Putin sfugge a un attacco con droni al Cremlino

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attentato putin cremlino 1024x631La presidenza russa ha riferito che l’Ucraina ha tentato di attaccare il Cremlino con dei droni la scorsa notte. E ha poi minacciato misure di ritorsione.

Secondo l’agenzia di stampa Interfax, due droni diretti al Cremlino sono stati distrutti e i loro rottami sono atterrati sul terreno della sede del presidente russo Vladimir Putin.

La nota della presidenza russa

“Questa notte, il regime di Kiev ha tentato di colpire con veicoli aerei senza equipaggio la residenza del presidente della Federazione russa al Cremlino”, si legge nella nota della presidenza russa. Secondo il rapporto, i droni sono stati disattivati. “Due veicoli aerei senza equipaggio erano puntati contro il Cremlino. A seguito di azioni tempestive intraprese dai servizi militari e speciali che utilizzano sistemi radar, i dispositivi sono stati messi fuori uso. A seguito della loro caduta e della dispersione di frammenti sul territorio del Cremlino, non ci sono state vittime e danni materiali”, ha specificato Mosca.

Il Cremlino ha definito l’accaduto come “un atto terroristico pianificato e un attentato alla vita del presidente della Federazione, compiuto alla vigilia del Giorno della Vittoria, la parata del 9 maggio, alla quale è prevista anche la presenza di ospiti stranieri”. La nota specifica che il presidente della Russia non è stato ferito. “Il programma dei suoi lavori non è cambiato, continua come al solito”, osserva il servizio stampa. “La parte russa si riserva il diritto di adottare misure di ritorsione dove e quando lo ritiene opportuno”, si legge nel comunicato.

Il sindaco di Mosca vieta voli di droni sulla città

Il sindaco di Mosca ha annunciato il divieto di voli di droni non autorizzati sulla capitale russa: Sergei Sobyanin ha affermato che i voli dei droni saranno vietati a meno che non sia stato ottenuto un permesso speciale dalle “autorità governative”. Ha aggiunto che il divieto è volto a prevenire voli non autorizzati di droni che potrebbero “ostacolare il lavoro delle forze dell’ordine”.

Il divieto è stato imposto anche a San Pietroburgo, secondo quanto riporta la testata locale Fontanka, sarà in vigore fino al 15 maggio e si applica ai voli entro un raggio di 150 chilometri intorno alla ex capitale degli zar.

La parata militare del 9 maggio si farà lo stesso

La grande parata militare del 9 maggio, che celebra la vittoria sulla Germania nazista nel 1945 e prevista a Mosca, si terrà lo stesso nonostante l’attacco del drone al Cremlino che la Russia attribuisce all’Ucraina. “La parata avrà luogo. Non ci sono cambiamenti nel programma”, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov.

La replica di Kiev

“Non abbiamo nulla a che fare” con il presunto attacco al Cremlino con i droni di cui Mosca accusa Kiev. “Naturalmente l’Ucraina non ha nulla a che fare con gli attacchi con i droni al Cremlino”, ha dichiarato Mykhailo Podoliak, consigliere di Volodymyr Zelensky, in un messaggio ai giornalisti.

Gli Usa: “Non eravamo stati avvertiti”

Un funzionario statunitense, citato dall’emittente americana Cnn, ha assicurato che gli Usa non sapevano nulla del presunto attentato.  “Qualunque cosa sia successa, non c’e’ stato alcun preavviso”, ha detto il funzionario, aggiungendo che le autorità stanno ancora cercando di capire cosa sia successo esattamente.

Un altro funzionario Usa ha detto alla Cnn che Washington sta ancora lavorando per valutare le affermazioni della Russia e che al momento non è possibile confermare la denuncia del Cremlino secondo cui l’Ucraina ha tentato di assassinare Putin.

Il presidente della Duma: “No a negoziati”

“Un atto terroristico contro il presidente Putin è un attacco alla Russia. Il regime nazista di Kiev deve essere riconosciuto come organizzazione terroristica e con loro non possono esserci negoziati”, ha dichiarato su Telegram il presidente della Duma russa, la Camera bassa del Parlamento, Vyacheslav Volodin, dopo che Mosca ha denunciato uno sventato attacco con droni ieri sera sul Cremlino. “Non possono esserci negoziati con il regime di Zelensky.

