Il Governo dice sì al Ponte sullo Stretto e alla riforma del Fisco

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downloadIl Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge delega sulla riforma fiscale e  il decreto sul Ponte sullo Stretto. Via libera inoltre, su proposta del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, al disegno di legge sull’istituzione del Museo nazionale della Shoah a Roma. Stanziati 10 milioni di euro.

La delega fiscale approvata dal Cdm, comunica il Mef, “riscrive completamente l’attuale sistema tributario varato negli anni 70”. Le nuove regole, operative entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge delega, vanno nella “direzione di semplificare e ridurre la pressione fiscale, favorire investimenti e assunzioni e instaurare un rapporto tra contribuenti e amministrazione finanziaria nella logica di un dialogo mirato tra le parti secondo le esigenze di cittadini e imprese”.

Come cambierà il fisco

Con il disegno di legge delega varato oggi dal Cdm, illustra il Mef, viene garantita la “razionalizzazione e semplificazione dell’intero sistema Irpef (redditi agrari, fabbricati, finanziari, da lavoro dipendente, autonomo, d’impresa e diversi)”. La delega prevede anche la revisione delle tax expenditures, (oggi più di 600 voci) e l’equiparazione della no tax area per lavoratori dipendenti (8174 euro e pensionati 8500 euro).

Per quanto riguarda le imprese è prevista una riduzione dell’attuale aliquota Ires per chi investe e\o assume. Ci sarà anche una graduale eliminazione dell’Irap. Con l’istituzione del concordato preventivo biennale e il rafforzamento dell’adempimento collaborativo si riscrivono le regole della lotta all’evasione fiscale che diventa preventiva e non più repressiva.

Meloni: “Riforma attesa da cinquant’anni”

“Lo avevamo promesso e oggi manteniamo l’impegno: al via l’iter che entro 24 mesi darà vita a una rivoluzione fiscale che l’Italia attende da 50 anni. Una riforma strutturale e organica che si pone l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale per imprese e lavoratori, creare un nuovo rapporto di fiducia tra Fisco e contribuenti e incentivare la crescita e l’occupazione secondo il principio del “più assumi e investi e meno tasse paghi”, scrive la premier Giorgia Meloni.

“L’approvazione della Delega sulla Riforma fiscale è una vera e propria svolta per l’Italia. È una riforma epocale, strutturale e organica: una rivoluzione attesa da 50 anni con importanti novità a favore di cittadini, famiglie e imprese. Con il nuovo Fisco delineiamo una nuova idea di Italia, vicino alle esigenze dei contribuenti e attrattivo per le aziende”, aggiunge la premier, “la Riforma contiene una visione complessiva e programmatica che premia la lealtà e la responsabilità del contribuente, gettando le basi per un nuovo rapporto di fiducia con il Fisco. Grazie alla Riforma del sistema fiscale abbassiamo le tasse, aumentiamo la crescita e l’equità, favoriamo occupazione e investimenti”, aggiunge Meloni.

La nuova organizzazione del Mef

Il Consiglio dei ministri ha poi approvato un Dpcm, presentato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che prevede la nuova organizzazione del Mef. Il testo prevede la creazione di un Dipartimento dell’Economia a cui sono attribuite competenze in materie di interventi finanziari (tra gli altri nei settori delle infrastrutture, sostegno all’export, garanzie pubbliche, sostegno sociale e all’expo), valorizzazione del patrimonio pubblico e gestione delle partecipazioni societarie dello Stato e tutela degli attivi strategici.

Al Tesoro vengono attribuite le competenze sulla programmazione economico-finanziaria, la gestione del debito pubblico, i rapporti finanziari europei e internazionali, la regolamentazione e vigilanza finanziaria. Si aggiunge la direzione per i rapporti con gli investitori e istituzioni finanziarie.

Entrambi i dipartimenti (Economia e Tesoro) si avvarranno del consiglio tecnico-scientifico degli esperti. Inoltre al dipartimento della Ragioneria è stato istituito l’ispettorato generale del Pnrr che, in continuità con il precedente servizio, svolgerà attività di coordinamenti nelle fasi di gestione, monitoraggio e rendicontazione del Pnrr. La riorganizzazione del Mef passa ora al vaglio del Consiglio di Stato e solo successivamente può diventare operativa.

“È un passaggio importante – dice Giorgetti – che va nella direzione della razionalizzazione del sistema coerente con i nuovi tempi dell’economia e in linea con il nuovo approccio europeo”.

Nel Ddl sull’Autonomia arriva l’insularità

Il Consiglio dei ministri ha poi dato il via libera alla modifica dell’articolo 9 del disegno di legge Calderoli sull’autonomia differenziata, con l’inserimento del principio di insularità. “E’ un decisivo passo in avanti “, ha commentato il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Michele Pais, “che da prova del lavoro fatto insieme al ministro Calderoli, che rende il Consiglio regionale protagonista. Di questo sono orgoglioso”. Pais ha aggiunto che “l’iter per l’approvazione del Disegno di legge è ancora lungo, ma sono certo che il Consiglio regionale della Sardegna, saprà andare oltre le appartenenze politiche, e lavorerà per contribuire a un testo che possa dare risposte concrete alla nostra Isola. Questi sono i fatti concreti su cui sono impegnato per i sardi”.

agi.it




Tre italiane ai quarti di Champions League. Domani i sorteggi degli accoppiamenti

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sorteggi2 kjpe 712x402@gazzetta web 712x402Il campionato di calcio italiano, considerato povero e comunque di minor importanza rispetto alle più celebrate “leghe” inglesi, spagnole, tedesche e francesi si prende la rivincita e piazza tre squadre ai quarti di Champions League. Più di ogni altra nazione europea. A dimostrazione che, comunque, il calcio italiano resta più che competitivo a livello internazionale.

