Ischia. Continuano le ricerche dei dispersi. Finora 7 morti accertati

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104616825 59291fc1 9987 47ed a62e c6471f620c62Sono 7 le vittime accertate della frana di Casamicciola Terme all’alba di ieri. Tra queste un neonato. Cinque i dispersi che si continuerà a cercare anche questa notte. Gli sfollati sono saliti a 230, ma tutti sono stati sistemati in hotel o da amici e parenti. Tre i feriti tra cui uno grave.

È il bilancio al termine della riunione del centro di coordinamento dei soccorsi in prefettura.

L’ultimo corpo di vittima estratto dai soccorritori è proprio quello del neonato, che aveva 21 giorni. Alcune delle salme sono state portate nell’ospedale di Casamicciola.

Aumenta anche il numero delle abitazioni coinvolte, circa 30. È prioritaria l’individuazione della zona rossa, fanno sapere dal centro di coordinamento, e quando sarà perimetrata anche il numero degli sfollati potrebbe aumentare di nuovo. I lavori del Ccs sono aggiornati a domani mattina alle 11.

“Per il governo l’emergenza deve essere superata, in questo senso si è dato incarico al ministero per la Protezione civile a dare vita a un gruppo di lavoro fra ministeri interessati per mitigare il rischio di frane e alluvioni legate al dissesto idrogeologico”. Lo ha detto il ministro Nello Musumeci al termine del Cdm. Occorre dare “definitiva approvazione al piano nazionale per il cambiamento, avviato nel 2016, ma che aspetta ancora l’approvazione definitiva”, ha aggiunto Musumeci.

“La presidente Giorgia Meloni sarà a Ischia nei prossimi giorni, non appena le operazioni lo renderanno possibile. Andare adesso sarebbe una passerella”. ha aggiunto Musumeci al termine del Cdm.”L’attività di ricerca dei dispersi prosegue e oggi è una giornata decisiva, perché il tempo ci consentirà di rafforzare e mettere in campo tutti gli uomini dei Vigili del fuoco e della Protezione civile, che sono sull’isola con mezzi adeguati”. È questo l’auspicio del direttore della Protezione civile regionale della Campania, Italo Giulivo, che ha preso parte dal Ccs, riunito in mattinata in Prefettura a Napoli.

In contemporanea, spiega Giulivo, “abbiamo deciso di avviare le attività per individuare e perimetrare la cosiddetta zona rossa, l’area interessata che deve essere evacuata preventivamente per poter valutare poi il rientro in sicurezza, qualora il quadro dei danni avvenuti ai fabbricati e al territorio sia tale da consentirlo”.

“In giornata saranno quindi effettuati sopralluoghi con voli aerei, messi a disposizione sia dalla Guardia di Finanza che dalla Capitaneria di Porto e dall’Osservatorio Vesuviano che, con le proprie squadre di esperti, supporterà la Protezione civile nell’attività’ d’individuazione delle nicchie di distacco delle frane dal Monte Epomeo, fino a individuare le aree arrivate a valle, provando a individuare quantitativi e volumi interessati”, aggiunge.

È ancora isolata e nella lista una donna di 93 anni la cui casa è circondata da almeno tre metri di fango. I vigili non riescono ad arrivarci, così come non riesce a intervenire l’elicottero.

A Ischia c’è ancora un forte vento, ma il cielo è limpido. Per tutta la notte i Vigili del Fuoco hanno lavorato con carabinieri, polizia e protezione civile, servendosi di generatori elettrici, per cercare di scavare nel fango che però è ancora denso. Non si è solidificato e questo provoca molte difficoltà anche ai cani molecolari, che purtroppo affondano e non riescono a rilevare la presenza di persone.

Al porto ci sono i sommozzatori che scandagliano ogni centimetro delle acque. Si pensa che qualche corpo possa essere stato trascinato a mare dalla forza del fango.

agi.it




Ischia, trovato il corpo di una bimba. Ora i dispersi sono 10

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casamicciola2C’è una seconda morte accertata per la frana che ha colpito il comune ischitano di Casamicciola. All’interno di una casa travolta, i cani impegnati per le ricerche hanno individuato il corpo di una bambina, età presunta circa sei anni. Il cadavere è stato trovato sotto un materasso. Tra quelle stesse rovine i soccorritori continuano a scavare per verificare la presenza di altre persone. Alle 18 in Prefettura a Napoli nuovo vertice per il bilancio ufficiale della situazione.