Chiederemo l’uso di armi in grado di fermare e distruggere il regime terroristico di Kiev”, ha dichiarato ancora Volodin.

agi.it




Berlusconi sarà dimesso (dall’ospedale) nei prossimi giorni

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183339864 66ef9a62 2533 4fff a755 683fa4df928eSi starebbero avvicinando le dimissioni di Silvio Berlusconi: stando a quanto apprende l’Agi, infatti, sarebbe questione ormai di giorni. C’è chi dice già domani, o dopodomani.

Il Cavaliere, ricoverato al San Raffaele dal 5 aprile per una infezione polmonare causata dalla leucemia cronica di sui soffre da tempo, potrebbe lasciare l’ospedale entro il fine settimana. Dunque, se l’ipotesi venisse confermata, proprio in tempo per intervenire dalla sua casa di Arcore alla convention di Forza Italia che si terrà a Milano il 5 e il 6 maggio.

Resta solo da chiarire in quale forma interverrà alla giornata conclusiva, se con un video o audio, se sarà un messaggio registrato o in diretta, ma secondo fonti Agi è verosimile che sia una telefonata la sorpresa che gli azzurri riuniti alla kermesse riceveranno sabato dal loro fondatore. L’ultima parola spetta ai medici.

Il prossimo bollettino dell’ospedale è atteso per domani mattina.

agi.it




Muore un pilota delle “Frecce Tricolori” precipitando con un ultraleggero

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105357015 4f914750 d95d 4fc9 87b9 382c6aa0d321Giornata di lutto per l’Aeronautica militare: una delle due vittime dell’ultraleggero caduto nel tardo pomeriggio di sabato in Friuli è Alessio Ghersi, pilota in servizio presso il 313 Gruppo Addestramento Acrobatico “Frecce Tricolori”. Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Luca Goretti, a nome di tutta la Forza Armata, esprime cordoglio per la morte e “si stringe alla moglie e ai loro due bimbi in questo momento di profondo dolore”. Il tradizionale evento di conclusione del periodo di addestramento della formazione in vista dell’avvio della stagione acrobatica, in programma il 1 maggio sulla base aerea di Rivolto, è stato annullato.

Chi era Alessandro Ghersi

Il Capitano Ghersi, 34 anni, originario di Domodossola, ricopriva attualmente la posizione di 2 Gregario destro, Pony 5, all’interno della formazione delle Frecce Tricolori. Era entrato in Aeronautica Militare nel 2007 con il Corso Ibis V dell’Accademia Aeronautica. Dopo le scuole di volo era stato assegnato al 4 Stormo di Grosseto, dove aveva conseguito la qualifica di pilota combat ready sul velivolo Eurofighter, svolgendo attività di difesa aerea sia in ambito nazionale sia in missioni Nato. Selezionato successivamente per le Frecce Tricolori, avrebbe a breve preso parte alla sua quinta stagione acrobatica con la Pattuglia Acrobatica Nazionale.

L’incidente di volo si è verificato nel tardo pomeriggio sulla catena dei Musi, area Valli del Torre, nel comune di Lusevera (Udine). L’allarme è stato lanciato da alcuni testimoni che hanno notato le fiamme prima di perdere di vista il velivolo, che si è schiantato al suolo in una zona boschiva.

Sul posto si sono portati immediatamente i soccorritori, che hanno soltanto potuto solamente constatare il decesso degli occupanti, morti carbonizzati: l’altra vittima sarebbe un parente del militare. Le operazioni in capo al Soccorso alpino della Guardia di Finanza hanno portato all’identificazione dei due corpi: le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Udine. Sul posto, anche i Vigili del Fuoco.

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Week end del 1 maggio: 8 milioni di italiani in viaggio

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tiber river 4529605 1280Saranno 8 milioni, a cui si potrebbero aggiungere 3,1 milioni di indecisi, soprattutto per il meteo ancora instabile, gli italiani che approfitteranno della festa del primo maggio, che cade di lunedì, per un weekend lungo, se non addirittura per una vacanza di qualche giorno: 3 intervistati su 4 hanno, infatti, programmato solo una breve pausa, con 1 o 2 pernottamenti al massimo a destinazione, ma c’è anche un 4% che si concederà una settimana piena, con non meno di 5 notti passate fuori casa.

Sono i risultati dell’Osservatorio sul Turismo di Confcommercio realizzato da SWG. Il raggio degli spostamenti è comunque piuttosto limitato, come di consueto per questa festività: 1 vacanziere su 2 resterà nelle immediate vicinanze del luogo di residenza, o comunque nella propria regione. La restante metà si muoverà invece fuori regione, ma sempre in Italia, o all’estero, scelta dichiarata dal 9% del campione intervistato.

