Italia. Stop a Schengen e controlli alla frontiera con la Slovenia

antonio tajani

antonio tajaniIl governo italiano ha deciso di ripristinare i controlli alla frontiera tra Italia e Slovenia. La sospensione del Trattato di Schengen sulla libera circolazione in Europa “si è resa necessaria” per l’aggravarsi della situazione in Medio Oriente.

Oggi a Mattino 5 il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani tranquillizza gli italiani: “È una sospensione che ha tempi limitati ed è legata alla contingenza per evitare che ci siano terroristi che girano indisturbati per l’Europa. Abbiamo chiuso Schengen solo al confine tra l’Italia e la Slovenia proprio per evitare che arrivino terroristi che possono colpire nel nostro Paese o nel resto d’Europa. Voglio essere molto chiaro, non abbiamo rischi di attentati” in Italia, “non c’è nessun segnale in questa direzione. Non ci sono rischi, però, non possiamo abbassare la guardia, anzi alziamo la guardia per prevenire e proteggere tutti i siti” e così “impedire che ci siano azioni violente”.

 

ag. dire – www.dire.it




La Farnesina conferma la morte di un italoisraeliano a Gaza. Massimo impegno per rintracciare gli altri due

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7686561 11191247 israele italiani dispersi“Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale conferma che le Autorità israeliane hanno certificato, attraverso esame Dna, il decesso di Eviatar Moshe Kipnis (a destra nella foto con la moglie), cittadino italiano-israeliano di 65 anni, irreperibile da sabato 7 ottobre dopo l’attacco terroristico contro il kibbutz di Be’eri”. E’ quanto si legge in una nota della Farnesina. “L’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv è in contatto con la famiglia per assicurare loro ogni possibile assistenza in questo difficile momento. Nell’esprimere le condoglianze ai familiari del signor Kipnis, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ribadisce il massimo impegno del Governo per rintracciare gli altri due cittadini italo-israeliani tutt’ora irreperibili”. (Inform)




 “Europa-America Latina e Caraibi: alleanza strategica e Global Gateway. Un’opportunità per l’Italia?”, l’incontro del CeSPI

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18cespi“Europa-America Latina e Caraibi: alleanza strategica e Global Gateway. Un’opportunità per l’Italia?” è il tema all’ordine del giorno dell’incontro CeSPI di oggi, mercoledì 18 ottobre, alle ore 15.00, presso la Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo a Roma.
Il 2023 è un anno di rilancio delle relazioni euro-latinoamericane e caraibiche. Dopo otto anni di assenza, con il ritorno del vertice UE CELAC, svoltosi lo scorso luglio a Bruxelles, si sono poste le basi per costruire un’alleanza strategica tra due regioni che condividono vincoli storici, interessi e valori comuni.
A Bruxelles è stata adottata l’agenda di investimenti Global Gateway come strumento per rafforzare l’alleanza strategica, promuovere gli scambi economici e accompagnare la transizione verde e digitale.
L’Italia ha una relazione speciale con l’America Latina e i Caraibi, come ha ricordato nel suo recente viaggio il Presidente Mattarella. Inoltre, dispone di strumenti di politica estera specifici, come le Conferenze Italia-America Latina e Caraibi e l’IILA.
Il nostro paese può ambire a determinare la politica europea verso la regione. Al contempo, può costruire una politica estera e una politica economica proprie verso un socio strategico nell’emisfero sud.
Obiettivo dell’incontro promosso dal CeSPI è offrire un quadro aggiornato delle relazioni tra le due regioni e uno spazio di riflessione sulle opportunità che si presentano per l’Italia in tale contesto.
Avvieranno i lavori Piero Fassino, presidente onorario del CeSPI, e Antonella Cavallari, segretario generale dell’IILA. Mario Cimoli, già segretario esecutivo CEPAL, e Michele Pala, direttore centrale per l’America Latina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, forniranno un quadro di sintesi delle due Conferenze, delineandone i risultati e le nuove opportunità e sfide. I sottosegretari di Stato agli Affari Esteri Giorgio Silli e Maria Tripodi porteranno la visione e il contributo del sistema Italia allo sviluppo delle relazioni con l’America Latina e i Caraibi in ambito bilaterale ed europeo. Ne discutono, inoltre, rappresentanti del mondo politico, imprenditoriale, accademico, finanziario e della società civile. (aise)




