Messina Denaro si nascondeva a Campobello di Mazara

arresto matteo messina denaro

arresto matteo messina denaroIndividuato a Campobello di Mazara, piccola cittadina della provincia di Trapani, il covo del capomafia Matteo Messina Denaro, arrestato ieri a Palermo in una strada attigua alla clinica ‘La Maddalena’. Sul posto i carabinieri del Ros, che hanno perquisito l’abitazione.

Campobello di Mazara, da sempre zona d’influenza dei Messina Denaro, è il paese di Giovanni Luppino, l’uomo arrestato ieri insieme con il boss che, invece, girava con il falso nome di Andrea Bonafede.

Le ricerche del covo del latitante sono state coordinate dal procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido.

ag Dire – www.dire.it




Meloni: “Il 16 gennaio diventi giorno per celebrare la lotta alla mafia”

meloni giorgia meloni

meloni giorgia meloni“È una giornata storica, un giorno di festa per le persone perbene e per le famiglie delle vittime della mafia, perché il sacrificio di tanti eroi non era vano. Mi piace immaginare che questo possa essere il giorno nel quale viene celebrato il lavoro degli uomini e delle donne che hanno portato avanti la guerra contro la mafia: è una proposta che farò“.

Ad annunciarlo è stata la premier, Giorgia Meloni, al piano terra del Palazzo di Giustizia di Palermo, parlando con la stampa dopo l’incontro con i magistrati che hanno arrestato Matteo Messina Denaro.

ag Dire – www.dire.it




Addio alla “bersagliera” Gina Lollobrigida. Aveva 95 anni

125149279 9325e1e0 fef5 4880 826f cac33cdc52f1

paura per gina lollobrigida, sarÀ operata

Grande protagonista del cinema italiano, era nata a Subiaco il 4 luglio del 1927, aveva quindi 95 anni compiuti.

Lo scorso settembre l’attrice, che una generazione ha conosciuto come la Bersagliera, era stata dimessa dalla clinica, dopo una caduta in casa che le aveva causato una frattura del femore per cui era stata operata.

Già quattro anni fa la Lollo era finita in ospedale proprio per un incidente domestico. In quell’occasione l’attrice fu presa in cura dai sanitari del Sant’Eugenio, ospedale a poca distanza dalla sua villa sull’Appia Antica, e dimessa un paio di giorni dopo.

L’incidente al femore è avvenuto a due settimane della tornata elettorale del 25 settembre in cui la Lollobrigida era candidata a Latina al collegio uninominale del Senato, e in altre circoscrizioni nel plurinominale proporzionale, per la lista ‘Italia sovrana e popolare’, che riunisce Partito comunista, Patria socialista, Azione civile, Ancora Italia e Riconquistare l’Italia.

In carriera si è aggiudicata, tra gli altri, sette David di Donatello: la sua fama è legata al nuovo cinema italiano del neorealismo: lavora con Pietro Germi (“La citta’ si difende”) e con Carlo Lizzani (“Achtung banditi”) alla metà esatta del secolo scorso ritagliandosi ruoli di vigorosa passionalita’ popolana in cui affina una recitazione da autodidatta imprimendole la sua personalità. Il primo successo personale è però fuori dai confini: il francese “Fanfan la Tulipe” con Gerard Philipe nel 1952. Recita per Rene Clair, Alessandro Blasetti, Mario Monicelli e Steno, Mario Soldati e finalmente diventa diva in patria con il trionfale “Pane amore e fantasia” di Luigi Comencini (1953) compreso un fortunato seguito sempre in coppia con Vittorio De Sica.

