L’Italia ospiterà il 26 aprile una conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina

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downloadIl Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha annunciato oggi durante una videoconferenza dei Ministri degli Esteri del G7 che l’Italia ospiterà una conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina.
Un annuncio che è in linea con il forte sostegno politico, militare, finanziario e umanitario assicurato dall’Italia a Kiev sin dall’inizio del conflitto, cui si sono aggiunte anche l’accoglienza dei rifugiati ucraini in fuga dalla guerra e il contributo materiale per il recupero delle infrastrutture energetiche .
L’obiettivo della conferenza di aprile, che si svolgerà a Roma, è presentare alle Autorità di Kiev un quadro chiaro e articolato dell’offerta del Sistema Italia, anche alla luce dell’interesse manifestato dal nostro settore privato a partecipare alla ricostruzione dell’Ucraina.
L’Italia intende essere protagonista dello sforzo di ricostruzione del Paese, mettendo a disposizione l’esperienza e il saper fare delle sue imprese ed esplorando collaborazioni di mutuo interesse, in particolare in settori quali infrastrutture e trasporti, agribusiness, energia e digitale.




Ipotesi IVA a zero, ma occorre lavorarci

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downloadL’ipotesi dell’Iva azzerata per alcuni beni di prima necessità “è una delle ipotesi perché la normativa europea prevede anche l’aliquota zero, ma si deve lavorare”.

Lo ha detto il viceministro dell’economia Maurizio Leo a margine della presentazione dei risultati dell’Agenzia delle Entrate alla Camera.

Leo ha quindi confermato che la riforma sarà “ambiziosa e si ispira a quella degli anni Settanta” e dovrebbe arrivare in cdm la prossima settimana. Il ddl “consentirà di avviare un graduale processo di riduzione del carico fiscale e rendere più appetibile e attrattivo l’investimento nel territorio nazionale”, ha aggiunto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

 La parte più significativa della riforma, ha detto Leo che ne ha illustrato le linee, “è legata ai procedimenti”: in particolare si punta a spingere ancora di più sul “meccanismo della dichiarazione: vogliamo dare un po’ di quiete al contribuente in periodi particolari, come i mesi di agosto e dicembre”, in cui non far arrivare le lettere di compliance. C’è inoltre la volontà di “cambiare verso all’accertamento”, puntando sulla tregua fiscale. E la necessità di “lavorare sulla riscossione”, che presenta “numeri spaventosi: 1.150 miliardi di magazzino cartelle”.
Dà frutti intanto la rottamazione introdotta con la legge di bilancio: “fino ad oggi abbiamo ricevuto online 600mila domande di rottamazione”, ha detto il viceministro.
Il 2022 intanto è stato un anno record per l’Agenzia delle Entrate. “Il recupero dell’evasione nel 2022 è stato di 20,2 miliardi di euro. Si tratta del dato piu’ alto di sempre”, ha detto il direttore Ernesto Maria Ruffini, presentando i risultati dell’Agenzia. “Questo risultato – ha aggiunto – è il risultato della complessa attività dell’Agenzia delle Entrate e di Agenzia delle Entrate e Ricossione”. Risultati “rassicuranti”, li ha definiti il ministro Giorgetti, evidenziando che “da una parte, il patto sociale ha retto anche in momenti molto difficili, con consistenti quote di cittadini e imprese che ha continuato ad adempiere agli obblighi fiscali anche nel pieno dell’emergenza; e dall’altra la macchina amministrativa non si è fermata ma si è riorganizzata”. (ANSA).




Italian Design: la qualità che illumina

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italiandMercoledì 8 marzo si è tenuto alla Farnesina l’evento di presentazione della VII edizione dell’Italian Design Day (IDD), dal titolo “La qualità che illumina: l’energia del design per le persone e per l’ambiente”. Moderato dalla giornalista di Interni Patrizia Catalano, è stato aperto dal Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e vi hanno partecipato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Direttore Generale per la Creatività Contemporanea del MIC, Onofrio Cutaia.