Caritas e Fondazione Migrantes presentano il XXXII Rapporto Immigrazione

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presentato a roma il xxxii rapporto immigrazione realizzato da caritas italiana e fondazione migrantes immagine15 283x223Si è svolta a Roma la presentazione del XXXII Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, sul tema “Liberi di scegliere se migrare o restare”.

L’incontro è stato introdotto da Mons Carlo R. M. Redaelli, Presidente di Caritas Italiana, ha presentato i contenuti e le tematiche affrontate all’interno del nuovo rapporto: “Questo nostro incontro – ha esordito Radaelli –  avviene in un contesto internazionale a dir poco preoccupante: i recentissimi fatti successi in Israele, i morti da ambo le parti, spesso bambini purtroppo, gli ostaggi, il terrorismo, adesso anche in Europa, la reazione armata, la fuga della popolazione, il rischio di estensione del conflitto sono sotto i nostri occhi e ci preoccupano e ci angosciano. Il tutto si aggiunge alla preoccupazione della guerra in Ucraina e delle tante guerre dimenticate in giro per il mondo. Dentro questa realtà si colloca la presentazione del nostro rapporto”.  Riguardo il messaggio del Santo Padre che ispira il lavoro del rapporto di Migrantes, e che quest’anno si è incentrato sul diritto di ogni persona di scegliere se migrare o meno, Mons. Redaelli ha affermato che “il papa ci rammenta le prospettive molteplici e complesse che caratterizzano i fenomeni migratori, una delle questioni più urgenti dei nostri tempi” diventata, non più un’emergenza, ma una realtà consolidata. “Anzitutto il messaggio sottolinea la dignità intrinseca di ogni persona, indipendentemente dalla sua origine o dallo stato di migrante. Questo richiamo è fondamentale anche sul dibattito sul fenomeno, perché molto spesso i migranti, nei paesi in cui giungono, rischiano di essere trattati in modi iniqui”.Riguardo i dati e gli approfondimenti presenti all’interno del Rapporto, Mons. Redaelli ha affermato come emerga la criticità dei percorsi di inserimento sociale, non solo “dei migranti appena arrivati in Italia, ma anche di quelli che vi risiedono e soggiornano soli o insieme alle loro famiglie”. “La questione” – ha continuato Mons. Redaelli – “non è solo garantire l’incolumità fisica di chi arriva da noi, ed una prima e dignitosa accoglienza, ma favorire un percorso e un processo di integrazione”. Riportando alcune possibili difficoltà incontrate dai migranti nel proprio percorso di integrazione, Mons. Redaelli ha posto il focus sulle opportunità di un percorso efficace. “Eppure sono molte le occasioni che potrebbero essere colte da un accompagnamento più pragmatico e lungimirante dei percorsi di integrazione dei migranti”. Mons. Redaelli si è poi soffermato sul tema della libertà, espresso dal papa, riportando come, i dati del Rapporto mostrino come siano sempre più persone a dover lasciare il proprio paese e siano costrette a migrare, rischiando la vita.“E’ invece essenziale affrontare le cause profonde dello sfollamento, per lavorare su soluzioni durature. Ciò permetterebbe ai migranti di restare nel proprio paese, e contribuire alla sua crescita sociale, economica e culturale”.

