri durante la I Guerra mondiale
scritto da Fatti Nostri | 13 Novembre 2023
Nel giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, il Segretario generale della Farnesina, Amb. Riccardo Guariglia, insieme al Segretario Generale della Corte Costituzionale, Umberto Zingales, hanno assistito presso il Palazzo della Consulta alla Cerimonia commemorativa dei caduti del Ministero degli Esteri e del Ministero delle Colonie durante la I Guerra mondiale.
A margine della cerimonia l’Ambasciatore Guariglia è stato ricevuto dalla Presidente della Corte Costituzionale, Silvana Sciarra.