25 Aprile. Mattarella a Cuneo, Borgo San Dalmazzo e Boves
scritto da Fatti Nostri | 24 Aprile 2023
Il 25 aprile, in occasione del 78° Anniversario della Liberazione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all’Altare della Patria, si recherà a Cuneo, Borgo San Dalmazzo e Boves.
A Cuneo, il Capo dello Stato deporrà una corona al Monumento della Resistenza; si recherà, quindi, al Teatro Toselli per la cerimonia commemorativa del 78° Anniversario della Liberazione.
Nel corso della celebrazione sono previsti gli interventi del Presidente della Provincia, Luca Robaldo, del Sindaco, Patrizia Manassero, del Presidente della Regione, Alberto Cirio, e del Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza, Sergio Soave. Seguirà il discorso del Presidente Mattarella.
Nel pomeriggio Mattarella si trasferirà a Borgo San Dalmazzo dove deporrà una corona d’alloro al Memoriale della deportazione e visiterà il Museo Memo4345. Ultima tappa a Boves: in Piazza d’Italia il Presidente Mattarella renderà omaggio al monumento che commemora le vittime dell’eccidio di Boves. (Inform)
Guerra in Sudan: evacuati gli italiani
scritto da Fatti Nostri | 24 Aprile 2023
“Dopo una giornata di trepidante attesa, tutti i nostri connazionali in Sudan che hanno chiesto di partire sono stati evacuati. Con loro ci sono anche cittadini stranieri. L’Italia non lascia nessuno indietro”. Lo dichiara il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Voglio ringraziare – aggiunge la premier – tutti coloro che hanno partecipato a questa operazione così difficile, in piena zona di combattimento, il mio plauso va al ministro degli Esteri Antonio Tajani e all’Unità di crisi della Farnesina, al ministro della Difesa Guido Crosetto, al Sottosegretario Alfredo Mantovano, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Giuseppe Cavo Dragone, al comandante del Covi, il generale Francesco Paolo Figliuolo, al nostro ambasciatore in Sudan, Michele Tommasi, ai Servizi di Sicurezza. Voglio rinnovare anche in questa occasione il mio appello alla fine della guerra, all’apertura di un negoziato che conduca a un governo a trazione civile, il Sudan ha bisogno di pace”.
Il primo dei due C-130 dell’Aeronautica militare italiana è partito da Khartum, in Sudan, alla volta di Gibuti con gli italiani evacuati dal Paese insieme a cittadini di altri Paesi che useranno i voli italiani.
Il gruppo di nostri connazionali arriverà lunedì in Italia. Lo conferma il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Stiamo evacuando tutti i cittadini italiani – ha spiegato – che hanno chiesto di lasciare il Sudan, e questo grazie alla collaborazione tra il ministero degli Esteri, della Difesa e l’intelligence, e anche grazie ai colloqui che abbiamo avuto con i leader delle due fazioni contrapposte. Il presidente del Consiglio è costantemente informato e contiamo, se le cose andranno per il verso giusto, di avere i nostri connazionali lunedì in Italia”.
Crosetto: 107 italiani sono già a Gibuti
“Stiamo evacuando dal Sudan i nostri connazionali grazie allo sforzo e alla professionalità delle nostre Forze armate. I primi 107 italiani a bordo di uno dei nostri C130 sono appena atterrati a Gibuti alle 22.00 ora italiana, 7 sono già arrivati poche ore prima e altri 40 stanno rientrando su un velivolo in collaborazione con le forze armate spagnole. Tutti i civili italiani sono stati evacuati a Gibuti dove è stata allestita un area ristoro in attesa del successivo rientro in Italia . Domani un C130 riporterà a Gibuti il nostro ambasciatore in Sudan e il comandante dell’Extraction force che ha attuato l’operazione”. A renderlo noto è il ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Grazie all’impegno della nostra Aeronautica militare e delle nostre forze speciali dell’esercito , della marina e dei carabinieri – continua il ministro – Le operazioni continuano fino alla completa messa in sicurezza di tutti gli italiani. Tutto avviene nella più stretta cooperazione con i nostri partner europei. Al Comando operativo di vertice interforze ed ai militari che stanno svolgendo questa delicata e rischiosa missione voglio esprimere la riconoscenza del governo e di tutta la Nazione”.