Ieri il Napoli si è qualificato “passeggiando”, battendo nettamente per 3 a 0 i tedeschi dell’Eintracht Francoforte, i cui ultras, come scriviamo in altra parte del giornale, si sono distinti per le violenze teppistiche nel centro della città partenopea, l’Inter ha eliminato il Porto e il Milan gli inglesi del Tottenham.

Ora c’è grande attesa per il sorteggio di domani a mezzogiorno a Nyon per conoscere le nostre avversarie nei quarti. Nell’urna, con le tre italiane, saranno gli inglesi del Manchester City e del Chelsea, i tedeschi del Bayern di Monaco, gli spagnoli del Real Madrid e i portoghesi del Benfica.

Non sono esclusi anche quarti tra squadre italiane.

 




Teppisti ultras dell’Eintracht mettono Napoli a soqquadro

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190252562 643fc4c1 5f82 405f 9eaa 4c85925a1826Dopo le violenze che hanno preceduto la partita vinta dagli azzurri al Maradona contro l’Eintracht, ancora fibrillazioni a Napoli. Lancio di petardi e fumogeni sul lungomare. Gruppi di tifosi da due lati limitrofi agli alberghi, subito dopo il match, hanno gettato i petardi e poi sono stati dispersi verso via Chiatamone e lungo via Partenope.

Ad agire persone vestite di nero e con il volto coperto. La polizia ha risposto sparando fumogeni. Sul posto anche gli idranti.

Il grosso del gruppo dei tifosi tedeschi è in albergo, ma alcuni potrebbero essere usciti. A lanciare i petardi potrebbero essere stati anche ultrà partenopei. La scaramuccia è durata poco tempo. Al momento i gruppi dovrebbero essere dispersi.Prima della partita di Champions la città è stata ostaggio di violenze e devastazioni. Piazza del Gesù, a Napoli, e la vicina via Calata Trinità maggiore, prima delle 18 di mercoledì pomeriggio erano un tappeto di vetri, immondizia, residui di fumogeni e lacrimogeni, acqua degli idranti utilizzati dalle forze dell’ordine.

A scatenare le violenze è stata la calata in città di centinaia di ultrà dell’Eintracht Francoforte che si sono ribellati al divieto della vendita di biglietti ordinata dal Viminale e a poche ore dal ritorno degli ottavi di Champions al Maradona hanno cercato lo scontro con gli odiati rivali partenopei.

Circa 400 supporter tedeschi erano arrivati ieri sera a Salerno, e da quella città avevano preso il treno per Napoli. Sono senza biglietto, vista la battaglia finita anche davanti al Tar che ha reso definitivo il divieto di vendita per loro a causa degli scontri in Germania dell’andata, quando il Napoli vinse 2-0. Ma tutti hanno regolarmente pagato un albergo nel capoluogo campano. E’ passata la mezzanotte da 30 minuti quando in piazza Bellini un gruppo di dieci persone con il volto coperto e vestite di nero scaglia bottiglie di vetro contro il bar Alkymya Bellini.

Sul posto arrivano i carabinieri, chiamati da militari dell’Esercito di vigilanza in piazza. Sono diversi ultrà dell’Eintracht Francoforte. Il bar è chiuso, e quindi il lancio è senza conseguenze se non piccoli danni.Poi ci sono un corteo e due episodi di tentata aggressione ai tifosi tedeschi con protagonisti gruppi di ultrà del Napoli. Agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale notano in piazza Dante la presenza di circa 100 tifosi partenopei della curva B divisi in piccoli gruppi; uno di questi, quando vede la volante, si disperde abbandonando 5 aste di bandiera in plastica, due fumogeni e un razzo.

Nelle ore successive, circa 150 tifosi della curva A, molti dei quali a volto coperto e armati di aste di bandiere, dopo essersi riuniti sempre in piazza Dante, vanno in corteo verso l’albergo che ospita i tifosi tedeschi, ma vengono fermati. Sempre nell’area dell’albergo, nel corso della notte, vengono allontanati altri gruppi di tifosi napoletani armati di pietre, bottiglie e aste di bandiere.

Arriva il giorno, e la tensione sale. Sono circa le 13 quando oltre seicento tifosi dell’Eintracht Francoforte  lasciano  come in corteo il loro albergo sul lungomare e attraversano tutto il centro per arrivare fino in piazza del Gesù, ‘marciando’ lungo la Riviera di Chiaia, passando per via Calabritto, piazza dei Martiri, via Chiaia, attraversato piazza Trieste e Trento, piazza Municipio e via Monteoliveto.