Sono intervenuti anche qualificati interlocutori della filiera produttiva italiana del comparto “design”, tra i quali la designer Patricia Urquiola, il Presidente di Triennale Stefano Boeri, il Presidente dell’Associazione per il Disegno Industriale Luciano Galimberti, la Presidente del Salone del Mobile di Milano Maria Porro e il Presidente di ICE Agenzia ICE Matteo Zoppas.

Con l’occasione, è stata allestita alla Farnesina una versione ridotta della mostra “Light on Made in Italy”, che verrà esposta dalla rete estera in occasione della Giornata del Design, sul saper fare italiano attraverso le storie di un’antologia di aziende e di progettisti che hanno saputo infondere talento e innovazione nella creazione di prodotti originali e di grande qualità.

Come indicato dal Vice Presidente Tajani, “l’Italian Design Day è una rassegna di promozione integrata che racconta e valorizza in tutto il mondo la qualità del disegno industriale italiano, costituendo una vetrina su un’Italia che innova, crea e inventa, depositaria di un patrimonio di conoscenze secolari e, allo stesso tempo, fonte di innovazione e progresso. Grazie a uno sforzo coordinato dal Ministero degli Affari Esteri e che coinvolge istituzioni, comparto produttivo e società civile, con l’Italian Design Day promuoviamo il Made in Italy nel mondo, sosteniamo le esportazioni e l’internazionalizzazione delle imprese di questo comparto, favoriamo la conoscenza e lo scambio a livello internazionale delle capacità tecniche e creative dei nostri operatori e stimoliamo i flussi turistici in entrata, grazie alla forza catalizzatrice di manifestazioni di punta del settore organizzate in Italia come il Salone del Mobile e la Triennale di Milano”.

Questa celebrazione annuale prevede che, nel corso della medesima giornata, siano organizzati, da parte della rete di Ambasciate, Consolati, Istituti Italiani di Cultura e uffici ICE, iniziative promozionali specificamente calibrate in base alle caratteristiche locali di ogni sede. Dalla sua nascita nel 2017 ad oggi, la rassegna ha già visto oltre mille iniziative realizzate in tale contesto dalla rete estera del Ministero in tutto il mondo, con il coinvolgimento di oltre 470 tra designer, architetti, imprenditori, accademici e giornalisti specializzati.




8 Marzo. Tajani: “Italia in prima linea per valorizzare il ruolo delle donne”

antonio tajani 1 e1570966574674 1080x675 1 e1613589820834 3994a705

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Secondo Tajani, “l’Italia è in prima linea nella promozione di iniziative internazionali volte a valorizzare il ruolo delle donne nella prevenzione e nella soluzione dei conflitti, nel mantenimento della pace e nella ricostruzione post-conflitto, in linea con l’Agenda “Donne, Pace e Sicurezza” delle Nazioni Unite. In questa giornata, desidero esprimere la mia particolare vicinanza alle donne e ragazze ucraine, che vivono ogni giorno il dramma di una guerra che non risparmia loro sofferenze e abusi; alle donne e ragazze afghane, nell’auspicio che i progressi raggiunti negli ultimi venti anni relativi al diritto all’istruzione, alla libertà di movimento e alla partecipazione alla vita politica, economica, sociale e culturale del loro Paese non vadano persi; alle donne e alle ragazze iraniane, che hanno chiesto con coraggio il pieno rispetto dei loro diritti, affrontando una brutale repressione, condannata con fermezza dal Governo italiano. Ci preoccupa anche la recente vicenda degli avvelenamenti da gas tossici che ha coinvolto oltre un migliaio di studentesse iraniane”.

Attraverso le attività di cooperazione, l’Italia promuove e sostiene azioni per favorire una significativa partecipazione politica e istituzionale delle donne e per incentivare il loro ruolo nell’economia e nella lotta alle disuguaglianze sociali, in linea anche con l’Agenda ONU 2030. L’Italia sta partecipando attivamente in questi giorni ai lavori della 67ma sessione della Commissione ONU sulla Condizione Femminile (CSW67) a New York, dedicata quest’anno all’innovazione e al cambiamento tecnologico nell’era digitale, per raggiungere l’uguaglianza di genere .