È di 350 euro a persona, tutto compreso, il budget messo mediamente a disposizione, per raggiungere una località di mare – la scelta più gettonata in 3 casi su 10 – o una città d’arte o un borgo. Privilegiate nella scelta, tra le mete domestiche, quelle della Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Campania e Puglia, mentre Francia e Spagna attraggono di più chi va oltralpe, seguite dal Portogallo.

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Foggia. 16 morti sospette all’Hospice di Torre Maggiore. Indagato un infermiere

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185922384 d280cdb2 6830 468d b935 d82b5e8547bbUna dose eccessiva di un medicinale a base di Midazolam, che viene utilizzato per ridurre l’ansia e indurre sonnolenza e 16 persone, tutte malate terminali, sarebbero morte nell’Hospice di Torre Maggiore, in provincia di Foggia non per cause naturali. E il responsabile sarebbe un infermiere 55enne della struttura che ora è indagato per omicidio volontario.

Le morti sospette, per le quali la procura di Foggia ha disposto la riesumazione delle salme sono avvenute tra il 14 novembre 2022 e il 16 febbraio 2023. Lunedì scorso sono cominciate le operazioni di riesumazione per eseguire gli esami tecnici.

Le autopsie in corso

I primi cinque corpi sono stati già esaminati dai consulenti tecnici nominati dalla procura. Le altre autopsie proseguiranno nei prossimi giorni, fino al 5 maggio prossimo. Poi i medici legali avranno dai 60 ai 90 giorni per stilare le perizie e chiarire l’effettiva causa del decesso di questi degenti. In particolare ai consulenti viene chiesto di verificare se nei corpi riesumati ci sia Midazolan e in che concentrazione. Ma non solo: fare “ogni indagine necessaria” per chiarire il quadro investigativo. È questo il compito principale assegnato dalla pm Antonella Giampietruzzi di Foggia ai professionisti che dovranno capire se l’infermiere di 55 anni dell’Hospice di Terramaggiore, in provincia di Foggia, abbia ucciso volontariamente 16 degenti le cui salme hanno iniziato a essere riesumate due giorni fa.

“Accertino i consulenti tecnici – si legge nel verbale di conferimento visionato dall’AGI – esaminata la documentazione medico-sanitaria in atti, tenuto conto delle informazioni e degli elemento acquisiti per mezzo di esame autoptico e tossicologico, previo disseppellimento degli stessi, e in ogni altra indagine che si rendesse necessaria, presa visione degli atti contenuti nel fascicolo del pm, le ragioni medico-scientifiche, l’epoca, le cause e i mezzi che hanno provocato la morte”. E ancora: “Accertino i consulenti se nei campioni biologici prelevati vi sia la presenza di Midazolam e di suoi metaboliti; in caso di risposta affermativa ne indichi il consulente, ove possibile, la concentrazione sul campione biologico prelevato”.

I parenti non hanno mai avuto sospetti

“Caduti dalle nuvole”: è stata questa la prima reazione, secondo quanto riferito all’AGI dall’avvocato Mauro Valente che assiste dei parenti di una delle persone che, secondo l’ipotesi della Procura di Foggia, sarebbe stata uccisa da un infermiere attraverso la somministrazione di un farmaco nell’hospice di Torremaggiore.

“Nessuna denuncia da parte loro, hanno saputo del fatto dall’atto della Procura per il conferimento degli incarichi in vista della riesumazione. E nemmeno nessun sospetto – afferma -. Quando il loro congiunto è mancato dopo una lunga malattia non hanno notato nessuna anomalia. Era un malato terminale e sarebbe potuto succedere da un momento all’altro anzi da un certo punto di vista l’hanno vissuto quasi come una ‘liberazione’ per tutta la sofferenza che aveva provato”. Il legale considera che in tutto il suo percorso professionale “non ho mai sentito di 16 salme riesumate nell’ambito di un’inchiesta; questo significa che qualche elemento in mano la Procura ce lo deve avere anche per affrontare gli oneri economici che comportano le riesumazioni, una spesa che immagino almeno di centomila euro”.