A seguire, Manuela De Marco (Caritas Italiana) ha mostrato più nel dettaglio le tendenze internazionali e nazionali riguardanti il fenomeno migratorio sviluppatesi negli ultimi anni, attraverso alcuni dati e statistiche. De Marco, riportando i numeri presenti nel rapporto, ha affermato che, secondo le stime del 2021, i migranti complessivi nel mondo sono 281 milioni (il 3,6% del totale della popolazione mondiale) di cui 108,4 milioni sono migranti forzosi, ossia persone che hanno dovuto lasciare forzatamente il proprio paese, mentre 2/3 lo hanno fatto per ragioni di lavoro. Passando all’Italia invece, gli stranieri residenti si attestano sui 5 milioni (5.050.257),  con Lombardia (23,1%), Lazio (12,2%) ed Emilia Romagna (10,9%) tra le regioni maggiormente attrattive e con la zona del Centro-Nord saldamente in testa. De Marco ha anche segnalato come in Italia la presenza straniera sia a maggioranza femminile (51%), mentre tra le principali nazionalità troviamo Romania (1 straniero su 5 è rumeno), Marocco e Albania, con un incremento di persone provenienti dal Bangladesh e dal Pakistan. Altro aspetto affrontato da De Marco è quella relativo al tasso di natalità degli stranieri residenti in Italia che appare in significativa flessione. Anche le acquisizioni della cittadinanza, secondo quanto riportato dal Rapporto, stanno segnando una progressiva diminuzione, nonostante il milione toccato negli ultimi sei anni, mentre per quanto riguarda i permessi di soggiorno, ai primi posti ci sono quelli per ricongiungimento familiare e protezione temporanea (agli ultimi posti invece i permessi rilasciati per lavoro). Riguardo la tematica del lavoro, De Marco ha riportato “che l’occupazione nel 2022 è cresciuta più per gli italiani che per gli stranieri”, con invece un tasso di disoccupazione più elevato per i cittadini stranieri non-UE. Per De  Marco questi dati sull’occupazione si riflettono negativamente sulla vita quotidiana delle collettività con 1.600.000 stranieri e i 614 nuclei familiari in povertà assoluta. Tutto questo si collega con la problematica della povertà minorile, che si traduce nei dati dell’abbandono scolastico.

L’intervento di Simone M. Varisco (Fondazione Migrantes) si è incentrato su un altro elemento della mobilità, quello culturale: “E’ stato più volte ricordata – ha sottolineato Varisco – l’importanza dei numeri legati alla mobilità. Sarebbe pericoloso occuparci dei numeri senza collegarli alle persone, parlare della mobilità senza ricordarci dell’umanità all’interno della mobilità. Noi all’interno di questo  Rapporto, dando la centralità alla persona e non al numero in quanto tale, lo proviamo a testimoniare e a rendere” per fotografare quella che è “la varietà straordinaria della mobilità in Italia”. Per Varisco un aspetto cruciale diventa quindi quello culturale, “a cui abbiamo, quest’anno, riservato un capitolo” dipanato in varie declinazioni: “cultura come formazione”, con 6% di stranieri iscritti all’università, di cui la metà dopo aver conseguito il diploma in Italia. “Cultura come riscatto” anche professionale in contrasto con la retorica delle periferie. “Cultura come linguaggio”, come ponte oltre le barriere. “Cultura come via d’uscita”. “Cultura come segno del cambiamento sociale”.

