Con pale e stivali i volontari risollevano la Romagna

alluvione emilia romagna castel bolognese bologna 6

“Non siete qui solo per spalare. Siete qui per dare un messaggio: il mondo continuerà ad andare avanti, l’acqua non ha vinto. Anche solo vedervi girare per il paese darà alle persone molta speranza e vi assicuro che ne hanno un gran bisogno“. Riccardo è uno dei ragazzi che a Castel Bolognese, in provincia di Ravenna, accoglie le volontarie e i volontari che arrivano da ogni parte per dare una mano nei territori emiliano-romagnoli travolti dall’alluvione. Si arriva al gazebo, ci si registra, chi non è attrezzato afferra guanti, stivali, una pala o un preziosissimo tira acqua. Il “corso di formazione” di Riccardo dura pochi minuti e parte dalle nozioni tecniche: mai smaltire il fango nei tombini, mai operare a mani nude, mai muoversi da soli, mai sottovalutare un taglietto. Poi la parte più complicata, in cui Riccardo spiega che i volontari troveranno persone che rifiuteranno il loro aiuto e potrebbero anche avere paura di vederli arrivare alla porta di casa. “Quando prendete un oggetto qualsiasi non chiedete ‘questo dove lo butto?’. Sarà coperto di fango, ma per quelle persone è un ricordo della loro vita. Qualcuno vi risponderà male e vi manderà a quale paese. Ma voi chiedete scusa e andate avanti, anche se avete fatto del bene”. Evitare qualsiasi forma di conflitto, suggerisce chi è sul campo da giorni. E nei casi più difficili, segnalare la situazione ad un punto di coordinamento affinchè possano intervenire assistenti sociali o psicologi. E poi, a lavoro finito: “Alla persona che state lasciando chiedete sempre come sta il vicino o se è a conoscenza di qualche famiglia di quella strada che ha bisogno di aiuto“.

 

Da Bologna, oltre ai canali istituzionali, molti volontari partono appoggiandosi alle campagne messe in piedi dal basso: ad esempio quella di Plat e dalla Colonna solidale autogestita. Martedì si parte dal circolo anarchico Berneri per Forlì, mercoledì dalla Bolognina per Castel Bolognese. E via così. Sono giorni feriali ma si radunano almeno 60 persone per volta. Molti studenti, compresi gli Erasmus: “Finalmente sono utili anche loro”, scherza qualcuno sentendo parlare spagnolo. Per chi ha bisogno ci sono gli stivali a disposizione, recuperati con le raccolte di materiale o grazie al crowdfunding. Ma a sera bisogna riportarli puliti, o diciamo non troppo sporchi, perchè serviranno a qualcun altro il giorno dopo. Intanto c’è chi raccoglie i numeri di telefono e crea un gruppo su Telegram e Whatsapp, che servirà a gestire le informazioni per tutta la giornata. Poi c’è la conta delle macchine, sperando che bastino per tutti. Si parte.

La carovana che parte dal Berneri viene indirizzata alla sede dell’associazione Forlì città aperta, trasformata in un punto di accoglienza e smistamento dei volontari. Lì si sa dove andare perchè vengono raccolte le richieste di aiuto. Anche qui si distribuiscono gli attrezzi, ma bisogna lasciare nome di battesimo e numero di telefono: “Ci spiace dover fare così ma in questi giorni troppo materiale non è tornato indietro”, spiega una ragazza. Una squadra viene indirizzata verso una casa privata, un’altra verso un centro civico e si prosegue così. Ci vuole un po’ a coordinare il tutto o ad avere la disponibilità di strumenti. Qualcuno freme, altri con più esperienza (sono pochi giorni, ma valgono molto) predica calma: “Qui ci vuole molta buona volontà, ma anche tanta pazienza”. E infatti poco dopo arriva il tempo di cominciare a svuotare una cantina ancora allagata o spalare il fango. Finita una “missione”, ce n’è un’altra. E se non c’è, si gira per mettersi a disposizione. Arrivare al quartiere Romiti è un pugno allo stomaco: cataste di mobili alte due metri ad ogni lato della via, strade polverose a causa del fango essiccato, mezzi di soccorso, i segni lasciati dall’acqua sugli edifici fino alle finestre del primo piano. E abitanti stanchi, ma tutti all’opera. “Serve aiuto?”, chiedono i volontari. “Vi ringrazio ma no, sono a buon punto. Altri ragazzi come voi hanno già fatto molto qui. Meglio se andate a chiedere più avanti perchè magari c’è chi è più indietro”, rispondono spesso le teste che sbucano dai garage.

