Juve, 15 punti di penalizzazione. La stangata della Corte Federale d’Appello

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Il processo bis per le plusvalenze si riapre e a pagare è solo la Juventus. E con una stangata: – 15 punti in classifica e tutti i dirigenti condannati.

Dopo oltre quattro ore di Camera di consiglio la Corte federale d’appello non solo ha accolto la richiesta di rimettere sul banco degli imputati il club bianconero, ma ha anche aumentato le pene che aveva chiesto il capo della procura Giuseppe Chinè.

È un vero e proprio tsunami sulla classifica (i bianconeri di Allegri scendono al momento del terzo al decimo posto) e sul futuro del club, ora atteso da un possibile secondo processo sportivo, derivato dai nuovi atti dell’inchiesta Prisma, oltre alle possibili sanzioni minacciate dall’Uefa per la violazione del financial fair play. La nuova Juve del dopo Agnelli si trova intanto a scontare sanzioni per i vecchi guai: ed è stato solo il primo dei giorni del ‘giudizio’, quello in cui la Corte federale d’appello appunto era chiamata a valutare la riapertura del processo sportivo che vedeva coinvolti oltre alla Juve altri otto club e che lo scorso maggio si era concluso con il proscioglimento.

“Ricorso inammissibile” le parole della difesa dei bianconeriin assenza di “fatti nuovi” rispetto al processo già celebrato mesi fa e che aveva assolto tutti. I legali bianconeri hanno fatto leva sul principio giuridico per cui “nessuno può essere perseguito o condannato penalmente dalla giurisdizione dello stesso Stato per un reato per il quale è già stato assolto o condannato”. La Procura della Figc, uscita sconfitta al primo round sulla vicenda plusvalenze, aveva voluto riaprire il procedimento alla luce dell’inchiesta penale Prisma della procura di Torino, quella infarcita di intercettazioni, documenti, e il ‘libro nero di FP’, con le operazioni di mercato dell’ex ds Paratici appunto.

“Nessuno degli elementi valorizzati dalla procura Federale” nell’ambito delle operazioni di mercato “dimostra l’esistenza di una artificiosa sopra-valutazione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori alle predette operazioni, con ciò rendendosi piena infondatezza dell’odierno ricorso” ha sostenuto la difesa della Juve. Che con la Procura ha avuto più di un botta e risposta durante l’udienza sull’uso delle plusvalenze: Chinè ha sottolineato che secondo la sua accusa quelle contestate servivano a coprire le perdite; i difensori del club bianconero hanno ribattuto che le plusvalenze in oggetto, per 60 milioni, rappresentano solo il 3,6% dei ricavi. In particolare, hanno sottolineato, negli anni ai quali la procura fa riferimento la società ha chiamato 700 milioni di aumenti di capitale, su tre anni ha avuto ricavi di 1675 milioni e su un totale di 323 milioni di plusvalenze i 60 contestati da Chinè sono il 18% del totale e, appunto, il 3,6% dei ricavi. Per la Juve è una nuova Calciopoli: pagano anche i dirigenti anche se sono ormai ex: 24 mesi ad Agnelli e 30 a Paratici, 16 mesi a ds Cherubini, 8 mesi anche a Paolo Garimberti: più di quanto aveva chiesto Chinè. La Juve sprofonda in classifica e, tra processi pensali (c’è anche la vicenda del falso in bilancio) rischia anche in Europa.

ANSA




Odoguardi (MAIE): “Le comunità italiane all’estero: una grande opportunità per l’Italia e la sua economia”

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foto articolo 001 enzo odoguardi ministero italiani allestero 1“L’export agroalimentare Made in Italy si prepara a centrare un nuovo record annuale, toccando i 60 miliardi di euro. Vola, infatti, l’enogastronomia italiana oltre confine: sempre più richiesti sono prodotti come vino, pasta, ortofrutta, salumi e formaggi tricolori, che registrano una crescita tendenziale del 17,3% nei primi undici mesi del 2022. Sono dati che ci rincuorano, dopo il brutto periodo passato a causa della pandemia, e che ci fanno ben sperare per il futuro. E’ comunque necessario fare di più, rispetto al passato, per la promozione del made in Italy all’estero e il governo, in questo senso, sembra si stia muovendo nel modo giusto. L’esecutivo, a nostro modo di vedere, potrebbe – dovrebbe? – puntare anche sui tanti italiani nel mondo e coinvolgerli nella promozione delle eccellenze enogastronomiche italiane nei propri Paesi di residenza. Del resto, ogni italiano nel mondo è ambasciatore dell’Italia all’estero: se l’export di prodotti enogastronomici made in Italy continua a crescere, senza alcun dubbio è anche grazie ai tanti connazionali che nel mondo comprano, consumano, propongono italiano, a casa propria e nelle proprie famiglie così come attraverso i loro ristoranti, le loro pizzerie, i supermercati italiani. Le comunità italiane all’estero rappresentano anche in questo caso un’enorme opportunità per l’Italia e per la sua economia”. Lo dichiara in una nota Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE.