IL BILANCIO DI QUESTA MATTINA

Da qualche ora a Casamicciola non piove più e luce del giorno illumina il fango e la melma che hanno rivestito la contrada del comune ischitano travolta, intorno alle 5 del 26 novembre, dalla frana che dal monte Epomeo è rovinata verso il mare, trascinando tutto ciò che ha incontrato sul suo percorso: alberi, auto, case, persone. Si cercano ancora gli 11 dispersi e come già emerso ieri c’è la morte accertata di una donna: è una 31enne del luogo e si chiamava, Eleonora Sirabella. Il suo cadavere è stato trovato ieri nei pressi di via Celaro. I feriti sono quattro, di cui uno trasferito in prognosi riservata al Trauma center dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Gli sfollati sono 167: i più hanno passato la notte negli alberghi e poi c’è chi ha preferito trovare una soluzione autonoma.

 

SOCCORRITORI IN ATTIVITA’ TUTTA LA NOTTE

La conta dei danni sarà dolorosa e lunga. I soccorritori non hanno mai spesso di operare, agendo nella notte con il buio squarciato da potenti fari alimentati da gruppi elettrogeni. Cumuli di fango e detriti, in alcuni punti alti fino a due metri, sono stati rimossi con escavatori e pale. Le unità impegnate sono 220 tra polizia, carabinieri e guardia di finanza, oltre ai 150 vigili del fuoco. Sul posto anche i Forestali con i droni. Le immagini dall’alto, riprese dall’elicottero dei carabinieri, raccontano la devastazione. Il grigio di ieri ha lasciato il posto ai colori vividi della natura con ampie zone di fango che ha colorato di marrone anche il mare sotto la costa.


15 GLI EDIFICI COINVOLTI. IN CORSO VERIFICHE CASA PER CASA

“Le abitazioni coinvolte dalla frana – specifica il prefetto di Napoli Claudio Palomba a margine di un incontro mattutino con la stampa – al momento dovrebbero essere 15″. “Il tempo – aggiunge – oggi ci aiuta di più e quindi si sono messe in moto tutta una serie di ulteriori attività anche di identificazione degli edifici, di rilevazione dei contatori, in modo da verificare eventuali edifici dove non c’è più corrente”. All’opera c’è uno “sforzo collettivo” supportato dall’ausilio di mezzi e strumenti di vario tipo, “anche estremamente attuali e moderne”. “Con un tempo migliore, oggi verranno intensificate le attività e speriamo – conclude Palomba – anche di avere buone notizie sui dispersi”.

ag DIRE – www.dire.it




Frana a Ischia: 8 morti

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combo ischiaUn fiume di fango e detriti ha colpito questa mattina, intorno alle ore 5, Casamicciola, comune dell’Isola di Ischia.

Dodici al momento i dispersi, secondo il prefetto di Napoli Claudio Palomba, ingentissimi i danni.

“Sono otto i morti accertati”, informa il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini ma il prefetto di Napoli è cauto e precisa che “al momento non risultano morti”. Una famiglia con un neonato, data in un primo momento dispersa, è stata ritrovata: sono tutti salvi e ricorreranno alle cure dei medici. La frana è venuta giù, alle primissime luci dell’alba, dal monte alle spalle della frazione dell’isola, così come avvenuto nel novembre del 2009, e ha trascinato massi e detriti che hanno causato il crollo di almeno 10 edifici. Sono circa 30 i nuclei familiari isolati, in totale 100 persone che devono essere ancora raggiunte e che sono senza acqua e luce. La strada che porta alle loro abitazioni è attualmente impraticabile per il fango.

Proprio le avverse condizioni atmosferiche stanno rendendo ancora più complesse le operazioni di soccorso alla luce del mare forza 11 che sta rallentando l’arrivo di uomini e mezzi da Napoli e Pozzuoli: per questo il ministro della Difesa Crosetto ha annunciato l’apporto ai soccorsi anche delle forze armate. La premier Giorgia Meloni, il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci e il capo del Dipartimento di Protezione Civile Fabrizio Curcio sono in costante contatto per seguire l’evolversi della situazione così come il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in video collegamento dal Centro operativo nazionale dei Vigili del Fuoco. “Soccorsi difficili. E’ una situazione in evoluzione, molto grave, da seguire”, ha commentato il numero uno del Viminale. In prefettura a Napoli è in corso un vertice con, oltre a Curcio, anche i ministri Sangiuliano e Tajani.