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Presidente Tajani avrà incontri dedicati con due giovani nigeriane, cristiane e vittime della ferocia di Boko Haram, giunte in Italia dalla Nigeria grazie all’associazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre”, con un gruppo di costituzionaliste firmatarie di una lettera, sottoscritta da oltre 400 docenti universitari, che denuncia le gravi violazioni dei diritti umani subite dalle donne in Afghanistan e in Iran e con l’associazione delle Donne Italiane Diplomatiche e Dirigenti (DID).




8 Marzo. La Meloni: “Vicino il giorno in cui una donna sarà Presidente della Repubblica”

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Lo ha detto la premier Giorgia Meloni intervenendo alla presentazione del nuovo allestimento della Sala delle Donne alla Camera, dove è stata aggiunta la sua foto.

“La sfida è quando avremo il primo Ad di una società partecipata statale donna, è uno degli obiettivi che mi do. Lo dico alla vigilia di una scelta importante per il governo. Il vero tetto di cristallo non si rompe arrivandoci ma dimostrando che si può fare molto bene, non dico meglio, dico molto bene”. 

“Ricordo gli sguardi quasi divertiti di molti colleghi la prima volta in cui sedetti sullo scranno più alto” della Camera come vicepresidente, “quell’aria che dice ‘adesso ci divertiamo’. Pensavo che a questo fosse dovuto la sorpresa della prima volta in cui presiedendo risposi a tono a un collega. Quell’idea che forse non ce l’avrei fatta era figlia della mia inesperienza nel ruolo o forse no. Per quei ruoli non esiste un corso di formazione: chiunque si ritrova a ricoprire ruoli di questo tipo lo fa con l’esperienza che si ricopre sul campo” ha detto Meloni . “Ho incontrato gli stessi sguardi quando sono diventata il primo presidente donna di un’organizzazione giovanile a destra – ha raccontato -, quando sono diventata il ministro più giovane della storia d’Italia, quando ho fondato un partito e persino quando qualche mese fa, con 30 anni di esperienza alle spalle sono diventata presidente del Consiglio”.

“Non ci saranno più ruoli preclusi alle donne. Oggi rimuoviamo uno specchio e lo sostituiamo con una foto. Ma c’è un altro specchio che possiamo rimuovere, quel momento non è lontano come può sembrare”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni intervenendo alla presentazione del nuovo allestimento della Sala delle Donne alla Camera, dove è stata aggiunta la sua fotografia, al posto dello specchio collocato in attesa della prima donna presidente del Consiglio. L’altro specchio rimasto, è quello dove ognuna si può rispecchiare immaginando di diventare la prima presidente della Repubblica.

“L’8 marzo non deve essere una giornata di rivendicazioni di ciò che gli altri devono concedere alle donne, ma deve essere una giornata di orgoglio e consapevolezza di quello che noi possiamo fare, piaccia o no agli altri. Ed è esattamente il messaggio con cui mi sento di spronare tante donne che magari pensano di non poter andare oltre un determinato obiettivo. Invece devono ricordare, e faremo il possibile affinché abbiano gli strumenti, che con la volontà e la consapevolezza possono raggiungere qualunque tipo di obiettivo”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni intervenendo alla presentazione del nuovo allestimento della Sala delle Donne alla Camera, dove è stata aggiunta la sua foto. “Il mio impegno – ha spiegato la presidente del Consiglio – è per le donne italiane ogni giorno costrette ad affrontare difficoltà molto grandi per vedere affermato il proprio talento, vedere riconosciuti i loro sacrifici, così come è un mio impegno quotidiano trovare soluzioni perché le donne di questa nazione possano affermarsi pienamente, senza per questo fare rinunce di ogni genere, perché non è giusto”.