Partiti tutti gli italiani: da Khartum è decollato l’ultimo aereo con ambasciatore e personale militare che in nottata atterrerà a Gibuti,i terminando l’operazione di evacuazione. È quanto si apprende da fonti della Difesa.
Salvi tutti gli italiani che hanno chiesto di partire
In ministro degli Esteri, poi, ha precisato su Twitter: “Tutti gli italiani che hanno chiesto di partire dal Sudan sono in salvo ed in volo verso Gibuti. Sono orgoglioso del gioco di squadra che ha portato al successo di questa delicata e complessa operazione di evacuazione. Ringrazio i militari, l’intelligence e la diplomazia”
Evacuata l’ambasciata italiana a Khartoum
“Le forze di supporto rapido hanno evacuato con successo 41 cittadini italiani e personale dell’ambasciata da Khartoum questa sera”, lo scrivono su twitter i paramilitari sudanesi.
“La missione è stata eseguita con la massima professionalità ed efficienza, garantendo sicurezza e protezione. La rapida azione di Rsf è una testimonianza del nostro impegno a proteggere i cittadini in tempi di crisi”.
In Sudan, nonostante una tregua concordata tra le parti, continuano i combattimenti fra esercito e paramilitari e la situazione nella capitale è molto pericolosa. Un francese è rimasto ferito durante le operazioni di evacuazione dell’ambasciata. Lo hanno riferiscono le forze di supporto, organizzazione paramilitare, del Sudan, attraverso un tweet. Secondo la ricostruzione le RFS sarebbero state attaccate da aerei durante l’evacuazione questa mattina, lungo la strada da Bahri a Omdurman.
L’Ue chiede l’immediato cessate il fuoco
L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ha chiesto un “cessate il fuoco immediato” ai responsabili degli scontri tra l’esercito e le forze di supporto rapido (RSF) in Sudan. Il capo della diplomazia europea ha parlato oggi con il capo dell’esercito sudanese, Abdelfatah Al Burhan, e con il leader del gruppo paramilitare Mohamed Hamdan Dagalo “Hemedti”.
“Ho parlato con il generale Abdelfatah Al Burhan e con il generale Mohamed Hamdan Dagalo per chiedere un cessate il fuoco immediato. Ho anche insistito sulla necessità di proteggere i civili e di garantire l’evacuazione sicura dei cittadini europei”, ha dichiarato Borrell.
Primo aereo partito dalla Francia
Un centinaio di cittadini francesi e di altre nazionalità sono già stati evacuati dal Sudan dalla Francia e un centinaio ulteriore dovrebbe seguire a breve, ma le operazioni sono estremamente complesse. Lo hanno fatto sapere fonti dei ministeri degli Esteri e della Difesa a Parigi. “Un primo aereo ha già lasciato Khartum e dovrebbe arrivare a Gibuti alle 18, mentre un secondo aereo dovrebbe decollare attorno alle 17 e 30”, secondo i ministeri. Su entrambi i voli ci sono circa 100 persone, per un totale di 200 cittadini non solo francesi. Le operazioni, viene reso noto, sono “di estrema complessità” e potrebbero durare ancora uno o due giorni.
Anche la Germania inizia l’evacuazione dei cittadini
Anche la Germania ha iniziato l’evacuazione dei cittadini tedeschi dal Sudan. Come hanno spiegato i ministeri degli Esteri e della Difesa. Berlino sta conducendo “un’operazione di evacuazione in coordinamento con i nostri partner”, hanno dichiarato entrambi su Twitter.
“Il nostro obiettivo è quello di portare via da Khartum il maggior numero possibile di cittadini in questa situazione di pericolo in Sudan. Nell’ambito delle nostre possibilità, porteremo con noi anche cittadini dell’Unione Europea e di altri Paesi”, hanno aggiunto. Anche diversi altri Paesi hanno iniziato a evacuare i propri cittadini dal Sudan: fra gli altri, Italia, Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti.
