Elezioni europee: online le istruzioni per la presentazione e l’ammissione delle candidature

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2europeeIn vista delle elezioni europee in programma sabato 8 e domenica 9 giugno prossimi (all’estero i connazionali residenti in uno dei paesi dell’Unione voteranno venerdì 8 e sabato 9 giugno – ndr), il dipartimento per gli Affari interni e territoriali (Dait), direzione centrale per i Servizi elettorali, del Ministero dell’Interno ha pubblicato le istruzioni per la presentazione e l’ammissione delle candidature.
Il documento, consultabile online, tiene conto delle novità legislative introdotte con il decreto-legge 29 gennaio 2024, n. 7, convertito dalla legge 25 marzo 2024, n. 38. Nelle istruzioni è presente, tra l’altro, una specifica sezione sul deposito dei contrassegni di lista presso il ministero dell’interno, previsto nei giorni 21 e 22 aprile prossimi.
Il documento è disponibile qui. (aise)




Rimpatriata dall’Aeronautica militare una bambina italiana ricoverata d’urgenza in Thailandia

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eye 2683414 1280È atterrato ieri, all’Aeroporto di Ciampino, il velivolo dell’Aeronautica Militare proveniente dalla Thailandia che ha riportato a Roma una bambina italiana ospedalizzata d’urgenza a Phuket, nei giorni scorsi, in conseguenza del manifestarsi di una complessa patologia.

L’operazione di rimpatrio, richiesta dal Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, si è resa necessaria a seguito di un delicato intervento d’emergenza che ha stabilizzato le condizioni della bimba, ma richiedeva un rientro in sicurezza. Il Ministro Tajani, in accordo con la Presidenza del Consiglio, ha quindi favorito l’intervento dell’Aeronautica Militare con un volo dedicato necessario per garantire alla minore un trasferimento quanto più breve e meno invasivo possibile, alla luce del delicato quadro clinico e della giovanissima età della paziente.

Sin dall’inizio di questa delicata vicenda, l’Ambasciata d’Italia a Bangkok, in stretto coordinamento con l’Unità per la Tutela degli Italiani all’estero della Farnesina, ha prestato ogni necessaria assistenza alla connazionale e ai suoi familiari, mantenendo stretti contatti con i congiunti e con l’ospedale italiano, nonché sensibilizzando le Autorità ospedaliere locali sull’importanza del caso e sulla necessità di un rapido rimpatrio sanitario.

“Sono felice che la bambina sia tornata a casa”, ha commentato il Ministro Tajani, “e colgo l’occasione per formularle i miei migliori auguri”. Il Vicepremier ha, inoltre, ringraziato il personale dell’Aeronautica Militare che ha gestito il rientro della connazionale, i funzionari della Farnesina e della Sede diplomatica per il lavoro svolto, sottolineando il “costante impegno del Governo italiano per la tutela dei nostri connazionali nel mondo”.

La bambina è stata immediatamente ricoverata in un presidio Clinico della Capitale.

Foto: una bambina, fonte Pixabay




Buona Pasqua a tutti nostri lettori!

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imagesBuona Pasqua alle migliaia di lettori di Fatti Nostri sparsi in ogni parte del mondo e che raggiungiamo puntualmente ogni giorno attraverso la web.

Anche noi ci prendiamo un paio di giorni di vacanza pasquale.

Gli aggiornamenti torneranno martedì 2 aprile.




Le tradizioni pasquali in Italia: i 12 eventi più emozionanti

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captuLa settimana di Pasqua in Italia è una dei momenti più importanti non solo dal punto di vista religioso. L’Italia tutta, da Nord a Sud, è ricca di tradizioni pasquali antichissime che si tramandano da secoli, di generazione in generazione.

A metà tra culto religioso e folklore più puro, le celebrazioni che precedono la Domenica di Pasqua sono un’esperienza da vivere e da conoscere meglio.

Suggestive, misteriose, emozionanti: ecco le tradizioni pasquali in Italia. In questo tour, ne scopriremo 12, così autentiche da essere imperdibili.

Tradizioni pasquali in Italia

Tradizioni pasquali in Italia

Desideri sapere quali sono le tradizioni pasquali in Italia più coinvolgenti, caratteristiche e di maggior impatto emotivo?

