Mattarella ricorda Borsellino e via D’Amelio

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19mattabors“Nell’anniversario della strage di via D’Amelio la Repubblica si inchina alla memoria di Paolo Borsellino, magistrato di straordinario valore e coraggio, e degli agenti della sua scorta – Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina – che con lui morirono nel servizio alle istituzioni democratiche”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il trentunesimo anniversario della Strage di via D’Amelio, un “barbaro eccidio” che “compiuto con disumana ferocia colpì l’intero popolo italiano e resta incancellabile nella coscienza civile”.
“Il nome di Paolo Borsellino, infatti, al pari di quello di Giovanni Falcone, – sottolinea il Capo dello Stato – mantiene inalterabile forza di richiamo ed è legato ai successi investigativi e processuali che misero allo scoperto per la prima volta l’organizzazione mafiosa e ancor di più è connesso al moto di dignità con cui la comunità nazionale reagì per liberare il Paese dal giogo oppressivo delle mafie”.
Borsellino e Falcone “avevano dimostrato che la mafia poteva essere sconfitta”, aggiunge Mattarella. “Il loro esempio ci invita a vincere l’indifferenza, a combattere le zone grigie della complicità con la stessa fermezza con cui si contrasta l’illegalità, a costruire solidarietà e cultura dove invece le mafie puntano a instillare paura”.
“In questo anniversario, – conclude – desidero rinnovare i sentimenti di cordoglio e vicinanza ai familiari di Paolo Borsellino e degli altri servitori della Stato che pagarono con la vita la difesa della nostra libertà”. (aise) 




Rimarremo senza il grano dell’Ucraina?

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downloadLa decisione della Russia di interrompere l’accordo sul grano “è un’altra offesa contro l’umanità”. Lo afferma in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni commentando lo stop di Mosca all’intesa per l’esportazione di grano attraverso il Mar Nero dai porti ucraini. “La decisione della Russia di interrompere l’accordo del grano è l’ulteriore prova su chi è amico e chi è nemico dei paesi più poveri. Riflettano i leader di quelle nazioni che non vogliono distinguere tra aggredito e aggressore. Usare la materia prima che sfama il mondo come un’arma è un’altra offesa contro l’umanità”, dichiara Meloni.

La Russia ha reso noto di avere preso la decisione dopo aver constatato che gli impegni con la parte russa non sono stati rispettati. “L’accordo sul grano è sospeso”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che “la Russia ha informato ufficialmente le parti turca e ucraina, cosi’ come il Segretariato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.

E la decisione è definitiva, ha reso noto l’agenzia Tass, citando un alto funzionario di Mosca all’Onu. “Condanno la decisione unilaterale della Russia di ritirarsi dall’Iniziativa del grano del Mar Nero, nonostante gli sforzi del nostro alleato Turchia e dell’Onu. La guerra illegale della Russia contro l’Ucraina continua a danneggiare milioni di persone vulnerabili in tutto il mondo“, ha scritto in un tweet il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

Prima di lui era stato il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ad affermare che la mossa si ripercuoterà su milioni di persone che ne “pagheranno il prezzo”.

Zelensky: “Export anche senza la Russia”

L’Ucraina è pronta a mantenere le sue esportazioni di cereali anche senza la Russia. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky. “Anche senza la Russia, tutto deve essere fatto perché possiamo utilizzare questo corridoio per le esportazioni nel Mar Nero. Non abbiamo paura“. La dichiarazione è stata riportata dal suo portavoce Serguii Nykyforov su Facebook.

In serata Zelensky aggiunge sui social: “La posizione dell’Ucraina è sempre stata e sarà la più chiara possibile: nessuno ha il diritto di distruggere la sicurezza alimentare di nessuna nazione. Se un gruppo di persone da qualche parte al Cremlino pensa di avere il diritto di decidere se il cibo sarà in tavola in diversi paesi: Egitto o Sudan, Yemen o Bangladesh, Cina o India, Turchia o Indonesia… allora il mondo ha l’opportunità di dimostrare che il ricatto non è consentito a nessuno. L’Africa ha diritto alla stabilità.