Secondo il settimanale Der Spiegel, la Germania ha interrotto un tentativo di evacuazione già mercoledì scorso. Tre aerei da trasporto militare, che avrebbero dovuto trasportare circa 150 cittadini tedeschi, si sono diretti verso il Paese ma sono stati costretti a tornare indietro.
Il quotidiano Bild ha riportato che il governo tedesco sta pianificando due missioni con aerei militari A400M e che i paracadutisti sono stati inviati in Giordania per dare supporto; durante i salvataggi, i contendenti rispetteranno una tregua.
I diplomatici Usa lasciano Khartoum
Tra le ambasciate di Khartoum che sono già state evacuate c’è quella americana. Lo ha confermato nel corso della notte Joe Biden, che in precedenza aveva detto che non era “sicuro” procedere all’evacuazione dei diplomatici statunitensi presenti nella capitale. Ma le operazioni erano state già avviate, non senza difficoltà, anche se il generale Abdel Fattah al-Burhan, attualmente il leader del Paese, ieri mattina avesse promesso di facilitare le operazioni di evacuazione di diplomatici e cittadini di Gran Bretagna, Cina, Francia e Stati Uniti.
L’ambasciata americana, però, ha alzato il livello di allerta “dovuto a una situazione di incertezza nella capitale Karthum e alla chiusura dell’aeroporto”. Nella notte trascorsa le FSR del Sudan, forze para militari, hanno dichiarato che stanno aiutando le truppe americane a evacuare l’ambasciata di Washington nella capitale Khartoum.
Le ambasciate si svuotano
“Il Rapid Support Forces Command si è coordinato con la U.S. Forces Mission composta da 6 aerei, per evacuare i diplomatici e le loro famiglie domenica mattina”, si legge in un tweet del gruppo paramilitare, che da una settimana combatte l’esercito regolare sudanese in un conflitto che ha già ucciso centinaia di persone.
Anche altri Paesi si stanno muovendo per riportare a casa il personale diplomatico presente in Sudan. Una portavoce del ministero degli Esteri francese ha detto di non poter confermare il trasferimento di diplomatici e cittadini francesi. Stessa posizione espressa dal ministero degli Esteri britannico. Le dichiarazioni confermano i segnali di confusione e di tensione che in questo momento sono dominanti in Sudan, precipitato nel conflitto interno il 15 aprile tra due fazioni che si contendono il controllo del Paese.
Civili vittime dei combattimenti
Almeno quattrocento persone sono rimaste finora uccise nei combattimenti. Di queste, 256 erano civili. Un numero imprecisato di abitanti di Karthum ha lasciato la capitale, sottoposta a bombardamenti, per trovare rifugio in periferia o negli Stati confinanti. Più di quindicimila persone si sono trasferite in Chad. Le oganizzazioni umanitarie hanno dichiarato di non essere più in grado di operare in Sudan, a causa del conflitto.
Anche l’ambasciata cinese in Sudan ha iniziato a organizzare l’evacuazione dei propri cittadini residenti nel Paese africano. In un breve messaggio pubblicato questo sul suo sito ufficiale, la legazione a Khartoum ha chiesto ai cittadini cinesi di compilare il giorno stesso un modulo indicando se desiderano essere evacuati dal Paese. “Si prega di continuare a monitorare da vicino la situazione e mantenere un alto livello di allerta, rafforzare le precauzioni di sicurezza e garantire la propria sicurezza personale”, ha aggiunto l’ambasciata cinese.
Blackout della rete internet
Nel Sudan scosso dai violenti combattimenti tra truppe regolari e paramilitari Rsf c’è un blackout “quasi totale” di Internet. Lo ha riferito NetBlocks, un’organizzazione con sede a Londra che monitora l’accesso al web in tutto il mondo. “I dati di rete in tempo reale mostrano un collasso quasi totale della connettività Internet in Sudan con la connettività nazionale ora al 2% dei livelli ordinari”.
Giornata mondiale della Terra: investire subito sul nostro pianeta
scritto da Fatti Nostri | 24 Aprile 2023
L’appello è globale e urgente: “Investire sul nostro Pianeta” perché “investire in un’economia verde è l’unica via per un futuro sano, prospero ed equo”.
