Morta la bimba scomparsa a Catania, la madre confessa il delitto

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carabinieri fiumiIl cadavere della piccola Elena, la bambina di cinque anni della quale era stato denunciato il rapimento ieri a Tremestieri Etneo, in provincia di Catania, è stato ritrovato in un terreno di Mascalucia, poco distante dall’abitazione della madre. È stata la donna a indicare ai carabinieri il luogo in cui è stato sepolto. Inseguito, interrogata dalle forze dell’ordine e dai magistrati della Procura di Catania, la donna, Martina Patti, ha confessato di aver ucciso la propria figlia.

CORPICINO RITROVATO IN UNA PICCOLA BUCA

Il terreno nel quale è stato ritrovato il corpicino è adiacente a via Teocrito, una strada alla periferia di Mascalucia, dove viveva la donna, che incrocia via Turati. La prosecuzione di quest’ultima strada prende il nome di via Euclide, dove si trova l’abitazione in cui vive la madre della bambina. Il corpo, secondo quanto si apprende, non era del tutto sotterrato ma ricoperto di terra e cenere vulcanica. Il cadavere è stato ritrovato in una piccola buca, al centro di un terreno con erba alta. Circostanze che sembrerebbero pensare al tentativo di sotterramento, non riuscito, del corpo della piccola.

LA MADRE HA CONFESSATO IL DELITTO

La madre ha confessato il delitto. La donna, interrogata da questa mattina da carabinieri e magistrati della procura di Catania, ha ammesso le proprie responsabilità. Omicidio premeditato pluriaggravato e soppressione di cadavere. Queste le accuse rivolte dalla procura di Catania a Martina Patti, la madre della piccola Elena. I carabinieri del comando provinciale di Catania sono stati delegati dalla procura all’esecuzione di un decreto di fermo d’indiziato di delitto nei confronti della 24enne reo confessa dell’omicidio della figlia. La donna sarà accompagnata nella casa circondariale di Catania Piazza Lanza.

Patti, in sede d’interrogatorio, ha raccontato ai magistrati di aver portato a termine il delitto in maniera solitaria, dopo essere andata a prendere la figlia all’asilo. Ha utilizzato un coltello da cucina e dei sacchi neri per nascondere il corpo della bambina nella terra. Il corpicino della bambina, all’esito dell’ispezione medico legale, ha evidenziato “molteplici ferite da armi da punta e taglio alla regione cervicale e interscapolare”, ha chiarito la procura di Catania.

LA DONNA NON CONFESSA IL MOVENTE

Martina Patti, la donna che ha confessato l’omicidio della figlia di cinque anni, Elena Del Pozzo, non ha riferito agli inquirenti alcun movente alla base del delitto. La circostanza è stata riferita dal Comandante provinciale dei carabinieri di Catania, Rino Coppola, nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli delle indagini. “Sul corpo della bimba sono stati rilevati diversi fendenti che, secondo il racconto reso dall’indagata, potrebbero essere stati sferrati con un coltello ma non si può escludere che si tratti di un altro arnese“, ha spiegato Coppola. Sul corpo non è stato ancora eseguita l’autopsia ma soltanto una ispezione cadaverica.

PROCURA: “BIMBA UCCISA DALLA MADRE FORSE PER GELOSIA VERSO LA COMPAGNA DEL SUO EX”

Martina Patti, la madre della piccola Elena, potrebbe aver ucciso la figlia “anche per via di una forma di gelosia nei confronti dell’attuale compagna dell’ex convivente, non tollerando che alla stessa si affezionasse anche la propria figlia”. Lo scrive la procura di Catania in una nota.

EMERSO “UN TRISTE QUADRO FAMILIARE”

Un “triste quadro familiare” con “due ex conviventi che, a prescindere dalla gestione apparentemente serena della figlia Elena, avevano allacciato nuovi legami e non apparivano rispettosi l’un l’altro”. È quanto si legge in una nota trasmessa dalla procura di Catania che ricostruisce quanto avvenuto a Mascalucia, il luogo dove la piccola Elena è stata uccisa dalla madre reo confessa.