Le processioni e le rievocazioni folkloristiche legate a quest’importantissima festività cattolica sono cariche di molteplici simbologie. Qualora decidessi di organizzare un viaggio durante questo periodo, la redazione di Visit Italy ha selezionato alcuni degli migliori eventi da non lasciarsi sfuggire.

Il nostro excursus ti guiderà alla scoperta delle più affascinanti le tradizioni pasquali in Italia e dei riti devozionali più spettacolari.

12. Tradizioni pasquali in Italia: a Savona la Pasqua è in Processione per le vie della città

A Savona la Pasqua è in Processione per le vie della città

“La deposizione nel Sepolcro” è la penultima cassa che viene portata in processione (fotografia di Mariangela Calabria)

Anche a Savona, città affacciata sul Mar Ligure, va in scena una processione religiosa che ha più di 800 anni di storia.

Intorno al 1200, in occasione del Venerdì Santo, le Confraternite organizzavano processioni piuttosto spettacolari, in cui la presenza di flagellazioni e rappresentazioni popolari superavano di gran lunga l’elemento sacro.

Solo nel Seicento, si decise di riportare la processione alla sua dimensione religiosa, arricchendo il corteo di gruppi scultorei lignei. Il più famoso è certamente “Ecce Homo“ di Renata Cuneo, realizzato negli Anni Settanta del Novecento. Il gruppo scultoreo, alto più di 2 metri, propone al centro della scena Gesù, con il manto color porpora indossato a guisa di mantello, come a indicarne la regalità.

Si tratta dell’ottava di 15 “casse“, così vengono chiamate, che vengono portate in spalla per le strade Savona il Venerdì Santo di ogni anno pari.

Come cambieranno le tradizioni pasquali se ci spostiamo verso il Centro Italia?

11. La Processione delle Macchine nella tradizione pasquale di Vercelli

La tradizione risale a qualche secolo fa, tra Sei e Settecento, e le “Macchine” non hanno nulla a che vedere con macchinari o automobili. Sono in realtà pesanti gruppi scultorei lignei, solitamente conservati all’interno delle chiese delle confraternite di Vercelli, che il Venerdì Santo vengono portati in processione.

Ad illuminare il suggestivo corteo, solo la luce delle fiaccole, mentre tutt’attorno i componenti delle confraternite avanzano abbigliati dai costumi tradizionali.

Dopo la processione delle Macchine, segue l’Arcivescovo con la reliquia della Santa Croce e quindi tutto il popolo, goliardicamente chiamato “compagnia d’j arbuton“, ovvero “la compagnia degli spintoni“, per il modo poco ortodosso di comportarsi onde guadagnare la visuale migliore sulla scena.

10. In Piemonte, Gerusalemme rivive ogni 2 anni a Pasqua

captuParliamo delle tradizioni pasquali in Italia, ma in realtà vi portiamo nell’antica Gerusalemme. Solo negli anni dispari, infatti, va in scena il Venerdì Santo di Romagnano Sesia, in provincia di Novara. Una celebrazione di ben 4 giorni, in cui più di 300 attori e comparse fanno rivivere agli spettatori la Via Crucis di Gerusalemme.

Si vedranno i legionari a cavallo, e i veliti, ovvero i soldati armati alla leggera, che seguono a piedi, per un totale di 14 scenette. E, come d’incanto, il piccolo borgo piemontese si trasforma in un’antica città della Palestina.

E negli anni pari, invece, cosa accade a Romagnano Sesia? Sarà il momento di un’interessante manifestazione dedicata all’Epifania.

Se pensate che sia la tradizione pasquale più peculiare del Piemonte, forse continuare a leggere l’articolo vi farà sbalordire ancora di più.

9. Suggestive tradizioni pasquali a Radicofani, in Val d’Orcia

Le bellezze della Val d’Orcia, nell’entroterra senese, sono conosciute e amate in tutto il mondo. Vi è forse un paesino, Radicofani, le cui usanze pasquali sono ancora per lo più sconosciute. Negli ultimi anni, però, giornalisti e blogger hanno iniziato a raccontarne affascinati lo splendore, perché questo piccolo borgo toscano mette in scena qualcosa di a dir poco indimenticabile.

