Tajani telefona all’omologo marocchino, Nasser Bourita

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downloadIl Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha contattato oggi l’omologo marocchino Nasser Bourita per presentare le sue condoglianze e del Governo al popolo marocchino per il violento terremoto che ha colpito il Paese nella notte tra l’8 e il 9 settembre.

Il Vicepremier ha altresì ribadito la disponibilità dell’Italia a offrire ogni forma di assistenza umanitaria, mettendo, in particolare, a disposizione del governo di Rabat squadre di emergenza, nonché asset di sostegno all’attività degli ospedali e, più in generale, quanto possa essere necessario per far fronte all’emergenza umanitaria e per pianificare attività di supporto alle strutture sanitare marocchine danneggiate dal sisma.

Nel restare in contatto con l’Ambasciatore d’Italia in Marocco, Armando Barucco, Tajani segue costantemente gli sviluppi della situazione, soprattutto in relazione alle attività di assistenza agli italiani interessati dal terremoto.

Fino ad oggi, l’Ambasciata a Rabat e il Consolato Generale a Casablanca, in raccordo con l’Unità di Crisi e anche grazie al desk istituito presso l’Aeroporto di Marrakesh, hanno fornito supporto ad oltre 500 connazionali.




La Farnesina sul terremoto in Marocco

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marocco terremotoNella notte tra venerdì 8 e sabato 9 settembre un violento terremoto di magnitudo 7.0 ha colpito il Marocco nella Regione dell’Atlante.

L’Ambasciata di Rabat e il Consolato Generale di Casablanca, insieme all’Unità di Crisi e al Consolato Onorario di Marrakech, si sono sin da subito attivati per fornire assistenza, in stretto contatto con le autorità marocchine, ai connazionali presenti nell’area interessata dal sisma.

Il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani è stato tenuto costantemente aggiornato sugli sviluppi della situazione sin dai primi momenti. “Invito gli italiani attualmente presenti nel Paese e non in possesso di biglietto aereo a evitare di dirigersi all’aeroporto di Marrakech, stante la congestione dello scalo, dove è in ogni caso operativa una cellula del Consolato Onorario di Marrakech raggiungibile al numero telefonico +21 2666342080. Per chi avesse necessità di rientrare immediatamente in Italia suggerisco di verificare anche i voli in partenza dagli Aeroporti di Rabat e Casablanca, regolarmente operativi.”

Nel ribadire la vicinanza del Governo italiano al popolo marocchino colpito dal sisma, il Vicepremier ha confermato la disponibilità della Protezione Civile italiana, in raccordo con la Protezione Civile dell’Unione Europea, a fornire tutto il supporto possibile alle autorità marocchine, ove richiesto.

La Farnesina continua a monitorare attentamente l’evolversi della situazione e esorta i concittadini presenti nel Paese a segnalare eventuali emergenze o difficoltà all’Ambasciata di Rabat (tel: +21 2537219730, cell. +212661221324), al Consolato Generale di Casablanca (tel: +21 2522437070, cell. +212661217332) e all’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (tel: +39 0636225).




Terremoto in Marocco. Tajani: “Non abbiamo notizie di italiani feriti”

