Meloni: “Stiamo mantenendo le promesse”

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202710120 56ce891b 3d3d 48bc b8b4 a192ea4c1c5c“Avevamo promesso agli italiani che, una volta al Governo, ci saremmo dedicati con serietà e determinazione all’emergenza energetica ed è esattamente quello che stiamo facendo, dimostrando che anche in Italia se si vuole è possibile fare quello che serve per il bene dei cittadini”. Lo scrive sui social Giorgia Meloni, che haconvocato i sindacati per mercoledì.”Il Governo ha giurato il 22 ottobre e in meno di due settimane ha raggiunto due obiettivi importanti scrive Meloni – liberare oltre 30 miliardi di euro (9,1 miliardi per il 2022 e 21 miliardi per il 2023) per mettere in sicurezza famiglie e imprese dal caro bollette e compiere il primo passo sul fronte della sicurezza energetica nazionale. Concentreremo le risorse a disposizione per aiutare gli italiani a far fronte all’aumento del costo dell’energia, senza disperdere risorse in bonus inutili”, aggiunge.

“Non solo – prosegue Meloni – il Governo ha approvato un provvedimento per implementare la produzione di gas nazionale, a patto che venga destinato a prezzi accessibili alle aziende energivore italiane. Mettiamo così in sicurezza il tessuto produttivo e ci rendiamo più indipendenti dalle importazioni di gas. Contestualmente, abbiamo ribadito il nostro impegno in Europa per arrivare ad un corridoio dinamico dei prezzi del gas per limitare la volatilità dei prezzi e mettere in sicurezza le nostre industrie”.
“Avevamo promesso agli italiani che, una volta al Governo, ci saremmo dedicati con serietà e determinazione all’emergenza energetica ed è esattamente quello che stiamo facendo, dimostrando che anche in Italia se si vuole è possibile fare quello che serve per il bene dei cittadini”, conclude.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nella premessa alla Nadef scrive: “L’andamento dei prezzi energetici e il loro impatto su imprese e famiglie saranno monitorati su base continuativa nei primi mesi del 2023. Al più tardi in occasione della predisposizione del prossimo Def, si valuterà se sussista l’esigenza di ulteriori interventi di calmierazione delle bollette e di aiuti a imprese e famiglie, e si definiranno le modalità di finanziamento di tali interventi”.

La Nota di aggiornamento del Def, pubblicata sul sito del ministero dell’Economia e approvata venerdì dal Cdm, destina per il 2023 circa 21 miliardi di euro alle misure di contrasto all’aumento dei costi energetici, da cui deriva anche l’impennata dell’inflazione. A queste risorse si aggiungono circa 9 miliardi derivanti dal cosiddetto extragettito del 2022.

La crescita

La previsione di crescita del Pil nello scenario tendenziale a legislazione vigente è stata rivista al rialzo per il 2022, dal 3,3 per cento al 3,7 per cento, mentre quella per il 2023 è stata ridotta dallo 0,6 per cento allo 0,3 per cento. Le previsioni per i due anni successivi sono invece rimaste invariate, all’1,8 per cento e all’1,5 per cento.

Il deficit

Le nuove stime del deficit tendenziale confermano quelle della Nadef di settembre relativamente al 2022 e al 2023, in cui l’indebitamento netto è previsto pari, rispettivamente, al 5,1 per cento e al 3,4 per cento del Pil. Vengono invece riviste lievemente al rialzo le previsioni di deficit per il 2024, dal 3,5 al 3,6 per cento del Pil, e per il 2025, dal 3,2 al 3,3 per cento.

Il debito

Nel 2023 e 2024, il debito lordo della Pa nello scenario programmatico è atteso collocarsi rispettivamente al 144,6 per cento e al 142,3 per cento del Pil, mentre nell’anno finale della proiezione, il 2025, è atteso collocarsi al 141,2 per cento, leggermente al di sotto dell’obiettivo del 141,4 per cento del Def. Nel 2022 il debito scende al 145,7 per cento da 150,3 per cento del 2021.
Nel 2022 la pressione fiscale a legislazione vigente salirà al 43,8 per cento del Pil, un livello inferiore di 0,1 punti percentuali rispetto alla previsione di settembre. Dal 2023 al 2025 è atteso un calo medio di circa 0,4 punti di Pil all’anno, fino a raggiungere il 42,5 per cento del Pil a fine periodo.