La Sala delle Donne inaugurata nel 2016, nel corso della XVII legislatura, ospita i ritratti delle 21 deputate elette all’Assemblea costituente, delle prime 11 sindache elette tra la primavera e l’autunno del 1946 e delle donne che per prime hanno ricoperto le più alte cariche delle Istituzioni della Repubblica italiana. Nella sala si trovano poi i busti in terracotta di Annamaria Mozzoni, instancabile paladina dei diritti delle donne e pioniera della battaglia per il riconoscimento del suffragio femminile per il quale aveva presentato due mozioni in Parlamento nel 1877 e poi nel 1906, e di Salvatore Morelli, patriota mazziniano e deputato nelle legislature X e XIII del Regno d’Italia. Presentò anche la prima proposta di legge per l’abolizione della schiavitù domestica.

ansa.it




Riforma Irpef: solo 3 aliquote

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pil: istat, in secondo trimestre +0,4%, +1,1% anno

Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, conferma la scadenza di metà marzo per l’approdo in consiglio dei ministri della legge delega sulla riforma del fisco.

“Penso di sì, siamo alle battute finali”, ha risposto Leo a chi chiedeva se la settimana prossima sarebbe stata quella buona per la sua approvazione.

“Riusciremo entro metà marzo a portarla in Consiglio dei ministri, poi ci saranno i tempi parlamentari”, ha promesso a margine di un convegno dell’Ordine dei commercialisti di Milano.

Interpellato poi sulla richiesta della Ue all’Italia di recuperare dalla Chiesa l’Ici per le annualità 2006-2011, Leo ha risposto che “quando ci sono delle regole comunitarie bisogna uniformarsi, però anche lì bisogna vedere i limiti perché ci sono delle situazioni in cui non c’è la commercialità, allora in quei casi bisogna vedere come rendere coerente quelle che sono le indicazioni della Ue con la peculiarità di certe strutture della Chiesa Cattolica”.

Leo conferma l’intenzione del governo di ridurre a tre le aliquote dell’Irpef, facendo anche leva su una revisione delle tax expenditures, cioè le detrazioni e le deduzioni fiscali. “Penso che ci siano le condizioni per ridurre il numero delle aliquote: si può arrivare a un sistema a 3, ci stiamo lavorando con la Ragioneria”, ha detto Leo. “Abbiamo circa 600 tax expenditure che cubano 156 miliardi. Là si può intervenire. Se si fa una revisione attenta si possono trovare le risorse per calibrare meglio le aliquote”, ha aggiunto.




Il Reddito di Cittadinanza ha i giorni contati

++ emendamento costa reintroduce reati per reddito cittadinanza

++ emendamento costa reintroduce reati per reddito cittadinanza

Il reddito di cittadinanza potrà essere chiesto fino al 31 agosto 2023 e comunque potrà essere erogato al massimo solo fino a fine anno. Lo si legge nella bozza di testo sul nuovo sussidio contro la povertà che si chiamerà Mia, Misura di inclusione sociale, e sostituirà il Reddito, un provvedimento in 12 articoli che di fatto separa le platee tra famiglie con over 60, minori o disabili e quelle senza queste categorie.

Anche i minorenni con almeno 16 anni saranno tenuti all’obbligo di partecipazione attiva, formazione e lavoro nel nuovo sussidio contro la povertà se non impegnati in un percorso di studi. È quanto emerge dalla bozza di riforma del Rdc. Nel Mia sono tenuti a questo obbligo “tutti i componenti il nucleo familiare maggiorenni ovvero minorenni che abbiano adempiuto agli obblighi scolastici”. Sono esclusi dall’obbligo i beneficiari della Mia over 60, nonché i componenti con disabilità. Possono essere esonerati dall’obbligo i componenti con carichi di cura (figli minori di tre anni di età o disabili in condizioni di gravità).

Nel nuovo sussidio contro la povertà i minori saranno esclusi dalla scala di equivalenza e avranno diritto, se usufruiscono dell’assegno unico e universale, di 50 euro al mese nel Mia in quota fissa. Lo si legge nella bozza di riforma del Reddito di cittadinanza. “Il parametro della scala di equivalenza – si legge nella bozza – è pari a 1 per il primo componente adulto del nucleo familiare ed è incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne che non usufruisce dell’assegno unico e universale, fino a un massimo di 2,1 e ulteriormente elevato a 2,2 in presenza di componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza. I componenti minorenni o maggiorenni che usufruiscono dell’assegno unico e universale non sono conteggiati nella scala di equivalenza e, per ciascuno di essi, è riconosciuto un importo mensile della Mia in misura fissa, pari ad euro 50. Non sono conteggiati, altresì, nella scala di equivalenza i componenti per tutto il periodo in cui si risiedono in strutture a totale carico pubblico”.