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downloadLa terra trema in Marocco. La notte scorsa, alle 23.11, una forte scossa di terremoto di magnitudo 7.0 della scala Richter ha colpito la regione di Marrakech: il primo bilancio è di 632 morti e 322 feriti, di cui 51 in gravi condizioni.
L’epicentro del terremoto è stato localizzato 72 chilometri a sud-ovest di Marrakech, al centro del Paese, nei pressi del villaggio Tata N’Yaaqoub, nel municipio di Ighil, ma la scossa è stata avvertita lungo tutta la dorsale dell’Atlante, a Merzouga, una delle porte del deserto, Taroudant, Essaouira e Agadir e dall’altro versante della catena montuosa a Casablanca, fino a Rabat.
Il movimento ondulatorio è durato circa 30 secondi, ma è stato percepito anche più a lungo e ingenti sono stati i danni materiali. Diversi edifici sono crollati, in particolare nelle province e nei comuni di al-Haouz, Taroudant, Chichaoua, Ouarzazate e Marrakech, dove sono state danneggiate anche mura che circondano il centro storico e dove numerosi sono stati i crolli nella mediana e nella kasbah. Elettricità e collegamento internet sono mancati a lungo, ma sono stati poi ripristinati.
Mobilitate le forze dell’ordine, la protezione civile e il personale medico e paramedico per predisporre un eventuale piano di emergenza.
“Al momento non abbiamo notizia di italiani feriti“, come ha confermato il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, in collegamento con la trasmissione Omnibus su La7. Sono circa 200 gli italiani che risultano presenti nel Paese in questo momento, ha confermato Tajani, in contatto costante con l’Ambasciata d’Italia a Rabat e il Consolato Generale a Casablanca per dare massima assistenza ai nostri connazionali.
La Farnesina monitora la situazione ed è in contatto con le autorità locali e invita i connazionali per qualsiasi emergenza o segnalazione a contattare l’Unità di Crisi al numero +39 06 36225.
Il centralino dell’Ambasciata a Rabat ha ricevuto numerose chiamate, soprattutto da parte di turisti che chiedono di rientrare a casa ed è quello per cui si sta lavorando, ha assicurato Tajani. “La prima cosa importante è contattare tutti gli italiani”, ha detto. “Seguiamo minuto per minuto l’evolversi della situazione”.
In un tweet, il ministro Tajani si è detto “vicino al Marocco per il tragico terremoto che ha seminato morte e distruzione. L’Italia”, ha aggiunto, “è pronta ad aiutare, anche per le fasi di soccorso, le autorità marocchine in questi momenti difficili. Una preghiera per le vittime e i loro familiari”.
Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Nuova Delhi per il Vertice G20, appresa la notizia, ha espresso “vicinanza e solidarietà al primo ministro Aziz Akhannouch, ai familiari delle vittime e al popolo marocchino”, manifestando “la piena disponibilità dell’Italia a sostenere il Marocco in questa emergenza“.
Il bilancio del sisma si aggiorna di minuto in minuto. (aise)




Slittano di un anno i lavori al Tunnel del Monte Bianco

tunnel monte bianco

tunnel monte biancoIl tunnel del Monte Bianco non chiuderà nel 2023. L’inizio dei lavori di rifacimento della volta -il cui primo cantiere test era previsto dal 4 settembre al 18 dicembre- è stato rinviato di un anno mentre continueranno, con chiusure programmate come avvenuto fino ad oggi, gli interventi di messa in sicurezza della galleria. Lo ha deciso la commissione intergovernativa italo francese durante una lunga riunione di quasi otto ore che si è conclusa ieri sera. Sono infatti ancora incerti i tempi di riapertura del tunnel del Fréjus ai mezzi pesanti, dopo la frana che si è staccata domenica 27 agosto in Maurienne e che ha coinvolto l’autostrada A43 ancora chiusa alla circolazione. Gran parte del traffico pesante si è così riversato sul tunnel del Monte Bianco, causando lunghe code e disagi.

ag. dire – www.ire.it




L’Italia in campo per la ricostruzione dell’Ucraina

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maxresdefaultL’Ambasciatore d’Italia in Ucraina Pier Francesco Zazo e l’Inviato speciale per la ricostruzione dell’Ucraina Davide La Cecilia sono oggi in missione a Odessa insieme al Presidente della Triennale, l’architetto Stefano Boeri, al presidente del MAXXI Alessandro Giuli, al sindaco della città di Odessa Gennady Trukhanov e alla Direttrice dell’Unesco per l’Ucraina, Prof. Chiara Dezzi Bardeschi. La visita si colloca nel contesto dell’iniziativa della Triennale e del MAXXI, sostenuta da Presidenza del Consiglio, Farnesina e Ministero della Cultura, per realizzare un Laboratorio sulla Ricostruzione dell’Ucraina.

Odessa è una città che “ha una forte impronta culturale italiana e fa parte della nostra identità” – ha dichiarato il Vice Presidente del Consiglio Antonio Tajani, ricordando che “il fondatore di questa città e l’architetto che ne ha disegnato l’impianto urbanistico erano italiani”. “Il Governo ha il dovere di guidare la ricostruzione immediata e futura dell’Ucraina”.

Partendo da questo presupposto, “abbiamo maturato l’idea che il nostro Paese possa assumere un vero e proprio patronato sulla ricostruzione della città di Odessa”, ha aggiunto La Cecilia, “abbiamo già registrato un riscontro positivo delle autorità di Kiev”.

Il progetto di ricostruzione prevede l’avvio dei lavori sul restauro della Cattedrale della Trasfigurazione per poi passare agli oltre cinquanta edifici di alto valore architettonico che sono stati danneggiati dai bombardamenti.