Disoccupazione

La previsione del tasso di disoccupazione viene rivista lievemente al ribasso rispetto alla Nadef di settembre nel 2022 (8,1 per cento, -0,1 punti percentuali) e viene confermata all’8,0 per cento nel 2023, al 7,7 per cento nel 2024 e al 7,5 per cento nel 2025.

Spending review

In vista della predisposizione della prossima legge di bilancio, il governo ha inoltre approvato la Relazione al Parlamento per richiedere l’autorizzazione allo scostamento di bilancio, dove sono fissati gli obiettivi del deficit al 4,5% nel 2023, 3,7% nel 2024 e 3% nel 2025 e in cui si dà conto dell’extra gettito di 9,1 miliardi per il 2022. Nel Cdm è stato anche dato il via libera a una spending review ministeriale che consentirà di realizzare un risparmio di spesa pari a 800 milioni nel 2023, 1,2 miliardi nel 2024 e 1,5 miliardi nel 2025.

agi.it




4 novembre, Mattarella: pace è valore da coltivare e preservare

mattarella depone corona al milite ignoto

mattarella depone corona al milite ignoto

La cerimonia per la festa delle Forze armate si è chiusa con l’inno di Mameli.

Poi accompagnato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lasciato piazza Venezia in macchina, per raggiungere Bari dove continueranno le celebrazioni della giornata dell’Unità nazionale e la festa delle Forze Armate.

In precedenza, dopo l’inno di Mameli, il presidente della Repubblica aveva ricevuto dai corazzieri la corona d’alloro e sotto le note della Leggenda del Piave era salito a deporla davanti al sacello del Milite ignoto, all’Altare della patria.Presenti alla cerimonia la premier Meloni e i presidenti di Senato e Camera La Russa e Fontana, e il ministro della Difesa Crosetto.
“Celebriamo oggi il Giorno dell’Unità Nazionale e, in questa giornata, rendiamo onore alle Forze Armate che, con la loro dedizione e il loro contributo, hanno consentito all’Italia di divenire uno Stato unito, libero e democratico”. Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio al ministro della Difesa Crosetto.

“La pace è un valore da coltivare e preservare e, più che mai, l’odierna aggressione scatenata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina, ci chiama alla responsabilità di testimoniare concretamente le nostre convinzioni, sottolineando la necessità di presidiare, con i nostri alleati, i principi su cui si fonda la cooperazione internazionale”. Scrive il presidente della Repubblica.

“E’ un momento che unisce e un momento che ci unisce a tutte le persone che per difenderci e per la nostra credibilità, si sono sacrificate”. Così la premier Giorgia Meloni parlando ai cronisti del valore della festa delle Forze armate al termine della cerimonia.

“Oggi si conclude fisicamente un viaggio, ma quello che deve proseguire è il viaggio ideale, che ci ricorda il sacrificio che hanno fatto molti uomini e ci deve impegnare nei nostri sforzi quotidiani nel servirlo come hanno fatto queste persone, anche ignoti, persone su cui si fonda la nostra democrazia e libertà. Non c’è onore più grande di servire un Paese”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, alla cerimonia alla stazione Termini che ricorda l’anniversario dell’arrivo a Roma, nel 1921, del treno partito da Aquileia su cui era posta la salma del Milite Ignoto.

Il capo dello Stato al Sacrario militare dei Caduti di Oltremare di Bari – “Ci siamo abituati alla pace. L’Europa unita è stata per 70 anni l’antidoto più forte a egoismi e nazionalismi. Diverse generazioni sono nate e cresciute in un Continente che sembrava aver cancellato non soltanto la parola guerra ma talvolta persino la sua memoria. Poi improvvisamente la guerra – la tragedia della guerra – è riapparsa nel nostro Continente. E’ accaduto a causa della sciagurata e inaccettabile aggressione che la Russia ha scatenato contro l’Ucraina e il suo popolo. Dalla fine di febbraio si combatte, si muore nel cuore d’ Europa”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella parlando a Bari in occasione del 4 novembre.

