Rigopiano. Esplode la rabbia dei parenti per le 25 assoluzioni

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162133863 777c9796 b817 469f b8ff c5be6a2f05b6Il gup del tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea ha condannato 5 imputati per la tragedia dell’hotel Rigopiano di Farindola avvenuta 6 anni fa dove hanno perso la vita 29 persone. I condannati sono: l’ex sindaco Ilario Lacchetta a 2 anni e 8 mesi per omicidio plurimo colposo per  la “omissione dell’ordinanza di inagibilità e di sgombero dell’Hotel Rigopiano”.

Condanna a 3 anni e 4 mesi ciascuno per Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio ritenuti responsabili come dirigenti della Provincia  per la loro condotta relativa al “monitoraggio della percorribilità delle strade rientranti nel comparto della S.P. 8, e alla pulizia notturna dalla neve ovvero a quella relativa al mancato reperimento di un mezzo sostitutivo della turbina Unimog  fuori uso, nonché alla mancata chiusura al traffico veicolare del tratto stradale della provinciale nr 8 dal bivio Mirri e Rigopiano”.

Condannati a sei mesi di reclusione ciascuno per falso l’ex gestore dell’albergo della Gran Sasso Resort Bruno Di Tommaso e il redattore della relazione tecnica di intervenire sulle tettoie e verande dell’hotel Giuseppe Gatto.

Condannati, inoltre, in solido gli imputati Ilario Lacchetta, Paolo D’Incecco, Mauro Di Blasio, Bruno Di Tommaso e Giuseppe Gatto al pagamento delle spese processuali.

L’accusa aveva chiesto, invece, condanne per 151 anni di reclusione per i 29 imputati e una società.

agi.it




Italia. Sarà emergenza acqua?

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714abc5f756888d6b6bc384a7c116bda“Dati alla mano, è lecito ritenere che, per almeno tre milioni e mezzo di italiani, l’acqua dal rubinetto non può più essere data per scontata”.

Lo dichiara in un comunicato Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di bacino (Anbi), citando dati del Cnr. Secondo il Consiglio nazionale delle ricerche, una percentuale fra il 6% e il 15% della popolazione italiana vive ormai in territori esposti ad una siccità severa o estrema.

L’Osservatorio Anbi sulle risorse idriche – si legge ancora nella nota – settimanalmente registra il peggiorare di una situazione, che appare irrimediabilmente compromessa, anche a fronte di prossime e comunque auspicate precipitazioni. L’assenza di pioggia a febbraio torna a fare intravvedere lo spettro della siccità anche lungo le zone
tirreniche dell’Italia centrale.

Le temperature miti del mese in corso fanno sì che il già scarso manto nevoso nelle regioni alpine si assottigli ulteriormente.

Secondo Anbi drammatica la condizione del fiume Po che, lungo tutta l’asta, registra portate al di sotto del minimo storico ed ovviamente inferiori al 2022. Segnali di sofferenza idrica si palesano in Centro Italia,

dove costante è la decrescita di livello del fiume Tevere, dall’Umbria fino alla foce. La portata dell’Aniene è meno della metà della media storica; in calo anche i fiumi Sacco e Liri. Il lago di Bracciano rimane a un livello più basso di 14 centimetri rispetto al 2022. Calano i livelli dei fiumi in Campania, mentre i volumi negli invasi artificiali della Basilicata subiscono una piccola contrazione. Crescono ulteriormente le riserve d’acqua invasata nei serbatoi nel Nord della Puglia.

Per Massimo Gargano, Direttore Generale di Anbi, “accade che al Sud si sia costretti a rilasciare in mare quantitativi d’acqua esuberanti le capacità degli invasi e che al Nord si capitalizzi solo una piccola parte del già iniziato scioglimento delle nevi. Questo, non solo di fronte alle immagini di autobotti già in azione nel Piemonte, ma ad allarmanti segnali provenienti da altre zone d’Europa: dalla Francia, dove si è alla vigilia del razionamento idrico in alcune zone del Paese, alla Gran Bretagna, dove è già iniziato il contingentamento negli acquisti di alcuni prodotti agricoli”.

Per Gargano “è necessario dare il via a interventi per aumentare le riserve d’acqua: dall’efficientamento delle opere esistenti alla realizzazione di nuovi bacini multifunzionali, come previsto dal Piano Laghetti, proposto da Anbi e Coldiretti”.

