“‘O pà ‘o pà”, il mendicante cui tutta Napoli voleva bene

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namedUn altro simbolo, anzi quasi un’icona popolare di Napoli è venuta a mancare circa un paio di mesi fa, il mendicante più famoso di Napoli, da tutti conosciuto come “’o pà ‘o pà’”, un uomo buono, educatissimo, mai invadente, soleva chiedere una moneta, lo diceva una volta sola, ringraziava sempre con lo sguardo e scappava via.

Un mistero quanti chilometri facesse al giorno, quasi costantemente nel centro storico e nella zona universitaria, un personaggio che era entrato a far parte delle vicende sia storiche che giornaliere, al punto da essere menzionato nel panorama letterario e cinematografico napoletano.

Si  chiamava Umberto Consiglio ma da tutti era conosciuto solo con l’appellativo “o pa’ o pa’”, le uniche parole che ripeteva incessantemente e che noi tutti gli abbiamo mai sentito pronunciare. Aveva 88 anni e i funerali si sono tenuti a Piazza Trieste e Trento nella chiesa di San Ferdinando.

unnamedLa notizia, diffusasi rapidamente in tutta la città, non ha mancato di suscitare commenti sia commossi che nostalgici, anche perché non credo esista nessuno che non si sia imbattuto in lui almeno una volta, facendosi ricordare soprattutto per la sua famosa cantilena con cui chiedeva un’offerta ai passanti, verosimilmente un’abbreviazione del termine pane. Otre che per la sua caratteristica camminata, ondulante ma rapida, lo si poteva trovare dappertutto, tanto che si vociferava che avesse il dono dell’ubiquità e che quindi si potesse trovare in più posti contemporaneamente.  Chiunque, infatti, trovandosi a passeggiare per le strade della città si sarà sicuramente imbattuto in lui almeno un volta.  Oltre alla sorella e ai nipoti, Umberto, ‘o pa’o pa’, mancherà  a molti perché era un mendicante che ormai si era fuso con l’atmosfera dei quartieri che era solito attraversare e, soprattutto, si faceva voler bene da tutti, da Chiaia ai quartieri spagnoli, dai Tribunali a Mezzocannone.

Quello che spesso viene indicato, nominato come il presepe vivente napoletano, perde un’altra delle sue figure di strada conosciuta da chiunque abbia frequentato il centro storico partenopeo dagli anni ‘70 in poi.

Ci ha lasciati così, senza rumore, unitamente a un’altra icona napoletana, Valeria delle sigarette, nota anche come Giannina, anche lei una figura fissa del centro storico e della vita notturna soprattutto di Piazza Bellini che ispirò Pino Daniele per lo splendido brano ‘’Chillo è nu buono guaglione’’.




Razzo cinese 2022, “escluso impatto su Italia”

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razzo cinese cina 5maggio fg ipaIl razzo cinese non cadrà sull’Italia. “E’ possibile escludere la caduta di uno o più frammenti del detrito spaziale sul nostro territorio” assicura il Dipartimento della Protezione civile in una nota sulla base “degli ultimi dati forniti dalla Agenzia Spaziale Italiana (Asi) al tavolo tecnico”.

“Ai lavori del tavolo tecnico, attivo dalla mattina del 28 luglio, hanno costantemente preso parte, oltre all’Asi, un membro dell’ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresentati del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Centro Space Situational Awareness dell’Aeronautica, della Difesa – Covi e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione di Protezione civile della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome”. Il Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio ha pertanto dichiarato concluse le attività operative, chiudendo il Comitato Operativo che era attivo in stretta reperibilità e ringraziando tutte le componenti del Sistema Nazionale di Protezione Civile, i partecipanti al tavolo tecnico e le regioni direttamente interessate per l’impegno e l’attenzione profusi in questi giorni. Il Dipartimento della Protezione Civile – conclude la nota – continuerà a seguire attraverso la Sala Situazione Italia, in stretto raccordo con l’Agenzia Spaziale Italiana, il rientro incontrollato del lanciatore spaziale cinese sulla Terra fino alla conclusione dell’evento”.