da italiachiamaitalia.it




Riccardo Guariglia nominato nuovo Segretario Generale della Farnesina

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guarigliaL’ambasciatore Riccardo Guariglia sarà il nuovo segretario generale della Farnesina. La nomina è stata deliberata nella tarda serata di ieri, 19 gennaio, dal Consiglio dei Ministri riunito a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni.
Guariglia succederà da marzo all’ambasciatore Ettore Francesco Sequi, cui sono giunti i ringraziamenti del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, “per il servizio reso con grande senso dello Stato in questi anni”.
Diplomatico di grande esperienza, l’ambasciatore Guariglia è attualmente Capo della Missione diplomatica a Madrid.
Entrato in carriera diplomatica nel 1985, ha prestato servizio al Cairo, a Bruxelles in qualità di console, alla Rappresentanza Permanente presso la NATO come consigliere politico e a Brasilia come vice capo Missione. Direttore centrale per i Paesi europei dal 2008 al 2011, è stato nel 2011 nominato ambasciatore a Varsavia, per poi assumere nel 2014 le funzioni di capo del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica. Dal 2018 al 2019 ha svolto le funzioni di capo di Gabinetto.
Nato a Chicago nel 1961, di famiglia napoletana, è laureato in economia e commercio presso l’Università di Roma. (aise)




Messina Denaro aveva un poster de “Il Padrino”

in primo covo messina denaro trovato poster de 'il padrino'

in primo covo messina denaro trovato poster de 'il padrino'

Nel primo covo di Matteo Messina Denaro perquisito dal Ros, a Campobello di Mazara, i carabinieri hanno trovato anche un poster con il volto de ‘Il padrino’, quello interpretato nell’omonimo film di Marlon Brando.

L’immagine è una stampato in con il primo piano del padrino, che indossa il papillon e una rosa rossa alla sua destra, molto simile alla locandina del film di Francis Ford Coppola in cui il protagonista – Marlon Brnado appunto – interpreta il personaggio di don Vito Corleone.

ansa.it




I covi di Messina Denaro: non c’è due… senza tre

matteo messina denaro trovato il secondo covo

matteo messina denaro trovato il secondo covo

La Polizia ha scoperto un terzo covo in cui ha vissuto il boss Messina Denaro.

Si tratta di un appartamento che si trova sempre a Campobello di Mazara, il paese cui sono stati individuati gli altri due rifugi del capomafia.

Il terzo covo è stato perquisito. Secondo quanto si apprende è vuoto. L’appartamento è in vendita. Gli inquirenti stanno accertando chi sia il proprietario.

Il boss Matteo Messina Denaro ha rinunciato a essere presente in videoconferenza dal carcere de L’Aquila, dove si trova detenuto, con l’aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta dove si sta svolgendo il processo in cui è imputato come mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Lo ha comunicato il presidente della Corte d’Assise d’appello. C’era attesa questa mattina all’interno dell’aula bunker dove si sta celebrando il processo d’appello al boss, accusato di essere mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Si sarebbe trattato della prima volta in un’aula giudiziaria del latitante, arrestato lunedì scorso a Palermo. Il collegamento video con il carcere de L’Aquila, dove Messina Denaro è detenuto, era stato attivato ma l’imputato ha rinunciato.