L’Asia ha diritto alla stabilità. L’Europa ha tutto il diritto alla stabilità. L’anno scorso, il mondo ha intrapreso l’azione giusta per quanto riguarda la minaccia russa alla sicurezza alimentare: insieme a Turchia e alle Nazioni Unite, abbiamo lanciato la Black Sea Grain Initiative.

I suoi risultati sono eloquenti: quasi 33 milioni di tonnellate di prodotti agricoli sono stati esportati in 45 paesi. E ho inviato lettere ufficiali al Presidente Erdogan e al Segretario generale delle Nazioni Unite Guterres con una proposta per continuare l’Iniziativa per i cereali del Mar Nero o il suo analogo in un formato trilaterale, come è meglio. Ucraina, Nazioni Unite e Turchia possono garantire congiuntamente il funzionamento del corridoio alimentare e l’ispezione delle navi”.

Erdogan: “Parlerò con Putin”

“Parlerò con Putin per Il rinnovo dell’accordo sul grano”. Non ha perso le speranze di rinnovare l’intesa tra Russia e Ucraina il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, la cui mediazione fu essenziale un anno fa per giungere all’accordo scaduto oggi, che ha permesso in quest’anno il passaggio di 36 tonnellate di grano e fertilizzanti ucraini bloccati dalla guerra.

“Ci impegniamo affinché il conflitto tra Russia e Ucraina non spiani la strada – ulteriori drammi. Ripeto che la pace non ha perdenti. Lo scorso anno un grande successo è stato raggiunto con la conclusione dell’accordo che ha permesso il passaggio di più di 33 milioni di tonnellate di grano. Un accordo che ha allontanato la prospettiva di una crisi alimentare e per cui ringrazio ancora tutte le parti. Parlerò con Putin prima e poi lo aspetto in Turchia ad agosto”, ha detto Erdogan stamane

Cosa dice l’intesa

Il portavoce del Cremlino si riferisce alla riconnessione della banca agricola russa, Rosselkhozbank, allo SWIFT, alla revoca delle sanzioni sui pezzi di ricambio per le macchine agricole, allo sblocco della logistica dei trasporti e delle assicurazioni, allo sblocco dei beni e alla ripresa del gasdotto per l’ammoniaca Togliatti-OdesSa, esploso il 5 giugno. Queste aspirazioni russe sono contenute in un memorandum firmato tra la Russia e le Nazioni Unite, che Mosca considera vincolante per l’attuazione dell’accordo sui cereali.

“In pratica, gli accordi sul Mar Nero sono scaduti oggi. Purtroppo, la parte dell’accordo sul Mar Nero che riguarda la Russia non è stata rispettata. Pertanto, (l’accordo) perde la sua forza”, ha spiegato.

Formalmente, l’intesa è in vigore fino alla mezzanotte di oggi ora di Mosca (le 23 italiane) ma sabato l’ultima nave con cibo ucraino ha lasciato Odessa, mentre nuove navi non sono entrate nel Mar Nero dal 27 giugno.

Chi ha firmato l’accordo

L’iniziativa del Mar Nero è stata firmata dai rappresentanti di Russia, Turchia, Ucraina e ONU 22 luglio 2022. Dal 18 marzo 2023 Mosca ha esteso l’accordo per 60 giorni – fino al 18 maggio, e poi – fino al 17 luglio.

Pochi giorni prima della scadenza dell’accordo, il 13 luglio, il presidente Vladimir Putin ha detto che nulla era stato fatto per la Russia come parte dell’accordo sul grano, era un gioco a senso unico. Ma Mosca ha volontariamente esteso questo documento “molte volte”.

Borrell: “Mosca usa la fame come un’arma”

“Mi rammarica dire che oggi la Russia ha rifiutato di prorogare quest’accordo ed è qualcosa di molto serio che creerà molti problemi a tante persone nel mondo. D parte nostra faremo tutto quello che possiamo con le nostre corsie di solidarietà per rendere accessibile il grano ucraino alle persone che ne hanno bisogno”. Lo ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al suo arrivo al vertice Ue-Celac. “Io incolpo la Russia per questa scelta, quella di usare la fame delle persone come arma”, ha aggiunto.