adnkronos.com




Il Comune più piccolo d’Italia diventa primatista di ricariche elettriche

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downloadMorterone, il Comune più piccolo d’Italia, diventerà primatista europeo per numero di colonnine di ricarica elettrica per bici, moto e auto. “Avremo 42 nuovi punti di ricarica e-bikes in corrente continua, e 20 in corrente alternata per 13 chilometri quadrati di territorio dopo che ci siamo aggiudicati un bando promosso dalla Regione Lombardia” spiega all’AGI Andrea Grassi, assessore alla rigenerazione urbana del Partito Gay Lgbt+. Entro la prossima estate, aggiunge, “diventeremo il Comune d’Europa con la più alta concentrazione di questo tipo di stazioni con la collaborazione della Fondazione Ev-Now!”. A ciò si aggiunge lo chalet informativo del paese che si trova alle pendici del Resegone, in provincia di Lecco, alimentato solo da energia fotovoltaica.   “I temi ambientalisti – considera Grassi – sono al primo posto, vogliamo salvaguardare le nostre montagne e il territorio incentivando a venire qui con mezzi ‘ricaricabili’”. Nei mesi scorsi, l’inedita maggioranza composta dal Partito Gay Lgbt+ e dal centrodestra di cui è esponente il sindaco Dario Pesenti aveva deliberato un provvedimento che prevede multe per chi compia discriminazioni di genere nel paesino di 31 abitanti.

agi.it




Quando ‘o panaro napoletano diventa anche solidale (VIDEO)

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cattu’Marì, acala ‘o panaro’’, un’espressione tipica che ancora oggi capita di ascoltare nei vicoli del centro storico di Napoli. Il termine panaro deriva dal latino “panarum” con cui si indicava un cesto nel quale riporre il pane, il paniere in italiano. E a un certo punto è come se vedessi la scena, incredibile e inaspettata. Si sente prima un fischio prolungato, poi un altro, come una sorta di risposta, proveniente dall’alto. Ed ecco un uomo in piedi che guarda verso il cielo agitando un sacchetto per aria come a mostrare un qualcosa di prezioso. Anche se le due persone sono parecchio distanti, qui si può gridare, “Donna Carmela o’ppane!”. Un cestino scende dall’alto e la spesa viene messa all’interno.
Quella del “panaro” è una tradizione solamente napoletana, tramandata di generazione in generazione, sacra per gli abitanti del Sud, ma sconosciuta e incomprensibile al resto d’Italia. Il più tradizionale  è fatto di vimini intrecciati con il manico, legato a una corda di canapa ma oggi si usano anche quelli di plastica di ogni colore, soprattutto quello azzurro come il colore della squadra di calcio partenopea.
Quando si pensa a Napoli sono molte le immagini che ci vengono in mente e ogni cosa non fa che sottolineare lo spirito di adattamento e, soprattutto, l’ingegno napoletano: grazie a una semplice corda attaccata al suo manico, il panaro è stata la prima forma di spesa portata a casa, quando ancora non esistevano le app, internet o le consegne a domicilio. Dai balconi delle case le donne chiamavano il garzone della bottega, ordinavano il loro necessario e il gioco era fatto. Il panaro veniva fatto scendere con il denaro e poi veniva issato con la spesa come una sorta di montacarichi.
Inoltre, da quest’usanza antica, nasce anche un famoso detto napoletano, ‘’perdere Filippo e ‘o panaro”, una frase usata nelle situazioni d’incertezza, in cui, a causa dell’indecisione tra due cose, si perdono entrambe. Il detto risale probabilmente alle commedie pulcinellesche, dove il nobile affida al servo Filippo un cesta piena di provviste ma il servo però fugge dopo aver mangiato tutto il cibo contenuto, appunto, nella cesta. Il nobile rimane così senza né servo, Filippo, e neanche il panaro.
Spesso si dice ‘’solo a Napoli’’ ma è proprio così, infatti dopo il caffè sospeso, lasciato pagato per chi non può permettermelo, recentemente in Via Santa Chiara, in pieno centro storico di Napoli, è comparso  un cesto molto particolare, il ‘’panaro solidale’’, con un cartello con la seguente frase, “chi può metta, chi non può prenda’’, un invito che ci ricorda immediatamente la frase scritta sul cestino di San Giuseppe Moscati, il medico santo, che passò la vita a curare i poveri e quelli che necessitavano aiuto, invitando le persone più fortunate e benestanti a fare un’offerta e i bisognosi a prendere quello di cui avevano necessità.
     