A seguire il corteo la polizia, mentre la zona viene sorvegliata dall’alto da un elicottero. In piazza, sembrano solo voler mangiare pizza e bere birra. Un cordone della polizia in tenuta antisommossa, con camionette, cintura la zona, e l’elicottero continua a passare.

Sono circa le 17 quando tutto precipita. Dalla zone più popolari di Napoli arrivano verso via Calata trinità maggiore decine di persone, pronte a coprirsi il volto. Probabilmente hanno mazze, aste di bandiera. Di sicuro hanno fuochi d’artificio, non potenti, anzi innocui, e qualcuno comincia a spararli in orizzontale verso gli ultrà dell’Eintracht. E la reazione non manca. Rabbiosa. I tedeschi afferrano e lanciano tutto e in ogni direzione, sedie bottiglie, pietre. La polizia tiene separati i due gruppi. Partono i lacrimogeni, arriva l’idrante. Il parapiglia è totale. Turisti e passanti cercano rifugio nei negozi e nella chiesa del Gesù nuovo, la cui facciata restaurata è stata restituita alla città solo ieri. I egozianti chiudono in fretta le porte.

Un’auto della polizia viene incendiata. Molte quelle danneggiate e con i vetri in frantumi. Vetrine rotte anche per le attività commerciali della zona. Paura, colluttazioni, grida. Per usare una espressione trita, scene da guerriglia urbana.

Poi i poliziotti riescono a riportare la calma, a gestire i tifosi tedeschi, facendoli salire su bus dell’Anm che li riportino in albergo. Un viaggio di ritorno non facile, con gruppi di tifosi napoletani che a tratti lanciano pietre contro quei mezzi. Nessuno sembra sinora si sia fatto male, né in piazza né a bordo dei bus. Il lungomare, intorno ai due alberghi è blindato.

agi.it




Napoli: guerriglia urbana tra tifosi

napoli eintracht: a police car set on fire

napoli eintracht: a police car set on fire

Aumenta la tensione nel centro di Napoli dove si sono radunati da stamattina i tifosi dell’Eintracht Francoforte.

Guerriglia in pieno centro a Napoli dove si sono verificati scontri tra i tifosi dell’Eintracht e decine di persone con il volto coperto da caschi. Via Calata Trinità Maggiore, nel cuore della città, è stata teatro del lancio di oggetti con bidoni della spazzatura rovesciati. È lì che è stata incendiata l’auto della Polizia. Terrore tra i passanti e i commercianti della strada. Gli scontri sono iniziati quando i tifosi tedeschi, che da stamattina in corteo avevano raggiunto piazza del Gesù dal lungomare, dovevano salire sui bus che li avrebbero riportati nell’albergo dove alloggiavano. A quel punto sono comparsi diverse decine di facinorosi con il volto coperto che hanno ingaggiato uno scontro mentre la Polizia, in assetto antisommossa, era impegnata a dividere le fazioni e a disperdere gli ultras.

È iniziato il trasferimento dei tifosi tedeschi che sono stati fatti salire su alcuni bus del servizio pubblico che stanno per lasciare Piazza del Gesù, dove si sono verificati scontri. Protetti da un cordone di polizia i supporter dell’Eintracht vengono diretti per il momento verso la zona di via Medina.

Durante il passaggio degli autobus in via Monteoliveto, gli autobus con a bordo i tifosi dell’Eintracht Francoforte sono stati fatti oggetto di lancio di pietre e bottiglie da parte di ultras napoletani assiepati lungo la strada. Il vetro di uno degli autobus si è scheggiato.

Le poche informazioni acquisite dalla Polizia tedesca e una eventuale temuta “caccia all’uomo” da parte di ultras azzurri stanno tenendo in apprensione le forze dell’ordine partenopee delegate a tenere sotto controllo eventuali contatti tra le tifoserie dell’Eintracht Francoforte e del Napoli. Il dispiegamento di forze è imponente: sono in allerta ben 800 uomini e finora non si sono verificati episodi particolarmente critici. I 400 tifosi della squadra tedesca giunti ieri in treno da Salerno, sono stati tutti dislocati sul lungomare della città, nell’hotel Continental, accanto all’hotel Vesuvio dove invece alloggia la loro squadra.

La Digos di Napoli ha fortemente consigliato alle forze di polizia tedesche e ai supporter dell’Eintracht di rimanere in albergo per evitare contatti. Nessuno di questi tifosi potrà assistere all’incontro di Champions League di stasera in quanto la società tedesca si è rifiutata di avvalersi dei biglietti per il settore ospiti dello stadio Maradona messi a disposizione dalla SSCNapoli. Non è escluso quindi che possano andare in giro per la città, come dei turisti, esponendosi però così al contatto con la tifoseria avversaria. Proprio per questa ragione la Polizia di Stato sta tenendo sotto stretto monitoraggio loro e soprattutto i vari gruppi del tifo azzurro in tutta la città, da piazza Dante, dove ieri se ne erano concentrati ben 120, a piazza Sannazzaro. Sotto accurato controllo anche gli abituali ritrovi dei gruppi ultras, come i Fedayn. In sostanza, sotto il coordinamento della Prefettura, la Questura di Napoli, con la collaborazione di tutte le forze dell’ordine, ha predisposto un servizio di ordine pubblico “ad hoc” per la gara, finalizzato a evitare gli scontri ventilati anche sui social. Non è escluso che in giornata, possano approdare in città, alla spicciolata, altri gruppi di tifosi dell’Eintracht, ma anche questa eventualità è sotto stretto monitoraggio.