Sunak: “Deludente”

Per il premier britannico Rishi Sunak, “la marcia indietro di Mosca dall’accordo sull’esportazione del grano ucraino attraverso il Mar Nero è “deludente”.  Mosca “ruberà a milioni di persone l’accesso al grano vitale”, ha sottolineato il primo ministro inglese.

agi.it




Cinquanta turisti italiani bloccati in Egitto per il caos voli

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downloadArriva finalmente una buona notizia per i 50 turisti italiani bloccati a Sharm El Sheik, in Egitto, dopo la cancellazione causa sciopero del volo di Wizz Air diretto a Napoli sabato 15 luglio. “Alcuni familiari da Napoli sono riusciti a mettersi in contatto con il servizio clienti di Wizz Air che, dopo aver detto che dovevamo procurarci noi il nuovo volo, ci ha cambiato la prenotazione e generato delle carte d’imbarco per il volo di sabato 22 luglio – ha raccontato una turista alla Dire-. Noi abbiamo accettato, ma ci siamo dovuti muovere autonomamente perché Wizz Air non ci aveva dato alcuna informazione. Spero non ci faranno problemi in albergo dove siamo a spese della compagnia, una soluzione per tornare è stata trovata, ma dover restare qui una settimana ancora, perché hanno specificato che non ci sarà un volo aggiuntivo, può diventare un problema per chi doveva rientrare”.

IL RACCONTO DEI TURISTI BLOCCATI IN EGITTO

Fino a questa mattina il gruppo brancola nel buio, non avendo ricevuto comunicazioni da Wizz Air sul da farsi. “Ad ora non abbiamo ancora nuove notizie – aveva raccontato la turista alla Dire-. Siamo in albergo con pensione completa. Ci è stato detto che il pagamento è a carico della compagnia aerea, ma da quello che sappiamo c’è in corso una trattativa tra la compagnia e l’albergo che ci ha anche avvertito che non hanno avuto ulteriori risposte e quindi non sappiamo come proseguiranno i prossimi giorni. Da Wizz Air, però, non abbiamo ricevuto alcuna notizia su quando potremo tornare in Italia”.

L’azienda ungherese aveva inviato agli utenti registrati un link tramite cui richiedere il rimborso e prenotare un altro volo, ma il sito era inaccessibile. Gli italiani a Sharm hanno contattato anche il Consolato per provare ad ottenere risposta, ma la compagnia non rispondeva alle e-mail.

Una rappresentanza delle famiglie napoletane tra i turisti bloccati si era anche rivolta al deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli per raccontare il problema e chiedere di poter rientrare in Italia. “Non capiamo perché la compagnia aerea – attacca il parlamentare – si sia data alla ‘latitanza’. È suo dovere rispondere alla richiesta degli utenti e fare di tutto per far rientrare gli italiani bloccati a Sharm. Stiamo interessando della questione il ministero degli Esteri affinché si attivi per riportare tutte le famiglie in patria entro pochissimi giorni dato che tra di esse ci sono persone bisognose di cure”.

ag. Dire – www.dire.it




Salvato turista italiano che si era perso nell’Amazzonia brasiliana

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downloadLe autorità dello stato brasiliano dell’Amazzonia hanno localizzato questo venerdì un turista italiano che si era perso nella giungla da mercoledì scorso, hanno riferito fonti ufficiali.

L’identità del turista non è stata resa nota, ma secondo il portavoce dei vigili del fuoco di Presidente Figueiredo, una città a circa 150 chilometri a sud del confine con la Colombia, è stato individuato dai soccorritori nel mezzo della giungla e “in uno stato di confusione”.

Sebbene fosse indebolito, sembrava essere in “buona salute” ed è stato trasferito in un ospedale a Presidente Figueiredo per sottoporsi a test.

La città conta circa 25.000 abitanti e negli ultimi anni è diventata meta del turismo d’avventura, oggi una delle principali attività economiche della zona.




Paraguay. Arrestati ed estradati due esponenti della ‘Ndrangheta

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downloadI due presunti membri della potente mafia italiana ‘Ndrangheta catturati mercoledì scorso da agenti della polizia nazionale paraguaiana e dell’Interpol sono stati espulsi dal Paese in un’operazione fortemente sorvegliata dalle forze di sicurezza e che è stata trasmessa dalla stampa.

