Medio Oriente, Tajani: “L’Italia lavora con l’Egitto per la de-escalation e per evitare l’allargamento del conflitto alla regione”

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medio oriente tajani impegnati con legitto per la de escalation e per evitare lallargamento del conflitto alla regione immagine19 341x223II Ministro degli Esteri Antonio Tajani, in missione in Egitto, ha incontrato il Presidente Abdel Fatah al-Sisi .  “Con al-Sisi ci siamo confrontati sull’evoluzione dello scenario mediorientale dopo gli attacchi di Hamas. Siamo impegnati con l’Egitto per la de-escalation e per evitare l’allargamento del conflitto alla regione. L’Egitto è un paese cruciale per la stabilità”, ha scritto Tajani su X. Il Ministro Tajani si riunito anche con i vertici della Lega Araba.  “Ho ribadito ferma condanna degli attacchi terroristici di Hamas. Pronti a favorire la de-escalation regionale.  Lega Araba ha un ruolo chiave per la creazione di corridoi umanitari e nelle mediazioni per liberazione degli ostaggi”(Inform)




Tajani a Montecitorio riferisce sulla situazione in Israele

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1696837538496 ftxogwmaaqvvz“Stiamo lavorando a tutto campo in stretto coordinamento con la comunità internazionale, le istituzioni europee e i Paesi alleati” .Lo ha detto il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani riferendo oggi in Aula della Camera dei deputati in merito alla situazione in Israele , “nazione sovrana” che  “ha il diritto fondamentale di vivere in pace e sicurezza” . “La drammatica situazione di questi giorni richiama la necessità di riportare il processo di pace al centro dell’attenzione internazionale”, ha detto ancora Tajani sottolineando che “la posizione dell’Italia al riguardo è molto chiara: restiamo convinti che la sola via per la pace sia una soluzione a due Stati, giusta e sostenibile, negoziata direttamente tra le parti, in linea con i parametri stabiliti dal diritto internazionale e dalle rilevanti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza”. Il Ministro Tajani nella sua informativa si è a lungo soffermato sulla condizione dei nostri connazionali e sull’impegno della Farnesina. “Da sabato mattina abbiamo dato subito priorità alla situazione degli italiani in Israele. Sono in contatto costante con l’Unità di crisi del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, con l’Ambasciata di Tel Aviv, con quella di Beirut, con il Consolato generale a Gerusalemme, che ringrazio per la dedizione e il grande lavoro svolto. Stiamo operando incessantemente per assistere i nostri connazionali”.

Tajani ha informato l’Aula che  “gli italiani residenti in Israele sono oltre 18.000, tra cui numerosi cittadini con doppia cittadinanza” e che “circa 1.000 ragazzi con doppio passaporto sono arruolati nell’esercito israeliano per il servizio di leva”. “Nella striscia di Gaza – ha riferito – la presenza stimata è di 10 italiani in totale, inclusa una bambina di un anno. È presente, altresì, a Gerico un nucleo di Carabinieri, impegnato nella formazione della Polizia palestinese, con la missione Miadit”.