“Odessa è una città profondamente ferita nell’anima” ha affermato l’Ambasciatore italiano in Ucraina Pier Francesco Zazo, evidenziando il forte valore simbolico di questi luoghi e ricordando: “ho visitato la Cattedrale la mattina dopo l’attacco missilistico. Nessuno si attendeva che la Russia avrebbe attaccato direttamente i siti culturali, religiosi e storici”.

L’architetto Boeri ha spiegato come gli incontri di oggi tra i tecnici italiani del restauro architettonico e i tecnici locali consentiranno di svolgere i primi rilievi. “La scuola del restauro italiana è una realtà d’eccellenza e le sinergie con Triennale e MAXXI consentiranno di dare un impulso alla rinascita della città” ha sottolineato Boeri.

“Tutti i soggetti culturali italiani si sono mossi fin dalle prime fasi dell’invasione dell’Ucraina, ma ora stiamo creando un vero e proprio progetto di sistema” ha evidenziato il presidente del MAXXI Alessandro Giuli. Sarà messo in campo un laboratorio tecnico e creativo, un progetto di restauro al plurale che chiama a raccolta di istituzioni culturali e studi di architettura.

Il percorso di ricostruzione è parte integrante del sostegno a 360° gradi offerto dal nostro Governo a Kiev. Odessa è un luogo speciale, a cui siamo legati da molte ragioni. Le sinergie tra le candidature di Roma e Odessa a Expo 2030 riflettono proprio questa grande comunanza di storia e valori.

Sembra difficile poter parlare di ricostruzione anche mentre la guerra è in corso. Quello che fa l’Italia è programmare il futuro, aumentare la ricostruzione dell’Ucraina. Lavorare fin d’ora alla ricostruzione significa anche dare speranza alla popolazione che un futuro migliore arriverà.

Parlare di ricostruzione significa attivare una grande mobilitazione economica. Oltre 1000 aziende italiane e ucraine hanno partecipato alla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina lo scorso 26 aprile a Roma, organizzata dalla Farnesina. L’intero Sistema Paese, a partire dal settore delle infrastrutture, si mette a disposizione di questa causa.

Grazie all’expertise e allo spirito imprenditoriale che caratterizza il nostro Paese, sapremo dare un contributo tangibile alla ricostruzione. Partiamo dall’ambito architettonico ed ingegneristico, per creare sinergie tra imprese ed istituzioni ucraine, italiane ed internazionali in modo da creare il primo hub europeo per la ricostruzione. La logica che guiderà questo ‘hub’ è quella del “build back better”, che corrisponde all’idea ucraina di ricostruzione all’insegna della transizione verde e digitale.




Italia. Due anni di carcere chi non manda i figli a scuola

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bullismoArriva la stretta del governo sulla delinquenza giovanile. Dopo il susseguirsi di episodi in cui ragazzi e giovanissimi si sono trovati protagonisti di fatti di cronaca, l’esecutivo si prepara a varare un daspo urbano anche ai minorenni, purché abbiano compiuto 14 anni.

Il dl contro la criminalità giovanile sul tavolo del pre-Cdm. prevede un avviso orale del questore che convoca il minore “unitamente ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale” si legge nella bozza del provvedimento. Avviso orale  i cui effetto cessano comunque al compimento dei 18 anni.

Se il ragazzo cui viene notificato l’avviso orale è stato già condannato, anche con sentenza non definitiva, per reati contro la persona, il patrimonio o per vicende di armi e driga, il questore potrà proporre al tribunale l’applicazione di una sorta di ‘divieto social’.

Una misura che consiste nel “divieto di utilizzare, in tutto o in parte, piattaforme o servizi informatici e telematici” che saranno indicati specificatamente, fino ad arrivare al divieto di possedere telefoni cellulari o qualunque altro device  “per le comunicazioni dati e voce”.