I sindaci dell’Isola Verde invitano i cittadini a non mettersi in movimento e di restare nelle abitazioni. I medici che erano in servizio stamattina all’ospedale Rizzoli d’Ischia sono rimasti in turno. Per prestare soccorso ai feriti della frana di Casamicciola sono arrivati anche i sanitari residenti sull’isola. Tante le testimonianze dall’isola. “Verso mezzanotte ha iniziato a piovere fortissimo – racconta Lisa Mocciaro, illustratrice di libri per bambini, ora prigioniera in casa al terzo piano dell’abitazione di Casamicciola -. Dalle tre abbiamo iniziato a sentire dei boati. E’ venuta giù la prima frana, poi un’altra verso le 5. Una cosa impressionante, forse peggio dell’alluvione del 2009 e tremendo quanto il terremoto del 2017”. E immancabile anche la polemica sulla fragilità del territorio causa di “troppe tragedie”, come ricorda il ministro Tajani. Negli ultimi sedici anni l’area colpita oggi è stata teatro di due frane e un terremoto.

ansa.it




La Meloni lavora “alla massima velocità”

++ meloni, paura firma inchioda nazione,rivedere abuso ufficio +

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“Sono dispiaciuta di non poter partecipare in presenza, non avrei mai mancato la presenza di persona” in condizioni normali ma “come sapete non siamo in una condizione di normalità: il governo è nato in un periodo particolare per la nascita di un governo, in cui ci sono scadenze molto complesse” come la legge di bilancio sulla quale “stiamo lavorando al massimo della velocità”.

Lo ha detto Giorgia Meloni all’assemblea dell’ANCI.

“Credo fermamente nel ruolo dei sindaci, non è piaggeria: nella relazione programmatica al Parlamento qualche settimana fa ho detto che fra le priorità del governo c’è proprio quello di dare una nuova centralità ai comuni d’Italia”.

Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in videocollegamento all’Assemblea dell’Anci, in corso a Bergamo. “L’identità italiana si fonda sui comuni, custodi delle mille specificità – ha aggiunto -.E i sindaci oggi più di ieri sono in prima fila nell’impegno politico, svolgono il lavoro più difficile in ambito istituzionale”.

“Come ha detto il presidente Mattarella, il Pnrr è un appuntamento che l’Italia non può eludere, una straordinaria opportunità per modernizzare l’Italia: perché le risorse non rimangano sulla carta sono importanti Comuni, Province e Regioni”. Così la premier, Giorgia Meloni, in videocollegamento all’Assemblea dell’Anci. “Il Governo è pronto a fare tutto il possibile per consentire ai Comuni di svolgere il ruolo al meglio. Negli ultimi anni sono stati fondamentali per le opere pubbliche, senza più l’intermediazione delle Regioni: un’innovazione importante ma anche una sfida, e i Comuni hanno bisogno del sostegno dello Stato. “Oggi siamo nella fase in cui siamo chiamati ad affrontare concretamente l’avvio dei cantieri per questo ovviamente è necessario accelerare l’iter di approvazione dei progetti e rilascio dei pareri, è un tema enorme: siamo assolutamente aperti a ogni contributo utile”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in videocollegamento all’Assemblea dell’Anci, in corso a Bergamo. “Nel passaggio tra assegnazione e utilizzazione delle risorse ovviamente come era inevitabile emergono tutti i problemi di sistema di regole rigide frammentate e complesse. Servono norme certe, semplici, stabili”.”Il Pnrr assegna ai Comuni 40 miliardi di euro per la rigenerazione urbana. Il governo ha immediatamente riattivato a Palazzo Chigi la cabina regia su Pnrr. Nei primi incontri con le amministrazioni emersa la necessità di maggiore coordinamento, collaborazione più forte fra il governo, la filiera istituzionale e i corpi intermedi: serve lavoro di squadra, collaborazione strutturale per risolvere le criticità in tempo reale e arrivare all’obiettivo”.

“Dobbiamo verificare con l’Ue le misure più idonee ad aggiornare il Pnrr”. Così Giorgia Meloni all’assemblea dell’Anci. La premier ha parlato della necessità di “mettere i comuni in condizione di gestire alcuni servizi”, ha sottolineato che “sui fondi di coesione abbiamo avviato un monitoraggio: vanno inseriti in una programmazione più organica che dia alla nazione una visione strategica complessiva”.

“Purtroppo abbiamo la spada di Damocle del caro energia che drena le risorse. Gli interventi per calmierare ci costano circa 5 miliardi di euro al mese: stiamo studiando le proposte arrivate, se non interverrà commissione europea sarà difficile fare fronte a questi costi”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in videocollegamento all’Assemblea dell’Anci, in corso a Bergamo.