Cgil, preoccupazione e perplessità su bozza riforma – La Cgil esprime “preoccupazione e perplessità” sulla bozza di riforma del Reddito di cittadinanza che introduce un nuovo sussidio contro la povertà che dovrebbe chiamarsi Mia, Misura per l’inclusione attiva. “Non condividiamo il metodo e il merito – spiega la segretaria confederale Daniela Barbaresi – non siamo stati chiamati su una partita importante che richiederebbe un confronto approfondito. Siamo in una situazione delicata con l’inflazione che avanza e colpisce soprattutto le famiglie in una situazione di povertà, il tema è prioritario. Quanto al merito – prosegue – la povertà è un fenomeno complesso, non basta la presa in carico dal punto di vista economico. C’è il disagio abitativo, la povertà educativa, ci vuole una presa in carico complessiva. Andrebbe poi chiarito l’aspetto economico. Dalla prima lettura il giudizio non è positivo”.

Freni, con Mia passiamo da sussidio a politiche attive – “Il Mia nasce dalla volontà di risolvere il tema delle politiche attive e di spostare quello che oggi è un sussidio sul tema della politica attiva. Quindi, ovviamente, non è una retromarcia. Si era detto che si sarebbe cambiato il Reddito di cittadinanza. Si era detto che si sarebbe immaginata una misura che avrebbe consentito a chi non può lavorare di essere sostenuto e a chi non vuole lavorare di dover lavorare per forza, se la vuole. E questo si sta facendo. Con il Mia ci sarà, entro certi limiti, con determinate possibilità, la concorrenza tra lavoro e Reddito di cittadinanza”. Lo ha detto Federico Freni, sottosegretario al ministero dell’Economia, parlando ad Agorà Rai Tre.

Tridico: ‘Un errore toglierlo a chi non ha lavoro’ – “Per i cosiddetti non occupabili cambia poco, il reddito di cittadinanza si conferma essere fondamentale come contrasto alla povertà. C’era da fare un lavoro sulle politiche attive, su tutto ciò che c’è attorno alla misura e questo mi sembra che vada nella giusta direzione”. È quanto ha detto il presidente dell’Inps Pasquale Tridico a 24 Mattino su Radio 24, in una prima valutazione della possibile riforma del reddito di cittadinanza in cantiere da parte del governo Meloni. Tridico ha sottolineato inoltre che “il reddito minimo è una misura prevista dall’Unione Europea, tutti coloro che stanno al di sotto di una certa soglia devono avere un reddito. L’Italia dovrà fare i conti con le direttive della Commissione Europea sul reddito minimo, consentire a coloro che pur non trovando il lavoro perdono il reddito. Mi sembra effettivamente una grande criticità”. “Noi abbiamo tanti inattivi e abbiamo progetti di inclusione che spesso non vengono svolti da Comuni e centri per l’impiego – ha sottolineato ancora – qui mi sembra che ci sia una spinta molto forte in questa direzione”.