 




Hackers filorussi all’attacco di siti istituzionali italiani

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155040885 6e58fddb bf95 43d9 9bab cc384af03e80“Oggi continueremo il nostro affascinante viaggio attraverso l’Italia russofoba”. Il collettivo di hacker filorussi NoName057 rivendica così l’attacco di tipo DDos (Denial of service) in corso da stamattina nei confronti di una decina di siti istituzionali italiani tra cui Difesa, Esteri, Carabinieri, Viminale per la Carta d’identità, Politiche agricole, Tim, Banca PER, A2A Energia.

L’attacco viene messo esplicitamente in relazione alla visita del premier Meloni a Kiev: “l’Italia fornirà all’Ucraina un sesto pacchetto di aiuti militari che includerà tre tipi di sistemi di difesa aerea – scrivono gli hacker – compresi i sistemi anticarro SAMP-T”. Sull’attacco – che ha fin qui provocato per lo più disservizi temporanei – indaga la Polizia postale e delle comunicazioni.

agi.it




Obbligava la moglie a razionare l’acqua e la carta igienica. Condannato.

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downloadCondannato, a Bologna, un uomo per aver sottoposto la moglie a severi “risparmi domestici” come il razionamento dell’acqua o della carta igienica.

La sentenza, raccolta nel portale degli esperti in questioni giuridiche “Cassazione.net”, conferma la condanna a un anno e cinque mesi di reclusione per maltrattamenti comminata in altri gradi a questo soggetto “ossessionato dal risparmio”.

Il condannato era arrivato a sottoporre la moglie a “uno stato di ansia e frustrazione” a causa di un regime severo che aveva imposto nella casa dei coniugi.

La vittima, secondo i media locali, aveva denunciato di poter acquistare solo prodotti in saldo e limitato l’uso dell’acqua, con una sola doccia a settimana, o della carta igienica.

Questo stile di vita, per i giudici della Suprema Corte, divenne una vera e propria coercizione alimentata da metodi di controllo e aggressione, nonostante la coppia non avesse difficoltà economiche, entrambe le parti con lavoro e stipendio.

Non è la prima volta che l’Alta Corte si esprime su situazioni di questo stile. Nel giugno 2000, la Suprema Corte ha stabilito che “rientra nella tipologia del reato di maltrattamento familiare” la condotta persistente e sistemica del coniuge volta a rendere insopportabile la vita del proprio partner, con vessazioni umilianti e ingiustificate e avidità esasperata.

Nel suo articolo 143, invece, il codice civile italiano afferma che “con il matrimonio i coniugi acquistano gli stessi diritti e doveri” con il “reciproco obbligo di fedeltà, di assistenza morale e materiale e di collaborazione nell’interesse della famiglia e della convivenza “.

tradotto da swissinfo.ch




Siamo i più vecchi d’Europa

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people 218843 640L’età media della popolazione dell’Ue, al primo gennaio 2022, era di 44,4 anni, pari a 0,3 anni in più rispetto al 2021 e l’Italia si trova in cima alla classifica, con l’età media più elevata tra i Ventisette, a 48 anni. Inoltre, l’Italia arriva prima anche nella lista dei Paesi col più elevato rapporto tra anziani (persone sopra i 65 anni) e persone in età lavorativa, con il 37,5%.

È quanto emerge dai dati di Eurostat, l’Ufficio di statistica dell’Ue, che ha spiegato che l’eta’ “è aumentata di 2,5 anni (in media di 0,25 all’anno) rispetto ai 41,9 anni del 2012”. Tra i Paesi dell’Ue, l’età media varia dai 38,3 anni di Cipro, i 38,8 dell’Irlanda e i 39,7 del Lussemburgo ai 48 dell’Italia, i 46,8 del Portogallo e i 46,1 della Grecia. In totale, 18 Paesi dell’Ue erano al di sotto dell’eta’ media dell’Ue.

“Tra il 2012 e il 2022, questo indicatore è aumentato in tutti i Paesi dell’Ue tranne che in Svezia, dove è diminuito (da 40,8 anni nel 2012 a 40,7 anni nel 2022). A Malta, l’età media non ha subito variazioni tra il 2012 e il 2022, rimanendo a 40,4 anni. In cinque Paesi dell’Ue è aumentata di 4 anni o più: l’età media del Portogallo è quella che è aumentata di più tra i Paesi dell’Ue (+4,7 anni), seguita da Spagna (+4,3), Grecia e Slovacchia (entrambe +4,1) e Italia (+4)”, ha precisato Eurostat.