A sera ci si ritrova al punto di partenza. Tutti dello stesso colore, lasciato dal fango: una specie di ‘divisa civile’ che accomuna i tanti che, senza conoscersi fino al giorno prima, si sono ritrovati fianco a fianco per una catena umana di secchi o per spostare una lavatrice lungo le scale. Ora i volontari lasciano la pala e prendono un panino o il tè, buonissimo, preparato dalla signora marocchina che vive di fianco. Ognuno ha una storia, piccola o grande, da condividere con gli altri. “Un paio di volte la proprietaria della casa dove stavamo lavorando ci ha rimproverato perchè stavamo sporcando”, riporta quasi incredula una ragazza. “Io in una cantina mi sono trovato davanti un busto di Mussolini”, dice un altro. “Io invece mi sono ritrovato con un bicchiere in mano prima ancora di dare la prima spalata: una famiglia aveva appena scoperto di aver salvato il vino del nonno e hanno stappato per festeggiare”, racconta il più fortunato della compagnia. Poi si riparte, dopo aver cambiato i vestiti o almeno ricoperto i sedili con le buste di plastica: il giorno dopo l’auto serve per andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola.

Il giorno dopo si parte da Plat. In magazzino ci sono i soliti stivali, ma anche 3.000 banane arrivate dalla bottega ExAequo come donazione per gli sfollati. A Castel Bolognese il punto di ritrovo è al palazzetto dello sport, in mezzo a decine di mezzi dei Vigili del fuoco. Di nuovo: assegnazione degli attrezzi, formazione delle squadre, distribuzione di “pizzini” di carta con indirizzi da raggiungere e numeri di telefono. Si va nelle abitazioni, nelle parrocchie, nelle scuole e in altri locali pubblici. Qualche missione, in un primo momento, va a vuoto: “Vi abbiamo chiamato per spostare i mobili della nonna che vive qui, ma ora è andata un po’ a riposare. Se possibile passate tra un po’ perchè io non so dove vanno messe le cose”, racconta il nipote, impegnato a sistemare la casa della parente dopo aver ripulito la sua, allagata allo stesso modo: “Non avevo altro è tolto tutta l’acqua con la spazzolina per il parabrezza dell’auto”, racconta il ragazzo. I mobili da spostare sono in cortile e vanno riportati dentro: le previsioni meteo non sono buone e la nonna ha paura che i mobili, cioè almeno quelli salvati dall’alluvione, ora si rovinino per la pioggia. Mentre i volontari spostano e puliscono, passa un vicino. “L’abbiamo presa brutta”, dice la signora. “A me è crollato il negozio. Si è aperta una voragine nel pavimento grande così”, è la risposta dell’uomo.

“In questi giorni ho buttato via metà della mia vita”, racconta un altro residente accogliendo i volontari chiamati per rimuovere il fango e oggetti di ogni tipo da un garage. Si definisce “un comunista di quelli di una volta”, tanto di una volta che ormai da 30 anni non va più a votare. “E ma a non andare a votare per 30 anni poi succedono queste cose”, commenta il volontario con la maglietta dell’Anpi di Cento. Neanche lui è un ragazzino: il volontario lo aveva già fatto in Friuli dopo il terremoto del 1976. Il “comunista di una volta”, invece, il volontario lo faceva pilotando gli aerei dell’anticendio boschivo. Ecco spiegati gli oggetti così strani che un po’ alla volta passano dal garage all’ammasso che si ingrossa in strada: “Io qui ci costruivo ultraleggeri”, racconta l’uomo.