Si inizia già il Giovedì Santo, quando una Messa ricorda l’Ultima Cena e l’apertura del Sepolcro. Si preparano i lumi e i candelabri, gli arredi, i pani e i biscotti (senza uovo). Dopo la Messa e la Lavanda dei Piedi, si prosegue con la processione di Penitenza: prima gli scalzi, che portano una grande croce e due lumi, poi le persone che rappresentano gli Apostoli e infine il popolo. La processione poi si scioglie nell’attesa silenziosa del Venerdì Santo e della “processione buia”.

Alle ore 13.00, leggendo antichi testi settecenteschi, iniziano le “Tre ore di Agonia” all’interno della Chiesa di Sant’Agata. I rami di bosso che rappresentano il Calvario sono illuminati da 750 piccoli lumi. La sera è il momento della grande processione. Gli scalzi recano una grande croce, seguono poi alcune persone incappucciate, 12 membri della Confraternita di Sant’Agata (con la cappa rossa), e 12 di quella della Misericordia (cappa bianca). Seguono poi la banda, altri rappresentanti delle comunità religiose, il parroco e tutto il popolo. La processione ha inizio la sera, verso le 21.30, e dopo la processione, l’evento ha il suo culmine nella Chiesa di Sant’Agata, proprio davanti al pregevole altare di Andrea della Robbia, e al Calvario illuminato.

Ti piacerebbe intraprendere un meraviglioso tour alla scoperta dei pittoreschi scenari da cartolina della Val d’Orcia, degli scorci suggestivi e dei capolavori di Montepulciano e di Pienza? Usufruisci del ticket che ti ha riservato Visit Italy.

8. In Abruzzo, la tradizione pasquale degli incappucciati di Chieti

Tradizioni pasquali d'Italia: in Abruzzo, la tradizione pasquale degli incappucciati di Chieti

La Confraternita di San Francesco Caracciolo durante la Processione del Venerdì Santo di Chieti (foto di Cats’ photos)

Pare risalga addirittura all’842 d.C. una delle processioni pasquali più antiche d’Italia. Un evento così intensamente voluto dai teatini, che la processione del Venerdì Santo non è mai stata saltata, né per il maltempo né per altra ragione, nemmeno nel 1944, quando i Nazisti l’avevano espressamente proibita. Almeno, non fino al 2020, anno della pandemia, quando comunque l’Arcivescovo accompagnato soltanto da due prelati, ha dato vita ad una processione simbolica.

Tutto si svolge di sera, quando dopo la Messa nella Cattedrale di San Giustino, si intona lo struggente Miserere, composto intorno al 1740 da Saverio Selecchy. 160 coristi e 200 strumenti danno corpo alla solennità del momento, mentre centinaia di astanti attendono al di fuori della Cattedrale. Quando ormai il sole è tramontato, è il momento che la storica processione abbia inizio.

Aprono il corteo le Confraternite, tutte incappucciate di bianco, tranne la Confraternita della Misericordia, incappucciata in nero, e la Confraternita della Cintura, abbigliata con un saio nero. Seguono poi autorità religiose, compreso l’arcivescovo e i membri dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, vestiti con una tunica nera, una mantellina corta gialla e cappuccio nero.

Giunge dunque il momento di musici e cantori e di tutti coloro che arrecano i simboli della Passione. Qui a Chieti sono chiamati anche “Trofei” e sono capolavori realizzati tempo addietro, nel XIX secolo. Vi sono statue lignee, sculture, ma anche oggetti e la croce, grezza e pesantissima. Questo è il cuore narrante della processione, cui segue rapito il popolo di Chieti.

Adagiati, dunque, nella ricchezza della tradizione teatina, saremmo forse pronti ad avventurarci in quelle del Sud Italia?

7. I solenni riti pasquali di Calitri

Visitando durante il periodo pasquale lo splendido borgo castello di Calitri, potrai assistere alla tradizionale e suggestiva processione del Venerdì Santo o dei Misteri. Esplorando questa gemma dell’Irpinia, ubicata in provincia di Avellino e ricca di storia, arte, cultura e scrigno di magnifici capolavori, resterai affascinato dall’atmosfera solenne di questa rievocazione.

Durante l’evento, le origini risalgono all’epoca della prima Crociata, sfilano i penitenti appartenenti alla confraternita dell’Immacolata concezione, incappucciati, con il capo cinto da una corona di spine e vestiti con una tunica bianca.