L’udienza è stata rinviata al 9 marzo “per consentire al difensore di essere presente”. Lo ha deciso il presidente della Corte d’Assise di Caltanissetta Maria Carmela Giannazzo, dopo che il boss ha deciso di non assistere all’udienza in videoconferenza dal carcere de L”Aquila. Uno dei due difensori d’ufficio del boss, l’avvocato Salvatore Baglio, ha comunicato di avere ricevuto una delega orale dal difensore di fiducia nominato da Messina Denaro, la nipote Lorenza Guttadauro, ed ha chiesto i termini a difesa.

Lavorare nella ‘terra’ del boss sfidando la mafia

Intanto slitta la prima seduta di chemioterapia in carcere per Messina Denaro: era tutto pronto nella stanza dove sarà curato, proprio di fronte alla sua cella in modo da limitare potenziali contatti con altri detenuti, ma all’ultimo momento il boss avrebbe richiesto un ulteriore intervento del medico. In carcere è quindi tornato il professor Luciano Mutti, primario del reparto a gestione universitaria dell’ospedale de L’Aquila, che lo ha visto oggi per la seconda volta. Secondo quanto si è appreso, sono ancora in corso di approfondimento da parte dei medici del reparto di oncologia dell’ospedale dell’Aquila le valutazioni di documentazione medica in possesso del paziente, risultati di nuovi esami e ulteriori verifiche per stabilire, a questo punto, quando effettuare la somministrazione di chemioterapia.

Il procuratore generale Patti: “Speriamo tutti che Messina Denaro collabori”
“Che collabori lo speriamo tutti, ma nessuno di noi può saperlo. E’ depositario di conoscenze sulla stagione stragista del ’92 e ’94 ancora oggi non sondate e sconosciute da altri collaboratori”. Lo ha detto il procuratore generale di Caltanissetta, Antonino Patti, al termine dell’udienza del processo a Matteo Messina Denaro, come mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio, che si celebra davanti la Corte d’assise d’appello a Caltanissetta. Il procedimento è stato rinviato al 9 marzo per consentire all’avvocato di fiducia dell’imputato, Lorenza Guttadauro, di essere presente.

Sequestrata la casa della madre di Andrea Bonafede, l’uomo sotto la cui identità si coprima il padrino in latitanza
E’ stata posta sotto sequestro la casa di proprietà della mamma di Andrea Bonafede, l’alias utilizzato dal boss Matteo Messina Denaro durante la sua latitanza. La casa si trova all’angolo tra la via Marsala e la via Cusmano a Campobello di Mazara. L’appartamento a pian terreno ha due ingressi. Da tempo però la casa è disabitata. La mamma di Bonafede vive nella casa di Tre Fontane insieme a una delle sue figlie.

L’autista del boss in clinica: “Non sapevo fosse Messina Denaro”
“Non sapevo che fosse Matteo Messina Denaro, solo un pazzo avrebbe potuto accompagnarlo sapendo che si trattava del boss”. Si è difeso così Giovanni Luppino, l’autista del super latitante arrestato lunedì scorso a Palermo mentre lo accompagnava alla clinica la Maddalena. Lo ha detto il suo difensore, l’avvocato Giuseppe Ferro, al termine dell’udienza di convalida davanti al Gip che si è svolta nel carcere Pagliarelli. Luppino, 59 anni, commerciante di olive, ha sostenuto di non conoscere Messina Denaro, che gli era stato presentato come cognato di Andrea Bonafede,e di averlo accompagnato perchè doveva sottoporsi alla chemioterapia. Luppino, assistito dal suo legale Giuseppe Ferro, davanti al Gip si è difeso sostenendo di non sapere che l’uomo che stava accompagnando fosse Matteo Messina Denaro. Il commerciante di olive ha spiegato di averlo conosciuto qualche mese fa e che gli era stato presentato, con il nome di “Francesco”, come il cognato di Andrea Bonafede, il geometra al quale era intestata la falsa carta d’identità utilizzata dal super latitante. Luppino ha aggiunto di averlo accompagnato lunedì scorso per la prima volta a Palermo, dove il boss doveva sottoporsi a un ciclo di chemioterapia, perchè gli era stata chiesta questa cortesia proprio a causa delle sue condizioni di salute. Il Gip Fabio Pilato ha convalidato l’arresto in flagranza di Giovanni Luppinoe si è riservato di decidere sulla richiesta di custodia cautelare in carcere. Luppino risponde di procurata inosservanza della pena e favoreggiamento aggravati dal metodo mafioso.