Per quanto riguarda invece i coniugi  italo -israeliani Liliach Lea Havron e Eviatar Moshe Kipnis, che vivevano nel kibbutz di Be’eri, “purtroppo non abbiamo ancora notizie certe” ha detto Tajani, spiegando che sono stati “probabilmente presi in ostaggio”. “Faremo il possibile per trovarli e portarli in salvo” ,ha assicurato il titolare della Farnesina. Il Ministro degli Esteri ha precisato poi che “abbiamo assistito e continuiamo ad assistere i viaggiatori temporanei, per consentire il loro rientro a casa”. “Non abbiamo notizie certe, esatte degli italiani presenti, perché – ha spiegato – molti non sono registrati nelle App di Viaggiare Sicuri o del Ministero degli Affari esteri, quindi, ogni tanto si manifesta la presenza di gruppi di italiani. Noi riteniamo che siano circa 1.000, che si aggiungono ai 18.000. Stiamo lavorando – ha assicurato il Ministro  – per rimpatriarli tutti”. “Stamane – ha continuato  – ne sono partiti 200, con due voli militari organizzati dal Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e dal Ministero della Difesa; 180 dovrebbero partire oggi pomeriggio, con un volo di una compagnia privata, la Neos Air, che dovrebbe atterrare all’aeroporto di Verona. Nei prossimi giorni dovremmo rimpatriare altri 500 italiani, con due voli militari e altri due voli della compagnia privata Neos Air”. “Ci sono, poi, già altri circa 100 italiani che sono tornati in questi giorni, con voli di compagnie private, El Al e Ryanair; adesso vola – pare – soltanto El Al; finché hanno volato le altre compagnie, sono tornati per loro conto con queste compagnie, come avete visto dai servizi delle televisioni”. “Questo è quello che riguarda i nostri cittadini italiani, che continueremo ad assistere in tutti i modi possibili. Però è importante – ha avvertito Tajani – che tutti i connazionali si registrino sul sito Viaggiare Sicuri e scarichino l’App Unità di Crisi, attivando la geolocalizzazione”. (Inform)




New York. Importante riconoscimento per il Vicepresidente del MAIE, Enzo Odoguardi

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f6c3a106 9cfb 449d 87c7 0a68f86a8713Il Vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE), Enzo Odoguardi, è stato ieri onorato con un prestigioso riconoscimento.

L’Associazione Culturale Italiana di New York, presieduta da Tony Di Piazza, figura di spicco nella comunità italo-americana, ha consegnato ieri a Odoguardi il “Christopher Columbus Award 2023”, il premio annuale di maggior prestigio dell’Associazione.

La cerimonia si è svolta nell’ambito del tradizionale Gala annuale dell’Associazione a New York.

Durante la serata, Tony Di Piazza ha elogiato il merito del premiato, affermando: “Questo riconoscimento è ampiamente meritato. Enzo Odoguardi incarna in modo esemplare lo spirito di questo premio: il raggiungimento del ‘Sogno Americano’. Un italiano che, come Cristoforo Colombo, ha realizzato il suo sogno nel campo imprenditoriale e sociale.”

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Israele. Tajani: “Stiamo rimpatriando gli italiani che lo desiderano”

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1696837538496 ftxogwmaaqvvz“La nostra Ambasciata a Tel Aviv, il Consolato a Gerusalemme e l’Unità di crisi sono mobilitati dal primo momento. Stiamo cercando di assistere tutti i nostri concittadini, stiamo cercando di aiutare a rimpatriare coloro che lo vogliono .Siamo impegnati 24 ore su 24 ad aiutarli, a seguirli, a rispondere alle loro richieste. La situazione non è facile, ma siamo impegnati al massimo”. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani  a “24Mattino” su Radio 24.     Ed è stato attivato punto di assistenza per i connazionali in partenza dall’aeroporto di Tel Aviv. L’Ambasciata italiana suggerisce di verificare online la disponibilità dei voli e per chi è già in aeroporto, di controllare ai banchi delle compagnie le disponibilità in caso di mancata presentazione di passeggeri. Per emergenze l’Ambasciata è raggiungibile ai numeri d’emergenza 00972 (0) 54 8803940  e 00972 35301901 mentre il Consolato Generale a Gerusalemme è raggiungibile ai  numeri d’emergenza 00972 (0) 505 327166 e 00972(0) 547 688399. L’Unità di Crisi è sempre raggiungibile allo 0039 0636225. Tutti connazionali nel Paese sono invitati a scaricare e attivare la App Unità di Crisi, attivando la geolocalizzazione e registrando la propria presenza. In alternativa usare il sito DovesiamoNelMondo.(Inform)




Il Vajont, un giorno come oggi di 60 anni fa (VIDEO). Per non dimenticare

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downloadAlle 22.39 del 9 ottobre 1963, 270 milioni di m³ di roccia si staccarono dal monte Toc e scivolarono alla velocità di 90 km/h, nel bacino artificiale creato dalla diga del Vajont, provocando un’onda che superò di 250 metri in altezza il coronamento della diga, radendo al suolo Longarone e diversi paesi limitrofi.