Altra tappa, dopo aver percorso le strade del centro: polverose come quelle del giorno prima e quasi vuote, se non fosse per gli spostamenti di chi è all’opera. Un gruppo di volontari ha appena finito di tirare fuori da un archivio sotterraneo un mucchio di faldoni pieni di documenti, resi pesantissimi dall’acqua e dal fango. Spuntano perfino delle ossa, probabilmente reperti di qualche tipo. Il compito della squadra appena arrivata? Riportare giù gli stessi faldoni. Vola qualche sguardo stranito, ma senza proteste in due minuti la catena ricomincia. Al contrario. “D’accordo, li ho portati su. D’accordo, ora li riporto giù. Ma dopo non venitemi a cercare per riportarli su di nuovo…”, dice un operaio in pensione, siciliano trapiantato in Emilia-Romagna, che molti ormai conoscono perchè spala da giorni. “E dire che stasera avrei dovuto essere a Roma per la finale di Coppa Italia. C’ho anche rimesso 200 euro di biglietto. Ma qui c’erano delle persone da aiutare e in questi momenti si può pensare alle partite?”.

A sera, di nuovo, ci si ritrova al punto di partenza. Piadine, gelati, stivali da lavare. Ci si saluta, sapendo che difficilmente ci si incontrerà di nuovo. Molti il giorno dopo non potranno esserci perchè bisogna riprendere il lavoro o tornare a Trieste o andare all’università per una lezione obbligatoria. Molti invece ci saranno di nuovo e altri ancora, c’è da scommettere, arriveranno.

ag. DIRE – www.dire.it




2 Giugno: l’Italia siamo noi!

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Gli italiani, un patrimonio di valori per la Repubblica. È questo il tema scelto per la 77^ edizione della Festa della Repubblica, a sottolineare che l’Italia è l’insieme dei valori che i suoi cittadini esprimono, in Patria e all’estero.
Oltre al Tricolore, emblema del nostro Paese, caratterizza il manifesto rappresentativo della Festa della Repubblica la frase: “L’Italia siamo noi”.
Poche parole a simboleggiare che la Repubblica non esisterebbe senza la coesistenza di differenti sogni, provenienza, età, professioni, condizioni sociali che senza alcuna distinzione si identificano in una unità che affratella tutti i cittadini e le cittadine del nostro Paese.
L’Anniversario della Repubblica sarà celebrato con una serie di iniziative che si terranno in tutta Italia per commemorare il 2 giugno 1946, giorno in cui si svolse il referendum sulla forma istituzionale dello Stato che, con il voto popolare, condusse alla nascita della Repubblica italiana e pose le basi della Costituzione repubblicana.
In particolare, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha invitato il 1°giugno i Capi Missione accreditati in Italia al Concerto eseguito al Quirinale dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI diretta da Speranza Scappucci.
In programma musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, Gioacchino Rossini, Giuseppe Martucci e Giuseppe Verdi.
Il Concerto sarà trasmesso in diretta su Rai Uno e Rai Radio 3, a partire dalle 17.50 e sarà aperto dal saluto del Presidente Mattarella.
Al termine seguirà il tradizionale ricevimento serale nei Giardini del Quirinale. Sempre giovedì, alle ore 15.00, nella Piazza del Quirinale si svolgerà il cambio della guardia in forma solenne da parte del Reggimento Corazzieri a cavallo con la Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo.
Venerdì 2 giugno, alle ore 9.15, il Presidente Mattarella, alla presenza delle più alte cariche Istituzionali, renderà omaggio all’Altare della Patria con la deposizione di una corona d’alloro con nastro tricolore.
Successivamente riceverà, in Via di San Gregorio, la presentazione dei Reparti schierati per la rivista e assisterà dalla tribuna presidenziale di via dei Fori Imperiali alla tradizionale Parata Militare.
Nel pomeriggio del 2 giugno l’apertura al pubblico dei Giardini del Quirinale, dalle ore 16.30 alle 18.30, sarà riservata a categorie di persone con fragilità. L’individuazione degli ospiti è stata curata dalle associazioni a carattere nazionale rappresentative delle categorie.
In concomitanza dell’apertura dei Giardini, per la prima volta si esibiranno al Quirinale il Coro Giovanile Italiano della Federazione Nazionale Italiana delle Associazioni Regionali Corali (Feniarco), la Banda Musicale Giovanile del Piemonte dell’Associazione Nazionale Bande Italiane Musicali Autonome (ANBIMA) e, come lo scorso anno, la Banda Interforze. (aise) 




Tajani incontra Il Ministro sudafricano delle Relazioni Esteriori

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downloadIl Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha avuto oggi un colloquio con il Ministro delle Relazioni Internazionali e Cooperazione del Sudafrica, Grace Naledi Mandisa Pandor.