E’ il tema della Giornata mondiale della Terra di quest’anno, una celebrazione che ricorre dal 1970 ogni 22 aprile, e che richiama l’attenzione del mondo sulla necessità di conservare le risorse naturali e promuovere la salvaguardia del pianeta ora anche contro la crisi climatica.
Earthday.org, il movimento globale che organizza la Giornata della terra e recluta i movimenti ambientalisti in tutto il mondo, punta a coinvolgere governi, istituzioni, imprese e oltre un miliardo di cittadini che ormai partecipano ogni anno a questa manifestazione affinché ciascuno faccia la propria parte perché “tutti siamo responsabili”.
E a ricordarcelo è anche la Giornata del sovrasfruttamento delle risorse naturali che ogni anno anticipa a dimostrazione che il nostro stile di vita fa esaurire sempre prima quanto la Terra può produrre.
In Italia, gli ettari di terreno in cui si producono alimenti che finiscono nell’immondizia dei consumatori, cioè quelli su cui si producono quei 524,1 grammi di alimenti sprecati pro capite, sono circa 1,5 milioni, che corrispondono alla superficie agricola utilizzata di Emilia-Romagna e Veneto messe insieme, calcola Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability. E’ come se le intere zone di produzione delle due regioni producessero cibo destinato a non essere mai consumato, spiega l’Osservatorio. La superficie agricola utilizzata, rileva l’indagine su dati 2021 della Coldiretti, in Italia è diminuita del 28% che si traduce in 400 milioni di chilogrammi in meno di produzione. Se si vuole investire nel Pianeta, bisogna prevenire lo spreco alimentare domestico.
Con la popolazione mondiale che dovrebbe arrivare a quasi 10 miliardi nel 2050, stima l’Onu, la perdita di terreni coltivabili è ancor più preoccupante. Per Waste Watcher International, bisogna raggiungere il target 12.3 dell’Agenda 2030 di ridurre del 50% gli sprechi alimentari. Da qui la necessità di investire sull’educazione alimentare in tutto il mondo.
L’Unicef ricorda che in tutto il pianeta, circa un miliardo di bambini – quasi la metà – è ad altissimo rischio per gli impatti della crisi climatica. Inquinamento, scarsità d’acqua ed eventi metereologici estremi sempre più diffusi e frequenti stanno minacciando un’intera generazione di bambini e adolescenti: a livello globale entro il 2040, quasi un bambino su 4 vivrà in aree con elevata scarsità di acqua, in Italia si stima che nel 2050 la maggior parte dei bambini sarà esposta ad ondate di calore sempre più frequenti.
Numerose le iniziative in tutto il mondo per l’Earth day. In Italia, tra gli altri, dal 21 al 25 aprile a Roma c’è il “Villaggio per la Terra”, un format ideato da Earth Day Italia e realizzato in collaborazione con il Movimento dei Focolari di Roma, con un programma fitto di eventi tra ambiente, sport, spettacolo e cultura.
ansa.it
Berlusconi. lento ma progressivo miglioramento.
scritto da Fatti Nostri | 24 Aprile 2023
Diciassettesimo giorno di ricovero al San Raffaele per Silvio Berlusconi, dodici in terapia intensiva cardiotoracica e i restanti in reparto ordinario, a causa di una infezione polmonare insorta come conseguenza della leucemia mielomonocitica cronica di cui l’ex premier soffre da tempo.
Oggi, in mattinata, l’ospedale ha diffuso il quinto bollettino medico: “Il quadro clinico del Presidente Silvio Berlusconi appare in lento ma progressivo miglioramento” si legge nell’aggiornamento firmato dai professori Alberto Zangrillo e Fabio Ciceri. Tuttavia, precisano i due specialisti, “proseguono le cure e il monitoraggio delle funzionalità d’organo”.