Lo svolgimento della manifestazione è accompagnato dal cadenzare lento dei figuranti ed è accompagnato dal mistico rullio di tamburi e da nenie plurisecolari, che contribuiscono ad accrescerne il misticismo.

6. La Processione Bianca e la Processione Nera nella Pasqua sorrentina

Sorrento, e tutta la sua magica penisola, è uno dei luoghi d’Italia in cui le tradizioni pasquali sono più vive. Antichissime e suggestive, lasciano certamente il segno non soltanto nei visitatori incuriositi, ma anche nei Sorrentini stessi che, anno dopo anno, le rimettono in scena e le rivivono con lo stesso ardore e commozione, tramandandone i segreti di generazione in generazione.

Nella notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo è il momento della “Processione Bianca”: intorno alle 3 del mattino, centinaia di persone vestite da un saio bianco, con una cintura nera, e il volto coperto da un cappuccio, bianco anch’esso, rimettono in scena il dolore della Vergine che ricerca il figlio, tradito e condannato alla croce. Sono i “Cinturiati” della  Venerabile Arciconfraternita di Santa Monica.

La sera del Venerdì, intorno alle 9, invece, si snoda per le vie della città la “Processione Nera”, dedicata al Cristo morto. Gli incappucciati vestono una cappa nera che copre anche il volto, e appartengono alla Venerabile Arciconfraternita della Morte. Litanie e marce funebri accompagnano il lento procedere di entrambe le processioni. Decine di cantori intonano canti e salmi per invocare il perdono da ogni peccato.

Le processioni hanno origine antica, ma pare che la solenne magnificenza con cui sono oggi celebrate abbia subito l’influenza della dominazione spagnola. Momenti così emozionanti che non potranno lasciare nessun cuore indifferente. In Campania, però, non sono solo le processioni sorrentine le tradizioni pasquali più peculiari d’Italia.

Sogni di esplorare Sorrento e Amalfi, magnifiche località della Costiera Amalfitana, ricche di arte, cultura e natura? Beneficia del ticket di Visit Italy.

5. I Misteri di Pasqua portati in vita a Procida
I Misteri di Pasqua portati in vita a Procida

Scatto tratto dalla Processione dei Misteri a Procida (scatto di Gerd Eichmann)

La Processione dei Misteri risale al Seicento, una delle tradizioni pasquali più antiche della Campania. Ci troviamo nell’incantevole isola di Procida dove, da più di 400 anni, l’alba del Venerdì Santo è cadenzata dallo squillare delle trombe che richiamano gli abitanti alla processione.

Non si tratta affatto di una processione come le altre. Qui, infatti, i carri sono creati dall’arte degli isolani stessi che, subito dopo il Carnevale, ne iniziano la costruzione. Un impegno di tempo e di spirito, ma anche economico, che gli abitanti di Procida si assumono prima dell’arrivo della Pasqua. I carri, costruiti con diversi materiali, rappresentano scene della Passione di Gesù e vengono esposti dopo la Processione del Venerdì per ben 40 giorni, all’interno della Chiesa di San Giacomo.

Si lavora febbrilmente notte e giorno affinché la mattina del Venerdì Santo la processione possa avere inizio. Essa culmina con le statue dell’Addolorata e del Cristo morto, che vengono recate in spalla fino alla Chiesa di San Tommaso. Proprio quest’ultima, la statua di Gesù, è un capolavoro ligneo settecentesco realizzato da Carmine Lantriceni. Tutto termina sullo sfondo del porto di Marina Grande, quando le statue vengono riposte nell’Abbazia di San Michele. E quale miglior modo di terminare la giornata, se non con una fiaccolata notturna che riporta le statue nella Chiesa di San Tommaso? Un incentivo straordinario per visitare la nostra splendida Capitale della Cultura del 2022.

Regalati un entusiasmante tour tra i suggestivi vicoli, i limoneti e il maestoso castello di Procida, usufruendo del ticket di Visit Italy.

4. I Crociferi di Noicattaro in Puglia: una tradizione tra le più incredibili

Sicuramente scenografica è la lunga tradizione che avvolge la Settimana Santa di Noicattaro, borgo alle porte di Bari. Qui infatti le tradizioni religiose si susseguono dal Giovedì fino al giorno di Pasqua.