In galera chi non manda i figlia scuola

Nei confronti di chi “era tenuto alla sorveglianza del minore o all’assolvimento degli obblighi educativi è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 euro a 1.000 euro, salvo che non provi di non aver potuto impedire il fatto”

Nel decreto si punta anche a rafforzare l’obbligo scolastico. Per quanto riguarda l’inosservanza dell’obbligo dell’istruzione dei minori, chiunque  rivestito di autorità o incaricato della vigilanza sopra un minore, omette, senza giusto motivo, d’impartirgli o di fargli impartire l’istruzione obbligatoria è punito con la reclusione fino a due anni”

Nuove regole per le carceri minorili

Nel dl contro la criminalità giovanile si prevede inoltre che dalle carceri minorili possono essere allontanati i detenuti che abbiano compiuto i 21 anni se creano problemi all’ordine e alla sicurezza delle strutture. “Se il detenuto che ha compiuto ventuno anni, in espiazione di pena per reati commessi durante la minore età, con una o più condotte determina un grave turbamento dell’ordine e della sicurezza dell’istituto per minorenni, il direttore richiede al magistrato di sorveglianza per i minorenni il nulla osta al trasferimento presso un idoneo istituto per adulti individuato dal Dipartimento della amministrazione penitenziaria – si legge all’articolo 9 – Il magistrato di sorveglianza può negare il nulla osta al trasferimento presso l’istituto individuato, per comprovate ragioni di sicurezza anche del detenuto medesimo”.

E in un altro passaggio: “Qualora le persone indicate nell’articolo 1 siano pericolose per la sicurezza pubblica e si trovino in un comune diverso dai luoghi di residenza o di dimora abituale, il questore, con provvedimento motivato, può ordinare loro di lasciare il territorio del medesimo comune entro un termine non superiore a quarantotto ore, inibendo di farvi ritorno, senza preventiva autorizzazione, per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a quattro anni. Il provvedimento è efficace nella sola parte in cui dispone il divieto di ritorno nel comune, nel caso in cui, al momento della notifica, l’interessato abbia già lasciato il territorio del comune dal quale il questore ha disposto l’allontanamento”.

agi.it

 




Sondaggio Dire-Tecnè: cala la fiducia nel governo

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La fiducia nel governo cala e sono più quelli che non ne hanno rispetto a quelli che ne hanno. Il 49.6% delle italiane e degli italiani dichiara di non aver fiducia nel governo di Giorgia Meloni, il 42.8% invece dice di averne. Il 7.6% non sa rispondere. E’ quanto emerge dal sondaggio Dire-Tecnè, su 1.003 risposte da parte di un campione rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, articolato per sesso, età, area geografica. Interviste effettuate il 31 agosto-1 settembre 2023 su tutto il territoriale nazionale.

IL 48.2% HA FIDUCIA IN MELONI, IL 47.1% INVECE NO

Il 48.2% delle italiane e degli italiani ha fiducia in Giorgia Meloni, il 47.1% invece non ne ha. Il 4.7% non sa cosa rispondere.

FDI PRIMO PARTITO AL 28.5%, SEGUE PD AL 20.3%

Fratelli d’Italia è sempre il primo partito, staccando con il suo 28.5% il secondo in classifica, il Partito democratico, fermo al 20.3%. Completa il podio il Movimento 5 stelle al 15.5%.
Dal quarto posto in poi troviamo Forza Italia, che con il suo 10.2% supera la Lega al quinto, con un dato a cifra singola e non doppia dell’8.9%.
Seguono Azione al 3.6%, alleanza Verdi e Sinistra al 3.5%, Italia viva al 2.6%, +Europa al 2.5%.
Gli altri, sommati, fanno segnare un 4.4%.

ag. dire – www.dire.it




Ustica, Amato: “Il Dc9 fu abbattuto da un missile francese. Macron porga le sue scuse all’Italia”

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ustica museo scaled e1656093531443Il Dc9 dell’Itavia fu abbattuto sui cieli di Ustica il 27 giugno del 1980 da un missile lanciato da un caccia francese nel tentativo di abbattere l’aereo su cui volava il leader libico Gheddafi. Lo dice l’ex premier, Giuliano Amato, in un’intervista rilasciata oggi a ‘Repubblica‘ in cui si attribuisce a chiare lettere la responsabilità dell’abbattimento.

Una strage, quella di Ustica, che è sempre stata avvolta nel mistero tra depistaggi e resistenze da parte dei militari a rivelare la verità. La sera del 27 giugno di 43 anni fa un aereo di linea in viaggio da Bologna a Palermo, con 81 persone a bordo, di cui 13 bambini, precipitò nel mare vicino Ustica senza lasciare scampo a nessuno.

CRAXI AVVISO’ GHEDDAFI DEL PERICOLO

Fu “Bettino (Craxi ndr) ad avvertire Gheddafi del pericolo nei cieli italiani. Non aveva certo interesse che venisse fuori una tale verità: sarebbe stato incolpato di infedeltà alla Nato e di spionaggio a favore dell’avversario- si legge nell’intervista- La nostra aeronautica era schierata in difesa della menzogna. C’era qualcosa di molto inquietante in tutto questo. Se tanti militari, tutti con incarichi ufficiali molto importanti, dicevano la stessa cosa palesemente falsa dietro doveva esserci un segreto molto più grande di loro. Un segreto che riguardava la Nato“.