Legale medico: chiarirà quando sarà interrogato
“Il mio assistito è fiducioso nella magistratura e nelle forze dell’ordine affinché si accerti la verità. L’atteggiamento del dottor Tumbarello non credo possa essere diverso da chi intende dare chiarimenti che può e che è in condizioni di dare”. È quanto dice l’avvocato Giuseppe Pantaleo, nominato difensore di fiducia da parte di Alfonso Tumbarello. Il medico di Campobello di Mazara ha prescritto ricette mediche al suo assistito Andrea Bonafede, nome però utilizzato (tramite carta d’identità e tessera sanitaria) dal boss Matteo Messina Denaro per curarsi ed effettuare visite ed esami nelle strutture sanitarie.

ansa.it




Console USA a Napoli in visita alla Regione Basilicata

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19basilicata usaSi è tenuto questa mattina, 19 gennaio, un incontro tra il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e il Console generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, Tracy Roberts-Pounds.
Il Presidente Bardi ha ringraziato l’illustre ospite per la cortesia della visita istituzionale presso la Regione Basilicata, evidenziando la volontà di proseguire con la proficua collaborazione tra il consolato americano di Napoli e la Regione Basilicata, sia per quanto riguarda gli scambi culturali che quelli commerciali, ribadendo la storica amicizia tra Basilicata e USA e il legame speciale di tanti lucani con gli Stati Uniti, “terra promessa per migliaia di nostri concittadini da oltre un secolo”, ha ricordato Bardi.
Il Console Roberts-Pounds, dal canto suo ha sottolineato che “il rapporto storico che gli Stati Uniti hanno con questa regione ha creato nel tempo numerose opportunità economiche e collaborazioni in ambito scientifico e culturale con un’attenzione particolare ai giovani. La Basilicata è infatti una tra le sette regioni italiane che quest’anno tornano a ospitare giovani laureati americani nell’ambito del Programma Fulbright English Teaching Assistants, un programma dedicato all’approfondimento della lingua e della cultura americana nelle scuole medie superiori”. (aise) 




Sondaggio Supermedia: Fratelli d’Italia in leggera flessione

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312574902 668326334660913 4313581776860480655 nNella prima Supermedia del 2023, rispetto all’ultimo dato registrato a fine dicembre 2022, si segnala un’unica variazione alquanto eclatante: la flessione di Fratelli d’Italia, che perde circa 7 decimali e torna sotto il 30%. Il dato potrebbe essere un’oscillazione fisiologica oppure un’effettiva diminuzione nei consensi, magari in seguito al aumento del costo dei carburanti che ha generato diverse polemiche. E’ comunque significativo perché si tratta della prima inversione di tendenza da molti mesi a questa parte per quanto riguarda FDI. La notizia positiva, per il partito della premier, è che non si registrano avanzamenti significativi per nessuno dei suoi competitor, né all’interno al centrodestra nè tra le principali forze di opposizione.

Supermedia liste

FDI 29,6 (-0,7)
M5S 17,5 (-0,1)
PD 15,8 (-0,2)
Lega 8,9 (-0,1)
Terzo Polo 8,0 (+0,1)
Forza Italia 7,0 (+0,1)
Verdi/Sinistra 3,1 (-0,3)
+Europa 2,6 (+0,3)
Italexit 2,3 (+0,1)
Unione Popolare 1,4 (-0,3)
Noi Moderati 1,2 (-0,1)

Supermedia coalizioni 2022

Centrodestra 46,7 (-0,8)
Centrosinistra 22,0 (+0,4)
M5S 17,5 (-0,1)
Terzo Polo 8,0 (+0,1)
Italexit 2,3 (+0,1)
Altri 3,5 (+0,4)

NB: le variazioni tra parentesi indicano lo scostamento rispetto alla Supermedia di tre settimane fa (29 dicembre 2022)

NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 5 al 18 gennaio, è stata effettuata il giorno 19 gennaio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati.
I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti EMG (data di pubblicazione: 9 e 16 gennaio), Euromedia (15 gennaio), Piepoli (10 gennaio), SWG (10 e 17 gennaio) e Tecnè (14 gennaio).

La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.