Giovedì forse è il momento più intenso, quando i “crociferi“, persone abbigliate di nero, il volto coperto, e una corona di spine sul capo, attraversano in ginocchio la navata della Chiesa, per poi flagellarsi gli omeri con una catena di ferro attaccata ai piedi. Sul sagrato della chiesa viene poi acceso un grande falò per propiziare un raccolto abbondante. A quel punto, intorno alle 9 di sera, inizia la processione aperta dai crociferi, seguiti da portatori di lumi e da bambini che suonano le raganelle, strumenti in legno: un modo per rievocare i pretoriani che portarono Gesù da Pilato.

Il Venerdì è dedicato alla “Processione della Naka“, ovvero il sarcofago, a guisa di culla, in cui viene deposto il corpo di Gesù. Sabato è invece il momento del raccoglimento e del dolore: alle 2 del mattino, illuminata soltanto dalla luce tremula dei ceri, si snoda la processione dell’Addolorata. I crociferi e le donne abbigliate a lutto seguono la statua, e ne baciano il velo nero che l’avvolge. Nel pomeriggio, invece, tutto termina con la processione dei Misteri.

Siamo pronti per scoprire le ultime due tradizioni pasquali, tra le più belle d’Italia?

3. Gerusalemme in scena a Barile, Potenza

Processo a Gesù in scena a Barile, Potenza

Una scena del Processo a Gesù in scena a Barile, Potenza (scatto di Asia)

A Pasqua, il piccolo borgo della provincia di Potenza mette in scena uno spettacolo grandioso, cui partecipano davvero tutti, grandi e piccini. Tutti mettono a disposizione il proprio sapere, talvolta anche i propri averi per fare in modo che il Venerdì Santo, tra dettagli storici e rivisitazioni lucane, possa orgogliosamente rivivere ogni anno.

Sono 126 le persone, divise in 25 scene, che mettono in scena la Passione di Gesù. Accanto ai personaggi della tradizione religiosa, si mescolano quelli del folklore popolare. Vi sono, ad esempio, la Zingara, figura che si dice abbia acquistato i chiodi della croce, il Moro e il Moretto, simboli insieme alla Zingara del male: nel dolore generale, queste tre figure invece ostentano allegria e indifferenza.

L’oro è assai importante in questa processione, e la Zingara ne ha pieno il corpetto: tradizione vuole che già a partire da Natale raccolga 10 kg di oro dalle famiglie del paese. E il Venerdì Santo? Ella balla e ondeggia, incurante di tutto, incarnazione della bellezza e della malvagità.

Eccoci pronti per partire per la Sicilia, ultima tappa di questo tour tra le tradizioni pasquali più vivide d’Italia.

2. La tradizione spagnola rivive nella Pasqua di Enna

La tradizione spagnola rivive nella Pasqua di Enna

Confraternita di Maria SS. della Visitazione nella suggestiva via Mercato (scatto di Max Ponzi)

Ah! La Pasqua di Enna è ricca, colorata, intensa e si celebra per tutta la Settimana Santa, a partire dalla Domenica delle Palme. Anche qui, però, è il Venerdì Santo il momento cruciale, tanto da essere inserito all’interno del Registro delle Eredità Immateriali (REI) della Regione Sicilia. 2 mila confratelli partecipano alla processione, ma sono più di 20 mila i visitatori, spesso provenienti dalle province limitrofe.

I confratelli sono incappucciati e sfilano per le vie della città in silenzio. Aprono la sfilata i membri della Confraternita della Passione, che recano con loro i 25 simboli del martirio di Gesù, chiamati i “Misteri”. Seguono poi tutte le altre Confraternite. Si raggiunge quindi la chiesa del cimitero dove ci sarà la benedizione, per poi ritornare nel Duomo.

Un evento a dir poco grandioso che continua ad emozionare da centinaia di anni.

1. La Settimana Santa a Iglesias, in Sardegna

Recandoti a Iglesias, incantevole borgo dallo straordinario patrimonio storico, culturale e naturalistico, potrai esplorarne il magnifico centro storico medioevale, che durante la Settimana Santa si popola di manifestazioni religiose di notevole impatto. Le contaminazioni plurisecolari derivanti dalla lunga dominazione spagnola caratterizzano i rituali pasquali, i cui protagonisti sono i babballottis, incappucciati e vestiti di bianco, e conferiscono sacralità e spiccati tratti di spiritualità a questo rito collettivo.