IL FALSO RAPIMENTO DENUNCIATO DALLA MADRE

Nel denunciare la scomparsa della figlia Elena, la madre, Martina Patti, aveva riferito che la piccola era stata rapita e che l’episodio sarebbe una conseguenza del comportamento dell’ex compagno, responsabile di non aver ascoltato precedenti messaggi minatori fattigli recapitare in casa. Una ritorsione posta in essere per individuare il reale complice di una rapina ai danni di una gioielleria di Catania al posto del quale venne arrestato il 15 ottobre 2020 e successivamente assolto nel settembre 2021 per non aver commesso il fatto. Così la procura di Catania ricostruisce quando avvenuto prima della confessione della donna, ora indagata per omicidio premeditato pluriaggravato e soppressione di cadavere.

La 24enne si era presentata nel pomeriggio di ieri nella tenenza dei carabinieri di Mascalucia, raccontando del sequestro di Elena avvenuto “ad opera di un non meglio indicato gruppo di uomini incappucciati che, verso le 15 circa, dopo aver bloccato l”autovettura condotta dalla madre lungo via Piave” e “minacciandola mediante una pistola o una mazza”, l’avrebbero “rapita, preannunciandone la morte”.

Le prime risultanze investigative, anche grazie all’acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, hanno consentito di accertare la “mancata corrispondenza al vero del fatto denunciato”, spiega la procura, vista “l’assenza di gruppi armati in via Piave nelle fasce orarie indicate e nonostante una strenua difesa a oltranza della propria versione da parte della Patti”. La donna, nei confronti della quale è stato contestato il reato di false informazioni al Pubblico ministero, ha ceduto soltanto nella tarda mattinata quando i carabinieri della sezione Investigazioni Scientifiche si apprestavano ad effettuare i rilievi nell’abitazione dove la donna risiedeva insieme alla figlia.

LA NONNA PATERNA: “LA MADRE DI ELENA ERA OSSESSIONATA DA MIO FIGLIO”

“Lei era ossessionata da mio figlio, ogni volta che si lasciavano lo minacciava”. Questo il racconto della nonna paterna della piccola Elena e il riferimento è alla madre della bambina, separata dal padre di Elena.

SINDACO DI MASCALUCIA: “QUI DA POCHI ANNI, NESSUNA SEGNALAZIONE AI SERVIZI SOCIALI“

“Siamo sconvolti, ho appreso la notizia di quanto accaduto mentre mi stavo confrontando proprio sul possibile ausilio da dare alle forze dell’ordine per le ricerche della bambina. Sono scoppiato in lacrime”. A parlare con la Dire è Vincenzo Magra, sindaco di Mascalucia, la cittadina in provincia di Catania nella quale è stato trovato il corpo della piccola Elena. “Non può accadere qualcosa del genere, non è pensabile e non è giusto che una bambina di cinque anni possa concludere la sua esistenza così su questa terra”, aggiunge con voce rotta dall’emozione.

“Questa famiglia – aggiunge – abitava a Mascalucia da pochissimi anni, nessuno all’interno dell’amministrazione comunale la conosceva”.

“Situazioni di disagio all’interno della famiglia? Ho chiesto ai Servizi sociali di fare una ricerca ed è emerso che nessuna segnalazione era mai giunta – risponde Magra -. Penso sia accaduto un gesto di follia legato a non so cosa… Il quadro non è ancora chiaro. L’unica drammatica certezza è che la bambina non c’è più”.

LUTTO CITTADINO NEL GIORNO DEI FUNERALI E ANNULLATI I FESTEGGIAMENTI DEL PATRONO DI MASCALUCIA

Il giorno dei funerali della piccola Elena, la bimba di cinque anni trovata morta oggi in un terreno alla periferia di Mascalucia (Catania), sarà lutto cittadino. Lo ha deciso l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Vincenzo Magra.