Dopo l’intervento del sociologo Luiz Valerio Trinidade che ha rilevato come negli ultimi anni in  Italia siano aumentati i “discorsi d’odio” all’interno dei canali social  per quanto riguarda il fenomeno migratorio, Mons. Giuseppe Baturi, Segretario Generale della Conferenza Episcopale italiana, ha offerto una riflessione partendo proprio dal messaggio del Papa. “Anzitutto esprimo soddisfazione, a nome della CEI, per questo Rapporto, curato da Caritas e Migrantes” e che parte da uno sguardo della Chiesa che “inevitabilmente vede nell’uomo, non solo un passato, ma un futuro, una vocazione, una parabola di vita da proteggere”.  “Come la conoscenza del fenomeno” – ha proseguito Mons. Baturi – “ha bisogno del contributo di tutti, in particolare degli enti che si assumono la responsabilità per il bene comune dentro la società, anche il raffronto del fenomeno migratorio in termini di accoglienza, protezione ha bisogno dell’aiuto di tutti”. Riguardo al tema scelto dal Santo Padre, Mons. Baturi ha affermato: “Liberi significa essere riscattati da una necessità, di partire a causa della guerra, dei cambiamenti climatici, di discriminazioni o di povertà. Si conquista questa vera libertà solo se siamo in grado di assumerci una responsabilità per la riconciliazione dei fenomeni di conflitto, per la salvaguardia della libertà dell’uomo”.  Liberi di partire, ha aggiunto poi Mons. Baturi, significa anche protezione ed accompagnamento, richiamandosi ai “quattro verbi detti dal Papa a Marsiglia: accogliere, proteggere, promuovere, integrare”. Riprendendo sempre quanto detto dal Santo Padre, ha affermato: “integrare non è assimilare, ma riconoscere la ricchezza di un patrimonio”.

Stefania Congia, Direttore Generale per l’Immigrazione e le Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro, ha dal canto suo sottolineato la necessità, in una società dove conoscenza e verità sono ormai sovrastati da messaggi che spesso prescindono la realtà dei fatti, di ripartire dal valore dell’educazione anche per quanto riguarda queste tematiche. Per quanto riguarda i dati emersi dal Rapporto  riguardanti, in particolare, il tema del lavoro, della povertà e dell’istruzione Stefania Corgia ha rilevato come questi “ci stiano parlando della nostra società. Di società, che a velocità diverse si allontanano creando mondi”. Corgia, dopo aver sottolineato come il fenomeno dell’immigrazione sia gestita in Italia da una multi-level governance con competenze che possono interferire fra di loro, ha ripotato la definizione di integrazione riportata da una straniera che vive in Italia: “integrazione è avere una famiglia nel posto in cui vivi, avere degli amici, avere un lavoro, essere sano o avere la possibilità di farsi curare. Integrazione è quando hai una casa, e magari i tuoi figli a scuola; quando scommetti sul futuro accendendo un mutuo, o quando pensi al futuro dei tuoi figli”.

Le conclusioni sono state affidate a Mons. Gian Carlo Perego, Presidente della Fondazione Migrantes. “Sullo sfondo mondiale, su cui questo Rapporto è stato pubblicato, – ha esordito Perego – vi è questa nuova guerra, che si inserisce all’interno di tanti conflitti e che prospetta mezzo milione di profughi: ancora una volta quindi una migrazione costretta, non dettata dalla libertà”, declinata, come segnalato dal Papa, nella libertà di migrare, restare e “ritornare”. “Una frase – ha continuato Perego – che riassume il Rapporto di quest’anno, credo possa essere la fatica della migrazione nel nostro paese: la fatica per accogliere gli arrivi, la fatica per valorizzare le competenze, la fatica per tutelare i più deboli e i minori, per avviare i processi di integrazione e l’inclusione. Una fatica che viene evidenziata dai dati del Rapporto”. “Credo – ha concluso Perego  – che questo Rapporto nelle mani degli operatori, possa portare ad un’analisi sociale più attenta del mondo migratorio nel nostro paese, a progetti politici più coerenti con la realtà e, per quanto riguarda la nostra Chiesa, a renderci più consapevoli del valore di un milione di cattolici di centoventi nazionalità diverse”. (Alessio Mirtini – Inform)




Due persone accusate di terrorismo arrestate a Milano

due arrestati a milano dalla polizia per terrorismo

due arrestati a milano dalla polizia per terrorismoLe autorità italiane hanno effettuato un’operazione antiterrorismo che ha portato all’arresto di un cittadino egiziano e di un altro italiano di origine egiziana, ha riferito in un comunicato la polizia.