Nella nottata, lungo il tragitto tra la Stazione centrale di Napoli, dove erano arrivati, e il lungomare, dove si trova uno degli alberghi che li ospita, all’altezza di via Marina, il bus dei tifosi dell’Eintracht Francofort è stato fatto oggetto del lancio di ‘razzi’ segnalatori e di oggetti contudenti, per fortuna senza che nessuno rimanesse ferito.
Uno degli alberghi del lungomare, dove soggiornano i supporter tedeschi, è guardato a vista da agenti di polizia. Una cintura di ‘sicurezza’ che nella notte era molto più folta. Non si esclude in giornata l’arrivo di altri tifosi dopo i primi 400 che sono stati già identificati dalle forze dell’ordine.

ansa.it




Il Po è in secca. Allarme rosso siccità

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4336946 1232 poinseccaResta critica la situazione del Po a causa della siccità e se per contenere i problemi servirebbe una pioggia continua per un mese e mezzo, è ora di ragionare su nuovi interventi e su una programmazione futura. A lanciare l’ennesimo allarme sono i geologi. “La situazione è ancora critica sotto il profilo delle precipitazioni piovose e nevose, oltre che delle temperature superiori alla media soprattutto a Nord del Po – premette Roberto Perotti, Presidente Ordine Geologi Lombardia – Dobbiamo agire subito con interventi strutturali atti a correre ai ripari anche da calamità di questa entità. Verificare le reti e intervenire sulle perdite! La Lombardia presenta una notevole geodiversità e conseguentemente sistemi acquiferi molto diversi tra loro. Approfondire gli studi e prevedere nuovi impianti di captazione”.

“Ci troviamo all’inizio di un secondo anno decisamente anomalo, ma che si porta dietro la penuria di precipitazioni piovose e nevose dello scorso anno. Il risultato – aggiunge Perotti – non potrà essere migliore del 2022, casomai peggiore. Temo che l’unica variabile che possa riportare alla quasi normalità un complesso sistema idrico e tutti i suoi utilizzi, siano intense precipitazioni della durata di oltre un mese e mezzo, in modo diffuso. Ma questo potrà servire solo a breve termine, ossia forse per superare l’Estate. Un altro inverno analogo a quello a cavallo tra il 2022 e il 2023 ci riporterà a condizioni sempre peggiori”.

Il distretto del fiume diviso in due. In alcune zone della parte centro/occidentale i tempi di ritorno arrivano anche a 50 anni. Ma nei prossimi giorni potrebbe piovere

“Dobbiamo agire subito con interventi strutturali atti a correre ai ripari anche da calamità di questa entità. Il paradosso della Pianura Padana è che si trova generalmente nei periodi primaverile/estivo e autunnale a situazioni di precipitazioni abbondanti che portano a esondazioni, allagamenti e dissesti idrogeologici importanti. In questi ultimi due anni ci troviamo a combattere una realtà esattamente opposta a quella cui ci siamo adoperati per decenni a difenderci, con arginature, vasche di laminazione in grado di contenere milioni di metri cubi d’acqua, ecc”.

Cosa fare per difenderci dalla siccità? “Certamente una maggiore attenzione la si sta ponendo nella distribuzione e nella razionalizzazione delle acque dei grandi invasi. Acqua che ha molteplici utilizzi – ha continuato Perotti – uno tra questi la generazione di energia idroelettrica. Acqua che necessariamente deve scorrere a valle, ma che allo stato attuale non sarebbe in alcun modo utilizzabile per il sistema irriguo”.

“Proviamo pertanto – aggiunge il presidente dei geologi lombardi – a prendere in esame dapprima le acque destinate al consumo umano e zootecnico, che certamente hanno la priorità. La Lombardia presenta una notevole geodiversità e conseguentemente sistemi acquiferi molto diversi tra loro. La situazione idrogeologica regionale o comunque del nord Italia presenta peculiarità differenti in virtù del fatto se ci troviamo in ambito montano, collinare o di pianura. Se la conoscenza degli acquiferi di pianura si può ritenere ad un buon livello, anche dettato dalla presenza di numerosi pozzi per molteplici scopi, non si può dire altrettanto per la collina e la montagna”.

“In questi due ambiti morfologici, l’assetto idrogeologico è certamente molto più complesso e il ruolo del geologo è proprio quello di fornire utili indicazioni sulle caratteristiche e produttività potenziale di questi acquiferi. Questo è possibile solo attraverso studi e approfondite ricerche idrogeologiche di dettaglio”.

“Ma iniziamo a ragionare sull’esistente – insiste Perotti – In collina e montagna è più facile avere realtà di approvvigionamento idrico, anche di grossi centri abitati mediante sorgenti. Siamo però certi di conoscere i reali quantitativi (la portata) che sono in grado di dare? Sono monitorate in continuo per valutare quale sia il loro tempo di esaurimento? Siamo certi di captare tutta l’acqua potenziale, o una parte la si perde e non lo sappiamo? Domande queste alle quali un geologo sarebbe in grado di dare le adeguate risposte e magari proporre nuovi impianti di captazione, ma solamente a seguito di specifici studi”.