“Mi dispiace che la mia presenza abbia interrotto un dibattito fondamentale sul tema della aggressione russa nei confronti dell’Ucraina : voglio mandare un abbraccio al sindaco di Leopoli: il governo italiano continuerà a essere fieramente schierato a sostegno della causa ucraina” ha detto Meloni. “È un grande piacere essere insieme su questo palco: quando andrà a trovare il nostro presidente Zelensky sicuramente passerà da Leopoli e le devo fare assaggiare il nostro caffè”. L’invito alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivato dal palco dell’assemblea dell’Anci dal sindaco di Leopoli Andrij Sadovyj. “Grazie a lei sindaco, affare fatto – ha risposto la premier videocollegata da Roma – verrò sicuramente nel mio prossimo viaggio in Ucraina, ne ho parlato con Zelensky e sicuramente verrò a Leopoli per conoscerla e per assaggiare il caffè”.

ANSA




In Italia è già inverno

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downloadSaltando a piè pari l’autunno, il ‘Generale Inverno” è arrivato sul Belpaese, portando piogge, neve ma anche danni alluvionali. Il peggio lo hanno visto soprattutto in Sardegna, Abruzzo e Campania. L’acqua dal cielo ha causato l’esondazione del fiume Temo, nell’Oristanese, e messo in pericolo la vita di tre coppie di anziani con difficoltà motorie, che nella notte sono state evacuate nella notte a Bosa.

L’onda di esondazione proveniente dalla Diga Santu Crispu, a monte di Bosa, attorno alle 6 del mattino ha cominciato ad attraversare l’abitato e molte imbarcazioni ormeggiate sono state trascinate verso il mare. La borgata di Marceddì nel territorio di Terralba (Oristano) è stata allagata dall’acqua dell’omonimo stagno e del mare antistante.

“Non ho mai visto il mare gonfio e l’acqua alta come stavolta”, ha dichiarato Antonio Loi, presidente del Consorzio cooperative riunite della pesca di Marceddì. Nel Sassarese alberi sradicati, cornicioni pericolanti e cartelli stradali divelti hanno costretto le squadre dei vigili del fuoco a una cinquantina di interventi. Un altro fiume ha dato brutte sorprese nel Salernitano: l’Irno, tracimando, ha intrappolato due famiglie e i dipendenti di una piccola azienda, rimaste bloccate in casa a Pellezzano in località Cologna.

La Campania, come previsto dall’avviso di allerta meteo ‘arancione’, è stata investita da piogge abbondanti e forti raffiche di vento. A Napoli, mareggiata con danni e venti fino a 110 chilometri orari. Interrotti, nel golfo di Napoli, molti collegamenti con le isole. Nel capoluogo di Regione, rami spezzati soprattutto nelle zone alberate, piante cadute dai terrazzi e cartelloni pubblicitari pericolanti. A Caivano, un’insegna pubblicitaria è caduta su un’auto, non si registrano feriti. In diverse zone della Campania sono caduti alberi a causa del vento.

Il terzo fiume sotto monitoraggio è il Pescara, in Abruzzo. Nelle ultime ore il livello si è improvvisamente alzato nel capoluogo, tanto che è stata disposta e poi revocata la chiusura della golena Nord. In alcuni punti del tratto urbano aveva superato gli argini, invadendo il manto stradale. Era stato attivato il semaforo rosso e il lungofiume era stato vietato al transito. Allarme poi rientrato, con la conseguente riapertura della golena Nord. “Più che di una piena – dice l’assessore comunale alla Protezione civile, Eugenio Seccia – si è trattato di una sorta di reflusso alla foce del fiume, che non riusciva a defluire a causa dell’alta marea”.

“La Sala operativa della Protezione Civile – ha detto il presidente della Regione, Marco Marsilio – monitora costantemente la situazione. Il picco delle precipitazioni in Alto Sangro è passato e le previsioni per le prossime ore volgono al meglio. Non abbassiamo la guardia e raccomandiamo a tutti comportamenti prudenti fino al cessato allarme. Grazie alle donne e agli uomini dell’Agenzia regionale di Protezione civile che dalle prime luci dell’alba garantiscono la nostra sicurezza”. Il maltempo non ha risparmiato la capitale: le zone più colpite sono quelle dei Castelli Romani, Prenestina e Tiburtina.