I cittadini italiani hanno viaggiato accompagnati da quattro agenti di custodia del Nucleo Specializzato Estradizione di Interpol Paraguay, che hanno consegnato i detenuti a membri di Interpol Italia e della Procura di Roma, all’ufficiale di collegamento Interpol e capo della sezione informata EFE. Relazioni, Vice Commissario Juan Fretes.

Gli arrestati – che avrebbero lo stesso nome di Giuseppe Giorgi, rispettivamente di 26 e 22 anni – sono stati trasferiti con un volo commerciale dall’aeroporto Silvio Pettirossi di Asunción, con destinazione finale a Roma e con precedente scalo a Madrid.

I membri dell’Interpol Paraguay “sono responsabili della custodia e del trasferimento sicuro di questi due cittadini italiani a Roma, in Italia”, ha spiegato.

I due Giorgi sono stati catturati mercoledì in un’operazione della Polizia Nazionale, allertata dall’Interpol, nella località di Itacurubí del Rosario, 190 chilometri a nord-ovest della capitale Asunción.

Nell’operazione di cattura sono state arrestate anche altre due persone che erano con gli italiani a bordo di un automezzo. Si tratta di Julio Das Chagas, brasiliano, 41 anni; e Osvaldo Cáceres, paraguaiano, 25 anni.

Chagas e Cáceres sono in stato di fermo a disposizione del Pubblico Ministero paraguaiano.

L’arresto di queste quattro persone è stato reso effettivo grazie al progetto ICAN, un sistema di allerta rapido globale e cooperazione di polizia multilaterale nella lotta contro questo gruppo criminale italiano, ha spiegato il ministro dell’Interno e della Giustizia, Federico González, giovedì alla radio ABC Cardinale. EFE




Sciopero negli aeroporti italiani. La situazione

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1fc7565a0e8fe279a01d4cb363a1454eNon ci sono file chilometriche negli aeroporti italiani, nella giornata in cui i sindacati hanno proclamato lo sciopero per i servizi di handling e check-in.

Uno sciopero che non è piaciuto al vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha detto di essere “pronto ad intervenire”.

Sul piede di guerra i consumatori del Codacons, che annunciano un esposto alle Procure ed alla Corte dei Conti. Ipotesi: interruzione di servizio pubblico e danni per centinaia di milioni.

L’agitazione è iniziata alle 10 e terminerà alle 18, e finora i voli cancellati nei diversi aeroporti sono 516. Un numero in linea con le previsioni che parlavano di circa 1.000 voli a rischio. Lo stop era già ampiamente annunciato, e quindi i passeggeri, tranne pochi casi e quelli su voli protetti (per la continuità territoriale), non sono andati negli scali. L’astensione dal lavoro riguarda anche i piloti di Malta Air, che opera i voli di Ryanair, e che incrociano le braccia dalle 12 alle 16 anche. E sempre oggi è previsto lo sciopero fino alle 18 di piloti e assistenti di volo di Vueling.

Tra gli aeroporti più grandi, quello di Roma-Fiumicino, dove i voli cancellati preventivamente dalle compagnie aeree sono stati circa 200 tra arrivi e partenze nazionali e internazionali. I passeggeri sono stati passeggeri informati, per evitare di farli arrivare in aeroporto e rischiare poi di non trovare il proprio volo, e quindi riprotetti sui primi voli utili, operati in alcuni casi anche con aerei più capienti. Negli aeroporti di Milano Linate e della Malpensa tantissimi sono i taxi vuoti e disponibili. Non si registra nessuna coda, pochi i passeggeri che si avviano ai ‘gate’ di partenza in un silenzio surreale. Ma c’è qualcuno che nonostante tutto in aeroporto c’è andato. E’ il caso dell’aeroporto torinese di Caselle dove stamani c’era solo una coppia di albanesi che avrebbe dovuto imbarcarsi sul volo per Tirana delle 14,40: “Non sapevano che tutti i voli fossero stati cancellati”.

La situazione a Fiumicino

Voli cancellati preventivamente dalle compagnie aeree (circa 200 tra arrivi e partenze nazionali e internazionali) e passeggeri informati, per evitare così di farli arrivare in aeroporto e rischiare poi di non trovare il proprio volo, e quindi riprotetti sui primi voli utili operati in alcuni casi anche con aerei più capienti. Queste le principali contromisure adottate a Fiumicino mirate ad “arginare” l’impatto sull’operatività dello scalo dove al momento non si registrano disagi nella giornata di sciopero nazionale di 8 ore del personale dipendente delle società di handling aeroportuale, piloti e assistenti di volo della Vueling e di 4 ore (dalle 12 alle 16) dei piloti di Malta Air, che opera i voli di Ryanair.