Secondo le anticipazioni del Corriere ci sarà comunque una stretta sul sussidio anche per le famiglie senza persone occupabili. Per queste potrebbe arrivare la riduzione del contributo per l’affitto, oggi fissato al massimo a 280 euro al mese, ma anche la riduzione della durata dell’assegno dopo la prima richiesta. Al momento il Reddito di cittadinanza si può chiedere senza limiti solo aspettando un mese tra una domanda e l’altra (la durata per ogni domanda se non cambiano le condizioni della famiglia è di 18 mesi) mentre la nuova misura potrebbe prevedere la riduzione della durata per la seconda domanda a un anno. Per le famiglie con persone occupabili la durata dovrebbe scendere a un anno per la prima domanda e a sei mesi per la seconda. Se poi si vorrà fare una terza domanda si dovrà aspettare un anno e mezzo. Il nuovo sistema dovrebbe essere pensato per spingere le persone quanto più possibile a cercarsi un lavoro estendendo la possibilità di mantenere l’assegno a fronte di retribuzioni fino a 3mila euro l’anno a tutti i tipi di lavoro dipendente. La nuova misura dovrebbe rivedere anche il requisito sugli anni di residenza in Italia necessari per ottenere il sussidio portandoli da 10 a 5 rispondendo così alle richieste dell’Unione europea e dovrebbe modificare la scala di equivalenza che ha prodotto disparità a favore dei nuclei con un solo componente e a scapito delle famiglie numerose (il primo componente ora vale uno a fronte dello 0,2 dei minori).




Due “frecce” italiane ai primi due posti della velocità agli Europei Indoor di atletica

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cfd4b723d41bac843409b3a7b73b431e 620x349Non era mai successo prima. Due italiani ai primi due posti nella finale della gara sui 60 metri agli Europei Indoor di atletica leggera di Istanbul.

Si è trattato indubbiamente di un risultato storico: Samuele Ceccarelli è il nuovo campione europeo indoor in 6″48, il campione olimpico della velocità Marcell Jacobs è d’argento in 6″50.

Quando tutti attendevano Jacobs è spuntato Ceccarelli che dopo essersi messo in mostra anche nelle prove preliminari si è imposto nella finale.

Per la nostra atletica leggera si preannuncia una staffetta della velocità da primi posti nel mondo.

 




L’Europa boccia l’auto elettrica

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204310028 6927e9bd eb33 442f 9f07 13c3ee74cb9fIl voto alla riunione degli ambasciatori Ue sul Regolamento che prevede lo stop dal 2035 alla vendita di auto nuove diesel e benzina è stato rinviato a data da destinarsi. “Il Coreper (la riunione degli ambasciatori) tornerà sulla questione a tempo debito”. Lo rende noto un portavoce della presidenza svedese dell’Unione.

Oggi doveva tenersi il voto degli ambasciatori in vista del via libera definitivo in programma al Consiglio di martedì. Tuttavia le perplessità della Germania, unita alla contrarietà di Polonia e Italia (e l’astensione di Bulgaria) hanno fatto saltare tutto l’iter. Il Parlamento europeo aveva già dato la sua approvazione finale il 14 febbraio scorso.

Il braccio di ferro

Il rischio è che il provvedimento, uno dei più simbolici e importanti della legislatura, riceva un’imbarazzante bocciatura. E per evitare questo scenario, la presidenza svedese dell’Ue ha optato per un nuovo rinvio, come già avvenuto mercoledì. Prende tempo per fornire ulteriori garanzie a Berlino in particolare sul ruolo che possono avere i biocarburanti per azzerare le emissioni inquinanti.

Il quadro si è complicato da quando – martedì sera – il Governo italiano ha fatto sapere che voterà contro il regolamento. Con l’astensione di Germania e Bulgaria e la contrarietà di Polonia e Italia il provvedimento (che richiede una maggioranza qualificata, 55% dei Paesi che rappresentino il 65% della popolazione) non passa.

La posizione dell’Italia

Il ministro per le Imprese e il Made in Italy, a Bruxelles per il Consiglio Competitività, ha confermato la posizione. E ha chiarito che allo stato attuale non c’è nulla che Bruxelles possa offrire per fargli cambiare idea.