A Ostia, nell’area d’Idroscalo, è crollata una porzione della banchina di protezione in prossimità del tratto costiero. A scopo precauzionale, gli occupanti di tre abitazioni sono stati temporaneamente allontanati. Tivoli e Velletri, oltre a Roma, i comuni più’ colpiti nel Lazio, mentre a Ravenna, in Romagna, e a Gallipoli, in Puglia, il mare ha invaso le strade costiere.




E’ morto Roberto Maroni, ex ministro dell’Interno

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downloadÈ morto l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni, aveva 67 anni. Lottava da tempo contro una grave malattia.

Roberto Maroni era nato a Varese il 15 marzo 1955.

Sposato, due figli, laureato in giurisprudenza, avvocato, era stato responsabile dell’ ufficio legale della sede italiana di una multinazionale statunitense. Tifoso del Milan, Maroni aveva anche la passione per la musica e suonava il sassofono in una band. Considerato il braccio destro di Bossi e il numero due della Lega, Maroni ha fatto parte della Lega Lombarda fin dalla sua fondazione. Ha condiviso con Umberto Bossi gli inizi della Lega Nord: tre volte ministro, vicepremier, governatore della Regione Lombardia, è anche stato segretario federale della Lega.

“Alle ore 4 il nostro caro Bobo ci ha lasciati. A chi gli chiedeva come stava, anche negli ultimi istanti, ha sempre risposto: ‘Bene’. Eri così Bobo, un inguaribile ottimista. Sei stato un grande marito, padre e amico”. Così la famiglia ha comunicato sulla pagina Facebook di Roberto Maroni la morte dell’ex ministro avvenuta nella casa di Lozza, paese del Varesotto.

Dal 2021, quando ha scoperto la malattia che lo ha condotto alla morte, si era ritirato dalla politica attiva.

“Grande segretario, super ministro, ottimo governatore, leghista sempre e per sempre. Buon vento Roberto”. Lo scrive sui social il leader della Lega Matteo Salvini commentando la scomparsa di Roberto Maroni.

“Parto dal ricordo di Roberto, i cui funerali saranno venerdì mattina a Varese – ha detto poi Salvini in conferenza stampa sulla manovra -. Per me e per tutta la Lega cambia l’agenda e la scaletta delle priorità: tutta la comunità leghista sarò fisicamente o idealmente venerdì mattina a Varese”.

Per Maroni, l’incontro nel 1979 con Umberto Bossi cambiò la sua vita: se ‘lui è il papà della Lega, io ne sono la mamma’, spiegava. E da quel giorno la politica diventò il suo lavoro. Maroni è tra gli 80 leghisti che rappresentarono per la prima volta la Lega in parlamento nel 1992, poi  diventato ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio nel 1994, ministro del Lavoro nel 2001 e ancora ministro dell’Interno nel 2008 sempre con Silvio Berlusconi presidente del Consiglio, per chiudere infine la sua carriera nelle istituzioni come presidente della Regione
Lombardia dal 2013 al 2018.

Aveva annunciato la sua candidatura per diventare sindaco di Varese ma la malattia lo ha costretto a rinunciare un anno fa. Tutta la vita sempre nella Lega, di cui è stato fondatore e segretario con rapporti non sempre facili sia con Umberto Bossi che con Matteo Salvini.

Federalista ma non secessionista, toni moderati ma sempre con grande passione, ascolto dei militanti e ostilità nei confronti di qualsiasi ‘cerchio magico’ sono state le caratteristiche di un uomo che, anche nella sua ultima intervista al Corriere della Sera, si e’ definito ‘un sognatore’. Perché oltre ai ‘vaffa’ del barbaro, il militante leghista secondo lui ha sempre avuto ‘un sogno, cioe’ un progetto realizzabile a differenza dell’utopia’.

Numerosi gli attestati di stima e di cordoglio bipartisan che giungono dal mondo politico in queste ore. Il presidente della Repubblica Mattarella ha inviato un messaggio ai familiari. Con le lacrime agli occhi il
ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ricorda Maroni in conferenza stampa sulla manovra, chiamandolo amichevolmente ‘Bobo’. Il bonus rinnovato in manovra, che prevede una maggiorazione del 10% per chi resta al lavoro pur con i requisiti per la pensione, ‘è opera sua, non mia’.

ansa.it




Manovra: via l’Iva da pane e latte

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193918982 f166b331 f3ac 4aca 9fd2 8c66fc406fbdDopo le ultime revisioni è approdato in consiglio dei ministri il testo della manovra economica, la prima del governo guidato da Giorgia Meloni. Al documento di programmazione economica verrà affiancato anche un decreto fiscale, che dovrebbe contenere una parte delle misure pensate per trovare le coperture finanziarie necessarie.