L’operazione è stata coordinata dalla Procura di Milano e i due indagati sono accusati di istigazione a commettere reati di terrorismo e di appartenenza al gruppo jihadista Stato Islamico.

Secondo la Procura, i due sospettati hanno partecipato attivamente ad attività di propaganda, hanno cercato di reclutare potenziali seguaci su Internet e hanno finanziato iniziative a sostegno dell’ISIS.

“Due persone accusate di terrorismo sono state arrestate questa mattina”, ha detto a Rai-Radio Anch’io il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.

Ha aggiunto che il livello di allerta è già stato alzato e che le autorità stanno lavorando per prevenire possibili minacce.

Alla domanda se il Paese possa aspettarsi attacchi terroristici come quello che ha colpito il Belgio lunedì sera, Tajani ha risposto che al momento non ci sono minacce concrete contro l’Italia.

Due cittadini svedesi sono stati uccisi lunedì notte e una terza persona è stata ferita nel centro di Bruxelles da un uomo che si è identificato come membro dello Stato islamico e ha rivendicato l’attacco in un video pubblicato online.




Il Governo presenta la manovra per il 2024

meloni rettangolare

meloni rettangolareÈ stata approvata dal governo la manovra per il 2024 che è stata quindi presentata nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. La Legge di Bilancio è stata oggetto di un Consiglio dei Ministri che ha portato sul tavolo anche il Documento Programmatico di Bilancio che sintetizza le voci di entrata e uscita dello Stato: documento da inviare a Bruxelles. Il Premier Meloni ha parlato di un’approvazione in tempi record: si tratta di una manovra da circa 24 miliardi, di cui 16 miliardi da extra-gettito e i restanti 8 da tagli di spese. “Considero questa manovra seria e realistica, concentrando le risorse su alcune grandi priorità”, ha commentato Meloni delineando quali siano queste priorità. “La prima è la difesa del potere d’acquisto delle famiglie ovvero più soldi in busta paga”, ha spiegato Meloni evidenziando come si tratti del provvedimento più corposo in termini di risorse per circa 10 miliardi mentre ulteriori 4 miliardi deriverebbero dal taglio del cuneo fiscale. Un altro punto toccato dalla manovra è la rivalutazione delle pensioni, comprensiva della super-rivalutazione per le pensioni minime. Meloni ha inoltre ricordato che APE Sociale e Pensione Donna vengono sostituiti da un unico fondo per la flessibilità in uscita che consente di andare in pensione a 63 anni con 36 anni di contributi in linea generale, mentre restano i 35 anni contributivi per le donne. Meloni inoltre ha annunciato aumenti contrattuali per il pubblico impiego: “ci sono oltre 7 miliardi di euro a disposizione per tali aumenti, oltre 2 miliardi riguardano la sanità mentre gli altri 5 vanno ai rimanenti settori”, ha sottolineato Meloni che sulla sanità in particolare ha ricordato come ci siano 3 miliardi in più del previsto destinati a un’unica priorità: l’abbattimento delle liste d’attesa. Sulle famiglie, Meloni ha ribadito la linea dell’incentivo alla natalità. Oltre ai provvedimenti dello scorso anno, vengono rafforzati ulteriori tre punti: il congedo parentale, il fondo per gli asili nido, la decontribuzione delle madri. “Prevediamo che le madri con due figli o più non paghino i contributi a carico del lavoratore”, ha precisato Meloni. Sempre per quanto riguarda il lavoro, Meloni ha ricordato poi il principio “più assumi, meno paghi” con un particolare riferimento all’impatto che si potrà avere nel Mezzogiorno. Per i lavoratori autonomi, invece, la novità è nel poter pagare l’anticipo dell’Irpef non più solamente tutto insieme a novembre ma in cinque rate. “Sono fiera del risultato di questa manovra e del fatto che ci sia un governo che concentra le sue risorse in obiettivi chiari”, ha concluso il Premier Meloni. Il Vicepremier e Ministro degli Esteri Tajani ha a sua volta sottolineato la rapidità dell’approvazione del testo. Tre sono i punti sui quali ha voluto concentrarsi Tajani: i provvedimenti per i pensionati, il rinnovo dei contratti per il comparto difesa e sicurezza e la sanità. “Abbiamo deciso di assestare un colpo decisivo al problema delle liste di attesa. Un problema a cui va messo rimedio”, ha precisato Tajani ribadendo poi la scelta del governo di sostenere famiglie e imprese per quanto riguarda la crescita economica. Il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture Salvini ha espresso soddisfazione per quanto riguarda specificamente il settore di sua competenza ossia quello delle infrastrutture. “Ci sono investimenti sulle ferrovie, sulle strade, sugli alloggi universitari e c’è la copertura necessaria per il collegamento stabile tra Sicilia, Italia ed Europa”, ha spiegato Salvini annunciando anche il taglio del canone Rai dalla bolletta dei contribuenti. “Fatte salve le condizioni internazionali per me è una manovra positiva per lavoratori e pensionati italiani”, ha aggiunto Salvini. Il Ministro dell’Economia Giorgetti ha confermato “l’approccio serio e prudente della manovra”. Giorgetti ha spiegato come la priorità fosse “dare sollievo ai redditi medio-bassi soprattutto quelli del lavoro dipendente”, ha commentato il Ministro dell’Economia parlando di una situazione che altrimenti avrebbe rischiato di mettere ulteriormente in difficoltà il potere d’acquisto degli italiani. “È stato richiesto un sacrificio a tutti i Ministeri attuando una spending review significativa”, ha spiegato Giorgetti. “In questo senso la manovra conferma gli obiettivi che erano stati recentemente approvati dal Parlamento”, ha evidenziato il Ministro dell’Economia parlando di una congiuntura che ha reso problematica la costruzione di questo bilancio, anche per la presenza di “variabili non ponderabili”, le ha definite Giorgetti portando ad esempio la situazione in divenire del comparto energetico. (Inform)