L’ABBATTIMENTO

Perché fu abbattuto l’aereo? “La versione più credibile è quella della responsabilità dell’aeronautica francese, con la complicità degli americani e di chi partecipò alla guerra aerea nei nostri cieli la sera di quel 27 giugno. Si voleva fare la pelle a Gheddafi, in volo su un Mig della sua aviazione. E il piano prevedeva di simulare una esercitazione della Nato, con molti aerei in azione, nel corso della quale sarebbe dovuto partire un missile contro il leader libico: l’esercitazione era una messa in scena che avrebbe permesso di spacciare l’attentato come incidente involontario– dice Amato- Gheddafi fu avvertito del pericolo e non salì sul suo aereo. E il missile sganciato contro il Mig libico finì per colpire il Dc9 dell’Itavia che si inabissò con dentro ottantuno innocenti. L’ipotesi più accreditata è che quel missile sia stato lanciato da un caccia francese partito da una portaerei al largo della costa meridionale della Corsica o dalla base militare di Solenzara, quella sera molto trafficata. La Francia su questo non ha mai fatto luce”.

“MACRON CHIEDA SCUSA”

L’ex premier conclude: “Mi chiedo perché un giovane presidente come Macron, anche anagraficamente estraneo alla tragedia di Ustica, non voglia togliere l’onta che pesa sulla Francia. E può toglierla solo in due modi: o dimostrando che questa tesi è infondata oppure, una volta verificata la sua fondatezza, porgendo le scuse più profonde all’Italia e alle famiglie delle vittime in nome del suo governo. Il protratto silenzio non mi pare una soluzione”.

ag. Dire – www.dire.it




Strage sulla ferrovia Torino – Milano. Cinque operai travolti da un treno

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bd5cd8ddf3fa8f7e78e456e00cd0fcd5Tragedia alla stazione di Brandizzo, vicino a Torino, dove un treno regionale ha travolto e ucciso cinque operai al lavoro sulla ferrovia. Il più giovane tra i deceduti, Kevin Laganà, aveva 22 anni ed era originario di Vercelli.

Insieme a lui hanno perso la vita Michael Zanera, 34 anni, di Vercelli; Giuseppe Sorvillo, 43 anni, nato a Capua ma residente a Brandizzo; Giuseppe Saverio Lombardo, nato a Marsala e residente a Vercelli; Giuseppe Aversa, 49 anni, di Chivasso.

Le vittime lavoravano per la ditta Sigifer che ha sede a Borgo Vercelli, e opera nel settore dell’armamento ferroviario dal 1993 ed è una delle imprese leader nel settore di costruzione e manutenzione impianti ferroviari.

Altri due operai, fra cui il caposquadra, sono riusciti a mettersi in salvo, ma sono comunque finiti in ospedale sotto choc.

Secondo quanto emerso fino a ora sulla dinamica dell’incidente risulta che il treno che ha investito e ucciso gli operai viaggiava a 160 km orari e non ha lasciato scampo alle vittime, trascinate per centinaia di metri.

“Un collega del 118 mi ha detto di aver visto una scena da brividi, con frammenti umani nell’arco di 300 metri. É una tragedia enorme” ha detto il sindaco di Brandizzo, Paolo Bodoni, che di mestiere fa il medico, dopo l’incidente. “Uno dei sue sopravvissuti dovrebbe essere il caposquadra”, aggiunge il sindaco, che poi aggiunge: “Non è da escludere che possa essersi trattato di un errore di comunicazione, in ogni caso servirà attendere l’esito delle indagini”.

“Dalle prime indagini emergono gravi violazioni della procedura di sicurezza al momento dell’incidente.

Ci sono profili di responsabilità per i quali saranno a breve indagate alcune persone”. Così la procuratrice capo di Ivrea, Gabriella Viglione, sulle indagini relative all’incidente alla stazione di Brandizzo, nel Torinese, che nella notte tra mercoledì e ieri è costato la vita a cinque operai travolti da un treno in corsa.
La procura non esclude il dolo eventuale per i reati di omicidio e disastro.