La prognosi dell’86enne fondatore di FI resta riservata, con quei richiami al “cauto ottimismo” e alla ripresa “costante” – messi nero su bianco dai medici stessi nel secondo bollettino – un po’ più flebili. Intanto il partito ostenta fiducia: “Berlusconi sta meglio e lo festeggeremo a Milano il 5 e il 6 maggio con un grande convegno”, ha detto a Potenza la ministra per le Riforme istituzionali e coordinatrice regionale della Basilicata di Forza Italia, Maria Elisabetta Casellati.
“Per quella occasione – ha garantito – Berlusconi potrà intervenire almeno telefonicamente”. Oggi al San Raffaele il solito via vai di persone care: il suocero Orazio Fascina, i figli Marina, Barbara e Luigi, il fratello Paolo. Proprio lui, nelle ore immediatamente successive alla diffusione del penultimo bollettino, aveva anticipato – autorizzato da Zangrillo – quanto comunicato oggi dai medici, parlando appunto di “ripresa lenta” del Cavaliere.
L’indagine Covid finirà al Tribunale dei Ministri?
scritto da Fatti Nostri | 24 Aprile 2023
Una grossa parte dell’indagine sulla gestione del Covid a Bergamo potrebbe finire davanti al Tribunale dei Ministri. È una questione molto tecnica quella che potrebbe far spostare il cuore dell’inchiesta sulla prima gestione della pandemia in un contesto che ha regole ‘particolari’, diverse rispetto a quelle dei processi ‘normali’.
Ad aprire questo scenario c’è la decisione della Procura Generale di Brescia di trasferire da Bergamo a Brescia, accogliendo l’istanza della sua difesa, la posizione dell’indagato Agostino Miozzo, ex capo del Cts, ritenendola, come quella di Conte e Speranza, di competenza del Tribunale dei Ministri visto che tutti e tre sono accusati di omicidio colposo ed epidemia colposa.
Come Miozzo, sono indagati in concorso con Conte e Speranza per questi reati un’altra decina di indagati che potrebbero far valere le stesse ragioni e quindi chiedere che venga applicata la competenza ‘speciale’.
Tra questi ci sono il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il suo ex assessore alla Sanità Giulio Gallera.
In sostanza, è il ragionamento del procuratore generale Guido Rispoli, chi avrebbe concorso a compiere un reato ministeriale va trattato allo stesso modo di chi ricopriva ruoli nel governo.
agi.it
Missione in Argentina del Sottosegretario di Stato, Giorgio Silli
scritto da Fatti Nostri | 24 Aprile 2023
Il Sottosegretario di Stato, Giorgio Silli, si è recato in missione in Argentina per un denso programma di incontri e visite, articolato in una prima tappa a Buenos Aires, dal 18 al 19 aprile, e una seconda a Cordoba il 20 aprile.
Al centro della missione, in primo luogo, la comunità italiana nel Paese, la più grande residente all’estero (con oltre un milione di iscritti AIRE) e vincolo strettissimo che lega l’Italia con l’Argentina. A tal riguardo, il Sottosegretario Silli ha incontrato i titolari delle sedi consolari italiane nel Paese, i parlamentari eletti nella ripartizione America Meridionale residenti in Argentina e i rappresentanti di organismi della collettività italiana, Com.It.Es. e C.G.I.E., nonché di un folto numero di associazioni di connazionali. Durante le visite alle scuole paritarie italiane “Cristoforo Colombo” a Buenos Aires e “Castelfranco” a Cordoba, è stato inoltre espresso vivo apprezzamento per il ruolo centrale svolto dalle scuole italiane presenti in Argentina nel mantenere vivo il legame culturale con il nostro Paese. Altrettanto fondamentale continua inoltre a essere il contributo delle imprese italiane o di italo-discendenti sul piano della crescita e dello sviluppo della cooperazione economica bilaterale, come evidenziato dal Sottosegretario nel corso dei colloqui avuti con esponenti della realtà imprenditoriale italiana e delle visite agli stabilimenti FIAT e IVECO a Cordoba.