“I punti fermi della nostra bussola restano la vocazione europeista e il solido legame transatlantico. Quanto sta accadendo nella nostra Europa parla alla responsabilità degli uomini delle istituzioni. Ci dice che la pace si costruisce ogni giorno. Prima di tutto nella coscienza delle nuove generazioni, nel cuore di quel popolo che si sente europeo, accomunato dalla medesima concezione di libertà, di diritti, che ripudia l’idea stessa di guerra. Come dice la nostra Costituzione, che indica anche la via e gli strumenti che rendano concretamente possibile questa scelta”.

ansa.it




La Meloni punta a una Europa confederale

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“Non faccia Bruxelles quello che può fare meglio Roma, non agisca Roma lì dove, da soli, non si è competitivi” ha affermato la premier.

Abbiamo avuto – prosegue – un’Europa invasiva nelle piccole cose e assente nelle grandi materie. Non converrebbe lasciare agli Stati nazionali il dibattito sul diametro delle vongole e occuparsi invece a livello comunitario dell’approvvigionamento energetico?”.

Quanto alla politica estera europea, secondo Meloni “non esiste”, “sulla Libia siamo andati in ordine sparso e la stessa cosa è accaduta sulla crisi ucraina. Poi, invece, vediamo che l’Europa deve occuparsi di gender…”.




Fabriano. Dona il fegato a 97 anni. È la donatrice più anziana d’Italia

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immagine singola per sito 5All’ospedale ‘Profili’ di Fabriano è stato effettuato il prelievo di un fegato da una donna deceduta sabato scorso a 97 anni, 6 mesi e 29 giorni in seguito a emorragia cerebrale: si tratta della donatrice di organi più anziana mai registrata in Italia. Nel 2019 a Firenze, nel 2018 a Grosseto, nel 2008 a Ravenna e nel 2003 a Savona erano già stati prelevati organi a donatori con 97 anni compiuti ma nessuno longevo come la donatrice di Fabriano. Nel 2021 l’età media dei donatori utilizzati è stata di 60,4 anni, nel 2002 era di 52 anni. Complessivamente il 46,8% dei prelievi di organi dello scorso anno è stato effettuato su persone decedute oltre i 65 anni, e il 13,6% dei donatori aveva più di 80 anni.

“L’età media dei donatori sta salendo per via dell’aumento dell’aspettativa di vita ma soprattutto grazie a una sempre maggiore capacità della rete trapiantologica di utilizzare con successo organi anziani, mantenendo standard qualitativi e di sicurezza molto elevati anche in questo tipo di trapianti- commenta il direttore del Centro nazionale trapianti Massimo Cardillo- In particolare, il fegato può mantenere una funzionalità ottimale anche in età molto avanzata e questo consente prelievi anche da persone ultranovantenni. In questo caso il merito va al Centro regionale trapianti delle Marche e al coordinamento dell’ospedale di Fabriano per aver portato a termine la donazione, naturalmente grazie al consenso dei familiari della donatrice, che ringraziamo per la loro generosità”.

Purtroppo spesso le persone più anziane sono erroneamente convinte di non poter donare gli organi per ragioni anagrafiche e per questo, al momento del rinnovo della carta d’identità, si astengono o registrano un’opposizione al prelievo: nel 2021 il tasso di opposizione tra gli ultraottantenni si è attestato al 61,7% contro il 31,1% della popolazione generale. “Il caso di Fabriano- conclude Cardillo- è la testimonianza che tutti possono dare il consenso alla donazione degli organi, a prescindere dalla propria età: è importante informare correttamente le persone più anziane, perché anche il loro sì può consentire di salvare la vita di un paziente in attesa di trapianto”.

ag Dire – www.dire.it




Cosenza: la terra trema

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221304399 84ddbeec 2e4b 426e 8cd2 bbfdfaf10b0eUn terremoto di magnitudo  5.1 è stato è avvenuto lungo la costa calabrese nord occidentale, nella provincia di Cosenza. Lo riporta l’Ingv, Istituto di nazionale di geofisica e vulcanologia.

Il terremoto è stato localizzato dalla Sala sismica dell’Ingv di Roma a una profondità di 286 km.

Al momento “nessuna richiesta di soccorso o segnalazione di danni” alle sale operative dei Vigili del fuoco per la scossa di magnitudo 5.1 avvertita al largo della costa calabra nord occidentale.

L’epicentro è stato localizzato in mare in prossimità di Arcella, Praia a Mare, Scalea e Tortora.