“Un altro intervento strutturale altrettanto importante è la verifica delle reti e di eventuali perdite. Vista la difficoltà e complessità di collegamenti in ambito soprattutto montano e vista la fragilità legata anche a dissesti, spesso si perdono ingenti quantitativi di acqua semplicemente lungo le reti di distribuzione. Laddove sono invece presenti pozzi dobbiamo invece pensare se sono realmente efficienti così come quando sono stati realizzati. Per fare questo occorre effettuare opportune prove di portata per verificare se è mutato qualcosa.

Ad esempio, che non si siamo intasati i tratti filtranti piuttosto che ammalorata la parte impiantistica. Dobbiamo ancora una volta ragionare e pensare a interventi programmati a lungo termine e non solo all’occorrenza. Dobbiamo pensare che soprattutto il settore idrogeologico è un settore di studio estremamente complesso e che necessita di studi accurati.

agi.it




Settima Edizione dell’Italian Design Day a Palazzo Borromeo

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settima edizione dellitalian design day a palazzo borromeoSi è tenuto il 13 marzo a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, un evento, dal titolo “La qualità che illumina: l’energia del design per le persone e per l’ambiente”, organizzato per celebrare la VII edizione dell’Italian Design Day (IDD).

Il dibattito – aperto dai saluti dell’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Francesco Di Nitto – è stato moderato da Elisa Anzaldo, Caporedattore Centrale del TG1 RAI, e ha visto la partecipazione di rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero della Cultura. Sono inoltre intervenuti Paolo Conversi, esperto di ecologia integrale della Segreteria di Stato della Santa Sede; l’architetto Renata Cristina Mazzantini, curatrice della mostra “Contemporanei a Palazzo Borromeo. Arte e design nell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede”; Davide Groppi, Amministratore Delegato di Davide Groppi s.r.l.; Franco Caimi, Amministratore Delegato di Caimi Brevetti S.P.A.; Carlo e Giovanna Castiglioni, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Fondazione Achille Castiglioni; Margherita Pellino, Responsabile della Fondazione Vico Magistretti; Giampaolo Grassi, giornalista ANSA e autore di un libro dedicato a Francesco Binfaré, tra i maggiori designer italiani.

L’evento ha inteso celebrare la VII edizione della Giornata del Design Italiano, in concomitanza con analoghe iniziative svoltesi in 112 Paesi del mondo. Da tempo, infatti, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale è attivo nella promozione delle eccellenze culturali italiane all’estero; anche il Ministero della Cultura è impegnato nel sostegno al design come caratteristica peculiare del Made in Italy e come vettore di diffusione della cultura e dell’artigianalità italiane, anche nella prospettiva dell’integrazione dei linguaggi dell’arte contemporanea.

Nel corso dell’evento, l’arch. Mazzantini ha illustrato i contenuti e le finalità della mostra “Contemporanei a Palazzo Borromeo. Arte e design nell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede”, promossa dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede e realizzata con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Banca del Fucino, a testimonianza del dialogo e del nesso indissolubile tra design e arte come espressioni dello spirito creativo della cultura italiana.

Dalla tavola rotonda è emersa una visione d’insieme sulla storia e sulle prospettive del design italiano, simbolo di qualità e di eccellenza, in grado di coniugare il senso artistico del bello con le esigenze della funzionalità degli oggetti e del loro uso quotidiano. È stata più volte sottolineata, altresì, l’importanza peculiare del rapporto tra cultura artigianale, capacità tecnica e ricerca nello sviluppo dell’idea creativa nei processi produttivi in serie: una caratteristica fondamentale dell’industria italiana del settore, erede di un’artigianalità plurisecolare, apprezzata ed emulata in tutto il mondo. Ancora, è stata messa in luce la rilevanza della qualità come fattore di sviluppo sostenibile, entro una prospettiva di responsabilità sociale nell’impiego delle risorse materiali, nella tutela del lavoro e nell’autentico rispetto dell’ambiente. Si è reso evidente, così, il nesso con il Magistero di Papa Francesco sull’ecologia integrale, come nuovo paradigma inclusivo, necessario per dare spazio ad una “cultura della cura”, alternativa alla sottocultura “dello scarto”. Interdipendenza delle responsabilità, responsabilità della sostenibilità e sostenibilità della bellezza sono, quindi, i tre pilastri di un’azione eticamente orientata, per realizzare un futuro condiviso all’insegna della protezione della “casa comune”, della coesione sociale e della promozione della cultura.




Visita a Londra del Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri ed alla Cooperazione Internazionale, On. Giorgio Silli

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sottosegretario giorgio silli 300x202Il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri ed alla Cooperazione Internazionale, On. Giorgio Silli, ha appena effettuato una missione a Londra il 13 e 14 marzo, per incontri istituzionali incentrati sulla tutela dei diritti dei circa 500.000 cittadini italiani residenti nel Regno Unito, una delle più grandi comunità italiane fuori dai confini nazionali.