Il Vicepremier, nel congratularsi con il Ministro Pandor per la nomina a Inviato Speciale per la pace in Ucraina presso i Paesi G7, ha innanzitutto espresso l’apprezzamento del governo italiano per l’impegno del Sudafrica a favore dell’avvio di un percorso negoziale verso una pace giusta, complessiva e duratura in Ucraina, rispettosa della Carta ONU e delle prerogative sovrane di Kiev. “L’Italia, in coordinamento con i partner UE e NATO, è al fianco di tutti i Paesi impegnati a lavorare costruttivamente per questo obiettivo”, ha esordito Tajani.

“E’ fondamentale favorire condizioni propizie per Kiev ed esercitare pressioni su Mosca. Solo così si potrà avviare un percorso di pace e ristabilire il primato del diritto internazionale. Crediamo che il Sudafrica, e l’Africa in generale, possa dare il proprio contributo ai nostri sforzi, veicolando a Mosca la necessità di porre fine immediatamente alle ostilità”, ha osservato Tajani.

I due Ministri hanno confermato anche la volontà di rafforzare il partenariato economico bilaterale. Il Sudafrica è il primo Paese destinatario delle esportazioni italiane nell’Africa sub-sahariana, dove operano con successo molti gruppi e PMI, soprattutto nei settori delle infrastrutture, energia, agro-industria e automotive. “La complementarietà tra i nostri due sistemi industriali”, ha sottolineato Tajani, “apre ampi spazi a collaborazioni e joint ventured tra le nostre imprese in molti settori”.




Il Ministero degli Affari Esteri a sostegno dell’Emilia Romagna

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il ministero degli affari esteri a sostegno dell emilia romagnaSu indicazione del Vice PdC e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, la Farnesina attraverso ICE, SACE e SIMEST, ha stanziato 705 milioni di euro per le zone dell’Emilia Romagna colpite dall’alluvione.

In occasione della sua visita nelle zone in stato di emergenza, il Ministro ha illustrato nel dettaglio gli strumenti messi in campo a sostegno delle aziende presenti sul territorio, che comprendono tre interventi sul fronte della finanza agevolata: uno stanziamento di 300 milioni di Euro a fondo perduto per l’erogazione di ristori alle imprese esportatrici delle aree alluvionate; una quota dedicata delle risorse già disponibili sul Fondo 394/81 per complessivi 400 milioni di euro destinati alla concessione di finanziamenti a tassi agevolati con quote di fondo perduto pari al 10%; la sospensione per un periodo di 12 mesi dei pagamenti sui finanziamenti in essere a valere sul Fondo 394. I restanti fondi sono destinati al sostegno all’export e all’inserimento nei mercati esteri.

Per raccogliere le richieste delle imprese esportatrici, la Farnesina ha attivato l’indirizzo email: export.emergenza2023@esteri.it




Ponte sullo Stretto di Messina, il Senato dice di si

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170959249 2a4ee19e 5bac 4c2f 85fd 9dbd24716c71Con 103 voti a favore, 49 contrari e tre astenuti l’Aula del Senato ha dato il via libera definitivo al dl sul Ponte sullo Stretto di Messina. “Non è il Ponte di Messina ma è il ponte degli italiani. È il ponte più studiato al mondo, più verificato al mondo, più indagato al mondo e più atteso. Sarà il ponte a campata unica più lunga al mondo”, ha commentato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini.

“Oggi è una grande giornata, non solo per Sicilia e Calabria ma per l’Italia intera. Orgoglioso di questo nuovo traguardo: proseguiamo sulla strada dei ‘si”, con coraggio e buonsenso”, ha aggiunto. Per Salvini si saranno creati “100 mila posti di lavoro veri”.