Anche l’avvocato Raffaele Carone riferisce che i familiari della persona deceduta che assiste “non hanno presentato denuncia e nemmeno avevano avuto sospetti”. “Dopo la notizia dell’indagine – aggiunge – altri parenti di persone morte tra il novembre 2022 e il febbraio 2023 si sono presentati in studio per avere informazioni e capire se vada considerata la possibilità che sia successo qualcosa di simile a quello che viene ipotizzato essere successo per le parti offese indicate dalla Procura. Al momento però non sembrano emergere sospetti”. Nell’atto c’è elenco delle persone morte: molti anziani ma anche malati, purtroppo senza possibilità di guarigione, nate negli Sessanta, tra i quali una donna polacca.

Intanto la Asl di Foggia ha inviato una nota spiegando di aver avviato “tutte le procedure utili alla salvaguardia di pazienti e dipendenti. Siamo fiduciosi – dice ancora la nota della Asl – nell’operato della Magistratura alla quale, come di consueto, abbiamo offerto e offriamo la più completa disponibilità, anche al fine della ricerca della verità per il bene della collettività e delle famiglie coinvolte nel caso”.

agi.it




Ucraina. Ferito giornalista italiano. Ucciso il suo interprete

++ tajani, giornalista italiano ferito a kherson ma sta bene ++

++ tajani, giornalista italiano ferito a kherson ma sta bene ++

Il giornalista di Repubblica Corrado Zunino è rimasto ferito durante l’attacco di un drone a Kherson, mentre è rimasto ucciso il suo interprete ucraino Bogdan Bitik.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha riferito che Zunino “sta bene ed è seguito dalla nostra ambasciata a Kiev”.

“In viaggio da Kherson verso Odessa. Sto bene, ho una ferita alla spalla destra, sfiorata dal proiettile che ha centrato il mio grande amico Bogdan. Credo sia morto, all’inizio del Ponte di Kherson. Un dolore infinito. Avevo il giubbotto con la scritta Press”, scrive Zunino su Twitter.

“Il nostro inviato Corrado Zunino e il suo collaboratore Bogdan Bitik sono stati vittime di un agguato di cecchini russi oggi alle porte di Kherson”, si legge sul sito di Repubblica. “Bitik purtroppo non ce l’ha fatta ed è morto: lascia la moglie e un figlio”, mentre il giornalista italiano, “dopo essere stato ferito, è riuscito a mettersi in salvo trascinandosi lontano dal veicolo: è stato prelevato da un’auto che si trovava in zona e portato all’ospedale di Kherson”, dove è ricoverato. “I due reporter – prosegue Repubblica.it – viaggiavano facendosi chiaramente riconoscere come giornalisti, indossando il giubbotto con la scritta ‘Press’. Entrambi hanno lavorato a lungo sul conflitto in Ucraina”.

“Nel momento in cui ho appreso la notizia di questo evento infausto, ho contattato le nostre forze militari che mi hanno dato i dettagli del caso. Sono entrati in contatto con il giornalista e faranno tutto quello che possono per aiutarlo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba a Skytg24 sul ferimento in Ucraina del giornalista italiano Corrado Zunino. Il ministro ha confermato che il collaboratore che accompagnava il collaboratore di Repubblica è rimasto ucciso.

Ansa




Comunicato congiunto Italia-Ucraina in occasione della Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina (Roma, 26 aprile 2023)

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downloadDurante un incontro avvenuto a Kiev il 21 febbraio 2023, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, hanno convenuto che l’Italia avrebbe giocato un ruolo chiave nella ricostruzione dell’Ucraina. L’Italia è pronta a contribuire in modo significativo alla Piattaforma multi-agenzia di coordinamento dei donatori che riunisce l’Ucraina, il G7, le Istituzioni Finanziarie Internazionali e altri partner chiave, avvalendosi dell’esperienza delle proprie imprese in settori chiave. L’Italia garantirà inoltre trasparenza, inclusività e un processo orientato alle riforme.

Il governo ucraino ha riconosciuto l’importanza del contributo italiano alla ricostruzione e alla rapida ripresa del Paese.

Il 26 aprile 2023, Italia e Ucraina hanno co-organizzato a Roma una Conferenza Bilaterale sulla Ricostruzione dell’Ucraina per discutere la tipologia di sostegno e di collaborazione necessari alla ripresa e alla ricostruzione dell’Ucraina e si sono impegnati a uno stretto coordinamento su queste materie attraverso un rafforzamento della cooperazione bilaterale.

Questa Conferenza invia un forte messaggio di cooperazione tra le imprese ucraine e italiane in termini di nuova realtà economica e di disponibilità ad operare congiuntamente nel quadro dell’efficacia delle sanzioni per garantire la stabilità economica e la prosperità di entrambe le Nazioni.