Messina Denaro: trovato un secondo covo

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downloadUna stanza blindata a cui si accede dal fondo scorrevole di un armadio: è il secondo covo del boss Matteo Messina Denaro, catturato a Palermo dopo 30 anni di latitanza, scoperto dai carabinieri e dal Gico della Finanza in una casa al primo piano di una palazzina di via Maggiore Toselli 34, a Campobello di Mazara.

L’abitazione è di Errico Risalvato, 70 anni, assolto nel 2001 dall’accusa di mafia, ritenuto vicino al capomafia di Castelvetrano.

Non è ancora chiaro se si tratti del luogo in cui il capomafia nasconde il suo tesoro: documenti riservati, pizzini, soldi che i magistrati cercano. Lo scopriranno i carabinieri dopo la perquisizione del bunker, che si trova a circa 300 metri dall’abitazione in vicolo San Vito.

Al secondo covo gli investigatori del Gico della Guardia di Finanza sarebbero arrivati grazie all’analisi di alcuni dati catastali. Proprio lo screening su questa serie di informazioni, assieme ad un’analisi del contesto scaturita da un’attività informativa e investigativa, ha infatti consentito di localizzare il covo.

“Ho avuto un breve colloquio con Matteo Messina Denaro, è durato qualche minuto. Gli ho spiegato che è nelle mani dello Stato e gli ho detto che avrà piena assistenza medica. Lui ha ringraziato”. Così il procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia, parlando a Metropolis.

AGENZIA ANSA

 

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Il boss Messina Denaro, rinchiuso nel carcere dell’Aquila, è molto attivo e sorride al personale

>>>ansa/ 'sono messina denaro', arrestato dal ros il superlatitante

>>>ansa/ 'sono messina denaro', arrestato dal ros il superlatitante

All’interno del penitenziario di massima sicurezza de L’Aquila, il boss mafioso Matteo Messina Denaro, catturato a Palermo dopo 30 anni di latitanza, ha già fatto la sua prima ora d’aria, si è organizzato la cella ed è molto attivo, mostrandosi sempre sorridente con il personale che incrocia nel carcere, secondo quanto trapela da indiscrezioni che aggiungono: “il suo sarebbe un comportamento anomalo rispetto a come si comportano di solito i detenuti al 41 bis”.

A quanto si apprende da fonti informate, le sedute di chemioterapia potrebbero essere disposte in massima sicurezza in una struttura all’esterno del carcere.

È il carcere d’Italia con il più alto numero di detenuti al 41 bis, le Costarelle sono il centro del carcere duro.

Il penitenziario dove è stato assegnato Matteo Messina Denaro a Preturo è di fatto in mezzo al nulla, è una isola detentiva lontano dal resto della città dell’Aquila. Nel super carcere de L’Aquila sono stati ospitati detenuti eccellenti come il boss mafioso Leoluca Bagarella – che sconta l’ergastolo per strage -, Raffaele Cutolo della Nuova camorra organizzata, l’esponente dei casalesi Francesco Schiavone detto Sandokan, l’esponente della Mala del Brenta Felice Maniero. Qui fu detenuto anche Totò Riina.

Riflessioni sulla vita e sull’amore, le date degli incontri con la figlia, brani di lettere ricopiati tutti da interpretare: c’è molto materiale nell’agenda trovata la notte tra lunedì e martedì nella casa in cui il boss Matteo Messina Denaro, arrestato due giorni fa, ha trascorso l’ultimo anno della sua latitanza. Nell’appartamento di vicolo San Vito, a Campobello di Mazara, non sarebbero stati scoperti documenti esplosivi o carte compromettenti – cosa che spinge i pm a pensare che ci sia un altro covo in cui il boss teneva le cose riservate- ma l’agenda potrebbe dare spunti investigativi importanti. Come i tantissimi documenti sanitari- referti di visite specialistiche, molte oculistiche, sostenute da Messina Denaro negli anni – recuperati in uno scatolone. Le cartelle mediche dimostrano che il capomafia, incastrato proprio grazie all’inchiesta sulla gravi patologie di cui soffre, durante la latitanza ha incontrato diversi dottori. Uno, Alfonso Tumbarello, medico di base di Campobello di Mazara è indagato per favoreggiamento e procurata inosservanza della pena, altri saranno presto sentiti. Come un oncologo di Trapani che lo aveva curato. Ma la caccia ai fiancheggiatori è solo all’inizio.