Nei numerosi incontri istituzionali con le Autorità argentine è stato preso in esame un ampio spettro di temi, in particolare riguardanti la comunità italiana in Argentina, la collaborazione con il nostro Paese in ambito economico e culturale e la candidatura di Roma a Sede dell’Esposizione Universale 2030. Nello specifico, il Sottosegretario Silli si è riunito con il Viceministro dell’Interno della Nazione Argentina, José Lepere, il Sottosegretario per la Politica Estera del Ministero delle Relazioni Estere, del Commercio Internazionale e del Culto argentino, Claudio Javier Rozencwaig, e il Ministro del Governo della Città Autonoma di Buenos Aires, Jorge Macri. A Cordoba, si è svolta una riunione con il Vicegovernatore della Provincia, Manuel Fernando Calvo.
Un segmento di rilievo della visita si è infine focalizzato sull’ambito dei diritti umani, con la visita al Parque de la Memoria di Buenos Aires e l’incontro con Vera Vigevani Jarach, Madre di Plaza de Mayo. Il Sottosegretario ha anche avuto modo di approfondire le attività svolte della Comunità di Sant’Egidio in Argentina, illustrate dai referenti locali dell’associazione.
Semifinale di Champions tutta italiana. Sarà Inter – Milan
scritto da Ennio Marchetti | 24 Aprile 2023
Sarà Inter – Milan la semifinale di Champions in programma in maggio al Meazza. Nei quarti il Milan ha eliminato il Napoli e ieri è toccato ai nerazzurri dell’Inter liquidare i portoghesi del Benfica. Dopo il 2 a 0 ottenuto a Lisbona, la squadra di Inzaghi, al Meazza, ha pareggiato per 3 a 3 contro i lusitani che solo negli ultimi periodi sono riusciti a rimontare il 3 a 1 rimediato nei minuti precedenti grazie a un appagamento dei nerazzurri.
Nell’altra semifinale se la vedranno il real Madrid e il Manchester City.
E a Milano è già caccia i biglietti per un derby storico di una semifinale Champions che mancava da molti anni. Scrive, a questo proposito, la Gazzetta dello Sport: “Eventi che solitamente si verificano una volta nella vita. E già può ritenersi sportivamente fortunato chi vive in questa epoca in cui Milan e Inter si sfidano in una rovente doppia semifinale di Champions League per la seconda volta dopo il precedente di vent’anni fa. Era quindi prevedibile la mobilitazione di massa dei tifosi delle due squadre per accaparrarsi i biglietti delle partite del Giuseppe Meazza. Ricerche su internet, telefonate ad amici e parenti, presenza fissa sui siti web ufficiali delle due società nella speranza di essere i primi a scorgere le ultime preziosissime informazioni per assicurarsi un posto per assistere alla storia. Nel 2003 si stimarono 200mila richieste per ognuno dei due match: la capienza massima si ferma a meno della metà…
In casa rossonera la parola chiave è la seguente: attesa. Unita all’entusiasmo. Le date relative alla vendita libera e quella per gli abbonati saranno rese note nei prossimi giorni, ma intanto la società si è già attivata per venire incontro ai propri tifosi, bramosi di regalarsi un posto in tribuna o in curva in occasione del terzo derby di Champions in vent’anni di storia. I tifosi rossoneri possono andare sul sito help.acmilan.com e cliccare sull’opzione “invia una notifica”. Al momento, come detto, non c’è ancora una data ufficiale sul rilascio dei biglietti, ma la società ha fatto in modo che i milanisti vengano avvertiti tramite mail. Nelle prime due ore dalla messa online sono arrivate più diecimila richieste, e stanno aumentando. Manifesto di come l’attesa sia già ad alti livelli, così come l’adrenalina e l’ansia, perché Inter e Milan si giocano un posto in finale. Ai milanisti, basta stare attenti alle notifiche
I BIGLIETTI DI INTER-MILAN
Dal momento che sarà il match di ritorno quello che si disputerà ufficialmente in casa nerazzurra, è normale che in viale della Liberazione ci sia meno fretta. Anche in questo caso le tempistiche sono ancora incerte, ma la sicurezza assoluta è che la primissima fase sarà dedicata alle conferme dei posti per gli abbonati alla stagione corrente di Serie A, seguita da chi è in possesso del pass annuale ma vuole cambiare posto oppure è costretto alla variazione perché in campionato siede in uno dei posti che in Champions League viene gestito dalla Uefa. È poi praticamente impossibile che si arriverà alla vendita libera (è invece accaduto contro il Benfica fino al giorno della partita), anche perché dopo la prelazione per gli abbonati ci sarà una finestra riservata ai soci Inter Club e ai titolari della tessera Siamo Noi. Anche per i nerazzurri, come accade per i cugini, è possibile prenotarsi per ricevere una notifica appena le informazioni più dettagliate saranno disponibili. Infine, la Uefa prevede che il 5% della capienza totale dello stadio sia dedicata esclusivamente ai tifosi ospiti”.