Ci dovrebbe essere anche lo stralcio delle cartelle esattoriali fino a mille euro, a quanto si apprende, nel testo della manovra economica in discussione in Consiglio dei ministri. Nei giorni scorsi esponenti del governo avevano spiegato che il costo degli oneri di riscossione sarebbe stato superiore a quello del ricavato dall’incasso delle cartelle.

La premier, uscendo da Montecitorio, ha rimandato a una “conferenza stampa” per le misure specifiche contenute nel testo.

L’impianto centrale del testo è stato definito nei giorni scorsi: una manovra da circa 32 miliardi di euro destinata per due terzi a mitigare gli effetti del caro energia, con la proroga di provvedimenti già’ in essere e l’innesto di misure in favore dei redditi più’ bassi.

“Ci sarà un aumento delle pensioni minime”, ha sottolineato il vicepremier Antonio Tajani, lasciando il vertice di governo sulla legge di bilancio. Si ragiona su un aumento a 600 euro e della rivalutazione delle pensioni alte. Nella manovra potrebbe entrare anche una misura di decontribuzione per i giovani assunti fino a 35 anni.

Nella manovra, invece, non dovrebbe entrare, secondo quanto si apprende, l’ipotesi che era stata ventilata venerdì scorso di eliminare l’Iva su beni di prima necessità come il pane e il latte ma – apprende l’AGI da fonti parlamentari di maggioranza – verrebbe introdotta come alternativa una sorta di ‘carta risparmio’ che verrebbe erogata dai comuni alle famiglie in difficoltà.  Ci sarebbe un fondo ad hoc di circa 500 milioni.

Sarà poi ridotta al 5% l’Iva sui prodotti per l’infanzia e per gli assorbenti.

Una delle ipotesi sul tavolo, inoltre, sarebbe quella di prevedere un aumento limitato sulle imposte sul tabacco tradizionale. 

Che fine fa il reddito di cittadinanza

Uno degli argomenti discussi nel vertice di governo è stato il reddito di cittadinanza. Per gli ‘occupabili’ nel 2023 ci sarà una riduzione del sussidio a otto mesi, riferisce chi ha partecipato all’incontro. “Sarà riformato così come avevamo annunciato, ci sarà un anno transitorio nel quale comunque tutte le persone in difficoltà saranno tutelate” ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, “chi è in grado di lavorare invece avrà una riduzione dei mesi di sostegno da 12 a 8 mesi”.

Mentre nell’arco del 2023, aggiunge, “chi è in grado di lavorare avrà diritto a meno periodo di copertura rispetto a prima chi invece non è in grado di lavorare avrà’ piena tutela. Dal 2024 rivedremo l’intero sistema per garantire pieno sostegno ai bisognosi e inserire nel mondo del lavoro chi invece e’ in grado di lavorare”.

Il cuneo fiscale

Si va verso il possibile taglio del cuneo fiscale tutto in favore dei lavoratori, con la conferma del 2% e l’ampliamento al 3% per i redditi più bassi.  Sulle pensioni, invece, si va verso un anno ponte di quota 103, con 41 anni di contributi e 62 di età, in attesa di una riforma complessiva del settore.

In arrivo anche la riduzione dal 1 dicembre di 10 centesimi dello sconto alle accise sulla benzina, che però non dovrebbe coinvolgere gli autotrasportatori. Verrebbe aumentato di 450 milioni di euro fino al 2024, invece, il fondo dedicato al Tpl per contrastare gli effetti del caro carburante.

Sarebbero previsti, tra manovra e decreto, 400 milioni di euro in favore dei territori delle Marche colpiti dall’alluvione del 15 e 16 settembre scorso.

agi.it




Caro energia e redditi bassi nella manovra del governo

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184231401 62164b27 d6b8 4796 a5a7 2ce580292d50Ultimi ritocchi alla manovra economica in vista dell’approvazione attesa per domani in Consiglio dei ministri. Il documento dovrebbe aggirarsi attorno ai 32 miliardi di euro e sarà incentrato sul contrasto al caro energia. Un testo, dunque, chiamato a fare fronte alla congiuntura economica internazionale, influenzata dal conflitto in Ucraina che si protrae da 9 mesi con il conseguente aumento di bollette e carburanti e la corsa dell’inflazione.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ed i tecnici del Mef sono al lavoro per limare gli ultimi provvedimenti, con il testo finale che potrebbe subire variazioni fino all’ultimo. Ma l’impianto centrale del documento di programmazione di bilancio appare ormai definito: due terzi delle risorse andranno alla mitigazione del caro energia, con il rinnovo dei provvedimenti già in essere e il varo di alcune misure in favore dei redditi più bassi.