Se si guarda nel dettaglio agli ultimi due anni, tra il 2021 e il 2022 l’età media è aumentata in 24 Paesi dell’Ue, mentre è diminuita in Germania (-0,1 anni) ed è rimasta costante in Austria e nei Paesi Bassi. La crescita maggiore tra il 2021 e il 2022 è stata osservata in Grecia (+0,6 anni) e in Repubblica Ceca (+0,5).

Oltre all’aumento dell’età media, nel 2022 è aumentato anche l’indice di dipendenza degli anziani dell’Ue, cioè il rapporto tra il numero di anziani (di età pari o superiore a 65 anni) e il numero di persone in età lavorativa (15-64 anni). Era del 33% nel 2022, pari a 0,5 punti percentuali in più rispetto al 2021, e il dato è aumentato di 5,9 punti percentuali dal 2012, rispetto al 27,1%.

Anche in questo caso, l’indicatore varia tra i membri dell’Ue, pur rimanendo superiore al 20% in tutti gli Stati membri, e l’Italia ha il rapporto più elevato con il 37,5%. A seguire, ci sono la Finlandia (37,4%) e il Portogallo (37,2%). I tassi più bassi sono stati registrati in Lussemburgo (21,3%), Irlanda (23,1%) e Cipro (24,5%). Rispetto a un decennio prima, i maggiori aumenti dei rapporti sono stati registrati in Finlandia (+9,7%), Polonia (+9,6%) e Repubblica Ceca (+9,2%) e i più bassi in Lussemburgo (+1%), Austria (+3,1%) e Germania (+3,3%).

agi.it




Putin: “Non saremo noi a usare l’atomica per primi”

putin delivers state of the nation address before federal assembly

putin delivers state of the nation address before federal assembly

“L’obiettivo dell’Occidente è portare la Russia a una sconfitta strategica, vogliono eliminarci per sempre.

Non si rendono conto che è in gioco l’esistenza stessa della Russia” ma noi “raggiungeremo i nostri obiettivi”.

Vladimir Putin  parla per un’ora e 45 minuti all’Assemblea Federale a Mosca e fa il punto sulla guerra in Ucraina e la situazione economica e sociale della Russia. “Parlo in un momento molto complesso e decisivo di cambiamenti radicali che definiranno il futuro del nostro paese e popolo”, aggiunge il presidente russo. E Putin cita anche l’Italia: “La Russia sa essere amica e mantenere la parola data, lo dimostra il nostro aiuto ai Paesi europei, come l’Italia, durante il momento più difficile della pandemia di Covid, esattamente come stiamo andando in aiuto nelle zone del terremoto”.

La Russia “sospende” l’applicazione dello Start, l’ultimo trattato sulla riduzione delle armi nucleari ancora in vigore con gli Usa, perché non può permettere agli ispettori americani di visitare i siti nucleari russi mentre Washington è intenta a infliggere “una sconfitta strategica” a Mosca. Ha detto il presidente Putin . “Sospendiamo il trattato, ma non ce ne ritiriamo”, ha sottolineato Putin. Il presidente russo ha invitato il ministero della Difesa e Rosatom a essere pronti per dei test sulle armi nucleari. “Non le useremo mai per primi, ma se lo faranno gli Stati Uniti dobbiamo essere pronti. Nessuno deve farsi illusioni: la parità strategica non deve essere infranta”, ha detto Putin

LE REAZIONI

Il discorso del presidente russo determina la reazione degli Usa. “Nessuno sta attaccando la Russia. C’è una sorta di assurdità nell’idea che la Russia sia sottoposta a una qualche forma di minaccia militare da parte dell’Ucraina o di chiunque altro”, ha dichiarato ai giornalisti il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan.
“A un’anno dall’inizio dell’invasione non vediamo nessun segno che Putin si prepari alla pace. Anzi si prepara a nuova guerra, prepara più truppe e si è messo in contatto con la Corea del Nord e con l’Iran per le armi”. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg durante un conferenza stampa con l’Alto Rappresentante Ue, Josep Borrell ed il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba. “Nessuno ha attaccato la Russia, sono loro gli aggressori. La responsabilità dell’escalation della guerra”, ha poi aggiunto Stoltenberg, “è di Putin”.