La tragedia del Vajont fu un disastro annunciato fondato come spesso accade sull’avidità e il denaro. Progettisti e dirigenti occultarono le prove della frana in atto, guidati dall’interesse economico, in totale spregio della vita umana e della consapevolezza dei rischi che si correvano. Un crimine perché tutti sapevano e nessuno fece niente. Soprattutto lo Stato che doveva controllare. Tutto questo è stato il Vajont, una strage, un’ingiustizia e ancor più l’umiliazione che per 60 anni i superstiti si sono portati dentro insieme al dolore dei loro morti, 1’910 vittime.

da rsi.it




Il MAIE esprime preoccupazione per gli italiani in Israele

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maie israele“Condanniamo con fermezza il feroce attacco di Hamas a Israele: una pioggia di missili arrivati da Gaza che ha già provocato almeno cento morti e un migliaio di feriti. Esprimiamo massima solidarietà al popolo israeliano e ai familiari delle vittime, oltre che la nostra vicinanza ai feriti, che si riprendano presto, augurandoci che il numero dei morti non aumenti”. Lo dichiara in una nota il Movimento Associativo Italiani all’Estero.

“Siamo preoccupati per questa velocissima escalation del conflitto, ma anche per i circa 18mila italiani che hanno doppio passaporto e vivono in territorio israeliano e per i circa 250 che sono nel Paese temporaneamente. A tutti loro suggeriamo prudenza negli spostamenti e li invitiamo a seguire le indicazioni che arrivano dal ministero degli Esteri italiano”.




Farnesina al lavoro per gli italiani in Israele

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download“Al lavoro per cercare di aiutare i connazionali bloccati in Israele a rientrare in Italia. La loro sicurezza è la priorità più assoluta del Governo”. È quanto ha assicurato questa mattina con un post su Twitter il ministrio degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.
A partire dalla mattina di sabato, 7 ottobre, si sono infatti verificati diversi attacchi missilistici e incursioni via terra da parte di gruppi armati di Hamas in Israele, che ha a sua volta dichiarato lo stato di guerra. In risposta agli attacchi di Hamas, Israele ha inviato una colonna di tank verso Gaza e ha lanciato un diluvio di bombe sulla Striscia. Scontri si registrano al confine. Intanto questa mattina il bilancio dei morti israeliani è di oltre 700; 2.500 i feriti, moltissimi gravi. Ci sarebbero 750 dispersi e almeno 100 sarebbero gli ostaggi nelle mani di Hamas. Tra loro americani e tedeschi. Sul fronte palestinese le vittime sarebbero 413, i feriti 2.200.
Il vice presidente del Consiglio Tajani, immediatamente informato, si è messo in costante contatto con l’Unità di Crisi e l’Ambasciata d’Italia in Israele per monitorare gli sviluppi della situazione e ha invitato i connazionali residenti in Israele alla massima prudenza.
“Il Governo condanna con la massima fermezza gli attacchi a Israele”, ha detto Tajani. “Sono a rischio la vita delle persone, la sicurezza della regione e la ripresa di qualsiasi processo politico. Hamas cessi subito questa barbara violenza. Sosteniamo il diritto di Israele ad esistere e difendersi”.
L’Ambasciata italiana a Tel Aviv e il Consolato Generale a Gerusalemme sono mobilitati e pienamente operativi per fornire assistenza ai connazionali presenti nelle aree interessate.
La Farnesina ha inoltre invitato i connazionali presenti nel Paese a segnalare eventuali emergenze o difficoltà all’Ambasciata italiana a Tel Aviv (tel. +972 54 8803940), al Consolato Generale a Gerusalemme (tel. +972 505 327166; +972547688399) e all’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (tel: +39 0636225).
Resta come sempre l’invito ai connazionali in Israele a scaricare e attivare la App “Unità di Crisi”, compresa la funzione di geolocalizzazione. In alternativa è disponibile anche il sito www.dovesiamonelmondo.it.
L’Ambasciata ha reso noto che i collegamenti aerei da e verso Israele stanno subendo variazioni a seconda delle compagnie. La maggior parte dei voli delle compagnie El Al e Israir sono operativi. La stessa Ambasciata raccomanda comunque di non spostarsi dai luoghi sicuri e di non raggiungere l’aeroporto Ben Gurion se sprovvisti di biglietto aereo confermato.
Sono stati inoltre temporaneamente chiusi i tre attraversamenti terrestri della frontiera con la Giordania.
Ai connazionali presenti in aree limitrofe alla Striscia di Gaza e nel Golan e nelle aree più vicine le autorità italiane raccomandano di seguire con particolare attenzione le indicazioni di sicurezza suggerite dallo “Home Front Command” israeliano (pagina https://youtu.be/ec7P_RKgHfI?feature=shared con i consigli su aree protette; sito internet www.oref.org.il che può essere consultato, per motivi di sicurezza, solo nel territorio israeliano).