Intanto, è stata fissata per domani mattina, probabilmente nel carcere Pagliarelli di Palermo, l’udienza di convalida dell’arresto di Giovanni Luppino, agricoltore 59enne di Campobello di Mazara finito in manette lunedì scorso dopo aver accompagnato il boss Messina Denaro nella clinica palermitana i cui il capomafia doveva sottoporsi a delle cure. Luppino, che sarà interrogato dal gip, alla presenza del pm della Dda Piero Padova, è accusato di favoreggiamento e procurata inosservanza di pena. Al giudice dovrà spiegare i suoi rapporti con il padrino ricercato per trent’anni.

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Deputati: i conti in tasca

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downloadQuanto guadagnano i parlamentari italiani? Una domanda che ha generato sempre molta curiosità e una buona dose di malignità. Sul sito della Camera dei deputati sono apparse le dichiarazioni dei redditi 2022 (che fanno riferimento all’anno 2021) di molti dei 400 rappresentanti dei cittadini che siedono tra gli scranni dell’aula di Montecitorio. Non ancora pubblici, invece, i dati dei senatori. Analizzando i patrimoni a raggi x, il più facoltoso risulta essere Giulio Tremonti, che ha dichiarato un reddito annuo di 1.588.099 euro. Decisamente superiore a quello di Aboubakar Soumahoro, deputato passato da poco dal gruppo Alleanza SI-Verdi al gruppo misto dopo la bufera per le vicende giudiziarie che hanno coinvolto moglie e suocera. Il paladino della lotta al caporalato si trova in fondo alla classifica con 9.150 euro, ossia 762 euro al mese, a cui va aggiunta la comproprietà al 50% di un immobile di Roma.

IL ‘CROLLO’ DI CONTE, IN JAGUAR

Per l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il 2021 è stato un anno da tracollo finanziario. Il reddito complessivo è infatti sceso a 34.905 euro rispetto ai 105.411 euro del 2021, ai 205.048 euro del 2020 e ai 1.207.391 euro della dichiarazione del 2019. Una discesa in pieno stile Elon Musk. In sostanza, il leader del Movimento Cinque Stelle, dopo aver lasciato Palazzo Chigi ha dovuto ‘accontentarsi’ di un reddito netto medio di 1.700 euro al mese. Nella sua dichiarazione patrimoniale, Conte annovera la proprietà di un immobile a Roma come abitazione principale. Il parco auto, però, è da veri intenditori: una Jaguar del 1996 da 320 cavalli. Non risultano invece spese elettorali sostenute.

IL PARTITO DEMOCRATICO, ORLANDO E LA FIAT BRAVO

Molto meno affascinante la Fiat Bravo del 2007 dichiarata da Andrea Orlando, l’ex ministro del Lavoro del governo Draghi che ha dichiarato 104.269 euro. Da rilevare anche i 368.863 euro del segretario Enrico Letta e gli 88euro della candidata alla sua successione Elly Schlein.

CHI MANCA ANCORA ALL’APPELLO

Non c’è ancora la dichiarazione dei redditi dell’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È tuttavia a disposizione quella del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: 103.505 euro. Più o meno in linea con l’attuale presidente della Camera Lorenzo Fontana che ha dichiarato 99.465 euro, e del fondatore della Lega Umberto Bossi. con 99.702 euro.

QUAL È LO STIPENDIO DI DEPUTATI E SENATORI?

Facendo i conti in tasca a deputati e senatori, la domanda sorge quasi spontanea: a quanto ammonta lo stipendio dei 600 tra Montecitorio e Palazzo Madama? Ecco la risposta. I deputati percepiscono un’indennità netta di 5.000 euro al mese più una diaria di 3.503,11, a cui va aggiunto un rimborso per spese di mandato di 3.690 euro. Poi ci sono da considerare 1.200 euro annui di rimborsi telefonici e tra 3.323,70 fino a 3.995,10 euro a trimestre per i trasporti. In totale 13.971,35 euro. I senatori invece percepiscono 5.304,89 euro, a cui si aggiunge una diaria di 3.500 euro e un rimborso per le spese di mandato pari a 4.180 euro, più 1.650 euro al mese come rimborsi forfettari tra telefoni e trasporti. Totale 14.634,89 euro. Dulcis in fundo: a deputati e senatori spetta un assegno di fine mandato, corrispondente all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo.

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