“Gli accertamenti proseguono per verificare se può essere considerata sicura la procedura complessiva. Quanto accaduto ha reso palese che il meccanismo di garanzia non era sufficiente a tutelare un lavoro così delicato in una sede pericolosa come quella dei binari ferroviari” ha sottolineato la procuratrice Viglione parlando dell’inchiesta.

agi – ansa

 




Italia: il maltempo al Nord

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172545927 0f803c8c 4308 417f 8d45 bfbf467390bfLa perturbazione che si sta spostando verso Sud continua a portare temporali, forti venti e allagamenti sul Nord Italia. Nelle ultime ore l’estesa area di bassa pressione, che da sabato 26 sta facendo sentire i suoi effetti sulla Lombardia, si è approfondita al largo del Mar Ligure evolvendo in un ciclone.

Su Genova sono caduti 200 millimetri di pioggia, laddove i centri di Venezia e Trieste sono stati allagati dalle forte precipitazioni. Disagi sulle linee regionali in Lombardia, dove si concentra la maggior parte degli eventi estremi. A Roma un automobilista è rimasto ferito dalla caduta di un albero.

Torna l’acqua alta a Venezia

Questa mattina il livello dell’acqua nella laguna ha raggiunto l’altezza di 95 centimetri, il picco di alta marea che era previsto per questa giornata. Visto che l’innalzamento del Mose è previsto per maree di 120 centimetri, le barriere sono rimaste abbassate e le zone basse della città, in particolare piazza San Marco, sono state allagate. Alle 21.50 di stasera previsione a 105 centimetri.

Secondo le previsioni meteo domani si dovrebbe avere una situazione non dissimile con una massima di 95-110 centimetri in mattinata. I tecnici del Mose, d’intesa con il Comune di Venezia, hanno quindi gia’ avviato la procedura per l’innalzamento delle paratoie.

Evacuate 36 persone in Valtellina

Trentasei persone sono state evacuate in Valtellina a causa dell’esondazione del torente Frodolfo. Lo comunica la Prefettura di Sondrio precisando che 20 di queste sono state invitate a lasciare la loro abitazione per l’esondazione in localita’ Santa Lucia, alla confluenza con l’Adda, nei territori dei Comuni di Valdisotto e Bormio.

Una frana minaccia gli alberghi a Cortina

Una frana minaccia gli alberghi a Passo Tre Croci, alle porte di Cortina. Settanta persone sono state evacuate dalle strutture in cui sono ospitate dopo che per il maltempo una frana che si è staccata a ridosso della strada sta minacciando un condominio, un albergo e un bed&breakfast.

La decisione di evacuare le persone a scopo precauzionale è stata presa dai vigili del fuoco unitamente al sindaco, tecnici del Comune e forze dell’ordine. Troveranno alloggio presso la palestra di Cortina.

Nevica sulla Marmolada, interrotta a causa della caduta di alberi la strada provinciale 30 ‘Panoramica del Comelico’ tra la località La Baita-Costalissoio e Costalta.

Il maltempo non dà tregua

In Lombardia le situazioni più gravi vengono segnalate da Sondrio, Varese e Brescia, territori già colpiti dall’ondata di maltempo di fine luglio. Le intense piogge e i forti temporali  hanno avuto anche conseguenze decisamente benefiche per il livello delle acque del Lago Maggiore. Nei giorni scorsi il livello di siccità del Verbano aveva raggiunto il livello “severo”, comportando seri problemi alla navigazione con limitazioni alla portata dei traghetti e sospensione del servizio in alcuni attracchi

.Le piogge delle ultime ore hanno fatto crescere in modo consistente il livello del lago. Alle 13 di oggi la quota dell’invaso era arrivata a 193.74 metri contro i 192.77 della stessa ora di ieri: si tratta di 97 centimetri di quota in piu’, il che ha riportato il volume dell’invaso a 258,3 milioni di metri cubi di acqua.

Forti disagi in Alto Adige

Il maltempo che sta imperversando in Alto Adige sta causando forti disagi anche alla circolazione stradale a fondovalle. A Bolzano e Merano il traffico cittadino è congestionato anche per l’arrivo dei turisti scesi dalle località di montagna dove il brutto tempo non consente di ammirare il paesaggio e rende difficile l’escursione anche a livello logistico.

Gli autobus cittadini a Bolzano viaggiano con ritardo causa il traffico che in alcune zone della città è in tilt. Rallentamenti e code in entrata a Merano sia per chi proviene dalla Val Passiria che Val Venosta. Situazione analoga anche a Bressanone tra Vandoies in Val Pusteria e Sciaves.