Annullati inoltre i festeggiamenti in onore del patrono San Vito, previsti proprio per domani, 15 giugno. Ne dà notizia il sindaco, Vincenzo Magra, alla Dire: “Abbiamo annullato tutti i festeggiamenti in onore di San Vito – dice -, ho chiesto di limitarsi a un momento di preghiera per la piccola. La funzione religiosa di domani sarà l’occasione per un momento di raccoglimento”.

Domani, alle 19, nella chiesa San Vito, ci sarà un momento di preghiera in memoria della bambina. La santa Messa sarà presieduta da monsignor Luigi Renna, arcivescovo di Catania.

ag. DIRE – www.dire.it




Volano ‘gli stracci’ nel fronte del ‘sì’ sulle cause del flop del referendum

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123928109 6eb8baa1 8483 415a b2a1 a3bbe1e25a02Avvocati contro avvocati e radicali contro l’Unione delle Camere Penali Italiane. Dopo il fallimento dei referendum sulla giustizia, c’è molta inquietudine tra chi ha sostenuto il sì ai cinque quesiti rimasti molto lontani dal quorum.

L’affondo dell’Unione Camere Penali

Ad attaccare per primo è stato l’organo di rappresentanza presieduto da Gian Domenico Caiazza che, in una nota diffusa già ieri sera, ha parlato “dell’assurdità di un’ iniziativa referendaria appaltata a una forza politica in esclusiva, su quesiti scelti e scritti senza interpellare nessun soggetto politico, associativo, accademico, culturale tradizionalmente vicino al patrimonio delle idee liberali della giustizia”. E oggi sta arrivando la risposta, indignata, dei radicali e degli avvocati che non condividono  l’’epigrafe’ alla consultazione incisa dall’Unione.

“Il metodo radicale è andare con chiunque, anche con la Lega”

Simona Giannetti, legale iscritta all’organizzazione e consigliera generale del Partito Radicale, sintetizza il malumore su entrambi i versanti: “E’ imbarazzante il comunicato della Giunta dell’Unione delle Camere Penali – spiega all’AGI la penalista, portavoce della campagna referendaria a Milano -. Si arroga il diritto di attribuire ai promotori il disastro di una cittadinanza astenuta perché i penalisti non sarebbero stati coinvolti. Rivendico il metodo radicale che da sempre che è quello di fare le battaglie sui contenuti con chiunque voglia affiancarli. Invece tanti avvocati non hanno raccolto le firme perché c’era la Lega e chi avrebbe dovuto stare con noi pancia a terra, come l’Unione, non l’ha fatto. Non era la battaglia di un partito e sarebbe dovuta essere prima di tutto quella dei penalisti che sperimentano sul campo i problemi della giustizia e la necessità delle riforme”.

Giannetti evoca Marco Pannella “che cercava terreni comuni” e aggiunge: “Non c’è fine al disastro. Peggio ci sono solo gli avvocati anti leghisti, anti fascisti, che gioiscono di questa società di questa società istigata dai giornali e dal sistema. Che vergogna”.

Gli avvocati critici con la loro organizzazione

Tanti gli avvocati critici con l’Unione che stanno prendendo posizione sui social. Aldo Luchi, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari, condivide la posizione di Giannetti e afferma di non sentirsi rappresentato dall’organizzazione da cui è uscito anni fa. Beatrice Saldarini,  presidente dell’assemblea della Camera Penale di Milano, utilizza anche lei l’aggettivo “imbarazzante” per definire l’intervista di Caiazza al ‘Corriere della Sera’ in cui il presidente dichiara che, a causa dell’”improvvisazione” dei promotori del referendum, “questo atto politico avventato rischiamo di pagarlo tantissimo perché sarà più difficile discutere su questi temi”. Di diverso avviso, il presidente della Camera Penale di Milano, Andrea Soliani: “Condivido le articolate considerazioni di Caiazza. Nessun dubbio sul fatto che nelle urne si dovesse votare sì a tutti i quesiti, noi ci siamo spesi perché i cittadini fossero informati sul contenuto dei quesiti ma certamente chi ha promosso l’iniziativa non può non prendere atto di non aver suonato le corde giuste. L’afflusso al voto cosi limitato è la prova di un qualche errore nelle modalità di ideazione, presentazione e promozione dei quesiti”.