Prende il via la sperimentazione sul rilascio della Carta d’Identità Elettronica (CIE) ai connazionali in Paesi fuori dall’Europa
scritto da Fatti Nostri | 24 Aprile 2023
Prende il via la sperimentazione sul rilascio della Carta d’Identità Elettronica (CIE) ai connazionali in Paesi fuori dall’Europa. L’iniziativa coinvolge, in questa prima fase, otto rappresentanze diplomatico-consolari: le Ambasciate a Tel Aviv, Ottawa e San Josè de Costa Rica, e i Consolati a Valona, San Francisco, Mar del Plata, Smirne e Cape Town. L’iniziativa fa seguito al successo del rilascio in Europa: quasi 120 mila CIE sono state emesse dalle Sedi europee nel solo 2022 e più di 260 mila quelle complessive dall’avvio del progetto nel 2019.
Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani ha dichiarato che “si tratta di un passaggio essenziale per rispondere a un’esigenza primaria dei nostri connazionali all’estero. Il buon esito della sperimentazione è cruciale per estendere progressivamente l’emissione della CIE, con una diffusione sempre più capillare e con l’obiettivo di poter in futuro dotare tutti gli italiani all’estero di un documento di identità sicuro e tecnologicamente avanzato”.
Il progressivo potenziamento del rilascio della CIE all’estero consentirà a un numero sempre maggiore di connazionali di avere accesso a un’identità digitale, fondamentale per interagire con la Pubblica Amministrazione italiana.
Il presidente Mattarella visita Auschwitz
scritto da Fatti Nostri | 24 Aprile 2023
Sergio Mattarella è giunto ad Auschwitz per una visita agli ex lager nazisti in terra polacca. Ad accompagnarlo, le sorelle Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute alla Shoah, gli studenti di tre scuole, di Terracina, Ancona e Sacile.
Il capo dello Stato, dopo aver visitato il museo di Auschwitz, parteciperà alla tradizionale Marcia dei vivi in ricordo delle vittime dell’Olocausto.
Il presidente ha deposto una corona di fiori davanti al muro delle fucilazioni, ad Auschwitz. Dopo qualche momento di raccoglimento, il Capo dello Stato ha chiamato accanto a sé le sorelle Tatiana e Andra Bucci, sopravvissute al lager nazista in terra polacca.
Mattarella: “Inimmaginabile”
“Un luogo dell’orrore”. “Già studiarlo, e l’ho fatto molto a lungo, è impressionante ma vederlo è un’altra cosa. È già straziante leggere e vedere nei video le testimonianze, ma vederlo è un’altra cosa che dà la misura dell’inimmaginabile. Vedere quelle scarpe, vedere quelle scarpette dei bambini dei neonati Sono cose inimmaginabili. Bisogna continuare a ricordare e bisogna ricordare che quello che vediamo è una piccola parte”, ha detto Mattarella visitando il museo in cui sono conservati gli oggetti che erano appartenuti alle centinaia di migliaia di persone sterminate dai nazisti. Davanti alla teca con le scarpe dei bambini anche la figlia del presidente, Laura, si è commossa, e come lei molti dei ragazzi delle scuole che stanno accompagnando il presidente.