Genova sotto l’acqua

Oltre 200 interventi dei vigili del fuoco per rami caduti, sottopassi allagati, persone in difficoltà in auto. È stata una lunga notte di piogge quella appena trascorsa a Genova, come previsto dall’allerta arancione in vigore fino alle 15 di oggi. Tra i 100 e i 200 millimetri di acqua caduti specialmente in centro città, con i vicoli e le strade diventati ruscelli, se non fiumi in alcuni casi.

Per gli esperti Arpal, ad impedire il peggio è stato il fatto che tra un violento rovescio e l’altro, il terreno – di partenza molto secco – ha avuto il tempo di assorbire. Il picco orario è stato di 80 mm: il 4 novembre 2011, in occasione della drammatica alluvione costata la vita a 6 persone, furono 180 mm in un’ora.

In tilt, a causa dei fulmini, gli impianti ferroviari a Novi Ligure: disagi sulla linea Torino-Genova con alcuni treni costretti a fermarsi. Ed è massima l’attenzione per le prossime ore in cui c’è attesa per il passaggio del ciclone. La protezione civile ha attivato l’allerta rossa sugli estremi bacini settentrionali della Lombardia per rischio idrogeologico.

Allerta a nord-est

Allerta arancione in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Provincia autonoma di Bolzano, ampi settori del Piemonte, parte della Toscana e sul Veneto. L’avviso è giallo, infine, su Abruzzo occidentale, Campania, parte dell’Emilia-Romagna, resto di Toscana, Veneto e Piemonte, su Lazio, parte del Molise, Provincia autonoma di Trento, su ampi settori della Sardegna, in Umbria e sulla Valle d’Aosta. Fulmini al nord e fiamme al sud. Il maltempo ha spaccato l’Italia.

Milano flagellata dalla pioggia mentre brucia la Sicilia: chiuso per quattro ore, ieri, l’aeroporto di Trapani per il fumo sprigionato dagli incendi. A Scopello, sempre a causa dei roghi, sono stati evacuati 400 turisti. Non c’è pace neanche per i nostri ‘vicini’.

Esonda il fiume Adda a Bormio

Il maltempo sta provocando problemi per la circolazione su diverse strade della Lombardia. Sulla SS 38 dello Stelvio, è esondato il fiume Adda in località Bormio e si registrano rallentamenti. A causa di una frana al km 61,300, segnala inoltre Anas, è stata chiusa al traffico la strada statale 470 della Val Brembana e del Passo San Marco tra il km 59,000 e il km 72,000 lungo versante valtellinese e bergamasco.

Sulla strada statale 36 Del Lago Di Como e Dello Spluga è stato chiuso il passo dello Spluga, sul versante svizzero, per frana. Sulla statale 294 di Val di Scalve il traffico è tornato regolare dopo la chiusura, questa mattina, a seguito di una tromba d’aria. Il personale Anas ha concluso la pulizia del piano viabile che ha consentito il ripristino della circolazione in piena sicurezza.

Una sacca d’acqua si è formata a causa di un’infiltrazione in un controsoffitto del terzo piano del Palazzo di giustizia di Milano. L’area sottostante è stata transennata mentre il rigonfiamento, che si è creato nella tensostruttura, è stato forato per permettere la fuoriuscita di acqua ed evitare così un cedimento improvviso. Disagi legati all’ultima perturbazione di maltempo si registrano anche al settimo piano dove sono presenti le stanze dell’ufficio gip e del Tribunale di sorveglianza e allagamenti nei locali sotterranei.

Treni sospesi tra Italia e Francia

In Francia la ferrovia internazionale è stata interrotta, nel tardo pomeriggio di ieri, a causa di una frana caduta a Saint-André en Savoie non lontano dal tunnel del Frejus, nella valle della Maurienne. Da un costone della montagna si sono staccati massi e detriti provocando anche la parziale interruzione sull’autostrada verso sud.

In seguito alla frana avvenuta ieri pomeriggio nella Savoia francese, la circolazione dei treni rimane sospesa tra Modane e Chambe’ry. Secondo quanto riporta Trenitalia, i treni Alta Velocità della relazione Milano – Modane – Parigi sono cancellati. Ecco nel dettaglio i treni cancellati nelle giornate di oggi e di domani: FR 9292 Milano Centrale (6:25) – Modane – Paris Gare de Lyon (13:22); FR 9281 Paris Gare de Lyon (7:30) – Modane – Milano Centrale (14:07); FR 9287 Paris Gare de Lyon (15:16) – Modane – Milano Centrale (22:07); FR 9296 Milano Centrale (15:53) – Modane – Paris Gare de Lyon (22:34).