Il Sottosegretario ha avuto un colloquio con il Sottosegretario dell’Home Office, Lord Murray of Blidworth, con cui ha sollevato i principali temi relativi alla situazione dei cittadini italiani dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, chiedendo il massimo impegno delle autorità britanniche nella corretta applicazione dell’Accordo di recesso e nella risoluzione dei problemi connessi all’EU Settlement Scheme. Di ciò il Sottosegretario Silli ha avuto modo di discutere anche con il Capo della Delegazione dell’Unione Europea a Londra, Amb. Pedro Serrano.
Da parte di Lord Murray, nel confermare l’intenzione di risolvere quanto prima la questione sotto il profilo gestionale, sono state fornite assicurazioni sull’attenzione con cui, da parte britannica, si guarda ai nodi da sciogliere che concernono i cittadini UE e in particolare quelli italiani.

Durante un incontro organizzato dal Capo Missione italiano a Londra, Ambasciatore Lambertini, il Sottosegretario si è confrontato con qualificati esponenti della comunità italiana e degli organi rappresentativi degli Italiani nel Regno Unito, per meglio individuare le priorità d’azione nell’assistenza ai connazionali nel Paese.

Il Sottosegretario ha inoltre visitato la sede del Consolato Generale d’Italia a Londra, il maggior ufficio consolare italiano al mondo per volume di servizi consolari erogati. Insieme all’Ambasciatore Lambertini e al Console Generale Domenico Bellantone, il Sottosegretario ha affrontato diversi temi riguardanti la comunità italiana residente. Incontrando la squadra del Consolato, ha elogiato i continui sforzi tesi al miglioramento dei servizi offerti al pubblico, anche alla luce degli eccellenti risultati raggiunti, grazie ad alcune iniziative lanciate negli ultimi mesi, quali ad esempio un accesso facilitato per il rilascio dei passaporti – tradizionalmente il servizio più richiesto dai connazionali residenti nella circoscrizione di Londra – per anziani, disabili, donne in stato di gravidanza e minori.
Il Sottosegretario ha rimarcato come le pratiche processate dal Consolato Generale mostrino un trend in costante crescita e l’impegno a fare sempre meglio, al servizio dei connazionali.

Il Sottosegretario si è infine recato a Westminster per colloqui con i parlamentari del Gruppo di amicizia italo-britannica e alcuni rappresentanti dei principali partiti politici, con i quali ha avuto l’occasione di passare in rassegna le più rilevanti sfide affrontate dai cittadini italiani nel Regno Unito e le prospettive di crescente collaborazione futura.




Mattarella in Kenia: “L’immigrazione va affrontata in ambito europeo”

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mattarella kenya quirinale.jpgPer affrontare il problema dell’immigrazione “cerchiamo un rapporto di collaborazione con i Paesi di origine e transito dei flussi, ma sappiamo che la dimensione epocale di questo fenomeno, crescente in ogni parte del mondo, non è affrontabile a livello bilaterale, è affrontabile soltanto con una congiunta, lucida, ben organizzata azione europea, che affronti in maniera sistemica questo grande problema epocale, che si presenta attraverso il Mediterraneo, ma non soltanto attraverso il Mediterraneo, anche attraverso la rotta balcanica”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine dell’incontro con l’omologo kenyota William Ruto, primo appuntamento della sua Visita di Stato in Kenya in programma fino a giovedì prossimo.

“Si tratta di due aspetti che si intersecano -ha ribadito il Capo dello Stato- i buoni rapporti collaborativi bilaterali e un’azione consapevole, organica che l’Unione europea possa svolgere su tutti i tavoli, compreso quello delle migrazioni”.

“L’Italia considera il Kenya un esempio virtuoso di democrazia e di modello di crescita sociale ed economica” e “un pilastro di stabilità in questa importante regione del Continente africano”, ha aggiunto Mattarella. Il Capo dello Stato ha ricordato “l’azione decisiva” svolta “per il raggiungimento dell’intesa in Etiopia per il superamento della contrapposizione drammaticamente grave tra il Governo centrale e il Tigray: gli accordi di Pretoria sono frutto di questo decisivo contributo che il Kenya ha recato per realizzare una condizione di pace e di serenità”.

“Noi siamo accanto al Kenya in questa azione di sviluppo di pace e di collaborazione perchè l’intera regione possa avviarsi in una strada di serenità e di sviluppo, che le tensioni e le contrapposizioni ostacolano in maniera molto grave. Vi è una grande una preoccupazione per le tensioni che vi sono anche nella regione dei Grandi Laghi così come nel Corno d’Africa e appoggiamo molto -ha ribadito Mattarella- le iniziative che il Kenya sta sviluppando per diffondere cultura di pace e di sviluppo sociale ed economico”.