agi.it




Gragnano. “Pensieri in piazza” con Massimo Cacciari

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img 20220613 wa0008Nella cornice di Piazza Rosario in Gragnano (NA), 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐞𝐝𝐢̀ 𝟐𝟑 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 alle 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟗.𝟑𝟎, Massimo Cacciari filosofo, accademico ed ex sindaco di Venezia sarà ospite della Parrocchia San Giovanni Battista per una riflessione sul tema 𝑈𝑛𝑑𝑒 𝑚𝑎𝑙𝑢𝑚? 𝑃𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑖𝑛 𝑝𝑖𝑎𝑧𝑧𝑎.
Alla luce dei due anni di pandemia e dei venti di guerra che spirano impetuosi, si ripropone l’antica domanda agostiniana che ha appassionato per secoli filosofi e teologi: ‹se Dio ha creato tutte le cose, da dove viene il male?›.



Stop al falso Made in Italy: Coldiretti al Summer Fancy Food di New York

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contraffatticoldirettiCon la guerra in Ucraina che frena gli scambi commerciali, favorisce le speculazioni e moltiplica il falso Made in Italy nel mondo, Coldiretti e Filiera Italia si mobilitano insieme all’Agenzia Ice nell’ambito del più importante evento fieristico mondiale dedicato alle specialità alimentari, il Summer Fancy Food 2022, in programma da domani a martedì 14 giugno allo Javits Center di New York.
“Una provocazione storica per far toccare con mano la straordinaria varietà e distintività delle eccellenze alimentari nazionali e smascherare le imitazioni che si moltiplicano nei diversi continenti”, spiegano da Coldiretti.
L’appuntamento è per i tre giorni dalle 10 alle 16 (orario New York) al Javits Center level 3, Padiglione Italia, stand n.2717 dove saranno messe a confronto per la prima volta le autentiche specialità nazionali con le brutte copie più diffuse, mentre i cuochi contadini dimostreranno la differenza tra i veri piatti della tradizione gastronomica tricolore e quelli storpiate all’estero con ricette improponibili.
In questa occasione, sarà anche presentato lo studio Coldiretti/Filiera Italia sulle esportazioni agroalimentari Made in Italy in tempi di guerra e la minaccia rappresentata dal moltiplicarsi dei “tarocchi” low cost e dall’arrivo dei cibi sintetici. (aise)




Il Po è talmente in secca che l’acqua è salata

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unnamedÈ allarme sul delta del Po ormai salato. Secondo l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche infatti supera ormai i 15 chilometri la risalita del cuneo salino lungo il ‘grande fiume’, che al rilevamento di Pontelagoscuro è sceso al di sotto dei minimi storici, toccando i 301,6 metri cubi al secondo, molto al di sotto della soglia critica, fissata a 450 mc/sec. Questo ha già costretto a sospendere l’irrigazione in alcune zone di Porto Tolle ed Ariano, nel Polesine rodigino, dove sono state attivate pompe mobili d’emergenza per garantire la sopravvivenza delle colture.

“È un fenomeno invisibile, ma che sta sconvolgendo l’equilibrio ambientale del delta polesano – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – Se la situazione persisterà, entro la settimana prossima saranno contaminate le prime falde destinate all’uso potabile.” Molto grave è la situazione idrica anche nel resto del Veneto, dove tutti i corsi d’acqua, a eccezione del Bacchiglione, registrano decrescite vertiginose: il bollettino pluviometrico regionale segnala come, a maggio, il deficit sia stato del 46%, mentre in alcuni bacini si sia arrivati addirittura a oltre il 70% (Lemene -77%, Pianura tra Livenza e Piave – 73%) o poco meno (Tagliamento -67%, Sile -61%).