                     



La Camera in prorogatio: cosa si può fare e cosa no

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montecitorioL’articolo 61, secondo comma, della Costituzione dispone che, fino a quando non siano riunite le nuove Camere, sono prorogati i poteri delle precedenti. Per prassi consolidata, le Camere, in regime di prorogatio, si limitano a compiere gli atti ritenuti costituzionalmente doverosi ovvero urgenti, mentre sono escluse le attività tipicamente riconducibili alle espressioni di indirizzo politico.
Lo ha ricordato Roberto Fico, presidente della Camera, aprendo la seduta di questa mattina.
Riferendosi alla prassi consolidata, Fico ha spiegato che, per quanto riguarda l’attività legislativa, in periodo di prorogatio si procede all’esame dei soli progetti di legge connessi ad adempimenti costituzionalmente dovuti ovvero “urgenti e indifferibili”, tra cui sono annoverati i disegni di legge di conversione di decreti-legge, le autorizzazioni alla ratifica di trattati internazionali, gli atti dovuti in quanto legati all’attuazione di obblighi o impegni derivanti dall’appartenenza all’Unione europea.
Nell’ambito di questi provvedimenti possono essere presentati ordini del giorno.
Quanto alle Commissioni, le funzioni referenti e consultive si svolgono solo per i provvedimenti collegati all’Assemblea. Nell’ambito dell’attività legislativa, le Commissioni possono attivare, secondo le regole ordinarie, tutti gli strumenti istruttori previsti dall’articolo 79 del Regolamento.
Vietate le comunicazioni del governo e le audizioni.
Da ieri – cioè dalla data del decreto di scioglimento – non si possono presentare progetti di legge. Fanno eccezione i disegni di legge d’iniziativa del Governo che rivestano i caratteri di necessità ed urgenza.
Non si possono presentare né esaminare atti di indirizzo, mentre per le interrogazioni sono ammissibili solo quelle su “attività o comportamenti attuali del Governo, ovvero resi noti nel periodo successivo allo scioglimento delle Camere”.
Non verranno svolte le interrogazioni a risposta immediata e le interpellanze urgenti, né gli atti di sindacato ispettivo presentati prima del decreto di scioglimento.
Sono consentite alcune attività per la verifica dei poteri e le dimissioni di deputati per incompatibilità, mentre l’Ufficio di presidenza – così come gli organi per la tutela giurisdizionale – prosegue la sua normale attività. (aise) 




A Genova un cinghiale ha morso una donna in spiaggia

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catturaMorsa a un braccio in spiaggia da un cinghiale. È successo a una donna di 57 anni che si trovava lungo il litorale di Sturla, sulla spiaggia di Vernazzola, nel levante genovese. Ed è la stessa vittima a raccontare l’episodio attraverso i social per sollevare, da attivista del Pd locale, una questione di sicurezza rispetto a quella che Rossana Padoan Falcone ritiene “un’emergenza pubblica”.  “Sono stata morsa al braccio destro da un cinghiale – scrive su Facebook –  di media-grossa taglia solo, senza prole al seguito, e io non avevo fatto nulla per infastidirlo. Quando mi sono accorta della sua presenza vicino a me, sono rimasta immobile come una statua sperando che mi superasse, e invece così non è stato”.