Nella giornata di ieri, domenica 8 ottobre, il ministro Tajani ha avuto una serie di colloqui con i principali partner internazionali e della regione per discutere della situazione in Israele.
Con il segretario di Stato americano Blinken e gli altri membri del Quintetto (Francia, Germania, Regno Unito e Unione Europea), il ministro Tajani ha sottolineato la necessità di lavorare in stretto coordinamento per favorire una de-escalation e impedire che il conflitto si estenda nella regione, aggiungendo che “in ogni caso Israele ha diritto a difendersi”.
Un concetto ribadito nel contatto telefonico odierno con il ministro degli Esteri israeliano, Eli Cohen, cui è stata espressa la piena solidarietà del Governo italiano e la più ferma condanna dell’aggressione.
Tajani ha poi condiviso con l’omologo egiziano Sameh Shoukry il sostegno a tutte le iniziative diplomatiche di mediazione, riconoscendo un ruolo primario del Cairo in tal senso e auspicando la possibile istituzione di corridoi umanitari per la liberazione dei prigionieri detenuti a Gaza, in particolare bambini, donne e anziani. Proprio per proseguire l’azione diplomatica di dialogo con tutti i partner della Regione mediterranea e medio-orientale, Tajani si recherà in Egitto mercoledì e giovedì per incontrare le massime autorità del Paese.
Sulla stessa linea la conversazione avuta in serata con Ayman Safadi, vice primo ministro e ministro degli Esteri della Giordania, un Paese che può svolgere un ruolo fondamentale nell’opera di contenimento del conflitto.
Anche il Comites di Tel Aviv, contattato dall’Ambasciata, si è attivato in favore dei connazionali, aprendo uno Sportello di Supporto Psicologico per chi avesse bisogno di aiuto per affrontare l’attuale situazione. (aise)




Aumenta la fiducia degli italiani nel Governo Meloni

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Sale il numero degli italiani che hanno fiducia nel governo. È quanto emerge da un sondaggio Dire-Tecnè con interviste effettuate il 5 e il 6 ottobre 2023. E’ infatti del 42,2% (+0,1% rispetto a sette giorni fa) la percentuale di consenso nei confronti dell’esecutivo. Coloro che non hanno fiducia, invece, scendono al 50,2% (-0,2%). Non sa il 7,6%.

SONDAGGIO-FIDUCIA-GOVERNO

 DIRE-TECNÈ: CRESCONO FDI E PD, IN CALO M5S

Crescono Fratelli d’Italia, Partito democratico e Forza Italia, in calo il Movimento 5 stelle.
Stabile la Lega. Il borsino dei partiti vede Fdi in testa col 28,7% (+0,2% rispetto a 7 giorni fa), seguito dal Pd a 19,4 (+0,1%). Scende il M5S (-0,1%), ora al 16,5%. Quindi Forza Italia al 10,2% (+0,1%) e Lega ferma al 9%. Azione è al 3,7% (+0,1%), Verdi-Sinistra al 3,3%, +Europa al 2,3% (-0,1%), IV al 2,3% (-0,1%), altri 4,6% (-0,2%).