adnkronos.it




In Ucraina c’è un “Villaggio della Pace” tutto italiano

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13peacevillageÈ stato inaugurato oggi, 13 marzo, alle ore 12.00, in Piazza della Libertà, nella città di Brovary, in Ucraina, il “Peace Village”, uno spazio multinazionale e rifugio climatico a servizio della popolazione civile. Il progetto è stato voluto e organizzato dall’architetto Mario Cuccinella e donato a Brovary dal Movimento Europeo Azione Nonviolenta (MEAN) insieme con un pool di imprese italiane.
Da parte ucraina, il progetto è stato curato dalla Fondazione di beneficenza internazionale di Serhii Malyk “Free Spirit of Ukraine” e Kyiv Municipal Motor Car Club con il sostegno dell’Amministrazione statale del distretto di Brovary della regione di Kiev e del Consiglio comunale di Brovary. All’evento di inaugurazione sono stati invitati Volodymyr Maibozhenko, capo della Brovary RDA della regione di Kiev, Ihor Sapozhko, sindaco di Brovary, e rappresentanti del MEAN e delle aziende italiane che hanno finanziato questo progetto.
50 attivisti del Movimento Europeo di Azione Non Violenta (MEAN), con l’intenzione di operare concretamente per la cultura della pace ed il sostegno umano e nonviolento alla popolazione aggredita, stanno tornando in Ucraina per un nuovo importante appuntamento: l’inaugurazione del “Villaggio della Pace” a Brovary.
“Peace Village” è un complesso di edifici progettati dall’architetto Mario Cuccinella e donato a Brovary dal Movimento Europeo Azione Nonviolenta insieme con il pool di imprese italiane (ScaffSystem di Ostuni e Mannigroup di Verona e anche altre) e il sostegno di tanti cittadini. L’area del complesso è di 300 mq. “Peace Village” è stato disegnato ricalcando il simbolo circolare del segno della pace, come monumento vivo “alla speranza”. Nelle casette calde e ben attrezzate, i bambini possono giocare e studiare, le persone possono incontrarsi, leggere, caricare le batterie di telefoni o tablet o semplicemente riscaldarsi o ricevere altro aiuto necessario. Questo piccolo “Villaggio della pace” è dotato di due stufe, un generatore donato da Base Italia e 16 mini generatori solari, per portare anche esempi chiari di transizione ecologica. La costruzione della Città della Pace è iniziata il 6 febbraio 2023.
“È stato sorprendente vedere quanta passione gruppi numerosi di uomini ucraini, sia operai specializzati del comune che tanti volontari, hanno messo nell’“issare” in fretta il loro segno di pace rivolto al mondo intero – hanno sottolineato in una dichiarazione i portavoce del MEAN, Marianella Sclavi, Riccardo Bonacina, Marco Bentivogli e Angelo Moretti -: giovani ed adulti impegnati attivamente nella resistenza sul fronte militare e nella ricostruzione del loro paese. Qui in Ucraina abbiamo visto la determinazione degli ucraini e la loro determinazione a vincere. Resistono e restano sulle loro terre perché vogliono vivere e si identificano come persone pacifiche che vogliono la libertà per i loro figli, anche a costo delle loro vite adulte”.
“Sono sinceramente grato ai nostri amici italiani per il loro aiuto all’Ucraina e la loro fiducia nella nostra Fondazione. Questa nostra lotta per la libertà ha unito tutte le persone preoccupate e coraggiose di tutto il mondo che credono nella libertà, nella democrazia e in un mondo libero. Ecco perché le chiamate notturne dall’Italia – “Non ci conoscete, ma vi abbiamo mandato quattro camion con materiali da costruzione” – non stupiscono più. Sai solo che da qualche parte nel mondo hai amici, anche se non ti conoscono ancora. Sono sicuro che la cooperazione tra la nostra Fondazione e il Movimento MEAN decollerà e insieme saremo in grado di portare molti benefici all’Ucraina”, ha aggiunto Serhii Malyk, Presidente della Fondazione di beneficenza internazionale di Serhiy Malik “Free Spirit of Ukraine” e del Kyiv Municipal Motor Car Club.
L’architetto Mario Cucinella che ha ideato il Peace Village, dal canto suo ha affermato: “è intenso il sentimento che accompagna un progetto come questo: nella sua semplicità esprime una forza credo unica. E l’impegno che lo ha accompagnato, l’entusiasmo per il suo completamento dimostrano, anche in questo caso, in una situazione così assurda, quanto le persone chiedano, più di ogni altra cosa, la possibilità di stare insieme, di avere un luogo nel quale potersi riunire. Ho pensato, per questa che è una piccola architettura a tre strutture, al simbolo universale della pace: perché l’architettura, che vuol dire costruire, insieme ad altri, qualche cosa che tutti potranno usare, qualche cosa intorno alla quale poi potrà nascere anche altro, è e deve poter essere un segno di pace”. (aise) 




Mattarella va in Kenia, dove la comunità italiana è seconda, dopo quella britannica

foto uff pdr b

093259668 97b0fd47 e9aa 45b4 9937 d1f894aaf35755 milioni di abitanti, 70 etnie una crescita al 5%. Il Kenya, dove Sergio Mattarella volerà in visita di Stato da lunedì, è considerato uno dei Paesi più avanzati e stabili dell’Africa sub-sahariana, con progetti all’avanguardia nei campi della tecnologia e della lotta ai cambiamenti climatici. La composizione della popolazione, come in molti paesi africani, è varia: le etnie sono appunto 70, le famiglie linguistiche quattro ma suddivise in 66 dialetti, i grandi gruppi religiosi sono 4 (presbiteriani e protestanti il 45%, cattolici e ortodossi 35%, musulmani 11%, religioni tradizionali 9%).