Quale risultato concreto della Conferenza, Italia e Ucraina hanno finalizzato i seguenti Memorandum d’intesa:

  • Memorandum d’intesa tra Agenzia ICE e Ministero degli Affari Esteri ucraino;
  • Memorandum d’intesa tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica italiano e il Ministero della Protezione Ambientale e delle Risorse Naturali ucraino per la cooperazione in materia di sviluppo sostenibile e protezione ambientale;
  • Memorandum d’intesa tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e il Ministero dell’Economia ucraino per la cooperazione tecnica in campo industriale;
  • Memorandum d’intesa e cooperazione sul Modello Agroalimentare Italiano per la ricostruzione e la sicurezza alimentare dell’Ucraina tra l’Ukrainian Agri Council Public Union e la Filiera Italiana, Coldiretti.

Italia e Ucraina hanno inoltre preso atto dell’imminente firma dei seguenti accordi tra le autorità locali dei due Paesi:

  • Memorandum d’intesa tra la Regione Emilia Romagna e il Consiglio regionale di Kharkiv;
  • Memorandum d’intesa tra la Regione Toscana e il Consiglio Regionale di Kiev.

Sotto la supervisione dei governi italiano e ucraino, diverse aziende italiane e ucraine hanno firmato dei Memorandum d’intesa:

  • Memorandum d’intesa tra Mer Mec S.p.A. e JSC Ukrainian Railways, per tecnologie e servizi diagnostici per JSC “Ukrainian Railways”.
  • Memorandum d’intesa tra WeBuild e Ukrhydroenergo Energy Company, per una collaborazione finalizzata alla costruzione di centrali idroelettriche in Ucraina (firmato dalle parti in data 25.04.2023).

L’Italia sosterrà l’Ucraina nel far fronte agli urgenti bisogni umanitari generati dalla guerra di aggressione russa, nel ricostruire rapidamente le infrastrutture critiche e sociali distrutte e ripristinare i mezzi di sussistenza, e nel creare le migliori condizioni possibili per la ricostruzione del tessuto socio-economico del Paese. A tal fine, il governo italiano sta valutando:

  • ulteriori fondi e prestiti agevolati da parte della Cooperazione Italiana per un ammontare di 160 milioni di euro per il 2023, per i bisogni umanitari e i progetti di resilienza e rapida ripresa, parallelamente all’istituzione di un ufficio dell’Agenzia della Cooperazione italiana a Kiev.
  • il Ministero dell’Economia e delle Finanze contribuirà al Fondo BEI “UE per l’Ucraina” con una garanzia di 100 milioni di euro.
  • avvalersi della collaborazione instaurata attraverso il Memorandum d’Intesa tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica italiano e il Ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali ucraino nell’ambito dello sviluppo sostenibile e della tutela dell’ambiente al fine di sostenere la transizione verde in Ucraina e aiutare Kiev a raggiungere gli obiettivi stabiliti dagli accordi internazionali sul clima e sulla tutela dell’ambiente di cui l’Italia è parte firmataria. Per raggiungere questo obiettivo, l’Italia utilizzerà tutti gli strumenti finanziari disponibili in materia di clima.
  • Inoltre, le aziende italiane che operano nel settore dell’energia doneranno attrezzature per migliorare e ripristinare la resilienza delle infrastrutture energetiche e civili ucraine, attraverso il Meccanismo di Protezione Civile dell’UE e la Protezione Civile Italiana.

La Cooperazione italiana ha inoltre concluso:

  • un accordo di contributo con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), per lo stanziamento straordinario di 10 milioni di euro a favore dell’azienda ucraina Ukrenergo a sostegno della rapida ripresa e della sicurezza energetica in Ucraina.

Il Ministero della Cultura italiano prevede l’attivazione di collaborazioni nei seguenti ambiti:

  • modellazione 3D avanzata delle chiese a Kiev (Chiesa del Salvatore in Berestovo; Chiesa di Tutti i Santi) per ottenere una documentazione digitale in caso di danni;
  • supporto da parte del “Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale” nelle attività di ricerca di beni culturali trafugati;
  • i due Governi riconoscono il contributo del Centro di Competenza Europeo per la Conservazione del Patrimonio Culturale, coordinato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare italiano, nel salvare la documentazione digitale del patrimonio culturale ucraino, trasferendo i relativi dataset nei server comunitari.
  • Assorestauro, l’associazione delle imprese italiane che operano nel settore del restauro e della conservazione dei beni culturali, è pronta a fornire le proprie competenze e i propri servizi al governo ucraino.