Per Rossana Padoan Falcone le conseguenze si limitano a una terapia con antibiotico, richiamo di antitetanica e profilassi antirabbica. Ma non può fare a meno di rilevare che la spiaggia in cui ha incrociato il cinghiale “è notoriamente frequentata da famiglie con bambini, passeggini ed è attrezzata per i disabili. Il Comune dovrebbe vietare l’accesso alle spiagge di Sturla e Vernazzola, fino a quando sarà presente tale emergenza o perlomeno avvisare la cittadinanza del pericolo con apposita cartellonistica affissa nelle suddette spiagge”.

agi.it

 




Viaggiare Sicuri si rifà il look per ripartire in sicurezza

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11sicurezza“Se non è impossibile eliminare del tutto un fattore di rischio, è indispensabile essere viaggiatori consapevoli e informati. Per questo vogliamo promuovere una rinnovata cultura della sicurezza in viaggio accompagnata ad una adeguata e necessaria responsabilizzazione del viaggiatore”. Questo il presupposto con cui il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, ha spiegato la volontà dell’Unità di Crisi della Farnesina di rinnovare il portale “Viaggiare sicuri”. Lo ha fatto durante “Ripartiamo in sicurezza”, evento svolto questa mattina, 11 luglio, alla Farnesina.
In una situazione geopolitica infiammata, sia per l’Ucraina ma non solo, e dopo due anni difficili causati dal Covid, è tornata infatti la voglia di ripartire, anche grazie alla riduzione o eliminazioni di restrizioni di entrata in altri paesi. Ma è necessario farlo in sicurezza, aumentando la consapevolezza dei rischi di chi intraprende un viaggio.
Escludendo il macro-fattore della digitalizzazione dei servizi, tre sono i fattori principali che hanno portato a queste novità, come rivelato dal Ministro Di Maio nel suo intervento di apertura: pandemia, guerra in Ucraina e cambiamenti climatici con annesso aumento del rischio di calamità naturali. Questo ha comportato un impegno notevole da parte dell’Unità di crisi in questo periodo. Di Maio, per darne un’idea più specifica, ha riportato alcuni numeri del primo semestre del 2022, tra cui la pubblicazione o l’aggiornamento di oltre 1900 notizie dell’ultima ora e “schede paese” sul sito Viaggiare sicuri; oltre 80 interventi connessi ai piani di emergenza della rete diplomatico-consolare; la realizzazione di 5 missioni all’estero e l’assistenza di circa 1000 connazionali all’estero. Ma “questo impegno è destinato a crescere nel periodo estivo” anche perché “molti paesi hanno ridotto o eliminato le restrizioni di entrata”, ha spiegato il Ministro. “Tuttavia, ripresa non significa assenza di rischi. Ogni viaggio può presentare dei rischi. Anche banali, che possono cogliere di sorpresa chi viaggia impreparato”.
Per diminuire i rischi, dunque, il titolare della Farnesina ha spiegato come l’Unità di Crisi con queste novità metta a disposizione 3 servizi: “il portale “Viaggiare sicuri”, completamente rinnovato grazie al progetto realizzato con Tim e Noovle; il sito “Dove siamo nel mondo”, dove possiamo comunicare notizie relative al nostro viaggio; e l’App “Unità di crisi” che integra entrambi i servizi”.
Ma non sono le uniche novità, poiché adesso l’Unità di Crisi, sempre per far sì che la “cultura della sicurezza in viaggio sia più accessibile e diffusa possibile”, ha aderito all’App “Io”. Tra le novità, ci sono anche alcuni spot che le reti Rai trasmetteranno per la campagna di comunicazione di pubblica utilità, anche tramite testimonial d’eccezione come Alberto Angela.
“Questi sono solo i primi importanti tasselli di un più articolato percorso di rinnovamento e innovazione digitale al servizio degli italiani che viaggiano all’estero, per il quale l’Unità di crisi e la Farnesina sono da tempo al lavoro. Crediamo infatti – ha evidenziato Di Maio – che sia fondamentale facilitare la diffusione della sicurezza e della responsabilità con tutti i mezzi che ci offre la tecnologia”.
Per concludere, il Ministro ha affermato: “continueremo a lavorare quotidianamente con tutte le nostre Ambasciate e nostri Consolati nel mondo per fornire informazioni aggiornate, per mettere a disposizione dei cittadini italiani i servizi funzionali e per agire con rapidità ed efficacia nelle emergenze”.
Ad illustrarne tutte le novità del sito Viaggiare Sicuro, nello specifico, è stata la Consigliera Giulia Romani dell’Unità di Crisi: il sito, completamente rinnovato, vuole offrire aggiornamenti sempre più efficaci dei propri portali informativi, con approfondimenti, una mappa interattiva e navigabile che offre avvisi in evidenza per ogni paese, schede-paesi sempre più aggiornate e messe in primo piano e infine l’aggiornamento dei servizi introdotti durante la pandemia, a partire dal questionario “Info Covid”.
L’altra novità di rilievo, ossia l’approdo delle funzionalità della Farnesina per viaggiare in sicurezza sulla app “Io” di PagoPA, è stata descritta da Paola Pisano, Esperta per l’Innovazione digitale del Maeci. Già utilizzata da 28 milioni di cittadini, la piattaforma “Io” permetterà da oggi di navigare più facilmente su “Viaggiare Sicuri” e “Dove siamo nel Mondo”, oltre che di scaricare l’App “Unità di Crisi”.
Nel corso dell’evento, il Segretario Generale del Maeci, Ettore Francesco Sequi, ha quindi presentato lo spot sui nuovi servizi realizzato gratuitamente da Alberto Angela e che il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri trasmetterà sulle reti Rai durante il periodo estivo. Una campagna che, unita alle reti “social” della Farnesina, diffonderà ulteriormente la conoscenza dei portali per viaggiare con responsabilità.
“Il mondo della sicurezza sta cambiando molto” ha detto infine il Capo dell’Unità di Crisi, Nicola Minasi, che ha concluso la sessione illustrando i progetti futuri già in cantiere. “Per noi è importante conoscere questi cambiamenti. Vogliamo renderli fruibili per i cittadini e ci stiamo impegnando per i problemi che potremmo incontrare in futuro”, sia sul “piano tecnologico che su quello organizzativo”.
Tra queste, c’è l’intelligenza artificiale per risposte veloci nelle emergenze, per ovviare al problema delle troppe telefonate che riceve l’Unità di Crisi durante una specifica crisi; poi, la collaborazione con i motori di ricerca, come Google; e ancora una collaborazione con le compagnie telefoniche, con SMS intelligenti per gli italiani all’estero e sistemi alternativi in caso d’interruzione della connettività; infine anche la ricerca di analisi dei dati dei Social Media durante le crisi.
Dal punto di vista organizzativo, invece, l’Unità di Crisi sta allargando il suo spettro: stiamo sperimentando e sviluppando progetti che coinvolgono l’Unità di Crisi in uno scambio fruttuoso con le istituzioni ed il mondo privato, per garantire al pubblico un servizio sempre più efficace, sfruttando le tecnologie maggiormente all’avanguardia”, ha detto in conclusione Minasi. (aise) 