“L’Italia vota contro come segnale per quanto riguarda tutta l’attività che la Commissione, le istituzioni europee, faranno, e faremo insieme a loro, nei prossimi mesi che riguarderanno gli altri dossier che sono ancora aperti. Non soltanto quelli inerenti l’automotive ma anche quelle inerenti il packaging piuttosto che l’eco-tessile, dossier nei quali noi chiediamo ragionevolezza”, ha spiegato l’esponente del Governo Meloni, orgoglioso del fatto che “l’Italia è tornata in campo come grande Paese, fondatore dell’Unione europea, che sa bene quali siano davvero il sentimento e la necessità di questo Continente”. “Noi siamo un Governo pragmatico che guarda innanzitutto agli interessi nazionali e alla sostenibilità del sistema sociale che è conseguenza della sostenibilità del sistema produttivo. E vorremmo che altrettanta consapevolezza e ragionevolezza ci siano nelle Istituzioni europee”, ha spiegato

Tuttavia qualche margine di trattativa c’è e soprattutto ci sarà nel 2026 con la revisione generale (prevista nel Regolamento che è ai voti) ma soprattutto perchè ci saranno un nuovo Parlamento europeo e una nuova Commissione che secondo Urso sarà “più capace di interpretare a fondo quali siano gli interessi e gli ideali della nostra casa comune europea”.

“Non mettiamo in dubbio le date del 2035 o del 2050. Noi chiediamo che ci sia una riflessione sulla base di dati concreti che sono sotto gli occhi di tutti e che hanno portato le associazioni di imprese europee e i lavoratori europei a chiedere un cambio di passo alla Commissione”, ha evidenziato il ministro. Noi tuteliamo l’impresa e il lavoro italiano ed europeo e credo che sia questo uno dei punti fondamentali di un’Europa che voglia essere solidale e competitiva a livello globale”.

E ciò vale in particolare per la neutralità tecnologica su cui insistono tanto Roma e Berlino. “Chiediamo che siano modificate le tappe e le modalità a quegli appuntamenti affinchè siano sostenibili. Per esempio non vediamo perchè debba essere considerata soltanto l’elettricità. Non è una religione, è una tecnologia come altre. Se altre tecnologie, per esempio pensiamo ai biocombustibili, possono permetterci di raggiungere lo stesso obiettivo perché non dobbiamo utilizzarle?”, ha chiesto Urso.

L’altro elemento di critica rivolta alla strategia europea attuale è la scarsa disponibilità di terre rare e materie prime, indispensabili per la transizione green, ma attualmente custodite nelle mani della Cina. “Non possiamo passare dalla subordinazione all’energia fossile della Russia che stiamo pagando a caro prezzo, e lo stanno pagando soprattutto gli ucraini che combattono quella guerra anche a nome nostro, a una subordinazione alle materie prime che sono appannaggio della Cina e alla tecnologia green che oggi in gran parte si realizza in Asia”, ha avvertito il ministro per le Imprese. “Passeremmo dalla padella alla brace. Non ce lo possiamo permettere, non possiamo lasciare ai nostri figli questa eredità”.

agi.it

 




Denise Pipitone: DNA su una ragazza della Bosnia

denise: legale madre, depositati in procura esami olesya

denise: legale madre, depositati in procura esami olesya

“Siamo stati informati ieri sera per mezzo dei vari messaggi che ci sono pervenuti. Non eravamo a conoscenza di nulla. Rimaniamo in attesa di eventuali notizie concrete, sempre con i piedi a terra. Non possiamo permetterci illusioni dolorose”. È quanto scrivono sul loro profilo social Piera Maggio e Pietro Pulizzi, genitori di Denise Pipitone, la bambina scomparsa il 1 settembre 2004 a Mazara del Vallo. L’intervento dei genitori della bimba scomparsa è avvenuto dopo che, ieri sera, durante la trasmissione televisiva ‘Quarto grado’ è stata data la notizia che i carabinieri avrebbero prelevato in un campo rom a Roma il dna di una ragazza bosniaca di 20 anni che potrebbe essere Denise Pipitone.

“Sono fughe di notizie che colpiscono al cuore una madre e un padre in attesa. E queste cose non dovrebbero accadere”. Lo dice all’ANSA l’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio e Pietro Pulizzi. Ieri sera, durante la trasmissione tv ‘Quarto grado’, in onda su Rete 4, è stata data la notizia che i carabinieri avrebbero prelevato un campione salivare da una ragazza 20enne di origini bosniache che vive in un campo rom nella Capitale.

ansa.it