Tajani: ‘Oggi speriamo di far uscire dalla Striscia di Gaza i 10-12 italiani che ci vivevano’

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tajani a tel aviv“Oggi speriamo di far uscire dalla Striscia di Gaza i 10-12 italiani che vivevano qui”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Isoradio Rai.  Ricordando l’incontro di oggi con il re di Giordania, il ministro degli esteri ha sottolineato che la priorità italiana è quella di salvare gli ostaggi. “Attraverso i Paesi arabi stiamo facendo di tutto affinché ad Hamas arrivi un messaggio a favore della liberazione degli ostaggi. Sono tre gli italiani che dovrebbero essere ostaggi di Hamas o di altre organizzazioni parallele, una coppia marito e moglie e un ragazzo che partecipava al rave, ma naturalmente noi lavoriamo alla liberazione di tutti gli ostaggi attraverso la nostra diplomazia”. 

 “Noi dobbiamo innanzitutto impedire che ci siano italiani coinvolti in questa guerra ecco perché abbiamo rimpatriato il maggior numero possibile di pellegrini e turisti che erano in Israele, siamo oltre i mille”, ha ricordato Tajani.

“Stiamo lavorando e cercando di fare sì che i Paesi arabi possano convincere Hamas a liberare gli ostaggi, stiamo lavorando perché non ci sia una escalation, non vengano coinvolti né l’Iran né il Libano in questa situazione: la Giordania è un Paese chiave che ha svolto sempre un ruolo molto positivo per la stabilità” e il re di Giordania è “un interlocutore per noi importante”. Lo ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani arrivando a Palazzo Chigi per l’incontro con il re di Giordania Abdallah. “Sono convinto – ha concluso – che l’azione dell’Italia possa essere sempre più determinante anche per la liberazione degli ostaggi e la riduzione della tensione nella Striscia di Gaza”.