Il Ministero della Salute assisterà il Superhumans Center:

  • mettendo a disposizione, dietro coordinamento del Ministero stesso, le solide competenze di Centri italiani di eccellenza in materia di protesi, chirurgia ricostruttiva e riabilitazione, come l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCSS) Rizzoli, la Fondazione Santa Lucia (IRCSS), l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù e il Centro Protesi INAIL di Budrio;
  • realizzando, grazie al coordinamento dell’ISS, un programma di Telemedicina per la popolazione ucraina nella regione di Leopoli.

Agenzia ICE concederà:

  • Spazio/allestimento gratuito per il Padiglione Ucraina in sei grandi eventi fieristici italiani: Salone del Mobile, Cersaie (materiali da costruzione), Cosmoprof (cosmesi), Eima (agritech), Tuttofood/Cibus, Marmomac.
  • Accesso gratuito alla piattaforma dell’export “365” dell’Agenzia ICE e la sua collaborazione con la piattaforma ucraina per la promozione dell’export “Nazovni”.

SIMEST, in qualità di gestore di fondi pubblici e con fondi propri, incoraggerà l’Export e gli Investimenti Diretti Esteri delle imprese italiane disposte a sostenere la Ricostruzione dell’Ucraina, attraverso strumenti finanziari dedicati, quali:

  • Sostegno ai crediti all’esportazione, al fine di rilanciare l’export di beni e servizi strumentali in Ucraina (funzionali anche alla realizzazione di più ampi investimenti nel Paese), attraverso l’offerta di pagamenti dilazionati a medio-lungo termine e contributi a tassi di interesse più vantaggiosi.
  • Finanziamenti agevolati a condizioni più favorevoli per rafforzare il bilancio della filiera italiana di imprese intenzionate a investire in Ucraina;
  • Investimenti diretti in Joint Venture e in filiali estere di aziende italiane costituite in Ucraina al fine di realizzare progetti o creare nuove unità produttive nel Paese.

SACE è pronta a:

  • rilanciare la propria attività in Ucraina all’interno di un quadro di sostegno finanziario internazionale volto a favorire la realizzazione di progetti strategici, tra cui servizi di pubblica utilità, infrastrutturali ed energetici;
  • riprendere le operazioni interrotte nel 2022 a causa del conflitto (per un importo complessivo di circa 500 milioni di euro) e sostenere nuove operazioni, principalmente nei settori della sanità e delle infrastrutture, per un importo complessivo di circa 1 miliardo di euro.

Cassa Depositi e Prestiti garantirà il proprio sostegno alla ricostruzione dell’Ucraina:

  • in qualità di gestore dei fondi pubblici italiani e delle garanzie europee disponibili per finalità di finanza per lo sviluppo;
  • contribuendo alla promozione di iniziative coordinate a livello europeo e internazionale insieme ad altre istituzioni finanziarie e banche multilaterali di sviluppo.

Italia e Ucraina hanno convenuto di organizzare la Conferenza per la Ripresa dell’Ucraina nel 2025 in Italia.




Segui la diretta della Conferenza Bilaterale sulla Ricostruzione dell’Ucraina (VIDEO)

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conferenza bilaterale sulla ricostruzione dellucrainaSi svolge oggi a Roma presso il Palazzo dei Congressi la Conferenza Bilaterale sulla Ricostruzione dell’Ucraina. 

L’evento, a cui partecipano rappresentanti del mondo imprenditoriale, delle associazioni di categoria e delle principali istituzioni finanziarie internazionali, costituisce l’occasione per raccogliere direttamente dalle Autorità ucraine i fabbisogni necessari alla ricostruzione del Paese e consentire a Governo, enti e imprese italiane di formulare proposte concrete per rispondere alle necessità di Kiev sia nel breve sia nel medio-lungo periodo. 