LA FORZA MILITARE

“La forza di deterrenza nucleare della Russia è dotata al 90% di armi avanzate: un livello che dovrebbe essere esteso all’intero esercito” sottolinea Putin.   “È impossibile sconfiggere la Russia sul campo di battaglia” e “più useranno sistemi a lungo raggio, più dovremo tenere lontana la minaccia dai nostri confini, è chiaro e naturale. L’obiettivo dell’Occidente è portare la Russia a una sconfitta strategica, vogliono eliminarci per sempre. Non si rendono conto che è in gioco l’esistenza stessa della Russia”, prosegue il leader russo. Secondo Putim, la Russia voleva una soluzione pacifica in Ucraina per evitare l’intervento militare, ma l’Occidente giocava “con carte false” per ingannare Mosca.  “La Russia produce nuove tecnologie che “migliorano la preparazione al combattimento dell’esercito e della Marina”. Ha detto il presidente nel discorso sullo Stato della Nazione. “Queste tecnologie esistono, e il ritmo della loro produzione e applicazione sta migliorando”.

L’UCRAINA

L’Ucraina “voleva dotarsi di armi nucleari – afferma Putin – Non avevamo dubbi che a febbraio avevano pronte operazioni punitive nel Donbass, dove già avevano fatto bombardamenti e questo era in contraddizione con la risoluzione dell’Onu. Loro hanno fatto cominciare la guerra, noi usiamo la forza per fermare guerra.  “Kiev non solo voleva attaccare il Donbass, ma anche la Crimea”. “L’Occidente ha preparato l’Ucraina a una grande guerra e oggi lo riconosce. L’Occidente ha già speso 150 miliardi di dollari in aiuti militari all’Ucraina, il flusso di denaro non diminuisce”. “Il popolo ucraino è ostaggio del regime nazista di Kiev”.  “Non siamo in guerra con il popolo dell’Ucraina”: ha detto Putin. Il capo del Cremlino ha accusato Kiev e i suoi protettori occidentali di aver “occupato il Paese politicamente, militarmente ed economicamente”, dopo aver sostenuto che il regime di Kiev “tiene in ostaggio il suo popolo”.

L’OCCIDENTE

“Negli anni ’30 l’Occidente ha aperto la strada al nazismo in Germania e “adesso fa lo stesso in Ucraina”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin davanti al Parlamento. Putin ha accusato l’Occidente di appoggiare anche milizie naziste in Ucraina, perché agli occidentali “non interessa niente, e sono pronti a usare chiunque” contro la Russia.  “Perdona loro Signore, perché non sanno quello che fanno…”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin parlando della diffusione delle nuove teorie di genere in Occidente. “Ci sono anche preti che approvano i matrimoni omosessuali”, ha aggiunto. “Siamo obbligati a proteggere i nostri figli e lo faremo. Proteggeremo i nostri bambini dal degrado e dalla degenerazione”: lo ha detto Vladimir Putin nel suo discorso all’Assemblea federale, denunciando la “catastrofe spirituale in Occidente”, dove “la distruzione della famiglia, dell’identità culturale e nazionale, la perversione e l’abuso dei bambini, fino alla pedofilia, sono dichiarate la norma della loro vita e i sacerdoti sono costretti a benedire i matrimoni tra persone dello stesso sesso”.

L’ECONOMIA

“L’economia russa ha superato tutti i rischi”, ha detto sottolineando tra l’altro che nel 2022 il calo del Pil è stato del 2,1% rispetto alle previsioni molto peggiori del marzo del 2022, dopo l’avvio dell’operazione militare in Ucraina. “Abbiamo tutto per garantire la sicurezza e lo sviluppo del Paese”, ha aggiunto. “L’obiettivo strategico è portare la nostra economia a nuovi confini, è un momento di sfide e possibilità, da come le realizzeremo dipende la nostra vita”. “Espanderemo la cooperazione economica con altri Paesi e costruiremo nuovi corridoi logistici”. “Grazie a una buona bilancia dei pagamenti della Russia, non abbiamo bisogno d’inchinarci e mendicare soldi all’estero”. La Federazione Russa ha stanziato oltre un trilione di rubli a sostegno della sua economia per contrastare le sanzioni (occidentali): fondi che saranno reperiti non con emissione (di titoli) ma con un forte contributo del mercato: lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin parlando al parlamento, citato dalla Tass. Il capo del Cremlino ha aggiunto che molte industrie nell’ultimo anno non solo non hanno diminuito la loro produzione, ma l’hanno anzi aumentata, e che anche l’agricoltura ha mostrato una crescita a due cifre”. “Oggi a queste 4 regioni” dell’Ucraina (ndr) “sotto il nostro appoggio diretto voglio dire che adesso siamo con voi, faremo di tutto perché in questi nostri territori torni la pace, la ripresa sociale e economica per far ripartire le imprese e il lavoro e costruiremo strade moderne come in Crimea”. “Chi ha portato i fondi all’estero, è stato saccheggiato, derubato, ha perso tutto, erano certo risorse legalmente detenute. Aggiungerò un semplice dettaglio: nessuno dei semplici cittadini del Paese è dispiaciuto per chi ha perso i capitali all’estero, per chi si è comprato yacht e ora ha i fondi bloccati”, ha detto Putin aggiungendo che “per l’Occidente sono cittadini di seconda classe”. “Ma c’è una seconda scelta: lavorare per la propria patria e questi imprenditori sono tanti e qui è il futuro del business”. “Invece che produrre tecnologia e creare posti di lavoro in Russia, i grandi uomini d’affari investivano in yacht all’estero”. Un duro attacco agli oligarchi che si sono arricchiti a partire dalla stagione delle privatizzazioni degli anni ’90, quando le aziende dello Stato venivano vendute “quasi per niente”. Riferendosi ai sequestri di yacht e altri beni degli oligarchi russi all’estero, Putin ha aggiunto: “Nessuno dei comuni cittadini è dispiaciuto per coloro che hanno perso i loro capitali, yacht e palazzi all’estero”. “Non supplicate (l’Occidente) per riavere i vostri soldi – ha insistito Putin -, Non investite all’estero ma in Russia. Lo Stato e la società vi sosterranno”.