Si tratta, ha spiegato il leader leghista, “di investimenti veri in Calabria e Sicilia, non sulla carta, parliamo di 28 miliardi tra strade, autostrade e ferrovie in Sicilia e altrettanti 28 miliardi in Calabria. Sarà una rivoluzione sociale, economica e ambientale”.

Il Ponte sullo Stretto, ha assicurato, sarà “un’opera green non a chiacchiere ma ci saranno oltre 100.000 tonnellate di emissioni di CO2 in meno e un mare più pulito e non solcato da centinaia di traghetti”.

agi.it




Alluvione. Oggi lutto nazionale. Bandiere a mezz’asta in Camera e Senato

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“Lutto nazionale per l’alluvione in Emilia-Romagna. Le bandiere di Montecitorio sono a mezz’asta oggi”. Questo il messaggio della Camera dei Deputati su Facebook e Twitter. Stessa decisione anche per il Senato della Repubblica: le bandiere italiana ed europea sono esposte a mezz’asta sulla facciata di Palazzo Madama.

 

Mentre continuano i lavori di sgombero nelle zone colpite, oltre 15.000 persone sono riuscite a rientrare nelle proprie case in Emilia-Romagna. Ma sono ancora circa 20.000 gli sfollati. A fare il punto è il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, questa mattina in collegamento con SkyTg24. “Ci auguriamo che le nuove precipitazioni previste per questi giorni risultino non pesanti, ma deboli- afferma Bonaccini- è comunque attivata tutta la struttura della Protezione civile. Per fortuna oltre 15.000 persone sono rientrate nelle loro case negli ultimi giorni. Siamo attorno alle 20.000 in questo momento, speriamo si possa tornare presto in una situazione di maggiore normalità”.

BONACCINI: NON ABBIAMO ANCORA LA STIMA DEI DANNI

Per Bonaccini, adesso “si tratta di ripristinare il prima possibile la normalità, superando questa fase di emergenza. E poi avviare la ricostruzione come facemmo nel 2012 dopo il terremoto”. Dal Governo, ieri, “abbiamo ottenuto gran parte delle cose che avevamo richiesto insieme alla parti sociali rispetto alla fase di emergenza” legata a lavoratori, imprese e famiglie, sottolinea il presidente, che però frena le stime fatte al momento sui danni causati dall’alluvione. “Leggo cifre e numeri come giocassimo a tombola- afferma- io sono abituato a non giocare a tombola di fronte alle tragedie. Non abbiamo ancora la stima dei danni, la faremo presto”.

Dopo la prima ondata di inizio maggio era stato calcolato circa un miliardo di euro di danni. Questa volta, sottolinea Bonaccini, “solo per le strade siamo intorno al miliardo. Nel complesso saranno diversi miliardi di euri”. Domani in Emilia-Romagna sarà in visita la presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen. “Chiederemo l’attivazione del Fondo di solidarietà europeo come già si fece per il terremoto- conferma il governatore- ci sono tutte le caratteristiche qui per accedere a diverse centinaia di milioni di euro per venire incontro alle esigenze del territorio”.

ag DIRE – www.dire.it




CdM. Varato il decreto maltempo

++ maltempo:meloni,sospensione versamenti tributari fino a 31/8

++ maltempo:meloni,sospensione versamenti tributari fino a 31/8

Si è concluso il Consiglio dei ministri chiamato a varare il decreto legge maltempo.

“Vorrei raccontare i provvedimenti licenziati, che offrono prime importanti risposte ai territori colpiti dall’alluvione in Emilia Romagna” ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al tavolo con il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini e le parti sociali della regione.

“È un decreto legge con i primi interventi urgenti, molto corposo, ci sono molte misure”, ha aggiunto.

“Il decreto legge prevede la sospensione dei termini relativi ai versamenti tributari e contributivi fino 31 agosto. Sul tema delle utenze è stata deliberata la sospensione da parte di Arera. Per quanto riguarda i mutui, non c’è bisogno di una norma. Su questo fa fede il protocollo d’intesa con Abi sulla sospensione dei mutui in caso di eventi calamitosi” ha detto Meloni.