Vasto incendio sulla via Casilina a Roma

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201312243 8280847b 2d73 4ea5 b397 0ecfdc2f8e52Non si placa l’emergenza incendi a Roma, con il quarto grande rogo in meno di un mese: stavolta le fiamme sono partite dal deposito di un’autodemolizione vicino al Parco di Centocelle, nella periferia est della Capitale, e hanno suscitato allarme per le esplosioni e per la densa nube di fumo che ha avvolto l’intera zona e anche i vicini palazzi, visibile da molti quartieri.

Dopo una notte di lavoro delle squadre di vigili del fuoco l’incendio  è stato messo sotto controllo.  Ancora chiusa via Palmiro Togliatti tra via Casilina e via Fadda per consentire il movimento dei mezzi di soccorso. Continua l’opera di smassamento, bonifica e raffreddamento dei materiali stoccati nelle attività di autodemolizioni, anche con l’impiego di escavatori. Le persone evacuate precauzionalmente durante le prime fasi di soccorso sono rientrate nelle proprie abitazioni nel corso della notte.

Le autorità hanno invitato la popolazione a tenere le finestre chiuse e a usare le mascherine in strada. Due campionatori per verificare eventuali effetti sulla qualità dell’aria sono stati piazzati nell’Aeroporto militare Francesco Baracca e in una vicina sede dell’Arpa Lazio.

Quattro palazzine in Via Fadda, a Torre Spaccata, sono state evacuate a scopo precauzionale. Un tratto vicino alla Casilina di Viale Palmiro Togliatti, importante arteria della zona, è stato chiuso al traffico.