IL FRONTE INTERNO

“La maggioranza assoluta dei russi ha espresso il proprio sostegno all’operazione militare speciale”, ha detto sottolineando che “il Mar d’Azov è “tornato a essere un mare interno della Russia”.   “Coloro che sono sulla strada del tradimento devono essere ritenuti legalmente responsabili, ma non ci sarà una caccia alle streghe”. “L’Occidente non solo ha scatenato una guerra militare e informatica e non è riuscita a ottenere nulla e nulla riuscirà a ottenere. Poi ci ha imposto sanzioni che hanno provocato la crescita dei prezzi e la perdita dei posti di lavoro, sono vittime delle loro stesse decisioni e i cittadini lo sanno”.  “Le elezioni a settembre e le presidenziali nel 2024 saranno tenute nel rispetto della legge”. “Nella difesa della Russia tutti noi dobbiamo coordinare le nostre forze e i diritti per supportare il diritto supremo e storico: il diritto della Russia a essere forte”. “La Russia ci è stata consegnata dai nostri antenati, e noi dobbiamo preservarla e passarla” alle generazioni future. Su ciascuno di noi c’è una grandissima responsabilità per difendere il nostro paese e liquidare la minaccia del regime neo nazista. “Le sanzioni anti-russe sono soltanto un mezzo, mentre l’obiettivo è, come dichiarano gli stessi leader occidentali, cito direttamente: ‘far soffrire i nostri cittadini'”. “Ecco che tipo di “umanisti” sono” , ha proseguito Putin. “Vogliono far soffrire le persone in modo da destabilizzare la nostra società dall’interno. Ma i loro calcoli non hanno dato buoni risultati”.”La Russia risponderà a qualsiasi sfida. Perché siamo tutti un unico paese. Siamo un grande popolo unito. Siamo fiduciosi nel nostro potere. La verità è con noi. Grazie”. Così il presidente russo Vladimir Putin ha chiuso il suo discorso all’assemblea federale dopo circa 1 ora e 45 minuti.

ansa.it




Angela Celentano: test del Dna sulla modella venezuelana dà esito negativo: «Non è lei». Ma c’è una pista turca

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angela celentano turchia isola 1149x768Il test del Dna sulla ragazza venezuelana ha dato esito negativo: non è lei Angela Celentano. Oggi, martedì 21 febbraio, è arrivato il risultato dell’esame svolto su una ragazza venezuelana. Una fotografia della modella ha riacceso le speranze della famiglia. Perché la ragazza avrebbe anche una voglia di caffè nello stesso punto in cui lo aveva la bambina. La modella ha attualmente 31 anni. I genitori, Catello e Maria, quando l’hanno vista avrebbero notato una straordinaria somiglianza con la piccola sparita nel 1996 e in particolare con le altre due sorelle. Inoltre, la trentunenne presenterebbe una voglia sulla schiena: «Proprio come l’aveva la nostra piccola», avrebbero detto all’avvocato Ferrandino. La ragazza sarebbe figlia di un uomo in vista nel paese.