“Per la scuola c’è un fondo da 20 milioni di euro per la continuità didattica, e la facoltà al ministro dell’Istruzione, con ordinanza, a lavorare con una certa flessibilità all’adempimento degli esami di maturità con gli istituti coinvolti” ed è prevista “la cassa integrazione in deroga per tutti i dipendenti fino a 90 giorni, una misura coperta fino a 580 milioni di euro. E c’è anche una tantum fino a 3mila euro per i lavoratori autonomi costretti a interrompere l’attività, con copertura fino a 300 milioni di euro”.

“Complessivamente questo primo provvedimento prevede uno stanziamento di oltre 2 miliardi di euro per le zone colpite dall’alluvione – ha sottolineato la premier – . Credo sia giusto ringraziare tuti i ministri”. “Nella situazione attuale in cui si trova l’Italia, trovare 2 miliardi di euro in qualche giorno non è una cosa facile. Va dato atto a tutto il governo di essersi dedicato all’emergenza con il massimo della concentrazione, disponibilità e operatività possibile”.

“Il ministero degli Affari esteri ha previsto un contributo a fondo perduto per le imprese esportatrici danneggiate dall’alluvione a valere sul fondo Simest (supporta la crescita delle imprese italiane nel mondo – ndr) con una copertura di ulteriori 300 milioni di euro. C’è poi la creazione di una quota riservata di 400 milioni di euro” che riguarda tassi agevolati a fondo perduto” ha precisato Meloni sottolineando che “ci sarà fase di ricostruzione, sulla quale ancora non siamo ancora in grado di quantificare complessivamente le necessità e i danni, ma insomma in passato interventi di emergenza da 2 miliardi di euro non so se si erano visti”.

“Il ministro della Cultura Sangiuliano prevede l’aumento temporaneo di un euro dei biglietti di ingresso ai musei, utilizzando i proventi di questa misura per ripristinare i beni culturali interessati” ha fatto sapere Meloni durante l’incontro.

L’intervento di Bonaccini

“Ringrazio il Cdm per velocità e lo sforzo”, ha detto il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini parlando con Giorgia Meloni dopo il consiglio dei ministri. “Nella velocità e nell’efficacia nel dare una risposta a cittadini e imprese ci sarà la possibilità di essere capiti. C’è chi ha perso tutto o quasi”. “Grazie alla premier per essere venuta nella nostra terra ferita e così ai ministri e ai sottosegretari. Abbiamo portato il sistema delle imprese, i professionisti e i sindacati. È un modo di lavorare che abbiamo già sperimentato e che è stato utilissimo per affrontare l’emergenza e la ricostruzione. C’è chi ha perso tutto e chi quasi tutto”. “Solo i danni alle strade sono di un miliardo”, ha aggiunto.

“Giovedì verrà la presidente Von der Leyen” nei paesi alluvionati ha aggiunto Bonaccini, aggiungendo che “servirà poi un decreto per la ricostruzione. Per il terremoto con 12 miliardi di euro di danni abbiamo ricostruito quasi tutto. Abbiamo bisogno di norme di semplificazione per una capacità di intervento adeguata ad una ricostruzione che sia fatta bene, nel pieno rispetto della legalità ma anche rapida, per far ripartire una regione prima per export procapite. Sono miliardi di euro di danni: Ci sono 300 frane attive, sono venuti giù interi boschi, c’è il tema dei fiumi e c’è il tema delle strade e delle infrastrutture”.

ansa.it




È morta la giornalista Maria Giovanna Maglie

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maria giovanna maglie fileminimizerSi è spenta questa mattina, all’età di 70 anni, la giornalista e saggista Maria Giovanna Maglie. A darne l’annuncio è stata Francesca Chaouqui che su Twitter ha scritto: “Amici miei, Maria Giovanna Maglie è tornata questa Mattina alla Casa del Padre. È stata portata al San Camillo Forlanini la scorsa notte per una complicazione venosa ed è spirata poco fa. Ero accanto a lei, ha lottato fino alla fine come sempre. Adesso è in pace”.