Una economia ‘vivace’

Il Kenya è considerato un Paese a medio reddito, è la terza economia nell’area sub-sahariana anche se la distribuzione è diseguale e solo il 2% della popolazione è in condizioni di benessere, mentre il 50% della popolazione vive sotto il livello di povertà come dimostrano gli slum di Nairobi. Il reddito pro-capite medio annuo è di 1.800 euro ma è in costante crescita da più di dieci anni.

La spina dorsale dell’economia keniana rimane il settore agricolo, che contribuisce al PIL per circa il 25%. Ma si vedono già avanzare numerose piccole e medie imprese, un comparto legato ai cambiamenti climatici in forte sviluppo e uno tecnologico in forte espansione tanto che si parla del Paese come di una ‘Silicon Savannah’ e solo Google prevede di investire un miliardo di dollari dal 2021 al 2026.

La crescita, prevista anche per i prossimi tre anni in oltre il 5%, è sostenuta dal consolidamento della classe media e dall’incremento dei consumi. Il Kenya, grazie all’accesso al mare e al buono sviluppo infrastrutturale, è diventato un hub per i Paesi dell’area, favorito sia dall’industria manifatturiera che da un sistema finanziario al quarto posto nell’ Africa sub-sahariana (la borsa di Nairobi è la prima nell’Africa Orientale).

Il Kenya ha un’ampia copertura internet ed è all’avanguardia nei mezzi di pagamento digitali grazie al servizio M-Pesa, una collaborazione Vodafone-Safaricom, di micropagamenti e microfinanza via telefono cellulare. Questo approccio va di pari passo con il tentativo delle autorita’ di favorire la crescita del libero mercato con privatizzazioni e liberalizzazioni.

Nairobi dipende dall’estero per l’energia, ma sta sviluppando i settori solare, eolico e della geotermia. La bilancia dei pagamenti, anche se ancora negativa, sta migliorando grazie ai settori dell’estrazione mineraria, della fornitura di servizi per il commercio regionale, del turismo e delle rimesse dall’estero.

La situazione politica

Politicamente il Kenya è un paese stabile, rispetto agli standard regionali. Dopo due mandati del Presidente Uhuru Kenyatta, il 9 agosto 2022 si sono tenute nuove elezioni presidenziali che hanno sancito la vittoria dell’ex vicepresidente William Ruto, che ha sconfitto il delfino di Kenyatta Raila Odinga. Nonostante diverse contestazioni e un ricorso alla Corte suprema di Nairobi, il passaggio di consegne si è svolto in un clima teso ma senza rivolte popolari sanguinose come invece era successo nelle tornate precedenti.

Il Kenya è un punto di riferimento regionale, si propone spesso come mediatore in conflitti dell’area, da quello tra Etiopia e tigrini a quello ai confini est della Repubblica democratica del Congo. Piu’ complesso il rapporto con la Somalia, la cui instabilità ha a volte contagiato il Kenya, anche se resta aperto comunque un forte dialogo.

Nairobi sostiene i processi di integrazione regionale nell’ambito dell’East African Community (EAC) e continentale tramite l’African Continental Free Trade Area (AfCFTA), ma lavora anche ad accordi di partenariato economico e commerciale con i maggiori partner extra-africani (UK, USA e UE). Il profilo di multilateralismo è simboleggiato dalla presenza a Nairobi del terzo Polo ONU piu’ grande del mondo. I Paesi con cui e’ aperto il maggior dialogo sono Stati Uniti, Israele, Cina, India e Sud Africa.

Nairobi intrattiene anche un buon rapporto con la UE grazie al Dialogo Strategico del gennaio 2022 che poggia sui tre pilastri di pace e sicurezza, sviluppo sostenibile, commercio e investimenti.

Il rapporto tra Nairobi e Roma

Nei rapporti bilaterali con l’Italia, il Kenya vanta una forte e positiva tradizione, tanto che quella italiana è la seconda comunità straniera dopo quella britannica. Se l’interscambio non è ancora a livelli elevati, resta comunque in attivo. L’Italia esporta soprattutto macchinari industriali, prodotti chimici, elettrodomestici e prodotti alimentari e importa prodotti agricoli, alimentari, tessili e minerari.

Molto forti sono gli investimenti italiani nel settore del turismo. Dopo un boom fino agli anni ’80 (grazie alla presenza di aziende del calibro di Agip, Alitalia, Fiat), la presenza italiana per oltre trent’anni si e’ assottigliata ma sta ora registrando un ritorno d’interesse da parte di alcuni grandi gruppi industriali italiani tra i quali Eni (in ambito di economia circolare, agribusiness, decarbonizzazione), Enel, Leonardo, Gruppo ICM. Un punto di forza dei rapporti tra Roma e Nairobi è la cooperazione scientifica, caratterizzata da accordi di scambio e collaborazione tra istituti universitari e simboleggiata dal Centro Spaziale Lugi Broglio di Malindi, dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Anche la cooperazione allo sviluppo vede un livello qualitativo di valore, grazie all’accordo di riconversione del credito, a interventi di formazione del capitale umano e di sostegno a incubatori di imprese.

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