A rendere noto che i risultati sono negativi è stato l’avvocato Luigi Ferrandino, legale della famiglia di Angela Celentano: «La comparazione tra il dna dei signori Celentano e quello della giovane donna attenzionata è stata effettuata. Purtroppo non vi è corrispondenza genetica», ha fatto sapere il professionista che coordina una squadra di consulenti composta dall’avvocato Enrica Visconti, dal generale Luciano Garofano e dal social team della “Manisco World”, presieduto da Virginia Adamo.

La scomparsa

Angela Celentano è scomparsa il 10 agosto del 1996. La bambina, che all’epoca aveva 3 anni, stava partecipando, con il padre Catello, la madre Maria e le sue sorelle Rossana e Naomi, a una gita sul Monte Faito organizzata dalla Comunità frequentata dalla sua famiglia. Ovvero quella della Chiesa evangelica pentacostale di Vico Equense. Il prelievo del Dna nei confronti della giovane venezuelana non è avvenuto seguendo le normali vie formali di identificazione. Ma in laboratorio sono giunti campioni sufficienti per un’identificazione. Quello del Dna è un test certo, che non può sbagliare. Oggi è quindi atteso il responso in un senso o nell’altro. I genitori di Angela hanno trovato una somiglianza molto forte tra la ragazza venezuelana e le loro due figlie. Il presunto riconoscimento è avvenuto mentre la ragazza era in Europa per un impegno lavorativo nel campo della moda.

L’esame del Dna

Luciano Garofano, ex generale dei Ris, che si sta occupando in prima persona dell’analisi del campione di Dna. aveva detto nei giorni scorsi che l’esame era già in corso: «Siamo oltre metà del percorso. La quantità di Dna prelevato alla ragazza in questione era sufficiente per l’esame e tra lunedì sera e martedì mattina avremo la risposta». Garofano aveva poi spiegato che la somiglianza somatica tra la ragazza venezuelana e le sorelle della Celentano «è una questione soggettiva, mentre il Dna è una prova concreta. Dal confronto del campione in nostro possesso con quello dei genitori di Angela Celentano avremo o la certezza totale, sottolineo al 100%, di un rapporto filiale, oppure la sua esclusione».

La pista turca

Il mese scorso invece si era parlato di una pista turca dietro la scomparsa della bambina. La gip di Napoli Federica Colucci ha chiesto di continuare a indagare sull’ipotesi che la bambina sarebbe stata rapita e oggi vivrebbe sull’isolotto di Buyukada in Turchia. Un’indagine nata dalla testimonianza della signora Vincenza Trentinella. Secondo la quale un prelato chiamato Don Augusto le avrebbe rivelato la confidenza ricevuta da una donna durante una confessione. Oggi Celentano vivrebbe sull’isolotto con un uomo che crede suo padre. Trentinella ha dato agli investigatori anche il nome del presunto finto padre di Angela Celentano. Si chiamerebbe Fahfi Bey. La donna ha consegnato agli inquirenti un numero di telefono che lo stesso Bey aveva scritto su un bigliettino.

da open.online




La Meloni: “L’Ucraina può contare sull’Italia”

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170648533 7a797601 87b2 4ab0 86af ca897111f7d7Fin dall’inizio della invasione russa dell’Ucraina, “l’Italia ha dato il suo deciso sostegno a Kiev: un sostegno finanziario, militare, umanitario e civile a 360 gradi. l’Ucraina e la Polonia sanno di poter contare su di noi, la Polonia rappresenta il confine morale e materiale dell’Occidente ed è una nazione a cui noi dobbiamo dire grazie per il sostegno straordinario che sta dando all’Ucraina. La Polonia può contare su di noi”. Giorgia Meloni, a Varsavia, in conferenza stampa con l’omologo polacco, Mateusz Morawiecki, ribadisce la forza del legame tra i due Paesi.

La visita, dopo la quale il premier volerà a Kiev, “dimostra la forza del legame che esiste tra le nostre due nazioni: che è un legame fatto di un interscambio di 29 miliardi di euro e siamo certi che questo possa crescere”, ha aggiunto Meloni, “ci sono in Polonia 2.600 aziende italiane e questo fa si che il nostro legame continui a crescere”

“Abbiamo parlato di future forniture di armi all’Ucraina affinché ci sia la pace e la stabilità”, ha dichiarato da parte sua Morawiecki, “vogliamo un’Europa forte. Condividiamo i valori cristiani e la visione dell’Europa delle patrie”, ha aggiunto”.