Il sisma è stato avvertito anche a Reggio Calabria, Cosenza e Vibo Valentia.

agi.it




Ecco gli 8 viceministri e i 31 sottosegretari (13 sono donne)

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165302513 cbab2769 9391 49a0 bcc7 f979240baed2Il Governo Meloni avrà 8 viceministri (2 donne) e 31 sottosegretari (11 donne). Il Governo Draghi aveva 6 viceministri (4 donne) e 35 sottosegretari (15 donne). I viceministri verranno nominati nel prossimo Consiglio dei Ministri di venerdì 4 novembre. Nello stesso Cdm verranno varati i decreti legge per le nuove deleghe ad alcuni discasteri (ad esempio Made in Italy e Istruzione-Merito).

Gli 8 viceministri sono:

  • Edmondo Cirielli (Esteri);
  • Francesco Paolo Sisto (Giustizia);
  • Maurizio Leo (Economia);
  • Valentino Valentini (Mise);
  • Vannia Gava (Mite);
  • Edoardo Rixi (Mims)
  • Galeazzo Bignami (Mims);
  • Maria Teresa Bellucci (Lavoro).

I 31 sottosegretari sono:

  • Esteri: Giorgio Silli e Maria Tripodi
  • Interno: Emanuele Prisco, Wanda Ferro e Nicola Molteni
  • Giustizia: Andrea Delmastro, Andrea Delle Vedove e Andrea Ostellari
  • Difesa: Isabella Rauti e Matteo Perego
  • Economia: Lucia Albano, Federico Freni e Sandra Savino
  • Mise: Fausta Bergamotto e Massimo Bitonci
  • Mite: Claudio Barbaro
  • Agricoltura: Patrizio La Pietra e Luigi D’Eramo
  • Infrastrutture e trasporti: Tullio Ferrante
  • Lavoro e politiche sociali: Claudio Durigon
  • Istruzione: Paola Frassinetti
  • Università e ricerca: Augusta Montaruli
  • Cultura: Gianmarco Mazzi, Lucia Borgonzoni e Vittorio Sgarbi
  • Salute: Marcello Gemmato.
  • Rapporti con il Parlamento: Giuseppina Castiello e Matilde Siracusano

Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio:

  • Alessio Butti (Innovazione)
  • Giovanbattista Fazzolari (Attuazione del programma)
  • Alberto Barachini (Editoria)
  • Alessandro Morelli (Cipe)

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Governo: la corsa ai viceministeri

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193730203 bb656522 5cc2 40ff bd84 112beece5ef1La settimana scorsa la prima riunione del Consiglio dei ministri è servita per lanciare l’invito alla compattezza, lunedì in attesa dell’aggiornamento della Nadef e delle misure per ‘arginare’ il caro bollette e la speculazione – “è una priorità, non c’è tempo da perdere”, ribadisce il presidente del Consiglio, Meloni – servirà per distribuire le deleghe tra i ministri e completare la squadra.

La lista dei viceministri e dei sottosegretari potrebbe creare fibrillazioni all’interno dei partiti della maggioranza dove in tanti hanno l’aspettativa di entrare al governo. L’ultimo caso è in Forza Italia: una buona parte del partito azzurro ‘difende’ la posizione del deputato Mangialavori che però potrebbe rimanere fuori dall’elenco, così come l’altro azzurro Cappellacci.

Dovrebbero essere tre i viceministri forzisti: Sisto alla Giustizia, Barelli agli Interni e Valentini al Mise. Per gli altri nomi spettanti a FI alla fine potrebbero spuntarla, oltre a Perego (alla Difesa) e Casasco (Mef), le azzurre Siracusano, Savino e Bergamini. Barachini dovrebbe avere la delega all’Editoria.

Anche nella Lega sono in tanti a essere ‘iscritti’ alla corsa: sicuri di un posto Rixi (viceministro alle Infrastrutture) e Molteni (agli Interni). In ballo per un ruolo Freni (Mef o Mise), Durigon (Lavoro), Gava (Transizione energetica), Ostellari o Morrone (Giustizia), Borgonzoni (Cultura). Possibili Sasso (Istruzione) e Bitonci.

Mentre per Fdi si fanno i nomi, tra gli altri, di Ferro (Mezzogiorno), Frassinetti (Istruzione), Delmastro (Giustizia), Gemmato (Salute), Bignami (Mise). Cirielli dovrebbe diventare vicemistro agli Esteri e Leo al Mef.