Negli ultimi anni si era dedicata soprattutto all’arte e alla fotografia, con molte mostre, non smetteva di fare progetti, l’ultimo un libro di disegni. I suoi ultimi anni sono stati contrassegnati anche da vicende giudiziarie. Dal 2021 la diva aveva un amministratore di sostegno nominato dal Tribunale per tutelare il suo patrimonio, così come richiesto nell’azione legale dal figlio Andrea Milko Skofic. Al centro dell’attività di indagine dei pm di piazzale Clodio è l’ex manager dell’attrice, Andrea Piazzolla, rinviato a giudizio con l’accusa di circonvenzione di incapace. Con lui è finito a processo anche Antonio Salvi, l’uomo che avrebbe fatto da intermediario con una casa d’aste per la vendita di circa 350 beni di proprietà della Lollobrigida.

ansa.it




Arrestato il boss Matteo Messina Denaro. Era latitante da 30 anni

mattia messina denaro arresto carabinieri

mattia messina denaro arresto carabinieriIl boss mafioso Matteo Messina Denaro è stato arrestato mentre era in day hospital alla clinica Maddalena di Palermo. Latitante da 30 anni, Messina Denaro è stato arrestato a 30 anni esatti dall’arresto di Toto Riina, preso il 15 gennaio 1993.

Messina Denaro – che al momento dell’arresto indossava un cappellino bianco di lana, occhiali scuri, un giubbotto marrone con pellicciotto bianco – era arrivato intorno alle otto alla clinica per sottoporsi alle cure in day hospital con il nome Andrea Bonafede e avrebbe tentato una breve fuga ma si sarebbe arreso praticamente subito senza opporre resistenza. E ha poi subito ammesso, come si apprende, la sua vera identità. “Sono Matteo Messina Denaro”, ha detto agli uomini del Ros.

Subito dopo l’arresto il boss è stato portato dai Carabinieri alla caserma San Lorenzo e da lì è stato trasferito all’aeroporto di Boccadifalco per essere portato in una struttura carceraria di massima sicurezza. Anche il boss Totò Riina fu portato a Boccadifalco.

Secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti investigative, non c’è stata nessuna segnalazione esterna: i carabinieri sono riusciti ad arrivare a lui solo dopo anni di indagini.

Sono stati oltre 100 gli uomini dei carabinieri del Ros che hanno partecipato alla cattura del boss mafioso.

Insieme con Messina Denaro è stato arrestato anche il suo autista, Giovanni Luppino.




Angela Celentano sarebbe in Turchia?

aa16o4s4

aa16o4s4La speranza per la famiglia Celentano non si è mai spenta.

Hanno continuato a cercare la loro piccola Angela, svanita nel nulla dal monte Faito, provincia di Napoli, il 10 agosto del 1996. E non hanno mai escluso nessuna ipotesi.

Ora il Gip chiede altre indagini sulla “pista turca”, che negli ultimi anni sembrava fosse stata abbandonata. “Abbiamo appreso dalla stampa dell’esistenza di un’ indagine della Procura di Napoli: la speranza è sempre viva e la famiglia si auguriamo che questa nuova inchiesta possa darci notizie certe su Angela”, ha detto l’avvocato Luigi Ferrandino intervistato dall’Ansa, subito dopo aver appreso la notizia.




La Meloni come Garibaldi: “Qui si fa l’Italia o si muore”

giorgia meloni reddito cittadinanza ansa

images“Una frase attribuita a Garibaldi dice: ‘qui o si fa l’Italia o si muore’. Io la penso proprio così”.

Giorgia Meloni arriva a citare l’eroe dei due mondi in collegamento da Palazzo Chigi, in chiusura della kermesse milanese con cui il suo partito si lancia alla conquista delle ragionali lombarde. La premier non cita le polemiche che hanno segnato le ultime ore, nessun cenno alle vere o presunte frizioni con gli alleati o al complicato dossier sul caro benzina. Il suo è un intervento pieno di orgoglio, identitario, un piccolo bilancio dei suoi primi cento giorni al governo ma anche il rilancio della forza di un progetto che, ne è sicura, durerà 5 anni. Si lascia andare solo quando pronuncia una passaggio sibillino: “”Spero e sono certa che avremo questi cinque anni a disposizione davanti a noi, malgrado la opposizione e non solo”. Ma sul resto, quello della Meloni, è un manifesto all’impegno e all’ottimismo, un’esortazione al suo partito a “pensare in grande, non solo a gestire la crisi”. “Quando siamo arrivati al governo – attacca la premier – c’era chi pensava che i mercati sarebbero saltati, che saremmo stati isolati. Invece le cose non sono andate così: lo spread è a 182 punti, la Borsa è andata più che bene”.