Tra i momenti di maggior rilievo della celebrazione iglesiente, troviamo la Processione dei misteri del Martedì Santo, in cui i figuranti trasportano sette rappresentazioni plastiche, che rievocano le passioni di Gesù. Un altro evento del fitto calendario sono la processione del Giovedì Santo, scandita dalle melodie ritmiche e ipnotiche delle matraccas e dei tamburi, nel corso della quale i babballottis accompagnano la Madonna Addolorata lungo il percorso delle sette chiese cittadine per cercare Gesù.

Il culmine dei rituali è segnato dalla processione barocca del Descenso, che si svolge il Venerdì Santo, da quella pasquale, in cui si offre ai membri della confraternita i Sucoccoi de Pasca, un tipico pane votivo, e dal corteo del S’Inserru, quando le stature devozioni di Cristo Risorto e della Vergine vengono riportate nella chiesa di San Giuseppe e di San Francesco, dove sono custodite.

Pasqua in Italia

Pasqua in Italia

 

tratto da visititaly.eu




Ungheria. La Salis in tribunale di nuovo in catene

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40939cf811c4df8070257be4a0d7823cIlaria Salis di nuovo in catene. Come se il precedente polverone diplomatico non si fosse mai alzato, il processo si riapre nell’aula del tribunale di Budapest con le stesse foto che avevano fatto scandalo la prima volta. E tanta tensione all’esterno, con un gruppo di neonazisti che minaccia l’interprete della famiglia Salis, l’avvocato e gli amici, tra cui Zerocalcare.

La docente milanese è da 13 mesi in carcere a Budapest con l’accusa di aver aggredito tre militanti di estrema destra. Mentre l’Ungheria non indietreggia e continua a ostentare forza, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, intervistato a Sky Tg24 dice: “La signora Salis spero possa essere assolta. Anche oggi è stata accompagnata in aula in manette, anche se poi sembra le siano state tolte. Eviterei però di politicizzare la questione. A me preoccupa la cittadina Salis, non di che partito è e come la pensa. Lo scontro politico non favorisce la signora Salis”.

L’obiettivo è la scarcerazione: i suoi avvocati hanno richiesto il trasferimento in Italia o, in alternativa, i domiciliari in Ungheria.

Ilaria Salis ha autorizzato la pubblicazione delle foto che la ritraggono in manette con uno scritto a penna su un foglio a righe, datato 28 marzo 2024: “Io sottoscritta Ilaria Salis, nata a Milano il 17 giugno 1984, autorizzo la stampa italiana a pubblicare immagini che mi ritraggono in manette e tutte le catene che eventualmente decideranno di mettermi in occasione dell’udienza del 28 marzo 2024”.

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ag dire – www.dire.it e ansa.it




25 Marzo, la Festa del Popolo Veneto

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25venetifestaIl 25 marzo è il giorno Fondazione di Venezia. Ed è diventata, così, la Festa del Popolo Veneto. Una festa per “ripensare alle radici venete“; una festa in cui “riconoscere l’identità che ci accomuna nella cultura e nella nostra lingua veneta”; una festa che, dato il “frangente storico di forti tensioni, conflitti e crisi internazionali”, rappresenta la “Pace”, essendo, quella veneta, l’unica bandiera nella storia su cui campeggia questa parola. Una festa, come ricordato dal governatore veneto, Luca Zaia, che rappresenta tutti i veneti, nella Regione, in Italia e nel mondo, compresi gli oriundi sparsi nei 5 continenti.
Queste le parole del presidente della Regione Veneto a cui hanno fatto eco gli auguri rivolti a tutti i corregionali all’estero dall’Associazione Veneti nel Mondo.
“Da sempre il Veneto è legato da un forte senso di comunità – ha spiegato il Presidente reginale Zaia – che non esprime chiusura o limitatezza, ma anzi è spinta al dialogo e forza per stringere contatti e rapporti. Lo conferma la formula di saluto più conosciuta nel mondo: ‘Ciao’, che deriva da una parola veneta ed è oggi un pass par tout nelle relazioni interpersonali. La festa di domani è dedicata a questi valori, alla nostra storia: ci dice che siamo aperti a tutto il mondo, nella consapevolezza, però, delle nostre peculiarità. Il Veneto si è conquistato un ruolo come uno dei principali poli produttivi del mondo, capace di affermarsi ovunque ma saldamente ancorato al territorio, producendo progresso e benessere”.
“Buona festa a tutti, siamo un popolo che vuole essere orgoglioso della sua storia e del suo presente – ha concluso Zaia -. Certi di questa identità guardiano serenamente a un futuro contrassegnato dall’autonomia. Autonomia che, come ripeto sempre, non è e non vuole essere contro o a danno di qualcuno ma è un’occasione per tutte le regioni per vivere, in armonia con il dettato della Carta Costituzionale, le responsabilità da cui deriva il disegno del futuro”. (aise) 