Ma il Veneto non è l’unico malato: “catastrofica” viene definita la situazione idrica ai Castelli Romani, dove i laghi sono ai minimi storici con deficit idrico quantificabile in 50 milioni di metri cubi: il bacino di Nemi ha un livello medio (cm. 50), inferiore di oltre un metro a quello registrato nello stesso periodo dell’anno scorso (cm. 162). “In queste zone – precisa Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – le conseguenze dei cambiamenti climatici si sommano a un’eccessiva pressione antropica, maturata negli anni e i cui prelievi idrici hanno abbassato la falda a livelli tali da rendere ormai impossibile la ricarica degli specchi lacustri, le cui acque altresì sono richiamate nel sottosuolo.”

La più volte evidenziata “tropicalizzazione” del clima ha, per estremo contrappasso, registrato dannosi episodi di maltempo con conseguente dissesto idrogeologico in Veneto (nelle province di Belluno, Vicenza, Verona) e Trentino Alto Adige (a Predazzo, in val Ridanna, Bassa Pusteria, Val di Non e nell’Alta Valle dell’Isarco), ma anche in Lombardia (a Casalzuigno, nel Varesotto, sono caduti 70 millimetri di pioggia in pochi minuti). Ciò nonostante, calano i livelli dei laghi d’Iseo e di Como, così come del Maggiore, che è ormai a pochi centimetri dal minimo storico. Esemplare è l’analisi dell’indice semestrale SPI sul Piemonte: indica una condizione di siccità estrema su circa il 90% della regione, dove il bollettino pluviometrico di Maggio segnala un deficit pari al 23,4% con punta record del 60,9% nel bacino dell’Agogna-Terdoppio (52,4% nel Cervo e il 49,1 nell’Orba). Nel Nord-Ovest, a beneficiare delle recenti, quanto violente piogge, pare essere stato il fiume Adda, che registra un aumento di portata, pur rimanendo ai livelli più bassi in anni recenti.

Rimane, al contempo, molto grave la situazione delle riserve idriche della Lombardia, dove la neve è già quasi completamente sciolta (l’82% in meno rispetto alla media storica, ma anche -90% in meno rispetto a un 2021 già caratterizzato dalla carenza d’acqua): d’ora in avanti si potrà fare affidamento solo sulle precipitazioni, avendo poca acqua stoccata nei bacini e niente neve sui monti. In Emilia Romagna, dove il 50% del territorio presenta un bilancio idro-climatico da bollino rosso, le portate dei fiumi continuano inesorabilmente a calare.

Sulla Toscana, a Maggio, le piogge sono state dal 50% al 70% in meno rispetto alla media storica (mm.29 invece di mm.71) con record negativi sui bacini dei fiumi Fiora e Ombrone sud-orientale (sono caduti mm. 19 ca.); l’Arno scende a una portata di mc/sec 7,83 mc/s e anche il Serchio vede una portata più che dimezzata rispetto alla scorsa settimana.

È difficile la situazione idrica anche in Umbria: il lago Trasimeno segna il livello più basso dal Maggio 2003; nella Bassa Valle del Tevere, il “fiume di Roma”, a Maggio ha registrato la media mensile più bassa dal ’96; i volumi della diga Maroggia sono ai minimi del recente quadriennio.

In controtendenza è invece l’Abruzzo dove, nonostante le scarse precipitazioni del mese scorso, l’invaso della diga di Penne registra il record di acqua invasata dal 2017.

In Campania, il rischio di siccità permane nei bacini dei fiumi Garigliano e Volturno. In Basilicata, dove a Maggio sono caduti circa 45 millimetri di pioggia, i livelli medi del fiume Agri sono più bassi rispetto agli anni precedenti e dai bacini artificiali è attinto 1 milione di metri cubi d’acqua al giorno.