Dalle 10 è intanto in corso all’esterno del terminal partenze T3, controllato dalle forze dell’ordine, un presidio di una quarantina di lavoratori dell’handling organizzato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo che terminerà alle 13

A Linate e Malpensa cancellati 150 voli

Lo sciopero di 8 ore del personale di terra, piloti ed equipaggi di diverse compagnie aeree ha portato finora a circa 150 voli cancellati tra arrivi e partenze su un totale di 800 normalmente previsti negli aeroporti di Milano Linate e Malpensa. Si tratta di voli cancellati in largo anticipo dalle compagnie e quindi con i passeggeri degli stessi avvisati e in gran parte ‘riprogrammati’. Nei due scali non si registrano disagi particolari con l’attività che per il resto prosegue normalmente, segnala la Sea, la società di gestione degli aeroporti di Linate e Malpensa. Molto marginali per ora le conseguenze dell’agitazione nell’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio. Al momento i voli cancellati sono due nella serata di ieri, con l’intenso movimento incentrato anche sulle vacanze estive che rimane pressoché normale.

34 i voli cancellati a Palermo

Sono 34 i voli cancellati all’aeroporto di Palermo Falcone Borsellino per lo sciopero nazionale del personale di terra degli aeroporti, degli addetti ai servizi di handling e di check-in: i lavoratori sono impegnati nella vertenza per il rinnovo del contratto scaduto da 6 anni. Le cancellazioni potrebbero salire visto che la protesta si incrocia con lo sciopero di piloti e assistenti di volo di alcune compagnie aeree quali Vueling e Malta Air, che opera i voli di Ryanair.

101 voli cancellati a Venezia

Pesanti ripercussioni si sono avute negli aeroporti del Veneto a causa dello sciopero. A Venezia, su 227 voli programmati (arrivi e partenze) ne sono stati cancellati 101. La situazione nello scalo però, si apprende da fonti aeroportuali, è tranquilla; le compagnie avevano avvisato per tempo i passeggeri in partenza, così l’aerostazione del ‘Marco Polo’ si presenta insolitamente semideserta. Quanto agli altri due aeroporti del Veneto, gestiti sempre da Save, Verona ha registrato la cancellazione di 30 dei 128 voli previsti, Treviso soltanto due, rispetto al programma di 54 aerei tra arrivi e partenze. Qui la particolarità è però che la società di handler è gestita direttamente dall’aeroporto Canova.

A Napoli cancellato il 40% dei voli

Sono 118 i voli cancellati all’aeroporto di Napoli (59 in arrivo e 59 in partenza) per effetto dello sciopero del settore aereo previsto, il 40 per cento dei 284 voli originariamente programmati. La situazione a Capodichino è comunque tranquilla e senza file: le compagnie aeree hanno avvisato per tempo i viaggiatori prenotati sui voli cancellati, quindi non si prevedono situazioni di particolare criticità. Stamane, in occasione dello sciopero, si è svolto un presidio dei lavoratori dell’aeroporto di Capodichino nell’area esterna lato partenze, per sollecitare il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da oltre sei anni.

A Caselle solo una coppia

L’aeroporto torinese di Caselle si presenta oggi deserto, come al tempo del Covid. Bar e negozi sono aperti, ma vuoti. Le compagnie aeree responsabili che gestiscono i 30 voli cancellati oggi dalle 10 alle 18 hanno avvisato in tempo i passeggeri che quindi non si sono neppure presentati allo scalo. I voli cancellati a Caselle sono 13 di Ryanair, 4 di Ita, 2 Wizz, 2 Air France, 2 Iberia, 2 Air Dolomiti, 1 KLM, oltre a 2 voli charter da e per Stoccolma che trasportavano turisti tutti diretti in Val d’Aosta. All’aeroporto torinese oltre agli agenti di polizia di Stato e agli addetti alle pulizia c’era solo una coppia di albanesi che avrebbe dovuto imbarcarsi sul volo per Tirana delle 14,40. “Non sapevano che tutti i voli sono stati cancellati – hanno spiegato – volevamo andate a trovare i nostri parenti per 5 giorni, ma ora cancelliamo il viaggio perché non c’è un altro volo per Tirana fino alla prossima settimana. Ci riproveremo in futuro. Ci hanno detto che questo volo di andata ci verrà rimborsato, ma quello di ritorno no, lo dovremo ripagare. Una cosa ingiusta”, dice la coppia.