Municipio, “usate mascherina e chiudete finestre”

“Utilizzate la mascherina, chiudete le finestre e non avvicinatevi”. È quanto raccomanda su Facebook il presidente del V Municipio, Mauro Caliste, con riferimento al rogo divampato tra via Casilina e via Palmiro Togliatti, ai confini del Parco archeologico di Centocelle. “Stiamo monitorando la situazione, vi aggiorneremo”, assicura

D’Amato, allertati tutti i pronto soccorso

“Sono stati allertati tutti i pronto soccorso per sintomi respiratori. Bene ha fatto il Municipio a raccomandare di tenere chiuse le finestre e di indossare la mascherina per evitare di inalare i fumi derivanti dall’incendio”. Lo dichiara l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Gualtieri: sequenza roghi impressionante, unità

Il sindaco di Roma, Robertro Gualtieri, ha spiegato che non è ancora chiaro se la “sequenza impressionante” di roghi che ha investito la Capitale sia “di origine criminale o solo colposa” ma ha avvertito che “non è il momento di speculazioni politiche e di divisioni”.

“È il tempo dell’unità, della vicinanza alle romane e ai romani colpiti, e della determinazione a non farsi intimidire e ad andare avanti sulla strada della modernizzazione e del rilancio di Roma”, ha aggiunto.

L’assessora all’Ambiente di Roma, Sabrina Alfonsi, ha spiegato che il caldo non era tale da giustificare un’autocombustione e si è sviluppato in una zona che in passato ha ospitato campi nomadi, in attesa da anni di essere bonificata. Dal Pd è arrivata la richiesta di fare “piena chiarezza” se si sia trattato di azioni dolose.

Una prima informativa verrà inviata alla Procura di Roma dalle forze dell’ordine intervenute per spegnere le fiamme.

I magistrati, come già accaduto per i roghi esplosi nelle scorse settimane, apriranno un fascicolo di indagine per appurare l’origine delle fiamme partite dall’area di alcuni autodemolitori.

agi.it




A Bologna nasce piazza Lucio Dalla, Morandi canta e si commuove (VIDEO)

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piazza lucio dalla morandi scaled e1657363964929A Bologna nasce piazza Lucio Dalla. È stata inaugurata questa mattina dal sindaco Matteo Lepore, sotto la Tettoia Nervi dell’ex mercato ortofrutticolo di via Fioravanti, in Bolognina, alla presenza tra gli altri anche di Gianni Morandi, amico stretto e di vecchia data di Dalla. Al momento di scoprire la targa, partono le note di “Futura“. Morandi canta qualche parola, per la felicità delle persone presenti. Ma poi è costretto a interrompersi per la commozione. “Per noi bolognesi Lucio non è mai andato via- dice Morandi- per me lui c’è sempre, lui qui verrà tutti i giorni. Io mi immagino sempre che esca da una porta o da un portico”. Di questa nuova piazza, dedicata a lui, “Lucio penso sia molto contento- dice ancora Morandi- ci starà guardando e si starà facendo una risata”.

L’eterno ragazzo di Monghidoro dà poi fondo ai ricordi. “Sono stato suo amico fin da quando aveva 18 anni– racconta Morandi- lui non cantava ancora e io invece cantavo già: lui suonava il clarinetto. Eravamo tifosi del Bologna, che in quegli anni vinceva lo scudetto. Quindi andavamo allo stadio insieme, poi abbiamo iniziato a parlare anche di musica. Tra noi c’è stato un sodalizio durato molti anni: prima io andavo bene e lui male, poi si sono rovesciate le cose e lui è diventato il numero uno, mentre io sono sparito dalla circolazione. Poi ci siamo ritrovati, abbiamo lavorato insieme e abbiamo fatto circa 200 concerti“.