Ma lunedì il Cdm avrà all’ordine del giorno anche altri provvedimenti che segneranno una discontinuità con il precedente esecutivo, dal Covid alla giustizia. Inoltre il ministro dell’Interon Piantedosi porterà in Cdm, per un primo esame, una serie di misure normative per dare “nuovi e più efficaci strumenti di prevenzione e intervento” rispetto a casi come quello del rave party nel Modenese.

Discontinuità del governo rispetto all’esecutivo Draghi innanzitutto sulla gestione Covid: dovrebbe arrivare l’abolizione dell’obbligo della mascherina per chi entra nelle strutture sanitarie, ci sarà la reintegrazione per il personale no vax e il rinvio delle multe al 30 giugno.

Sul fronte della giustizia arriverà un decreto legge per mantenere il cosiddetto ‘ergastolo ostativo’, secondo il presidente del Consiglio (ne ha parlato anche durante l’intervento alle Camere) “uno strumento essenziale” nel contrasto alla criminalità organizzata.

Ci sarà una stretta sui benefici penitenziari per chi non collabora e il rinvio al 30 dicembre 2022 dell’entrata in vigore di alcune disposizioni della riforma Cartabia. Le misure sono in preparazione, con uno sguardo in avanti.

Si punta soprattutto a reperire le risorse per varare le misure contro l’inflazione e il caro energia e per preparare la nuova legge di bilancio. Meloni in settimana sarà impegnata nel suo primo viaggio fuori dall’Italia: a Bruxelles incontrerà Metsola (“Per il momento sono arrivati segnali incoraggianti”, con il premier parleremo anche d’immigrazione, non deve tornare l’Europa della non solidarietà, ha detto il presidente del parlamento Europeo) Michel.

L’Europa attende la conferma dell’impegno dell’esecutivo nel sostegno all’Ucraina. L’opposizione ha attaccato Berlusconi che nel nuovo libro di Bruno Vespa è tornato a definire Putin come uomo di pace, sottolineando che Zelensky potrebbe sedersi al tavolo delle trattative qualora non arrivassero più armi a Kiev ma tanti miliardi per la ricostruzione.

Una posizione che ha alimentato gli affondi di Pd e Azione e irritato, riferiscono fonti parlamentari, di nuovo il governo e anche quella parte di FI che considera sbagliato differenziarsi, soprattutto ora che il nuovo ministro degli Esteri è un esponente forzista.

Tajani interverrà in tv per ribadire la linea dell’esecutivo. Berlusconi ha premesso che “in questa situazione noi non possiamo che essere con l’Occidente nella difesa dei diritti di un Paese libero e democratico come l’Ucraina”.

Il Cavaliere non ha nascosto la delusione per la mancata sponda del presidente del Consiglio Meloni su un nome di FI al dicastero della Giustizia ma ha assicurato il sostegno al premier, “è brava”. L’ex presidente della Camera e fondatore di An, Fini, in tv dalla Annunziata ha rimarcato come di sicuro ci saranno fibrillazioni, “Berlusconi ha perso lo scettro ma non è un irresponsabile”, mentre Salvini (che ha annunciato il vertice con i governatori Schifani e Occhiuto sul ponte dello Stretto) “è inquieto” perché “ha perso voti e ora alza le bandiere”. Da qui l’invito a Meloni affinchè “sia paziente” e tenga uniti gli alleati.

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Ponte sullo stretto, Salvini convoca i Governatori

salvini ponte stretto

salvini ponte strettoIl vicepremier e ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Matteo Salvini, ha contattato i governatori Roberto Occhiuto e Renato Schifani: si sono accordati per organizzare un incontro al dicastero di Porta Pia per fare il punto della situazione con particolare riferimento al progetto del Ponte sullo Stretto tra Calabria e Sicilia. Lo comunicano fonti vicine a Salvini.




Italia. È tornata l’ora solare

torna ora solare,notte tra sabato e domenica un'ora indietro

torna ora solare,notte tra sabato e domenica un'ora indietro

L’ora legale in sette mesi ha fatto risparmiare 190 milioni di euro alle bollette degli italiani.

Non solo: grazie al minor consumo di energia, si è evitata l’emissione di 200mila tonnellate di CO2.

Lo rivela Terna, la società pubblica della rete elettrica.