Più cospicui sono i prelievi dagli invasi della Puglia, dove in una settimana sono stati utilizzati circa 11 milioni di metri cubi di risorsa idrica. In Sardegna, infine, è definito un “livello di pericolo” per i serbatoi appartenenti ai sistemi idrici Nord-Occidentale, Alto Cixerri, Alto Coghinas; buone invece le performances registrate nei bacini appartenenti ai sistemi idrici di Gallura e Tirso-Flumendosa.

agi.it




Capri perde Guido Lembo il re della movida isolana. Un ricordo sentito a 15 giorni dalla scomparsa

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image0Una mattina qualsiasi ti svegli e, improvvisamente,  quasi come uno schiaffo inaspettato, ti giunge la notizia che non vorresti mai ti fosse arrivata, anche se lo si sapeva, anche se si sperava, tutti speravano, in un qualche miracolo, mai come questa volta nei pensieri e nelle preghiere di quanti lo conoscevano e lo hanno amato.

Guido, Guido Lembo non c’è più. Con lui Capri perde il re delle sue notti magiche, il fondatore, l’animatore e lo chansonnier della Taverna ‘’Anema e core’’.

Guido Lembo, un grande figlio dell’isola napoletana di Capri, ha dato una svolta al by night caprese, inventando un genere nuovo, rivisitando molte canzoni storiche partenopee in chiave moderna e personale, ogni sera, da quasi trent’anni, nella centralissima Taverna Anema e Core, insieme all’amore di sempre, Anna, compagna di vita e di lavoro, e poi al figlio Gianluigi.

image (1)Un simbolo della vita notturna isolana, re della movida caprese, con un testimone passato, già da tempo, appunto, all’erede Gianluigi, che oggi guida il locale ma che è anche impegnato in concerti e tournées in giro per il mondo nel nome di Capri.        Erano tutti pazzi per Guido e la sua chitarra ma, soprattutto, per l’atmosfera che si respirava alla Taverna, tutti a contatto di tutti, famosi e non, a cantare e anche a esibirsi al suono della sue note, della sua musica e della sua voce.

Molti e famosi gli habitué del suo locale: Diego Della Valle (Tod’s), Luca Cordero di Montezemolo, Berlusconi,  Tronchetti Provera, Carlo Rossella, Fiona Swarovski, Caterina Balivo, Alessandro Preziosi, i calciatori Mertens, Insigne, Cannavaro, Ferrara. E poi Jennifer Lopez, Naomi Campbell, Mariah Carey, Katy Perry ed Orlando Bloom, Laura Pausini e Lenny Kravitz, Dolce & Gabbana, Giorgio Armani, Valentino, Flavio Briatore, Chiara Ferragni e Fedez, Francesco Totti con Ilary Blasi.

imageE ancora LeBron James, Magic Jordan, Leonardo Di Caprio e Matthew Mcconaughey, Renzo Arbore, Peppino di Capri, Valeria Marini e Gigi D’Alessio, Jon Bon Jovi, Belen Rodriguez, Alessandro Siani, Red Canzian dei Pooh, Ronaldo, i Gipsy King, Beyoncé e Jay Z e tantissimi altri ancora, compreso il sottoscritto, che hanno lasciato un pezzo di cuore alla Taverna di Guido e alla sua Capri.




Ita Airways lancia il volo Roma-Buenos Aires intitolato a Baggio

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unnamed“Non è facile spiegare a voce l’emozione che provo. Sono felice e orgoglioso. È una storia bellissima anche perché ho un legame particolare con l’Argentina da trent’anni. Non ci vado da tre anni, immaginate la gioia che sto provando”: era quasi commosso Roberto Baggio, presenziando all’Aeroporto di Fiumicino (Roma) alla presentazione del primo volo per Buenos Aires del nuovo Airbus A350 di ITA Airways a lui intitolato.