Nel 2012, ricorda ancora Morandi, “quasi lo costrinsi a venire a Sanremo. Venne e si inventò quella cosa dove faceva il direttore d’orchestra cantante. Purtroppo dopo una decina di giorni se n’è andato. Eravamo andati allo stadio il giorno prima, insieme, a vedere Bologna-Udinese. Abbiamo anche perso, 1-0. Lui andò in tournée e disse: ci vediamo a Berlino o a Francoforte, una di queste piazze dove eravamo già andati. Poi è successo quel che è successo“.

Morandi arriva nella nuova piazza Dalla insieme al sindaco. “Quando si apre uno spazio come questo per i cittadini, trasformato da quello che era, è una cosa meravigliosa per la città- dice l’artista- poi il fatto che ci sia il nome di Lucio… C’è anche la musica di mezzo, qui si faranno dei concerti: magari vengo anch’io a fare qualche spettacolo. Lì dietro c’è anche un parco meraviglioso, quindi c’è anche da fare sport. Poi sindaco- aggiunge ridendo Morandi, guardando Lepore di fianco a lui- se vuoi fare un incontro con me di pugilato, io sono pronto”. Infatti nella piazza, che si estende per quasi 5.900 metri quadrati, oltre al palco per i concerti, c’è anche il ring della Bolognina Boxe, il tatami per gli incontri di judo e uno skate park, oltre al campo da basket. “Nervi, Lucio Dalla, Bologna, uno spazio straordinario riaperto: tutto in un giorno. “È bellissimo”, commenta Morandi.

Soddisfatto il sindaco. “Siamo molto felici di dedicare questa piazza a Lucio- dice Lepore- perché la città futura è qui. Qui abbiamo spazi culturali, un nuovo centro del Quartiere che aprirà qui a fianco questo autunno, una nuova scuola che realizzeremo e un intero parco alle spalle di questa piazza. Questo è un luogo accessibile grazie al nuovo sottopasso che porta alla stazione. Da oggi parte la rassegna ‘DiMondi’ che finirà a ottobre, quindi quattro mesi d’iniziative tutte le sere”. Il sindaco ci tiene a “ringraziare i cittadini del quartiere e i comitati dei residenti, che in questi anni si sono battuti perché i cantieri venissero sbloccati”. E ci tiene a sottolineare il lavoro fatto “in questi anni per cambiare il progetto della Giunta Guazzaloca, che aveva ipotizzato in quest’area un piano di edilizia privata che avrebbe stravolto il senso della Bolognina”.

ag DIRE – www.dire.it




Roma premia l’impegno ecologico delle sue ambasciate

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5ffc1fc1b7e02079653d97323987176bLuci a led, smaltimento ecologico dei rifiuti, articoli compostabili e biodegradabili e risparmio energetico sono alcune delle azioni innovative che le rappresentanze diplomatiche italiane stanno attuando per la prima edizione del “Premio Farnesina Verde”, che riconoscerà i progetti per la sostenibilità ambientale.
Si tratta di progetti che vietano la plastica monouso, le lampadine tradizionali e riducono lo spreco di carta.
Questa prima edizione, annunciata oggi dalla Farnesina dal sottosegretario Manlio Di Stefano, conta 13 sedi candidate.
Tra questi, l’ambasciata italiana a Brasilia, che smaltisce i rifiuti in modo ecologico, e quella di Parigi, che ha allestito un punto di raccolta delle mascherine usate, che vengono poi utilizzate per la produzione di tappetini per auto o come combustibile per l’elettricità. il riscaldamento.
Al Consolato Generale di Shanghai è stato realizzato un giardino di otto metri quadrati nella sala riunioni, curato da tutto il personale, mentre a Canberra l’ambasciata ha ridotto del 90% il consumo energetico delle lampadine tradizionali.
Intanto la sede diplomatica di Sarajevo ha promosso un programma che coinvolge più di 350 giovani di varie etnie per conferenze su temi ecologici.
A Washington, nel corso di quest’anno, l’Ambasciata italiana sarà progressivamente alimentata da energie rinnovabili e sono stati installati pannelli solari sul tetto del Consolato Generale di San Francisco.
A Belgrado, infine, le plastiche monouso sono state sostituite con articoli compostabili e biodegradabili.
Una giuria composta da diplomatici ed esperti premierà i progetti più innovativi e rilevanti. (ANSA).