Tajani: “A Gaza ancora una decina di italiani”

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eoeooeoeoe 1024x701“Ho ribadito al Ministro israeliano degli Esteri Cohen la solidarietà e la vicinanza del Governo italiano e di tutta l’Italia alle vittime di questa tragedia e ho detto che faremo di tutto per liberare ostaggi nelle mani di Hamas”. Lo ha dichiarato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, oggi in missione in Israele. “La priorità per l’Italia è il salvataggio degli ostaggi. Faremo del nostro meglio per il salvataggio di questa gente innocente”, ha ribadito Tajani , spiegando che “ci sono ancora una decina di italiani nella Striscia di Gaza che da quanto ci risulta stanno andando verso il sud”. “Ho confermato  – ha detto ancora il Ministro – l’impegno contro il terrorismo e la forze azione di pace dell’Italia per impedire una escalation. Naturalmente stiamo lavorando perché la risposta di Israele sia proporzionata e non ci siano vittime innocenti civili”. (Inform)




Israele. Tre italiani dispersi dopo il raid di Hamas. Potrebbero essere tra gli ostaggi

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7686561 11191247 israele italiani dispersiTra gli ostaggi di Hamas ci sarebbero anche tre italo-israeliani. Sono i coniugi Eviatar Moshe Kipnis e Liliach Lea Havron che hanno doppio passaporto e Nir Forti che si trovava al rave party di Reim con un’amica e sarebbe stato ferito.

Il ministro degli Esteri Tajani ha dichiarato al Tg1 che “non sono rintracciabili e non rispondono all’appello. Stiamo cercando di verificare, in contatto con le autorità di Tel Aviv cosa sia successo loro”.

C’è un’alta probabilità che i due facciano parte del gruppo di 100 ostaggi catturati da Hamas e tenuti all’interno della striscia di Gaza in quanto erano nel kibbutz di Beeri dove si è perpetrata una strage e sono stati rinvenuti 108 corpi.

I giovani con doppio passaporto arruolati nell’esercito israeliano per svolgere il servizio di leva sarebbero circa un migliaio.

 

 




Tajani conferma l’appoggio italiano a Israele

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imagesA seguito della missione di ieri in Egitto, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha avuto oggi un nuovo contatto telefonico, dopo quello dello scorso 8 ottobre, con il Ministro degli Esteri di Israele, Eli Cohen, a cui ha ribadito la vicinanza e la piena solidarietà dell’Italia al popolo israeliano.

“Al Ministro Cohen ho confermato l’impegno incondizionato del nostro Paese per la difesa e la sicurezza di Israele di fronte all’attacco brutale dei terroristi di Hamas, che condanniamo con forza”, ha commentato il Vicepremier, che ha anche aggiornato il proprio interlocutore sugli esiti dei costanti contatti avuti in questi giorni con i principali partner internazionali e regionali.

Tajani ha inoltre aggiunto che “nel nome della storica e profonda amicizia che lega i nostri Paesi, il Governo continuerà a sostenere Israele in questo momento difficile della sua storia”.

Riferendosi in particolare ai forti timori per una recrudescenza degli attacchi di Hezbollah dal Libano verso il Nord di Israele, il Vicepremier ha assicurato al suo interlocutore che il Governo farà ogni sforzo per impedire un allargamento del conflitto su base regionale e “perché ci siano le condizioni per la ripresa di un percorso politico verso la soluzione di due Popoli e due Stati”.

Tajani ha inoltre informato Cohen che il Governo continuerà a vigilare attentamente sulla destinazione dei fondi della Cooperazione Italiana destinati alla popolazione palestinese, al fine di evitare eventuali abusi, aggiungendo che “neanche un euro deve finire nelle tasche di Hamas o di coloro che fanno il suo stesso gioco, facendo propaganda enti-ebraica e razzista, per colpire un popolo, una civiltà.”