Tutto ciò, a suo giudizio, ha una spiegazione: “la differenza – aggiunge – la fa la nostra serietà, la determinazione di questo governo che non ha padroni. Noi – incalza – non dobbiamo dire grazie a nessuno, rispondiamo solo al popolo italiano, senza compromessi necessari, senza lentezza ma con velocità, con una visione di fondo”. E qui arriva il secondo paletto del suo ragionamento: il valore assoluto della stabilità. Meloni ammette che ci saranno momenti “esaltanti come alcuni meno positivi”, ma il vero primato di questo esecutivo sarà la sua stabilità, il suo orizzonte temporale di tutta la legislatura: “Non c’è giorno e non c’è ora – assicura – in cui noi non mettiamo tutto noi stessi in questo impegno: faremo quello che va fatto, con coraggio e determinazione. Ma a me – è il succo del suo discorso – mi interessa sapere i dati economici, della natalità, della produttività tra 5 anni. Prometto che il mio obiettivo è lasciare questo paese migliore di come l’ho trovato”. Tra le prospettive e i programmi futuri, conferma che la riforma presidenziale “resta una priorità”, un impegno assunto con gli italiani che “sarà onorato”. Ma non è il momento dei dettagli. Semmai l’obiettivo è rilanciare sulla prossima tappa, quella delle regionali, dare coraggio ai suoi dirigenti, presente in sala anche il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, come ai tanti candidati e militanti, raccolti in un Auditorium dalla coordinatrice lombarda, Daniela Santanchè. Una partita, ci tiene a precisare la premier, a cui Fratelli d’Italia tiene tantissimo: Il responso del voto in Lombardia è molto importante. È una occasione per dimostrare come possiamo andare meglio, tornando ad avere la stessa visione in Lombardia come al governo”.

“Voglio ringraziare tutti gli intervenuti, la classe dirigente del partito. La nostra avventura è appena cominciata,Il responso della Lombardia è molto importante”, ha aggiunto  Meloni. “Pronti, candidati al via”. “E’ una occasione per dimostrare come andare meglio: possiamo tornare ad avere la stessa visione in Lombardia come al governo”.

Nella lunga kermesse si sono alternati tre ministri, Lollobrigida, Santanchè e Sangiuliano, il Presidente del Senato, e tanti dirigenti, anche dei partiti alleati, oltre al candidato Presidente Attilio Fontana. L’ obbiettivo, sostanzialmente raggiunto, era lasciare alle spalle i dissapori romani e far capire che in Lombardia si presenta una coalizione “unita come un sol uomo”, come ha ripetuto spesso Santanchè. Di pari passo, anche, illustrare le battaglie che FdI sta facendo al governo: Lollobrigida ha parlato della sua lotta a difesa del Made in Italy nell’Agricoltura, Santanchè delle sue misure contro la crisi che ha colpito gli albergatori degli appennini senza neve. E Sangiuliano i suoi sforzi per rilanciare e valorizzare il nostro patrimonio museale. Gli applausi più scroscianti sono stati per Ignazio La Russa. “Chi mi critica perchè vado alle iniziative del mio partito che sono Presidente del Senato – assicura divertito – secondo me rosica per la mia elezione”.

ansa.it




Secondo il sondaggio Dire/Tecné, la battaglia sulle accise non scalfisce la fiducia degli italiani in Meloni

download

Nonostante la difficile partita delle accise resta stabile la fiducia degli italiani nella presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È quanto emerge dal sondaggio Dire-Tecnè con interviste realizzate il 12-13 gennaio su un campione di mille persone. Il 61,2% degli intervistati ha fiducia nella premier: sono lo +0,2% in più rispetto al 16 dicembre. Non ha fiducia il 34,4% degli italiani (+0,3 %), mentre non si esprime il 4,4% (- 0,5%).