ansa.it




Domani non si volerà. Disservizi in arrivo per 270 mila viaggiatori

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aeroportoNuovo sciopero nazionale del settore del trasporto aereo per la giornata di sabato 15 luglio. Uno sciopero che avrà pesanti ripercussioni nei passeggeri, con voli cancellati e voli in ritardo. Secondo una stima di ItaliaRimborso, oltre 270mila i viaggiatori italiani possono subire un disservizio per lo sciopero aereo.

Per lo sciopero di sabato 15 luglio, l’Enac ha diffuso l’elenco dei voli garantiti, che riguardano i movimenti aerei da e per l’Italia. Basta consultare il link dove sono presenti tutte le tratte aeree garantite. Le compagnie aeree hanno iniziato a cancellare con anticipo i voli coinvolti nello sciopero di sabato 15 luglio. I vettori aerei dovrebbero fornire assistenza, proponendo un volo alternativo al passeggero, così come previsto dal Regolamento Comunitario 261/2004. Ecco quindi che il viaggiatore si trova in una situazione di totale difficoltà. In caso di sciopero aereo del comparto aereo nazionale, il passeggero non ha diritto alla compensazione pecuniaria, ma può comprarsi a proprie spese un nuovo volo alternativo, anche con una compagnia aerea diversa rispetto a quella inizialmente scelta. Ciò avviene qualora il passeggero non venga adeguatamente riprotetto dal vettore aereo. Queste somme sborsate per via dello sciopero aerei possono essere rimborsate, così come le spese per qualsiasi altro mezzo di trasporto utilizzato per giungere alla destinazione inizialmente programmata, eventuali notti in hotel in più e pasti nei giorni in cui è stato provocato il disservizio aereo.

La stagione estiva è entrata nel vivo ed è evidente la crescita delle ultime settimane delle proposte delle destinazioni da parte delle compagnie aeree- dice Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso- Proporzionalmente, però, sono cresciuti i disservizi aerei, così come gli scioperi, dove il passeggero può subire un ritardo o una cancellazione del volo. Il viaggiatore, qualora non riprotetto dal vettore aereo con un nuovo volo, può sicuramente sostituirsi all’assistenza della compagnia aerea e sostenere tutte le spese per raggiungere la meta prefissata. In questo caso sarà poi possibile avviare un reclamo di rimborso spese, rivolgendosi direttamente al vettore aereo o ad una claim company”.

L’amministratore di ItaliaRimborso, che fornisce assistenza gratuita ai passeggeri, vittime dei disservizi aerei, chiarisce i diritti del viaggiatore in caso di sciopero: “Nei casi di sciopero del comparto aereo, al passeggero non spetta la compensazione pecuniaria, prevista dal Regolamento Comunitario 261/2004, che oscilla da 250 a 600 euro, ma solo ed esclusivamente il rimborso delle spese per raggiungere la meta, se queste comprovate da scontrini e/o fatture”.

ag. Dire – www.dire.it




La Meloni a fine mese andrà a Washington da Biden

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213151966 033b065b 7021 467a 8539 3e742a36cb89Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, riceverà la premier italiana, Giorgia Meloni, il 27 luglio. Lo conferma la Casa Bianca. Questo incontro servirà a “riaffermare la forte relazione tra Stati Uniti e Italia”, ha detto in una nota la portavoce presidenziale americana Karine Jean-Pierre.

Il presidente democratico e la premier italiana affronteranno interessi strategici comuni, tra cui “l’impegno condiviso a continuare a sostenere l’Ucraina di fronte all’aggressione russa”. Sul tavolo anche il tema degli sviluppi della situazione in Nord Africa e “un più stretto coordinamento transatlantico rispetto alla Cina e alla prossima presidenza italiana del G7“, che l’Italia assumerà nel 2024.