“Europa sia un gigante politico, non un mostro burocratico”

Con la Polonia “abbiamo una idea molto simile e compatibile di quello che deve essere l’Unione europea: noi vogliamo una Europa che sia un gigante politico e non un gigante burocratico e per quell’Europa lavoriamo”, ha detto ancora la presidente del Consiglio, “lavoriamo per una Europa in cui viga il principio di sussidiarietà: non faccia Bruxelles quello che può meglio fare l’Italia o la Polonia ma faccia quello che Roma o Varsavia non possono fare da sole”.

“All’ultimo Consiglio europeo la posizione polacca e quella italiana sono state molto compatibili sulla materia della competitività, delle imprese e sull’immigrazione”, ha proseguito, “la Ue ha bisogno di misure molto concrete per aiutare le sue aziende che non possono favorire qualcuno a discapito di altri. Se alcuni chiedono un allentamento sugli aiuti di Stato è bene che questo non produca una distorsione del mercato interno”.

“Noi abbiamo chiesto e ottenuto nelle conclusioni del Consiglio – ha aggiunto Meloni – che ci sia una piena flessibilità dei fondi esistenti e si tenga conto di questo anche nel dibattito che sia facendo sulle nuove regole del Patto di stabilità e crescita”.

Sulle armi sfumature diverse

Dopo il colloquio con Morawiecki, Meloni incontrerà il presidente Andrzej Duda. Poi, dopo la visita a sorpresa a Kiev del presidente Usa, Joe Biden, si recherà nella capitale ucraina. Una trasferta importante nel corso della quale Meloni ribadirà il pieno sostegno dell’Italia all’Ucraina nella sua guerra difensiva contro la Russia.

La Polonia è convintissima del sostegno militare a Kiev e fu la prima a prendere la decisione di fornire carri armati, trascinando altri Paesi occidentali in tale direzione, a partire dalla Germania. Bisognerà vedere quale può essere il punto d’incontro fra una posizione netta in favore della consegna di armi sempre più potenti, rappresentata da Varsavia, e una posizione più moderata, che ha assunto l’Italia.

Tragitto inverso per Biden, da Kiev a Varsavia

Mentre Meloni sarà in viaggio per Kiev, Biden tornerà invece a Varsavia, dove terrà un discorso al Castello reale ribadendo l’impegno degli Stati Uniti nella Nato, il sostegno all’Ucraina e il rafforzamento dei legami politici ed economici con l’Europa orientale. Oltre al padrone di casa Morawiecki, saranno presenti i leader dei Nove di Bucarest, ossia il gruppo dei Paesi dell’Europa orientale membri della Nato (Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia).

Non è ancora noto il programma preciso della visita di Meloni a Kiev. L’anno scorso, il suo predecessore, Mario Draghi, insieme con il presidente francese, Emmanuel Macron, e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, dopo la conferenza stampa congiunta si recarono anche a Irpin, alle porte di Kiev, dove i russi erano arrivati nel primo mese del conflitto.

agi.it




Superbonus: ma quanto mi costi…

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c9af47825f67d6c9c168a6e19c066f56“Il costo totale” dei crediti del superbonus “attualmente è di 105 miliardi di euro”, evidenzia la premier, che assicura: “Ora dobbiamo cercare soluzioni per evitare il tracollo di migliaia di aziende“. “Ora dobbiamo difendere bilancio pubblico”.

Sul superbonus “ci sono state moltissime truffe, circa 9 miliardi di euro di truffe“, sottolinea Meloni.

“Convocheremo tutte le associazioni per chiedere come possiamo aiutarle e per mettere tutto su un binario sensato”, prosegue la premier. “Se lasciassimo il superbonus così com’è non avremmo i soldi per fare la finanziaria“.

“Vogliamo spingere le banche e tutti gli attori che possiamo coinvolgere ad assorbire i crediti che sono incagliati, che nessuno vuole prendere. E abbiamo definito meglio la responsabilità di chi deve prendere quel credito”, ha spiegato Meloni.

LA POLITICA
Alle Regionali in Lazio e Lombardia c’è stata “un’affermazione del centrodestra ma anche un segnale che arriva dai cittadini sul consenso attorno lavoro che governo porta avanti. Ripagheremo consenso con le tanto attese riforme che l’Italia si attende e non sono state fatte negli ultimi anni”, dice Meloni commentando le elezioni.