La Conferenza ha inizio alle ore 08:45 con una sessione a porte chiuse composta da 7 Tavoli Tematici su altrettanti settori individuati come prioritari per la ricostruzione, quali infrastrutture e trasporti, energia e ambiente, agroindustria, salute, digitale e servizi, spazio e avionica, siderurgia. Alle ore 11.00 si terrà la sessione plenaria introdotta dal Vice Ministro degli Esteri Edmondo Cirielli, a cui seguiranno gli interventi delle istituzioni finanziarie internazionali presenti. Alle ore 12.00 sono previsti gli interventi istituzionali delle Autorità italiane e ucraine. I lavori saranno aperti dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, con la partecipazione del Vice Presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, del Ministro dell’Economia e Finanze, Giancarlo Giorgetti e del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Da parte ucraina saranno presenti i Ministri competenti per materia, il Ministro degli Affari Esteri Dmytro Kuleba e il Vice Primo Ministro e Ministro dell’economia Julija Svyrydenko. Le conclusioni della Conferenza, precedute dall’intervento della Vice Presidente per l’internazionalizzazione di Confindustria,  Barbara Beltrame, saranno affidate al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Primo Ministro ucraino Denys Shmyhal. 

“Sono orgoglioso del lavoro che abbiamo svolto per preparare la Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina” ha dichiarato Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, affermando che “le aziende italiane con il loro spirito imprenditoriale e il loro saper fare in settori come infrastrutture, energia, agribusiness, salute, digitale, spazio e siderurgia, potranno dare un contributo essenziale alla ricostruzione del Paese”. È un processo, secondo Tajani, che “può, anzi, deve essere avviato senza dover attendere la fine della guerra”.  

“Non si tratta semplicemente di riedificare l’Ucraina, ma di ricostruirla meglio, secondo una logica di build back better, accelerandone il cammino verso un percorso europeo” ha aggiunto il Vicepremier. 




Coniugi assassinati a Verona. Fermato il figlio

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Secondo una nota della questura, il figlio “con precedenti per reati contro la persona e stupefacenti, poco prima delle 17 del 25 aprile, aveva contattato telefonicamente il ‘117’ riferendo, in evidente stato di agitazione, di aver compiuto, la sera precedente, l’omicidio dei genitori. Nel corso della telefonata l’uomo riferiva di aver vagato tutta la notte per la città e di trovarsi in quel momento in via Don Nicola Mazza, proprio nei pressi della sede delle Fiamme Gialle”.
adnkronos.com



25 Aprile. Mattarella a Cuneo: “Ora e sempre Resistenza!”

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140621860 0bc87d6a 604c 4923 bbec 50ef64c5cf12“Ora e sempre Resistenza”. Non ci sono sfumature nel discorso di Sergio Mattarella, nessun dubbio: il fascismo ingannò gli italiani e portò il Paese alla catastrofe, per riscattarlo servì la lotta partigiana, la Resistenza, che fu vero patriottismo. Una svolta morale di popolo, un riscatto. Il presidente della Repubblica celebra la Festa della Liberazione prima a Roma, all’Altare della Patria con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha appena spiegato il ‘suo’ 25 Aprile, e con i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, poi vola a Cuneo, terra partigiana, e cita Piero Calamandrei, azionista, antifascista e costituente. “Se volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani”, “lì è nata la nostra Costituzione”. Nessun cedimento rispetto ai discorsi degli anni passati, quando al governo non c’era un il centrodestra, nessun accenno diretto alle polemiche dei giorni scorsi, ma una ferma definizione dei passaggi che hanno portato dal Ventennio alla Repubblica.

“Un momento risolutivo per una crisi suprema”

“La lotta per la sopravvivenza del Paese in cui fummo aiutati dagli Alleati fu accompagnata da “una consapevolezza: la crisi suprema del Paese esigeva un momento risolutivo, per una nuova idea di comunità, dopo il fallimento della precedente. Si trattava di trasfondere nello Stato l’anima autentica della Nazione. Di dare vita a una nuova Italia”, ha dichiarato Mattarella a Cuneo.

Lettera della premier al Corriere: “È un momento di rinnovata concordia. Il fascismo? Noi incompatibili con qualsiasi nostalgia” Da Del Noce a Violante, le citazione del presidente del Consiglio   Mattarella all’Altare della Patria, alla cerimonia anche Meloni e La Russa

“Impegno e promessa realizzate in questi 75 anni di Costituzione repubblicana. Una Repubblica fondata sulla Costituzione, figlia della lotta antifascista” sottolinea il capo dello Stato. “Le Costituzioni nascono in momenti straordinari della vita di una comunità, sulla base dei valori che questi momenti esprimono e che ne ispirano i principi. Le ‘Repubblichè partigiane, le zone libere, furono anticipatrici, nelle loro determinazioni, nel loro operare, della nostra Costituzione”.