È atteso inoltre un intervento sul taglio del cuneo fiscale, sarebbero in corso valutazioni se applicarlo al 2% come previsto dal precedente governo o salire al 3% soprattutto per i meno abbienti. Possibile anche l’estensione della flat tax al 15%, con una alcune forze di maggioranza che chiedono l’ampliamento fino ad 85mila euro per lavoratori autonomi e partite Iva.

Quota 103 per le pensionie un taglio al reddito di cittadinanza

Così come un provvedimento ponte sulle pensioni, con l’eventuale introduzione di quota 103, con la possibilità di smettere di lavorare con 41 anni di versamenti e 62 di età, in attesa di una riforma complessiva del settore previdenziale.

Il conto della previdenza preoccupa, nelle stime dell’incremento indicizzato con l’inflazione tocca quota 50 miliardi nel periodo 2022-2025. Sembra perdere quota, invece, la possibile riduzione o l’azzeramento dell’Iva su pane, latte e articoli per l’infanzia, su cui alcune associazioni di impresa e dei consumatori hanno espresso perplessità calcolando un impatto limitato nel contrastare l’inflazione.

La parola d’ordine a Palazzo Chigi e al Mef è prudenza per mantenere in equilibrio i conti pubblici. Ogni misura contenuta nel Dpb dovrà trovare adeguata copertura finanziaria all’interno del suo stesso settore di applicazione. Ovvero di evitare il rischio recessione stimolando la produzione industriale e la capacità di spesa delle famiglie.

Per trovare le coperture necessarie il governo starebbe vagliando la revisione del reddito di cittadinanza, con una ipotesi di restrizione tra 6 mesi della platea dei percettori a chi non può lavorare, tagliando invece il sussidio a chi rifiuta anche una sola offerta di lavoro.

Una variazione che porterebbe a recuperare oltre 1 miliardo di euro. Allo studio anche la possibile revisione della tassazione sugli extraprofitti, oggi applicata al 25%, che potrebbe passare ad almeno il 33% recependo le norme Ue in materia.

La green tax per il rinnovo del parco auto dei corrieri

Ma sul provvedimento si starebbe ancora lavorando. Tra i provvedimenti in discussione ci sarebbe anche la cosiddetta ‘green tax’, di cui si parla già da alcune settimane, sulle consegne a domicilio – un settore che movimenta circa 60 miliardi di euro l’anno in Italia – per favorire il rinnovo del parco vetture dei corrieri nel segno della sostenibilità ed aiutare il commercio di prossimità.

Potrebbe rientrare nel testo anche la riattivazione della società Ponte sullo Stretto – partecipata da Anas, Rfi e Regioni Calabria e Sicilia – in liquidazione dal 2013, visto il rinnovato interesse dell’esecutivo per l’infrastruttura.

agi.it




Sondaggio Dire-Tecnè: FdI sfonda il 30%, Meloni piace sempre di più agli italiani

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Prosegue l’ascesa di Fratelli d’Italia. Questa settimana il partito guidato da Giorgia Meloni cresce dello 0,7% raggiungendo quota 30,1%. Il M5S resta secondo, a seguire il Pd. È quanto emerge da ‘Monitor Italia’, il sondaggio Dire-Tecnè realizzato l’18 novembre su un campione di mille persone.

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M5S CONSOLIDA IL SECONDO POSTO, PD ANCORA GIÙ

Nel borsino dei partiti dopo FdI, il partito di Conte è al 17,4% (+0,3% rispetto a settimana scorsa), il Pd scende ancora ed è al 16,4% (-0,5%), la Lega sale all’8,5% (+0,1%), il Terzo Polo stabile al 7,7%, Forza Italia è al 7,2% (+0,2%). Quindi Verdi-Sinistra al 3,4% (-0,1%), Più Europa stabile al 2,5%, Italexit di Paragone all’1.9% (-0,1).

MELONI PIACE AL 58% DEGLI ITALIANI

È sempre più ‘luna di miele’ degli italiani nei confronti di Giorgia Meloni. Questa settimana la fiducia verso la prima donna premier sale al 58% (+1,6% rispetto a sette giorni fa). Gli italiani che non si fidano sono il 34,3% (-0,3%). Non si esprime il 7,7%.