“Sulla conclusioni del Consiglio sono molto soddisfatta: con sana volontà l’Italia può difendere i suoi interessi in Europa. Sui migranti è sotto gli occhi di tutti che le conclusioni rappresentano un totale cambio di paradigma e di approccio. Entrano concetti come che l’emigrazione è un problema europeo e servono adeguate risorse”, afferma la premier.

“Tanti italiani vanno convinti a partecipare alle elezioni, il tasso di astensione alle Regionali è stato alto, ogni cittadino che decide di non partecipare al voto è una sconfitta per la politica”, dichiara Meloni.

LA SICUREZZA
“Dal 16 gennaio scorso, grazie alla sicurezza nelle stazioni, abbiamo avuto 144 arresti, 155 stranieri espulsi, sequestrato quantità enormi di droga e armi, continua il lavoro. Ora questo governo va alla guerra contro le occupazioni abusive, cominciamo con gli sgomberi“, afferma Meloni. “E’ finita l’era in cui lo stato si volta dall’altra parte sul fronte della legalità: le case popolari vadano a chi ha bisogno”.

L’ENERGIA
“Tra le buone notizie c’è quella che riguarda energia e bollette: l’Agenzia per l’energia italiana ha detto che sul mercato tutelato le prossime bollette avranno una riduzione pari al 34,2%: questo è soprattutto il risultato della battaglia sul tetto europeo al prezzo del gas, iniziata dal precedente governo che noi abbiamo portato avanti con forza e alla fine abbiamo vinto. Il fatto stesso di immaginare un tetto al prezzo del gas ha bloccato la speculazione che stava drenando miliardi di euro. Rispetto alle coperture che in manovra avevamo messo a copertura per garantire ad aziende e famiglie di pagare le bollette con il sostegno dello Stato, potrebbe voler dire liberare qualche risorsa e poterla destinarla ad altro”. Così la premier Giorgia Meloni nella sua rubrica social ‘Appunti di Giorgia’.

I MIGRANTI
“Sulla conclusioni del Consiglio sono molto soddisfatta: con sana volontà l’Italia può difendere i suoi interessi in Europa. Sui migranti è sotto gli occhi di tutti che le conclusioni rappresentano un totale cambio di paradigma e di approccio. Entrano concetti come che l’emigrazione è un problema europeo e servono adeguate risorse”, afferma Meloni.

IL PNRR
“Il Pnrr ha più di 220 miliardi, anche se in buona parte a debito, il punto è che fino ad oggi ne sono stati spesi meno di 20: inizialmente per il 2022 era stata prevista una spesa di 43 miliardi a fine anno, poi sono diventati 34, quindi 21. In realtà ne sono stati spesi meno di 20”, afferma Meloni. “Ancora peggio – aggiunge – va per altri fondi, come i fondi di coesione, destinati ai territori in maggiore difficoltà. Nella programmazione europea 2014-2020, di 126 miliardi l’Italia ha ne spesi circa 43. Oggi si apre la nuova programmazione, ci sono altre decine di miliardi da spendere, il punto è se sappiamo spenderle”.

ansa.it




Turismo delle radici. Odoguardi (MAIE): “Gli italiani all’estero dovranno essere protagonisti del progetto”

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foto articolo 001 enzo odoguardi ministero italiani allestero 1“Come MAIE, come Movimento nato all’estero per gli italiani nel mondo, sappiamo molto bene quanto sia importante per gli italiani residenti oltre confine e per i loro discendenti, tornare in Italia e rivivere, a distanza di anni, i luoghi delle proprie origini. Allo stesso tempo, non sottovalutiamo il fatto che per molti borghi italiani il cosiddetto turismo delle radici può davvero contribuire a far girare l’economia locale. Perché tale progetto funzioni al meglio, tuttavia, non si può non tenere conto delle comunità italiane nel mondo, non si può non coinvolgere i nostri connazionali all’estero”. Lo dichiara in una nota Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE.

“Se Turismo delle Radici deve essere, gli italiani nel mondo dovranno essere protagonisti. A cominciare dai loro organismi di rappresentanza di base, come i Comites, per poi arrivare al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e ai parlamentari eletti oltre confine. Senza dimenticare, naturalmente, la associazioni italiane e tutta la rete del Sistema Italia nel mondo: penso ad esempio alle Camere di Commercio e agli Istituti italiani di cultura. C’è un’Italia oltre l’Italia che, se ben coordinata, può operare affinché progetti come quello presentato alla Farnesina possano diventare una ricca e florida realtà, piena di opportunità per tutti. Sarebbe un peccato non approfittare dell’enorme presenza italiana nel mondo per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi”, conclude Odoguardi.