Giornalista e scrittrice, Maglie aveva da tempo problemi di salute: operata per un aneurisma all’aorta è stata ricoverata per due mesi in ospedale a causa delle complicazioni.

Prima giornalista de L’Unità poi entrata in Rai, nel 1989, Maria Giovanna Maglie è stata spesso al centro di polemiche. Nel 2019 la RAI voleva affidarle una striscia quotidiana dopo il Tg1 ma il progetto non andò in porto per l’opposizione di Movimento 5 Stelle e Pd. Nello stesso anno, fece scalpore un’intervista in cui riferendosi a Greta Thumberg diceva: “L’avrei messa sotto con la macchina”. La giornalista partecipò anche come opinionista in alcuni programmi tv come La vita in diretta e L’isola dei famosi.

ag dire- www.dire.it




Capaci, il 23 maggio di 31 anni fa

strage capaci

strage capaci“Il 23 maggio di trentuno anni fa lo stragismo mafioso sferrò contro lo Stato democratico un nuovo attacco feroce e sanguinario. Con Giovanni Falcone persero la vita sua moglie Francesca Morvillo, magistrata di valore, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, che lo tutelavano con impegno. Una strage, quella di Capaci, che proseguì, poche settimane dopo, con un altro devastante attentato, in via D’Amelio a Palermo, nel quale morì Paolo Borsellino, con Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 31° anniversario della strage di Capaci.

“A questi testimoni della legalità della Repubblica, allo strazio delle loro famiglie, al dolore di chi allora perse un amico, un maestro, un punto di riferimento- continua- sono rivolti i primi pensieri nel giorno della memoria. Quegli eventi sono iscritti per sempre nella storia della Repubblica. Si accompagna il senso di vicinanza e riconoscenza verso quanti hanno combattuto la mafia infliggendole sconfitte irrevocabili, dimostrando che liberarsi dal ricatto è possibile, promuovendo una reazione civile che ha consentito alla comunità di ritrovare fiducia”.

Per Mattarella “i criminali mafiosi pensavano di piegare le istituzioni, di rendere il popolo suddito di un infame potere. La Repubblica seppe reagire con rigore e giustizia. Magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno demolito la presunzione mafiosa di un ordine parallelo, svelando ciò che la mafia è nella realtà: un cancro per la comunità civile, una organizzazione di criminali per nulla invincibile, priva di qualunque onore e dignità”. Continua il capo dello Stato: “La mafia li ha uccisi, ma è sorta una mobilitazione delle coscienze, che ha attivato un forte senso di cittadinanza. Nelle istituzioni, nelle scuole, nella società civile, la lotta alle mafie e alla criminalità è divenuta condizione di civiltà, parte irrinunciabile di un’etica condivisa. L’azione di contrasto alle mafie va continuata con impegno e sempre maggiore determinazione. Un insegnamento di Giovanni Falcone resta sempre con noi: la mafia può essere battuta ed è destinata a finire”.

ag Dire – www.dire.it




Il Ministro degli Esteri Tajani domani a Forlì per sostegno a imprese dei territori alluvionati

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downloadIl Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, si recherà domani pomeriggio, martedì 23 maggio, in missione a Forlì.

La visita inizierà con una riunione presso il Comitato Operativo Comunale sulla situazione di emergenza alle 18.30.
A seguire, presso la Sala Consiliare del Municipio di Forlì, il Ministro Tajani incontrerà, con il Sindaco Gian Luca Zattini, i rappresentanti del mondo imprenditoriale, associativo e camerale delle province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna. All’incontro prenderanno parte anche i vertici di ICE, SACE, SIMEST e CDP.

Il Vicepremier illustrerà ai delegati delle Associazioni le misure di finanza agevolata e le iniziative/strumenti promozionali che, su sua indicazione, la Farnesina ha deciso di mettere in campo a sostegno delle imprese colpite dall’emergenza, in coerenza con la strategia di diplomazia per la crescita avviata dal Governo e d’intesa con i vertici degli Enti preposti al sostegno all’internazionalizzazione.