Il Vespucci a Buenos Aires. Il saluto del Ministro del Turismo Santanché

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20santanche“Il Vespucci è un importante ambasciatore del Made in Italy, anche perché è il veliero più bello del mondo, che ha nella sua storia la storia della nostra Nazione. Nel mondo poi c’è tanta voglia di Italia, e mi auguro che il Vespucci aumenti questo desiderio di italianità”. Lo ha affermato il ministro del Turismo Daniela Santanchè, nel corso della sua missione in Argentina, in occasione dell’arrivo dell’Amerigo Vespucci a Buenos Aires dopo oltre 70 anni. Il Tour Mondiale del Vespucci, voluto dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, è un progetto interministeriale per la promozione del Made in Italy attraverso il Veliero storico e il Villaggio Italia, realizzati in collaborazione con Difesa Servizi SpA, la partecipata del Ministero della Difesa.
“L’Italia e l’Argentina hanno diversi aspetti in comune, come, ad esempio, la cultura ed una certa visione in quanto tanti italiani sono venuti in questa Nazione e hanno contribuito a farla diventare più grande, e tanti italiani ancora vivono qui. L’obiettivo di questa missione è, infatti, di lavorare insieme per aumentare le relazioni fra le due Nazioni, essendo anche il 2024 l’anno del turismo delle radici”, ha detto il Ministro. “La presenza del Vespucci, che è un pezzo di Italia e di eccellenza italiana nel mondo, insieme anche alla partecipazione di membri del Governo Meloni – ha sottolineato Santanchè – vuole testimoniare quanto sia nostra volontà e nostra intenzione definire e stabilire una maggiore collaborazione tra Italia e Argentina”. (aise)




Maurizio Cosso, da due anni in carcere in Costa d’Avorio con prove inconsistenti e in condizioni disumane

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19coccoIn carcere dal giugno 2022 con accuse pesantissime, poi ritirate per mancanza di prove, Maurizio Cocco da quasi due anni è in una cella della Costa d’Avorio, ora accusato di frode fiscale. 61 anni appena compiuti, Cocco è detenuto nella Casa circondariale d’arresto e detenzione di Abidjan, struttura progettata per ospitare 1.500 persone, ma che attualmente conta più di 12.000 residenti.
Per l’inconsistenza delle accuse mosse a suo carico, e anche per le condizioni estreme in cui il connazionale sta scontando la pena, i suoi legali nel mese scorso hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica e ai membri del Governo Meloni – oltre alla Premier i Ministri degli esteri, dell’interno e della giustizia – oltre anche all’Ambasciata italiana ad Abidjan per chiedere una decisa azione di sistema a sostegno di Cocco.
Impiegato nel settore dell’edilizia, Cocco lavora in Costa d’Avorio dal 2017, prima come consulente, poi come proprietario di una società.
Nel giugno del 2022 è stato arrestato con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti o sostanze psicotrope (cocaina) e riciclaggio di denaro.
Accuse pesantissime che però si dissolvono a conclusione delle indagini: nella loro lettera gli avvocati Angelo Testa e Pasquale Cirillo scrivono infatti che “a seguito della conclusione delle indagini, il Polo Criminale Economico e Finanziario di Comodì ha ritenuto di non dover procedere nei confronti del nostro assistito”.
Un’evoluzione che, purtroppo, non ha significato libertà per Cocco che, in carcere, viene raggiunto da un’altra accusa: frode fiscale.
Rimane, dunque, in cella nonostante, sottolineano i legali, siano state violate numerose norme processuali, dalla durata massima della custodia cautelare – ampiamente superata in questo caso – alla mancanza di una denuncia formale per frode fiscale: “quanto alla presunta frode fiscale, come detto contestata al nostro assistito solo dopo la chiusura delle indagini, non risulta agli atti del giudizio alcuna denuncia da parte dell’Organo competente che attesti i fatti contestati per frode fiscale da parte dell’amministrazione, ragion per cui il mantenimento della misura cautelare appare pretestuosa, oltre che illegittima”, scrivono i legali prima di evidenziare che “le condizioni di vita dei prigionieri nel principale penitenziario di Abidjan, la Casa circondariale d’arresto e detenzione, sono deplorevoli ed in totale violazione dei diritti umani”.
Si tratta, aggiungono, “di una struttura progettata per ospitare 1.500 persone, ma che attualmente conta più di 12.000 residenti”.
Quanto al personale dell’Ambasciata italiana esso “si è recato solamente due volte in diciannove mesi presso il penitenziario di Abidjan per sincerarsi delle condizioni di salute nonché psicologiche dell’Ing. Cocco che, peraltro, di recente ha avanzato espressa richiesta di aiuto sanitario ed economico che, tuttavia, è risultata priva di riscontro”.
Gli avvocati italiani di Cocco chiedono, quindi, di “adottare, senza indugio, ogni provvedimento idoneo a tutelare i diritti del nostro assistito al fine di scongiurare l’aggravarsi delle conseguenze delle suddette violazioni”. (aise) 