L’ex campione azzurro, 55 anni, ha tagliato il nastro assieme a Carlo Briziarelli, direttore operazioni di terra ITA Airways, ed è poi salito sul volo in partenza alle 21.40 per la capitale argentina: “È grandioso. Non è una cosa che succede spesso, sono tra pochi fortunatissimi. Un paio di mesi fa, quando il mio agente Vittorio Petrone me lo ha comunicato, pensavo mi stesse prendendo in giro. Gli ho detto ‘Ma sei sicuro?'”.

Il Divin Codino ha espresso il suo profondo legame con il Paese sudamericano: “Non so come esprimere la gioia che mi dà pensare che il mio nome sia su questa tratta a cui sono molto legato, che ha portato tanti italiani dall’altra parte del mondo. C’è un insieme di fattori che lo rende ancor più incredibile. Il mio legame con l’Argentina nasce da un’altra mia grande passione oltre al calcio, la caccia”.

“Sono stato invitato nel 1991 dall’ex presidente della Diadora Roberto Danieli per condividere questa esperienza, lui conosceva il Paese mentre io non ci ero mai stato – ricorda Baggio – Sono rimasto incantato dai colori di quella terra: trent’anni fa l’Argentina non era conosciuta come adesso. Ancora oggi per me andarci mi rende felice”.

L’aereo contiene tutte le novità ITA Airways: divise, catering di bordo e interno. La compagnia aerea ha voluto radunare in una sala tutti i passeggeri del volo prima dell’inaugurazione di Baggio e Briziarelli, svelando anche per la prima volta le divise di bordo.

Una giornata storica vissuta con particolare coinvolgimento emotivo dalla leggenda del calcio italiano, che nel 1993 vinse il Pallone d’Oro.

agi.it




L’Italia ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di filosofia

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unnamedL’Italia ha conquistato la medaglia d’oro alle Olimpiadi Internazionali di Filosofia, che si sono tenute a Lisbona dal 26 al 29 maggio. Lo rende noto un comunicato diffuso dal ministero dell’Istruzione. Sul gradino più alto del podio Giulia Pession, studentessa del quinto anno del liceo classico “XXVI Febbraio” di Aosta, che ha vinto la medaglia d’oro tra gli 88 finalisti in gara, provenienti da 42 Paesi di tutto il mondo.

Giovanni D’Antonio, studente del quinto anno del liceo scientifico “Torricelli” di Somma Vesuviana (NA), ha conquistato la menzione d’onore (per la seconda volta).

Le Olimpiadi Internazionali di Filosofia, tornate in presenza dopo due anni, sono state dedicate al tema “identita’ e persona”, a partire da un lavoro dello scrittore Fernando Pessoa. A vent’anni dall’ultima medaglia d’oro conquistata da una studentessa romana a Tokyo nel 2002, dalle ultime due medaglie di bronzo conseguite a Tartu, in Estonia, nel 2015 e da diverse menzioni d’onore ottenute anche nel corso delle recenti edizioni, l’Italia continua a distinguersi nell’albo d’oro del panorama internazionale.

Si tratta di una grande soddisfazione per studenti, docenti e, in generale, per la scuola italiana, anche in considerazione del fatto che nel corso degli anni il numero dei Paesi partecipanti alle Olimpiadi Internazionali di Filosofia e’ cresciuto notevolmente.

L’ultima edizione in presenza prima della pandemia si è svolta a Roma nel 2019 con il record di 50 Stati e oltre 250 partecipanti. Giulia Pession ha svolto la traccia su Eraclito: “Questi quattro giorni sono stati davvero una bellissima opportunità per conoscere nuove persone, vedere una città magnifica e coltivare la passione filosofica ancor di più. Sono davvero contenta di questo risultato inaspettato, grazie per questa preziosa occasione”, ha commentato. Giovanni D’Antonio ha sviluppato la traccia su Hannah Arendt: “L’esperienza è stata incredibile, la porterò con me per tutta la vita – ha dichiarato – L’Italia si è fatta valere e ha dato grande dimostrazione di qualità filosofica”.