Domenica 30 alle tre di notte l’ora legale se n’è andata ed è tornata quella solare. Ma c’è già chi vuole che resti tutto l’anno: la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Consumerismo No Profit hanno raccolto 256.000 firme per questo. Sostengono che, con questi prezzi dell’energia, nel 2023 si risparmierebbe due miliardi e mezzo di euro. Per questo chiedono alla premier Meloni di prolungare l’ora solare almeno per un mese, a titolo sperimentale.

Nei 7 mesi di ora legale, secondo Terna il sistema elettrico italiano ha risparmiato circa 190 milioni di euro perché dal 27 marzo ha beneficiato di minori consumi per 420 milioni di kwh, pari al valore di fabbisogno medio annuo di circa 150 mila famiglie. Questo ha consentito una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, pari a 200mila tonnellate. Dal 2004 al 2022, secondo Terna il minor consumo di energia elettrica per l’Italia dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 10,9 miliardi di kWh e ha comportato un risparmio per i cittadini di circa 2 miliardi di euro.

Per questa ragione, la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Consumerismo No Profit in poche settimane hanno raccolto 265.000 firme a una petizione per il mantenimento dell’ora legale. “Siamo oramai a numeri da proposte di Referendum Popolare – spiegano il presidente Sima, Alessandro Miani, e il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele – A questo punto non escludiamo di percorrere formalmente questa strada, dato che è stata appena varata la piattaforma digitale per la sottoscrizione dei Referendum abrogativi”.

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Governo concentrato sulla manovra e la nomina dei Sottosegretari

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215416671 a3eda6d7 50bf 47ab 88bc eb55ca3a4a5eIl governo stringe sulla partita dei viceministri e dei sottosegretari e inizia a preparare la legge di bilancio. L’input del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è fare presto. “Oggi inizia ufficialmente la nostra sfida per risollevare l’Italia, per ridare speranza e certezze a milioni di cittadini”, ha scritto sui social.

Sulla prima partita la novità è che Forza Italia potrebbe spuntarla ottenendo tre vicepremier (Barelli, Valentini e Sisto) ma la fumata bianca ancora non c’è; sulla seconda è stato avviato il lavoro che potrebbe mettere sul tavolo almeno 14-15 miliardi (ma si punta a 20) da reperire, oltre che dal ‘tesoretto’ lasciato in eredità dal governo e da altri margini nelle pieghe del bilancio, anche dalla riscrittura della norma sugli extra-profitti che potrebbe portare a dieci miliardi in più.

Altra novità il ‘compromesso’ sull’aumento del tetto ai contanti: potrebbe essere 5mila (ma ci sarebbe anche l’ipotesi 3mila) l”asticella’ da inserire. Il primo passo sarà la comparazione con gli altri Paesi europei.

È un tema che è sempre più oggetto del confronto interno alla maggioranza, con l’incontro tra FI e Fdi negli uffici della Camera. L’accordo non è stato ancora chiuso in vista del Consiglio dei ministri di lunedì. Il partito azzurro ha chiesto un maggior peso e deve trovare la quadra sui nomi da inserire nell’esecutivo.

Se n’è parlato anche mercoledì sera – Berlusconi e Tajani si sono visti per un lasso di tempo a parte – nella cena che c’è stata ieri a villa Grande, alla presenza dei ministri e di Gianni Letta. Quest’ultimo ha approvato il via libera “convinto” di FI sul governo, con il Cavaliere che su un bloc notes ha appuntato le priorità dalle quali l’esecutivo dovrebbe partire: riforma del fisco e della giustizia, lavoro a tempo indeterminato per i giovani. S

Sulle prime mosse da compiere il presidente del Consiglio Meloni è al lavoro con i suoi ministri. Oggi ha visto il responsabile del Mef Giorgetti che avrebbe fatto un resoconto sui conti pubblici, il futuro viceministro Leo e il ministro per gli Affari europei Fitto. In serata il ministro per i Rapporti con il Parlamento Ciriani e il ministro per l’Agricoltura e la sovranità alimentare Lollobrigida.

Sul tavolo dunque la prossima legge di bilancio e i provvedimenti da portare in Consiglio dei ministri la prossima settimana. Le priorità sono il caro bollette e il tema dell’energia che potrebbe essere affrontato in un altro incontro in programma domani. L’obiettivo è stringere i tempi, anche riguardo alle modifiche del Pnrr. Arriverà un primo segnale con l’estensione della flat tax per le partite Iva dagli attuali 65 mila euro a 85 mila euro di fatturato. Possibile che ci sia un intervento sulla pace fiscale e sulla burocrazia per far partire i lavori pubblici.