La sovravvissuta: “Acettare il diverso”
“Non pensavo che avrei pianto, e invece vedere tutti questi ragazzi e anche dei bambini marciare ad Auschwitz per ricordare quel che è successo mi commuove”. Tatiana Bucci, una delle due sorelle sopravvissute all’Olocausto non trattiene qualche lacrima, poi si riprende e torna a raccontare. “Sono stata qui dall’aprile 1944 alla fine della guerra. Qui eravamo in otto della mia famiglia e siamo sopravvissuti in quattro. Per questo per me venire qui è come per un’altra persona andare al cimitero” spiega con voce, ora, ferma.
Sergio Mattarella
“Sono tornata quaranta volte ormai, la prima era negli anni ’90 perché prima io, come tanti altri sopravvissuti, non me la sentivo di raccontare quello che avevamo vissuto”. Alla Marcia partecipano soprattutto studenti di scuole ebraiche e una delle organizzatrici fa notare che si tratta dei discendenti dei sopravvissuti all’Olocausto. “Per me – dice invece Tatiana Bucci – è importante che vengano anche gli altri da tutto il mondo, per ricordare il Novecento e ricordare cos’è la Shoah, perché non si debba mai più ripetere”.
“Dobbiamo essere pronti ad accettare il diverso da noi, che sia diverso per colore, religione o nascita – è la lezione di Tatiana Bucci – il mare che si trasforma in un cimitero non è accettabile. L’uomo sa essere crudele e lo vediamo ancora, ma ci sono anche uomini che danno la vita per gli altri: speriamo che non debba succedere piu'”.
agi.it
Tajani a Tokyo per incontri sulla cooperazione economica tra Italia e Giappone
scritto da Fatti Nostri | 24 Aprile 2023
Terminato a Karuizawa il vertice dei Ministri degli Esteri del G7, il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è rientrato a Tokyo per alcuni incontri dedicati alla cooperazione economica fra Italia e Giappone.
Presso l’Ambasciata d’Italia, il Vice Premier ha ricevuto Seiji Izumisawa, amministratore delegato di Mitsubishi Heavy Industries, uno dei principali gruppi industriali globali, attivo in numerosi settori dell’industria tradizionale, dalla difesa, al settore automobilistico, aeronautico, aerospaziale, dalla robotica al nucleare e alle energie rinnovabili. Al centro del colloquio, la collaborazione che Mitsubishi ha già avviato con l’italiana Leonardo italiana e con la britannica Baes per il “Gcap”, il caccia militare di sesta generazione. Izumisawa ha anche evidenziato come Mitsubishi sia da tempo presente in Italia, attraverso la consociata Turboden, azienda leader nella progettazione, produzione e manutenzione di sistemi che generano energia elettrica e termica sfruttando fonti come biomasse, geotermia, energia solare, combustibili tradizionali e calore di scarto dei processi industriali. “L’Italia è fortemente interessata a rafforzare la cooperazione economica e industriale con il Giappone e con le sue aziende di maggior successo”, ha aggiunto Tajani, evidenziando come “la recente assunzione della Presidenza dell’Italy-Japan Japan Business Group da parte del Presidente consiglio di amministrazione di Mitsubishi testimoni quanto il grande gruppo industriale sia guardi con favore alle opportunità offerte dal nostro Paese”.
In serata il Ministro Tajani ha poi incontrato il Ministro dell’Economia, del Commercio e dell’Industria, Nishimura Yasutoshi. Un incontro che costituisce il primo seguito operativo alla definizione di un partenariato strategico tra Italia e Giappone, decisa al vertice del 10 gennaio a Roma tra il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Primo Ministro giapponese Fumio Kishida. “Vogliamo approfondire e strutturare nuove collaborazioni industriali nei settori dell’energia, dello spazio, della difesa e delle start-up”, ha dichiarato il Ministro degli Esteri. “Guardiamo con particolare interesse a ai settori dell’intelligenza artificiale e cybersecurity, della robotica, delle bioscienze e nanoscienze e della farmaceutica”.
Fra Italia e Giappone l’interscambio è in espansione: 13,2 mld € nel 2022 (+11,2%). Il saldo commerciale è positivo (2,8 mld €): 8 mld di esportazioni (+ 7,1%) e 5,2 mld di importazioni (+18%). Nel 2021, lo stock degli IDE italiani in Giappone è stato pari a 1,9 mld €.