Il Capo dello Stato ribadisce che L’Italia è “una Repubblica fondata sulla Costituzione, figlia della lotta antifascista”. “Il frutto del 25 aprile è la nostra Costituzione sottolinea – Il 25 aprile è la Festa della identità italiana, ritrovata e rifondata dopo il fascismo. È dalla Resistenza che viene la spinta a compiere scelte definitive per la stabilità delle libertà del popolo italiano e del sistema democratico, rigettando le ambiguità che avevano permesso lo stravolgimento dello Statuto albertino operato con il fascismo”.

Le tappe del ritorno alla democrazia

Il capo dello Stato ripercorre tutte le tappe. “Se il decreto luogotenenziale del 2 agosto 1943 – poco dopo la svolta del 25 luglio – prevedeva l’elezione di una nuova Camera dei Deputati, per un ripristino delle istituzioni e della legalità statutaria, non appena ce ne fossero le condizioni, fu il decreto del 25 giugno 1944 – pochi giorni dopo la costituzione del primo Governo del CLN – a indicare che dopo la liberazione del territorio nazionale sarebbe stata eletta dal popolo, a suffragio universale, un’Assemblea costituente, con il compito di redigere la nuova Costituzione. Per questo quel decreto viene definito la prima ‘Costituzione provvisoria”.

“Seguirà poi il referendum, il 2 giugno 1946, con la Costituente e la scelta per la Repubblica. La rottura del patto tra Nazione e monarchia, corresponsabile, quest’ultima, di avere consegnato l’Italia al fascismo, sottolineava l’approdo a un ordinamento nuovo – prosegue il Presidente -. La Costituzione sarebbe stata la risposta alla crisi di civiltà prodotta dal nazifascismo, stabilendo il principio della prevalenza della persona e delle comunità sullo Stato, guardando alle autonomie locali e sociali dell’Italia come a un patrimonio prezioso da preservare e sviluppare. Una risposta fondata sulla sconfitta dei totalitarismi europei di impronta fascista e nazista per riaffermare il principio della sovranità e dignità di ogni essere umano – autonoma identità – sulla pretesa di collettivizzazione in una massa forzata al servizio di uno Stato, in cui l’uomo appare solo un ingranaggio”.

“È nata una democrazia forte e matura nelle sue istituzioni e nella sua società civile – conclude Mattarella – che ha permesso agli italiani di raggiungere risultati inimmaginabili”.

Migliaia i partecipanti diretti verso piazza Duomo. Presente anche una delegazione ucraina. Nessuna contestazione per la Brigata ebraica. Striscioni ironici contro La Russa

Snodi della memoria

Sergio Mattarella, accompagnato da Crosetto, è giunto intorno alle 16:00 a Borgo San Dalmazzo per onorare gli oltre 300 ebrei che furono deportati dalle SS ad Auschwitz. Qui dopo l’8 settembre 1943, le SS catturarono 355 profughi ebrei che insieme ad altre centinaia avevano superato il confine francese sperando nella salvezza. Dalla prigione improvvisata nell’ex-caserma degli Alpini furono deportati il 21 novembre verso Auschwitz. Solo pochi di loro tornarono dal lager.

Gli abitanti di Borgo San Dalmazzo, coordinati dal parroco, don Raimondo Viale, che negli anni precedenti si era schierato contro la guerra ed era stato quindi mandato al confino, cercarono di aiutarli e nascosero gli ebrei che erano riusciti a sfuggire alla cattura. Viale, il cui impegno è ricordato da Nuto Revelli nel libro ‘Il prete giusto’, è stato insignito dallo Yad Vashem di Gerusalemme dell’onorificenza Giusto tra le nazioni.

A ricordare la tragedia, il Memoriale della deportazione: tre vagoni merci dell’epoca, 335 lastre a terra con i nomi dei deportati, 20 lastre ancora erette con i nomi di chi è ritornato. Mattarella ha deposto una corona mentre veniva eseguito il Silenzio.

Verso le 17:00, il Presidente della Repubblica è poi giunto a Boves, teatro di un eccidio nazista nel 1943. Mattarella è stato accolto da una folla che lo ha applaudito. Il Presidente ha stretto la mano a molti di loro mentre qualcuno gridava “forza Presidente “, “viva il 25 Aprile, viva la Liberazione”. Poi ha firmato la sciarpa rosa di una ragazza, sua concittadina, tifosa del Palermo.

agi.it