Si punta in ogni caso a dare un sostegno alle imprese. Aiuti che non dovrebbero essere a pioggia ma che potrebbero agevolare “chi ha intenzione di fare”, come ha spiegato il presidente del Consiglio ieri nel suo intervento al Senato. Le prime misure, tra cui quella sulla proroga sugli sconti sul carburante, entreranno nel dl aiuti Ter, con il rinvio pure delle multe Covid a giugno.

Il premier lavora anche all’agenda internazionale. Meloni ha sentito al telefono il segretario generale della Nato, Stoltenberg, sta preparando il dossier sul G7 e sul G20, potrebbe partecipare alla riunione della Cop27 in Egitto (ci saranno il Cancelliere Scholz, il presidente francese Macron e, anche se per poco tempo, il presidente americano Biden).  In definizione anche l’incontro con il presidente della Commissione Ue von der Leyen.

Ma prima di rendere operativo il prossimo esecutivo va chiuso il dossier sui viceministri e sui sottosegretari: viceministri per i forzisti dovrebbero essere Sisto alla Giustizia, Barelli all’Interno e Valentini al Mise. A Forza Italia toccheranno sei sottosegretari: Casasco (Mef), possibili l’ex vicepresidente della Camera Mandelli (alla Salute) e l’ex deputato Perego (alla Difesa).

Gli altri nomi in ballo sono Bergamini, Mangialavori, Siracusano, secondo i ‘desiderata’ del Cavaliere. Nella partita c’è anche l’azzurro Battistoni. In ogni caso non si escludono novità delle ultime ore. Per quanto riguarda il partito di via Bellerio il leghista Rixi sarà viceministro al ministero delle Infrastrutture. L’altro viceministro potrebbe essere Gava (Transizione ecologica).

Nella Lega in corsa anche Durigon (Lavoro) Bergonzoni (Cultura), Molteni (Interni), Morrone o Ostellari (Giustizia). In ballo nella partita anche gli ‘ex lumbard’ Bitonci, Centemero e Morelli. L’unico posto per Noi moderati se lo ‘giocano’ Colucci e l’ex sottosegretario alla Salute Costa.

Per Fdi, invece, oltre a Leo al dicastero di via XX settembre e Cirielli al dicastero degli Esteri, si fanno i nomi per un posto da sottosegretario di Delmastro (Giustizia) Frassinetti (Istruzione) e Gemmato (Salute).

I margini per la legge di bilancio, dunque, – sarebbe emerso anche durante gli incontri a palazzo Chigi – restano stretti. Il ministro Giorgetti avrebbe fatto un resoconto della situazione, cosi’ come il prossimo viceministro al Mef Leo per la parte legata al fisco.

Nelle successive riunioni si comincerà a stringere, con il presidente del Consiglio Meloni che ha chiesto di accelerare e di far sì che da ogni esponente dell’esecutivo arrivino contributi per le misure da mettere in campo. Con le risorse limitate – ha sottolineato ieri – “occorre scegliere”.

Del resto il Capo del governo proprio al Senato ha parlato di ‘operazione verità’. Intanto la squadra del governo stringe pure sul completamento di chi lavorerà ai vari ministeri. Il nuovo segretario generale di palazzo Chigi sarà Deodato. Il capo di gabinetto di Meloni dovrebbe essere Caputi. Quadri potrebbe arrivare al Dipartimento affari giuridici e legislativi.

Il rappresentante permanente alla Nato Talò sarà consigliere diplomatico. Varone potrebbe essere capo gabinetto al Mef, Eichberg al Mise, Panucci al ministero dell’Università, l’ex deputata azzurra Bartolozzi alla Giustizia, Alesse al ministero del Sud, Tucciarelli al dicastero degli Affari regionali, Fiorentino alla P.a, Scino al Mite, Panebianco allo Sport, il costituzionalista Celotto alle Riforme, Pinelli al ministero della Salute, Nori a quello del Lavoro.

Storto sarà il capo di gabinetto al dicastero delle Infrastrutture, con il vicepremier Salvini che potrebbe avvalersi dell’apporto anche di Nunziata. Al ministero di via XX settembre capo dell’ufficio legislativo dovrebbe essere Daria Perrotta.

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