DIRE-TECNÈ: FIDUCIA NEL GOVERNO AL 54,6% 

Continua a crescere la fiducia degli italiani nel Governo a guida Giorgia Meloni. Il 54,6% degli intervistati ha fiducia in questo Governo a guida Meloni: sono lo 0,2% in più rispetto al 16 dicembre. Non ha fiducia il 37,6% degli italiani (+0,9), mentre non si esprime il 7,8% (-1,1).

DIRE-TECNÈ: FDI SEMPRE PRIMO AL 31%, CONTINUA CALO DEL PD 

Ancora in lieve crescita Fratelli d’Italia che arriva al 31%, facendo registrare un +0,2. In ripresa, seppur leggermente, il Movimento 5 stelle che raggiunge il 17,6%, mentre il Pd continua a scendere di un ulteriore 0,5% toccando quota 15,2%. Recupera qualcosa la Lega e si porta al 9% (+0,2%), come anche il Terzo polo che registra una lieve flessione facendo registrare il 7,6% di consensi (+0,1%). Cresce anche Forza Italia al 7,6%, lieve crescita anche per l’Alleanza Verdi Sinistra che arriva al 3,5 (+0,1%). Chiudono +Europa al 2,5% e Italexit di Paragone all’1,8%.

ag. DIRE – www.dire.it




Tajani va in Turchia

download

downloadIl Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, si è recato  ad Ankara, per incontrare il Ministro degli Esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu.
La missione, che consentirà di fare il punto sulle relazioni bilaterali, in particolare sulla solida cooperazione in ambito economico, e di confrontarsi sulle principali tematiche regionali e internazionali, si inserisce nella strategia più ampia del Governo italiano per rafforzare la cooperazione con i principali Paesi nel Mediterraneo allargato e per favorire una maggiore collaborazione nella gestione dei migranti.
“Il Governo è al lavoro per risolvere la questione migratoria – ha commentato il Vicepresidente Tajani -. È necessario un forte impegno da parte dei Paesi dell’area per contrastare le partenze irregolari dei migranti e favorire un maggior numero di rimpatri. Domani parlerò con il Ministro Çavuşoğlu non solo della rotta del Mediterraneo orientale, attraverso cui arrivano molti migranti in Europa via Balcani, ma anche di Libia che – insieme alla Tunisia – è l’altro grande bacino di partenza”.
Al termine dell’incontro è prevista una conferenza stampa congiunta. (aise)




Odoguardi (MAIE): “Bene il Governo. Noi pronti a fare la nostra parte”

foto articolo 001 enzo odoguardi ministero italiani allestero 1

foto articolo 001 enzo odoguardi ministero italiani allestero 1“Giorgia Meloni, capo del Governo italiano, e Antonio Tajani, ministro degli Esteri, stanno lavorando per trovare il modo di dare maggiore impulso all’export italiano e alla promozione delle eccellenze tricolori oltre confine. L’ha ribadito nelle scorse ore il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli, in occasione dell’inaugurazione di Pitti Immagine a Firenze. Non solo moda, negli obiettivi del governo, ma anche enogastronomia, cucina, motori, cultura, robotica. Tutto ciò che rappresenta il made in Italy nel mondo. Condividiamo l’indirizzo politico dell’esecutivo e siamo felici che questa sia la direzione tracciata. Come Maie, infatti, da tempo ormai portiamo avanti battaglie a favore della vera ristorazione italiana all’estero, per esempio, e della promozione delle nostre eccellenze”. Lo dichiara in una nota Vincenzo Odoguardi, vicepresidente Maie.