Biden ha invitato Meloni negli Stati Uniti il 26 giugno scorso in una conversazione telefonica, anche se allora non fu specificata la data.

agi.it




Il Comitato di Presidenza del Cgie incontra da remoto il Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli

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cgie22Si è svolto ieri un incontro online fra il nuovo Comitato di Presidenza del Cgie e il Sottosegretario agli Esteri con delega per gi Italiani nel Mondo Giorgio Silli. Le risultanza dell’incontro sono state illustrate alla stampa dal Segretario Generale del Cgie Michele Schiavone e da alcuni consiglieri. “Abbiamo notato una grande disponibilità da parte del Sottosegretario a farsi parte propositiva di molte nostre sollecitazioni e credo che ci sia davvero una volontà per fare bene”, ha esordito Schiavone. Il Segretario Generale ha poi segnalato come durante la riunione siano emersi tre macro argomenti principali: “il primo riguarda la programmazione delle attività del Cgie per la seconda parte dell’anno a medio e breve termine in ambito sociale, culturale, informativo e politico”. Un altro argomento in discussione ha riguardato le riforme legislative nell’ambito della rappresentanza. “ A causa della chiusura anticipata della legislatura precedente, . ha ricordato Schiavone-  diversi iter legislativi, tra i quali le leggi di riforma dei Comites, della cittadinanza e del voto all’estero sono rimasti bloccati”. Per questo il Segretario Generale del Cgie ha chiesto al sottosegretario di riaprire queste tematiche “per rinnovare e riformare gli aspetti essenziali” sui quali sono costruiti i diritti degli italiani all’estero. La discussione con il sottosegretario ha toccato anche la questione di preparare le elezioni europee favorendo la partecipazione dei connazionali che vivono in uno dei 27 paesi membri. Si è anche parlato della ripartenza delle  attività preparatorie della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie “che nel dicembre del 21 ha approvato delle linee guida programmatiche per le comunità degli italiani all’estero impegnando i vari soggetti dello Stato”. Altro tema in discussione la promozione e il sostegno alla stampa italiana all’estero “perché la normativa attuale – ha rilevato Schiavine – va, dal nostro punto di vista, aggiornata e dovrà tener conto dei nuovi strumenti utilizzati per la moderna comunicazione”. Anche su questa tematica, per Schiavone, vi è la disponibilità dell’Esecutivo a lavorare insieme al Consiglio Generale. Si è inoltre parlato di come la variegata realtà degli italiani all’estero dovrà essere coinvolta nella programmazione del progetto del Turismo delle Radici, promosso dalla Farnesina nell’ambito del Pnrr. Un altro tema ha riguardato la parte finanziaria, ossia il funzionamento dei servizi consolari, le risorse umane e il recupero dei fondi per il funzionamento dei Comites che sono stati dimezzati. Senza dimenticare i contributi del Maeci alle associazioni e agli organismi di assistenza presenti nel mondo. Schiavone ha anche segnalato che il Cgie dialogherà in vista della preparazione della finanziaria di fine anno. La promozione della lingua italiana è stato un altro argomento oggetto di discussione: “In tutti gli ambiti che attengono gli Istituti Italiani di Cultura, le scuole pubbliche e paritarie,  i Comitati Dante Alighieri all’estero. Su questo – riferisce Schiavone –   è stata data disponibilità dal sottosegretario Silli a discuterne con il sottosegretario Maria Tripodi che ha la delega sulla materia”.