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CRESCE LA FIDUCIA NEL GOVERNO

Sempre in aumento la fiducia degli italiani nel Governo. Questa settimana l’esecutivo a guida Meloni ha l’appoggio del 53,1% degli italiani (+0,7% rispetto a sette giorni fa), nel sondaggio Dire-Tecnè realizzato l’18 novembre su un campione di mille persone. In calo coloro che non hanno fiducia, che sono il 36,5%. Non si esprime il 10,4%.

ag DIRE – www.dire.it




Governo: una manovra da 30 miliardi

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195458394 6a835bca f5ce 4653 963d 6336a7563be8Prende forma il testo della manovra economica, la prima del governo di Giorgia Meloni, atteso lunedì in Consiglio dei ministri. Rientrerà nel documento anche l’ampliamento a 5 mila euro del tetto al contante, inizialmente incluso nelle prime bozze del Dl Aiuti quater e poi espunto. Non sussisterebbero, infatti, ragioni di urgenza tali da giustificare il ricorso all’inserimento all’interno di un decreto legge. Tra le fonti di finanziamento, a quanto filtra, potrebbe essere presente la volountary disclosure di capitali ora all’estero.

Si fa strada anche l’ipotesi di una riattivazione, sempre tramite la legge di bilancio, della società Ponte sullo Stretto Srl, in liquidazione dal 2013, visto il rinnovato interesse dell’esecutivo nei confronti dell’infrastruttura. Tornato dal G20 di Bali, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si è messo subito al lavoro assieme agli uffici del Mef per la stesura del testo.

Il cuore del provvedimento sono gli aiuti in favore di famiglie ed imprese per far fronte al caro bollette, finanziati con uno scostamento di bilancio da 21 miliardi di euro. A cui si aggiungono i 9,1 miliardi già stanziati sempre per mitigare il caro energia tramite il Dl Aiuti quater. Ora si lavora per reperire i fondi necessari a finanziare le misure allo studio.

Nella normale interlocuzione prima del varo di un decreto, il Colle ha notato che costituzionalmente era preferibile inserire la norma sul contante in manovra. Visto che l’entrata in vigore era prevista il 1 gennaio 2023 da palazzo Chigi si è convenuto su questa forma che non modifica la sostanza. La modifica al tetto sul contante, infatti, sarebbe scattata comunque dall’inizio del prossimo anno in sostituzione della precedente norma contenuta nel milleproroghe che ne prevedeva invece la riduzione a mille euro. Con l’inserimento del provvedimento in manovra, dunque, non cambiano gli effetti pratici.

Nel provvedimento sono attese misure su pensioni, con quota 41 come idea di partenza, riduzione del cuneo fiscale nella parte relativa ai lavoratori, e ampliamento della flat tax, con la possibile estensione fino ad 85mila euro per i redditi autonomi e la revisione di quella incrementale. E poi anche una revisione del reddito di cittadinanza, con possibili criteri più stringenti e un decalage per chi rifiuta una proposta di lavoro, da cui ricavare fino a un miliardo di euro.

Potrebbe trovare spazio anche la revisione della norma sugli extraprofitti, con il vice ministro Maurizio Leo che nei giorni scorsi ha specificato come la misura attualmente in vigore prevede una tassazione del 25%, mentre il regolamento europeo di riferimento parla di almeno il 33%. Il Mef fa sapere che, in ogni caso, nella manovra non troverà invece posto alcun condono di carattere penale. E che le misure della manovra sono al momento in fase di valutazione politica.

Il testo del documento potrebbe includere anche la revoca dello stato di liquidazione della società Stretto di Messina Spa. L’azienda, partecipata da Rfi, Anas, Regione Calabria e Regione Sicilia, negli anni si è occupata di progettazione e studi di fattibilità dell’opera ed è stata posta in liquidazione da Palazzo Chigi ad aprile 2013.

Ora potrebbe arrivare il ripristino della società, visto il rinnovato interesse del governo nei confronti dell’opera, con il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, tra i principali sponsor del dossier. “In manovra daremo dei primi segnali, dei primi punti fermi: innalzamento soglia della flat tax, l’avvio di quota 41, una rinnovata tregua fiscale, una revisione dovuta e obbligatoria del reddito di cittadinanza”, spiega Salvini.

“Troveremo di sicuro un aiuto importantissimo alle imprese e alle famiglie per cercare di dare un po’ di sollievo, visto il momento di estrema difficoltà. Si cercheranno le risorse necessarie per tamponare una situazione economica che mette in difficoltà tutto il Paese”, commenta Giuseppe Mangialavori, deputato di Forza Italia e presidente della commissione Bilancio della Camera.

agi.it