Juve, 15 punti di penalizzazione. La stangata della Corte Federale d’Appello


Il processo bis per le plusvalenze si riapre e a pagare è solo la Juventus. E con una stangata: – 15 punti in classifica e tutti i dirigenti condannati.
Dopo oltre quattro ore di Camera di consiglio la Corte federale d’appello non solo ha accolto la richiesta di rimettere sul banco degli imputati il club bianconero, ma ha anche aumentato le pene che aveva chiesto il capo della procura Giuseppe Chinè.
È un vero e proprio tsunami sulla classifica (i bianconeri di Allegri scendono al momento del terzo al decimo posto) e sul futuro del club, ora atteso da un possibile secondo processo sportivo, derivato dai nuovi atti dell’inchiesta Prisma, oltre alle possibili sanzioni minacciate dall’Uefa per la violazione del financial fair play. La nuova Juve del dopo Agnelli si trova intanto a scontare sanzioni per i vecchi guai: ed è stato solo il primo dei giorni del ‘giudizio’, quello in cui la Corte federale d’appello appunto era chiamata a valutare la riapertura del processo sportivo che vedeva coinvolti oltre alla Juve altri otto club e che lo scorso maggio si era concluso con il proscioglimento.
“Ricorso inammissibile” le parole della difesa dei bianconeriin assenza di “fatti nuovi” rispetto al processo già celebrato mesi fa e che aveva assolto tutti. I legali bianconeri hanno fatto leva sul principio giuridico per cui “nessuno può essere perseguito o condannato penalmente dalla giurisdizione dello stesso Stato per un reato per il quale è già stato assolto o condannato”. La Procura della Figc, uscita sconfitta al primo round sulla vicenda plusvalenze, aveva voluto riaprire il procedimento alla luce dell’inchiesta penale Prisma della procura di Torino, quella infarcita di intercettazioni, documenti, e il ‘libro nero di FP’, con le operazioni di mercato dell’ex ds Paratici appunto.
“Nessuno degli elementi valorizzati dalla procura Federale” nell’ambito delle operazioni di mercato “dimostra l’esistenza di una artificiosa sopra-valutazione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori alle predette operazioni, con ciò rendendosi piena infondatezza dell’odierno ricorso” ha sostenuto la difesa della Juve. Che con la Procura ha avuto più di un botta e risposta durante l’udienza sull’uso delle plusvalenze: Chinè ha sottolineato che secondo la sua accusa quelle contestate servivano a coprire le perdite; i difensori del club bianconero hanno ribattuto che le plusvalenze in oggetto, per 60 milioni, rappresentano solo il 3,6% dei ricavi. In particolare, hanno sottolineato, negli anni ai quali la procura fa riferimento la società ha chiamato 700 milioni di aumenti di capitale, su tre anni ha avuto ricavi di 1675 milioni e su un totale di 323 milioni di plusvalenze i 60 contestati da Chinè sono il 18% del totale e, appunto, il 3,6% dei ricavi. Per la Juve è una nuova Calciopoli: pagano anche i dirigenti anche se sono ormai ex: 24 mesi ad Agnelli e 30 a Paratici, 16 mesi a ds Cherubini, 8 mesi anche a Paolo Garimberti: più di quanto aveva chiesto Chinè. La Juve sprofonda in classifica e, tra processi pensali (c’è anche la vicenda del falso in bilancio) rischia anche in Europa.
ANSA

“L’export agroalimentare Made in Italy si prepara a centrare un nuovo record annuale, toccando i 60 miliardi di euro. Vola, infatti, l’enogastronomia italiana oltre confine: sempre più richiesti sono prodotti come vino, pasta, ortofrutta, salumi e formaggi tricolori, che registrano una crescita tendenziale del 17,3% nei primi undici mesi del 2022. Sono dati che ci rincuorano, dopo il brutto periodo passato a causa della pandemia, e che ci fanno ben sperare per il futuro. E’ comunque necessario fare di più, rispetto al passato, per la promozione del made in Italy all’estero e il governo, in questo senso, sembra si stia muovendo nel modo giusto. L’esecutivo, a nostro modo di vedere, potrebbe – dovrebbe? – puntare anche sui tanti italiani nel mondo e coinvolgerli nella promozione delle eccellenze enogastronomiche italiane nei propri Paesi di residenza. Del resto, ogni italiano nel mondo è ambasciatore dell’Italia all’estero: se l’export di prodotti enogastronomici made in Italy continua a crescere, senza alcun dubbio è anche grazie ai tanti connazionali che nel mondo comprano, consumano, propongono italiano, a casa propria e nelle proprie famiglie così come attraverso i loro ristoranti, le loro pizzerie, i supermercati italiani. Le comunità italiane all’estero rappresentano anche in questo caso un’enorme opportunità per l’Italia e per la sua economia”. Lo dichiara in una nota Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE.
L’ambasciatore Riccardo Guariglia sarà il nuovo segretario generale della Farnesina. La nomina è stata deliberata nella tarda serata di ieri, 19 gennaio, dal Consiglio dei Ministri riunito a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni.




Si è tenuto questa mattina, 19 gennaio, un incontro tra il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e il Console generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, Tracy Roberts-Pounds.
Nella prima Supermedia del 2023, rispetto all’ultimo dato registrato a fine dicembre 2022, si segnala un’unica variazione alquanto eclatante: la flessione di Fratelli d’Italia, che perde circa 7 decimali e torna sotto il 30%. Il dato potrebbe essere un’oscillazione fisiologica oppure un’effettiva diminuzione nei consensi, magari in seguito al aumento del costo dei carburanti che ha generato diverse polemiche. E’ comunque significativo perché si tratta della prima inversione di tendenza da molti mesi a questa parte per quanto riguarda FDI. La notizia positiva, per il partito della premier, è che non si registrano avanzamenti significativi per nessuno dei suoi competitor, né all’interno al centrodestra nè tra le principali forze di opposizione.



Quanto guadagnano i parlamentari italiani? Una domanda che ha generato sempre molta curiosità e una buona dose di malignità. Sul sito della Camera dei deputati sono apparse le dichiarazioni dei redditi 2022 (che fanno riferimento all’anno 2021) di molti dei 400 rappresentanti dei cittadini che siedono tra gli scranni dell’aula di Montecitorio. Non ancora pubblici, invece, i dati dei senatori. Analizzando i patrimoni a raggi x, il più facoltoso risulta essere Giulio Tremonti, che ha dichiarato un reddito annuo di 1.588.099 euro. Decisamente superiore a quello di Aboubakar Soumahoro, deputato passato da poco dal gruppo Alleanza SI-Verdi al gruppo misto dopo la bufera per le vicende giudiziarie che hanno coinvolto moglie e suocera. Il paladino della lotta al caporalato si trova in fondo alla classifica con 9.150 euro, ossia 762 euro al mese, a cui va aggiunta la comproprietà al 50% di un immobile di Roma.