Mattarella: non dimenticare le vittime del covid

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9d642c1ac1c6e3967dc2144f936430fa“La Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus richiama l’attenzione della nostra comunità sulla terribile prova affrontata in occasione della pandemia e costituisce occasione di vicinanza ai familiari dei tanti deceduti a causa della pervasiva diffusione del Covid – 19”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus che si celebra oggi, 18 marzo, giorno in cui, quattro anni fa, una colonna di camion dell’esercito lasciava Bergamo carica di bare.
“Pagina dolorosa della storia recente del nostro Paese e del mondo intero, – continua Mattarella – la crisi è suonata terribile esperienza delle sfide di fronte alle quali può trovarsi l’umanità e di come solo una risposta coordinata a livello globale sia stata in grado di farvi fronte, con l’accelerazione nella messa in opera delle più recenti scoperte della ricerca in cui protagonista è stata l’Unione Europea. La memoria collettiva – annota il Presidente – ne è uscita segnata ed è giusto, tuttavia, ricordare come lo sforzo sinergico e solidale delle Istituzioni ad ogni livello, del personale sanitario, dei volontari e società civile, abbia consentito di arginare un nemico intangibile all’insegna di una rinascita globale”.
“In questa Giornata – conclude il Presidente Mattarella – la Repubblica commemora le vittime dell’epidemia e rinnova sentimenti di profondo cordoglio a tutti i familiari”. (aise)




Aperta la XXV Commissione culturale italo-svizzera: la Confederazione partner strategico anche in campo culturale

interreg italia svizzera euro franchi

interreg italia svizzera euro franchiIl Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Maria Tripodi ha aperto oggi alla Farnesina i lavori della XXV Commissione culturale consultiva italo-svizzera, insieme all’Ambasciatrice Sonja Hürlimann, Capo Relazioni bilaterali della Divisione Europa del Dipartimento federale degli Affari Esteri elvetico.

Nel suo intervento, il SdS Tripodi ha sottolineato come la riunione si inserisca nel solco di un rinnovato impegno da parte italiana per il consolidamento delle relazioni culturali con i Paesi confinanti, lodando l’impegno della Svizzera per la promozione e diffusione della lingua italiana, una delle lingue ufficiali della Confederazione. Impegno confermato dalla partecipazione attiva delle autorità elvetiche all’organizzazione delle iniziative per la Settimana della Lingua Italiana del Mondo.

Accanto al tema cruciale della lingua, la cooperazione culturale con Berna tocca molte altre aree strategiche, a cominciare dall’impegno comune per la protezione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, temi su cui saranno avviati tavoli tecnici per consolidare linee d’azione condivise: “se è vero che l’Italia e la Svizzera condividono 744 km di confine, la cooperazione tra i nostri Paesi non potrà limitarsi alle iniziative transfrontaliere, per coinvolgere invece in modo sempre più efficace l’Italia tutta”, ha concluso Tripodi.