BORSINO-6-OTTOBRE

DIRE-TECNÈ: SALE FIDUCIA IN MELONI AL 47,6%

Torna a crescere la fiducia degli italiani nella premier Giorgia Meloni, che questa settimana registra un +0,2% rispetto a sette giorni fa, toccando quota 47,6% di consensi. Scende dello 0,1% chi non ha fiducia (47,3%).

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DIRE-TECNÈ: MELONI IN TESTA TRA I LEADER, SEGUE TAJANI 

I leader che godono della maggiore fiducia degli italiani sono Giorgia Meloni e a seguire Antonio Tajani. Al terzo posto c’è Giuseppe Conte, al quarto Elly Schlein. Per la premier la fiducia si attesta al 44,2% (+0,2% rispetto a 7 giorni fa), per il ministro degli Esteri azzurro al 32,2% (+0,2%). Passando all’opposizione Conte gode della fiducia del 31,1% (-0,1%) degli italiani, la segretaria del Pd del 30,1% (+0,1%). Seguono Matteo Salvini con il 29,6% (+0,1%), Maurizio Lupi con il 25,6% (-0,2%), Emma Bonino con il 25,3% (-0,1%). In coda ci sono Carlo Calenda al 19,7% (+0,1%), Angelo Bonelli al 16,3% (-0,1%), Nicola Fratoianni al 15,9% (-0,1%), Matteo Renzi chiude al 14,1% (-0,1%).

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it




Strage di Mestre. L’inchiesta punta al guardrail che non c’era

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Nell’inchiesta aperta per omicidio stradale plurimo per l’incidente di Mestre, dove nella serata di martedì 3 ottobre un pulmann è volato giù da un cavalcavia provocando la morte di 21 persone, i fari sono puntati sul guardrail, che a quanto pare in quel punto mancava. Proprio a settembre erano partiti dei lavori di restauro: un intervento da sette milioni di euro che prevedeva il rinnovamento dell’intero cavalcavia. I lavori, però, erano arrivati a 400 metri dal punto dell’incidente.

LA SCATOLA NERA

Gli inquirenti hanno acquisito la scatola nera dell’autobus, da cui ci si aspetta di avere delucidazioni sulla dinamica. Tra le ipotesi più plausibili c’è quella del malore dell’autista, e conferme in questo senso potrebbero arrivare dall’autopsia: l’uomo, Alberto Rizzotto di 40 anni, è morto nello schianto. Stando a quanto si vede nei video ripresi dalla «Smart control room» del Comune di Venezia non si vedrebbero segni di frenata o contatti con altri veicoli.

LE VITTIME E I FERITI

Le 21 vittime (19 persone ritrovate tra le lamiere e due decedute in ambulanza) sono state tutte identificate: molti sono cittadini stranieri: tra loro nove ucraini, quattro romeni e tre tedeschi. Tra le vittime c’è una donna croata che era in luna di miele ed era incinta di sei mesi e una bimba di poco più di un anno. Nello schianto ci sono stati anche 15 feriti, alcuni in condizioni molto gravi: tra loro ci sono due fratellini austriaci (di 7 e 13 anni) che hanno perso nell’incidente la madre (è morto anche il compagno) e una bambina ucraina di 3-4 anni, ritenuta gravissima, ricoverata al centro Grandi ustionati dell’ospedale di Padova.

ag. dire – www.dire.it




Incidente di Mestre: si ipotizza un malore dell’autista

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vigili del fuoco 1024x561Sono terminati nella notte i lavori di rimozione del bus di linea precipitato ieri sera da un cavalcavia. Il bilancio del gravissimo incidente è di 21 morti, tra cui due minori e 15 feriti (tra questi due bambini di 3-4 anni, un ragazzino di circa 13 anni e due fratellini). La procura di Venezia ha aperto un’inchiesta su quanto accaduto e oggi verranno esaminate le immagini delle telecamere di sorveglianza per cercare di ricostruire la dinamica dell’incidente. Tra le prime ipotesi al vaglio, ci sono il possibile malore dell’autista, Alberto Rizzotto di 40 anni anche lui morto nello schianto, e lo scontro con un altro mezzo. I passeggeri a bordo non erano solo italiani: tra questi c’erano anche austriaci, francesi, ucraini e spagnoli. A Venezia oggi bandiere a mezz’asta nelle sedi del Comune in segno di lutto cittadino.