“Sono temi – prosegue Odoguardi –  che fanno parte del Dna di un Movimento come il nostro, che nasce all’estero, tra gli italiani nel mondo, e che è fiero di contribuire, con il proprio impegno e con il proprio lavoro, alla promozione di tutto ciò che è italianità. Con l’inizio di questo nuovo anno, abbiamo già fissato in agenda appuntamenti importanti, che coinvolgeranno per esempio anche le Camere di commercio italiane nel mondo oltre che decine di commercialisti in Italia, con lo scopo di fare rete, tutti insieme, e di individuare strategie possibili tese all’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane e all’ulteriore crescita del nostro export. Quando si tratta di diffondere e promuovere le eccellenze tricolori, il Maie c’è”, conclude Odoguardi .  (Inform)




Palermo. Muore Biagio Conte, il missionario dei poveri

4148ea18ea

4148ea18eaÈ morto questa mattina a Palermo Biagio Conte, 59 anni, missionario laico protagonista di numerose battaglie in difesa dei poveri e degli indigenti a Palermo dove nel 1993 aveva fondato la Missione Speranza e Carità.

Da tempo era gravemente malato; attorno a lui si sono stretti fino all’ultimo i volontari e gli ospiti della comunità che aveva fondato.

Nella missione si sta recando anche il vescovo di Palermo Corrado Lorefice.

Una vita spesa per gli ultimi quella di Biagio Conte, che ha creato a Palermo e in provincia nove comunità. Figlio di imprenditori edili, a tre anni viene portato in Svizzera in un collegio di suore, ritornando a Palermo a 9 anni per poi essere inserito nel collegio di San Martino delle Scale per quattro anni. A 16 anni abbandona la scuola e inizia precocemente a lavorare nell’impresa edile della sua famiglia, ma a causa di una profonda crisi spirituale decide di allontanarsi dalla famiglia nel 1983, andando a vivere a Firenze. Nel maggio 1990 la scelta di vivere come eremita, ritirandosi nelle montagne dell’entroterra siciliano e successivamente facendo un viaggio interamente a piedi verso la città di Assisi. Il viaggio è stato reso noto alle cronache per gli appelli della famiglia d’origine alla trasmissione Rai “Chi l’ha visto?”, dove Biagio risponde in diretta informando del suo cammino verso Assisi. Torna quindi a Palermo per salutare i familiari, con l’intenzione di trasferirsi in Africa come missionario, ma lo stato di miseria in cui ritrova la sua città lo porta a cambiare idea. In un primo momento è attivo nel portare conforto ai senzatetto della Stazione di Palermo Centrale, per i quali si batte attraverso diverse proteste ed un digiuno, grazie al quale ottiene l’utilizzo di alcuni locali in via Archirafi, all’interno dei quali fonda nel 1993 la “Missione di Speranza e Carità”, che oggi accoglie più di un centinaio di persone. Il 16 gennaio 2014 Biagio Conte, da anni costretto su una sedia a rotelle a causa di vertebre schiacciate a seguito delle spossanti fatiche cui si è sottoposto nella Missione, riprende a camminare dopo un’immersione nelle acque di Lourdes. Nel 2018, dopo la morte di alcuni senzatetto nelle strade di Palermo, in segno di protesta contro la povertà decide di dormire in strada, sotto i portici del Palazzo delle Poste centrali, iniziando uno sciopero della fame durato dieci giorni; in seguito la Regione ha finanziato l’ampliamento della struttura di via Decollati. E anche in questi ultimi giorni, pur gravemente malato, Frà Biagio era tornato a lanciare appelli alle istituzioni per aiutare la missione che aveva fondato nel pagamento delle bollette e delle spese necessarie per garantire l’assistenza agli indigenti. Sulla figura del missionario laico è stato girato anche un film intitolato “Biagio”, dal regista palermitano Pasquale Scimeca.

ansa.it