Silvana Mangione (Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei), ribadendo la capacità di ascolto e di risposta del sottosegretario Silli, ha posto l’accento sulla proposta di riforma delle leggi istitutive di Comites e Cgie. “Quella del Cgie – ha ricordato Mangione – risale al 1998 e fu presentata dal Governo; quella del Comites è del 2003”. Per tale motivo “ho proposto, previa visione del Comitato di presidenza, la realizzazione di una scheda storica di quello che è stato realizzato successo di queste cose e l’idea non è dispiaciuta”. Mangione si è soffermata anche sulla questione dell’insegnamento dell’italiano all’estero, “che sta subendo tagli e perdite, non solo per mancanza di fondi, ma anche per le problematiche relative all’applicazione della circolare 4 che riguarda agli enti gestori”. Per la Vice Segretaria, visto che si sta parlando di proiezione dell’Italia nel mondo,  sarebbe opportuno ricondurre la promozione linguistica e culturale dell’Italia all’estero ad un momento di coordinamento tra i vari ministeri interessati ed il Cgie.  Nell’intervento successivo, Gianluca Lodetti (Vice Segretario Generale di Nomina governativa), ha segnalato di aver posto all’attenzione del Sottosegretario le questioni riguardanti i servizi consolari e i problemi ad essi connessi.  “Noi – ha rilevato Lodetti – abbiamo tre elementi: l’aumento a oltre sei milioni dei nostri concittadini all’estero, la ripresa dopo la pandemia della nuova emigrazione e, malgrado alcuni segnali, un’insufficienza dell’organico della rete Maeci”. “Per migliorare la situazione abbiamo esposto la necessità – ha continuato Lodetti – dell’aumento dell’organico della rete consolare e di un impegno finanziario rinnovato e più incisivo”. Una sfida , quello del miglioramento dei servizi che, per Lodetti, dovrebbe andare di pari passo con la preparazione dei connazionali alla digitalizzazione dei servizi. Per il Vice Segretario la nuova migrazione andrebbe accompagnata sia in fase pre partenza, sia all’estero e in caso di ritorno in Italia. Un problema che andrebbe affrontato anche attraverso la rete associativa e dei patronati all’estero.

Il consigliere Walter Petruziello (componente del CdP per l’America Latina) ha segnalato di aver chiesto al Sottosegretario, una mappatura della situazione consolare nel mondo, soprattutto per il Sud America. Uno studio sulla situazione dei consolati per individuare le variegate esigenze e provvedere all’invio delle necessarie risorse umane.  Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla stampa italiana all’estero Schiavone ha sottolineato: “Da quando è entrata in vigore la legge Crimi assistiamo a situazioni difficili”, rilevando come nei prossimi giorni si riunirà la Commissione Informazione del Cgie per affrontare questa tematica.  Il Segretario Generale ha anche ribadito che il Cgie lavorerà per arrivare a una riforma per la stampa italiana all’estero volta ad ampliare l’offerta informativa con risorse adeguate.  Riguardo ai nuovi obiettivi della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie Schiavone ha affermato di voler ridare slancio a “tutti gli strumenti normativi e creare condizioni nuove affinché gli impegni assunti sulla mobilità, sulla cittadinanza diffusa, sulla partecipazione” siano rispettati. “Credo – ha aggiunto – che sia necessario la convocazione una nuova Conferenza mondiale dell’emigrazione”. (Alessio Mirtini – Inform)




Sinner in semifinale a Wimbledon. Venerdì affronterà Djokovic

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downloadPrima semifinale Slam per Jannik Sinner, che – come da pronostico – batte il russo Roman Safiullin, e diventa il terzo italiano, dopo Nicola Pietrangeli e Matteo Berrettini, a superare i quarti di finale sui prati londinesi di Wimbledon, il decimo italiano nella storia ad entrare tra gli ultimi quattro in uno dei quattro Major.

Dopo quattro sconfitte in altrettante apparizioni ai quarti di finale di uno Slam, l’altoatesino, favorito n.8, pur senza esprimere il suo miglior tennis, e nonostante un passaggio a vuoto che gli costa il secondo set, si impone in 2′ 12′ (6-4 3-6 6-2 6-2) contro il n.92 al mondo, all’esordio assoluto ai “The Championships”, facendo infine valere la sua superiorità tecnico-tattica.

“È un momento molto importante per me – la soddisfazione di Sinner -. Ho lavorato duramente, in campo e fuori, per vivere un momento come questo. La semifinale? Giocherò il mio tennis, come cerco sempre di fare quando scendo in campo. E vediamo cosa succede…”.

E sarà Novak Djokovic il rivale di Jannik Sinner in semifinale, venerdí 14, alle 14.30 ora italiana.

Nei quarti, il serbo campione uscente ha superato in rimonta il russo Andrey Rublev in quattro set, con il punteggio di 4-6, 6-1, 6-4, 6-3, in poco meno di tre ore di gioco. E’ la 12/a volta in carriera che Djokovic centra la semifinale del torneo londinese.

ansa