VIABILITÀ RIPRISTINATA

La Centrale operativa della Polizia locale ha fatto sapere che “è stata riaperta via dell’Elettricità in direzione Carbonifera-A57. Restringimento di carreggiata sulla sopraelevata direzione Venezia-Marghera con transito solo sulla corsia di sinistra”. L’azienda veneziana della mobilità AVM su twitter ha scritto che “Dalle ore 06:30 tutte le linee in direzione Marghera tornano su percorso regolare“.

ALL’OSPEDALE DELL’ANGELO SALA DEDICATA A PARENTI VITTIME

La Regione Veneto ha allestito e già attivato all’Ospedale dell’Angelo un servizio di accoglienza e una sala dedicata per i parenti delle vittime della tragedia del bus di Mestre. Nell’androne del nosocomio è attivo il punto di prima accoglienza che indica alle persone dove rivolgersi. In questi minuti sono già molte quelle arrivate all’ospedale. Per loro è stato attivato anche un servizio di interpretariato in lingua tedesca, ucraina, spagnola e francese. I parenti sono assistiti da un team di specialisti composto da sette psicologi e tre psichiatri.

ZAIA: PENSO SARÀ LUTTO NAZIONALE

Il Presidente del Veneto, Luca Zaia, è intervenuto nel corso di Non Stop News su RTL 102.5 con Enrico Galletti, Giusi Legrenzi e Massimo Lo Nigro per fare il punto sulla situazione. “Partiamo dalla telefonata del responsabile del 118, che quando chiama c’è sempre un problema, ma mai avrei pensato a una cosa del genere: una strage con 21 morti e 15 feriti, tra cui una bambina di un paio d’anni e un adolescente. Fra i feriti, 5 sono in condizioni gravissime. Abbiamo utilizzato 5 ospedali; Treviso ha svuotato il pronto soccorso per accogliere i feriti, mentre l’ospedale centrale di Mestre si è occupato in prima linea del soccorso. Dolo, Mirano e Padova hanno pazienti politraumatizzati. Fra i feriti ci sono anche due bambini di 3-4 anni, un ragazzino di 12-13 anni e ci sono due fratellini. Tra le nazionalità coinvolte ci sono ucraini, spagnoli, croati e francesi. Questo è solo uno spaccato di quello che era un pullman turistico, un pullman elettrico di recente costruzione nel 2022″, afferma Zaia.

“Lascerei ai tecnici la ricostruzione della dinamica, basandoci sulle testimonianze delle persone in loco, le telecamere di bordo e le videocamere di sorveglianza. Si ipotizza un possibile malore dell’autista, poiché ho visto personalmente cosa può accadere quando una persona si sente male al volante, il che potrebbe spiegare l’incidente del pullman. Gli inquirenti diranno ciò che è accaduto. L’autista è un giovane del mio territorio, una persona conosciuta e stimata”, continua il Presidente a Non Stop News.

“Le salme sono all’obitorio di Mestre, e come sanità abbiamo organizzato un’accoglienza per i parenti, attivando anche un supporto psicologico. Affrontiamo anche la sfida della diversità linguistica, data la provenienza di molte nazioni coinvolte. Ringrazio i soccorritori, soprattutto quelli del settore sanitario, perché il loro intervento è stato tempestivo. Per quanto mi riguarda, ho fatto issare le bandiere a mezz’asta sugli edifici della regione e ho chiesto anche ai sindaci del Vento. È stato proclamato lutto cittadino ma penso che ci stia anche un lutto nazionale. Di fronte a una tragedia come questa, dobbiamo mostrare rispetto per le vittime è fondamentale”, conclude.

ag. Dire – www.dire.it