Il servizio ferroviario tra Francia e Italia sarà interrotto almeno fino a giovedì. Lo hanno confermato fonti della società ferroviaria nazionale francese (Sncf) dopo che il ministro dei Trasporti francese, Clement Beaune, ha dichiarato che il ritorno alla normalità dei servizi “richiederà diversi giorni”.

A causa della frana, oltre 700 metri cubi di massi hanno travolto la barriera protettiva della strada dipartimentale 1006 che conduce al passo del Moncenisio, in Valle di Susa. Sono stati sospesi da ieri pomeriggio tutti i treni transfrontalieri sulla linea Chambery-Torino e i treni regionali Ter nella valle della Maurienne, ha dichiarato un operatore della Sncf.

Anche il tunnel del Frejus, che collega Francia e Italia, è stato chiuso ai mezzi pesanti cui è stato consigliato di utilizzare il tunnel del Monte Bianco o l’autostrada A8. La circolazione dei treni rimane sospesa tra Modane e Chambe’ry.

Linea ferrovia del Brennero interrotta in Austria

A causa di una frana provocata dal maltempo caduta in territorio austriaco, la linea ferroviaria del Brennero è interrotta tra le stazioni di Steinach in Tirol e Brennero. Le ferrovie austriache stanno organizzando un servizio di bus sostitutivo. La linea, sulla quale transitano i treni internazionali Eurocity diretti in Italia e provenienti da Monaco di Baviera, sarà interrotta fino ad almeno le ore 11 odierne.

La forte pioggia della notte ha provocato danni alla linea ferroviaria Cremona – Treviglio, e anche Domodossola – Arona. Sul sito di Trenord si legge che “rami caduti sui binari hanno danneggiato l’infrastruttura nei pressi di Crema e hanno impedito la circolazione dei treni. Che gradualmente sta riprendendo, ma i treni registrano ritardi fino a 150 minuti.

Problemi simili, rami sui binari che “hanno danneggiato l’infrastruttura tra le stazioni di Arona e Belgirate, sulla linea Domodossola – Milano. La circolazione subisce ritardi fino a 30 minuti e variazioni. È in corso l’intervento dei tecnici per ripristinare il servizio. La corsa delle 8.26 da Domodossola per Arona è stata cancellata.

Black out e treni fermi nell’Alessandrino

Nella parte più meridionale della provincia di Alessandria, verso il confine con la Liguria, in particolare ad Arquata Scrivia e in val Borbera. Ad Arquata si è verificato un black out che coinvolge una quindicina di abitazioni: un albero è caduto su una linea elettrica provocando un’interruzione dell’erogazione dell’energia.

Durante la notte ci sono stati problemi anche al trasporto ferroviario con ritardi e cancellazioni sulla direttrice Alessandria-Genova, che passa proprio da Arquata: lo conferma la Protezione Civile provinciale. Tre i convogli fermati, due ad Arquata Scrivia e uno a Serravalle Scrivia, per un guasto alla linea dovuto ai fulmini che si sono abbattuti durante il temporale. I treni sono ripartiti prima della mezzanotte, una volta risolti i problemi tecnici.

In val Borbera, nella zona di Novi Ligure, sempre al confine tra Piemonte e Liguria, lungo la strada provinciale 140, si è verificata una frana al chilometro 13,8 tra i centri di Borghetto e Pertuso. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. La carreggiata è stata sgomberata.

Frane e fiumi di fango nel Comasco

Frane e fiumi di fango a Blevio, sul lago di Como. Nella località, già interessata in passato da fenomeni analoghi dovuti al maltempo, quattro squadre dei vigili del Fuoco di Como sono impegnate per segnalazioni di smottamenti e danni provocati dalle intense precipitazioni delle ultime ore. La strada provinciale Lariana è stata chiusa.

Bomba d’acqua a Trieste

Una bomba d’acqua è abbattuta su Trieste allagando numerose strade del centro città tra cui piazza Unità d’Italia. Molti turisti e cittadini hanno cercato rapido rifugio nei bar e nei locali vicini, mentre sedie e altri arredi dei locali della zona che si trovavano all’aperto sono stati scaraventati al largo dal forte vento. Numerosissime le chiamate ai Vigili del Fuoco.

agi.it