Le Olimpiadi Internazionali di Filosofia sono organizzate dalla Fisp (International Federation of Philosophical Societies) e sostenute dall’Unesco. Le Olimpiadi di Filosofia sono promosse e organizzate dal Ministero dell’Istruzione d’intesa con la Societa’ Filosofica Italiana e rientrano nel Progetto della Valorizzazione delle eccellenze. Oltre 380 le scuole partecipanti quest’anno, da tutta Italia, cui si aggiungono altre 6 scuole italiane all’estero (Brasile, Grecia, Marocco, Peru’, Russia, Turchia). Piu’ di 10.000 le studentesse e gli studenti coinvolti nell’edizione numero XXIX.




Bankitalia: “Un figlio costa alle famiglie 580 euro al mese”

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famiglia 1Quanto costa un figlio ogni mese? Una domanda che assilla le famiglie che i figli ce li hanno e anche quelle che magari vorrebbero farli, ma sono frenate dall’aspetto economico, fattore che pesa sul fenomeno della denatalità italiana. Il calcolo ha provato a farlo la Banca d’Italia, rielaborando i dati Istat, nella relazione annuale presentata oggi insieme alle Considerazioni finali del governatore, Ignazio Visco. Ebbene, secondo gli economisti di Palazzo Koch, nel 2021 la spesa per un figlio è pari a 580 euro, in calo rispetto agli anni precedenti.

“Nel periodo tra il 2017 e il 2019 i nuclei familiari composti da due adulti e uno o più figli minori hanno speso in media poco più di 640 euro al mese per mantenere ogni figlio (un quarto della spesa media di una famiglia italiana)”, si legge nella relazione.

Questo costo, spiega lo studio, “comprende gli acquisti di beni e servizi destinati esclusivamente ai figli (ad esempio alimenti per neonati e rette scolastiche) e una quota dei consumi rilevati a livello familiare (quali le spese per l’abitazione e per i trasporti). Quasi il 60% della spesa è stato destinato a soddisfare bisogni primari (alimentari, abbigliamento e spese per la casa, istruzione e salute)”.

Nel Mezzogiorno, sottolinea il report di Palazzo Koch, “la spesa per figlio è risultata inferiore rispetto al Centro-Nord; l’incidenza sulla spesa media delle famiglie è tuttavia simile nelle due macroaree. Il divario ha riguardato per circa un quinto le spese per la casa, che riflettono il più elevato costo degli immobili nelle regioni centro-settentrionali, e per circa due terzi i consumi meno essenziali (tempo libero, trasporti e altro)”.

La spesa, pressoché stabile nel triennio 2017-19, si è contratta nel 2020 a 580 euro (12% in meno sul 2019), quando, sottolinea Bankitalia, “i timori del contagio e le restrizioni alla mobilità connesse con la pandemia hanno fortemente ridotto la spesa per consumi, in particolare per i trasporti e per il tempo libero”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




La lapide di Alfredino Rampi è stata imbrattata con delle svastiche

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170926583 ccfec0d2 6ca3 4dd2 b48e 2dc38186b725Indagini in corso sulla profanazione della tomba di Alfredino Rampi, il bimbo di sei anni morto dopo essere caduto in un pozzo a Vermicino il 13 giugno 1981: la lapide della sepoltura del bambino al cimitero Verano di Roma è stata imbrattata con 11 svastiche colorate con un pennarello nero. Sul posto i carabinieri della stazione San Lorenzo.

“È inaccettabile la vigliacca profanazione della lapide del piccolo #AlfredinoRampi imbrattata con 11 svastiche. Faremo ripulire subito questo scempio. Alfredino resta nei nostri cuori e #Roma gli ha appena dedicato questo bel murale a #Garbatella. Questi barbari si vergognino”. Lo scrive su Twitter il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

“Voglio esprimere la più ferma condanna alla vile profanazione della lapide di Alfredino – ha commentato l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato -. Una notizia che mai avremmo voluto leggere e che indigna profondamente. Mi auguro che al più presto i colpevoli vengano individuati dalle forze dell’ordine”.

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